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mercoledì, 10 giugno 2009

Da Wollongong (Australia) Vincenzo Cincotta

avincenzocincotta.jpgdi Vincenzo Cincotta

Tutto comincia sull'Isola di Stromboli verso l'anno 1850 con la nascita del nonno paterno, Angelo Cincotta. Arrivato all'eta` della leva, fa il servizio militare nella Regia Marina Militare Italiana dove venne decorato per aver partecipato in una battaglia navale. Finito il servizio militare è tornato a Stromboli , contrae nozze con (la nonna paterna) Maria Pittorino (Bongiorno-la famiglia si era da tempo trasferita a Stromboli da Salina)) e dal matrimonio nacquero cinque figli:  Domenico, morto in infanzia, mio padre Giuseppe nato il 4 febbraio, 1883, Caterina (in Puglisi), Angelina (in Barnao) e Maria Concetta (in Falanga).  Dopo l'esperienza con la marina militare, il nonno Angelo trova grande disadagio a riadattarsi alla vita marinara isolana per cui avendo sentito che un compaesano era andato a Marsiglia per lavorare e che li` guadagnava e bene, decise anche lui di andare a Marsiglia. Arrivato li`, sente che due imprenditori italiani, Florio e Rubattino, stavano per mettere su un servizio passeggeri con navi a vapore tra Genova e Buenos Aires. Si trasferisce a Genova, comincia a navigare con la Florio Rubattino e in pochi anni diventa il "capo ranciere" del transatlantico il Perseo - chi sa quante migliaia di emigranti fecero la rotta verso Buenos Aires con il nonno in cambusa? All'inizio del nuovo secolo, la Florio Rubattino diventa la Navigazione Generale d'Italia. Verso il 1909, il nonno Angelo era gia` in pensione sullo Stromboli dove divenne il sacrestano della Chiesa di San Bartolomeo in Piscita` dove mori` nel 1917.
A questo punto, bisogna tornare indietro di qualche anno.  Mentre il nonno navigava, a Stromboli,  mio padre Giuseppe, tra scuola, spiaggia, pesca e barche  compiva tredici anni ed era giunta l'eta` di "ire a buscari 'u pane"!  La cosa logica da fare era seguire il padre a Genova.  Trova passaggio con un veliero strombolano che va a Genova pero` arrivato a destinazione  trova che il Perseo e` gia` partito e che tornera` solo fra qualche mese. Un sensale sul molo vede questo ragazzo sperduto, solo, e gli chiede cosa c'e`. Quando mio padre gli racconta cosa era successo, il sensale gli trova un posto come mozzo di bordo con un armatore di Pegli che ha un quattro alberi che trasporta merci tra Genova, Cadice, Cardif, Donnarumma (Canada`), Pensacola (Florida), Montevideo, Buenos Aires.....il contratto era per sei anni !  Nel 1902, finiti i sei anni, mio padre torna a Stromboli dove la nonna Pittorino Bongiorno gli fa presente che un suo cugino, figlio dello zio Vincenzo, fratello del nonno Angelo, si trova in una citta` che si chiama New York e che in una settimana guadagna $25.00 americani - quello che mio padre non era riuscito a guadagnare in sei anni con gli armatori genovesi! Per cui, mio padre va a Messina, fa il passaporto pronto per partire per New York.  Poco distante, accanto al mulino a vento in Piscita` sta A za Peppuzza cu'n'anca (Giuseppa Tesoriero in Di Mattina, sorella del nonno materno della nostra Maria Cincotta Salvi - Giovanni Tesoriero) che chiede a mio padre di accompagnare fino a New York il figlioletto di tredici anni dove c'e` lo zio che lo aspetta per poi trovargli un lavoro.  Quando mio padre va in casa a prendere Antonino per accompagnarlo, c'e` anche una ragazzina di nove anni, la piu` piccola dei figli - Angelina, la stessa Angelina che nel 1914 sposa Giuseppe e che poi sara`mia madre.
