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domenica, 01 novembre 2009

La Ludica Lipari battuta in trasferta

fcaruso2.JPGASD Finale  2 – Ludica Lipari 0

Formazione: Bille, Marino, Mazzeo, Caruso, Natoli, Fiorenza, Manfrè, Giunta, Tripi, Sturniolo, Li Donni. Panchina: Mr Caruso, Orto, Coluzzi, Saltalamacchia, Caprara, Formica, Mirabito. Sostituzioni:   Li Donni-Caprara 60° ;  Manfrè – Saltalamacchia 70°; Carsuo-Mirabito80°

Potrebbe sembrare retorica, ma nonostante un buon giuoco dei bianco azzurri, tra il primo tempo ed il quanto d’ora del secondo tempo la Ludica non riesce a portare a segno goal,  con un affannato Tripi che davanti al portiere avversario spreca clamorosamente una palla preziosa, buttandola addosso all’estermo difensore del finale. A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi “ma è tutto qui”…  E la domanda potrebbe essere legittima!!! Raccontare quello che è accaduto, potrebbe sembrare una giustificazione ad un momento non troppo brillante dei bianco azzurri di Caruso. Ma nonostante tutto, con uno sforzo di onesta e di comprensione da parte di chi legge, proverò ad essere fedele cronista dei fatti. A parte il solito errore arrivato al 75° del primo tempo, in cui è incappata difesa Eoliana, e grazie al quale hanno trovato la rete dell’1 a 0 i padroni di casa , l’unico vero protagonista del gioco è stato l’arbitro arrivato niente poco di meno che dalla sezione di Trapani. Nel solo primo tempo ha fischiato ben 15 fuori giochi a danno degli Eoliani, ed è inutile dire che la maggior parte di questi (con l’uomo lanciato a rete)erano inesistenti.  Ma fino a qui niente di strano, ci siamo ormai abituati ad avere arbitri scadenti animati da un’accesa smania di protagonismo, che tutto in campo fanno tranne che arbitrare. Già perché una buona fetta della partita, la trascorrono a redarguire a dare lezioni ad invitare a stare seduti e fermi a dire lei non sa chi sono io,  oppure a dispensare cartellini gratuiti per banali imprecazioni vecchie come è vecchio il gioco del calcio.  Francamente ci siamo un po’ rotti… Ma il meglio dal suo cilindro, l’arbitro lo tira fuori dal 70° in poi ,quando espelle dal campo prima Mr Caruso perché chiede un po’ di serietà ed obiettività, poi Tripi per un banale fallo tattico, poi  Fiorenza perché recrimina su un calcio d’angolo ed un rigore per gli eoliani che, biblicamente parlando, solo il cieco di Siloe non avrebbe potuto vedere. Da non contare gli ammoniti.  In questo clima di terrorismo psicologico con 9 uomini in campo la Ludica subisce il secondo goal. Qualcuno potrebbe pensare … Mala fede??? O esagerazione??? Niente di tutto questo… Erano meravigliati persino i padroni di casa che, si sono dimostrati veri sportivi e sulla cui onesta non si può assolutamente obiettare. Sono solo i capricci di ragazzini  viziati, resi grandi da un logorato e decrepito comitato regionale e da un’associazione arbitrale inesistente, che potrebbe meglio impiegare le risorse economiche (dirottate su mille commissioni), per promuovere direttori di gara all’altezza, collaborati da guardialinee che vengano quantomeno presi in considerazione. Fermo restando che i bianco azzurri devono ritrovare il bel gioco e soprattutto i risultati.

