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mercoledì, 11 novembre 2009
In mille (anche dalle Eolie) per un posto di vigile urbano in un Comune vicino Milano
Potere della crisi. Solo un anno e mezzo fa il Comune di Ornago (Milano) aveva indetto un concorso per un posto di vigile urbano. Il concorso andò deserto per due volte e solo alla terza replica si presentò un aspirante «ghisa». Diciotto mesi dopo, il Comune di Brugherio ha indetto lo stesso concorso. E per cinque posti di agente della polizia locale si sono presentati in mille. Sono venuti da ogni parte d’Italia: il più lontano è giunto dalle Isole Eolie, ma c’è anche chi è arrivato dalla Val d’Aosta. Tra i pretendenti ci sono anche due extracomunitari dello Sri-Lanka e del Senegal. Ieri per organizzare la prima prova scritta con gli 831 ammessi al concorso, il Comune di Brugherio ha dovuto utilizzare la palestra di via XXV aprile.
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Tajani, "Per la Tirrenia bisogna fare in fretta"
Per la privatizzazione di Tirrenia "l’importante è che l’Italia faccia in fretta: l’ho detto al ministro Matteoli, e l’ho ribadito in una riunione tecnica la scorsa settimana a Bruxelles tra la direzione generale e i rappresentanti dell’Italia".
Il vicepresidente della commissione Europea con delega ai trasporti, Antonio Tajani, lo ha detto rispondendo ad una domanda su quanto sia importante la scadenza di fine anno per la privatizzazione di Tirrenia agli occhi di Bruxelles. "Credo che il 31 dicembre sia una data importante, mi auguro che l’Italia continui a lavorare su questo fronte bene come ha fatto fino ad ora", dice Tajani. Per il commissario europeo anche le regioni coinvolte nell’operazione, che hanno un ruolo importante nel progetto messo a punto dal ministro Matteoli, "devono fare in fretta" a sciogliere i nodi di loro competenza. Per Bruxelles "ora l’importante è fare in fretta, poi deve essere il governo italiano a vedere quanto spingere sull’acceleratore".
Quanto più in generale al piano per la privatizzazione della compagnia di navigazione pubblica, "penso - dice Tajani a margine della presentazione del Master in Politiche Europee della Università La Sapienza di Roma - che l’Italia si stia muovendo sulla strada giusta. L’Europa non impone la privatizzazione ma è un percorso che ci porterebbe ad un accordo con la commissione Europea su questo tema", quello delle sovvenzioni pubbliche che mantengono in vita la compagnia e che per Bruxelles devono cessare riportando l’azienda a competere in un contesto di mercato.
19:52 Scritto da: leonedilipari in politica | Link permanente | Segnala
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Pianoconte, tutto pronto per la "Sagra del vino e del pane"
Anche quest'anno nella caratteristica frazione di Pianoconte di Lipari si terrà la famosa "Sagra del Vino e del Pane", manifestazione giunta alla sua XXIV^ Edizione. Il Comune di Lipari, Assessorato allo Spettacolo, grazie al contributo dell'Assessorato all'Agricoltura e Foreste, alla collaborazione dell'Associazione ACRS Terme S. Calogero e quella dei cittadini di Pianoconte, ha organizzato nei giorni 13-14-15 Novembre una tre giorni di manifestazioni che vedrà coinvolta, oltre la popolazione della frazione, anche una moltitudine di curiosi che ogni anno partecipano all'evento.
La centralissima Piazza S. Croce di Pianoconte sarà la protagonista di tre giorni di festa, caratterizzati da esposizioni di prodotti ed artigianato locale, visite ai luoghi di produzione degli stessi prodotti, caratteristici giochi in piazza accompagnati da musiche tradizionali, con l'immancabile sfida paesana a Tresette e Briscola, serate musicali in compagnia di "Kalura" , "Liparayon" ed "Oxidia" nel corso delle quali sarà possibile degustare dolci e prodotti tipici.
