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martedì, 02 marzo 2010

Da Stromboli in linea Carlo Lanza

clanza.JPGdi Carlo Lanza*

in riferimento alla lettera di cui all’oggetto mi preme ribadire quanto segue: La suddetta lettera nasce da un’esigenza prioritaria della comunità strombolana di riuscire ad ottenere finalmente un servizio e un trattamento sanitario di eguale qualità al resto del paese. Come già detto, non si pretende un servizio d’avanguardia, ma quello garantito dalla Costituzione. Il che non è possibile al momento per vari aspetti. Come già riferito, si chiede che sia funzionante l’ambulanza, che ci sia un autista autorizzato, che la stessa sia dotata di apparecchiature per il primo soccorso (soprattutto per la rianimazione cardio-polmonare), che ci sia presente sul posto un equipe di 118 in grado di ottemperare, con l’ausilio degli strumenti adeguati, ad emergenze da codice rosso. La mia lettera non intendeva offendere ne tanto meno diffamare i medici del presidio di C.A., ma come detto in precedenza, evidenziare i problemi che caratterizzano la mancanza di un adeguato servizio sanitario per la nostra comunità. Sono, anzi, siamo coscienti dell’impegno che fino ad ora voi medici del presidio offrite alla comunità soprattutto in virtù del fatto che nella stragrande maggioranza dei casi operate da soli e senza l’ausilio di strumentazione adeguata, senza ottenere ne la giusta ricompensa economica ne quella morale. Non crede che nel 2010 in uno Stato civile, un medico non debba essere lasciato in balia di se stesso senza l’aiuto di personale medico e paramedico specializzato? Crede che basti lavorare con scienza e coscienza per colmare le gravi lacune generate da un sistema mal strutturato? Lei crede che su un’isola così distante dalla terraferma, dove il trasporto, in special modo d’inverno, diventa un terno al lotto, non sia auspicabile avere un presidio fisso di 118 che ottemperi alle emergenze per garantire, ai cittadini residenti e anche  agli ignari stranieri che frequentano l’isola, il diritto alla salute? Non devo fare ne nomi ne cognomi. Non è mia competenza indagare su presunti fatti di mala sanità, il mio compito è quello di migliorare i servizi sull'isola, individuare problemi e tentare di risolverli. Per il resto, credo che se qualcuno abbia da denunciare dei danni subiti, lo possa fare nelle sedi competenti. Non è meglio individuare quali sono i problemi di un sistema che non va senza aspettare che accada qualcosa di spiacevole? Voi medici m'insegnate che “prevenire è meglio che curare”. Lei ritiene sia meglio costruire le case secondo i canoni indicati dalle normative antisismiche o piangere i morti e individuare i colpevoli dopo? Piuttosto che soffermarsi su un termine che il sottoscritto ha scelto in maniera infelice, sarebbe il caso che Lei e i suoi colleghi, vi uniste alla popolazione, per risolvere i problemi evidenziati nella lettera a cui fa riferimento. Voi siete i tecnici!!! Aiutate