Eolie&tesi di laurea

vvitale.jpgdi Valeria Vitale

L’importanza della relazione tra testo e lettore emerge notevolmente trattando il testo-isola, infatti la caratterizzazione generale di un’isola è data in primo luogo dal rapporto individuale dell’uomo con quest’ultima, che ad un livello collettivo si traduce nella condivisa attribuzione ad essa di una specifica connotazione da parte della comunità di riferimento. D’altronde si è già osservato come le isole siano molto spesso soggette ad una sorta di ‘personificazione’ o siano comunque classificate e interpretate in base alla loro immagine, all’impressione che suscitano, al modo in cui l’uomo riesce a relazionarsi ad esse dando vita a quel rapporto fondamentale tra testo e lettore messo in luce poco fa. L’arcipelago delle isole Eolie, essendo composto da sette isole, si rivela forse più adatto di altri a tali ‘interpretazioni personificate’.

Esso ne racchiude in effetti tutte le accezioni: Isole come rifugio, come reclusione, come utopia, come fuga, come mistero, come uscita dalla realtà, come viaggio dentro se stessi, come viaggio nel passato, come incontro con l’altro e come incontro con se stessi, isole come lotta per la sopravvivenza, luoghi di amore e di terrore verso la forza della natura, isole come isolamento, riposo, ritorno ad uno stato selvaggio, alternativa alla società, luogo della fantasia, paradiso terrestre, impossibilità a crescere. Fascino e pace assoluta[2]si integra però inevitabilmente con un altro ambito spaziale: quello dell’esistenza, esposto alle contingenze delle più svariate situazioni, dunque spazio dello scontro irrevocabile tra il testo paesaggistico e il lettore che porta a compimento la sua interpretazione effettiva del testo proprio a partire dall’intersezione di queste due convenzionali relazioni spaziali. Tali modalità di rapporto tra uomo e spazio conducono il profilo dell’individualità in quest’ultimo, che invece sul piano comunitario può avvalersi di un rapporto spaziale differente e temporalmente successivo ai due già evidenziati: quello ‘abitudinario’ e prevedibile di una realtà esperita precedentemente attraverso la fusione dei primi due immediati rapporti, ma che in ogni caso non può essere data per scontata, essendo sempre e comunque sottoposta a punti di vista esterni, portatori di innovazione e perciò di altre modalità di ricezione ed interpretazione del testo che essa rappresenta. Le isole, come tutte le altre realtà testuali paesaggistiche e non, vengono quindi inquadrate in linea generale tramite questa tipologia spaziale resa attendibile e condivisibile dalla ‘sedimentazione’ collettiva delle altre due tipologie di relazione individuali.

a>F. Longo, Il mare di pietra, op. cit., p.93. a>S. Cavicchioli, op. cit., p.194. L’autrice afferma infatti che: “Lo spazio è un processo che tende verso la regolarità: è il comportamento del feeling, dell’esistenza, o della realtà. Lo spazio del feeling è qualitativo, lo spazio del possibile e dell’immaginazione; lo spazio dell’esistenza è spazio della discontinuità, dello scontro e dell’irreversibile; lo spazio della realtà è lo spazio del già accaduto: lo spazio dell’abitudine”. Abitudine da intendersi qui, insomma, come la conoscenza di ciò che è la realtà proprio attraverso l’esperienza fornita all’uomo dalle prime due relazioni spaziali. Si vedranno progressivamente le connotazioni testuali condivise di ciascuna delle isole Eolie: si metteranno in risalto così le loro differenze, le loro similitudini, le loro irriducibili peculiarità nonché le relazioni intercorrenti tra queste ‘sette sorelle’. Si parte da quello che è il loro angolo occidentale nonché il più lontano dalla terraferma, di conseguenza dall’isola meno abitata di quest’arcipelago: Alicudi. Dal momento stesso dell’attracco si comprende quanto l’isola di Alicudi sia particolare: essa infatti «Non ha insenature, per questo è difficile attraccare, per questo motivo si rimane facilmente bloccati»[1]. Si tratta di un’isola in cui approdare risulta un’impresa a dir poco ardua: Non essendoci ad Alicudi né porto, né baie, né rade, non c’era modo per approdare, salvo che con una piccola scialuppa: faccenda resa abbastanza difficile dalla violenza con la quale il mare si infrangeva sugli scogli, che del resto, levigati, scivolosi come ghiaccio, non offrivano nessuna sicurezza al piede che si azzardava a balzarci sopra. Nessuna strada porta alla vetta o costeggia le sue rive: alcune cavità solcate dalle acque piovane sono gli unici passaggi che si offrono ai piedi tormentati dai sassi aguzzi e dalle asperità della lava. Su tutta l’isola nemmeno un albero, né un po’ di vegetazione per riposare gli occhi.[2]A. Dumas, Viaggio nelle Eolie, Messina, Pungitopo Editrice, 2007, pp.7-8.