Spadare, condanna dall'Ue

aspadare.jpgIl regolamento n. 2847/93 prevede che gli Stati membri adottino provvedimenti atti a garantire l’efficacia del regime comunitario di conservazione e di gestione delle risorse in materia di pesca. Il rispetto degli obblighi che incombono agli Stati membri in forza delle norme comunitarie è da ritenersi imperativo per garantire la protezione dei fondali, la conservazione delle risorse biologiche marine ed il loro sfruttamento sostenibile in condizioni economiche e sociali appropriate.
Gli Stati membri sono tenuti in particolare a garantire il rispetto della normativa comunitaria che vieta la detenzione a bordo ovvero l’impiego di reti da posta derivanti (cd: “spadare”) di lunghezza superiore a 2,5 km, e a decorrere dal 1° gennaio 2002, la detenzione a bordo o l’utilizzazione di reti di tal genere, a prescindere dalla loro lunghezza, ai fini della cattura di talune specie.
Il regolamento n. 2847/93 impone agli Stati membri di controllare l’esercizio della pesca e le attività ad essa connesse, di ispezionare i pescherecci e adottare le misure necessarie per garantire il miglior controllo possibile sul loro territorio e nelle acque marittime soggette alla loro sovranità o alla loro giurisdizione.
Nel 1992 e nel 1993, avendo ricevuto numerose denunce riguardanti l’uso da parte di pescherecci italiani di reti da posta derivanti di lunghezza superiore a 2,5 km, la Commissione effettuava due ispezioni rilevando carenze da parte delle autorità italiane nel controllo del rispetto della normativa comunitaria attinente all’utilizzazione delle reti da posta derivanti.  Altre ispezioni e controlli fra il 1994 e il 1997 hanno rivelato la persistenza di numerose infrazioni, l’insufficienza e l’inefficacia dell’intervento delle autorità italiane.
Nel 2005, la Commissione contestava all’Italia le carenze seguenti:
–    molteplicità delle strutture incaricate del controllo non accompagnata da un adeguato coordinamento e dalla necessaria cooperazione tra tali strutture;
–    assenza di un programma specifico di controllo;
–    mancanza di tempo, risorse umane e mezzi logistici necessari a svolgere un controllo efficace, tenuto conto in particolare della lunghezza delle coste, della dispersione della flotta e della molteplicità di compiti da espletare;
–    scarsa conoscenza, da parte del personale incaricato, della normativa applicabile e dell’elenco delle navi autorizzate;
–    insufficienza tanto dei controlli a terra e in mare;
–    reticenza delle autorità preposte per il rischio di reazioni sociali alle misure di repressione adottate;
–    mancata previsione di sanzioni per la semplice detenzione a bordo;
–    basso tasso di denuncia, da parte delle autorità di controllo, delle irregolarità constatate e
–    inadeguatezza delle ammende.

Secondo costante giurisprudenza, l’esistenza di un inadempimento dev’essere valutata in relazione alla situazione dello Stato membro quale si presentava alla scadenza del termine stabilito nel parere motivato e la Corte non può tenere conto dei mutamenti successivi. Pertanto, gli elementi di fatto prodotti dalla Repubblica italiana e relativi ad un periodo in gran parte successivo alla scadenza del termine fissato nel parere medesimo (metà del 2005) non possono essere presi in considerazione.

A) Sull’inefficienza dei controlli
A sostegno del ricorso la Commissione ha prodotto 33 relazioni di ispezioni cui essa ha fatto procedere, nel periodo compreso tra il 1993 e il 2005, in vari porti di pesca italiani al fine di verificare il rispetto della normativa comunitaria relativa alla pesca mediante reti da posta derivanti.
Emerge che la detenzione a bordo e l’impiego, da parte dei pescatori italiani, di reti da posta derivanti di cui è vietato l’uso erano frequenti, abituali e ampiamente diffusi durante tutto il periodo oggetto del presente procedimento.
Le autorità incaricate della vigilanza di controllo delle attività di pesca non avevano posto in essere un’azione sufficientemente efficace per reprimere le violazioni alla normativa comunitaria. Il Corpo delle Capitanerie di Porto non disponeva delle risorse umane e materiali sufficienti per effettuare operazioni in alto mare, e che potevano quindi essere effettuate unicamente dalla Guardia di Finanza. Il Corpo delle Capitanerie di Porto non disponeva, peraltro, di sistemi di localizzazione via satellite dei pescherecci; la sua azione non costituiva oggetto di una pianificazione che consentisse di renderla più efficace.
Nel periodo oggetto del presente procedimento, la sorveglianza e il controllo delle attività di pesca non erano efficacemente garantiti dalle autorità italiane e pertanto l’addebito relativo all’inefficienza delle autorità italiane nell’esercizio e nella pianificazione dei loro compiti di sorveglianza e di controllo è fondato.

