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sabato, 06 marzo 2010

Da Nova Milanese in linea Danilo Pagliaro

dpagliaro.jpgdi Danilo Pagliaro

Il freddo sta volgendo al termine e come previsto abbiamo deciso la data della festa che faremo per i 20 anni della società sportiva di pallavolo dove passo il mio tempo libero, ma nello stesso tempo vorrei incontrare gli amici Eoliani che sono nelle vicinanze di Milano e provincia. La festa sarà il 19 giugno 2010. E' un sabato. Stiamo cercando un gruppo musicale. Contiamo nei tanti artisti eoliani. Ci sarà sport nel pomeriggio e sera festa di ballo sia liscio che classico. Ma come vorrei far sentire una tarantella siciliana. Spero che qualcuno raccolga il mio appello e si faccia vivo. Mi trovate anche su Facebook. A presto e agli amici eoliani fatevi sentire. Vi aspetto.

Tar, carenze di organico e aumenta il carico di lavoro

atarct.jpgSono 70.493, con un incremento di  1.441 casi in più rispetto all'anno precedente, i ricorsi pendenti, al 31 dicembre del 2009, al Tribunale amministrativo  regionale di Catania. Sono i dati resi noti dal presidente  Vincenzo Zingales alla cerimonia di inaugurazione del nuovo anno giudiziario del Tar del capoluogo etneo, spiegando che l'aumento  dei casi da trattare è esclusivamente legato alle carenze  nell'organico di personale a tutti i livelli. I magistrati in servizio, ricorda Zingales, sono rimasti gli  stessi: 20 invece dei previsti 26 che svolgono un carico di  lavoro di 120 sentenze di merito all'anno. Così come accade con  il personale di segreteria: 32 unità invece delle 36 previste. "La permanente gravissima insufficienza dell'organico in  tutti i settori - osserva Zingales - è il principale fattore  del progressivo aumento dell'imponente numero di ricorsi  pendenti". Il presidente sottolinea il rischio, legato alla carenza di organico, di "un prezzo sociale da pagare:  l'inevitabile e pericoloso aumento dei margini di errore nell'attività dei magistrati". Il presidente Zingales individua però anche due elementi  positivi: "il trasloco che dovrebbe avvenire entro il 2012  nella nuova sede del Tar di Catania, che è stata già  individuata" e "l'emanazione entro il prossimo 5 luglio del  nuovo Codice del processo amministrativo".

Aurora Varvaro, la "pittrice di Lipari"

avarvaro.jpgUdinese di nascita, eoliana di elezione, si è diplomata in pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Ha poi frequentato il Corso di Litografia alla SommerAkademie di Salisburgo e la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia per l’incisione sperimentale. Parallelamente alla pittura si è sempre dedicata alla ceramica; in particolare le terrecotte che costituiscono parte importante della sua attività “plastica”. Notevoli le Teste di donna, ispirate alle figure femminili rappresentate nei vasi antichi del “Pittore di Lipari”. Così le descrive Eleonora Chiavetta in occasione di un’esposizione alla Galleria Novecento di Palermo:

