mercoledì, 23 maggio 2012
Rassegna Stampa. Il "Giornale di Sicilia" e le Eolie
Il Giornale di Sicilia nella pagina Fatti&Notizie ha pubblicato:
Eolie, altra stangata. Tassa di 100 euro che chi vola in elicottero. Sei turisti per lasciare Stromboli e Panarea hanno dovuto pagare 600 euro in piu'.
Nella pagina Eolie-Milazzo: Malfa, si è insediata la nuova giunta Longhitano (foto).
Lipari, la compagnia "Piccolo Borgo Antico" al festival dialettale.
Lipari, incendio a POrticello.
Lipari, nella chiesa delle Anime del Purgatorio aperta la Sagrestia.
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Palermo, tra rabbia e memoria ricorda Falcone 20 anni dopo
Oggi le cerimonie con Napolitano e Monti. Palermo tra rabbia e memoria ricorda Falcone 20 anni dopo.
Giuseppe Ajala ricorda le sue vacanze alle Eolie con l'amico Giovanni Falcone.
di Carmelo Caruso
Quando risponde al telefono suggerisce: «Mi faccia gli auguri, oggi è il mio compleanno». Auguri Giuseppe Ayala. «E’ come farli anche a Giovanni Falcone, siamo nati nello stesso giorno». La faccia del guascone l’ha mantenuta, così come quell’aria superba e altera con cui ancora si fa vedere lungo le vie di Palermo, la Palermo che «oggi per fortuna non spara», la sua città, quella che fuori dalla chiesa di San Domenico, dove giacevano le bare nel giorno del lutto gli gridava: «Giudice torni!». L’ultima scheda elettorale votata da Falcone prima di venire ucciso a Capaci, porta il suo nome: «Ayala», al punto da dichiararlo: «Si, ho votato il mio amico Ayala».
«Era il mio fratello maggiore, io che ero figlio unico. Dovetti conoscere Falcone per trovarne finalmente uno che mi rimproverasse». Tra i pochi a entrare in casa di Falcone e dirgli: «A Giova’ o stuti ‘u giradischi o mi ni sta jennu» e venire apostrofato così: «Vedi Giuseppe, tu sei bravissimo, ma di musica non capisci un cazzo!». E sempre Ayala è stato il magistrato che insieme a Pietro Grasso ha condiviso l’esperienza del maxi processo di Palermo «punto di non ritorno per la mafia, spartiacque, approdo visibile». A farli conoscere fu Guido Morvillo, padre di Francesca, compagna di Falcone, in quel bar fuori dal Tribunale nel 1981, subito dopo la nomina di Ayala da pretore a pm. «Eravamo io e Morvillo, entrambi pretori. Vieni che ti presento Falcone mi disse Morvillo». Dopo vent’anni, Ayala ricorda ancora le gite con Falcone, alle Eolie, in Grecia e poi quelle cene nella Palermo dove si celebrava la messa di requiem della Repubblica. Un battito di ciglia è la memoria. «Tutti mi chiedono chi fosse Falcone, ma io rispondo semplicemente era un “uomo”, non un superman, purtroppo trasfigurato in martire. E poi un grande battuttaro. Perfino il metodo Falcone “follow the money” (segui i soldi) nasce così: «Lassamu futtiri tutto il resto e cerchiamo i picciuli». Alla fine ero lo stesso metodo di Bellodi de “Il giorno della Civetta”: «Bisogna inchiodarli sul denaro, andare nelle banche e rovistare»?
«Tutto cominciò con il processo Spatola. Giovanni capì che c’erano alcuni strumenti del codice penale non utilizzati, ma soprattutto che si dovesse leggere tutti i delitti di mafia non come casi separati, ma come grani di un unico rosario. Uniamoli disse, semplice no». Diceva che la sua vita valesse quanto il bottone di una giacca…«Non ci crederà nessuno, ma noi in quegli anni passavamo le giornate a prenderci per i fondelli e Giovanni aveva un’ironia demenziale. Io quella battuta non gliela sentii dire mai. Mi ha sempre restituito serenità, sicurezza. Passava la sua vita a sdrammatizzare un dramma imminente, ecco perché quando entravo in casa sua e sentivo la messa di Verdi, nei pochi momenti in cui si lasciava andare allo sconforto, io gli facevo tornare il buonumore. E poi ero un guascone, io». Doveva essere questo il motivo per cui Ayala piacesse tanto a Falcone, lui uomo rassegnato come disse in un’intervista alla Padovani e il giovane giudice scanzonato. Soltanto Ayala nella Palermo del maxiprocesso poteva permettersi con quel di menefreghismo tutto siciliano, di salire in moto senza scorta . «E mi rimproverava. Quando facevo di testa mia e dribblavo la scorta per mettermi in moto Falcone mi diceva: sei pazzo. Ma io me ne infischiavo». Diceva Don Calò che la mafia “era un modo per risolvere i problemi tra privati”, era il 1962.