B) Sull’insufficienza della normativa italiana circa la repressione
La Commissione ha osservato che, contrariamente a quanto disposto dal regolamento n. 894/97, la normativa italiana vigente all’epoca del parere motivato, vale a dire la legge 963/1965, non prevedeva sanzioni per la detenzione a bordo di reti da posta derivanti di cui è vietato l’uso. Secondo l’interpretazione giurisprudenziale della normativa italiana, la detenzione a bordo di tali reti verrebbe sanzionata solamente ove sia stata accertata durante la navigazione ovvero nel momento in cui l’imbarcazione salpa.
È pacifico che la legge 101/2008 preveda sanzioni in caso di detenzione a bordo di reti di tal genere. Tuttavia, tale legge è stata emanata successivamente alla scadenza del termine fissato nel parere motivato e resta priva di effetti sulla valutazione della sussistenza dell’inadempimento contestato in questa causa.
Peraltro, è altresì pacifico che, prima della modifica 2008, n. 101, la legge 963/1965, non puniva la semplice detenzione a bordo di dette reti.
Il governo italiano ha prodotto in udienza circolari con cui incitava l’amministrazione a procedere alla confisca delle reti da posta derivanti e a disporre sanzioni amministrative fondandosi sui regi decreti 1604/1931 e 1155/1940.
La Corte dichiara che oltre al fatto che le menzionate circolari sono state adottate successivamente alla scadenza del termine fissato nel parere motivato, semplici prassi amministrative, per loro natura modificabili a discrezione dell’amministrazione e prive di adeguata pubblicità, non costituiscono valido adempimento degli obblighi incombenti agli Stati membri nel contesto dell’applicazione dei regolamenti comunitari.

C) Sull’insufficienza delle denunce delle violazioni e sull’esiguità delle sanzioni
Il regolamento n. 2847/93 impone agli Stati membri di perseguire le infrazioni accertate. Le azioni promosse devono essere idonee a privare effettivamente i responsabili del beneficio economico derivante dalle infrazioni.
I regolamenti nn. 2241/87 e 2847/93 forniscono indicazioni precise quanto al contenuto delle misure che debbono essere adottate dagli Stati membri e che debbono tendere all’accertamento della regolarità delle operazioni di pesca, allo scopo di prevenire eventuali irregolarità e nel contempo di reprimerle. Le misure attuate debbano avere un carattere effettivo, proporzionato e dissuasivo.
Dai dati comunicati dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto emerge che, per quanto riguarda l’anno 2000, non erano praticamente mai state avviate azioni penali. Nel periodo compreso tra il 2003 e il 2006, le sanzioni inflitte sono state scarse e le ammende amministrative ammontano ad un importo di circa EUR 1 000. Il numero di sanzioni inflitte e l’esiguità dei loro importi rispetto ai benefici ricavati dalle violazioni non sono contestati dalla Repubblica italiana.
Per quanto attiene alla confisca delle reti da posta derivanti, la Repubblica italiana non ha fornito dati quantitativi se non con riferimento agli anni 2005-2007 (periodo largamente successivo alla data di scadenza fissata nel parere motivato).
Anche qualora i dati prodotti dalla Repubblica italiana potessero essere presi in considerazione il quantitativo di metri di reti sequestrato non è di per sé significativo e corrisponde ad un numero di reti decisamente ridotto.
La Repubblica italiana non ha avviato azioni amministrative o penali sufficientemente efficaci per sanzionare i responsabili delle violazioni della normativa in materia di pesca mediante reti da posta derivanti e per privarli effettivamente dei benefici economici ricavati dalle infrazioni medesime.

