EOLIE, PRIMI VIP

620ea106c520ffd91e4bd22d4102548d.jpgPrimi vip alle Eolie. Francesco Rutelli, deluso dalle elezioni romane,  insieme alla moglie Barbara Palombelli e ai figli è arrivato stamattina a Filicudi, dove possiede una villa in stile eoliano. E’ giunto con la nave della Siremar proveniente da Napoli e festeggerà domani il primo maggio nell’isola.

Tra i vacanzieri anche l’ex ministro della Sanità Girolamo Sirchia. cf7bd453d8931022bb8013b41eb65523.jpg

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PROVINCIA, I CANDIDATI EOLIANI

7347fe446045d1d0fbb296026cc7331f.jpgLIPARI – Aumenta “l’esercito eoliano” che vuole scalare Palazzo dei Leoni a Messina.da515f6238b8b8a3bdd271251f3c71b9.jpg

Si avvicinano le elezioni provinciali e tra i partiti fervono le trattative per definire le candidature.

Nell’Udc gli eoliani saranno tre: Chiara Giorgianni, Aldo Campo e Bartolo Lauria. Alleanza Nazionale punterà su Saro Venuto e Pino Longo. Forza Italia su Mario Cincotta. Il consigliere di Stromboli ha però affermato che se la lista sarà unica (Pdl) non si candiderà.

Tutto da definire negli altri gruppi. L’Mpa potrebbe

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puntare su Luigi Megna o Gesuele Fonti e anche sul giovane Restuccia. Il Pd dovrà scegliere tra Nino Paino, Pino La Greca e Giacomo Biviano. Non è da escludere che il partito di Veltroni presenti due liste civiche.

ALICUDI, SFIORATA LA TRAGEDIA. GRU IN MARE

a43b5a1bfcd0e6e4f7c42f052eac987c.jpgALICUDI – Sfiorata la tragedia nella piccola isola delle Eolie. La gru utilizzata dalla ditta per la messa in sicurezza del porto, probabilmente per un problema tecnico si è ribaltata e il braccio della stessa gru è finito in mare. Per fortuna, non vi sono state conseguenze per il personale della ditta. L’incidente si è verificato intorno alle 16. Disagi però si registrano nella zona portuale di Alicudi. Non può essere utilizzata per l’approdo dei mezzi di linea. L’aliscafo “Antioco” della Siremar non ha potuto effettuare l’operazione di attracco e i passeggeri che dovevano sbarcare e imbarcare hanno dovuto utilizzare una barca. Sulla vicenda una indagine è stata avviata dalla guardia costiera.

ARS, PROCLAMATI ELETTI I MESSINESI

2e7d368f0d0ef91b8d135264eaa6a874.jpgL’Ufficio circoscrizionale elettorale del Tribunale di Messina ha proclamato gli eletti messinesi all’Assemblea della regione Siciliana. Si tratta di Santi Formica, Giuseppe Buzzanca, Nino Bennati, Roberto Corona e Carmelo Correnti per il Popolo della Libertà; Cateno De Luca e Fortunato Romano per l’Mpa; Franco Rinaldi, Filippo Panarello e Giuseppe Laccato per il Partito Democratico; Giovanni Ardizzone per l’Udc.

La proclamazione di Giuseppe Picciolo, che ha conquistato il dodicesimo seggio messinese assegnato al Partito democratico, avverrà la prossima settimana, dopo che il presidente dell’ufficio centrale della Corte d’Appello di Palermo avrà verificato i risultati delle elezioni

LA CAMERA DEI FIGLI

beaa1218e776ca560bf2be6192f3a46a.jpgE’ in uscita “Onorevoli figli di, I parenti, i portaborse, le lobby: istantanea del nuovo Parlamento” 337632b1343a3cd39661bded7a15e9f2.jpgRinascita edizioni di Danilo Chirico e Raffaele Lupoli. Pubblichiamo stralci del capitolo sui figli.

