Eolie&Archeologia

dstarvaggi1.jpgdi Davide Starvaggi

In merito ai nuovi trand di turismo archeologico, sia Pro Loco Isole Eolie Lipari che FSC Group Service hanno avviato in partnership con il Parco Archeologico, una rete di collaborazioni volte a far decollare un sistema denominato Archoetermetravel che la stessa Pro Loco ha presentato alla Borsa del Turismo Archeologico di Paestum nel 2011, con una conferenza dedicata al quale ha partecipato anche il MIBAC. Aggiungo inoltre che la Pro Loco ha realizzato una guida turistica archeologica/culturale denominata la Reggia di Eolo che potrà essere messa a disposizione della giovane laureanda che attraverso “Il Notiziario” ha richiesto informazioni.

Strage di Ustica. Fu un missile

 

Povera Italia.jpgCRONACA – Dopo 32 anni di sospetti, verità negate e depistaggi , oggi la Corte di Cassazione ha stabilito che a far esplodere il 27 giugno 1980 il Dc9 Itavia è stato un missile e non un ordigno nascosto a bordo. Per questo motivo ha imposto allo Stato italiano di risarcire i familiari delle vittime, visto che i radar civili e militari non sono stati in grado di garantire la sicurezza nei cieli

di Romolo Sticchi

Forse il muro di gomma sta cominciando a crollare. Quel muro che da sempre ha coperto la verità sulla strage di Ustica, sulla causa della morte di 81 persone, tra cui 11 bambini, che il 27 giugno del 1980 erano a bordo del dc9 Itavia in viaggio tra Bologna e Palermo. L’aereo scomparve mentre sorvolava il tratto di mare tra Ustica e Ponza.
Dopo 32 anni di sospetti, verità negate e depistaggi , oggi la Corte di Cassazione ha stabilito che a far esplodere l’aereo è stato un missile e non un ordigno nascosto a bordo. Per questo motivo l’Alta Corte ha imposto allo Stato italiano di risarcire i familiari delle vittime, visto che i radar civili e militari non sono stati in grado di garantire la sicurezza nei cieli. 
In questi anni gli insabbiamenti sono stati tanti, tante le prove cancellate, tante le scuse al limite della credibilità, come le pagine strappate nel registro radar di Marsala, la mancanza di documentazione del centro radar di Licola. Ancorata nel porto di Napoli, quella notte, c’era pure la portaerei americana Saratoga. In una prima versione fu detto che tutti i radar di bordo erano spenti per manutenzione, poi gli americani ammisero che uno era acceso ed aveva verificato un’intensa attività aerea nella zona, ma purtroppo, come spesso accade in questa storia, i tracciati radar erano andati persi. Quello che è certo è che in quelle ore erano in corso esercitazioni militari internazionali in zona, pare che ci fosse anche un’intensa attività di caccia libici che sorvolavano lo spazio aereo italiano.

Di Giovanni Giardina

 

  Mi sarei aspettato una reazione, un commento  da parte dei cittadini e invece  nulla!

                           Ulteriori  tasse in arrivo ??

Gentile Direttore , non sono ne un magistrato, ne un legale , ne conosco  la sentenza , ne sarei in grado di capirla, voglio solo commentare la notizia degli ultimi giorni apparsa sugli organi di  stampa e sulle tv in merito alla sentenza della Corte di Cassazione,che lo Stato Italiano è stato condannato a risarcire le vittime per la strage di Ustica.

Ora mi chiedo quale Stato ? Lo Stato non siamo forse tutti noi ? Da allora sono trascorsi già 32 anni, ricordo che ancora avevo tutti  i capelli e tutti i denti, non mi voglio ripetere, basta leggere l’articolo sopra. Se fino ad ora non sono stati capaci di fare emergere, verità, responsabilità, come mai oggi viene condannato lo Stato Italiano ? Oggi condannando genericamente lo Stato, hanno condannato ancora una volta tutti i cittadini italiani . colpevoli solo di avere avuto sempre  personaggi indegni a rappresentarli. 1) Leone, Presidente della Repubblica, 2) Cossiga , all’epoca Presidente del Consiglio, 2) Ministro della difesa,

3) Ministro dei Trasporti 4) Capo di Stato Maggiore dell’aereonautica, tutti responsabili che dovevano e devono garantire la nostra incolumità e sicurezza e che invece, per anni hanno depistato e sottaciuto la verità .

