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AGI.jpgUn’esplosione si e’ verificata alle 18.35 nel cratere dello Stromboli, che ha espulso pietre abbattutesi tra la vegetazione al limitare dell’abitato di San Vincenzo. Attimi di paura tra le cordate degli escursionisti, in tutto un centinaio, che si trovavano in prossimita’ della vetta accompagnati dalle guide. “Dopo il botto – hanno commentato alcuni isolani – dal sentiero abbiamo assistitito ad un fuggi-fuggi. Al momento comuqnue non si hanno notizie di feriti”. L’attivita’ dello Stromboli nelle ultime settimane e’ stata sempre intensa, ma si erano registrate finora solamente delle piccole scosse seguite da frane. L’esplosione del pomeriggio e’ stata udita in tutta l’isola e anche nella piu’ remota frazione di Ginostra. La situazione e’ tenuta sotto controllo dall’Ingv e dalla Protezione civile.

Lipari, petizioni, referendum&democrazia

plagreca5.jpgdi Pino La Greca

In questi giorni ho letto tantissime note intorno alle vicende della possibile istituzione del Parco Nazionale delle isole Eolie, e in più occasioni ha letto della petizione di 4055 firme contro l’istituzione di questo strumento. Naturalmente l’alto numero di firme raccolte invita tutti, cittadini, consiglieri comunali, amministrazioni, ad una attenta riflessione, innanzi tutto per rispetto delle persone che, consapevolmente e liberamente, hanno firmato questa petizione. Una petizione (dal verbo latino peto, “chiedo per ottenere”) è una richiesta ad un’autorità – generalmente governativa – o ad un ente pubblico. Naturalmente non tutte le petizioni sono uguali,  possono essere: indirizzate positivamente, cioè per  ottenere una legge che il legislatore non ha previsto (ad esempio una legge a favore delle Isole Minori o per i trasporti marittimi interisole); per sensibilizzare l’attenzione dell’organismo pubblico su di un determinato problema (per esempio vogliamo più strutture sportive nelle nostre isole); abrogative, come nel caso della petizione contro l’istituzione del Parco, indirizzata al consiglio comunale, ( ma probabilmente da indirizzare ai vertici politico istituzionali regionali e nazionali in quanto l’istituzione del Parco delle Isole Eolie è una legge dello Stato, in questo caso la suddetta petizione avrebbe più un valore “politico” e nessun valore legale, in quanto i parametri per l’abrogazione di una legge sono ben al di sopra dell’intera popolazione eoliana.) Nella mia esperienza di cittadino ed ex amministratore del Comune di Lipari mi sono trovato coinvolto, per motivi diversi, in alcune petizioni.

La prima che ricordo (e che giudicai profondamente sbagliata), era una petizione rivolta ad ottenere l’annullamento del progetto per la realizzazione della pista eliportuale per l’emergenza sanitaria nell’attuale sito per collocarla a Quattropani. I promotori erano, naturalmente, i proprietari dei fondi e gli abitanti dell’area limitrofa, e raccolsero oltre duemila (2000) firme contro tale progetto. Io, nella qualità di  assessore, mi pronunciai contro tale petizione, insistendo con il Prefetto del tempo, il compianto Dott. Renato Profili, per mantenere l’originaria ubicazione. Sicuramente questa mia posizione non mi ha portato consensi elettorali nel Paese, ma ogni volta che l’elicottero arriva a Lipari e salva una vita umana, scusatemi,  io vivo una mia piccola vittoria personale. Era una petizione sbagliata, non indicava nessun luogo alternativo serio, spostava il tutto a Quattropani, dove probabilmente un’altra petizione era pronta per chiedere di non realizzarla, provocando la perdita dell’opera, la perdita dei finanziamenti e alla lunga la perdita di vite umane.

La seconda petizione riguardava il progetto dei Porti così come proposti nel corso del 2007 da “Condotte d’Acqua” al Comune di Lipari. Si trattava, in questo caso, di una petizione contro un’idea progettuale ben definita accompagnata da elaborati grafici, stampati, relazioni; tuttavia, non si trattava di una petizione contro “i porti”, ma di una petizione che recitava “Porti sì, ma non così”. Anche quella petizione ha raccolto diverse migliaia di firme ma l’amministrazione Bruno e la maggioranza di consiglio comunale non hanno ritenuto di dover accogliere quella proposta di rigetto. Molto probabilmente, quando saranno presentati i progetti esecutivi per l’approvazione (se mai ci sarà da parte del consiglio) noi, i promotori di allora, proporremo un referendum, così come previsto dallo Statuto del Comune di Lipari, per cercare, democraticamente e secondo le regole, di ribaltare una decisione politica che non condividiamo. In questo secondo caso, come si può facilmente evincere, non si è tratta di una guerra contro un principio “Porti” o “Parco” ma di un diverso modo di vedere e pensare allo sviluppo del nostro arcipelago.

