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giovedì, 08 luglio 2010

Eolie&Parco

cmandarano.JPGCaro Direttore,
Invio nuove notizie fresche dal fronte parchi pubblicate da "LA STAMPA". A quanto pare sono finiti anche per loro i tempi delle vacche grasse!!!
Tutt'oggi si tenta ancora di appiopparci un qualcosa di fallimentare già in partenza. Inoltre l'associazione "La Voce Eoliana" é onorata di farsi rappresentare al convegno del 17 luglio da Wilderness Italia, con l'Avv. Giancarlo D'Aniello.
Claudio Mandarano, vice presidente associazione "La Voce Eoliana"
Emergenza parchi “Fondi dimezzati qui stiamo soffocando”
Dall’Appennino all’arcipelago, il grido d’allarme

«NON abbiamo nemmeno i soldi per il carburante delle barche per i controlli, che posso fare se gli yacht entrano nel mare di Pianosa?». Franca Zanichelli, direttrice del parco nazionale dell’arcipelago toscano, non trattiene la delusione. La situazione dell’ente non è buona, e lo sarà ancora di meno se passerà la manovra economica in discussione in Parlamento.
Per il 2011, infatti, lei e gli altri direttori dei parchi nazionali dovranno affrontare un taglio del 50 per cento del contributo ordinario, i soldi che il ministero dell’Ambiente stanzia ogni anno: «Non riusciamo a smaltire le centinaia di pratiche, come i pareri sull’elettrodotto di Terna o i condoni edilizi, figurarsi pulire i sentieri. Siamo in venti, con una sola dirigente, io. Non possiamo ricomprare i computer, io lavoro con quello personale».
Per l’ente presieduto dal geologo Mario Tozzi dimezzare il fondo di 1,3 milioni all’anno vuol dire tagliare posti di lavoro e iniziative. Soprattutto perché alcune spese, come gli stipendi, per legge devono essere pagati con i soldi del contributo statale, non con quelli ricevuti per i progetti.
Il discorso non cambia per gli altri due parchi nazionali sul territorio della Toscana: «Pur di non ricomprare le auto, abbiamo fatto riaggiustare una Brava Fiat ormai decadente» racconta Luigi Sacchini, presidente di quello delle foreste casentinesi, il cui compenso «senza tredicesima» tocca i 1000 euro al mese netti: «Già oggi non sappiamo neppure come fare a cambiare le gomme in inverno».
Va meglio per il parco dell’Appennino, ma solo grazie a un tesoretto accumulato durante gli anni di commissariamento: soldi ora già finiti, però. «Se il taglio dura per treo quattro anni, soffocheremo» spiega il presidente dell’ente, Fausto Giovanelli, «Un atleta può essere magro, non denutrito – spiega – noi riceviamo 1,5 milioni l’anno. Praticamente il nostroè il bilancio di un bar di Roma. Ma se ci sono sprechi, ci dicano dove».
Lo stanziamento statale per i parchi nazionaliè di 50 milioni di euro all’anno. «Ma questa manovra non prevede che i 25 milioni tagliati siano risparmiati. Semplicemente rimangono al ministero, che li usa per altri scopi» denuncia Giampiero Sammuri, presidente nazionale di Federparchi e del parco regionale della Maremma.

Al contrario dei fratelli maggiori, i regionali stanno molto meglio.

«L’assessore all’ambiente, Anna Rita Bramerini, ha promesso che non ci toccherà i fondi, anche se Tremonti toglierà pure alla regione 250 milioni di euro», commenta Giuseppe Nardini, presidente di Federparchi Toscana e del parco delle Apuane. Il cui problema più stringente, al momento,è solo quello di mediare con Comuni e cacciatori i confini delle aree doveè possibile l’attività venatoria.
RICCARDO BIANCHI

LA REPUBBLICA del 7/7/2010

da la Rassegna stampa Provincia di Grosseto

Non c’è associazione ambientalista che non abbia preso posizione contro il governo per i ventilati tagli del 50% al finanziamento dei Parchi Nazionali.
L’AIW sta sul fronte opposto. Si taglino pure i fondi ai Parchi se veramente serve a far migliorare la situazione generale del nostro Paese: se sacrifici devono essere, allora tutti devono fare la loro parte, e non c’è ragione per cui dover escludere i Parchi Nazionali. Anche perché tagliare i fondi non vorrà dire abrogare i Parchi Nazionali, ma semplicemente mettere in condizioni i loro amministratori di gestire meglio le risorse finanziarie di cui dispongono e disporranno. Ci si batta per un taglio meno consistente, non per mantenere un privilegio su altre categorie magari ben più bisognose. Ciò soprattutto a fronte degli sperperi che la gestione dei Parchi Nazionali ha dimostrato, da nord a sud, nel passato ed anche oggi. Sperperi in quanto raramente si è trattato e si tratta di spese a favore della Natura, come troppo facilmente viene fatto credere all’opinione pubblica.
Non è la Natura ad essere messa a rischio col taglio di questi fondi. Non è che a causa di questi tagli, gli alberi smetteranno di crescere, i fiori di fiorire ogni primavera e gli animali a riprodursi. In natura tutto proseguirà come prima, e addirittura la Natura verrà a godere di benefici indiretti. Si deve infatti sapere che la stragrande maggioranza dei fondi pubblici dati ai Parchi non vanno, come credono in tanti, a beneficio della Natura, ma a sostegno di faraonici apparati amministrativi (che potrebbero svolgere i loro compiti anche con staff tagliati, questi sì, al 50%), quando non a sostegno di iniziative spesso molto discutibili e, alla prova dei fatti, più a danno della Natura che non a suo favore (comprese certe ricerche e tante, troppe, iniziative di immagine o per fini turistici, che ben poco hanno a che fare con la finalità prima di un Parco Nazionale che è di preservare la Natura).
Può sembrare assurdo, ma in Italia meno soldi arrivano ai Parchi, più la loro Natura godrà di protezione e rispetto! E, caso mai, se soldi dovranno essere dati ai Parchi da parte dello Stato, se ne vincoli una gran parte a forme di indennizzo a sostegno della fauna od acquisto di boschi, montagne, paludi e coste, che è il modo più sicuro e certo di proteggere la fauna ed i loro ambienti naturali (anche in questo campo, l’America insegna!). Non è potenziando iniziative turistiche che si proteggono i Parchi, o sovvenzionando apparati di gestione che meglio sarebbe abolire e ricondurre tutti ad un unico e meno dispendioso Servizio nazionale (cosa che consentirebbe anche una drastica riduzione del personale, in alcuni Parchi veramente in numero spropositato).
Ebbe a dire il nostro Presidente Germano Tomei: “quando sento di stanziamenti a favore dei Parchi, mi metto le mani nei capelli all’idea di quanti danni saranno arrecati alla Natura!”

IL SEGRETARIO GENERALE
Franco Zunino

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