“Se le raduniamo tutte assieme, le teste femminili create da Aurora Varvaro si presentano come un coro di donne sul punto di rompere il silenzio. Un silenzio non di pietra – che è materia dura, impenetrabile, difficile da scalfire – ma un silenzio di terracotta, rosea, appena chiazzata di bianco, materiale fragile come la nostra umanità. …Se le immaginiamo all’ombra di rami carichi di gelsi o di fichi pronti a maturare, o tra gli aromi di menta, basilico o rosmarino, non è solo perchè la loro prima idea nasce dall’incontro casuale della loro creatrice con delle teste di terracotta in un giardino ottocentesco siciliano, ma perchè sono dee delle stagioni o ninfe antiche che ricordano un tempo in cui il ritmo della natura era quello degli esseri umani. Sono volti greci fenici siciliani che rimandano a avarvaroquadro.jpgsecoli passati, ma incontriamo ancora per le strade. …Nella realtà di oggi in cui sempre di più il corpo della donna è svilito, messo in mostra come un insieme di pezzi allettanti, merce in esposizione, Aurora Varvaro sceglie la parte più importante: la testa, dove si racchiudono idee e aspirazioni, il volto, che dell’anima diventa espressione. Occhi dalla malizia innocente e voci che possiamo ascoltare.” Dipinti, incisioni, opere murali, interventi di decorazione ambientale, restyling ed oggettistica artistica, completano la molteplice ed originale produzione dell’artista, creativa interprete della realtà delle isole Eolie. Innumerevoli le Mostre personali e collettive ed i premi e riconoscimenti ricevuti da Aurora Varvaro nel corso della sua lunga ed intensa attività professionale. Attualmente l’artista vive a Lipari nella settecentesca Villa S. Lucia dove lavora ed espone nel suo laboratorio/atelier Nike. Il sito web personale: http://www.auroravarvaro.it/

Lipari, per il Club Meligunis ben due vittorie

di Patrizia Lo Surdo*

ameligunis2.JPGFine settimana positivo per le ragazze della squadra di prima divisione, nel recupero disputato oggi pomeriggio al Nicola Biviano si sono imposte per 3 set a 1 contro il Furci Volley. Le ragazze “ospiti” credevano in una vittoria facile, invece hanno trovato pane per i loro denti! Una bella partita per le padroni di casa, è quasi difficile descriverla perché bisognava vederla… bisogna essere tra gli spalti!  Nei primi due set le giovani eoliane hanno finalmente espresso nel migliore dei modi il loro livello tecnico, con concentrazione e lucidità hanno vinto egregiamente i primi due set. Nel terzo, inevitabile, un calo psicologico e qualche errore di arbitraggio hanno condizionato un po’ le atlete. Nel quarto set, si giovava punto a punto, al momento che le avversarie hanno allungato le distanze grazie anche a qualche punto regalato dall’arbitro, le eoliane con calma e punto a punto hanno chiuso al quarto set. Purtroppo c’è stato anche un infortunio dell’atleta Martina Costanzo alla caviglia e l’espulsione, forse esagerata, ameligunis3.JPGdell’allenatore Salvatore Naso, in quanto “tranquillamente” ha protestato su qualche decisione arbitrale. Insomma una partita in cui non è mancato proprio niente!!! Il recupero previsto per domattina,è stato vinto direttamente a tavolino, in quanto la squadra ha deciso di non presentarsi. Due vittorie in due giorni, con questi 6 punti, le ragazze giungono a quota 10 e fanno un piccolo passanti avanti nella classifica con ancora due gare da recuperare.

*Ufficio Stampa Club Meligunis

 

 

Milazzo e il comandante dell'aliscafo Siremar "intransingente"

aliscafosiremar.jpgMilazzo - "Non si scappa, senza biglietto sull'aliscafo non si sale...". E partono le proteste. "Un isolano - è stato  raccontato a "Il Notiziario" - era giunto al porto di Milazzo in exstremis, ovvero poco prima della partenza delle 17. Ha richiesto al comandante dell'aliscafo Siremar di poter salire senza il biglietto che avrebbe fatto all'agenzia liparota, ma il "capo" del mezzo non ha voluto capire ragione e il malcapitato passeggero tra l'altro con problemi di salute - incredulo - per l'accaduto, dovrà attendere altri sessanta minuti per la corsa successiva, per poter raggiungere l'isola di Lipari". Per gli eoliani questi sono i risultati. Tante "battaglie" fatte per cercare di salvare la società Siremar, marittimi compresi e poi qualche comandante "ligio al dovere", per tutta risposta, gli isolani li lascia a terra. Complimenti!!!

