Eolie, Sidoti&Opinioni

Gentile Direttore,
 
sagrip.jpgapprendo con soddisfazione e ancor rinnovato interesse che il Dott. Anegelo Sidoti sarà un Opinionista del suo giornale. Già da circa due anni il Dott. Sidoti è entrato nel “corpo”, la parte interna, quella che non si vede (dalle nostre parti la trasparenza ormai da anni continua ad essere una vera chimera) della nostra politica locale, lo ha fatto come da “medico legale” grazie alla Sua professionalità e competenza, indagando, analizzando, studiando quanto di cartaceo (società, procedure, atti, ecc…) la nostra politica ha prodotto  e puntualmente sviluppando relazioni tecniche continue dai contenuti MOLTO INTERESSANTI, cha ha messo a conoscenza di tutti. Sicuramente è stato un lavoro costruttivo per noi tutti e principalmente per chi fa politica attiva, ma di questo non tutti (sigh) i politici hanno saputo trarre beneficio, chissà perché? 
Spero che da oggi grazie a Lei, il Signor Sidoti possa ancor meglio tenere e comunicare con la cittadinanza liparese in modo ancor più costruttivo, facendoci conoscere sempre meglio le incapacità di questa politica che ci porta ogni giorno problemi sempre più. Ringraziando il Signor Sidoti, nonché amico del sottoscritto, per tutto quello che ha fatto fino adesso, porgo gli auguri di buon lavoro per questo nuovo incarico.
 
Salvatore Agrip.

Messina, due arresti “eccellenti” all’Università

agdfpiccola.jpgL’inchiesta della Guardia di Finanza è scattata per caso e alla fine ha permesso di scoprire un concorso “pilotato”. Il “prescelto” era il figlio di un professore di Farmacia che ha preso parte ad un concorso per ricercatore in Microbiologia e Microbiologia Clinica. Fatti che si riferiscono alla precedente gestione Tomasello (comunque estraneo ai fatti venuti oggi a galla). Ai domiciliari Giuseppe Giovanni Bisognano (direttore del Dipartimento di Farmacia) e Giuseppe Teti, docente di Microbiliogia. Il concorso “truccato” sarebbe stato quello del 2010, vinto da Carlo Bisignano, figlio del Direttore del Dipartimento di Farmacia. Indagata anche la prof.ssa Maria Chiara Aversa per la composizione della commissione. La docente proprio domani andrà in pensione. Indagato anche l’ex rettore Franco Tomasello: per lui l’accusa è quella di non avere vigiliato sulla formazione della commissione d’esami. Indagati anche un prof. di Camerino, Sandro Ripa, ed uno di Catania Giuseppe Nicoletti: entrambi avrebbero dovuto avvicinare – secondo l’accusa – gli altri componenti della Commissione d’esame. I finanzieri della Compagnia di Messina al termine di un’indagine, coordinata dal Procuratore Aggiunto, Ada Merrino, e dal Sost. Proc., Diego Capece Minutolo, hanno arrestato due docenti dell’Università di Messina responsabili di aver gravemente inquinato un concorso per ricercatore in Microbiologia e Microbiologia Clinica, allo scopo di pilotarne l’esito.
L’operazione, ribattezzata “Pacta servanda sunt”, è il risultato di indagini protrattesi per mesi e che hanno messo in luce un vero e proprio sistema deviato delle procedure concorsuali che regolano l’accesso al mondo accademico non solo messinese.
Le ordinanze di custodia cautelare, agli arresti domiciliari, firmate dal GIP dott. Massimiliano Micali, sono state eseguite nei confronti di un Direttore di Dipartimento dell’Università di Messina nonché professore ordinario presso il medesimo dipartimento, e di un altro professore ordinario dello stesso Ateneo.
Indagati per i medesimi fatti, altri tre docenti, che svolgono la loro attività anche in altre Università.
In sostanza è stato accertato che sia la commissione giudicatrice, che il vincitore del concorso, venivano stabiliti a monte dagli arrestati, con la collaborazione dei loro colleghi.
Nel concorso oggetto delle indagini, nonostante l’accurata pianificazione della procedura, che avrebbe dovuto chiudersi con la nomina a ricercatore di un parente di uno degli arrestati, la presenza di un candidato con un punteggio più elevato aveva creato qualche problema alla consorteria criminale che – per portare a termine il piano – è giunta a costringere il concorrente meritevole a ritirarsi consentendo la proclamazione del candidato predesignato.
“Pacta servanda sunt”. I patti vanno rispettati, così in una intercettazione telefonica i due arrestati concordano circa la necessità che il candidato (potenziale vincitore del concorso) debba rispettare i patti, ovvero ritirarsi, dietro la promessa di una sua successiva sistemazione in altra procedura concorsuale per ricercatore.
L’indagine è scaturita da una denuncia per una falsa fattura utilizzata presso il Dipartimento ove operava uno dei destinatari delle misure cautelari e ha consentito di accertare l’appropriazione di somme da parte di quest’ultimo dalla gestione del “fondo economale” del Dipartimento con il concorso di un dipendente della medesima facoltà.