Come mai non sono state prese in considerazione le dichiarazioni di Cossiga prima di morire?

I periti hanno impiegato 32 anni per scoprire che era stato un missile ? Se è stato accertato che è stato un missile , chi l’ha lanciato? Noi cittadini ? Se responsabilità sono emerse,non saranno certamente da attribuire a noi ,ma ai veri responsabili, pagati profumatamente dagli onesti cittadini . Sono felice per il risarcimento , verso le vittime che hanno subito il lutto e il dolore, che non si cancellerà mai , neanche con tutto l’oro del mondo, però in Italia ,quando avviene qualsiasi  disastro,a cominciare da quello economico dello Stato, a quello dei  Comuni ,Province, Regioni, Industrie, Banche, Aziende, Ospedali, ecc…ecc..i veri colpevoli non si trovano e non pagano mai, perchè è davvero  il caso di ricordare  la buon’anima di mio zio Tanu, che  mi diceva sempre:

In Italia, “ Tutti i vuoti chi scappa u scitruolu, ci vasci sempri ‘nculu all’urtulanu! ”  

 

Da Stromboli in linea Aimèe Carmoz

acarmoz1.jpgdi Aimèe Carmoz

E’ evidente che la vera ricchezza delle Eolie è la loro natura vulcanica particolare abbastanza straordinaria. Per questo sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità. E’ evidente per molta gente nel mondo, ma no per chi deve occuparsi della programmazione turistica, purtroppo. Un progetto di “Parco dei Vulcani” ideato da una precedente amministrazione comunale, si è arenato chissà perché e dove. Mentre era questa l’idea giusta. In grado di drenare turisti di un certo rilievo, soprattutto scientifico e universitario, in tutte le stagioni.
Si è preferito la facilità (o faciloneria?) di un turismo di spiaggia e spettacolini, dove certo non stiamo a primeggiare in Italia. il tutto condito di prezzi che si sforzano di dare al tutto un lustro a quattro stelle.
Tutto si può ancora fare. Passano gli uomini, le montagne per ora rimangono….

La foto del giorno

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Rassegna Stampa. “Il Giornale” e procure a intercettazioni alternate

vfeltri.jpgdi Vittorio Feltri

Cari lettori, la coscienza, quel po¬co che ho, mi impone di confes¬sare: ho sempre avuto un debole per le intercettazioni telefoniche. Mi piacciono da morire. Ogni volta che un giornale ne pubblica una, non resisto: mi tuffo nella lettura e mi beo di ogni particolare, specialmente se scabroso. Ricordate il bunga bunga? Le olgetti¬ne? La Procura di Milano ci sapeva fare: ha fornito alla stampa materiale squisi¬to di cui ci siamo nutriti per mesi, che di¬co?, anni.

Comunicazioni attizzanti tra le favorite del Cavaliere, tra questi e va¬rie altre persone, conversazioni a luci rosse e a luci spente, battute salaci, bar¬zellette, colloqui scurrili. Uno spasso. La mattina aprivi il Corriere della Se¬ra (gran giornale dove mi onoro di aver lavorato per 15 anni dandomi, da pro¬vinciale quale sono, un sacco d’arie), aprivi il Corriere, dicevo, e ti trovavi da¬vanti a sette colonne di piombo roven¬te, soprattutto eccitante: Patrizia D’Ad¬dario svela i suoi rapporti intimi con Sil¬vio Berlusconi. Impossibile voltare pa¬gina, ti bevevi l’intero racconto con vo¬luttà.

Lui che la prende, che la gira e rigi¬ra nel lettone, poi si fa la doccia, quindi ritorna sul materasso e giù ancora. Di brutto. Altro che letteratura osé. Que¬sta era roba vibrante, un sollazzo non solo per guardoni ed erotomani: giorna¬lismo verità, non balle.
Per anni gli italiani sono stati informa¬tissimi sui burlesque dell’ex premier, sui suoi sospiri, i sussurri, i gemiti, anche i peti, gli amplessi veri e/o immaginari. Ci eravamo fatti l’idea di un presidente inesauribile, inappagabile, assatanato.