Lipari, ospedale si chiude? Il 18 marzo vertice con il sindaco Bruno

ospedalepiccola.jpgLipari - Ospedale civile a rischio chiusura? Alle Eolie crescono le preoccupazioni ed è sempre piu' allarme rosso. Per fare il punto della situazione il 18 marzo presso il presidio liparoto si terrà un vertice alla presenza del sindaco Mariano Bruno, del consulente alla sanità Giuseppe Mobilia e dei primari e responsabili dei vari reparti. All'ospedale - tra l'altro - si rischia il collasso per la mancanza di medici e paramedici. Il numero del personale difatti è ormai ridotto ai minimi termini.

Ato, salta tutto?

plocasciopiccola.jpgdi Pietro Lo Cascio*
Allego questa interessantissima notizia.
*Consigliere comunale d'opposizione

La Camera dei deputati ha approvato la soppressione dell'esistenza degli Ato rifiuti e degli Ato idrici. Un fulmine a ciel sereno che oltre su tutta Italia si abbatte in particolar modo sulla Sicilia che su acqua e rifiuti pena da parecchio. Un improvviso cambiamento legislativo, che somiglia ad una sorta di tsunami, dall'entità e dagli esiti, oggi, non valutabili, né prevedibili. Presentatosi, sotto l'innocua denominazione di emendamento "comma quinqiues all'art.1' del decreto legge n°2 del 25 gennaio 2010, titolato "interventi urgenti per enti locali e regioni". Nella distrazione generale dei lobbysti delle grandi società d'acqua e rifiuti che, quotidianamente, presidiano Montecitorio e dei deputati italiani "designati"- a cominciare da quelli siciliani - la Lega di Bossi, con fredda efficienza, ha piazzato questo colpo mortale ad una parte consistente del sistema politico-economico di potere, e di "governo allegro", del centrodestra nel Mezzogiorno d'Italia. Ed, in particolare, in Sicilia. Peraltro, con il voto disciplinato di tutti i deputati della maggioranza che, probabilmente, "more solito", ignoravano che cosa stessero votando.