I consiglieri comunali, tutti e venti, rappresentano l’intera cittadinanza eoliana, sia quelli che hanno firmato la petizione, sia quelli (come me) che non l’hanno firmata, e proprio per il loro ruolo di rappresentanti di tutta la comunità devono avere gli strumenti, le informazioni, e tutto ciò che occorre per poter decidere e deliberare su come vogliamo lo sviluppo delle Isole Eolie. Nessuno può e deve credere di poter “condizionare” e/o “creare” timore nei consiglieri comunali che la pensano diversamente, nessuno si deve sentire minacciato nello svolgimento del proprio ruolo, sia d’accordo o no con la petizione, senza doversi preoccupare di altro se non di rispondere, in sede di consultazione elettorale del proprio operato ai cittadini, che potranno, liberamente e democraticamente, decidere di votarlo o non votarlo. Nessuno ha minacciato i consiglieri della maggioranza quando si sono allontanati dalla “Laurana” mentre i consiglieri di minoranza restavano a bordo nella certezza di difendere dei diritti fondamentali degli eoliani; il giudizio è stato espresso “dopo” non “prima” e, ribadisco, nessuno ha minacciato nessuno. Le leggi, le regole, sono fondamentali per la tenuta di qualsiasi democrazia. Noi eoliani, e forse qualcuno lo dimentica facilmente, siamo stati fra i popoli che per primi, già 2500 anni fa, si sono dati una Costituzione democratica, nella quale tutti erano uguali, con medesimi diritti e doveri, mentre in altre città greche regnavano i tiranni e le oligarchie

Ancora una volta mi auguro che daremo l’esempio in un Paese, in una nazione, che giorno per giorno, vede indebolita la propria Costituzione, le proprie regole di civile convivenza, nella quale un ministro, con delega al “nulla”, pensa bene di evitare di andare in Tribunale per rispondere di un possibile reato, trovando scuse banali. Una nazionale nella quale al posto delle leggi e delle regole democraticamente stabilite, il Presidente del Consiglio, si richiama ai sondaggi, domani forse si richiamerà agli indovini per finire con gli stregoni per dire “la gente è con me, posso fare tutto quello che mi pare”, stravolgendo la Costituzione e le regole democratiche che questo Paese si è dato dopo oltre un ventennio di dittatura ed una guerra abominevole nella quale il fascismo ci ha condotti. Discutiamo, confrontiamo, parliamo, senza preconcetti, senza l’assillo di qualche improbabile compagna elettorale a venire, semplicemente pensando al meglio che possiamo ottenere per il nostro arcipelago, per le nostre isole, per la nostra comunità, pensando che forse una possibile risposta è “Parchi si, ma non cosi”.

Stromboli, che “botto”. Pietre laviche sull’abitato e paura tra gli escursionisti e anche per l’ex ministro Sirchia

astromboli15.jpgStromboli – Grande “botto” del vulcano piu’ esplosivo delle Eolie. E’ accaduto alle 18,35. Le pietre hanno lambito il limite della vegetazione sull’abitato di San Vincenzo. Attimi di paura tra le cordate degli scalatori che si trovavano in prossimità della vetta per ammirare le esplosioni. Momenti di panico anche per l’ex ministro alla salute Girolamo Sirchia, in vacanza con la moglie. Oltre un centinaio gli escursionisti, molti dei quali turisti stranieri che accompagnati dalle guide avevano iniziato la scalata della montagna che lo ricordiamo dura oltre 3 ore. “Dopo il botto – hanno commentato alcuni isolani – dal sentiero abbiamo assistitito ad un fuggi-fuggi. Al momento comuqnue non si hanno notizie di feriti…”. L’attività dello Stromboli nelle ultime settimane è stata sempre intensa, ma si sono registrate solamente delle piccole scosse seguite da frane. Il fenomeno vulcanico, stando ai bollettini dell’Ingv, è stato quasi giornaliero. Ora invece il “botto” è stato talmente violento che è stato avvertito in tutta l’isola e anche a Ginostra. La situazione è tenuta sotto controllo dall’Ingv e dalla Protezione civile. L’attività del vulcano piu’ attivo delle Eolie è caratterizzata da lancio di scorie incandescenti e potrebbe seguire anche la fuoriscuta di lava che si riverserà lungo la sciara per poi finire a mare. Numerosi sono già i vaporetti carichi di turisti che sono subito partiti alla volta di Stromboli per seguire in mezzo al mare la spettacolare eruzione dello Stromboli.

