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sabato, 23 luglio 2011
Lipari, musica si o musica no. Rispetto si o rispetto no
Questo titolo non è un dilemma, non potrà mai esserlo, è solo una provocazione. In questi ultimi giorni abbiamo ascoltato, letto, opinioni le più variegate, alcune molto folcloristiche condivisibili o meno, che hanno spostato l' attenzione, su un problema orami cronico, oseremmo dire cancerogeno, che specialmente negli ultimi dieci anni, ha raggiunto il picco, si è volutamente ignorato e scientemente non si è voluto risolvere, con la consapevolezza, così agendo, di ledere i diritti di una collettività a scapito di qualche singolo. Tre sono i punti fermi di questa querelle;
1) l' art. 659 del codice penale - 2) il territorio del nostro comune - 3) l' inserimento nel patrimonio dell' UNESCO, tutto il resto rimane opinabile e molto relativo, se non insignificante. Da questi basi bisogna intraprendere, qualsiasi discorso ed adottare le conseguenti iniziative. E' innegabile che l' ultimo decennio, ha visto una voluta dilatazione anche smisurata, continua e costante della problematica, senza che le varie amministerazioni che si sono susseguite, hanno adottato provvedimenti per legalizzare la situazione, anzi, andando contro leggi, regolamenti, decreti, sentenze e quant' altro, come se tutto il non fare abbia dato un senso di onnipotenza nei confronti di tutti e di tutto.
Ma vediamo di mettere un pò di ordine, in questa palude dove sguazzano individui di ogni genere e qualità; dicevamo dei punti fermi; il primo si riferisce all' art.659 del codice penale ( disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone) che tutela, sopra tutto e tutti, la collettività, e non ci sono leggi, decreti o ordinanze più o meno cervellotiche, a soppiantare tale precetto, chiunque infrange la legge va e e deve essere punito in modo esemplare; a completamento da quanto sanzionato in detto articolo, fanno contorno e testo sentenze dei vari TAR regionali, dei Tribunali ordinari, ma emblematiche risultano in tal senso due sentenze della Suprema Corte di Cassazione Penale, la n. 9354 del 12.01.2001, dove in un passaggio della motivazione recita " ... il reato configurato dalla prima parte dell' art.659 c.p. è un reato di pericolo, per la sussistenza del quale è sufficiente la dimostrazione che la condotta posta in essere dall' imputato sia potenzialmente idonea a infastidire una pluralità di persone, anche se nessuna di queste si sia lamentata ed a lamentarsi sia stata invece una sola persona ... " e la seconda riguarda l' accertamento del reato, ovvero la 25716/08 che in definitiva recita " ... debbono essere multati i gestori dei locali che mettono gli impianti di diffusione della musica all' esterno del locale durante gli orari notturni, indipendentemente dal fatto che i cittadini porgano o no denuncia per disturbo della quiete pubblica ... ", dunque la Suprema Corte ha sancito che si deve intervenire anche in mancanza di specifica denunzia da parte dei privati, ma basta l' accertamento di un pubblico ufficiale;
il secondo punto, il nostro territorio, siamo una piccola isola, con spazi estremamente e forzatamente ridotti che limitano il potere gestionale dei luoghi, che non permettono assolutamente la nascita di grosse strutture (discoteche) ne tanto meno di discoteche a cielo aperto sulle strade e nelle piazze del nostro centro storico, la limitazione territoriale, invece, spinge in senso inverso, ossia con presenza turistica qualificata, con turismo scelto, anche selezionato, che possa permettere un salto di qualità a questo comune, imponendo una scelta, fino ad oggi, mai adottata e sempre rimandata; forse per paura, certamente per non inimicarsi, qualche sparuto gruppetto di persone, che vegetando ed andando in letargo durante il periodo invernale, pretendono contropartite in estate; il terzo punto, siamo patrimonio dell' UNESCO, e di questo passo e con questa mentalità distorta, l' uscita da questa ristretta lista d' eccellenza mondiale, non tarderà a farsi sentire, il degrado di un territorio non avviene solo violentandolo materialmente, ma anche con comportamenti omissivi, conniventi che portano allo svilimento ed all' abbruttimento della collettività; non prescindere da questi punti essenziali e fondamentali, significa l' isolamento e la fine.
