Lipari&Punto nascite. Pronto lo sciopero generale

dgreco.jpgdi Dimitri Greco*

Il rinvio di ogni decisione al giugno del 2012 per la valutazione delle deroghe all’apertura dei punti nascita ci lascia delusi, sconcertati e indignati.

Ancora una volta il coraggio delle scelte non appartiene alla politica, che di fatto aveva assicurato, nell’audizione del 19 0ttobre, un parere favorevole alla deroga per gli ospedali di Lipari e Pantelleria.

A tutt’oggi, nonostante le nostre ripetute proteste, i reparti di Pediatria e Ostetricia sono chiusi per mancanza di infermieri e ausiliari, il tutto in totale spregio dell’evidenza dei limiti imposti dall’insularità.

A peggiorare ancora la nostra situazione si evidenzia l’inefficienza del Centro di Riabilitazione di Canneto che, a seguito di ulteriori tagli del personale, ha ridotto  gli utenti in trattamento a  soli  25  sui circa 95 pazienti/utenti tra adulti e bambini che, a seguito di tali tagli, sono costretti a liste di attesa interminabili, perdendo, in alcuni casi, completamente i risultati ottenuti.

ALLA LUCE DI QUANTO SOPRA ESPOSTO CHIEDIAMO

– Come si può continuare a nascondersi dietro studi CHE NON TENGONO IN NESSUN CONTO le evidenti necessità delle popolazioni isolane;

– Come si può continuare a togliere pezzi del nostro ospedale in nome della sicurezza del malato;

– Come si può non ascoltare le esigenze delle famiglie isolane

– Come possono gli esperti del Ministro e dell’ass. Russo  non considerare che gli ospedali esistenti nelle isole sono stati di supporto per decenni alla vita socio-economica di queste comunità;

Per Tutto questo contestiamo con forza le decisioni della VI Commissione e dell’Ass. Russo CHE ANCORA UNA VOLTA TRATTANO LE ISOLE ALLA PARI DI UN QUALSIASI TERRITORIO IN TERRA FERMA, NEGANDO DI FATTO  LA PECULIARITA’ DELLA REALTA’ INSULARE.

Per questo continueremo a lottare,  per ottenere

IL RAFFORZAMENTO DELL’OSPEDALE DI LIPARI CON LA RIAPERTURA  DI TUTTI I REPARTI CON LE GIUSTE ATTREZZATURE E PERSONALE NUMERICAMENTE ADEGUATO E PROFESSIONALMENTE  PREPARATO.

Forti delle migliaia di  firme  che sono state apposte da cittadini eoliani sul documento di protesta/richiesta, consegnato alla stessa Commissione, organizzeremo  nei prossimi giorni uno SCIOPERO GENERALE in difesa dei nostri diritti e del nostro ospedale.

*Comitato Giu’ le mani dall’ospedale

Lipari&civiche

mirkosaltalamacchia.jpgdi Mirko Saltalamacchia

Lista civica è il nome dato comunemente ad una lista di candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale che si presenta alla prova elettorale senza essere, almeno ufficialmente, espressione diretta di un partito politico nazionale. Dalle liste civiche sono spesso nati movimenti politici locali, talvolta riuniti in occasionali o stabili federazioni nazionali. Non sono mancati casi di movimenti nati da liste civiche che, in seguito, sono confluiti in grandi organizzazioni politiche di rilevanza nazionale come il Popolo della Libertà e il Partito democratico.[senza fonte]

È comunque da precisare che la divisione lista civica/partito politico è una categorizzazione solo sociale dato che la Costituzione Italiana non fa distinzione alcuna. L’articolo 49 per l’esattezza enuncia semplicemente la possibilità di ogni cittadino di «associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale».

Il Dizionario di Italiano Garzanti alla voce Lista civica offre la seguente (scarna, ma essenziale) definizione: “lista elettorale presentata alle elezioni amministrative, autonoma rispetto ai partiti tradizionali, con un programma che mira ad affrontare e risolvere problemi locali”.

Una lista civica è di fatto un nuovo partito politico che, a differenza di quelli tradizionali, assume più una caratteristica di movimento d’opinione temporaneo e a dimensione locale.

Da Stromboli in linea Giusi Oliva

goliva.jpgdi Giusi Oliva

“Stromboli e’ comu un candilieri’

giorno e notte fa fanali.

Annammuratu e’ di li forestieri,

e a cu veni li fa maritare….”

Recitata da Maria Angelia Cincotta in occasione del suo 101 compleanno festeggiato sull’isola e tramandata ai nipoti.