La Corte dichiara e statuisce:
1)    Non avendo provveduto a controllare, ispezionare e sorvegliare in modo adeguato, sul proprio territorio e nelle acque marittime soggette alla propria sovranità o giurisdizione, l’esercizio della pesca, segnatamente per quanto riguarda il rispetto delle disposizioni che disciplinano la detenzione a bordo e l’impiego delle reti da posta derivanti, e non avendo provveduto in misura sufficiente a che fossero adottati adeguati provvedimenti nei confronti dei responsabili delle infrazioni alla normativa comunitaria in materia di detenzione a bordo e di utilizzo di reti da posta derivanti, segnatamente con l’applicazione di sanzioni dissuasive contro i soggetti di cui sopra, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza dell’art. 1, n. 1, del regolamento (CEE) del Consiglio 23 luglio 1987, n. 2241, che istituisce alcune misure di controllo delle attività di pesca, nonché degli artt. 2, n. 1, e 31, nn. 1 e 2, del regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre 1993, n. 2847, che istituisce un regime di controllo applicabile nell’ambito della politica comune della pesca, come modificato dal regolamento (CE) del Consiglio 17 dicembre 1998, n. 2846.
2)    La Repubblica italiana è condannata alle spese.

Bocca, "ridurre l'iva per gli alberghi"

BBOCCA.jpgA nemmeno ventiquattro ore dalla rielezione a Cancelliere tedesco di Angela Merkel, che proprio ieri ha dichiarato che per incentivare la ripresa economica del Paese è decisa ad incrementare il debito pubblico, giunge dalla Germania la notizia che il Governo ha deciso di abbassare l'Iva per gli alberghi dall'attuale 19% al 7% a partire dal 1° gennaio 2010, sulla falsariga di quanto alcuni mesi fa ha stabilito anche la Francia in merito all'Iva per la ristorazione (scesa dal 19,6% al 5,5%).
"Una decisione sicuramente importante per ridare slancio all'economia turistica tedesca -commenta il Presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca- che rappresenta la riprova di come ogni Governo stia varando per sé misure indispensabili per ridare ossigeno ad una ripresa economica che ancora stenta a decollare.
"Anche in Italia -aggiunge Bocca- Federalberghi-Confturismo da tempo va invocando il varo di una simile misura, che porti l'Iva degli alberghi, attualmente al 10%, ai livelli della Spagna (7% come la Germania), o della Francia (5,5%).
"Il tempo delle dichiarazioni d'intenti è finito, -conclude laconicamente il Presidente degli Albergatori italiani- ora ci aspettiamo che Ministero del Turismo e Ministero dell'Economia intervengano subito con una misura condivisa, volta a ridurre significativamente l'Iva, se non vogliamo che la competitività turistica del Paese perda altre posizioni a vantaggio di nazioni che hanno molto meno appeal del nostro".

Da Roma in linea Stefano Imbruglia. Prostitute e senso civico

simbruglia4.jpgdi Stefano Imbruglia

Nei  giorni scorsi un cittadino di Acquacalda ha perso la vita a seguito di un incidente stradale. Secondo le ricostruzioni giornalistiche,  l’uomo è andato a sbattere contro una transenna non adeguatamente segnalata.  Se le ricostruzioni corrispondono al vero sembrano evidenti le responsabilità di diversi soggetti che non hanno fatto il loro dovere con serietà.  Responsabili sono coloro che materialmente hanno posto la segnaletica, ma lo sono pure  coloro che dovevano controllare e vigilare affinché nel porre le transenne venissero rispettate  le regole. Responsabili sono anche  i cittadini che hanno notato il problema e non lo hanno segnalato, così come lo sono quello che per mansioni professionali sono preposti a fare rispettare le leggi. Naturalmente nessuno delle persone che avrebbero potuto e dovuto  fare qualcosa, e non lo ha fatto,   pensava che un lavoro fatto senza preparazione e senza la dovuta diligenza potesse portare alla fine di una vita umana. Però così è stato, ed oggi manca alla comunità di Acquacalda un componente,  ci sono persone che piangono un loro familiare e  vedranno la loro vita segnata  per sempre da questa perdita. Forse ognuno di noi invece di parlare genericamente di eolianità (a proposito non ho mai capito cosa significa) dovrebbe sviluppare un maggiore senso civico, rispettando le regole e pretendendone il rispetto senza farsi, come una prostituta, proteggere dall’”amico potente”. Dovremmo controllare e pretendere impegno dai nostri amministratori, soprattutto se a questi abbiamo dato la nostra preferenza. Dovremmo capire che un favore concesso ad uno è un diritto negato ad un altro e che maggiore benessere collettivo significa una vita migliore per tutti. Dovremmo imparare a guardare aldilà del nostro orticello e dal nostro esclusivo vantaggio immediato, pensando che se questo oggi  ci dà un utile  in futuro potrebbe essere una sventura per le successive generazioni: Generazioni di cui faranno parte i nostri figli a cui avremo lasciato in eredità un posto meno vivibile,  definitivamente compromesso e governato dalle barbarie.