Inoltre importante il coinvolgimento dei ragazzi della scuola locale ed il Convegno "Nuove Opportunità per lo Sviluppo Rurale - Finanziamenti 2007/2013" in collaborazione col GAL LEADER EOLIE. In conclusione domenica 15 novembre a pranzo l'immancabile "Pasta cu sucu ca sasizza" ed a cena "Pani e sasizza", il tutto innaffiato dall'immancabile e buonissimo vino offerto dai contadini di Pianoconte.
*Assessore allo Spettacolo del Comune di Lipari
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Da Varese in linea Cesare Giuffrè. Basket&Polemiche
Non entro nel merito dell'articolo di Adolfo Sabatini ma voglio precisare che nel basket l'autocesto era previsto. La prima partita di pallacanestro che ho visto io è quella di cui ti allego un articolo di Varese news di qualche anno fa che ricordava quell'episodio che ancora oggi è vivo nella mia mente.
Basket – Coppa Uleb – La prima sfida Varese - Real è entrata nella storia per un autocanestro volontario di uno spagnolo
Vinicio Nesti: «Il Real scelse di perdere. E la Fiba cambiò il regolamento»
Stagione 1961/62, la Ignis Varese affrontò per la prima volta la Coppa dei Campioni di pallacanestro in virtù dello scudetto conquistato l'anno precedente. Il primo turno vide la compagine varesina affrontare i portoghesi del Benfica, regolati nel doppio confronto senza grossi problemi. Nei quarti di finale però il sorteggiò fu impietoso: i gialloblù, non ancora "valanga", trovarono sul proprio cammino il fortissimo Real Madrid. Le "merengues" già all'epoca formavano uno degli squadroni più temibili dell'intero panorama anche se non avevano ancora conquistato la Coppa, vinta fino a quel momento solo dalle formazioni sovietiche. La gara di andata si disputò alla Casa dello Sport di via XXV Aprile, la cosiddetta "Palestra dei pompieri", piena all'inverosimile per applaudire i ragazzi guidati dall'allenatore Garbosi e per sostenerli davanti ai terribili iberici. Maggetti, Bufalini, Tonino Zorzi e tutti gli altri giocarono una gara strepitosa e riuscirono a mantenere in parità il confronto fino agli ultimi secondi di gioco. Fu allora, con una "mossa a sorpresa" che lo spagnolo Alcocen prese la sfera e la depositò di proposito nel proprio canestro, fra lo stupore generale. Tra i protagonisti di quella partita c'era anche Vinicio Nesti, giocatore della Ignis, che ha ricordato per VareseNews gli avvenimenti di quella sera. «Rimanemmo stupefatti davanti all'autocanestro di Alcocen e per qualche istante non capimmo quel gesto. Poi tutto ci fu chiarito: il loro allenatore comandò quella azione perché preferiva perdere a Varese con il minimo scarto, piuttosto che rischiare un passivo maggiore nel supplementare. In effetti vincemmo noi, 82 a 80, però l'autocanestro non passò inosservato. La Federazione internazionale infatti da quel momento vietò categoricamente l'autocanestro volontario, pena la squalifica della squadra implicata».