Legnano, è deceduto il pittore Sergio Bongini

di Clara Raimondi

E’ mancato ieri all’affetto dei suoi cari il pittore Sergio Bongini, originario di Legnano, che da molti anni aveva eletto Lipari a suo buen retiro che ha mirabilmente dipinto in alcune indimenticabili tele con i paesaggi e i colori delle sue amate isole, come la “Zolfatara”. Circa un anno fa, mentre si trovava nella sua casa di Pianoconte, ha avuto un malore e da allora viveva a Ferrara vicino alla sua famiglia dove è stato colto da un infarto. I funerali si terranno sabato 5 c.m. a Legnano.

A parenti e amici porgo le condoglianze mie personali, del Centro Studi Eoliano e de “Il Notiziario delle isole Eolie online”.

Isole minori&punti nascite. Interviene il senatore Antonio D’Ali’

adali.jpgVigileremo, per quanto attiene alle nostre responsabilità, perché la Regione osservi puntualmente le osservazioni e le rassicurazioni del Ministro Fazio sul mantenimento dei punti nascita nelle isole minori”. Questo il commento del senatore Antonio d’Alì che ha accolto con favore le indicazioni fornite dal ministro della Sanità, Ferruccio Fazio, che ha annunciato una sorta di ‘moratoria’ in attesa di un riordino più compiuto della rete ospedaliera siciliana. Una vicenda, quella dell’ospedale Nagar di Pantelleria e dei punti nascita, che d’Alì segue da tempo e sulla quale ha presentato interrogazione al Senato.

Nell’atto ispettivo d’Alì implicitamente suggerisce una soluzione definitiva e chiede al ministro Fazio, già impegnatosi proprio dinanzi la Commissione Ambiente a definire le “linee guida cliniche organizzative al fine di promuovere uno specifico modello assistenziale” per le isole minori, che “Pantelleria venga inserita in via permanente tra le altre eccezioni considerate e previste in deroga come zona disagiata tale da richiedere necessariamente la presenza di un punto nascita con caratteristiche legate espressamente ai Livelli essenziali di assistenza”. Infine d’Alì chiede al Ministro di tenere alta l’attenzione sulla Regione Siciliana affinché garantisca “che le risorse vincolate del Fondo sanitario nazionale nell’ambito degli obiettivi di piano per progetti dedicati alle isole minori siano realmente destinate al rafforzamento delle strutture e delle prestazioni sanitarie locali e che dunque la Regione Siciliana e l’Assessorato competente non penalizzino ulteriormente le specificità delle isole minori nell’erogazione delle prestazioni sanitarie e nel piano complessivo della riorganizzazione ospedaliera”.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Da alcuni anni ormai il giorno 31 ottobre anche in Italia si festeggia “Halloween”, la ricorrenza anglosassone per antonomasia, definita la Festa delle Streghe. Radicata come festa italiana e festeggiata in costume da strega o similare, nel tempo è divenuta una festa mascherata di tutto rispetto, più da sballo che da ballo. Sono anche organizzati viaggi e pacchetti turisti di soggiorno per trascorrere la festa di Halloween nella terra di origine: Irlanda, Inghilterra, Stati Uniti, ma soprattutto a Londra. I popoli irlandesi, Inglesi, americani, festeggiano l’arrivo dell’inverno, proprio la vigilia della festa italiana di tutti i Santi. Gli anglosassoni, usavano accendere dei grandi fuochi indossando maschere alle quali essi ballavano attorno al fuoco per spaventare le streghe che in quei luoghi erano di casa. In ricordo di quest’antica festa, ancora oggi si festeggia Halloween, simbolo delle zucche illuminate da una candela:

La luce serve a tenere lontano gli spiriti della notte. Durante la notte di fine ottobre, i ragazzi anglosassoni, si mascherano e bussano alle porte delle case per ricevere in dono biscotti, caramelle, dolci o altro. La Commemorazione dei defunti, diversa da Halloween, è una consuetudine che nel nostro paese e nel mondo ha molte credenze legate alla “Festa dei Morti”. Essa ha un’ispirazione di fondo, dedicata al ricordo dei defunti da visitare nei cimiteri e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari e di far sentire vicino il mondo dei morti che tornano per stare con i parenti nel giorno della loro “Festa”. Tante sono anche le credenze e leggende legate al ritorno dei defunti nelle diverse zone d’Italia: E a proposito di spiriti della notte, alcune leggende dei paesi nostri narrano che la notte tra l’uno e il due di novembre in un paese dell’Abruzzo, una panettiera che si recava al lavoro vedendo la chiesa del paese illuminata e affollata, vi entrò a curiosare e mentre ascoltava la messa, una sua comare morta alcuni anni prima, si avvicinò dicendole di andar via in fretta, in caso contrario allo spegnimento della luce della chiesa, lei sarebbe morta. Spaventata, la panettiera uscì immediatamente, ma quando si trovò in strada, fu tanta la paura che non riuscì più a parlare.

