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ansa.jpgAncora disagi nei trasporti nelle isole Eolie. Una zona del porto di Sottomonastero, a Lipari, è stata interdetta ai traghetti perchè pericoloso, a Santa Marina Salina è stato invece vietato lo sbarco ai mezzi pesanti (camion e autobus) perchè le strade sono a rischio frane. Le ordinanze sono state emesse dal comandante della Capitaneria di porto di Lipari, Giuseppe Donato, e dal sindaco di Santa Marina Salina, Massimo Lo Schiavo.

Lipari, diario di un viaggio

aemail.jpgInsomma quanti erano??  Avevamo detto diciassette, o sedici, mi pare…  Sta di fatto che in una non precisata mattina di un nebuloso giorno (ero io nelle nuvole, il cielo era radioso) un numero imprecisato di amici parenti e forse anche figli, mi sottopose la proposta di andare a passare la giornata a Lipari, l’isola che per certi versi dava il nome all’intero arcipelago, per altri versi non lo so, e non mi importava.  “Dai dai!!! Si va tutti a fare il bagno alle spiagge bianche di pomice!!!”  Ero disteso nel letto, feci per partecipare alla gioia dell’escursione sull’isola e provai ad alzarmi, ma un rumore di ramo secco che si spezza mi ricordò che la mia pelle ustionata cercava ancora di rigenerarsi, e non tollerava movimenti bruschi. Avevo appunto fatto un movimento brusco e mi ero aperto da qualche parte del corpo, la pelle non ancora rigenerata aveva ceduto.
Stoicamente sopportai le mille spade che mi trafiggevano, dissi che non era il caso che mi muovessi almeno ancora per quel giorno, ordinai cortesemente cornetti per colazione e vodka per la giornata. Riguardo alla vodka, dissi educatamente che mi sarebbe servita per le pennette che avrei preparato la sera per tutti loro.  Mi portarono vodka e cornetti.  Nessuno credette alla storia delle pennette.
 
Via tutti, appartamenti svuotati, cornetti finiti e vodka gelata in corpo, persi quasi immediatamente la voglia di avere dei sensi e non li ripresi fino verso le due del pomeriggio.   Non furono proprio i sensi a riprendermi ma come dire, ci riprendemmo insieme, all’unisono, a causa di un forte tremore che avvolse casa, letto ed ammennicoli al contorno. Fu il terremoto. Mi alzai instabile e barcollante (barcollante non propriamente per l’attività sismica in corso), non avevo ancora deciso se spaventarmi o no, ero troppo intontito e non trovavo la vodka avanzata. Mi affacciai alla terrazza che dominava il mare antistante, diedi un’occhiata se in giro se fosse il caso di preoccuparsi di onde anomale, ma non mi parve di scorgere nulla di particolare. Tornai a letto, non pensando di controllare nel contempo cosa avvenisse nella vicina Lipari…
 
Mi sovvenne solo più tardi il ricordo dei miei cari e meno cari. Accadde questo, racconto brevemente. La vicina Lipari fu l’epicentro del sisma, gli stabili costoni delle ex cave di pomice pensarono bene di destabilizzarsi e scivolare verso le spiagge sottostanti. Nelle sottostanti spiagge si stava procedendo a balli, danze, pranzi, e sonnellini fatti di sole. Nessuno in acqua. Stranamente. Lo stranamente, mi dissero, era facilmente spiegabile in virtù del fatto che quel giorno si erano date appuntamento per un rave party tutte le peggiori meduse della zona, e l’acqua pareva il prodotto di una immonda espettorazione del mare. Forse in seguito il mare avrebbe anche respirato bene, ma l’acqua era decisamente impraticabile e catarrosa. Alla prima scossa, balli, danze, pranzi, e sonnellini fatti di sole cessarono immediatamente e tutti, per paura della cascata di pomice, si tuffarono in acqua. Risultato, nessun ferito per il terremoto, ma ustioni dolorose sparse per tutto il corpo e ricovero immediato nel vicino pronto soccorso.
 