la comunità di Stromboli ad esercitare un sacrosanto diritto: avere un servizio sanitario adeguato. Io non faccio parte del “partito dell’odio” ne quantomeno di quello dell’amore, queste cose lasciamole dire ai politici. Non fomento niente e nessuno, ma per scelta dei miei concittadini sono il loro portavoce ed è corretto che mi faccia sentire con le autorità competenti se sull’isola di Stromboli le cose non vanno come dovrebbero andare. Continuo a scrivere lettere all’ASP di competenza sui problemi che comporta il non avere un medico di base sull’isola, sulla mancanza di un servizio primario ed essenziale, ma ad oggi non ho avuto risposta. Perché i miei concittadini non hanno diritto ad una prescrizione medica per un esame come il resto dei cittadini italiani? A tal proposito la comunità, stanca di essere stata dimenticata, ha intenzione di organizzare delle manifestazioni di protesta al fine di ottenere dagli enti preposti risposte certe e non imbarazzanti silenzi. Visto che, come Lei evidenzia nella sua lettera, i medici di base sono strapagati, chiederemo di essere cancellati dalle loro liste in maniera tale da non gravare inutilmente sul servizio sanitario. Se  il medico di base non può garantire la sua presenza sull’isola a causa delle condizioni meteorologiche avverse, allora, sempre che ciò sia possibile, chiederemo di affidare il servizio al vostro presidio con oneri ed onori annessi. Ma il problema va risolto definitivamente. Le pare possibile che ogni qualvolta si richieda l’intervento dell’ambulanza si debba fare ricorso ad autisti volontari, improvvisati e non autorizzati, ai volontari della Misericordia che, nonostante l’estrema generosità, non possono garantire una turnazione h24, specialmente nel periodo estivo? Stromboli è l’isola più a nord delle isole Eolie e non avendo un ospedale in loco necessità di un presidio medico ben organizzato, strutturato ed attrezzato. La gente è stanca di avere dei servizi da “causa di forza maggiore” nella normalità: e se scoppiasse una vera emergenza? Io sono convinto che ognuno di noi prima o poi si stanca di lottare contro i mulini a vento e credo altresì che potrebbe essere rischioso per la popolazione, se un medico, stanco della sordità delle Istituzioni, decidesse di ammainare bandiera attenendosi ai protocolli di base, al “minimo sindacale” e demandando ai presidi meglio organizzati compiti che dovrebbe svolgere. Noi tutti non vogliamo che ciò accada. Siamo fermamente convinti che sulle ali dell’entusiasmo si lavori meglio e con maggiori stimoli. Pertanto Le chiedo in qualità di coordinatore del presidio C.A. di coadiuvarmi per instaurare un tavolo di concertazione per la risoluzione dei problemi evidenziati, con la collaborazione delle Istituzioni in indirizzo, i dirigenti dell’ASP di Messina, del Distretto di Lipari e i responsabili del servizio 118. Tutto questo per poter garantire agli abitanti di Stromboli e ai suoi visitatori,  il diritto alla salute e alla vita.