Lipari, urge una “copertura” alla Scuola Elementare

anatolipiccola.jpgdi Aldo Natoli

Questa mattina ho accompagnato la mia nipotina alla Scuola in via Maggiore (Istituto Comprensivo) sotto una leggera pioggerellina. Poichè l’Istituto consente l’accesso alle ore 8,30, ne consegue che i bambini debbono sostare dinanzi al portone d’ingresso sotto l’intemperie, oggi abbastanza moderate, ma che diventano sempre più insistenti con il giungere dell’autunno e dell’inverno. A tutto ciò si aggiunge che non è consentita la sosta in doppia fila alle auto dei genitori e che in prossimità della Scuola sono dislocati, oltre ai bidoni della spazzatura, parcheggi per invalidi, per il Bus, per la Croce Rossa e per i Taxi. Poichè ritengo difficile ottenere dai Responsabili dell’Istituto l’anticipazione dell’apertura del portone in caso di intemperie per consentire ai bambini di accedere all’interno della Scuola e mettersi al riparo, diventa necessario che il Comune provveda a realizzare una copertura leggera su montanti in ferro in modo da coprire almeno la larghezza della scala per creare un adeguato riparo in caso di pioggia e di vento. Non credo che il costo dell’opera sia eccessivo per le casse del Comune. Nel caso per realizzare la struttura occorre presentare un progetto per ottenere le approvazioni dei vari Enti sono disponibile a provvedere
alla redazione “gratuitamente”.

Eolie&buchi. La reazione nel web

buchi spaziali(4).JPGNei consigli, solitamente, quando non si hanno le mani in pasta, si alza la voce ma non si danno i numeri. Preparazione  tecnica e non politica. Facile parlare e facile rispondere. Più per coscienza elettorale e meno per finta conoscenza amministrativa. Spregiudicatezza, mancanza di trasparenza, irregolarità amministrativa e contabile, mancata azione di vigilanza. Questo é quanto giornalmente emerge in ogni struttura che ha creato, gestisce e vuol chiudere con comodo le partecipate create per intenti di fabbrica di voti e “poltronifici” comodi e già pagati. Il regno della politica dove non tramonta mai il voto, nel segno di una croce elettorale caricata sempre e solo sulle spalle dei cittadini. Nella maggior parte dei casi, i fascicoli prima che finiscano nei polverosi archivi storici é meglio che Corte dei Conti e Procure diano una spulciata. Giusto per dire chi deve pagare, come, quando e perché. Oggi la politica non merita più sconti. Neanche per i fatti di ieri. L’esempio che arriva da Milano dice che: “Le società partecipate in costante perdita devono essere liquidate. Questo il pronunciamento della Corte dei Conti Lombardia che, con deliberazione n° 224/2013 Prse, ha evidenziato come i bilanci in perpetuo passivo di una partecipata non possono determinare un utilizzo improprio delle risorse comunali per ripianare le sue perdite, anche perché il ripiano non può essere inserito tra le spese di investimento dal momento che non comporta un incremento del capitale sociale. Se la società non è più in grado di operare efficacemente e i conti sono in rosso la soluzione da adottare in tempi rapidi è dunque la liquidazione. Ferma bocciatura da parte della Corte anche per quei comuni che, utilizzando impropriamente le partecipate, hanno aggirato i vincoli del Patto di Stabilità e per le spese di personale e consulenze, così come viene censurata l’operazione di un ente locale di iscrivere a bilancio crediti derivanti dal rapporto con una partecipata per garantire gli equilibri, dal momento che crediti pregressi non sempre non sono possibili da riscuotere, con il rischio di esporre a problemi di liquidità l’ente di appartenenza”.

