Pubblicità

pub.jpgIl super pagato Fazio é furbo ma i guai va o fa finta di cercarseli volutamente. Fermo restando il suo costo difeso da lui con gli incassi pubblicitari che nessuno riesce ad avere. Costi e ricavi per trasmissione di questa benedetta televisione di stato con canone anche se si cambia spesso canale. Il buon Fazio invece di aiutare scrittori in cerca di fama intervista uno dei padri-padrone del giornalismo italiano. Scalfari che con l’occasione pubblicizza gratuitamente il suo ultimo libro e forse la Rai gli ha pagato pure il famoso gettone. Come se non bastasse la tv di stato nella stessa trasmissione ospita un altro scrittore famoso ma prima di farlo entrare mostra la fila delle persone per comprare il libro. Il filmato piuttosto lungo mostrava il logo della scritta di Repubblica tv in alto a sinistra. L’uso e costume di un inganno di pubblicità occulta e omaggiata che noi paghiamo anche sotto forma di libertà farcita politicamente e distribuita in monopolio e quindi con un prezzo alto per contribuenti e spettatori.

Sai, c’è un ministro al telefono

canc.jpgUno strano giro di telefonate intercettate chiama in causa il ministro della Giustizia Cancellieri. La signora ministro ha effettuato telefonate umanitarie (dice lei al procuratore aggiunto) per sensibilizzare la liberazione, poi  avvenuta, di Giulia Maria Ligresti. In un verbale agostiano c’é il tracciato dei rapporti fra il ministro e i Ligresti, che in comune hanno avuto il figlio del farmacista palermitano Peluso che é anche il figlio della Cancellieri. Piergiorgio Peluso é stato dirigente superpagato della Sai assicurazioni, oggi é dirigente della Telecom, quella che fornisce i braccialetti elettronici ai detenuti.

Lipari, arresto per l’incendio al furgone del sindaco

LEGIONE CARABINIERI “SICILIA”

Comando Provinciale di Messina

Comunicato stampa del 31 ottobre 2013

INCENDIO FURGONE GIORGIANNI.jpgCompagnia Milazzo

Lipari, 42enne arrestato dai Carabinieri per l’incendio del furgone della società del Sindaco Giorgianni.

Nella giornata di ieri, i militari della Stazione Carabinieri di Lipari, a conclusione di un’articolata attività di indagine durata circa 3 mesi, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare  emessa dal G.I.P. del tribunale di Barcellona P.G., che ha concordato pienamente con i riscontri investigativi degli inquirenti, traevano in arresto S. A., 42enne di Lipari,  in attesa di occupazione, già noto alle Forze dell’Ordine. 

L’attività di indagine consentiva di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dello S.A. che, il 19 giugno scorso, aveva provocato l’incendio del furgone Iveco Daily, di proprietà della società DI.P.AL, di cui è socio l’attuale sindaco di Lipari, GIORGIANNI MARCO.

Tale gravissimo atto intimidatorio, che aveva scosso l’intera comunità eoliana, insieme ad altre aggressioni verbali e fisiche, esercitate nel periodo estivo dallo S.A. nei confronti del Sindaco GIORGIANNI, rientrerebbero in un più ampio disegno criminoso, attraverso il quale, lo S.A. avrebbe tentato di costringere il Sindaco ad esprimere parere favorevole per la collocazione di un pontile galleggiante sull’isola di Filicudi e ad affidargli il relativo appalto di gestione  per conto del citato comune.

Il prevenuto, che in passato aveva già avuto interessi su Filicudi, si è recato più volte, specie nel periodo primaverile ed estivo, presso il Comune di Lipari, pressando continuamente il Sindaco, per ricevere appalti di varia natura e una concessione per la realizzazione di un pontile a Filicudi. Alla base, quindi, dei gesti intimidatori ci sarebbe un rancore per alcuni dinieghi espressi dal Sindaco Giorgianni, che non avrebbe concordato con gli illeciti “disegni imprenditoriali” dello S.A.

L’arrestato su disposizione dell’A.G. veniva ristretto presso il proprio domicilio in regime di ARRESTI DOMICILIARI per i reati di danneggiamento seguito da incendio, minaccia a Pubblico Ufficiale (il Sindaco) e tentata estorsione.

Per eventuali maggiori dettagli potrà essere contattato il Comandante della Compagnia Carabinieri territorialmente competente.

Milazzo-Lipari. Guardia Costiera – Attività di contrasto alla pesca illegale

Sc. Casabianca Cristian e Sc. Ales Salvatore.JPGCAPITANERIA DI PORTO – GUARDIA COSTIERA

M I L A Z Z O

 

Nei giorni scorsi è continuata incessante l’attività di vigilanza e controllo degli uomini della Guardia Costiera di Milazzo per prevenire e reprimere illeciti in materia di pesca marittima e commercializzazione di prodotto ittico. I controlli si sono svolti presso i punti di sbarco del pescato, a bordo delle unità da pesca e presso rivendite all’ingosso ed al dettaglio di prodotti ittici.

Durante l’attività sono stati riscontrati numerosi illeciti: una società di Lipari commercializzava prodotto ittico in assenza della necessaria documentazione contenente le informazioni sulla sua provenienza, e pertanto si è proceduto ad elevare verbale amministrativo pari ad euro 1.500, a carico del titolare della citata rivendita.

Presso un ulteriore punto vendita al dettaglio di Barcellona P.G., i militari operanti congiuntamente al personale del servizio veterinario dell’Asp hanno accertato che il titolare della pescheria esibiva per la vendita 50 Kg. circa di prodotto ittico del tutto privo di documenti idonei a verificarne la tracciabilità e quindi la provenienza, detta infrazione ha comportato anche la sanzione di 1.500 euro. Successivamente il prodotto ittico sequestrato è stato sottoposto a verifica del personale del servizio veterinario dell’ASP n. 5 di Messina, che ne ha accertato l’inidoneità al consumo umano e pertanto è andato distrutto.

È stato, inoltre, accertato che una unità da pesca all’ormeggio presso il porto di Milazzo, riportava una marcatura con le sigle identificative non conformi a quanto prescritto dal pertinente Regolamento comunitario, anche in questo caso il comandante del peschereccio è stato sanzionato ai sensi della pertinente norma del Codice della Navigazione.

L’attività di  controllo e vigilanza a cura della  Guardia Costiera di Milazzo continuerà nei prossimi giorni su tutto il territorio di competenza per verificare il rispetto della politica comune della pesca anche in merito all’osservanza delle norme inerenti la tracciabilità/rintracciabilità e l’etichettarura del prodotto ittico in tutte le fasi della commercializzazione, poste a tutela delle risorse ittiche, dell’ambiente marino ed a garanzia della sicurezza alimentare del consumatore.