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martedì, 06 luglio 2010
Da Berlino in linea Gilormino Casali
Caro Felice, qualcuno scrisse: quanto è bella la gioventù, è vero! Guardo la tua foto quando eri giovane (e bello) e dico: si, è lui! Quello è Felicino di allora. Mi hai fatto ricordare un poeta, quando scrisse per sua madre: non sempre il tempo la bellezza cancella.... più la guardo e più mi sembra bella. (Carducci o il Pascoli?). È vero, però quando la mattina mi faccio la barba e mi vedo...ti salutu. Io dico che il tempo cancella la "bellezza", ma non il carattere della persona (o forse si ), dell'aamicizia vera, pulita, senza cattiveria e sincera. Così devo confermare, l'eoliano torinese Gennaro Leone, quando suo fratello Bartolino, mandò i miei saluti, e lui mi rispose: ciao grande Gilormino, amico di gioventù sana, pulita e sincera.
Le ultime tre foto, dicono tutta la nostra storia di gioventù, senza pensieri e innocenzai, perchè non sapevamo cosa fosse la cattiveria! Si, alcune volte ci bisticcevamo, ma dopo pochi minuti tutto era passato. Oggi portano rancore fino alla morte! Vorrei allegare alla tua lista altri amici che tu hai dimenticato ma che io ti ricordo. Bartolino Ziino, detto " ZORRO ", Franco Basile, detto " Ancecca ", Ninì Baiamonte" Capitti, fratello di Totò, Benito Mirabito, Vittorio Lo Schiavo " U Zuoppu ", Ciccio Lo Schiavo " u vurcanaru ", Enrico Favata " u figghiu da za Cesira" e infine mio cugino Girolamo Mannello. Su Lui vorrei dire due parole,che forse molti liparoti non sanno. Quando ci fu la rapina alla "Banca Etnea", lui passeggiava insieme al comandante Stefano Mazza, quando vennero a sapere che i rapinatori erano fuggiti con un motoscafo,l ui e il suo comandante (era estate e in pantaloncini corti e non avevano le pistole) senza pensarci andarono a " Pignataro " con il motoscafo di Stefano, si misero all'inseguimento, arrivati all'altezza del motoscafo dei rapitori, Gilormino Mannello, si buttò con il "mezzo marinaio" ( un lungo legno con in cima un gancio che serve per approdare) e Stefano con un remo, fecero arrendere i banditi, che poi consegnarono ai carabinieri di Lipari che li trasportarono al carcere di " Gazzi ". Furono decorati tutte e due con la medaglia d'oro dal Comune di Lipari e con una pergamena con lode, scritta dal prof. Giuseppe Iacolino. Questo lo sanno pochi liparoti.
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18:10 Scritto da: leonedilipari in opinioni | Link permanente | Segnala
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