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Le notizie del nostro giornale online fanno il giro d'Italia
19:02 Scritto da: leonedilipari in notizie | Link permanente | Segnala
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Lipari&Iacolino
Lunedì il Rotary Club ed il Centro Studi hanno voluto festeggiare il prof. Giuseppe Iacolino per i suoi novant’anni sottolineando il grande contributo che egli ha dato alla cultura ed alla ricerca storica sulle Eolie. Fuori di Lipari in quei giorni, vorrei aggiungere alcune mie riflessioni a quelle già pubblicate su questa bella e nobile figura di cittadino e di studioso eoliano. Altre volte ho avuto modo di dire che se non avessimo avuto due personaggi come Giueppe Iacolino e Luigi Bernabò Brera molte pagine della nostra storia locali, e pagine importanti, sarebbero rimaste nell’ombra. Bernabò Brea per la storia archeologica giungendo però a lambire il nostro medievo, Iacolino in particolare dal medioevo ai nostri giorni. Non voglio per questo dimenticare i contributi di Leopoldo Zagami, di Pino Paino, di Maddlene Cavalier, di Mons. Alfredo Adornato e tanti altri che, soprattutto negli anni più recenti, hanno scritto sulla storia del nostro arcipelago. Di Iacolino vale la pena ricordare innanzitutto che ha curato la pubblicazione di due importanti testi come il “Disegno Historico della nobile e fedelissima città di Lipari” di Pietro Campis che fino al 1980 era accessibile a pochi perché si tramandava attraverso pochissimi manoscritti e “ I turchi alla marina” che contiene “La distruzione de Lipari per Barbarussa” composta da Giovan Andria de Simon detto il Poeta. Numerosi, oltre questi, sono i testi dedicati alle vicende ed alla realtà eoliana ma forse l’opera sua fondamentale è “Le isole Eolie nel risveglio delle memorie sopite” di cui sono stati pubblicati fin’ora il primi tre volumi ed il quarto – dedicato specificamente alla “ruina” del Barbarossa - dovrebbe essere ormai in corso di stampa. In essi l’autore affronta temi di grande importanza come la nascita della chiesa liparese ed il culto di San Bartolomeo, i secoli della grande crisi con le incursioni dei barbari prima, dei saraceni dopo ed il risveglio dei fenomeni vulcanici, l’arrivo dei Normanni e il lungo periodo degli abati benedettini che divengono vescovi della diocesi Lipari-Patti, il sorgere e lo strutturarsi della municipalità, ecc. ecc. Ed è proprio all’inizio del III volume di quest’opera che Iacolino porta un contributo notevole alla nostra storia civica pubblicando e commentando un documento del 22 marzo del 1246 rinvenuto nelle carte del vescovado di Lipari e cioè un atto notarile che ci dice in maniera introvertibile che nel 1246 il Comune di Lipari, con le sue figure istituzionali di governo, era in piena efficienza. Nel libretto “La Fondazione della Communitas Eoliana agli albori della Rinascenza” pubblicato nel 1994 in occasione della celebrazione dei 900 anni del Constitutum dell’Abate Ambrogio, Iacolino aveva scritto, a proposito dei processi che a partire dalla fine del XII secoli per tutto il XIII secolo portarono allo strutturarsi della civica amministrazione municipale, che “benché non disponiamo di testimonianze originali. Siamo egualmente sicuri che anche l’Università di Lipari e il suo Comune parteciparono a codesta nuova fase di assetto e di avanzamento”. Ora il documento rinvenuto nel 2002 gli permette di porre con certezza un nuovo tassello. A Iacolino si devono anche la ricerca sull’origine di moltissimi toponimi che caratterizzano il nostro territorio e che egli, fa risalire, per la gran parte, al periodo normanno, cioè sul finire dell’XI secolo, quando sotto la guida dell’Abate Ambrogio la comunità locale prende a riorganizzarsi ed alla lingua greca che gli eoliani avevano parlato fino ad allora si va sostituendo il latino e quindi, col tempo, il volgare. Iacolino, anche se con tutta la prudenza dello studioso sempre attento ed aperto a nuove ricerche e nuove scoperte, ha sostenuto, assieme a Bernabò Brera, la tesi della cesura nella cultura e nella tradizione eoliana fra la distruzione dell’838 ad opera dei saraceni e la ricostruzione ripresa dopo il 1080 e cioè fra l’epoca bizantina e l’epoca normanna. Una tesi che recentissime ricerche, dovute in particolare a Vittorio Gistolisi e Giuseppe La Greca, hanno messo per certi versi in discussione. Potrei continuare a lungo ricordando gli apporti dei suoi studi e della sua ricerca. Concludo accennando ai suoi lavori più recenti: “Strade che vai, memorie che trovi” pubblicato nel giugno del 2008 a cura del Rotary Club e il primo volume di “Raccontare Salina” del marzo 2009. Ci auguriamo che presto giungano altre sue opere per completare il ciclo delle “Isole Eolie nel risveglio delle memorie sopite” e di “Raccontare Salina”. Ed insieme a questo auspicio, quello di averlo ancora a lungo fra noi lucido ed entusiasta.