LA REAZIONE NEL WEB.

Angelo Sidoti: Su questo tema sto predisponendo degli atti. Bravo a chi ha rilevato queste decisioni della Corte dei Conti. Ma ce ne sono tante e tante altre. Ai consulenti che insistono per tenerle in piedi invito a rileggersi l’articolo pubblicato sul Sole 24 ore del 1 luglio 2013. Forse gli è sfuggito! Buona lettura.

Ps: i cittadini delle Eolie non pagheranno eventuali errori fatti dagli altri. Sia chiaro!

L’Album dei Ricordi

liparisquadravecchia.jpgdi Girolamo Casali

Il primo in piedi da sinistra Pino Caputo, Ferdinado Pajno, Antonio Bernardi, Aristide Mollica, Umberto De Fina, Gianni Merlino, A. Gallo. Accovacciati da sinistra Oscar Caimano, Felicino Monte, Silvio Corrieri, Bartolo Barile.

Da Roma in linea Stefano Imbruglia

simbruglia.jpgdi Stefano Imbruglia

Saranno i vulcani che spargono  onde magnetiche negative, sarà l’aria che si respira nelle isole  oppure l’estasi  che procura il  comandare in una società piccola come quella delle Eolie, ma fatto sta che cambiano i suonatori ma la musica non cambia.  I politicanti  che si susseguono al comando del Comune, come colpiti da improvvise e prolungate amnesie che durano per tutta la durata del mandato, dimenticano  i  proclami elettorali  e le “battaglie” ingaggiate con la controparte politica e, sordi alle lamentele che si levano dalla cittadinanza, perpetuano  il malcostume tipico degli amministratori precedenti.

Normalmente,  nei  primi mesi di una nuova amministrazione  si nota qualche piccola differenza, ma l’attuale  maggioranza ha bruciato i tempi e si è  distinta  per la velocità con la quale si è adeguata al precedente andazzo. Qualcuno potrà pensare che questa sia acrimonia, ma c’è uno dei lettori   in grado di indicare  un  solo punto di discontinuità con la precedente amministrazione?   

Poche cose  utili  venivano  fatte per la collettività  dalla precedente amministrazione, pochissimo  fa  questa giunta.  La precedente maggioranza per dare prova della propria esistenza alla popolazione  concedeva “cittadinanze onorarie” à gogò;  a poco più di un anno dall’insediamento l’attuale maggioranza ha già  proposto la prima “cittadinanza onoraria”. Ora, per completare il quadro e  il catalogo delle cose inutili da fare,  non ci resta che aspettare l’intestazione di qualche strada a qualche parente e/o padrino politico

Così com’era sempre pronto il precedente sindaco a masturbare il proprio ego partecipando a tutte le manifestazioni -processioni possibili,  anche l’attuale primo cittadino,  così come il prezzemolo  accompagna le pietanze e sempre di tricolore fasciato , non manca di presenziare agli eventi nei quali può titillare l’amor proprio.

Per la verità sull’esibizionismo è possibile notare una  differenza:  mentre con la precedente maggioranza c’era una netta predominanza dell’esibizionismo del singolo ,  con l’attuale  maggioranza  assistiamo ad espressioni di  esibizionismo di gruppo ( un’ epidemia di  perversione sessuale? ) . Nelle manifestazioni-processioni  è oramai usuale vederli posare per le foto e salutare benedicenti, come non fa nemmeno il Papa, buona parte della Casta eoliana che si innalza leggera su   quelli che loro considerano sudditi. Alcuni di loro, con un’eleganza che può competere con quella dei venditori di corredo porta a porta,  sfoggiano lo sguardo furbo e   il  sorriso compiaciuto di chi si dice “ce l’ho fatta”.