Una volta arrivato a New York, mio padre trova il cugino che sapendolo un marittimo esperto nonostante l'eta`,  gli trova subito lavoro e la avincenzocincotta1.jpgprima settimana riusci` anche lui a guadagnare $25.00! Mio padre trovo` la sua "Merica"!
Lavora e comincia a mandare rimesse a casa, compra un terreno fabbricabile dal cugino Domenico Cincotta (detto Minicuni) e si fa costruire "quattro" case a Piscita`, poco distante dalla chiesa di San Bartolomeo( la proprieta` venne venduta nel 1958 e oggi va sotto il nome di "Casa Felice").  Con il sentore di guerra e la possibilita` della confisca dei beni personali a chi non si presentava alla leva, mio padre torno` a Stromboli nel 1913....a questo punto, quella ragazzina di nove anni che aveva visto dieci anni prima era adesso una signorina di diciannove...si sono innamorati, mio padre torna a New York per lavorare un anno ancora, torna all'inizio del 1914 e si sposano il 25 gennaio, 1914.  A dicembre, 1914, nasce la primogenita Maria Concetta e un anno e mezzo dopo, Angelo, che muore in infanzia. Nel frattempo, nonostante i due figli, mio padre venne chiamato alla leva, nell'esercito di terra,  e mandato in Abissinia/Eritrea.  Finita la guerra, torna a Stromboli e trova che l'emigrazione vero gli Stati Uniti e` chiusa....non si scoraggia, tanto fa che riesce a riavere il visto per New York dove torna nel 1921. Appena tornato, si fa cittadino statunitense, una cittadinanza che si estende automaticamente anche alla prole. Mio padre continua a lavorare sulle grandi navi nel porto di New York e comincia a fare la spola tra New York e Stromboli:  nel 1919, nasce Giuseppina, nel 1925 Angelino, nel 1929 Antonietta...New York era per mio padre il luogo dove si andava a lavorare...in nessun modo voleva che la famiglia venisse in America, che si stabilisse a New York....il suo paradiso era lo Stromboli, li` era nato, li` aveva formato famiglia e li` voleva morire.  Con l'eruzione del 1930 dello Stromboli, tutto cambia. Mia madre comincia ad insistere che non si poteva continuare a vivere sull'isola in quelle condizioni con quattro bambini piccoli ...tanto insiste che mio padre cede e consente che la famiglia lo raggiunga a New York - ma solo per quel po' di tempo che ci vorra' finche' la vita sullo Stromboli non torni alla normalita`.  ...e cosi` non fu.
Negli ultimi anni 20,mio padre aveva investito con  il fratello di mia madre, lo zio Domenico, una grande somma  in un Luna Park sul lungomare di Boston e con il crollo del '29 lo zio e mio padre persero tutto, questo oltre all'eruzione dello Stromboli e lo spostamento della famiglia....e cosi`, mio padre si e` trovato come tanti altri in quel momento disoccupato e ridotto a una quasi poverta`....cosa fare?...tutti a strombolivecchia2.jpglavorare !...cominciare da capo ! ...nel 1932 nasce Mafalda e nel 1933 la piu` grande delle figliole, Maria Concetta, si sposa con Gaetano Tarace (Barnao) il padre del quale era uno dei dirigenti della General Chemical Company che allora aveva gli stabilimenti lungo il Hudson River di fronte a Manhattan.  Il suocero di mia sorella trova lavoro per mio padre nella fabbrica per cui la famiglia trasloca da Brooklyn a Fairview, New Jersey dove sono nato io il primo di ottobre del 1934.  Poco a poco le cose si riprendono:  le sorelle cominciano a sposarsi, mio fratello Angelo fa il militare durante la Seconda Guerra e gia` nel 1943 comincio a lavorare anch'io...da garzone per un alimentari.  Un giorno dopo scuola, facendo una consegna a domicilio e dovendo salire per una ripidissima rampa di scale, ho rotto le uova in cima al paniere...licenziato in tronco !  Non potendo lavorare in fabbrica e per arrotondare, mia madre lavorava in cottimo (e in nero !) - ricamando bottoni per pellicce...35 centesimi di dollaro per 144 bottoni !  