*Presidente della Circoscrizione di Stromboli

Eolie&Siremar. Sos a Matteoli e alla Regione

GBIVIANOPICCOLA.jpgdi Giacomo Biviano*

Nei giorni scorsi la società Siremar ha comunicato il nuovo movimento delle navi sociali  a seguito della necessità di adeguamento del naviglio alle Direttive 2003/25/CE “Stockholm Agreement”. L'uscita dal servizio dell'unità Paolo Veronesi, richiamata in cantiere, e il dirottamento della Novelli in sostituzione, ha portato così' alla riduzione nel settore Eolie di una nave. CONSIDERATO che tali motivazioni porteranno altre navi ad essere richiamate in cantiere nei prossimi mesi,  per consentire ai mezzi stessi di espletare gli adeguamenti tecnici necessari; La frequente  soppressione di corse di aliscafi e navi per motivazioni attribuite spesso alle condizioni meteo marine o all'avaria dei mezzi; L'attuale piano a tre dei mezzi veloci, invece di quello a quattro, così come previsto dal ministero, e la conseguente  riduzione di corse giornaliere; L' esiguità e l'inadeguatezza dei mezzi in dotazione alla Siremar che non consentono di prevedere la sostituzione di mezzi già impegnati su rotte insopprimibili; L'altissimo costo che abitanti, visitatori e operatori turistici sono costretti a pagare per la conseguente soppressione delle corse; La non assoluta condivisione di una politica societaria che ha previsto la riduzione di un'unità navale senza prima predisporne un'altra in sostituzione, che oltretutto risultava percorribile. ALLA LUCE DI QUANTO SOPRA, SI CHIEDE DI SAPERE: SE CORRIPONDE AL VERO CHE LA SIREMAR, IN QUESTI GIORNI, HA NOLEGGIATO ALLA SOCIETA' MADRE “TIRRENIA”  LA  NAVE “ISOLA DI VULCANO”, TRASFERENDO QUEST' ULTIMA NELLE ACQUE DELL'ADRIATICO, SULLA TRATTA CON LE ISOLE TREMITI. SE SI, QUALI SONO I MOTIVI DI UNA SCELTA A DIR POCO INCOMPRENSIBILE, DATO CHE LA STESSA NAVE AVREBBE POTUTO GARANTIRE I COLLEGAMENTI CON  LE ISOLE EOLIE IN SOSTITUZIONE DELLE UNITA' NAVALI SOGGETTE AGLI ADEGUAMENI TECNICI, PER ALTRO PREVEDIBILI. SE IL MINISTERO DEI TRASPORTI E' A CONOSCENZA DI  TALI SCELTE E SE INTENDE DIFFIDARE LA SOCIETA'  PER UNA POLITICA SOCIETARIA CHE, ALLA LUCE DI QUANTO PROBABILMETE VERIFICATOSI, NON  GARANTISCE ASSOLUTAMENTE QUELLA CONTINUITA' TERRITORIALE  RICONOSCIUTA  DALLA STESSA COMUNITA' EUROPEA. SI CHIEDE, INOLTRE, ALLA SIREMAR di provvedere immediatamente alla sostituzione della nave “Pietro Novelli” con un'altra unità navale, se il caso noleggiandola, e in futuro di prevedere e programmare la sostituzione dei mezzi che di volta in volta dovranno essere richiamati in cantiere per gli adeguamenti tecnici necessari. Al MINISTERO DEI TRASPORTI di prevedere, nella definizione delle convenzioni con i vettori che in futuro andranno a gestire il servizio, delle precise e forti clausole sanzionatrici per eventuali soppressioni di corse e/o tratte non dovute a motivi prevedibili; dei meccanismi di monitoraggio tali da garantire il rispetto dei diritti dei cittadini, con riferimento alla qualità del servizio, alla frequenza e alla effettiva effettuabilità delle corse.

