« Politica&Giovani | Homepage | Isole&Frane »
martedì, 10 novembre 2009
L'Email
di Luca Giuffrè
Approfitto nuovamente dello spazio che il Direttore mette gentilmente a disposizione dei lettori, stavolta però non per dissertare del nostro sport nazionale, bensì per segnalare un altro tipo di attività ludica che negli ultimi mesi ha generato numerosissimi simpatizzanti ed adepti. Mi rivolgo in particolare a tutti coloro che, armati di una buona dose di pazienza e abbondante tempo libero, si dedicano al nuovo fenomeno di tendenza del momento: il trash-watching! Ebbene si, dopo il fish-watching e il bird-watching, ecco fare la sua comparsa un nuovo filone di intrattenimento tutto nostrano, che nella pratica si traduce nel produrre tutta una serie di immagini che immortalano cassonetti traboccanti di rifiuti e abbandoni di ogni genere. Le vere peculiarità (o le reali mire, a voi la scelta!) di questa disciplina sembrano essere il tentativo di sviare l’attenzione della gente verso argomenti banali nel tentativo di far passare inosservati tanti comportamenti a dir poco disdicevoli messi in atto dalla comunità liparese. Com’è che nessuno ha immortalato ad esempio il costante flusso veicolare in pieno senso vietato nel tratto di strada provinciale che collega l’incrocio della Via Vainicher con l’incrocio delle scuole elementari????? (il tratto discendente che passa davanti al palazzetto dello sport, per intenderci). Eppure è sotto gli occhi di tutti…viene da pensare che i “patentati” indigeni la patente l’abbiano sì a punti….ma presa appunto con la raccolta punti!!! Fateci caso, gli utenti della strada percorrono le vie dell’isola “a memoria”, per abitudine insomma…non ritengono opportuno prestare attenzione alla segnaletica stradale, tanto a che serve posizionarla se poi nessuno la fa rispettare? Io stesso ho telefonato al Corpo di Polizia Municipale di Lipari segnalando questa pratica ormai divenuta consuetudine, sentendomi rispondere all’altro capo del filo un aberrante: “mi dispiace, ma non siamo noi competenti per la risoluzione del problema!”. “Perfetto, lei ha assolutamente ragione!!”, rispondo io, e penso: per un problema di viabilità chi dovevo interpellare….l’ASL??? La prossima volta farò anche quest’altro tentativo, chissà… Quanto ho testè descritto non vuole sminuire il problema “rifiuti & abbandoni”, il quale si ripresenta puntuale ogni volta, e sebbene la causa sia sempre la stessa, cioè la convinzione diffusa che “l’isola è mia e faccio quello che mi pare!!” ergo “perché conferire in un’area attrezzata allo scopo quando posso scaraventare tutto in qualche suggestiva vallata, magari a pochi passi dalla mia abitazione?” Per mesi, se non per anni, si è dibattuto e si dibatte ancora sull’aumento della TARSU….è vero, noi cittadini non lo meritiamo l’aumento del 30, 40 o 70%......noi meritiamo un aumento del 500% e meritiamo di vivere, anche solo per un mese, quello che ha vissuto la città di Napoli. Sommersi dall’immondizia, sperando che l’olezzo ci porti cervello. C’è da vergognarsi per la nostra scarsa propensione alla raccolta differenziata, per la nostra maleducazione ambientale e per la nostra inciviltà. Abbandoniamo per strada, nelle cavità, nei boschi e in ogni anfratto, di tutto. Quanta sporcizia che invade il nostro paese! Immondizia distribuita ovunque. Nei pressi dei siti archeologici, ai bordi delle strade secondarie e di campagna. Che bella figura con i turisti! Forse è anche questa una forma di raccolta differenziata. Noi quindi non preveniamo i mali del futuro ma meriteremmo di subire le cure del presente. Aspettiamo che qualcosa accada per inviperirci, qualsiasi cosa….insomma la ormai celebre “cultura del lamento” che ci contraddistingue e che ci rende celebri, anche fuori dal territorio eoliano. L’Europa lucida e civile si sta convertendo ad una vita eco-compatibile ed eco-sostenibile. Noi invece, pezzo rubato all’Africa, dormiamo sonni tranquilli. E pagheremo il nostro 500%, spero. Ironie a parte, se proprio non ci riesce di differenziare la nostra immondizia, sforziamoci anche solo di differenziare i pensieri della nostra mente, nella speranza che almeno una volta si finisca a pensare al futuro! La qualità ambientale di una città si riflette come in uno specchio nella sua qualità civile e viceversa. La ricchezza o scarsità di “capitale di civismo” in una comunità incide in modo rilevante sulla qualità della vita dei suoi cittadini. In strada, sull’autobus, negli uffici, mentre si fa la spesa o si attende in fila: mille sono le occasioni di incontro con la cortesia o la maleducazione. Occasioni che rendono più piacevole o più pesante la vita quotidiana di ognuno, condizionano gli stati d’animo, generano allegria o malumore. La città è lo specchio di chi la abita e non a caso il filosofo Norberto Bobbio si dichiarava convinto che il fondamento di una buona città siano le virtù dei suoi cittadini. Personalmente sono convinto che la qualità della vita è data sì dall’armonia e dalla pulizia della città, ma anche dall’educazione e cortesia dei suoi cittadini.
Articolo pubblicato alle ore
18:17 Scritto da: leonedilipari in opinioni | Link permanente | Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
















































