Le scopate di Berlusconi sulla Repubbli¬ca erano diventate una rubrica fissa, co¬me le previsioni del tempo: ieri sette, og¬gi cinque; va in calando? Che non stia bene? Titolo: tutti gli amplessi del Cava¬liere minuto per minuto. Non si scrive¬va e non si parlava d’altro. Infatti, le in¬tercettazioni imperversavano, si ven¬devano un tanto al chilo. Altra epoca. Da quando a Palazzo Chigi c’è quel san¬t’uomo di Mario Monti, è tramontata la gnocca e dominano le banche, le tasse, la sobrietà, i burroni, i precipizi.

Dio mio che noia, che barba che noia. Pen¬sate, cari lettori, che da settimane pub-blichiamo la rava e la fava sul Monte dei Paschi di Siena e non abbiamo ancora letto una, nemmeno mezza, intercetta¬zione, neanche lo straccio di una chiac¬chierata (tra banchieri e similari) regi¬strata dai solerti investigatori. Vigliac¬co se c’è un pm che abbia preso l’inizia¬tiva di sentire gli interessanti dialoghi telefonici tra i dirigenti dell’istituto di credito senese. Zero intercettazioni.

Il condominio delle olgettine era sot¬to controllo h 24. Agli zelanti spioni mo¬bilitati dalla giustizia non sfuggiva nul¬la, neanche un orgasmo simulato, ne¬anche un «culo flaccido». La vita delle ragazze è stata spiattellata in ogni pie¬ga, anche la più sordida. Di quanto avveniva nei palazzi sontuosi frequentati dal management nominato dal Partito democratico non si sa un tubo: solo in¬discrezioni, ipotesi, congetture.

Spari¬vano, comparivano e scomparivano di nuovo, all’insaputa di tutti, montagne di miliardi. Poi dicono che il segreto bancario è stato abolito. Come abolito? Non un magistrato si è fatto venire il so¬spetto che fosse necessario mettere qualche cellulare sotto sorveglianza. D’altronde non ha sorvegliato una maz¬za neanche la Banca d’Italia, se è per questo.

Però, come sono rispettosi, adesso, i sostituti procuratori della privacy dei banchieri. Ascoltare le loro confabula¬zioni? Ma siamo matti! E se poi finisco¬no sui quotidiani? Cosicché non c’è più bisogno di una legge che tuteli il cittadi¬no ( tutti i cittadini) da intromissioni nel¬le sue relazioni interpersonali. Gli in¬quirenti non ritengono sia indispensabile intercettare, a meno che non si trat¬ti di bunga bunga e generi affini. Ovvio: va garantita la libertà di furto nelle ban¬che, ma non la libertà di gnocca nelle ca¬se private di Tizio, Caio o Sempronio.

In conclusione. I capitali si possono spartire, sottrarre, distrarre; e se ci sme¬nano i risparmiatori, chissenefrega. Se poi è lo Stato a essere chiamato a tappa¬re i buchi con 3 miliardi e 900 milioni di euro, uffa, cosa volete che sia? Se inve¬ce è l’avversario più temuto dal Pd a fa¬re le porcate nella propria dimora, allo¬ra è lecito intercettare e divulgare, in modo che il popolo sappia: mentre lui scopa come un mandrillo, tu paghi l’Ir¬pef.

Ciò che maggiormente fa soffrire è che non ci siano i magistrati vecchia ma¬niera, quelli che non guardavano in fac¬cia a nessuno, nemmeno al Cavaliere. Oggi non si fanno le bucce neppure a chi gratta miliardi: i suoi traffici stiano nell’ombra per non turbare il mercato, il credito, gli affari, inclusi quelli loschi.

In ricordo di Franca Cincotta vedova Ferlazzo

funerale.pngOggi alle ore 18 nella chiesa di Canneto si terrà la Santa Messa di Commemorazione in ricordo di Franca Cincotta vedova Ferlazzo.

Rassegna Stampa. “Corriere.It” e il “Monte dei Pascoli”

di Sergio Rizzo

corriere.it.jpgMai e poi mai si potrà rimproverare a Giuseppe Mussari di non essere stato generoso con il suo partito. In dieci anni ha versato nelle casse del Pd di Siena e della locale federazione Ds la bellezza di 683.500 euro. L’ultimo assegno da 99 mila euro quando era già presidente dell’Abi.