Leggende che vengono, credenze che vanno e così ovunque in ogni paese, si raccontano altre storielle, come quella di un paesino della Sardegna dove Maria (sa fill’è anima di Tzia Bonaria Urrai, da tempo a letto perché malata), era tornata da Torino per curare la mamma. Tzia Bonaria, si dice fosse una femina accabadora (colei che finisce), che per pietà e dopo mille suppliche e su richiesta di un giovane sano ma senza una gamba, l’aiutò a passare all’aldilà. Da quella volta (è stata l’ultima), sa femina accabadora, che non voleva assolutamente farlo, si addolorò tanto che s’ammalò da morire. Una sera Maria, dopo aver sistemato a notte la madre e augurata la buona notte con un bacio come usava fare, sentì dalla mamma delle frasi sussurrate e non vi fece caso. L’indomani mattina, quando Maria entrò nella stanza della madre, vide un candido cuscino di lino sulla poltrona che la sera precedente non c’era. Maria, sbigottita, guardò il viso supplichevole della madre che volgendo lo sguardo verso il cuscino, le fece capire che era giunto il momento che lei doveva agire.

Quella stessa sera, Maria, dopo aver dato il bacio e amorevolmente accarezzato la madre, piangendo, eseguì il suo desiderio, e così, come s’accabadora voleva, Maria col cuscino pose fine alla sofferenza della madre. Secondo le credenze popolari, tra la notte dell’uno e il due di novembre, le anime dei defunti tornano dall’aldilà per visitare i parenti rimasti sulla terra. Diversi e particolari sono i riti della commemorazione ovunque, in alcune Regioni come Puglia e Toscana, in alcune case si imbandiscono le tavole e si lasciano a disposizione dei defunti per farli ristorare dopo il lungo viaggio sulla terra. Nelle Regioni del Nord, è usanza lasciare una brocca d’acqua sulla tavola per farli dissetare, mentre in Piemonte, si aggiunge un posto a tavola.

In Sardegna, l’Isola più lontana, nelle case soprattutto dell’entroterra di Barbagia, la tavola non si sparecchia per consentire ai defunti di rifocillarsi durante la notte, mentre in Basilicata e Calabria, presso le comunità albanesi col rito bizantino, usano andare al cimitero di sera e lì allestire un banchetto sulla tomba dei propri defunti e consumare assieme a loro invitando anche i passanti a prendere parte. Nei cimiteri di quei paesi della Sardegna di un tempo, abbruttiti dalla violenza del banditismo e non solo, visitare le tombe è come trovarsi in luoghi di forti emozioni dove il silenzio è d’obbligo, la parola è muta e il dolore è perenne. In questi tristi luoghi, il tempo s’è fermato come in un magico sogno. I Camposanti non sono cimiteri e le tombe non solo loculi ma veri monumentali tempi greci dove ogni famiglia ha costruito la propria cappella, come monumento alla loro storia. Soltanto attraversando questi loculi tra i viali, sembra di sentire i lamenti e i pianti delle vedove, delle madri, dei genitori, degli orfani, dei parenti e amici. In questi cimiteri, si raccoglie la storia di questi paesi di solitudine carichi di odio, d’incubi, di misteri, di vendette, di lutti e di vergogne, dove lo sfarzo delle tombe non ha mai curato le ferite dei loro cuori.

In questi paesi di mistero e di faide, si chiude la porta quando si ride, perché altrimenti i dirimpettai che hanno subito un lutto, possono pensare che gioisci per il loro dolore. Si chiude la porta anche quando si piange, per non consentire ai nemici di gioire del tuo dolore, e quando si passeggia per strada non si deve essere troppo sorridenti, né mostrarsi eccessivamente tristi perché la strada del dolore è infinita. In questi paesi del brivido dove nessuno vede ma tutti sanno. In questi paesi sconvolti dal dolore, dove il solo pensiero dei tanti morti ammazzati, nessuno sente le grida di dolore che si sollevano da sotto terra, diverso dai pianti di quelle madri che nel Camposanto di Lipari piangono silenziose la morte per la morte dei propri figli, genitori, giovani senza darsi una ragione come la mamma di Elisabetta e quella di Francesco che piangono la perdita dei loro figli. La commemorazione dei defunti o la “Festa” dei morti, è un silenzio ancestrale che si osserva con la preghiera, ma che è anche una ricca simbologia di antichi e crudeli riti funebri come quello di “Sa Babbaieca” di Gairo Sant’Elena, il paese d’Ogliastra, dove si liberavano dei vecchi gettandoli da un dirupo appunto “Sa Babbaieca”.