"Non c'è dubbio, si tratta di un intervento di legge radicale che cambia tutti i termini e moduli gestionali nei settori regionali dei rifiuti e dell'acqua - commenta Franco Piro della direzione regionale del Pd, il primo in Sicilia ad accorgersi dell'accaduto  che impone la necessità di una riflessione attenta sul ddl di riforma del sistema rifiuti in Sicilia sul quale si sta discutendo all'Ars". "Il testo di riforma della filiera dei rifiuti del governo regionale infatti - continua Piro - prevede un sistema fondato sugli Ato e sulla gestione unica territoriale basandosi sull'art 201 del decreto legislativo 152/06; proprio quello che è stato abrogato, ieri, dalla Camera. E' indispensabile, perciò, trovare, urgentemente, soluzioni adeguate per evitare che la riforma dei rifiuti in Sicilia si blocchi ancora un'altra volta". Spieghiamo meglio i termini concreti della questione. Gli Ato rifiuti (ma anche quelli idrici) sono figli del decreto legislativo 152 del 2006, art.201. Cosa prevedeva? Che la gestione del servizio rifiuti: cura delle strade, raccolta e smaltimento, venisse organizzata su omogenei e delimitati ambiti territoriali. Prevedendo due innovazioni strutturali diverse e contigue: a) una "Autorità di Ambito" espressione politica dei comuni di quel territorio che programmasse e vigilasse sullo svolgimento del servizio pubblico dei rifiuti di una porzione di territorio; b) un consorzio intercomunale che appaltasse ad un'unica organizzazione esterna la gestione materiale e quotidiana del servizio rifiuti, puntando al risparmio ed all’efficienza. Una ricetta organizzativa che nel centro-nord Italia ha funzionato, egregiamente. Nel Sud ed in Sicilia, invece, ha assunto le sembianze di un calvario. In Campania gli Ato hanno fallito la loro mission per le troppe illegalità consumate alla luce del sole. In Sicilia - modestamente parlando - la mente dei legislatori siciliani ha dimostrato una più solida fantasia criminogena, mischiando nei 27 Ato siciliani le funzioni di autorità con quelle di gestione. La vecchia furbizia dei "controllori" che "dovrebbero controllare se stessi". Circostanza che ha permesso a sindaci e consiglieri comunali di sfornare migliaia e migliaia di assunzioni a tempo indeterminato per chiamata diretta (di figli, mogli, parenti, amanti, amici, "amici degli amici", galoppini elettorali, etc) e di organizzare simulacri di gestione della raccolta "in regime diretto", producendo complessivamente alla fine un tale volume di debiti, che ha sfondato la soglia di deficit regionale del miliardo di euro. Buco di bilancio agevolato dall'atteggiamento dei sindaci dei paesi di provincia che sgravati legalmente dalla responsabilità di dover pensare al problema dei rifiuti  hanno pensato bene di non pagare mai più i costi del servizio agli Ato, spendendo i soldi dei loro bilanci comunali a ciò finalizzati per altre cose, clientelarmente più utili e produttive. Un disastro che, ancor oggi, è sotto gli occhi di tutti. Tranne alcune lodevoli eccezioni, come il Coinres, adegradopiccola.jpgcon giurisdizione sui paesi della provincia di Palermo, che dopo aver assunto a chiamata diretta appena 570 persone (per fare che? Non è dato sapere) ha proceduto, a smozzichi e spizzichi, a piccoli noleggi a caldo di autocompattatori, camion e pale meccaniche, moltiplicando così i costi di gestione, e finendo, peraltro, nel circuito di ditte già connesse a quello della movimentazione terra, più note in Sicilia per altre non commendevoli ragioni. Comunque, il Coinres ha stabilito due record: quello di essere l'unico Ato siciliano che non possiede un solo mezzo per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti; quello di essere l'unico Ato in Sicilia finito sotto indagini non dei pm normali, ma di quelli di una Procura antimafia, la cosiddetta Dda, nella fattispecie di Palermo. Torniamo alla modifica di legge di soppressione degli Ato rifiuti approvata ieri a Montecitorio. Secondo l'indiscutibile volontà autonoma, normalmente espressa in Parlamento dalla Lega Nord  che già si lecca le dita pensando alla prossima conquista elettorale del Veneto e del Piemonte , ma con un pensierino pure alle province regionali della Lombardia saranno le Regioni, in puro spirito federalista, a decidere come organizzare, con propria legge, la filiera dei rifiuti, con un occhio di riguardo ai comuni ed alle province. Enti locali dove al nord Italia la Lega domina. Concretamente in Sicilia, sia il governo, che il Pd e la comitiva Pdl-Udc, dovranno rivedere le loro previsioni dei loro ddl di riforma del settore regionale rifiuti, tutti calibrati sulla legislazione nazionale degli Ato, ieri soppressa a Montecitorio. Ato che Lombardo con l'accordo del Pd, per intanto, avevano già ridotto da 27 a 9; uno per provincia. Ma non basta. L'intemerata della Lega Nord alla Camera, ha riaperto pure il discorso sulla gestione del sistema acque in Sicilia. Essendo stato soppresso anche l'art.148 del decreto legislativo n°152 del 2006, risultano, adesso, soppressi pure i nove Ato idrici siciliani. La cui delimitazione, geografica e funzionale, era il presupposto giuridico degli affidamenti di gestione ai privati che tanto sconcerto e dubbi avevano seminato al momento della loro attribuzione. I casi più eclatanti sono stati, ricordiamo, quelli di Girgenti Acque (ad Agrigento), di Acque potabili siciliane (a Palermo), ed infine di Siciliane Acque su scala regionale a surroga del vecchio ruolo dell'Eas. Soggetti imprenditoriali privati, che non si sono certo distinti né per efficienza e modicità del servizio, né per avere investito un solo centesimo di tasca propria sulle reti dei servizi, continuando ad investire soldi di origine pubblica, italiana o dell'Unione europea. Un fatto imprevisto che, però, offre all'Ars ed al governo siciliano l'opportunità di superare il pasticcione schema sfornato dall'era Cuffaro - dice Franco Piro - e poter rimettere mano ad una nuova legislazione di organizzazione del settore acque in Sicilia, possibilmente riportandole di gran corsa sotto la sfera gestionale dell'area pubblica. Una opzione, indifferibile, che storicamente, in via di civiltà e di diritto, non può, ragionevolmente, avere alternative. Se l'anno scorso ci hanno ripensato a Parigi ed in gran parte della Francia, vuol dire che si può fare". Ma onorevole Piro, è sicuro che si potranno smontare i redditizi monopoli di "Sicilia Acque" e "Aps Palermo"? "Ritengo, oggettivamente, indiscutibile che l'Ars possa rimettere anche questi affidamenti in discussione - risponde compunto l'esponente del Pd - perché sulla base di questa nuova legge dello Stato viene a decadere il substrato territoriale e giuridico che ne aveva originato e determinato questi affidamenti alcuni anni fa". Un grande caos, insomma. Ma assolutamente appassionante in termini giuridici e politici. Si vedrà, così, se le forze politiche siciliane, compresi i tanti sindaci e consiglieri comunali, mostreranno un qualche loro interesse per gli interessi ed i diritti dei cittadini, oppure ancora una volta resteranno vittima, come spesso è avvenuto, dei classici amici del giaguaro, come si diceva una volta. Pare, dotati di un grande fascino attrattivo. Forse, simile a quello della moneta sonante.