Quattropani&Ambiente

adecoro.JPGLipari - Se non ci pensa il Comune, ci pensano i cittadini. A Quattropani l'idea di rendere piu' decorosi i contenitori dei rifiuti è stata attuata. Nella foto si vede come ben tre contenitori in una stradella interna della borgata sono stati recintati nel verde. C'è da sperare che l'idea possa allargarsi a macchia di...verde in tutte le isole. Su iniziativa della gunta Bruno.

Eolie, iniziato il "pellegrinaggio" nei cimiteri per rendere omaggio ai cari defunti

acimitero4.JPGacimitero3.JPGLipari - Nelle Eolie da qualche giorno è iniziato il "pellegrinaggio" dei cittadini acimitero8.JPGacimitero5.JPGnei cimiteri per rendere omaggio ai cari defunti. Anche quest'anno una pulizia straordinaria è stata fatta attuare dal vice sindaco Giulio China che si è impegnato amorevomente per renderli ancora piu' decorosi. Una ricognizione acimitero6.JPGstamane è stata anche eseguita con il luogotenente dei carabinieri Francesco Villari e con gli ispettori della polizia municipale Giacomo Marino e Franco Cataliotti. Un acimitero7.JPGplauso è stato anche fatto dal comandante Villari.    

Aviosuperficie, si sono pronunciati in 123

avogliadivolare.jpgSono 123 gli eoliani, i villeggianti e gli amanti delle Eolie che da ogni parte del mondo si sono pronunciati sulla petizione per la realizzazione di una aviosuperficie a Lipari. Ci sono anche dei commenti e ovviamente c'è anche chi è contrario. Ma i piu' fino ad ora sono favorevoli. C'è anche chi ha firmato ma non ha inserito il nominativo. La petizione è destinata all'Amministrazione Bruno e al Consiglio Comunale di Lipari.

