Il Ricordo

edonato.jpgdi Enzo Donato

Il I° agosto ricorre il quinto anniversario della scomparsa di Valentino Abbate, desidero ricordarlo come suo abate1dinoi.jpginsegnante ed anche come amico. Domani alle 19 la Santa Messa sarà celebrata nella chiesa di San Pietro.
L’Associazione, che porta il suo nome, tende a dare informazione, supporto ed assistenza nei confronti delle categorie sociali svantaggiate, soprattutto in difesa delle pari opportunità e dei diritti dei minori. Di creare occasioni che permettano ai giovani di crescere in armonia e nel rispetto dell’ambiente e del territorio.

Stromboli, la Liparota e il Presidente

eddapaino.jpgLipari – La dottoressa Edda Pajno si accinge a partire per Stromboli per trascorrere un periodo di vacanze. E anche quest’anno spera di fare un bagno in mare e di ritrovarsi – improvvisamente – insieme al Presidente della epainonapolitano.jpgRepubblica Giorgio Napolitano. E l’incontro ravvicinato è anche…ben documentato!!!

Lipari, fatti&misfatti

amiraculapiccola.jpgdi Anna Miracula

Una pubblicità di alcuni anni fa recitava così parlando di un prodotto: “Più lo mandi giù, più ti tira su”. Ora se la cosa funzionava con quel prodotto, credo all’epoca fosse un caffè, la stessa cosa non si potrebbe  affermare parlando di queste isole,dove più le mandi giù, più a fondo vanno…E sempre di più! Ogni giorno che trascorre  e parto dalla principale delle Eolie, Lipari, ci si trova ad affrontare sempre un nuovo problema, contorto ma che non viene di certo causato da fattori esterni, bensì approvato, giustificato, concesso dall’interno, emesso dalle viscere di chi amministra quest’isola, quasi una sorta di lasciapassare per tutti i virus che vogliono attaccare questa nostra isola. Il fatto è che l’organismo di Lipari non ha più difese immunitarie, tutto è concesso, tutto è approvato ma per chi? Sempre e solo per i pochi eletti, per chi ha le amicizie giuste, il posto giusto per il favore giusto, il parente o l’amico protettore in un certo senso di vari comportamenti e abusi di ogni genere. Se iniziassi a parlare ad esempio, del controllo del territorio eoliano, soffermandomi su Lipari direi che questo controllo è inesistente, latente, assente,e potrei trovare mille altri aggettivi per definirlo, perché così è. Le forse dell’ordine sono invisibili, o indifferenti a qualsiasi forma di irregolarità. Non vige in atto nessuna legge, nessuna regola, nessun tutore dell’ordine che faccia rispettare queste semplici ed elementari regole. Nessuna isola pedonale in vigore, nessun rispetto della segnaletica stradale, auto parcheggiate perennemente e insistentemente su divieti di sosta, quasi a fare da parcheggio privato, e laddove anche un bambino capirebbe che non si deve sostare principalmente per non intralciare il traffico.

Stiamo entrando nel mese più “hot” dell’anno e non abbiamo la più pallida idea di come si dovrà andare ad affrontare il caos che si creerà per queste due settimane, poche e scarse per l’economia eoliana, ma durante le quali sarà in vigore l’anarchia assoluta, in quanto se le regole non riusciamo a rispettarle noi del luogo, come si potrà pensare di imporle al vacanziere? Osservo durante l’arco della giornata cosa succede e quello che vedo non mi piace. Non è giusto che il rispetto di certe regole debba essere riservato e imposto solo a poche persone civili, mentre il resto del “mondo pirata”  fa e disfa, approfitta delle situazioni, abusa anche e soprattutto della pazienza degli altri senza nemmeno scusarsi e senza educazione. Come si fa a pensare di accogliere il turista in questo stato in cui vegetiamo? Il bellissimo centro storico di Lipari è costantemente invaso da motorette che scorazzano sia un senso che nell’altro costituendo pericolo per i passanti; le auto (con autorizzazione?) parcheggiate per l’intera giornata di fronte ai negozi, segnali e transenne (quelle che reggono ancora) spostate da chiunque abbia voglia di passare anche per semplice passeggio (disabile mentale?), auto in corsa  che strombazzano dietro ai turisti in arrivo da Sottomonastero e per i quali l’unica via di passaggio è quella, inveendo anche con parolacce e gestacci; e ancora, ambulanti posizionati lungo le strade, come in Marocco o in Tunisia, questo anche fuori dal centro storico, e durante le ore serali spostati sulla via principale a destra e a sinistra con banchetti fatiscenti o direttamente a terra.

Mi chiedo: perché accanirsi con l’obbligo di smonto delle vetrine dei negozi del centro storico quando i negozi con le auto parcheggiate davanti nemmeno si riescono a scorgere e la gente a volte nemmeno può accedervi se non facendo zig zag fra le auto e rischiando la pelle? Non è un isola a portata d’uomo, non è possibile passeggiarvi con i bambini, non è possibile lasciare questi ultimi in piena libertà per  paura che vengano investiti da un momento all’altro. E poi: Parcheggio Cappuccini, intasato di auto dappertutto, macchine posizionate proprio all’entrata(l’ennesima proprio questa mattina) e regolarmente chiuse che bloccano l’accesso a chiunque;  mezza area dedicata agli ambulanti extracomunitari  e ai fruttivendoli, ma da qualche settimana a questa parte ne risulta solo qualcuno a stazionarvi, e gli altri? Ma chi controlla quest’area? Chi controlla dove stazionano gli assenti? Nessuno. Con il risultato che quest’area che poteva servire da parcheggio ed in modo particolare in questo periodo, adesso non serve più  né agli ambulanti, né potrà di certo servire agli automobilisti in crisi da parcheggio, se non dopo il suo ripristino o perlomeno la volontà di rimetterla nuovamente  a disposizione come parcheggio ad ore. Complimenti per l’iniziativa! E’ tutto normale? E’ sicuro che viviamo nella realtà di un isola che potrebbe e/o dovrebbe aspirare ad un alto livello turistico oppure siamo tornati all’era del Far West, dove ognuno si gestiva da sé e lo sceriffo era solo uno spauracchio con la stelletta e il cavallo, senza arte né parte, con il preciso compito di non vedere e non sentire ciò che succedeva intorno? E’ davvero così difficile far rispettare delle semplici regole? O far diventare latitante la legge, il rispetto delle regole è più comodo per non avere, come si dice in lingua siciliana doc? “Camurrie” o “Rogne”?

Lipari&Palmeto, cinquanta cani randagi assalgono cinque mucche. Una sbranata, una in mare e tre disperse. E partono le denunce…

amucca5.JPGLipari – Una cinquantina di cani randagi hanno messo in crisi l’allevamento di Nicola Milazzo, nativo di Palermo e residente nella maggiore isola delle Eolie. In località Palmeto cinque mucche sono state rincorse dai randagi. Una è stata letteralmente sbranata, un’altra nel fuggi-fuggi è finita in mare, mentre di altre tre il proprietario ha perso le tracce. Su tutte le furie l’allevatore: “E’ da mesi – ha denunciato – che lancio l’allarme sul pericolo dei cani randagi che hanno invaso la zona di Quattropani. Ma nessuno mi ha ascoltato. Ora è accaduto l’irreparabile. Chi mi rimborserà?”. Nicola Milazzo si è subito rivolto al comandante della forestale Carmelo Maieli che si è subito mobilitato e sull’acacduto ha anche prannunciato una denuncia.