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lunedì, 22 marzo 2010
Da Cagliari in linea Felice D'Ambra
Leggende, Storie ed Aneddoti Popolari: "Sa Babbaieca". A Gairo, come anche in altre parti della Sardegna, anche se chiamata con nomi differenti, è il toponimo di un sentiero che finisce in un precipizio nel quale, in età preistorica, venivano portati dai figli e spinti nel baratro, gli anziani e i vecchi, perché considerati improduttivi e semplicemente ingombranti. Infatti, la parola "Babbaieca" deriva da "Babbai" che significa babbo, (padre ), ed "Eca" che significa entrata o uscita da o verso un sentiero campestre. Babbaieca, quindi, significa uscita del babbo, nonno o vecchio. Questa tradizione sarebbe avvalorata dalla testimonianza di Timèo, storico greco-siciliano, vissuto tra il 356 ed il 260 A .C., il quale scrisse che in Sardegna i vecchi venivano eliminati, facendoli precipitare da alti dirupi, percotendoli con dei bastoni. L'imboccatura del sentiero che portava al precipizio si trovava nei pressi del ponte sul Rio Pardu, a tre chilometri dal centro abitato di Gairo Sant'Elena e a sette chilometri da Gairo Taquisara in Provincia Ogliastra. Alcuni paesani raccontano della fine di quell' usanza colma di barbara ingratitudine nei confronti dei genitori, nonni o vecchi. Come già tante volte accadde, i familiari più prossimi, portarono su per quel sentiero il proprio vecchio padre. Quando, già si stavano apprestando a spingerlo giù da quel burrone, egli chiese ai figli che prima del grande salto gli permettessero di riposarsi in quanto era stanco. "Anch'io", disse il vecchio rivolgendosi ai figli in questo sasso lasciai sedere mio padre quando lo condussi a sa Babbaieca". I figli acconsentirono all'estrema richiesta del vecchio ormai condannato. Ma, mentre guardavano il babbo seduto su quel sasso che aveva visto tanti vecchi attraversare quel punto e non tornare più indietro, un'angoscia terrorizzante pervase le loro menti e rabbrividirono al pensiero, che un giorno anch'essi sarebbero stati condotti dai rispettivi figli per quel sentiero fino a giungere al baratro, che avrebbe decretato la loro tragica fine. Così, guardandosi negli occhi, ciascuno scorse nel volto dell'altro, il proprio terrore di una fine inevitabile. Fu allora, in preda a tanta paura mista a compassione per il genitore e per loro stessi, che decisero di riportare a casa il loro vecchio ma saggio padre e di tenerlo nascosto agli occhi dei tutori di quel macabro rito. Da quel giorno il benessere riempì la loro dimora, suscitando la sorpresa degli altri membri della piccola comunità paesana, i quali con il passare del tempo divennero sempre più curiosi di venire a capo delle cause che lo avevano generato. Scoprirono poi che quel benessere era dovuto ai saggi consigli che il vecchio padre nascosto dava ai propri figli, e che, quindi, la saggezza che egli aveva maturato durante la sua vita poteva essere utilissima ai giovani. Ne conseguì la decisione di abbandonare la pratica di quel rito che altro non portava che la perdita delle preziose competenze che avrebbe tanto giovato alla società la quale sarebbe stata abbondantemente compensata per l'ingombro che fino allora era stato la causa della pratica di un rito così crudele. Quell'uso infausto è ancora ricordato nelle imprecazioni che gli adirati lanciano contro chi dà loro fastidio: Ancu ti "nci ettintiti in sa Babbaieca!! . Che possano gettarti nella Babbaieca. Conoscevo da tempo questa storia, ne parlavo spesso con un amico del posto. Mi ha indicato il luogo esatto dove si trova la località definita "Babbaieca". Un precipizio veramente spaventoso. Da tempo, in questo luogo, è stato sistemato un piccolo "pinnetto", per riposarsi di una lunga passeggiata e seduti, usufruire di una vista meravigliosa, non più dolorosa e raccapricciante, come allora.
10:05 Scritto da: leonedilipari in opinioni | Link permanente | Segnala
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