1 Carla Dedioniggi: sono favorevole al progresso dei trasporti, anche se ritengo che più di 2 voli al giorno non si potranno fare e quindi sarà difficile trovare la compagnia.Auguri. 2 dimitri 3 Giacomino Biviano 4 Giacomo Chiofalo: complimenti per questa,iniziativa speriamo di riuscirci, perchè, certi momenti sembra che quest'isola, sia di nessuno. 5 Simona Ferlazzo 6- 7- 8 Massimo Pagliaro; 9- 10 Gallotti Fiorenza: dovete puntare su Reggio Calabria per i trasporti in quanto se tutto funzionasse è il punto più comodo per raggiungere le eolie1.jpgVs. isole. Fiduciosa Vi saluto. 11 Giovanni Martello: Buongiorno a tutti voi!! Si, a mio avviso bisogna puntare su Reggio Calabria è ampliare le corse (Navi Aliscafi) per le isole .. Auguri che vada a buon fine. IT - 12 Antonino Greco: niente per niente meglio di niente IT- 13 Clara Raimondi: Non è più tollerabile che per arrivare alle Eolie dal Nord Italia ci voglia più tempo che per andare a New York! IT- 14 Mirko Saltalamacchia IT- 15 Lucio Raffaele- 16 Rossano Giorgi IT- 17 Danilo Pagliaro IT - 18 Di Pasquale IT - 19 Domenico B. Giuffrè IT- 20 Bartolomeo: Finalmente una iniziativa positiva IT- 21 Giacomo Biviano- 22 Calogero - 23 Antonino Favaloro: diamo il pane per i nosrti figli se vogliamo farli vivere bene ,domani,fatelo cuesto benedetto aviopista Fate risorgere le Isole IT- 24 Girolamo Russo: sono favorevole alla realizzazione di una aviosuperficie. IT - 25 Giuseppe IT - 26 Gesuele Fonti - 27 Tindaro Cafarella - 28 Tommaso Orioles - 29 Giuseppe Sottile o.k. voliamo - 30 Maria Mura: Sarebbe veramente ora che chi fosse un Aviosuperfice a Lipari, grazie. - 31 Antonello Profilio IT - 32 Nicola Merlo: Così, da isolano, mi sentirei più sicuro IT- 33 Francesco: Un trasporto aereo non è solo un portare Turisti /Ricchezza alle Eolie , ma è anche una necessità per non far scappare i "Cervelli" dalle Eolie, che per il loro lavoro debbano cambiare Residenza. IT - 34 Bartolo Matarazzo: Sono farolevolissimo a ogni forma di trasporto alternativo ai collegamenti marittimi, quindi favorele a votare piste avio-superfice al servizio di tutti i cittadini residenti e non. IT35 Antonio IT - 36 Yves e Suzanne Genoud CH - 37 Gioacchino Andaloro: è la cosa più logica da fare - 38 Maurizio Acquaro IT - 39 Anna Medina: Sarebbe ora!! chi aspettiamo?? che questi politici fannulloni facciano qualcosa di buono IT - 40 Grace Palestino: yes, it is very important bye from new york. US - 41 Patrizia Sobrero - 42 Davide - 43 Alessandra IT - 44 Alessandra IT - 45 Luisa Favaloro IT - 46 Girolamo Casali: Prima un porto sicuro,poi Elicotteri per trasporti civili.,e dopo un piccolo "Aviolipari" Saluti: G. Casali. DE - 47 Simona Barresi - 48 Otto Pasta. 51 Lagana' Giuseppina: abbiamo un patrimonio e non sappiamo valorizzarlo speriamo che ci si svegli perchè il tempo va avanti non indietro. 52 Carmela e Alberto Di Nuzzo: amiamo le vostre isole; è quello che ci vuole.. fate presto, il tempo vola via... IT 53 M assimo Arena: favorevolissimo. a quando?? IT 54 A lessandro Favaloro siiiiiiiiiiiiiiiiii IT 55 A yda Esperanza: saludos desde espana - hasta pronto ES 56 B runo Surace: finalmente Lipari che vuole crescere; svegliamoci.........eoliani IT 57 C aterina Mandarano: ok voliamo 58 Daniele Russo si, sono favorevolissimo IT 59 G ino Pajno: si va bene. politici svegliatevi dal letargo..... IT 60 Anonymous era ora.auguri Giuseppe IT. Mrs Ivana Viteri I would appreciate any information on the realisation of an airport at Lipari my mother, my older brother, myself and my younger sister were born on the Island of Lipari, mother in Canneto, and some of her children were born at Acquacalda di Lipari and some in Australia. My mother is now 82 years of age, and the long air travel from Australia to Rome, then Reggio Calabria, then by sea to Lipari a very long and trying trip. It would be very convenient for regualar travellers from around the world to be able to connect from a major Italian airport and fly directly to Lipari. Regards from and Eolian/Australian family, AU. 62 - Arnaldo Lumia. 63 Anna Salomone IT 64 Antonino Scirè IT 65 Anonymous 66 Carmelo Gallo IT 67 Franco 68 Antonio Casilli: favorevole ho fatto la mia battaglia ma è rimasta solo la MIA.. IT 69 Riccardo Gullo 70 Mustone Italo IT 71 Gaetano Errico.72Tindara Lauricella It 73 Danilo Grillo IT 74 Rosaria Corda IT 75 Francesco Megna 76 livio munafò 77 ANGELA FERLAZZO 78 Renato La Greca IT 79 alessandro pajno aviosuperficie, porto (non megaporto) ma soprattutto un tavolo dove coordinare le coincidenze sulla terraferma ed eliminare madornali "tempi morti" e disagi per gli eoliani per raggiungere le proprie isole.Sinergia con le Amministrazioni della costa (Milazzo, Mesina, R.C., Catania) IT 80 adalgisa ferlazzo 81 Salvatore IT 82 Lucy Musico`What a great idea for these Beautiful Eolian Islands to be graced with an Airport in Lipari.An Airport would breathe new life into this part of Italy.It would create new jobs as well as boost Tourism to the all the Islands. Support an Airport that considers all the necessary factors affecting the Island and its needs,as well as the needs of the other surrounding Eolian Islands. AU 83 nunzia Spero tanto possa realizzarsi Favorevole da anni 84 Anonio Bernardi Hotel Tritone IT 85 Anonymous IT 86 gino russo si favorevole alla realizzazione, mi auguro presto IT 87 luigino favorevole IT 88 Paola Musico AU 89 Edoardo Bongiorno IT 90 bernard mandile AU 91 Marco Saltalamacchia DE 92 Domenico Fonti IT. 93 Mandina Massimo: Da fare al più presto possibile per la sopravvivenza di tutti noi. IT 94 nando corrado: si sarebbe dovuto realizzarla già ieri........domani potrebbe essere tardi! 95 concettina saltalamacchia: di fondamentale importanza per lo sviluppo delle nostre Isole 96 edvige manzetti 97 antonio casale ..e speriamo che sia la volta buona!! IT 98 Antonio Bernardi Rist. Filippino 99 Nando De Vita sarebbe meraviglioso IT 100 Vito De Vita 101 Bartolino Leone: "Si voliamo, ma anche la pista nel messinese può andare bene It. 102 Giancarlo Niutta It.  103 Felice D'Ambra: l'aereoporto può essere la soluzione per far decollare le Eolie a livello turistico come la Sardegna. Se no non si va da nessuna parte... IT 104 Anonymous. 105 Giuseppe De Salvatore IT 106 Antonio Bernardi jr Hotel Tritone IT 107 Paolo Sanfilippo IT 108 Anonymous IT 109 bruno cirotti IT 110 Salvatore Leone. 111 bartolomeo sgroi.112 Francesco Cincotta 113 Lorella Diaziani Sono una maremmana affascinata da queste splendide isole, ma il tempo per arrivare è interminabile. Spero nella realizzazione di una aviosuperfice.Un abbraccio a tutti i Liparoti, a presto 114 Raffaele Amato Sarebbe di grande utilità. IT 115 marinella Giusta petizione IT 116 Raffaella Di Costanzo Voliamo in alto!!! IT 117 Patrizia Grassi IT 118 Nico. 119 vittorio sarebe ora IT 120 Pino Fonti IT 121 Anonymous AU 122 Previti Antonio quando? It 123 Gustavo Conti IT.