Lui solo conosce il reale significato di quei legittimi finanziamenti. Noi sappiamo solo che nessun altro banchiere, in Italia, è stato tanto pubblicamente prodigo verso un partito quanto lui. E quanto altri amministratori della banca e della fondazione senesi. Sono almeno una ventina i dirigenti e i manager del Monte che per anni, regolarmente, hanno finanziato la politica.

Soprattutto il Pd e i Ds di Siena, che hanno incassato in una decina d’anni un milione e mezzo di euro grazie ai contributi liberali di costoro. Nell’elenco c’è anche, con 125 mila euro versati fra il 2010 e il 2011, il presidente della Banca Antonveneta Ernesto Rabizzi. Insieme al presidente della Sansedoni, l’immobiliare della Fondazione, Luca Bonechi, al consigliere della stessa Fondazione Paolo Fabbrini, agli ex consiglieri della Banca Toscana Moreno Periccioli e Alessandro Piazzi, ai revisori Giovacchino Rossi e Marcello Venturini, ai consiglieri Fabio Borghi e Saverio Carpinelli, all’ex vicepresidente della Banca Toscana Aldighiero Fini… Senza contare i tanti ex politici cui la banca ha offerto una comoda ricollocazione. Con loro, stima Libero, si arriva a un paio di milioni.

Sbaglierebbe, tuttavia, chi pensasse che i soldi degli amministratori del Monte abbiano preso una sola direzione. Come si capisce dai 10 mila euro offerti nel 2004 dal presidente della fondazione Gabriello Mancini alla Margherita. Partito finanziato (6.750 euro) pure dal suo referente, il presidente del consiglio regionale toscano Alberto Monaci, il quale aveva già dato 14 milioni di lire nel 2000 al Partito popolare.

Ma gli eredi senesi della Dc, allora, potevano contare anche su contributi per 60 milioni da parte di Giuseppe Catturi, consigliere di molte società del gruppo come la Banca 121 che il Monte aveva acquistato a caro prezzo dalle famiglie salentine Gorgoni e Semeraro. E proprio Lorenzo Gorgoni, al quale venne riservato un posto nel consiglio del Monte, finanziò nel 2005, con 25 mila euro più altrettanti di sua sorella Antonia, la campagna elettorale del forzista Raffaele Fitto in Puglia.

Del resto, l’aveva soccorso già nel 1999, prima ancora di vendere ai toscani la propria banca, con una ventina di milioni. Perché se il Monte è certo un caso limite, la commistione fra banchieri e politica non è fatto raro né recente. Basta dire che per anni il coordinatore del Pdl Denis Verdini è stato contemporaneamente deputato e presidente del Credito cooperativo fiorentino, nonostante il divieto sancito da una legge del 1953.

E questo in virtù della deroga, comprensibile per l’epoca ma assurda oggi, che quella legge concedeva agli incarichi nelle coop. Deputato e banchiere, finanziava pure il suo partito. In due anni, 74 mila euro. Ma non è forse un banchiere anche Silvio Berlusconi, azionista di Mediolanum, nonché principale finanziatore di Forza Italia e del Pdl? Una briciolina ce l’ha messa nel 2005 anche il suo socio di banca, Ennio Doris. Diecimila euro.
La banca, altri, se la sono invece fatta addirittura mentre erano in Parlamento.

Ricordate la leghista Credieuronord, finita in un crac imbarazzante? Era amministrata da un consiglio in cui figuravano non pochi onorevoli: da Stefano Stefani al presidente della commissione Bilancio Giancarlo Giorgetti, al sottosegretario all’Interno (!) Maurizio Balocchi.

Impossibile poi, per la serie dei banchieri-politici in carica, non ricordare Fabrizio Palenzona, al tempo stesso presidente della Provincia di Alessandria e consigliere di Mediobanca grazie alla vicepresidenza di Unicredit ottenuta per conto della Fondazione CrT: dove si era praticamente autonominato come rappresentante della sua Provincia. Fra il 2004 e il 2005 Palenzona ha dato alla Margherita 34 mila euro.