“Non possiamo avere un Paese che, quando andiamo a vedere le liste elettorali, sono tutti figli di”. Luca Cordero di Montezemolo era ancora presidente di Confindustria quando, da buon manager legato alle famiglie più influenti del capitalismo italiano, prima del voto ha voluto ribadire l’importanza della meritocrazia e della concorrenza in tutti i campi, anche nella politica. “Sin dalla prima elementare – ha spiegato – chiunque deve poter andare avanti se è capace, indipendentemente da come si chiama”. Gli si potrebbe replicare che dipende anche da dove uno frequenta le elementari. E se ci va accompagnato dall’autista di papà o a piedi con la mamma disoccupata assieme agli altri tre fratelli. (…) Essere figli di non è reato e non è per forza sinonimo di incapacità e privilegio: per fortuna c’è anche chi eredita passione e competenza. Anche se non sempre è possibile distinguere se e quanto il successo, nella professione o nella politica, dipenda dal saperci fare o dal peso del genitore di turno.

Maria Paola Merloni, ad esempio, è laureata in Scienze politiche ed è un’imprenditrice. A 45 anni ha al suo attivo già due anni da deputato della Margherita, poi Pd. Prima di arrivare in politica è stata presidente di Confindustria nelle Marche e le sue parole d’ordine sono “innovazione e competitività”. Nonostante abbia mostrato sul campo le sue doti, il suo nome lo si trova per forza di cose associato a quello del padre Vittorio, fabrianese patron della Indesit elettrodomestici e presidente di Confindustria dal 1980 al 1984. Durante la scorsa legislatura sulla prima dei quattro figli dell’industriale, membro peraltro della commissione Attività produttive, si è abbattuto un sospetto di conflitto d’interesse quando si è trattato di votare sugli incentivi all’acquisto degli elettrodomestici ecologici. (…)

Per rimanere nel ramo (figli e rottamazioni) passiamo a Matteo Colaninno, esordiente in Parlamento ma alle spalle una carriera da manager che fa spavento se rapportata ai suoi 38 anni. Prima di annunciare il suo sì a Veltroni (era capolista in Lombardia 1) si è dimesso dalla carica di presidente nazionale dei Giovani imprenditori, di vicepresidente di Confindustria e di membro del consiglio d’amministrazione del Sole 24 Ore. (…)

Matteo è il numero due dell’impresa guidata da Roberto Colaninno, il gruppo Piaggio: 7.200 dipendenti, 7 stabilimenti e attività commerciali in oltre 50 paesi. La sua visione sul ruolo di operai e imprenditori nel paese è la stessa più volte espressa da Walter Veltroni: “Oggi anche le imprese non sono necessariamente soggetti forti – ha detto Colaninno all’apertura della campagna elettorale – . Bisogna capire che azienda e lavoratori devono fare parte dello stesso progetto perché il mercato non è più l’orto di casa o il confine domestico ma il mondo”. (…)

Tanti imprenditori è vero, ma qualche rampollo della politica non se lo è fatto sfuggire neanche Silvio Berlusconi, nonostante un solenne annuncio dallo studio di Porta a porta, quando in apertura di campagna elettorale disse: “Nel Pd hanno messo dentro le segretarie, i portaborse e anche i figli e le figlie di. Una cosa che, posso assicurare, noi non faremo”.

Fra i banchi di Montecitorio però siede anche stavolta Giuseppe Cossiga, figlio di Francesco. L’ex presidente picconatore che l’8 aprile, dopo aver confermato i buoni rapporti con il Cavaliere (“non l’ho mai votato, ma sono amico suo e delle sua famiglia”), ha regalato uno “scoop” alla giornalista del Piccolo che lo intervistava: “Sarò il testimone di nozze della figlia di Berlusconi, Barbara – ha detto – E sa chi mi ha scelto? Barbara”. Amicizie di famiglia a parte, l’onorevole Cossiga figlio, 44enne ingegnere aeronautico, era vice-coordinatore sardo di Forza Italia e la scorsa legislatura faceva parte della commissione Difesa di Montecitorio.

(…)

Per restare ai politici figli di politici, torna in Parlamento anche Enrico Costa, figlio dell’ex ministro Raffaele, liberale finito nel Pdl, autore dei libri L’Italia degli sprechi e L’Italia dei privilegi e propugnatore della fine dei poteri speciali a regioni e province autonome. Oggi il padre presiede la provincia di Cuneo, mentre il figlio, deputato con il Pdl, ne segue le orme a Roma. Meno noto, ma altrettanto “figlio” il teramano Paolo Tancredi, 42 anni: suo padre è l’ex parlamentare della Dc Antonio Tancredi. Eletto al Senato nelle truppe berlusconiane ha lasciato la carica di consigliere regionale nel suo Abruzzo.