Pesca, stato d'agitazione per il tonno rosso

atonni.jpgLe cooperative della pesca e i soci pescatori, con le loro imbarcazioni, aderenti ad Unci-Pesca delle marinerie Siciliane, Campane, Calabresi e Adriatiche sono in stato di agitazione e vivono una situazione di forte disagio per l'ormai prossima definizione della campagna di pesca sul Tonno Rosso. L'Unci-Pesca e le sue associate confidano in un pronto intervento da parte delle Regioni e del Governo Nazionale, per quanto riguarda le adeguate misure socio compensative che dovranno essere assunte per i pescatori del settore in caso di mancato avvio della prossima campagna di pesca del tonno rosso.

Intanto, stamane a Lipari presso l'Hotel "La Filadelfia" si è tenuto un incontro sulle aree marine protette. Hanno partecipato i pescatori e ha relazionato il prof. Pinuccio Spinella che rappresenta la maggior parte delle cooperative eoliane.

Da Torino in linea Giovanni Ferlazzo

gferlazzopiccola.jpgdi Giovanni Ferlazzo

E' ripreso il campionato Esordienti di Torino con la fase primaverile e il Grugliasco'98 di Simone Ferlazzo ha ripreso da dove gferlazzosolofigliopiccolo.jpgaveva lasciato....vincendo. 5 a 0 al San Michele. Simone ha messo a segno una bellissima tripletta, meritandosi un posto nella Top 11 dei migliori esordienti per la provoincia di Torino! Un saluto a tutti gli sportivi eoliani ed in particolar modo a tutti i calciatori della Ludica Lipari, per la quale naturalmente tifiamo.

Giornale di Sicilia, le scuole eoliane si mobilitano. Il preside Pino Li Donni invia circolare a docenti e genitori

glidonnipreside.JPGdi Pino Li Donni*

Si trasmette la nota del condirettore del Giornale di Sicilia dott. Giovanni Pepe, con la quale invita la nostra scuola a partecipare al progetto “Cronaca in classe” che ha lo scopo di far diventare i nostri ragazzi “cronisti per un giorno”. Considerato l’alto valore formativo dell’iniziativa, si invitano i signori docenti a voler valutare l’opportunità di far partecipare i nostri alunni. La lettera del condirettore chiarisce nelle linee generali le modalità di partecipazione. Si invitano i Signori docenti a stimolare l’interesse degli alunni per una partecipazione attiva all’iniziativa.

*Dirigente scolastico Lipari II

 

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