*Consigliere comunale Pd

Eolie, un parco o...l'ennesimo pacco. Appello a Berlusconi e a Lombardo

aliparippiccola.jpgDa qualche giorno circolano notizie ufficiali dell'imminente perimetrazione dell'istituendo Parco delle Isole Eolie, addirittura entro la fine di Marzo del corrente anno, decantando i molti benefici che tale area protetta apporterà alla comunità eoliana senza però considerare gli svantaggi e le ripercussioni negative che il Parco avrà sulla stessa. A nostro avviso sarebbe stato più corretto informare la cittadinanza su quelli che sono gli effetti positivi e negativi di un Parco naturale e di un Area Marina Protetta, prima di procedere a qualsiasi perimetrazione, ma, come al solito, come è avvenuto per le Riserve Naturali  e per tutti gli altri vincoli terrestri presenti nell'Arcipelago Eoliano (zps, sic, vincolo paesaggistico ed idrogeologico ecc.), anche questo ci viene imposto dall'alto, da parte di un ministro che si reca nel nostro arcipelago solo per passare qualche settimana di vacanze, durante il periodo estivo, disconoscendo totalmente le realtà e le problematiche locali. Cosa ancora più grave è che qualcuno parla di successo, che l'istituzione di queste aree protette, non sarebbe altro che il frutto di una lunga e complessa opera di concertazione iniziata da diversi anni con le categorie interessate, tuttavia, ci preme sottolineare che nessuna categoria interessata è mai stata interpellata, né tantomeno vi è stata alcuna campagna di informazione. E' palese come l'istituzione di una simile area protetta danneggi pesantemente alcune categorie, quali, cacciatori, agricoltori, proprietari terrieri, allevatori e pescatori, oltre ad essere in contrasto con la Legge 157/92 che stabilisce: “Il territorio agro-silvo-pastorale di ogni regione è destinato per una quota dal 20 al 30 per cento a protezione della fauna selvatica”; e con la Legge Regionale 33/97 che all’art. 14 comma 3 stabilisce: “È destinata a protezione della fauna selvatica una quota del 25 per cento del territorio agro-silvo-pastorale di ciascuna provincia regionale, ivi compresi i territori nei quali sia comunque vietata l'attività venatoria anche per effetto di altre leggi e disposizioni. Nelle isole minori la quota del 25 per cento va computata nell'ambito del proprio territorio”; ed ancora al comma 4: “Il territorio agro-silvo-pastorale di cui al comma 3 comprende anche le oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica, le zone di ripopolamento e cattura ed il centro pubblico di riproduzione e smistamento della fauna selvatica di cui agli articoli successivi, i parchi e le riserve naturali”. Nel regolamento che disciplina tali aree protette vige il divieto di: cattura, raccolta e  danneggiamento delle specie animali e vegetali nonché l'asportazione di minerali e di reperti archeologici, alterazione dell'ambiente geofisico e delle caratteristiche chimiche e idrobiologiche delle acque, introduzione di armi, di esplosivi e ogni altro mezzo distruttivo e di cattura, navigazione a motore ecc., basta leggere questo regolamento per capire come all'interno di simili aree protette, attività come la caccia, la pesca, la pastorizia, la raccolta di funghi, la stessa agricoltura e l'edilizia verrebbero fortemente limitate se non addirittura cancellate. Tuttavia, per quanto riguarda la caccia, l'unica specie stanziale cacciabile sul nostro territorio è il coniglio selvatico che è una specie molto prolifera che arreca gravi danni all'agricoltura, la caccia a questo selvatico, oltre a rappresentare una tradizione isolana, soprattutto nelle isole di Lipari e di Vulcano, affonda le proprie radici nel tempo e vede impegnati, oggi, oltre 350 cacciatori locali e serve anche a contenere il numero di questi mammiferi ed evitare il loro dilagare. La caccia nel nostro arcipelago non ha mai arrecato alcun danno, né viene vista dalla popolazione locale come attività di disturbo, né si sono mai verificati incidenti, essendo prevalentemente praticata in zone lontane dai centri abitati. Il cacciatore eoliano è in perenne contatto con la natura e più di ogni altra persona ha conoscenza dei luoghi, dei sentieri e dei mutamenti ambientali ed ha interesse alla conservazione dell'ambiente che lo circonda ed è sempre stato contrario a qualsiasi forma di deturpazione ambientale. L'istituzione del Parco oltre a cancellare la caccia ed a limitare la pesca, avrà gravi ripercussioni anche sul mondo agricolo, sull'artigianato e sulla proprietà privata, infatti i proprietari dei terreni ricadenti all'interno del perimetro protetto, vedranno letteralmente crollare il loro valore di mercato, nonché saranno soggetti al disbrigo di tutta una serie di pratiche