E' vero che allora era possibile comprare un pollo per 35 centesimi o quattro forme di pane....comunque,  avendo perso quel mio primo lavoro, mia madre mi insegna cosa fare per darle una mano e permetterle di fare prima e piu` speditamente e quel lavoretto diventa il mio doposcuola.  Poi mi madre trova lavoro, sempre in cottimo (e in nero) per una ditta che confeziona costumi per il teatro...il compito ?...cucire secondo il disegno le perline, le paillette...anche adesso, per darle una mano, imparo anch'io a cucire e lavorare a ago.  Giunto ai 14 anni, mia sorella Maria Concetta mi trova un lavoro in una fabbrica di ricami - orario, dalle 4 del pomeriggio fino alle 8 - 9 di sera piu`, quando strombolivecchia3.jpg necessario, mezza giornata il sabato.  A 16 anni, da maggiorenne, passo alle macchine da cucire... tutto questo sempre frequentando di giorno la scuola. Ho fatto la High School alla Cliffside Park High School del New Jersey. Nonostante le difficolta` economiche, il bisogno di lavorare tutti, il trauma della difficile assuefazione alla vita americana, i miei genitori non persero mai il loro spiccatissimo senso di italianita`.  In casa nostra, si parlava il dialetto, alla radio sentivamo un'infinita` di programmi in lingua, si leggeva ogni giorno il Progresso Italo-Americano, il piu` diffuso quotidiano in lingua italiana in tutta  America, e cacio sui maccheroni, appartenavamo alla parrocchia dei Padri Pallottini dove tutto si svolgeva in italiano. In quegli anni, New York era la piu` grande citta` italiana del mondo e contava con piu` di 4 canali radiofonici in lingua italiana..mentre lavorava, mia madre ascoltava la radio e piu` che altro impazziva per il teatro.  Alla radio venivano presentati a puntate drammi, commedie, sceneggiate...Anna e Roberto Ciaramella, Clemente Giglio, Giorgio Mauri, Gino Caimi, Rosario Romeo, Ria Rosa, Gennaro Gardenia,....e prima di arrivare all'atto finale, si dava il dramma o la commedia  in teatro, in quei tempi, o all'Academy of Music di Brooklyn o al Rialto Theatre di Hoboken.  Papa`, esausto dal lavoro, non aveva nessuna voglia di accompagnare mia madre a teatro per cui, essendo il piu` piccolo, mia madre portava me con se` a vedere questi spettacoli. ...inimmaginabile il fascino che esercitava su di me quel mondo talmente diverso da quello americano alieno in tanti versi a quello dei miei genitori e anche al mio.  Quello che affascinava di piu` era la sceneggiata napoletana, la musica napoletana, il teatro classico italiano ...per non parlare dell'opera italiana con il Metropolitan li` a due passi !  Tutto questo destava in me un gran desiderio di sapere ancora di piu` riguardo questo straordinario retaggio culturale che mi stavano tramandando i miei genitori e poi era il momento della Seconda Guerra e l'immediato secondo dopoguerra quando vigeva ancora un forte sentimento anti-italiano negli States.   Anch'io ho subito delle discriminazioni che spinsero ancora di piu` il mio bisogno di sapere di piu`, conoscere di piu` per difendere con scienza e non emozione la mia "italianita`" Ricordo quando era il momento di andare alla high school, nel North Bergen dove allora abitavamo, non c'era high school per cui chi doveva frequentare veniva mandato alle varie high schools delle altre citta`...il preside decise di mandare me alla high school di Weehawken o a quella di Union City..quando gli chiesi se in quelle scuole venisse offerto l'italiano come lingua-due, la risposta, un secco no e la mia "ho il diritto di poter seguire le materie di mia scelta e io non ho voglia di studiare ne` il francese, ne` lo spagnolo, ne` il tedesco...io voglio e devo studiare l'italiano"....avevo 14 anni e il preside rimase talmente impressionato che fece di modo che andassi alla High School di Cliffisde Park dove c'era l'italiano !   Che disappunto!  