Una casta di piccolo cabotaggio che  mostra la propria  maestosità nella concessione di piccoli privilegi ai sudditi più meritevoli.  Un esempio d piccolo privilegio evidente a tutti sono le concessione delle autorizzazioni  per vagabondare nell’isola pedonale e rompere i coglioni al prossimo.  Un permesso  che tanto più risulta incomprensibile e immotivato ,  più manifesta la benevolenza paternalistica dei nuovi piccoli  boss;  mentre il beneficiato credendosi furbo,  non accorgendosi di suscitare nella quasi totalità dei cittadini solo fastidio e nessuna ammirazione, esibisce il piccolo bottino, illudendosi così  di godere dei privilegi “dovuti” al clan vincente. E intanto le isole affondano.

Eolie-Etna, nel segno dell’Unesco all’Expo delle Dolomiti

cdelbonobaiker.jpgLe Isole Eolie e l’Etna dirimpettai alla terza edizione dell’Expo delle Dolomiti patrimonio dell’umanità.  Grazie al recente riconoscimento attribuito all’Etna, la Sicilia adesso ospita ben due delle quattro località italiane insignite del prestigioso riconoscimento UNESCO, assegnato per gli aspetti naturalistici. 

L’Expo delle Dolomiti nasce per  diffondere un’adeguata conoscenza delle caratteristiche, delle finalità e delle ricadute socio-economiche conseguenti all’iscrizione delle Dolomiti a Patrimonio dell’Umanità ma sin da subito è stato ricercato il confronto e lo scambio con altri siti UNESCO .  Il tema di quest’anno è la promozione del turismo “sostenibile”: cosa vuole realmente sottolineare questo aggettivo “sostenibile” legato al turismo, quanti e quali tipi di turismo sostenibile sono presenti e soprattutto …siamo realmente preparati ad un offerta “condivisa” tra territori che partono da punti di vista differenti in termini di promozione turistica? Queste, sono alcune delle provocazioni  messe sul tappeto da Oscar De Bona, vulcanico presidente di Longarone Fiere.

Le Eolie, sempre presenti all’Expo delle Dolomiti, con lo stand allestito dalla Federalberghi Isole Eolie, anche quest’anno si propongono con immagini e filmati inediti e suggestivi, le principali chiavi di lettura di quel mix che ne esalta l’unicità: natura, vulcani, storia, mare, enogastronomia , eventi culturali e tradizioni popolari.

“Le Eolie sono state inserite nella World Heritage Lista dell’Unesco sin dal 2000 ma troppo poco è stato fatto sino ad oggi per valorizzarne l’appartenenza al brand UNESCO, dichiara il presidente dell’associazione albergatori, Christian Del Bono”.  Appuntamenti di questo genere, oltre a promuovere il territorio, hanno l’obiettivo di mantenere attivo il confronto per agevolare lo scambio di best practices nel processo di valorizzazione delle risorse culturali e naturalistiche e di avviare azioni di co-marketing tra territori uniti dal brand UNESCO.  

Anche l’Etna ha fatto bella mostra di se con l’esposizione fotografica di Antonio Parrinello che ha replicato il successo ottenuto in luglio presso il Palazzo della Cultura di Catania. La mostra, nasce in occasione del  riconoscimento a patrimonio dell’umanità, attribuito lo scorso giugno al vulcano siciliano. La candidatura era stata curata dal Parco dell’Etna e dal Ministero dell’Ambiente che nel gennaio 2012 ne aveva patrocinato la nomination. Parrinello, nel valorizzare l’esposizione si è avvalso anche delle immagini dell’operatore Giovanni Tomarchio. Tra i contributori della mostra anche la Funivia dell’Etna-Star e l’Etna Museum di Viagrande.  