Diversa è invece la tradizione legata alla veglia funebre in alcune Regioni meridionali e in Sardegna dove le Attittadoras, le donne della tradizione che strappandosi i capelli e lamentandosi con struggenti litanie funebri, raccontano le gesta della vita dei defunti. Molto sentito è il rito in assoluto silenzio della preghiera presso le tombe dei propri familiari, nei monumentali Cimiteri delle Città o nei piccoli e poveri Camposanti di paesi o villaggi del mondo. Come diverse sono le tradizioni culinarie e dolciarie che ogni Regione conserva nel proprio territorio, chiamate “dolci dei morti” e l’altro solo di questo periodo il “pane dei morti”. Sbrisolona), per esempio è il tipico dolce della Città di Mantova e di tutta la Lombardia che viene preparato in diversi modi, mentre quello dei napoletani i “morticelli” ricorda la cassa da morto, che sono i dolci tipici della Campania. Credo senza ombra di dubbio, che la Regione Sicilia: da Palermo a Trapani, Enna, Caltanissetta, Catania, Messina Agrigento, Ragusa e Siracusa, Modica, abbia la più ricca tradizione che oltre al grano rosso cotto e alle ossa di morto, dei pupi di zucchero (statuine) a forma di pupi del folclore siciliano.

La Sicilia ha una encomiabile ricchezza di specialità dolciarie e di Cioccolato di dolci tipici e classiche, come la Frutta Martorana (Pasta Reale), la famosa Cassata e Cannoli siciliani che assieme ai biscotti di mandorla, volano verso gli Stati Uniti d’America e del mondo per la gioia dei siculi/italo/americani e non solo. Diverso è ovunque il modo di ricevere i doni che i morti portano ai bambini e ragazzi buoni e così, la notte precedente tra l’uno e il due di novembre, come da usanza tutti i ragazzi mettono le scarpe sotto il letto. Nei giorni che precedono la festa di Ognissanti e la “Festa dei morti”, è piacevole scoprire i paesetti che odorano di legno bruciato dai caminetti e forni. Sentire gli aromi dei dolci, un misto di odori e profumi di uva passa, di vino cotto, cannella, garofano, vaniglia fichi secchi, noci mandorle, carrube e melegrane. Le mamme in compagnie di parenti e amiche, impastano con le mani continuando nella tradizione a fare il pane, dolci tipici in casa per la festa e per la gioia dei familiari, parenti e dei propri defunti che verranno a donarli ai bambini e ragazzi il giorno della “Festa” riempiendo le scarpe lasciate sotto il letto come antica usanza siciliana.

Scoprire col clima dell’estate che ha ceduto la passione all’autunno e all’avvicinarsi di questi giorni di festa andando si va a passeggio alla ricerca di teatrini, chiese e tesori nascosti tra la grande folla intenta a curiosare nei vari mercatini rionali che in questo periodo sono affollati di gente che acquista i dolci della tradizione. Andare a curiosare tra i mercati rionali dei fiori per gli addobbi delle tombe e giocattoli (quando si tratta di bambini). La ricorrenza dei morti, ovunque diventa un’occasione anche per evadere e quest’anno è ancora più interessante in quanto un lungo ponte festivo da sfruttare in tutta tranquillità e onorare i morti con le proprie tradizioni abituali. Una volta, sulle tombe del Camposanto si portavano i lampioncini di ferro battuto nero con i vetrini chiusi per non spegnere il lumicino di cera acceso in caso di vento o di pioggia, ora da molti anni, sostituito dalla moderna lampada elettrica e i lampioncini sono spariti nell’oblio. In qualche Nazione dell’Est, in alcune abitazioni, è ancora in uso preparare l’altare dei morti (che servirebbe a favorire tale ritorno) che viene arricchito con immagini del defunto, una croce, un arco e incenso. Ciò in quanto il credo popolare pensi che durante tale giorno, lo spirito dei defunti venga a trovare i loro cari.

In un’altra Nazione, gli orfani vengono invitati a passare la giornata con una famiglia e al termine, vengono regalati dolci e giocattoli. La vita e la morte sono comunque, sempre inevitabilmente legate, ma servono a rappresentare il modo per continuare a mantenere forti i legami con i propri defunti. Durante la “Festa” dei morti è usanza fare la questua: In Sardegna oltre ad accendere un lumino nelle case, nel giorno dei morti il due novembre i bambini bussano alle porte delle case a chiedere “i morti, morti”, per ricevere in dono, dolciumi, caramelle, noci, castagne e a volte in mancanza di altro, ricevono soldi, come d’altronde avviene anche in altre regioni della nostra bella Italia. In questi giorni di spensieratezza, di festa mista alla preghiera di commemorazione per i defunti, personalmente, colgo l’occasione di porgere un caro saluto a tutti i miei familiari, parenti, agli amici vicini e lontani, giunga il mio pensiero amichevole pensiero di preghiera e solidarietà e come sempre, all’amico Saverio Merlino aggiungo: Vai avanti Saverio, non fermarti, perché chi si ferma è perduto, un abbraccio grande, grande!