Stessa eredità e stesso partito per Mauro Pili, figlio di Domenico, socialista di Iglesias che abbandonò la politica dopo una condanna per tangenti. Il giornalista ed ex (giovanissimo) presidente della Regione Sardegna (famoso il suo discorso d’insediamento in cui citava cifre e dati relativi alla Lombardia), in campagna elettorale ha attraversato la sua regione a bordo del “treno della libertà”.

Alla stazione Montecitorio Pili si è ritrovato seduto qualche posto più in là un altro figlio riconfermato, il responsabile Mezzogiorno di Forza Italia ed ex presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto da Maglie, Lecce. Anche suo padre Totò, democristiano di razza e concittadino (ma avversario nel partito) di Aldo Moro, è stato alla guida della Regione. Purtroppo è morto in un incidente stradale nel 1998, prima di coronare il suo sogno di candidarsi all’Europarlamento l’anno successivo, ma il giovane Raffaele, oggi 38enne, ne ha raccolto bacino di voti e voglia di gettarsi nell’agone.

A 33 anni (è nata il 23 ottobre del 1974) è al suo terzo mandato anche Chiara Moroni, figlia del parlamentare socialista Sergio, che si tolse la vita dopo che fu coinvolto nello scandalo di Tangentopoli. Dopo la morte del padre Chiara ha militato nella Federazione giovanile socialista e, aderendo al Nuovo Psi, si è candidata con la Casa delle Libertà alle politiche del 2001. Nel 2004 è stata al centro di roventi polemiche, scaturite dalle esternazioni dei deputati leghisti Alessandro Cè e Dario Galli, che avevano dichiarato: “Ci sono persone abbastanza giovani, che stanno qui non si capisce per quali meriti”, alludendo chiaramente alla Moroni e ai partiti della Prima Repubblica (fra cui quello socialista), che la Lega ha spesso criticato.

L’avvocato e poi magistrato militare Daniela Melchiorre, classe 1970, il 18 maggio 2006 è stata nominata sottosegretario alla Giustizia del governo Prodi. “Il governo di centrosinistra sarà fondamentale nel portare un miglioramento nella giustizia in generale. Si lavorerà in tutte le direzioni indicate da presidente del Consiglio”, aveva dichiarato subito dopo la nomina. Prima di allora affiancava alla professione l’attività di vicesegretario regionale della Margherita in Lombardia. Gianni Barbacetto nel libro Compagni che sbagliano racconta che nel curriculum scritto da lei stessa, tra i meriti di studio e professionali, compare anche un’altra utile indicazione: “Figlia del generale della Guardia di finanza Melchiorre e nipote del cardinale Bovone”. Una voce quantomeno originale, ma facile da valutare.
(…)

Insospettabili le origini familiari di Maria Eugenia Roccella, neo-deputata del Pdl. Giornalista e saggista con una laurea in lettere e un dottorato di ricerca alla Sapienza, Eugenia è figlia di Franco, uno dei fondatori del Partito radicale e anima dell’Ugi, Unione goliardica italiana. A lui si deve il motto dell’associazione che annoverava fra i suoi adepti Marco Pannella e Lino Jannuzzi: “Goliardia è cultura e intelligenza, è amore per la libertà e coscienza della propria responsabilità”.
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Se, insomma, il Popolo delle libertà non può scagliare la prima pietra, è vero anche che il Partito democratico è stato il più criticato in campagna elettorale per la sua eccessiva attenzione alla genealogia. La medaglia d’oro per la specialità va senz’altro a Daniela Cardinale, giovane figlia dell’ex ministro delle Poste e telecomunicazioni Salvatore. (…)

Sul banco degli imputati con l’accusa di essere “figlia di” è finita anche Marianna Madia, che rivendica con fierezza un’affermazione per la quale era stata criticata da più parti: “Porto in dote tutta la mia straordinaria inesperienza”. E spiega che la sua candidatura “dimostra che c’è una rivoluzione in corso”. Ma di lei in campagna elettorale si è detto soprattutto che è sveglia e amica dei potenti. Per sua stessa ammissione la parlamentare romana, classe 1980 “secchionissima” laureata con il massimo dei voti, deve dire grazie a chi le ha consentito di arrivare al posto di capolista nel Lazio: dal “maestro di vita” Giovanni Minoli a Enrico Letta, “che ad una ragazzina non ancora laureata ha dato la possibilità di entrare all’Arel”, il Centro studi economici promosso dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

E ovviamente a Walter Veltroni, a cui è bastato un colloquio dopo la segnalazione degli altri due padrini per decidere. “L’ho visto due volte in vita mia – si schermisce Marianna – Venne al funerale di mio padre. Tre anni e mezzo dopo mi ha telefonato per propormi la candidatura.