Da Padova in linea Antonio Famularo. Appunti di viaggio

afamularo1.jpgdi Antonio Famularo

Cara Euterpe, tornare a Salina è un po’ come tornare ‘a casa’, vuoi perché mio padre, Peppino, era di Pollara e in quel minuscolo borgo vi ho trascorso la mia infanzia e una parte dei miei anni giovanili, vuoi perché è lì che riesco ancora, indisturbato, ad ascoltarmi, a stare in sintonia con me stesso e a gustarmi le acque tranquille del mio umore e del mio equilibrio interiore. Salina, dunque… Vi arrivo un Sabato agostano trascorrendovi gran parte della giornata, rivisitando luoghi indimenticabili e rivedendo vecchie care conoscenze. 

A Santa Marina è sempre un piacere passeggiare lungo la Via Risorgimento e una delizia per gli occhi constatare che tanti edifici sono stati restaurati; gustarsi lo ‘struscio’ della gente e la voglia di vivere dimenticandosi della ‘crisi e della precarietà di tutto’ perchè…Siamo in vacanza, mia Bellezza, e che… Vacanza sia! Giunto a Lingua ho la consapevolezza di trovarmi in uno degli angoli più belli dell’arcipelago eoliano; mi aggiro tra le case di mare ed esamino con interesse artistico le loro architetture, i colori vivi dei gozzi che popolano la spiaggia, la gente che si abbronza o che fa il bagno in acque limpide e cristalline. Proseguo nella mia piacevole passeggiata e vado al laghetto dell’antica salina: immerso tra effluvi salmastri la colgo e l’abbraccio con lo sguardo rimanendo affascinato da tanta bellezza; penso alle volte che l’ho ritratta, descritta o decantata in alcune canzoni, ispiratrice di immagini o leggende fantasiose, come quella di una Donna dai capelli argentati che di notte, al chiarore lunare, discendeva nelle acque del lago e vi si bagnava con la sua pelle nuda, per scomparire un pò prima dell’alba…

O di un Pierrot che vi andava a danzare, sotto un tetto di stelle, al ritmo di una chitarra battente, trilli di flauto e mandolino e il canto immemore di una voce femminile…  Sono immerso in un’atmosfera suggestiva, mia Musa, sospesa tra il sogno e la realtà, e per un momento non discerno il loro confine. Decido di percorrere il perimetro del lago e mi dirigo verso il faro, in una stradina di sabbia e atavici sassi smussati. Dai confini del sogno, o della Poesia, torno alla realtà: quel Faro immortalato sullo sfondo di tante immagini artistiche e fotografie suggestive, oltre allo stato di abbandono esterno (per certi versi comprensibile vista la sua ubicazione ed esposizione agli agenti atmosferici meteo-marini), all’interno è una vera e propria discarica, un ripostiglio o un ricettacolo di vecchie e fatiscenti masserizie, che lo deturpano e lo rendono infrequentabile e turisticamente improponibile! Una vera offesa al decoro urbano e ambientale!

Sono un uomo di mondo, Mia Cara, e so come vanno certe cose: le cause vanno sempre ricercate altrove… Mentre completo il perimetro e raggiungo la strada (molto bella!) che mi riconduce al porto, penso che valorizzando quel Faro se ne potrebbe fare una Stazione Meteorologica, con una ‘Sezione’ sulla fauna e la flora marina tipicamente del mare eoliano, proponibile al turismo e come ‘offerta formativa’ per le visite scolastiche. Nella piazzetta, seduto in un bar, mi sono gustato una buonissima granita ai gelsi e una generosa brioche, concedendomi una rilassante pausa. Ripensando alle innumerevoli immagini artistiche del profilo del  Faro (anche con incredibili tramonti, che personalmente non amo), ma, paradossalmente,allo stato di trascuratezza, fatiscente soprattutto nei suoi ‘arredi’ interni (un’autentico sberleffo di pessimo gusto alle tante immagini patinate che affollano i media e social network) mi sono ricordato di un altro paradosso, incredibile, inspiegabile, sicuramente più evidente di quello relativo al Faro di Lingua, che per la sua ubicazione merita di essere visitato e nelle cui acque antistanti concedersi anche un bagno e momenti di vero relax, come ho fatto  io (indipendentemente dallo stato pessimo in cui si trova, e che costituisce comunque un brutto biglietto da visita per il turista più attento, che nei suoi viaggi ricerca anche la cultura e la memoria storica dei luoghi ricercati e visitati). 