Poco più di 18 mila ne ha invece versati a quel partito il vicepresidente della Fondazione CrT, Agostino Gatti. Il presidente della Fondazione Cassa di Bologna, Filippo Sassoli de’ Bianchi, aveva invece preferito nel 2001 dare 25 milioni di lire a Berlusconi. Mentre il presidente della Bnl Luigi Abete, ritenuto vicino prima al Ppi e quindi alla Margherita, nel 1999 figurò fra i finanziatori dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Con 49 milioni di vecchie lire.

Lipari&disoccupazione giovanile. E’ allarme rosso. Le reazioni nel web

samendola2.jpgdi Samuele Amendola

Decine e decine di giovani stanno lasciando le nostre isole per andare alla ricerca di un lavoro fuori…credo che i numeri ormai stiano ad indicare una vera e propria “emigrazione”, non solo verso il nord Italia, ma si torna ad emigrare in Australia, America ed Inghilterra. Le nostre isole continuano ad impoverirsi di menti, braccia, creatività, freschezza che solo una gioventù sana e preparata può dare. Ma ciò che fa più rabbia è che Lipari, quale microcosmo, potrebbe risentire solo marginalmente della crisi mondiale. Qui ci sono GRAVI responsabilità di chi da decenni ha amministrato le nostre isole, ci sono GRAVI responsabilità della classe dirigente dell’isola e GRAVISSIME responsabilità da parte di imprenditori che non riescono a pensare ad altro che al proprio tornaconto personale. STATE UCCIDENDO LIPARI! State annegando quest’isola nel mare della sterilità. SVEGLIATEVI! Oppure tra qualche anno resterà un’isola di soli anziani! Chi di dovere si SVEGLI e si dia una mossa..prima che sia troppo tardi!

Le reazioni nel web.

Angelo Sidoti: Un grido che non troverà risposta in quanto non esiste classe imprenditoriale a Lipari tranne rare eccezioni, non parliamo della classe dirigente politica mediocre ed inconcludente!

Salvatore Agrip: Ciò che dice Samuele è la verità. Sono tante le persone che già sono andate via da questa isola e tanti sta cercando di poterlo fare, i nostri politici rimangono ingessati dentro il palazzo. Cerchiamo di organizzarci, Samuele magari Tu e tanti altri potremmo incontrarci e decidere il da farsi. Che ne dite?

Luciano Mondello: Avevo scritto una lettera qualche tempo fa’. Mi piacerebbe sapere se la nostra amministrazione ha un qualche progetto o delle idee a tal proposito. Bravo Samuele!

Gianna Sidoti: Si deve fare qualcosa!

Lipari, donna denunciata per non aver soccorso un gatto ferito

lcroce.jpgAd incastrarla sono stati tre testimoni che si sono rivolti all’associazione italiana difesa animali ed ambiente e cosi per la donna che all’inizio di gennaio ha investito con la prorpia autovettura un gattino in via Quartara in frazione Quattropani di Lipari è scattata la denuncia. Il fatto era avvenuto lo scorso 2 gennaio pco prima dell 18 quando la donna a bordo della sua auto ha investito uno dei tre piccoli cuccioli di gatto presenti nella colonia felina di via Quartara a Lipari. L’animale ha subito una serie di fratture e successivamente è deceduto prima di essere operato indignando ulteriormente i testimoni che si sono cosi rivolti all’associazione italiana difesa animali ed ambiente che dopo gli accertamenti del caso ha inviato una denuncia alla procura della repubblica di Barcellona a carico della donna per il reato di omesso soccorso di animale investito cosi come previsto dal nuovo codice della strada. “Ci abbiamo messo un po ad individuare questa signora – ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- ma ci siamo riusciti grazie al senso civico ed alla collaborazione della gente che ha visto quanto accaduto e che ci ha chiesto il supporto legale per denunciare la responsabile di questo incidente sia per omissione di soccorso ma anche per maltrattamento che ha portato alla morte dell’animale stesso dopo un paio di settimane prima di finire sotto i ferri. Quello che mi preme sottolineare- conclude Croce- è il forte senso civico e la collaborazione tra le persone che hanno assistito all’incidente che ci ha permesso di identificare senza margini di errore l’autrice dell’investimento del piccolo micio e che è poi fuggita senza prestare il dovuto soccorso. Se al posto di un gatto fosse morto un bimbo?”.