Rassegna Stampa. "Il Giornale di Sicilia" e le Eolie

gds6.jpgIl "Giornale di Sicilia" nella pagina Eolie-Milazzo ha pubblicato: Lipari, sei centri comerciali naturali. La Regione ha stanziato 19 milioni. Ad ogni operatore potranno essere assegnati incentivi fino a 400 mila. Vulcano, pacco con 20 mila euro restituito alla proprietaria. Lipari, condanne e prescrizione. Lipari, liquidate le indennità agli amministratori. Lipari, le Suore francescane festeggiano i 104 anni. Nella pagina fatti&notizie: Panarea, quasi pronta l'ambulanza elettrica.    

Panarea, quasi pronta l'ambulanza elettrica.

panareaviuzza1.jpgPanarea -  Per l'ambulanza elettrica finalmente sono state trovate le batterie. Nei prossimi giorni quindi il mezzo di soccorso sarà pronta e si potrà evitare di trasportare i pazienti sulle motoapi. Le costose batterie costeranno 8500 euro e saranno pagate dalla giunta comunale di Lipari. Lo ha garantito il sindaco Mariano Bruno. Un problema è però la gestione del mezzo. La Croce Rossa si è dichiarata disponibile a formare volontari nell'isola.     

Eolie&Nacatuli

album121.JPGdi Piero Roux
Il consiglire Antonio Casilli, Pdl, ha dichiarato in Consiglio comunale di essersi fatto promotore, presso la Comunità Economica- per il riconoscimento all'isola di Lipari della 'Nacatula come prodotto a denominazione di origine controllata (d.o.c) discriminando - a parere del consigliere Pietro Lo Cascio, Sinistra Democratica - i spicchitedda, altro noto dolce tipico delle Eolie.
I pasticceri liparesi minacciano ritorsioni e blocco della produzione dolciaria minore: sesamini, pasticciotti, sfinci e giggi.
 
 

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EOLIAN HOLIDAYS
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