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mercoledì, 03 febbraio 2010

Lipari "assetata" da inadempimenti tecnici ed amministrativi. Interrogazione ai ministeri dell'economia e dell'ambiente

lorlandopiccola.jpgdi Leoluca Orlando*

Per sapere - premesso che: la società SOGESID è lo strumento societario in house dello Stato, con capitale sociale di euro 54.820.920 e azionista unico il Ministero dell'economia e delle finanze. I diritti dell'azionista sono esercitati d'intesa con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il ruolo di governance è esercitato dal Consiglio di amministrazione e, ai sensi della legge 296 del 2006 (articolo 1), opera per le finalità del Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. La Sogesid svolge un ruolo strumentale basato su trasparenza della gestione, efficacia del sistema di controllo interno e applicazione rigorosa della disciplina del conflitto d'interesse. Criticità ambientali come bonifiche di siti inquinati, politica emergenziale dei rifiuti, interventi per la riduzione del dissesto idrogeologico, sono gestiti attraverso apposite convenzioni per la fornitura di servizi ingegneristici. Il presidente di Sogesid è scelto tra i componenti designati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, e attualmente è l'avvocato siracusano Assenza, mentre membro del Consiglio di amministrazione è l'avv. Pelaggi capo della segreteria tecnica del Ministero dell'ambiente. Unità operative sono dislocate in Napoli, Bari e Palermo e svolgono attività di coordinamento delle iniziative in corso nelle regioni Campania, Puglia e Sicilia;le isole Eolie, presentano varie criticità ambientali: depurazione dei reflui nelle isole di Lipari e Vulcano e problemi di potabilità dell'acqua a Alicudi, Filicudi, Panarea, Stromboli e Vulcano; nell'aprile 2000 il sindaco, a seguito del decreto della regione Sicilia che finanziava la realizzazione di un depuratore nel comune di Lipari, indice un bando di gara per la progettazione del ciclo integrato dell'acqua: (produzione di acqua, ciclo fognario e depurazione delle acque reflue con riutilizzo a scopi non umani) per tutte le isole del comune. La gara viene aggiudicata ad un consorzio capeggiato dalla ditta Lotti spa. Il sindaco, sulla base dei documenti progettuali, chiede il finanziamento delle opere al Ministero dell'ambiente. Nel 2001 subentra una nuova amministrazione. Nel 2002 il sindaco di Lipari viene nominato Commissario di Governo e delegato a gestire le risorse occorrenti alla realizzazione delle opere afferenti al ciclo dell'acqua. Tali risorse ammontano a 34 milioni di euro. Il commissario-sindaco affida alla Sogesid, la progettazione delle opere del ciclo dell'acqua, pur in presenza di una gara vinta dal raggruppamento con a capo la società Lotti spa. Il Ministero dell'Ambiente avrebbe chiesto integrazioni progettuali al sindaco-commissario che a sua volta avrebbe inoltrato tali richieste alla società Lotti spa, integrazioni trasmesse al sindaco e sembra mai trasmesse al Ministero dell'ambiente. Il sindaco-commissario avrebbe dichiarato poi che l'affidamento alla Sogesid era stato concordato con il Ministero dell'ambiente a causa della non validità del progetto nel conseguire gli obiettivi propri di un ciclo integrato dell'acqua; con ordinanza n. 3738 del 2009 del Presidente del Consiglio dei ministri, recante una serie di disposizioni urgenti di protezione civile, all'articolo 17, viene indicato che «Al fine di assicurare la risoluzione del contesto emergenziale in atto nel territorio delle isole Eolie. limitatamente all'emergenza idrica, l'avvocato Luigi Pelaggi è nominato Commissario delegato in sostituzione del Prefetto di Messina», nominato in proroga, con ordinanza dello stesso Presidente del Consiglio dei ministri, Commissario per le emergenze di natura vulcanica e turistica. Il Commissario «è autorizzato ad avvalersi di un Comitato di indirizzo e controllo sulla programmazione e realizzazione degli interventi». E ancora l'ordinanza recita: «Con separato atto il Commissario delegato determina il compenso dei componenti del Comitato, sulla base di criteri di rigorosa perequazione connessi alla specifica professionalità posseduta, con oneri a carico dei fondi commissariali». Inoltre egli «può utilizzare le risorse finanziarie