burocratiche per la loro fruizione, oltre quanto previsto dall’art. 15 comma 1 della L. 394/91 (Legge sui Parchi) ovvero: “L'Ente Parco, nel quadro del programma di cui al comma 7, può prendere in locazione immobili compresi nel parco o acquisirli, anche mediante espropriazione o esercizio del diritto di prelazione di cui al comma 5, secondo le norme generali vigenti”. Tutto ciò penalizza pesantemente i proprietari di terreni e di ruderi che ricadono all’interno dell'area protetta, comprimendo il loro diritto di proprietà. Per quanto riguarda l’attività venatoria, non si vede quali spiragli possano esserci per integrare i cacciatori in una realtà come quella del Parco, essendo l'attività venatoria all'interno dei Parchi vietata. Vivendo in una realtà isolana, è improponibile che un cacciatore Eoliano debba spostarsi in Sicilia o in altri luoghi per poter esercitare un suo diritto, riconosciuto dalla Legge Italiana, che è quello di andare a caccia, in quanto dovrebbe fare domanda di ammissione e dopo l'eventuale ammissione, pagare, per poter esercitare la caccia in altri A.T.C., ma soprattutto dovrebbe sobbarcarsi dei costi spropositati per tali spostamenti che trasformerebbero l'attività venatoria, nelle Isole Eolie, in uno sport da nababbi. Gli americani, oltre a darci lezioni di democrazia, ci danno anche lezioni in materia di tutela ambientale, basti pensare alle cd. Aree Wilderness, si tratta di aree protette che pongono dei vincoli molto forti, ma tutto-sommato, non mummificano il territorio come i parchi, conservando gli habitat di molte specie animali e vegetali ed inoltre sono vivibili dai cacciatori, dai pescatori, dai cercatori di funghi e dai pastori. Al loro interno, la caccia, praticata nel rispetto di un codice etico, non viene vista come un danno o come attività di disturbo per l'ambiente. Al contrario delle zone a Parco o a Riserva Naturale, dove questi usi consuetudinari sono di solito vietati o impositivamente sottoposti a rigida disciplina dalle autorità politiche superiori, quali Stato o Regioni. Infatti, nel nostro paese, sia da parte della politica nazionale che di quella regionale, vige un metodo autoritario ed impositivo con il quale si stanno istituendo Parchi Nazionali e Regionali, spesso consentiti dalle autorità locali solo perché sotto “pressione” o dietro promesse economiche (sono noti i pentimenti di molte amministrazioni comunali, allettate ad entrare nei Parchi con promesse di finanziamenti poi mai mantenuti o di sviluppi socio-economici mai verificatisi). Una decisione così importante, come l'istituzione di un Parco, non può essere presa di punto in bianco solo da un drappello di politici locali, sempre pronti a chinare il capo ed a obbedire con atteggiamenti servilisti, alle decisioni del ministro di turno,  pertanto, motiviamo il nostro dissenso rispetto ad una simile iniziativa, poiché ci sembra giusto e corretto che i cittadini eoliani, siano consapevoli del sacrificio che verrà loro imposto, evidenziando come in Sicilia l'istituzione di tutte queste aree protette ha comportato solo una mummificazione del territorio a causa dei pesanti vincoli, senza alcuna ricaduta positiva per l'economia. In realtà le condizioni di gran parte dei Parchi Nazionali e Regionali è oggi scoraggiante, le popolazioni sono insoddisfatte, gli squilibri ambientali e faunistici gravissimi, i danni alla flora e alle colture, in certe aree protette del paese, sono evidenti ed accertabili, senza poi contare l'emorragia di denaro pubblico che lo Stato deve sostenere per gestire queste aree e nel rifondere i danni causati alle colture dal sovrappopolamento degli animali ed il tutto si ripercuote inesorabilmente sulle tasche degli italiani, tanto che ormai da tempo si parla di una modifica della legge 394/91 che disciplina i Parchi, trattandosi ormai di una legge antiquata, poiché in Italia molti animali entrano tra le specie protette, ma nessuno esce da questo elenco, neppure nell'ipotesi in cui si verifichi un sovrappopolamento e diventi nocivo. Il territorio delle Isole Eolie risulta per 80% sottoposto a vincoli di ogni genere che di fatto strangolano la nostra economia, basti pensare che l'isola di Lipari, tutt'oggi non ha un porto sicuro che garantisca agli abitanti la piena mobilità con la terraferma, infatti, basta qualche nodo di vento per far saltare i collegamenti marittimi per giorni, facendo sì che i pendolari debbano spendere una parte dei loro stipendi in alberghi, ristoranti e costosi viaggi a bordo di elicotteri che atterrano su piste improvvisate alla meglio, poiché se escludiamo quella dell'Ospedale, utilizzata per il pronto soccorso, non esiste neppure una pista ad hoc per questi