Gli atti omissivi, non sono solo di coloro che non ottemperano alle prescrizioni, ma maggiormente di chi queste prescrizioni deve farle osservare; infatti entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge 447/95, ossia la legge quadro sull' inquinamento acustico, tutti i comuni Lipari compreso, avrebbero dovuto adeguare i regolamenti comunali di igiene e sanità, di polizia municipale, prevedendo apposite norme contro l' inquinamento acustico, avrebbero dovuto approntare un piano di zonizzazione acustica, che è strumento propedeutico per tale disciplina e prevedere idoneo stanziamento in bilancio comunale, per il conferimento di incarico professionale, per la redazione di un piano di classificazione acustica del territorio, secondo le direttive della normativa vigente; dunque l' art. 659 c.p. va applicato anche a coloro che permettono, che altri disturbino le occupazioni o il riposo delle persone, trattasi di condotta omissiva verso una legge dello stato e verso uno specifico articolo del codice penale; se chiusre di locali, perchè disturbavano il riposo delle persone, sono state adottate a Ustica, Cefalù ed anche Salina, non si riesce a capire perchè questo non è avvenuto ed avviene a Lipari, e se qualche timido provvedimento è stato posto in essere, è stato alla fine della stagione turistica, come a prendere in giro quelle persone che per un' intera estate non conciliavano il sonno con grilli e cicale, come invece accade per qualcuno; queti provvedimenti vanno adottati anche nei mesi di luglio ed agosto, confortati in questo anche dalla possibilità data dalla predetta legge 447/95 espressamente al punto 3 dell' art. 6, rigurdanti i comuni il cui territorio presenti un rilevante interesse paesaggistico-ambientale e turistico.-
Per quanto concerne poi, l' affermazione del signore che studia a Palermo, di cui rispettiamo l' idea ma non la condividiamo, dove riporta che anche nei locali del capoluogo siciliano si fa musica all' esterno dei locali pubblici, è corretto aggiungere che non si fa intrattenimento, con quella intensità e comunque fino ad orari stabiliti che non siano notte inoltrata; anche a Torino eiste la diffusione esterna, dentro i dehors ovvero gli spazi esterni chiusi e climatizzati, e non all' aperto e comunque sempre nei limiti della normativa, non salendo sulle sedie o sui tavoli o invadendo l' intera carreggiata ed alzando il volume in modo indiscriminato; è fin troppo semplicistico e qualunquistico lanciare una provocazione e non giustificarla, e non va a giustificazione che si lavora solo due mesi nell' anno, questo vuol dire che la colpa e di chi deve subire questi soprusi ? di chi ha il diritto sacrosanto di riposare la notte, perchè vedi caro signore, tu hai finito di studiare e dunque torni a Lipari per le vacanze, per rilassarti, per goderti l' estate, ma questo deve poterlo anche fare chi vive in su questi scogli, che la mattina si deve alzare per andare a lavorare, devono farlo le persone anziane che non possono aprire gli infissi per non subire l' onda d' urto di un volume altissimo di musica, devono poterlo fare i malati ed i piccoli che voglino godersi le ore della notte per riposare; il poco tempo disponibile per lavorare in estate non è una colpa dei cittadini eoliani ma di chi fino ad oggi non ha previsto uno sviluppo ed una programmazione della stagione estiva, questo breve periodo non giustifica la condotta antisociale di questa gente.
Cosa fare, semplice, azzerare tutto, in primis questa amministrazione o quelle come questa che mai più abbiamo a venire, fino all' ultima ruota del carrozzone, far rispettare in toto leggi e regole, bandire favoritismi e collusioni, vietare le amplificazioni per strumenti elettronici e ritonare al vecchio stile di musica con strumenti non elettrici, rispettare orari e salute degli altri, ma scusate queste sono regole per comunità civili, noi lo siamo?
Fare una scelta sul turismo, che per le nostre caratteristiche e per le nostre peculiarità, caro amico, non potrà mai essere di massa non avendo il territorio idoneo, che sia indirizzata verso un' elite, usufruendo anche di strutture ricreative che sappiano come allietare le serate di questi visitatori, accontonare qualunquismo e menefreghismo, che hanno imperversato in questo decennio, avere rispetto per gli altri, riqualificare tutto con interventi mirati e specifici, non spendendo a vanvera favorendo i soliti noti, torneremo anche su questo argomento, solo così potremo iniziare il cammino verso l' uscita del tunnel, il non fare è molto peggio del fare male; diceva Lord Byron " ... dimmi con chi ti accompagni e ti dirò chi sei ... ".
Auguri Lipari.-
Articolo pubblicato alle ore
17:45 Scritto da: leonedilipari in opinioni | Link permanente | Segnala
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