Turismo, Centro Benessere gettonati…


cbenessere.jpg Nonostante la crisi economica in Italia il comparto del benessere cresce: secondo una recente indagine del Centro cbenessere1.jpgstudi Unipro (Associazione italiana imprese cosmetiche, legata a Confindustria), in Italia, negli ultimi 5 anni, i centri benessere nelle località turistiche e nelle città sono aumentati del 65% mentre nel 2008 il settore turistico ha subito un calo generalizzato.

Il turismo nel suo complesso però è in difficoltà: Federalberghi ha calcolato che nel solo mese di gennaio negli alberghi italiani sono stati lasciati a casa il 4,5% dei lavoratori occupati. In numeri unitari il turismo, che dà lavoro diretto a circa 1,5 milioni di persone, potrebbe perdere, nel solo 2009, almeno 100.000 lavoratori.

I dati però non valgono per il segmento benessere, tanto che gli alberghi dotati di centri benessere e mini spa crescono e si moltiplicano: le imprese attive in Italia sono oltre 2 mila. Eppure, secondo il periodico ‘Trademark Italia’, il margine operativo diretto della maggioranza delle spa d’albergo è basso, e questo a causa degli alti costi di funzionamento e mantenimento. Frequentemente il centro benessere costituisce dunque una fonte di perdite anche se il vantaggio è forte in termini di marketing: l’albergo con la spa attira, mentre un hotel senza Spa è decisamente penalizzato. “Per offrire un buon livello di qualità i costi di manutenzione dei centri benessere sono molto alti – spiega Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federterme-Confindustria – e questo, soprattutto nei periodi di bassa stagione, costituisce un problema. Occorre grande oculatezza nella gestione di questi centri”.

Schifani, Italia divisa in due…

rschifani3.jpg«La classe politica meridionale, il suo ceto imprenditoriale, tutta la società devono fare la propria parte e hanno cominciato a farla». Lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani, intervenendo al congresso Mpa all’hotel Marriott a Roma. «La Sicilia e il Mezzogiorno – ha aggiunto – hanno dimostrato in questi ultimi anni di possedere gli anticorpi, dando luogo a fenomeni di buon governo e di efficienza amministrativa, e dimostrando, inoltre, come saper contrastare il fenomeno della criminalità organizzata. Siamo noi stessi – ha rivendicato Schifani – gente del Sud che ci siamo ribellati e abbiamo alzato la testa». Parlando della criminalità mafiosa, il presidente del Senato ha aggiunto: «La Sicilia non si è piegata alla mafia, ma anzi, ha saputo reagire con fermezza, dignità e decisione. Infatti ogni giorno ci sono imprenditori coraggiosi e valorosi che con le loro scelte si sono ribellati ai soprusi mafiosi».
FEDERALISMOTENGA CONTO DELLE DIVERSITA’ – Toccando il tema del federalismo, il presidente del Senato auspica che si arrivi a un federalismo «solidale» perché «non può esserci crescita dell’Italia se verranno lasciate indietro alcune aree del Paese». «Oggi più che mai -incalza Schifani- non è più concepibile un’Italia a due velocità». «Se il federalismo terrà conto delle diverse realtà del nostro Paese e interverrà per armonizzarne le esigenze, non creando freni allo sviluppo delle aree forti e sostenendo la crescita di quelle più fragili, potremo offrire all’Italia l’opportunità di continuare ad essere un grande Paese, prospero, libero e sicuro».
PRESTO I LAVORI PER IL PONTE SULLO STRETTO –
Sul ponte di Messina la seconda carica dello Stato ha detto che i cantieri saranno riaperti tra breve: «In questo periodo di instabilità economica il Sud può contribuire a sostenere l’economia delle nostre imprese. Il Ponte sullo Stretto si inserisce in questo contesto. E il Cipe tra qualche giorno confermerà lo stanziamento dei fondi promessi e quindi si passerà a breve all’apertura dei cantieri».

Pd, avanti con Genovese

GENOVESE.jpgSarà l’attuale leader Francantonio Genovese a traghettare il Pd siciliano verso il congresso del prossimo autunno. Il segretario sarà affiancato da un coordinamento politico ristretto a una decina di componenti per la valorizzazione delle realtà locali e l’organizzazione di specifiche iniziative politiche territoriali. Lo ha stabilito l’Assemblea regionale costituente che si è riunita oggi a Palermo.
Dunque, le speranze di quanti si aspettavano le dimissioni del segretario o l’avvio delle primarie per un congresso a giugno si sono infrante contro la scelta di un Genovese bis, almeno fino al prossimo ottobre. Con l’ordine del giorno approvato, “l’Assemblea condivide ed esprime l’opportunità e l’urgenza di un impegno fortemente unitario per rilanciare l’attività politica del partito, anche mediante la creazione di un coordinamento politico; tutto ciò al fine di preparare ed affrontare, con la più ampia partecipazione e nell’interesse generale del partito, le prossime scadenze elettorali e la gestione delle diverse fasi congressuali”.
Nel suo intervento Genovese ha sottolineato che “pur non coltivando alcun interesse a rimanere in carica fino a ottobre piuttosto che sino a giugno, di non condividere a Palermo come a Roma, la tesi di chi sostiene che lo svolgimento della complessa procedura delle primarie, in coincidenza con l’imminente campagna elettorale, possa realmente favorire il rilancio dell’azione politica del partito e il suo radicamento nel territorio”.
L’Assemblea regionale costituente del Pd ha deciso di mantenere nello statuto la denominazione di “Partito democratico siciliano”, cercando una mediazione con la Commissione nazionale di garanzia del partito, che aveva chiesto la modifica con “Unione regionale”, come nelle altre regioni.
“Potrebbe sembrare una vicenda secondaria sotto il profilo politico – ha detto Genovese – ma rappresenta, invece, un caso  emblematico di contraddizione tra ciò che si dice e ciò che si fa; perché dopo tanto parlare di struttura federale, di autonomia dei livelli regionali, è incredibile che ci si impunti oggi su una questione apparentemente formale. E quel che più sorprende è che lo si faccia nei confronti di una regione che, da sempre, ha fatto dell’autonomia il suo carattere distintivo”.
“Credo – ha sostenuto Genovese – sia venuto il momento di aprire con il partito a livello nazionale una interlocuzione forte sull’autonomia che il Pd siciliano intende avere. Facendo intendere sin d’ora che non si ripeteranno più certi errori del passato, che non saremo disponibili ad accettare supinamente nessuna forma di commissariamento”.
Genovese ha anche rimarcato gli obiettivi del partito: “Il rilancio del Pd in Sicilia, oltre che dall’autocritica di chi, e non sono l’unico, ha avuto fino a oggi responsabilità di gestione, non può prescindere dal compimento di alcune scelte obbligate”, tra cui “la valorizzazione delle realtà territoriali, perché una forza politica, che non sia solo virtuale, non può accontentarsi di essere presente su Facebook, ma deve fare di tutto per esserlo sul territorio”.
Il riferimento è ad alcune iniziative di esponenti del Pd, tra cui il capogruppo all’Ars Antonello Cracolici, che utilizzano Facebook per interloquire con aderenti e militanti. Non si tratta, ha sostenuto Genovese, solo di aprire i circoli, “ma anche di farli partecipare attivamente alla vita del partito”.