velivoli. Paradossalmente, è anche incerto il futuro delle attuali compagnie di navigazione e lo dimostrano gli scioperi e l'occupazione di qualche traghetto da parte della popolazione locale inferocita dai continui tagli, così rischiando, le nostre amate Isole Eolie, Patrimonio dell'Umanità,  inserite nella World Heritage List, di rimanere isolate dal resto del mondo. Non è neppure un mistero che, per una famiglia di turisti, raggiungere le Isole Eolie, oltre ad essere un odissea, ha dei costi eccessivi che inducono molti ad optare per altre località, dove potranno trascorrere, con lo stesso budget di denaro, qualche giorno di vacanza in più. Orbene, mancando tutte queste strutture primarie, non si vede come sia pensabile realizzare un Parco, mummificando un territorio e penalizzando l'intera collettività, per offrire che cosa? E' impensabile fare turismo durante il periodo invernale se non siamo neppure in grado di assicurare il rientro dei nostri ospiti, cosa che non avviene in altre località, facendogli saltare le prenotazioni dei treni o degli aerei, né si può pensare di farli rientrare a bordo di elicotteri, poiché anche il sorvolo, delle aree protette nelle Eolie, con questi mezzi è stato oggetto di contestazione da parte di qualche frangia ambientalista, poiché sembrerebbe, a loro dire, che ciò arrecherebbe disturbo e stress alla fauna. Il turismo all'interno dei Parchi rappresenta solo una piccola parte marginale e trascurabile del flusso turistico che investe la Sicilia e non è un mistero che molti di questi Parchi si sono rivelati solo un flop, ma ancora più scorrette ci sembrano le promesse di opportunità lavorative, quando si sa benissimo che quelle create da siffatte istituzioni sono molto limitate e riservate a pochissimi eletti, l'Ente Gestore del Parco, che dovrà gestire anche il sito UNESCO, non sarà sicuramente composto da persone del luogo, basta leggere il regolamento per capire come avvengono le nomine, pertanto il sacrificio imposto alla collettività eoliana appare del tutto irragionevole. Le Associazioni Venatorie Eoliane, sono contrarie all'istituzione del parco non accettando nessun genere di compromesso, in quanto, nelle Isole Eolie, per tutelare il territorio bastano già i vincoli presenti, ciò che occorre è solo un maggiore controllo, in particolare, potenziando il corpo forestale che rispetto alle esigenze delle isole è sotto-organico.  Si rimprovera all'amministrazione locale di non aver tenuto sino ad oggi alcuna campagna di sensibilizzazione della collettività sui pro ed i contro dell'istituzione di una simile area protetta e su come questa inciderà sulla vita quotidiana della nostra comunità, avendo tenuto un atteggiamento passivo ed a meno di un mese dalla perimetrazione del Parco. Anche noi siamo fieri ed orgogliosi che le nostre isole sono Patrimonio dell'Umanità, ci mancherebbe, saremmo dei folli a pensarla diversamente, ma stranamente, ci chiediamo: Tutto questo, quanti altri sacrifici comporterà per la comunità eoliana? Visto che fino ad oggi si è adottata una strana linea politica: Prima proibiamo e chiudiamo...(come è avvenuto nel caso delle cave di pomice), beh, poi si vedrà!!!  E' sotto gli occhi di tutti come l'applicazione di una politica, rivolta a tutelare ad ogni costo il territorio, non controbilanciata dalla creazione di nuovi posti di lavoro o quantomeno da impieghi alternativi, non ha fatto altro che paralizzare l'economia dell'isola, facendo crescere in maniera esponenziale la disoccupazione. Non vorremmo che una simile politica scellerata venisse applicata anche per l'istituzione del Parco, dietro false promesse di finanziamenti e posti di lavoro, poiché vedere altri disoccupati che protestano e vagano per la Casa Comunale è una sconfitta  per le nostre isole, ma soprattutto, è un offesa per la dignità di tutte quelle persone oneste che hanno fatto del lavoro e della famiglia la loro unica ragione di vita. Si ricordi, infine, come in passato, per l'istituzione delle riserve naturali, la comunità eoliana si era espressa contro le aree protette, rifiutandole per ben due volte, ormai stanca delle decine di vincoli imposti dall'alto, presentando in consiglio comunale una petizione popolare con oltre 1.500 firme raccolte in soli due giorni grazie all'opera dei cacciatori ed anche questa volta, tutti uniti, indipendentemente dall'associazione di appartenenza, siamo pronti a scendere in campo, chiedendo la collaborazione delle associazioni venatorie nazionali e regionali, del Partito Caccia Ambiente, dei politici e di tutti coloro che hanno a cuore la caccia, la pesca e le antiche tradizioni, per difendere il territorio delle nostre isole da questa ennesima vergogna.