Il padre di Marianna, Stefano Madia, era giornalista professionista. Poi decise di iscriversi a un corso di recitazione e Dino Risi lo scritturò per il film Caro papà che gli fruttò un premio come miglior attore non protagonista a Cannes. “Poi torna al suo lavoro – racconta la figlia – Ma da precario: programmista-regista in Rai. Lavora a Porta a porta, poi a Mixer, quindi fa causa alla Rai. Dopo dieci anni, due mesi fa ho ricevuto la sentenza: il giudice ordina assunzione e reintegro con giusta mansione. Perciò, in Parlamento, lo giuro: di due cose, certamente, mi occuperò. La lentezza della Giustizia e il dramma del precariato”.

“La candidatura come capolista di Marianna Madia mi convince come donna e come democratica. E le parole di Marianna mi convincono ancor più che la strada del rinnovamento è davvero iniziata”. Sarà solidarietà filiale, dato che Franca Chiaromonte, senatrice eletta in Campania, è figlia di Gerardo, parlamentare e dirigente comunista, numero due del partito ai tempi di Berlinguer. (…)

Ritrova il suo posto al Senato anche Sabina Rossa, 45 anni, insegnante e sindacalista: eletta nel 2006 nelle file dell’Ulivo torna a Palazzo Madama dopo l’elezione in Liguria, dove era sesta in lista. Suo padre Guido nel ’79 è stato giustiziato da un commando delle Brigate Rosse in un’esecuzione che segnò l’inizio della loro fine. L’attentato era stato deciso per punire il sindacalista della Fiom-Cgil che aveva voluto denunciare l’infiltrazione in fabbrica di un brigatista sorpreso a sistemare volantini terroristici.
(…)
Con Sabina Rossa, Giovanni Bachelet ha in comune il tragico destino del padre. E anche lui è stato eletto con il Partito democratico alla Camera. Le sue ricerche come fisico della materia hanno ottenuto il prestigioso traguardo di circa quattromila citazioni: ora lo scienziato arriva in un Parlamento che nella sua storia ne ha annoverati davvero pochi. (…)

Segno Pd ascendente Dc anche per Francantonio Genovese, messinese avvocato figlio del senatore Luigi e nipote del pluriministro Nino Gullotti, entrambi dello scudo crociato. L’ex deputato regionale e sindaco di Messina “decaduto” è segretario siciliano del partito ed è stato eletto alla Camera nel collegio Sicilia II (terzo in lista). Da primo cittadino della sua città, nel 2007 il neo parlamentare è stato travolto, assieme all’intero consiglio comunale, dall’annullamento delle elezioni che lo avevano eletto nel novembre 2005. Il Consiglio di giustizia amministrativa ha accolto il ricorso di un suo contendente alla poltrona di sindaco, Antonio Di Trapani, e della lista del Nuovo Psi di De Michelis, esclusi dalla competizione.

Esordio in Parlamento anche per Roberto Della Seta, romano classe 1959, responsabile Ambiente del Pd eletto al Senato in Piemonte. (…) Prima del “salto” era presidente nazionale di Legambiente, dove era entrato da obiettore di coscienza e ha lavorato per oltre dieci anni. Laureato in Storia dei partiti politici, giornalista, è autore di saggi su vari temi di storia contemporanea: l’ultimo è il Dizionario del pensiero ecologico, il primo è I suoli di Roma, scritto a quattro mani con suo padre Piero, urbanista, saggista ed ex assessore nella capitale dal 1976 al 1983 nelle gloriose giunte Petroselli e Argan. (…)

Giuseppe Berretta, eletto in testa alla lista Pd nel collegio della Sicilia orientale, ha ereditato dal padre due carriere: quella accademica e quella politica. Prima di arrivare a Montecitorio il 37enne avvocato e docente di Diritto del lavoro all’università Kore di Enna, è stato consigliere comunale all’opposizione di Scapagnini, che ora ritroverà in Parlamento, e segretario dei Ds a Catania. Il padre è Paolo Berretta, vicesindaco ai tempi di Enzo Bianco, docente universitario da sempre impegnato in politica, scomparso nel 2006.