Lipari&politica. Lettera aperta ad Angela Mazziotta

ggiardina.jpgdi Giovanni Giardina*

Preg/ma  Dott/ssa Mazziotta, “ Presidente Club Unesco Isole Eolie”, volevo ringraziarla per la  lezione di letteratura, che ha voluto promuovere, con la sua scrittura, diretta alla mia persona e dalla quale si evince chiaramente il tentativo d’intimidire e provocare. Era questo il suo intento?

A dire il vero non credevo di essere degno di una sua risposta cosi’ lunga e ricca di contenuto. Non e’ forse, perche’ ho fatto centro?

Nel rinnovare  le mie scuse per aver causato, contro la mia volonta’, offesa al dott. Giovanni Rosa  perche’, non conoscendo ne  lui, ne i suoi lavori, (incapace di dare giudizi),  ho attinto da altri, notizie errate e non rispondenti.   (mea culpa )  Mi accorgo inoltre che si e’ voluto travisare  il contenuto, dove per convenienza si e’ portato sul lato tecnico, mentre il mio intento era mirato alla politica, per il resto rimango sulle mie convinzioni  e  il tempo mi dara’ ragione.

( Io’ sugnu  di puru sangu Eolianu ) Non volendo commentare i suoi 12 anni , Le dico solo e con umilta’,che ancora sono insufficienti per coprire  i miliardi d’ impronte  che ho lasciato, in tutte le sette isole in 36 anni di duro lavoro.( insignito per ben 2 volte  al castello Utveggio di Palermo, per il mio sacrificio e attaccamento al lavoro.) Dice il Papa: “I veri maestri, non vanno alla ricerca di ammirazioni

Mi ha reputato,disfattista   e  catastrofista…(indignato )..Ne sono orgoglioso e sa perche’? Perche’ a Lipari  come me , sono divenuti migliaia, in Italia ,milioni e la cosa non puo’ certo che gratificarmi. Non abbi paura ! Guardi un po’ intorno al mondo e con animo sereno valuti questi uomini sapiens e quello che la natura ci sta riservando giorno dopo giorno e li paragoni infine con i danni  che i miei poteri potrebbero procurare. Da cittadino amministrato, mi vorrebbe togliere anche il diritto di contestare, protestare ,giudicare, rifiutare, questa politica  marcia e  fallita? 

Certamente non mi faro’ condurre a sterili ed inutili polemiche  per via telematica e nel ringraziarla Le faccio omaggio di una poesia, che mi ha accompagnato per tutta la vita e che consiglio a tutti di  portare sempre, come bagaglio personale. Con simpatia e stima , colgo l’occasione per inviarLe cordiali saluti

*Pensionato                    

PREGHIERA! di (Kirk Kligour)

Chiesi a Dio di  essere  forte,  per seguire progetti  grandiosi

ed Egli mi rese debole  per conservarmi nell’umilta’

Domandai a Dio che mi desse la  salute, per realizzare grandi imprese

ed Egli mi ha dato il dolore per comprenderlo meglio

Gli domandai  la ricchezza,  per possedere tutto,

e mi ha lasciato povero,  per non essere egoista

Gli domandai il potere, perche’ gli uomini avessero bisogno di me

ed Egli mi ha dato l’umililiazione, perche’ io avessi bisogno di loro

Domandai a Dio per godere la vita

e mi ha lasciato la vita ,perche’ io potessi essere contento di tutto

Signore ! non ho ricevuto niente di quello che chiedevo

ma mi hai dato tutto quello che avevo bisogno

e quasi contro la mia volonta’

Le preghiere che non feci, furono esaudite

Sii lodato o  mio Signore! 

Fra tutti gli uomini:  nessuno possiede  piu’ di quello che io ho!.

Da Milano in linea Daniele Corrieri. Infernet

adani.jpgdi Daniele Corrieri

L’INTER ha prenotato 12 camere doppie presso L’ospedale “casumaimiarripigghiu”, se al Milan alcuni giocatori  non sentono e non parlano, altri giocatori non vedono,  all’Inter non giocano!!! Nel frattempo quelli che sono venuti a Milano hanno fatto il colpaccio, a fine partita sembrava che avessero vinto il Campionato del Mondo. Moratti farà cinquina o Tombola, prima di Natale in arrivo un nuovo allenatore, si infernet.gifpensava a Bartolino Leone ma ha rifiutato per i grossi impegni sull’isola che a caccia di un Sindaco, probabilmente sarà ingaggiato il Dott Sparacino con allenatore in seconda  Pino Bertè.  