Eolie, diario di un viaggio

apanareapiccola.jpgAppuntamento al porto di Tropea per un rapido briefing e per prendere possesso della barca: la Clizia. Quindici metri di vetroresina presi a noleggio, ma praticamente nuovi che avrebbero cullato il nostro desiderio di svago e libertà per i successivi sette giorni. Il gruppo dei velisti allo sbaraglio è composto da otto membri; il nono si sarebbe accodato alla truppa dopo un paio di giorni. Un gruppo eterogeneo ma affiatato nel quale ognuno riconosce immediatamente per indole o per necessità il proprio ruolo in barca. Abbiamo anche le magliette tutte uguali da vero equipaggio: fondo blu con bordi bianchi, il nome della barca ricamato sul petto e il ruolo nella squadra stampato sulle spalle. Considerando la caratura tecnica del gruppo, questo vezzo è davvero eccessivo! Ma, in fondo, al di la della vacanza in barca, la voglia di provare ad andare davvero un po’ a vela lo abbiamo tutti. Si sale a bordo! I “tecnici” del gruppo verificano strumentazioni e dotazioni dello scafo, scambiando di quando in quando qualche battuta a voce alta, forse per far credere ai vicini di barca che ci sappiamo fare davvero. La manovalanza sottocoperta, invece, smentisce subito quell’apparenza imprecando nel tentativo di aprire qualche scomparto del cucinino, manifestando, così, la propria natura da meri turisti fai da te! La gara per accaparrarsi la cabina migliore viene sospesa perché il fatto non sussiste: il design interno, comodo e piuttosto simmetrico, offre quattro ampie cabine doppie molto simili tra loro e tutte con bagno. La gara, pertanto, diventa quella per trovare il compagno di materasso meno rumoroso durante il sonno. Ma tanto sappiamo bene che le ore di sonno saranno davvero poche! Lasciamo all’amico ritardatario la cabina dello skipper a prua: i meno poetici la definirebbero più piccina ed un po‘ isolata, i veri velisti, invece, colgono il regno del vero lupo di mare. Un’ultima occhiata alla cambusa per gli acquisti dell’ultimo minuto. È trascorsa qualche ora da quando abbiamo indossato le magliette da equipaggio e la frescura della sera inizia a farsi sentire. Fuori dal porto il mare sembra un po’ agitato ma i bollettini meteo ci confortano. Tutto è pronto. Molliamo le cime ed iniziamo il nostro viaggio.

Abbiamo scelto la traversata notturna, consapevoli che non sarà una passeggiata ma vogliamo qualcosa di speciale per il nostro viaggio. La brezza soffia leggera e la smania di issare le vele è troppa per non cedere. Uno sguardo di intesa, qualcuno indossa i guanti ed il timoniere dà il via alle manovre. Alcuni di noi ci sanno fare davvero, qualcun altro, invece, quando sente il verbo “cazzare” crede che qualcuno si sia arrabbiato! Forse visti da lontano sembriamo un po’ goffi, non siamo perfettamente sincronizzati ma riusciamo a muoverci discretamente. Le vele salgono veloci, il vento inizia a spingerci con impeto delicato e la barca va! Ce l’abbiamo fatta, non siamo poi così malaccio! Ti guardi intorno, il colpo d’occhio è di quelli che non dimenticherai più: sei con i tuoi più cari amici, il sole fa l’occhiolino nascondendosi dietro l’orizzonte e tu guardi lontano senza sapere dove, respirando la salsedine con il vento nei capelli. Le urla concitate della manovra non si sentono più, siamo tutti in silenzio, ci godiamo quel momento con le gambe a penzoloni fuori dalla murata: qualcuno alza il naso per guardare la cima dell’albero, qualcun altro cerca di sfiorare l’acqua mentre lo scafo si inclina dolcemente e scivola sulle onde. Un’immagine che ha del romantico inteso alla tedesca, quasi dell’eroico ma l’imprevisto è alle porte. L’onda lunga bussa allo scafo e alcuni dei naviganti trascorrono il resto della traversata con la testa fuoribordo! Prima dell’alba giungiamo in “vista plotter” della rada di Panarea: una schiera di alberi illuminati in cima ondeggia placida per darci il benvenuto. L’isola del divertimento dorme ancora.

Lettera firmata.

Lipari&Judo

judo1.JPGdi Gaetano Bisazza*

In risposta al signori Bernardi cito testualmente il Suo riscontro alla richiesta di convenzione 2010 ” ….. in riferimento alla sua e-mail del 28/01/2010 la informiamo che non siamo interessati alla proposta ” firmato da Antonio Bernardi.
 
La responsabile dell’Hotel Carasco, signora Sara Manti il giorno 11 febbraio 2010 ha così risposto testualmente
 ” …….sono spiacente di doverle comunicare che non possiamo confermare  disponibilità di camere per il periodo indicato in quanto già a completo ”  …….. !!!????

La nostra richiesta del 2009  alla Federalberghi alla quale non abbiamo mai avuto alcun riscontro è  così  testualmente formulata
“……………………i sacrifici da affrontare sono molti sia dal punto di vista organizzativo che economico; Visto che, tutte le personalità invitate , i gruppi sportivi militari e stranieri e tutti gli ufficiali di gara sono a carico dell’organizzazione, noi con questa chiediamo un contributo per l’organizzazione del 17° Torneo Città di Lipari. Questo è quanto.

*Presidente dello Sporting Club di Lipari