Candidata numero 18 al Senato per il Pd in Lombardia c’era anche Ludina Barzini, giornalista, nipote di Luigi Barzini senior, figlia di Luigi Barzini jr, ha raccontato alcune vicende della sua famiglia in Barzini, Barzini, Barzini (Rizzoli 1986). E’ è stata anche assessore alla cultura al Comune di Milano. Assieme a candidature di bandiera come quella della Barzini, Pd e Pdl hanno candidato anche alcuni giovani dai natali parlamentari verso il fondo delle liste. Sono ragazzi che sulla scorta dell’esperienza paterna intraprendono la formazione alla dura scuola della campagna elettorale.

Per sostenere Veltroni, ad esempio, ha cominciato a farsi le ossa Gennaro Diana figlio di Lorenzo, ex senatore proveniente dalle difficili terre di Casal di Principe, in provincia di Caserta, in Parlamento dal 1994 al 2006. Dopo tre legislature nelle fila dei Ds e in commissione Antimafia, oggi è membro dell’assemblea nazionale del Pd. Il giovane figlio era numero 26 in Campania 2. Candidatura di servizio, si dice in gergo.

Nelle truppe berlusconiane è stato invece eletto Antonino Salvatore Germanà (nella foto a sinistra), nato a Messina nel 1976 e piazzato al decimo posto in Sicilia 2. Conquistando quel seggio che tra Camera e Senato il padre Basilio occupava per Forza Italia dal ’94 (fu lui nel 2002 a proporre una provincia autonoma per le isole minori: 53 in tutto). Per la candidatura è perfino entrato in competizione con l’assessore regionale uscente alla Cooperazione Nino Beninati. Per volare a Roma il 32enne deputato ha lasciato ben volentieri la poltrona alla Provincia di Messina, dove era assessore alla Pubblica istruzione. Le sedie che occuperà nella capitale hanno tutto un altro fascino.

Invece è un capitolo a sé l’eterno match tutto interno alla famiglia Craxi. Il botta e risposta a distanza ha toccato il punto più caldo a metà marzo, quando Michele Vittorio detto Bobo Craxi (nella foto a destra) si è armato di carta e penna e ha scritto a sua sorella: “Cara Stefania, stai nel posto sbagliato”. Il capolista per il Partito Socialista in Lombardia 1 e 3 ha reagito così all’iniziativa dal titolo “I riformisti craxiani e il Partito popolare europeo”, svoltasi a Milano ad opera del movimento Giovane Italia di Stefania Gabriella Anastasia, meglio conosciuta come Stefania Craxi. L’operazione è chiara: la sorella maggiore era candidata del Popolo delle libertà (è stata eletta nella circoscrizione Lombardia 1). E nella formazione guidata da Silvio Berlusconi ha voluto portare con sé l’ingombrante bagaglio del craxismo, quello che fa riferimento a suo padre Bettino. Le urne hanno dato ragione a lei.

Tra non eletti anche il senatore Alessandro Forlani, figlio dell’Arnaldo del famigerato Caf (il trio Craxi Andreotti Forlani), sul quale l’Unione di centro riponeva le speranze di ottenere un seggio al Senato nelle Marche. Alessandro Forlani ha seguito fin dai tempi del Ccd le vicende politiche di Pier Ferdinando Casini, ritenuto unanimemente l’erede politico più diretto di Forlani padre. Il quale però avrebbe preferito che Berlusconi e Casini non fossero arrivati alla separazione. Poi si è rassegnato, visto che il dissenso tra Pier e Silvio è precipitato in lite. “Dico la verità, non mi aspettavo che, dopo aver fatto il patto con Fini, Berlusconi fosse così drastico con Casini”. Una chiusura che a pochi giorni dal voto ha portato papà Arnaldo a dichiarare la sua preferenza: “Credo che le suggestioni e la retorica di un certo presidenzialismo abbiano reso la politica italiana meno democratica” e dunque va incoraggiata “la scelta dell’Udc di presentarsi da sola”. Sarà mica perché era in gioco la rielezione del figlio? (…)

Rimane invece al Parlamento europeo Claudio Fava, 51enne figlio del direttore de I Siciliani Giuseppe, ucciso dagli uomini del clan Santapaola nel 1984. Dal padre Claudio ha ereditato molte passioni, a cominciare dal mestiere.