18:54 Scritto da: leonedilipari in opinioni | Link permanente | Segnala
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Politica&Giovani
18:15 Scritto da: leonedilipari in politica | Link permanente | Segnala
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Pianoconte&Cimitero. Il consigliere D'Alia sollecita anche il sindaco
Da anni ci si interroga sulla questione dell'ampliamento del cimitero di Pianoconte e della sua presunta imminente soluzione stando alle dichiarazioni delle diverse amministrazioni che si sono succedute. La presa d'atto è che a tutt'oggi vi è carenza di spazi e loculi. La comunità tutta è preoccupata ed è anche arrabbiata per come si elude una fondamentale esigenza della frazione di Pianoconte. Ad ogni triste evento che colpisce una famiglia ci si deve rivolgere ad amici o conoscenti per poter dare sepoltura al proprio familiare oppure tumulare il proprio caro in un altro cimitero dell'isola. Al momento vi sono defunti seppelliti in attesa di definitiva sistemazione. Nella qualità di consigliere comunale ma anche come cittadina di Pianoconte vi interrogo a notiziarmi per iscritto sulle determinazioni sin qui intraprese da questa amministrazione e quali obiettivi si è posta per la soluzione dell'annoso problema che affligge la comunità di Pianoconte.
*Consigliere comunale Udc
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Satira&Pizzini
17:59 Scritto da: leonedilipari in Satira | Link permanente | Segnala
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Stromboli&Mulattiere
Caro direttore,
La vecchia mulattiera costruita dai confinati durante il periodo della seconda guerra mondiale, che dalla contrada di Piscità conduce quasi fino alla cima del vulcano, passando per il vecchio osservatorio, trasformato ormai da qualche tempo in pizzeria, rischia di scomparire. Originariamente era una piccola stradina, costruita con certosina pazienza utilizzando le nere pietre vulcaniche. Un lungo sentiero largo poco meno di un metro che si arrampicava lungo le pendici della montagna, regalando degli scorci panoramici da restare senza fiato. I tanti tornanti, protetti da piccoli muri sui quali i viandanti si fermavano per un po’ di ristoro, erano dei veri balconi fioriti che si affacciavano sulla spiaggia di piscità, una bellissima lingua di sabbia nera unica al mondo. Fino a qualche anno fa era un luogo dove chiunque poteva passeggiare serenamente senza il disturbo di api e motorini, per poter godere di un momento di libertà e di silenzio. Per tanti artisti rifugiatisi a Stromboli era una grande fonte d’ispirazione. Da una parte il vulcano infuocato, dall’altro il mare sconfinato, circondato nei giorni di scirocco dalla costa calabra ben visibile, e dallo Strombolicchio che da sempre si erge dal mare. Da qualche tempo tutto questo non esiste più, i luoghi sono stati devastati, deturpati e privati di quella loro poesia. I vecchi sassi che costituivano la mulattiera sono quasi del tutto spariti. I muretti sono crollati, in ogni angolo si trova materiale di risulta accumulato chissà da chi per allargare la strada; il piccolo sentiero si è trasformato in un’autostrada polverosa per tutti i mezzi di trasporto che continuamente fanno su e giù per la montagna, irrispettosi e incuranti dei tanti paesani e turisti che desidererebbero che quel tratto di strada fosse un luogo di silenzio e di contemplazione. Hanno già trasformato le vie del paese in un vero autodromo, che almeno ci concedano la possibilità di raggiunge un luogo “sacro” come la cima del vulcano seguendo le orme e i percorsi dei vecchi e veri strombolani che da sempre sono stati rispettosi custodi di quel sentiero, quel sentiero che conduceva lì dove iniziava il cielo che si colorava di rosso.
Lettera firmata
17:50 Scritto da: leonedilipari in opinioni | Link permanente | Segnala
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