disponibili sulla contabilità speciale limitatamente a quelle assegnate per fronteggiare l'emergenza idrica»;l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, di cui all'articolo 6 del decreto legislativo n. 163 del 2006 istituita in recepimento dell'articolo 81, paragrafo 2, della direttiva 2004/18 a cui aveva adito la società Lotti spa e la Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, con delibera n. 65 del 23 dicembre 2008, rileva la non conformità all'ordinamento dell'atto sottoscritto tra il sindaco-commissario e Sogesid. L'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha ottemperato al disposto del comma 5 dell'articolo 6 del Testo unico sugli appalti che così recita «L'Autorità vigila sui contratti pubblici, anche di interesse regionale, di lavori, servizi e forniture nei settori ordinari e nei settori speciali, nonché, nei limiti stabiliti dal presente codice, sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture esclusi dall'ambito di applicazione del presente codice, al fine di garantire l'osservanza dei principi di cui all'articolo 2 e, segnatamente, il rispetto dei principi di correttezza e trasparenza delle procedure di scelta del contraente, e di economica ed efficiente esecuzione dei contratti, nonché il rispetto delle regole della concorrenza nelle singole procedure di gara»; il pronunciamento ha attivato l'Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha richiamato la delibera del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 ottobre 2004 sugli «Indirizzi in materia di protezione civile in relazione all'attività contrattuale riguardante gli appalti pubblici di lavori, di servizi e di forniture di rilievo comunitario». Le disposizioni della direttiva statuiscono che i commissari delegati devono provvedere alle aggiudicazioni necessarie, per il superamento delle situazioni di emergenza, nel rispetto delle norme comunitarie in materia di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture; «la sete delle Eolie» a causa della mancanza di acqua, determina da almeno 20 anni esborsi rilevanti e stimati in complessivi 400 milioni di euro. I soggetti beneficiari sono i gestori del «ciclo» di trasporto dell'acqua che verosimilmente non hanno, ad avviso dell'interrogante, nessun interesse alla soluzione del problema «mancanza di acqua», attraverso il progetto che la Lotto spa aveva predisposto; dal 2001 l'Ente gestore dell'area marina protetta delle Isole Egadi è il comune di Favignana e il Ministero dell'ambiente annualmente eroga risorse finanziarie allocate sul capitolo di bilancio dello Stato denominato «Spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione»; in data 23 gennaio 2009 il Ministero dell'ambiente ha chiesto all'Ente gestore di trasmettere la relazione programmatica per le risorse stanziate e da assegnare all'area protetta per la stagione 2009; in ottemperanza alla richiesta del Ministero, il sindaco del comune di Favignana inviava la relazione programmatica ed in ossequio al decreto del Ministro dell'ambiente n. 932 dell'11 dicembre 2003, con determinazione n. 9 del 26 febbraio 2009, individuava il responsabile della gestione dell'area marina protetta; la determinazione riguardante l'incarico e l'approvazione della bozza di contratto è stata anch'essa trasmessa al ministero, in data 6 marzo 2009; l'ente gestore ha svolto con diligenza i compiti assegnati e riscontrabili in comportamenti e atti probatori; con nota del 22 maggio 2009, il Ministro dell'ambiente dichiarava di avere riscontrato «gravi carenze tecnico-amministrative» nella gestione dell'Area marina protetta, «diventate recentemente sempre più evidenti» ed «anche in ragione (...) del pregiudizio che la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare all'immagine dell'area marina e al pregiudizio turistico dell'isola (...)» aveva chiesto al Presidente della Regione siciliana, in forza del protocollo di intesa Stato-Regione sottoscritto in data 14 marzo 2001, il suo parere obbligatorio e vincolante per revocare la gestione al comune di Favignana ed affidarla alla capitaneria di porto di Trapani. Il Presidente della Regione Sicilia esprimeva parere negativo motivato. Dal 3 agosto 2009 è stato quindi nominato direttore responsabile della gestione dell'Area marina protetta delle isole