Nel nuovo Parlamento poteva sedere con tutta tranquillità tra i banchi del Partito democratico, ma ha preferito fare il capolista con poche speranze per la Sinistra arcobaleno. Il motivo? “Mi sarei ritenuto pazzo a candidarmi capolista al Senato per il Partito democratico, avendo alle mie spalle, nella stessa lista, Mirello Crisafulli” ha detto Fava. Che all’affermazione di Casini sul fatto che “non è giusto che le liste le faccia la magistratura” ha replicato: “Infatti le liste dell’Udc le ha fatte Casini. Solo lui poteva ricandidare capolista al Senato un signore, Cuffaro, condannato all’interdizione perpetua dai pubblici uffici”. E non ha risparmiato neanche Lombardo: “È un Cuffaro fresco di lavanderia”.

EOLIE, ALTRA INVASIONE DI TURISTI PER IL PONTE DEL 1′ MAGGIO

48c5813e1749598bdedef73065b4b737.jpgAnche per il ponte del 1’ Maggio massiccia 56018f2d3f656d9d07556fc2b01af042.jpgl’affluenza di turisti nell’Arcipelago delle Eolie.

 

I mezzi di collegamento – aliscafi e traghetti – della Siremar,  della Ustica Lines e della Ngi viaggiano a pieno carico alla volta delle sette isole. Dopo l’invasione di vacanzieri che si è registrata nel ponte del 25 aprile – quindi – anche per questo nuovo fine settimane le Eolie hanno ripreso ad essere movimentate di vacanzieri che sono giunti non solo dalle vicine città siciliane (Messina, Catania e Palermo), ma numerosi sono stati anche i villeggianti giunti dal resto d’Italia e le comitive di turisti stranieri con in testa i tedeschi.

 

Le ottime condizioni del tempo, con un sole caldo, hanno permesso ai tanti turisti di affollare le spiagge e in molti hanno anche fatto anche il primo bagno in mare.

 

CAPPERI, FANNO BENE ANCHE PER LE ALLERGIE…

1f07797ce12a6b5253eb93f22fdd3e5a.jpgIl cappero è un atistaminico, protegge la pelle e fa bene alla salute.

E’ quanto emerso durante il convegno dedicato al “Fiore del Mediterraneo” che si è svolto nell’isola di Pantelleria.

Degli effetti benefici del cappero per la salute ha parlato il professore Francesco Bonina della facoltà di farmacia dell’università di Catania, secondo cui oltre a tutti gli altri effetti benefici noti, sono stati individuati nel cappero gli stessi effetti antistaminici “ossia che ha un forte effetto antiallergico”,

LIPARI, ENTRO UN ANNO L’AMPLIAMENTO DELL’OSPEDALE

4b894bd966731382b0c55e92824bdc0b.jpgSPESA PREVISTA OLTRE 5 MILIONI DI EURO. e9de6a872c7da6e0280ab0f69447b205.jpg

LIPARI – Entro un anno sarà ampliato e completato l’ospedale civile della maggiore isola delle Eolie.

 

I lavori sono già a buon punto. Grazie al finanziamento regionale è prevista una spesa di oltre cinque milioni di euro.

 

Con l’ampliamento dei locali, è prevista nel piano interrato la diagnostica, nel piano terra il pronto soccorso e la camera iperbarica e al primo piano saranno sistemate due sale operatorie e la sala parto.

 

I lavori sono eseguiti dalla ditta “Lipari Scarl” di Patti, amministrata da Giuseppe Sguerrini. Direttore dei lavori è Giovanna Pellegrino, responsabile unico del procedimento Salvatore Trafiletti, direttore tecnico Giovanni Raffiti.

 

Oltre all’ampliamento della struttura ospedaliera, è stato anche progettato il restauro della parte rimasta ancora vetusta: come l’attuale ingresso ospedaliero.

 

In pratica, considerato che già negli anni precedenti si era proceduto alla ristrutturazione di un’altra ala dell’ospedale, tutta la struttura è destinata ad essere rimessa a nuovo.

 

L’isola di Lipari – in definitiva – entro un anno dovrebbe disporre di una struttura ospedaliera – almeno per quanto attiene i locali – adeguata. I cittadini delle Eolie sperano anche che si possano garantire anche servizi sanitari efficienti, considerato che purtroppo ancora oggi si deve fare a meno – tanto per fare un esempio – dell’ortopedico, e anche per una semplice ingessatura si è costretti a recarsi nella piu’ vicina sede ospedaliera di Milazzo, andando incontro a disagi sia a livello di tempo che economico.