F. Longo, op. cit., p.118. Ivi, p.119. Ivi, p.83. Ivi, p.121. A. Dumas, op. cit., p.8. F. Longo, op. cit. p.58. Ivi, p.82.

Lipari, “Carni” e antiche tradizioni

bottega.jpgLipari – Nuova gestione a “La Bottega della Carne” con la riscoperta delle antiche tradizioni. Allevatore di vitelli.jpgmaiali.jpgpecore.jpgQuattropani con l’esclusiva carne di campagna. Genuinità&Sapori con il gusto del pascolo. La famiglia Casella crasto.JPGVi aspetta alla Bottega della Carne dove l’eccellenza è in tutti i prodotti nostrani. Spedizioni anche nelle isole. Tel. 090.9811323.

Da Lugano in linea Cesare Giuffrè

cgiuffre.jpgdi Cesare Giuffrè

Salina in vetrina: ardua impresa quanto traslare la commedia divina in riassunto di prosa italiana. La nostalgia del salinalugano.JPGmare lontano m’ha spinto fino alla fredda Lugano. E proprio là sono rimasto estasiato. Dall’arduo lavoro così ben eseguito. Benché il compito fosse tanto difficoltoso.
Il risultato raggiunto era ai miei occhi meraviglioso. Come quando viaggiavo per mare a raggiunger Salina. M’è parso di sentir la brezza marina. E lascia nel cuore un dolce rimpianto. Il ricordo passato d’un pomeriggio d’incanto.

Lipari, per la Ludica ko casalingo

Ludica 0 Mediterranea 2

Ludica: Billè, Formica, Restuccia, Currò, Fiorenza, Leonardi (dal 46′ Giunta R.), Lo Nardo (dal 57′ Mazzeo), Giunta A., Licari, Sturniolo (dal 20′ Caruso), Manfrè.

Mediterranea Nizza: Panarello, Manganaro, Ciccolo, Gregorio, Ciotto, Briguglio C., Repici (dal 65′ Briguglio S.), Lisci, Principato (dal 38′ Ulad), Leopardi, Bitto (dal 57′ Foti).

Arbitro: Bertè di Spadafora.

Reti: al 5′ Briguglio Carmelo e al 15′ Leopardi.

mazzeofrancesco.JPGLipari – Brutta sconfitta casalinga per la Ludica. E’ stata battuta in casa dal Mediterranea Nizza. La squadra ospite alla fine ha meritato il successo perchè ha approfittato della “giornata no” degli eoliani. Gli ionici sono passati subito in vantaggio al 5′ grazie ad una papera del portiere Billè che si è fatto sorprendere da un tiro innocuo. Si aspettava la reazione della Lusica e invece al 15′ hanno raddoppiato con Leopardi con un colpo di testa su corner. La Ludica alla fine del primo è andata vicino alla marcatura, ma il tiro di Licari si è stampato sulla traversa. Nella ripresa due conclusioni di Licari e Giunta A., ma il portiere Panarello è stato bravo a neutralizzare.