Da i moment negativ, siamo passati ai Momendol-or ma che dire se al peggio non c’è mai fine non rimane che aspettare…  Lasciamo godere i cugini e quelli là, di certo non saranno protagonisti, noi interisti siamo fiduciosi a prescindere . . . Mercoledi si ritorna in campo, altre atmosfere . . . altre situazioni . . .che quelli là ormai hanno dimenticato… Per adesso tira vento di scirocco, ma nello stesso tempo la barca Inter anche se fa acqua da ogni parte è a galla, Forte tempesta presto passa??? Cosi fù l’anno scorso a dicembre.. Vedremo… perché l’Inter è sempre pazza…! A proposti bello lo striscione: Noi non siamo mai stati in B…!!! Da Milano città campione è tutto!!!  P.s. Interisti Eoliani, non demoralizzatevi..quelli là n’annu picca!!! Fascitili sfugari!!!

Da Santa Marina Salina in linea Teodoro Cataffo

tcataffo.jpgdi Teodoro Cataffo*

Lettera aperta a  tutti  quelli che sono  soci, sono stati soci, non sono stati soci.

A quelli attualmente in regola–a quelli in regola a metà—a quelli che hanno fatto la domanda e non hanno concluso—a quelli usciti per volontaria morosità—a quelli che le dimissioni ce le ho pronte, ma poi ci ripenso sempre—a quelli che senza apparente motivo hanno  da fare e non accettano il discorso—a quelli che non sono mai entrati ma…—a quelli che avrebbero voluto una presidenza diversa,ma poi….—a quelli che non hanno mai pensato di entrare —a quelli che non si sono MAI fatti vedere neppure un attimo all’INFO-POINT, dal  primo Giugno al trenta Settembre di quest’anno, non  fosse altro, per  incoraggiare i ragazzi  che si sono succeduti : Andrea a Giugno e Luglio,  Umberto  in Agosto, mentre Giulia e Federico si sono divisi Settembre. Ragazzi che rinunciando  a qualcosa  ci hanno consentito  di poter  garantire  il servizio.

L’unica voce che si fece  sentire al mio telefonino  era quella dell’ Assessore delegato. Quelle due volte che  Umberto, il ragazzo di Agosto, recatosi per problemi di famiglia  a Messina tenne chiuso  lo sportello solo per due mezze giornate.   — Le parole al telefono annunciavano un rimprovero al sottoscritto.  —-Dico io !!!  Ma come, abbiamo reso un servizio gratis l’anno scorso (2010) , e anche questo anno (2011) tra mille difficoltà ed in condizioni non ottimali……..

Più di una volta ho avuto voglia di abbandonare, chiudere la porta  e lasciare che il Comune , per conto del quale l’Assessore  ci aveva investiti del servizio e, ritengo, per conto del quale lo stesso Assessore  modificava la sua voce  che assumeva il tono del rimprovero, ci  pensasse da se. Ma è stato solo un attimo.  

DOVE  E’ L’ENTUSIASMO DI PRIMA, LA VOGLIA DI ESSERCI E DI ESSERCI INSIEME  ?

—Se c’è bisogno di rinunce sarò il primo a cominciare, per dare l’esempio, ma anche perché  voglio sia chiaro che non c’è volontà alcuna di stare in paradiso a dispetto dei santi.

Certo fa tristezza vedere un gruppo disfarsi. Un gruppo partito con entusiasmo, con l’ orgoglio di categoria. La categoria dei “commercianti”, tanto invisa, odiata, tartassata, controllata, tassata.  La categoria dei commercianti , di tutti quanti fanno commercio,  alberghi, ristoranti, bar, alimentari, frutta e verdura, carne e pesce, oggettistica, scarpe e vestiti, prodotti della coltivazione dei campi, e poi quanti  vendono servizi, quanti organizzano eventi, tour, visite,  ecc.

I commercianti : una eterogenea campionatura di persone che a vario titolo si propone per vendere e per vendersi.  Una quantità varia di tipologie commerciali che vogliono riconoscersi sotto un vessillo di unione e rappresentanza.

CERTO un peccato che la struttura associativa, sottoposta a continue pressioni , scoppi nel momento in cui invece sarebbe più opportuno che restasse unita. Unita attorno agli obiettivi importanti di oggi e di domani.  