la professoressa del primo anno era una ispanista che odiava dover insegnare anche l'italiano ! Poi, quella del secondo anno, peggio ancora...anche lei ispanista, con una conoscenza nulla dell'italiano e meno ancora della cultura italiana ! Mi sono sentito talmente oltraggiato che decisi in quel momento che avrei fatto io il professore di italiano che avrei fatto vedere io a loro come s'insegna e cosa insegnare! Nel 1952 ho finito la maturita` con massimo dei voti in lingue, storia, biologia  e una borsa di studio per la piu` prestigiosa Accademia di Arti Figurative degli Stati Uniti - la Cooper's Union di New York.  Di giorno lavoravo ad orario pieno in una ditta di inchiostri da stampa, la Kohl and Madden allora nel centro di Manhattan e poi la sera frequentavo la Cooper Union...non ci volle molto per capire che si`, mi interessava l'arte - ma la storia dell'arte italiana e non solo arte, la letteratura italiana, il teatro italiano, la lingua italiana, i dialetti italiani...per cui a fine semestre, mi trasferii all'universita`cattolica della diocesi di Newark, la Seton Hall University, per seguire una specialita` in italianistica.  Dopo alcuni semestri, la Seton Hall mi avverte che il loro programma in italianistica non porta alla specializzazione e suggerisce che mi trasferisca all'universita` dei gesuiti di New York, la Fordham University, alla facolta` di magistero allora downtown, poco distante dal City Hall di New York.  Continuo i miei studi sempre lavorando di giorno e frequentando le ripetizioni serali...fin quando, per finire la laurea devo poter frequentare una serie di lezioni che vengono date solo di giorno  per cui lascio la ditta degli inchiostri e trovo, accanto alla Empire State Building, presso la piu` grande luigirizzo1.jpgditta di hobby degli Stati Uniti ,un lavoro ad ore in ufficio il che mi permette di proseguire..  Per il tirocinio per l'abilita` all'insegnamento, grazie alle raccomandazioni di una cugina (Filomena LoCurcio Criscillo in Stefanelli - la nonna materna Maria e la mia nonna materna Giuseppa Tesoriero erano sorelle, sorelle del nonno Giovanni di Maria), vengo assegnato ad insegnare ad orario pieno inglese come lingua 2 a figli di emigrati di lingua italiana, spagnola, portoghese nella scuola elementare di Oliver Street nella citta` di Newark. Finito l'anno di tirocinio, nel 1960 riesco a portare a compimento la laurea in lingue - specializzazione, italianistica e come seconda specializzazione, ispanistica - dalla Fordham University, ricevendo la medaglia d'oro per il 1960 per il piu` alto punteggio nei voti fra i laureandi oltre alla medaglia per le lingue...Durante l'anno di tirocinio a Newark, il vice-preside mi raccomanda al preside di una nuova high school dove cercano un professore d'italiano e grazie alla bella sorte, comincio la mia carriera come professore liceale di italiano nella Junior-Senior High School della citta` di East Paterson (Elmwood Park) nel New Jersey, poco distante dove allora vivevo con i miei genitori a Norwood, New Jersey. Al contempo, dopo le lezioni alla high school, andavo alle Graduate Schools della Columbia University di New York per il Master's Degree in Letteratura Italiana. La laurea Master's Degree in Italian Literature mi fu conferita nel 1964, anno in cui potei usufruire anche di una borsa Fulbright per insegnanti di italiano per seguire una serie di seminari in glottodidattica alla Facolta` di Magistero dell'Universita` di Roma. Nel 1967,dopo una lunga malattia, mori` mia madre. E nello stesso 1967, andai in aspettativa  dalla high school per poter accettare un invito dal preside della facolta` di magistero della Fordham University per avviare  per un biennio un nuovo programma di glottodidattica...il che mi diede la possibilita` di cominciare una carriera universitaria e cominciare allo stesso tempo un dottorato di ricerca nelle Graduate Language Schools della Middlebury.  In una delle classi di stilistica avanzata, fra gli allievi c'era una ragazza studentessa di ultimo anno di corso  - l'unica non-oriunda della classe - che primeggiava in tutto e su tutti - brillante in canto, musica, teologia, filosofia, lingue (tedesco, spagnolo, inglese, francese, italiano !!!)