Bene, mia Diletta Euterpe, davanti a quella granita ai gelsi pensavo dunque a un paradosso e, per certi versi, anche esilarante: alcuni anni fa, in occasione di una gita scolastica a Venezia, abbiamo visitato l’incantevole e sfarzoso  Palazzo Ducale. La  giovane Guida. (sobria nell’eleganza e nei modi e brillante nell’eloquio) ci fece visitare, tra l’altro, le prigioni e la cella dove era stato rinchiuso Casanova facendoci attraversare (internamente) il famoso “ponte dei sospiri” tramite il quale, al tempo dei Dogi e della Serenissima, i condannati, ‘sospirando’, venivano condotti alle ‘Segrete’, dove nelle celle situate più in basso si poteva finire (pure nel senso di ‘morire’) anche con l’acqua alla gola (letteralmente) a causa dell’alta marea. La Guida ci spiegava, con toni esilaranti, che “ogni anno migliaia di ‘sposini in luna di miele’ vengono a farsi le foto-ricordo con ‘il ponte dei sospiri’ sullo sfondo, ignorando o non tenendo conto che da quel ponte vi passavano, sospirando, i condannati al carcere duro!… A meno che non si voglia paragonare il matrimonio ad un ‘carcere’, con i ‘sospiri’ e ‘l’acqua alla gola’, e i tentativi di ‘evasione’ che ne conseguono!”…Immagini senza dubbio suggestive, quelle del ‘Ponte’ a Venezia o del ‘Faro’ a Lingua, ma chi vorrebbe mai ritrarre o autoritrarsi in luoghi di ‘detenzione’ o di degrado ambientale di un bel sito panoramico?

Sono poi ritornato a Santa Marina, concedendomi il piacere di stare e di confondermi tra la gente che la riempiva e la animava; dai manifesti ho preso visione di alcune interessanti manifestazioni artistiche e culturali in programma durante il mese, decidendo di tornare. il giorno dopo per trascorrervi la Domenica. Quel mio Sabato ‘salinaro’  volgeva al termine e in prima serata, un po’ sazio delle cose che avevo visto, son tornato a Lipari. A domani dunque, Mia Cara, di nuovo a Salina, e a raccontartela… alla prossima corrispondenza.

Il tuo Aedo

(2 – Continua)

L’impotente

aziinoavvpiccola1.JPGdi Alfio Ziino
 
Leggo sul Notiziario: “Nella ventennale battaglia politica di Berlusconi……c’è un solo vincitore. Napolitano. Una mossa al giorno e lentamente è riuscito ad annullare uno degli uomini più potenti d’ Italia”. Tralascio il resto, rilevando che
la nota in questione è non firmata.
L’ autore, poveretto, non si rende conto della gravità delle sue affermazioni.
Il Presidente della Repubblica, per la nostra Costituzione,
ha soltanto un ruolo di garante. Non gli compete, gli è interdetto, l’ esser parte, pro o contro alcuno. Facendolo, si pone fuori dalla legge.
Con quel che afferma, l’ anonimo autore sostiene tutte le ragioni del Presidente Berlusconi: l’essere stato oggetto, nella sua attività politica, di continui assalti da parte di chi
non aveva titolo alcuno per entrare nel confronto, o nella lotta, politica. 
Ma tant’è. Il poveretto non sta in sè per la gioia di vedere, a suo dire, annullato un uomo “potente”. Lui che nella vita di
certo non avrà realizzato un ……….