UNITA PER ESSERE DETERMINANTE. DETERMINANTE E’ CHI CON LA SUA IMPORTANTE E FORTE  PARTECIPAZIONE  ORIENTA, NEL MODO A  SE STESSO PIU’ VANTAGGIOSO,  LA DECISIONE DA PRENDERE E/O IL RISULTATO DA OTTENERE.  E non c’è niente da vergognarsi nella difesa degli interessi  della propria categoria, del proprio lavoro.  

ESSERE  DETERMINANTI IN TUTTO, non solo nel sostenere con l’impegno della propria impresa l’economia del Comune, non solo nel dare lavoro, non solo nel contribuire(su richiesta) con 100  dove gli altri lo fanno, forse, con 10.—Determinanti nelle scelte di politica turistica, affinchè  possano conquistarsi sempre piu’ settori nuovi del turismo ed avvicinare le possibili idee degli amministratori alla esperienza e competenza degli addetti  ai lavori.       

ED ANCHE SE dobbiamo sentire forte  il senso del  dovere  e del rispetto della legge e di quanti dalla legge stessa sono attivati al controllo della sua applicazione,  ALLO STESSO TEMPO dobbiamo essere uniti e determinanti per non farci sottomettere dalle ovvietà e dalle tattiche vecchie di chi  vuole  che l’unico sentimento che deve animarci debba essere quello della vergogna. La vergona di avere, possedere, essere capace di rischiare, la vergogna di aver raggiunto dopo anni di lavoro e sacrifici un certo successo.

QUASI LO AVESSIMO RUBATO. Uniti e determinanti per non cedere il nostro diritto di decidere le nostre cose  a chi vuole sfruttare il nostro lavoro ed accedere  ai nostri soldi, sicuro che come babbei  siamo pronti a pagare pur di sederci al tavolo della discussione. CERTO UN PECCATO DISFARSI AL SOLE, VISTA TRA L’ALTRO LA CAPACITA’ GESTIONALE E PROPOSITIVA DEI SOCI TUTTI E DEL CONSIGLIO DIRETTIVO. In poco più di  un anno di vita è stato fatto molto, considerato che mai prima d’ora  si era dato vita e voce alla nostra categoria. Ma il successo più grande   è stato il seguente:

a) N. 05 ASSEMBLEE CON  TANTE DELIBERE. Risultato : tutte decise  alla unanimità.

b) N 18 Consigli Direttivi; per circa 85 delibere esaminate e decise tutte alla unanimità.

E poi a seguire :

c) Gestione INFO POINT  ANNO 2010 ED ANNO 2011 . Successo di serietà, e di buona gestione.  Conti saldati, nessun debito, dato lavoro, svolto un servizio  per il nostro Comune.

d) Partecipazione  alla Fiera del turismo di Lugano dal 30/10/2010 al 01/11/2010. Anche se non totalmente condivisa ed anche se non condotta secondo i nostri  desideri,  con spirito di squadra abbiamo dato seguito agli impegni  assunti dalla Amministrazione Comunale.  Quindi presenti allo stand con il vice-presidente Santino Ruggera , abbiamo rappresentato oltre alla Associazione anche il nostro Comune, lasciato orfano di rappresentanza.

e)  Realizzazione depliants , e scelta logo.

f)  Acquisto di  n. 04  quote di partecipazione al  “distretto turistico”.

g) Organizzazione, e partecipazione al corso “”Customer  Satisfaction” illustrato dal Dott. A. Mazzoni.

h)  Note di proposte al Sindaco per una ordinanza di circolazione nuova ed esposizione altre idee.

i)  Funzione logistica , di collaborazione e  aiuto in loco a favore del SalinadocFestival 2010 e 2011 e risposta gratificante del Festival con l’inserimento del nostro logo associativo in tutta la pubblicistica cartacea della manifestazione.

j) Richiesta al Sindaco di  essere invitati, come parte sociale, alle riunioni sul P.R. G. del Comune.

k) La CARD della buona accoglienza doveva,  come una catena di sant’Antonio, creare  un vincolo di solidarietà tra i soci, doveva essere uno sprone a migliorare  , doveva  dare garanzia al cliente di  aver scelto bene, doveva in fondo rappresentare il SENSO DELL’UNITA’  TRA VARI INTERESSI CHE CON UMILTA’,E CON  DIGNITA’  REMAVANO INSIEME VERSO L’OBIETTTIVO COMUNE  E CIOE’ “”TRATTARE BENE IL CLIENTE””.   Troppa grazia .

l) E poi tante idee partorite dai più intraprendenti : il sito web, la vetrina interattiva, ecc. Tutte idee stupende, lanciate sul tavolo di discussione, che si scontravano, purtroppo, ancora in fase di idea  con la dura realtà  della quota sociale, o del contributo una tantum..

m) UN  CAPITOLO A PARTE SI DOVREBBE DEDICARE ALLA REGATA VELICA DI INIZIO ESTATE 2011.