Tutto questo ovviamente lo venni a sapere solo la sera al loro rientro. I miei cari e meno cari cercarono di avvertirmi e tranquillizzarmi tutto il pomeriggio al pronto soccorso, ma io avevo il cellulare immerso per errore nel bicchiere della vodka (pieno) caduto mentre riperdevo i sensi del pomeriggio. manco a dirlo, il cellulare era cotto da buttare. Prima di farlo lo succhiai un pò, per dimostragli l’affetto che negli anni avevo provato per lui. Venni ovviamente insultato e additato da mogli e cognate, i ragazzi (ma quanti erano?) mi guardavano schifati ed ustionati.
Altri pesanti insulti, avvennero quando non trovarono le pennette alla vodka.  Gli ultimi, i peggiori, arrivarano quando non trovarono proprio nulla da mangiare.
Lettera firmata

Lipari&Cosa Pubblica

mirkosaltalamacchia.JPGdi Mirko Saltalamacchia

La strategia della distrazione, consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area dell’economia, la psicologia e della politica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.  Un’altra strategia significativa e indispensabile e’ quella del “differire” far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

Lipari&megaporto e…”L’Eroe Coppolina”

lbarrica14.JPGdi Luigi Barrica
Credo che il nuovo eroe di quanti sono avvversi alla realizzazione del megaporto a Lipari, si chiami, Salvatore scoppolinapiccola.jpgCoppolina, responsabile, nelle Eolie, dell’MPA. Lui, eroe involontario, s’intende! Presto detto. Il politico, nei giorni scorsi, al “Giornale di Sicilia”, in sintesi, dichiarava che”…il megaporto sarà realizzato: in una telefonata me l’ha anticipato il Presidente Lombardo!”. Tutto autentico: Lombardo aveva realmente confidato al politico la sua (personale) posizione. Coppolina, fiero d’essere considerato una sorta di…confessore di potenti, divulga quella informazione, diventando, sostanzialmente, l’EROE! In pratica, così operando, è venuto meno alle “consegne di scuderia disposte da Condotte d’acqua ed amministrazione comunale”. Loro, volevano che sulla vicenda megaporto in generale, non si sarebbe mai dovuto intervenire. Un atteggiamento psicologico, in forza del quale, l’argomento sarebbe dovuto finire nell’oblio sociale, mentre, sottotraccia, gl’interessati avrebbero proseguito ad occuparsene fattivamente.
Coppolina, invece, ha…risvegliato tutti dal…torpore, consegnando a politici, opinione pubblica e stampa, la sprone per intervenire concretamente “costringendo” Lombardo ad un immediato…”ripensamento”. A Roma e Palermo, i vertici del PD, gli hanno spiegato che costruire quel porto, sarebbe”come edificare la Cupola di S.Pietro in un deserto Musulmano” e quindi, se costruita, usciranno dalla giunta regionale! Ma, torniamo all’eroe Coppolina. La prova che del megaporto non si sarebbe dovuto MAI parlare, si evidenzia almeno da tre motivi. Primo: consiglieri comunali in testa (lo sostiene il vice-presidente Megna, in un’intervista a questo giornale)…non hanno mai avuto modo, pur richiedendolo, possibilità di visionare il progetto autentico; secondo: il sindaco di Lipari, dott.Mariano Bruno, tra l’altro, a “Repubblica”, spiega che”…di quella telefonata non conosco assolutamente nulla!”…..figurarsi!: il capo giunta, che sul megaporto ha impostato una campagna elettorale, non viene informato degli sviluppi sostanziali se non definitivi!: Poco credibile!.; terzo: agli attacchi della stampa, regionale e nazionale sugli scempi e sul massacro economico delle Eolie se si realizzasse quel megaporto, Condotte d’acqua e Giunta liparota, non hanno mai risposto. Atteggiamento, quest’ultimo, quanto meno sospetto. Ergo:grazie Coppolina!…e lunga vita alla tua loquela!