Politica&Casta

rpiemontepiccola.jpgdi Roberto Piemonte

Quirinale, qualche taglio alle spese. Ma rimane il ‘palazzo’ più caro. In tempi di crisi, le cifre da capogiro destinate al mantenimento del Quirinale suscitano sgomento. E’ di quest’anno l’annuncio che verranno applicati ulteriori tagli agli stipendi dei dipendenti: -15% al segretario generale, -12% ai consiglieri e -5% al personale. Ma forse non basta. Il confronto con la spesa di altri palazzi presidenziali rende assai difficile accettare la realtà italiana: il Colle costa il doppio della Casa Bianca, quattro volte Buckingham Palace e otto volte la Bundeskanzleramtsgebäude di Berlino. Già nel 2001, la Commissione Cassese denunciò i numeri stratosferici del personale impegnato nell’entourage del Presidente della Repubblica. Da allora, come scrive Gian Antonio Stella, “non solo sono aumentati perfino i corazzieri ma il personale di ruolo è salito a 987 persone, di cui 84 nella carriera direttiva, 124 in quella di concetto, 228 in quella esecutiva e 51 ausiliari. Più 85 collaboratori a tempo pieno e a vario titolo del presidente, 38 civili e 47 militari, più 23 unita a contratto. Totale: 1720 persone”. E’ facile comprendere come il costo del personale assorba la quota maggiore del bilancio: 131 milioni di euro. Mentre altri 90 milioni se ne vanno nelle pensioni (e molti sono usciti approfittando di condizioni assai favorevoli). A inizio anno è stato reso noto il bilancio di previsione per il 2013 dell’Amministrazione della Presidenza di Repubblica, con una cifra simile a quella del triennio precedente, ma leggermente in calo rispetto al 2009, per un totale effettivo di 228 milioni di euro. Se il nostro Quirinale ha un bilancio da capogiro, chissà che cifre raggiunge il palazzo del presidente degli Stati Uniti e il suo entourage… Chi immagina entità paragonabili rimarrà deluso: la Casa Bianca costa 136,5 milioni di euro. Quasi metà delle risorse del Quirinale e conta solo 466 impiegati. Il rapporto stilato dalla premiata ditta Stella&Rizzo La Casta, raccontava che solo il servizio tenute e giardini del Quirinale contava da 115 artigiani impegnati nella manutenzione dei palazzi, tra restauratrici di arazzi, tappezzieri, orologiai, ebanisti e doratori. Ebbene, le maestranze corrisponenti, impegnate nelle manutenzioni di Buckingham Palace sono in tutto 15. Ma sono i costi dell’intera gestione a essere diversi: 300 dipendenti e 57 milioni di euro, pari a un quarto delle spese nostrane. Anche il confronto con l’Eliseo risulta altrettanto imbarazzante: nonostante il presidente francese abbia poteri assai superiori a quello italiano, ha 923 dipendenti. La metà del Quirinale. Se ai tempi di Sarkozy, accusato di essere spendaccione, costava 115 milioni di euro (la metà del Colle), Hollande, dati i tempi di austerity, ha annunciato un taglio significativo del 4%. L’obiettivo è infatti di spendere 105,3 milioni di euro. Ma è il cancellierato tedesco il più parco d’Europa nelle spese: la “casa” di Angela Merkel costa ai tedeschi solo 28,5 milioni di euro. Una cifra che il nostro Collere supera di ben otto lunghezze.

smaio.jpg-di Santino Maio

Se venisse eliminato il  FINANZIAMENTO PUBBLICO ai partiti, se venissero  DIMEZZATI GLI ONOREVOLI E SENATORI, se invece di avere  2 CAMERE se ne facesse una sola, se i parlamentari si dimezzassero gli  STIPENDI ED I PRIVILEGI, se si dimezzassero  LE SCORTE E AUTO BLU, se si abbassassero gli stipendi dei  MAGISTRATI E DIRIGENTI, se tutti pagassero  LE TASSE, se ci fosse un maggior controllo da parte delle persone p reposte per evitare  FURTI E FURTARELLI contro lo Stato, se ci fosse un pò più di  ONESTA da parte di tutte quelle persone  (a livello Nazionale, Regionale, Provinciale e Comunale), che hanno il potere e gestiscono la cosa pubblica e così via, non ci sarebbe più bisogno di pagare l ‘IMU per la prima casa per sempre,  l’IVA si potrebbe portare al 18% e quindi dare una grossa svolta alla ripartenza, gli ospedali sarebbero più accoglienti e con maggior PROFESSIONISTI, le  MEDICINE  costerebbero molto ma molto meno, le scuole non sarebbero dei  TUGURII e per ultimo NESSUNO SI PERMETTEREBBE DI COMANDARE A CASA NOSTRA. NOI SIAMO UN POPOLO SOVRANO ED INDISTRUTTIBILE.