Egadi l'avvocato Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro; in data 3 novembre 2008 è stato sottoscritto un accordo di programma tra il Ministero dell'ambiente, la Regione Sicilia ed altri enti territoriali, per la bonifica del Sito di interesse nazionale di Priolo (SR). Le risorse per l'intervento ammontano a 770 milioni di euro. All'articolo 4 «Soggetti Attuatori» è statuito: «Per le attività di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si avvarrà della collaborazione di Sogesid S.p.A. nonché di ISPRA, ISS, ARPA Sicilia. Tali soggetti sono tenuti, in caso di affidamento di prestazione all'esterno, al rispetto delle disposizioni nazionali e comunitarie in materia di affidamento di servizi e di lavori». Appare chiaramente esclusa dall'attività di bonifica la direzione generale del Ministero che si è sempre occupata delle bonifiche e le sue competenze appaiono trasferite alla Sogesid. Siti di interesse nazionale come quello di Piombino, Napoli Ovest e Taranto hanno come soggetto responsabile degli interventi la competente Direzione generale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare come è verificabile negli accordi di programma sottoscritti; l'avvocato Pelaggi, oltre a ricoprire gli incarichi di consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a, di commissario all'emergenza idrica delle Isole Eolie (dal febbraio 2009) e di responsabile della gestione dell'Area marina protetta delle isole Egadi, è membro dal settembre 2009 del Consiglio di amministrazione dell'ACEA; l'avvocato Luigi Pelaggi, essendo capo della segreteria tecnica del Ministro dell'ambiente, esercita funzioni che certamente richiedono un notevole impegno, anche in termini di tempo; ad avviso dell'interrogante, l'attività di responsabile dell'Area marina protetta configura una inopportuna commistione tra l'attività di gestione dell'Area marina protetta e quella istruttoria, di finanziamento e controllo, compiti questi inerenti la funzione di capo della segreteria tecnica del ministro; graverà, tra l'altro, sui cittadini l'eventuale costo per il contenzioso attivato dalla società Lotti spa per la perdita dell'appalto, trasferito senza gara su Sogesid -: se sia economico, efficace ed efficiente trasferire su Sogesid compiti che le direzioni del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare svolgono da anni; se sia opportuno che l'avvocato Pelaggi svolga la pluralità di compiti di seguito elencati e se essi siano compatibili tra loro, anche in relazione all'esigenza di separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, con conseguente rischio di lesione del pubblico interesse; a) capo della segreteria tecnica del Ministero dell'ambiente; b) direttore dell'Area marina protetta delle Isole Egadi; c) membro del consiglio di amministrazione di ACEA spa; d) commissario all'emergenza idrica alle isole Eolie; e) avvocato in Roma; per quali motivi il Ministro interrogato non abbia valutato le integrazioni progettuali richieste e trasmesse dalla società Lotti spa, a seguito di gara ad evidenza pubblica e per il ciclo integrato delle acque che servono le isole Eolie; per quali motivi la delibera dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che ha statuito la illegittimità dell'affidamento a Sogesid, non abbia trovato applicazione, e perché il Ministero che esercita il compito di sorveglianza su Sogesid non abbia recepito e fatto applicare la delibera dell'autorità; per quali ragioni le determinazioni dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha evidenziato il mancato rispetto delle norme interne e comunitarie nell'affidamento degli appalti pubblici, non abbiano trovato consequenziale riscontro da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare che esercita l'attività di controllo su Sogesid; perché non si sia ritenuto di attivare la Corte dei Conti per i requisiti di competenza in materia di responsabilità amministrativo-contabile in relazione ai possibili danni che ricadono sulla fiscalità generale e quindi sul cittadino-contribuente.

*Parlamentare nazionale dell'Italia dei Valori

Articolo pubblicato alle ore 16:41 Scritto da: leonedilipari in politica | Link permanente | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

 

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