Non è un resoconto che  voglio fare, sarebbe dispersivo poco chiaro  e  non comprensibile  per chi non avesse seguito la vicenda. Voglio  solo ricordare ai soci tutti che l’Assemblea  ed  il Consiglio Direttivo di “le Felci”,  già a Gennaio/Febbraio avevano  deciso le linee di comportamento e di collaborazione con gli organizzatori della regata.

LA SUCCESSIVA  DECISIONE DI ALCUNI SOCI DI SEGUIRE UN ITINERARIO ALTERNTIVO HA ROTTO L’ARMONIA DECISIONALE DELLA ASSOCIAZIONE. Certo il dopo non è più come il prima. Tuttavia “”le felci”” è ancora attiva. Da allora ad oggi la stessa Associazione è stata da me e da pochissimi altri tenuta in vita co l’ossigeno. PERO’  è tempo di vedere cosa fare. HO SCRITTO A TUTTI PER INFORMARE. ADESSO,  E FORMALMENTE, COME E’ GIUSTO, MI RIVOLGERO’ SOLO A QUELLI CHE SONO IN REGOLA CON I VERSAMENTI SOCIALI. NON C’E’ BISOGNO DI FARE L’ELENCO. OGNUNO SA SE E’ A POSTO O NO. PRIMA DI CHIUDERE QUESTA  lettera devo dire che, nei momenti difficili, può essere sembrato che  il Presidente non fosse sostenuto da tutti. In effetti cosi non era, non è mai stato, non è.   Condividere ed ottenere condivisione, chiedere e dare unanimità è stata per Noi tutti  una scelta.  LA UNANIMITA’:

a)  PUO’  ESSERE LA ESPRESSIONE DI UNA GRANDE DEMOCRAZIA, IN QUANTO RISULTATO DI CONVINTA E LIBERA SCELTA.

b)  PUO’ ESSERE ANCHE IL SINTOMO DI UNA DITTATURA.  

In questo caso si può dire: “purtroppo “s’ha da magnà”.  E non tutti mangiando riescono ad alzare gli occhi dal  piatto””.

*Presidente associazione dei commercianti

Provincia, dirigenti&premi

rcerreti.jpgdi Roberto Cerreti*

Si comunica che stamane, durante la seduta del Consiglio Provinciale, ai sensi dell’art. 23 del regolamento d’Aula, si è discusso con la partecipazione attiva dei capigruppo consiliari, il sottoscritto Roberto Cerreti in rappresentanza del MPA, Pippo Rao del PD, Pino Galluzzo della PDL e Franco Andaloro di Rifondazione Comunista, in merito ai premi ed agli incentivi percepiti dai dirigenti provinciali tra il 1999 ed il 2005, periodo tra l’altro, già sotto esame da parte della Corte dei Conti.

Durante la seduta è emersa inoltre, la necessità di comprendere l’utilità del nucleo di valutazione dell’Ente, considerato che i dirigenti provinciali tutti, quindi compresi quelli dei lavori pubblici, del territorio, dell’ambiente e della protezione civile, pare abbiano regolarmente percepito premi per l’attività ed incentivi economici, negli anni 2008, 2009 e 2010, che sciaguratamente corrispondono agli anni delle tragedie ambientali che si sono abbattute nel comune di Falcone e Castroreale (2008), Giampilieri e Scaletta Zanclea (2009), ed infine San Fratello (2010).

Evitando la polemica, appare particolarmente anomalo, che l’attività dei dirigenti provinciali nei suddetti anni, risulti talmente meritoria da incidere nelle casse della Provincia Regionale di Messina per diverse centinaia di migliaia di euro.

Evidentemente, o non funziona il nucleo di valutazione, sino a qualche tempo fa composto addirittura da dirigenti stessi, o gli obbiettivi lavorativi posti ai responsabili provinciali non corrispondo ad un grado di difficoltà talmente alto da riflettere le necessità territoriali, come dimostrerebbero le innumerevoli segnalazioni e denunzie dei diversi rappresentanti comunali del territorio provinciale messinese e dei consiglieri provinciali, inerenti disservizi e criticità ambientali, che incredibilmente non influiscono sull’opportunità o meno, che i dirigenti possano alla fine dell’anno usufruire di lauti compensi per la loro attività, tra l’altro ordinaria.

Pertanto stamane ai sensi di legge, il sottoscritto capogruppo autonomista ha richiesto ufficialmente e con urgenza il rilascio delle copie di tutte le determine inerenti incentivi e premi percepiti dai dirigenti provinciali dei diversi settori di competenza dell’Ente, negli anni 2008, 2009 e 2010.

*Capo Gruppo alla Provincia M.P.A.