Federazione Italiana della Caccia  il Presidente della sezione locale Geom. Angelo Scafidi

Enalcaccia il Presidente della sezione locale Antonino Acquaro

Lipari, museo &Soprintendenza del mare: "Alla riscoperta di antichi porti"

di Michele Benfari*

mbenfaritusa.JPGNell’ambito delle iniziative culturali intraprese dal Museo Regionale Archeologico Eoliano di Lipari e dalla Soprintendenza del Mare, nei giorni 28, 29 e 30 aprile si svolgeranno a Lipari le attività didattiche previste dal progetto Scuola Museo “Alla riscoperta di antichi porti. I risultati di recenti indagini archeologiche”. Trattasi di un importante momento di studio ed arricchimento culturale, riservato agli studenti di scuola superiore, finalizzato a favorire la conoscenza delle Eolie, attraverso un breve excursus sulla storia dell’Arcipelago Eoliano, anche attraverso le recenti scoperte archeologiche subacquee sull’antico porto di Lipari, e la visita guidata del Museo, con particolare riferimento all’importante collezione dei reperti subacquei in esso custoditi. L’iniziativa, sulla base delle adesioni già pervenute, vedrà la presenza a Lipari di studenti dell’I.S.M. Regina Margherita di Palermo e del Lycèe Chateaubriand di Rennes che, in un ottica di incentivazione dei rapporti tra le scuole di varie Nazioni della Comunità Europea, avranno modo di confrontarsi e conoscersi con i pari età dell’Istituto Tecnico “Isa Conti Eller Vainicher” di Lipari. A conclusione del percorso formativo, con la simulazione di un cantiere archeologico subacqueo, saranno organizzate, sotto la guida di esperti operatori della Soprintendenza del Mare e del Museo, esperienze di immersione e/o snorkeling al fine di coinvolgere attivamente gli studenti con l’apprendimento diretto delle modalità di esecuzione di uno scavo archeologico in ambiente marino. Il progetto, ancora una volta, conferma la volontà del Museo Archeologico Eoliano di Lipari di “aprirsi” all’esterno e, con una ritrovata filosofia di rinnovamento e multidisciplinarietà, ricercare e favorire momenti di studio,  di collaborazione e di analisi con la comunità scientifica ed il mondo della scuola.

*Direttore del museo archeologico di Lipari

Nella foto il direttore della Soprintendenza del mare Sebastiano Tusa e il direttore del museo di Lipari Michele Benfari

Isola infinita

astrombolipiccola5.jpgNel sogno con la nuvola
appesa all'isola sconcertata,
si riaccende quel piacere
mezzo misterioso ma sempre
in giro con la vita. Accanto e
sopra l'isola infinita che guarda
dove il mare fugge e gli occhi tempestano.
Spiragli di gioventù azzeccata e viva nel travaso delle due età.

Totanò D'Oro

atotano1.JPGIl Master in Totanologia è assegnato a tutti coloro che ancora nonostante le continue frane non si sono prodigati per atotano5.JPGmettere in sicurezza il territorio, in testa la cava di pomice.

www.simbololipari.it,

Vero&Falso

averofalso.jpg-Finite le olimpiadi della neve a Vancouver, l'Italia stà studiando le olimpiadi del mare alle Eolie. Napolitano insiste con Berlusconi, pressato anche dai 4 sindaci dell'arcipelago.
-Polverini, Milioni, Palloni. Con 3 nomi così giustificato il ritardo nelle presentazioni delle liste a Roma. 
-Grazie all'esperienza delle vacanze eoliane, Dolce&Gabbana lanciano la moda giacca&mutande.
-Vista la crisi economica, i greci andranno in vacanza a Filicudi e Alicudi perchè non troveranno pane per i loro denti.
-Dopo 50 anni di giornalismo, Emilio Fede anticipa ancora tutti. Il suo TG4 sarà trasmesso alle 11,30.
-Per la nostalgia degli emigranti eoliani, ancora in vita, prevista carrellata di "Totanò d'oro" in rete.
-Gruppo di studiosi cinesi scoperti mentre cercavano di misurare la distanza fra il castello di Lipari ed il plastico del nuovo mega porto turistico.

Avviso

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Controcorrente Eoliana

eolosoffia.jpgIl prezzo più basso è quello che spesso determina l'acquisto del prodotto. Ultimo minuto permettendo. Offerta e domanda si trasportano anche in quel mondo politico pieno di vivacchiamenti e vivaacchiate (che non sono orate vive). Il prodotto politico non ha nessun prezzo, ha solo il valore commerciale determinato dal costo dell'industria politica con l'aggiunta del pacco preferenze o voti che dir si voglia. Alle Eolie al prezzo politico va aggiunto il costo del trasporto e degli speciali imballi perchè prodotto fragilissimo e da non capovolgere. Per rendere il prezzo politico competitivo si stà studiando il supermercato del voto, senza carrelli da riempire perchè nella virtualità, basterà avere la carta di credito o il contante per non lasciare tracce e treccie.

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EOLIAN HOLIDAYS
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