....e per mera coincidenza, l'anno seguente, lei gia` laureata  e cominciando un Master's alla Middlebury ed io  li`a cominciare il dottorato di ricerca, ci siamo trovati nella stessa aula, seguendo le stesse lezioni .....per farla breve, parlo di Madeleine, mia moglie:  ci siamo sposati nel 1969 e questo anno festeggiamo il nostro 40o anniversario di matrimonio ! Grazie a un'altra borsa Fulbright che mi permise di fare un anno di "residency and research" alla Facolta` di Magistero dell'Universita` di Firenze,  nel 1972 potei portare a buon fine il mio dottorato di ricerca.  Nonostante tutti i titoli e non potendo vivere con gli stipendi mediocri  in offerta( Syracuse University $8,000 annui, Fordham, $11,000, ....quando la media per un professionista era fra i $25,000 e i $35,000 dollari annui) tornai alle scuole statali dove riuscivo a guadagnare quel po' di piu` che mi permetteva di vivere discretamente..fin quando un giorno negli annunci pubblicitari nel New York Times, mia moglie ed io non leggiamo un annuncio dove si cercava un professore di italianistica per organizzare ed avviare un nuovo corso di laurea in una nuova universita` statale dell'Australia....in una citta` che si chiama Wollongong ! Questa citta`, veniamo a sapere, ha le piu` grandi acciaierie dell'emisfero meridionale e una foltissima collettivita` di emigrati italiani ...per cui, la richiesta di un corso di laurea in italiano. Mi presento al concorso e vinco ! Nel febbraio del 1977, con mia moglie e i nostri due figli mi trasferisco in Australia e comincio il mio ruolo all'universita`. Nel dicembre dello stesso anno, muore mio padre all'eta` di 95 anni.  Sono stato il "Foundation" del programma di italianistica all'Universita` di Wollongong e il "course director" del corso di laurea in italiano e in spagnolo dal 1977 fino alla fine del 1994 quando sono andato in pensione dopo 35 anni di carriera.
Mia moglie Madeleine ha un BA in Lingue dalla Fordham University, il Master's in Italiano/Francese dalla Middlebury, il diploma in canto dal Conservatorio Cherubini di Firenze e il dottorato di ricerca dall'Universita` di Wollongong.  Anche lei e` attualmente in pensione dopo piu` di EMIGRAZIONE5.jpg30 anni di carriera. Abbiamo due figli:  Giuseppe Vincenzo nato il 1972, sposato dal 1999 con Luigina Aiello (oriunda della Provincia di Catanzaro).  Hanno quattro figli:  Sebastiano, Aurora, Luca e Sabrina.  Giuseppe, qui chiamato Joe dagli Australiani, ha una doppia laurea in informatica e disegno e da dieci anni ha una compagnia in proprio, la Pixulut, che specializza in "computer imagining" e "soft-ware engineering".  La figliola, Angela Rosa, e` nata nel 1974. Angela ha un BS in antropologia e linguistica dall'Universita` di Sydney, un Master's in glottodidattica lingua 2 dall'Universita` di Wollongong e il dottorato di ricerca dalla Austrlian National University. Nel 2008 si e` sposata con Shio Segi, di vecchia famiglia samurai e dottorando alla stessa Australian National University.  Shio e` specialista nelle scienze della pesca.  Otto settimane fa e` nata la loro prima bimba, Hana Raffaella.
Da pensionato ritirato a vita privata, cosa va Vincenzo adesso? ...ricerche e pubblicazioni (un volume sul teatro lirico spagnolo nel 2002, edizione riveduta 2003, nuova edizione 2005), corsi su italianistica e ispanistica da volontario per l'Universita` della Terza Eta`, conferenze, seminari, corsi di aggiornamento (per me, si intende !) Universita` di Madrid, 2005, per non parlare di nipotini, figli, famiglia, casa, giardini, manutenzione,....e del periodico "dolce far niente!"

Articolo pubblicato alle ore 19:55 Scritto da: leonedilipari in opinioni | Link permanente | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

 

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