«La mafia successivamente si è incistata, è diventata una componente organica di pezzi dello Stato, un grumo di potere. Non è più quella degli uomini di rispetto o del ruolo suppletivo dello Stato che raccontavano Franchetti e Sonnino. La mafia si è sviluppata di pari passo con il boom economico. Parliamo degli anni della ricostruzione e del boom edilizio, poi negli anni ’80 divenne multinazionale degli stupefacenti, oggi è quella imprenditrice dei cosiddetti colletti bianchi». Allora a Catania c’erano pure dei magistrati dell’opinione che non si potessero condannare tutti gli imprenditori che pagavano il pizzo.
Che ne pensavate lei e Falcone? «E’ normale che avessimo perplessità, diciamo perplessità. Ma cosa pensarne. Si voleva lasciar intendere che fossero normali delle zone franche in Sicilia, ma non è cosi. O c’è lo Stato oppure no». La trattativa tra lo Stato e la mafia ci fu allora? «Io ogni volta riprendo l’intervista di Giovanni del 1989 a “La Stampa”, dopo l’attentato mancato dell’Addaura. Lui parlò non solo di mafia, ma di “menti raffinatissime” e “centri occulti di potere”. Più chiaro di così». Stato insomma? «Pezzi deviati dello Stato. Mi auguro soltanto che i magistrati che indagano riescano ricostruire la verità e che non sia un’ennesima piazza Fontana. E’ il solito paese senza verità». Ayala apprese la morte di Falcone quando era già deputato per il Partito Repubblicano, moriva Falcone e nell’emiciclo del Transatlantico capì che la mafia non solo stesse trattando, ma addirittura fosse in posizione di forza. «Quel giorno la mafia era riuscita nel suo scopo. Ci aveva intimidito. Le facce dei deputati erano in preda al terrore. Tutti si chiedevano cosa fare. Trattare, fare qualcosa». Si doveva fare presto, come Andreas il personaggio che nel “Treno era in orario” di Boll desidera che la locomotiva si fermi finalmente: “Presto”. Per Ayala dovette sentirsi così l’allora ministro Giovanni Conso e per questo decise di non rinnovare il 41 bis per alcuni mafiosi. «Io non credo nella smemoratezza di Conso. Non penso sia reticente. Presumo abbia detto la verità. Lo ripeto in quella Camera era il giorno del Terrore. Cedette lo Stato? Secondo me la strage di Capaci fu accelerata dalla sentenza del maxiprocesso, quando i mafiosi capirono che le condanne sarebbero state definitive. Non si capisce però perché dopo Conso ci fu la sortita del 2002 a Caltanissetta di Leoluca Bagarella che parlò di promesse mancate».
Di certo è che Ayala fu il primo a far infliggere l’ergastolo a Provenzano. Adesso ha tentato di suicidarsi, forse voleva mandare un messaggio… «Non so se fosse simulato. Sinceramente non mi sarebbe dispiaciuto se ci fosse riuscito. Ha passato la vita a dare la morte agli altri per non riuscire alla fine a darla a se stesso. Sembra la trama di un giallo». E’ una coincidenza che in Sicilia chi faccia politica venga troppe volte accusato di mafia? «No, è colpa dei magistrati, i politici sono sempre innocenti. Tutti innocenti». Qualcuno avrebbe sorriso per la sua ennesima battuta.
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martedì, 22 maggio 2012
Stromboli-Panarea, sei turisti lasciano le isole grazie all'elicottero di Lorenzo Vielmo ma devono pagare una "super tassa" di 600 euro
Panarea - "Stangata" per chi va in elicottero da e per le Eolie. Sei turisti hanno potuto lasciare le isole di Panarea e Stromboli, grazie all'elicottero dell"'Air Panarea", pilotato da Lorenzo Vielmo, ma oltre al costo del trasporto hanno anche dovuto pagare una "super tassa" decisa recentemente dal governo Monti. Ogni passeggero che utilizza l'elicottero - anche per piccoli tratti - deve pagare una tassa di cento euro. Il deputato nazionale Raffaele Ranucci, Pd, ha preannunciato una iniziativa parlementare.
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Il cordoglio
Da tempo non avevamo molte occasioni per incontrarci, ma come dimenticare l'affettuoso, a questo punto purtroppo ultimo, abbraccio che ci siamo scambiati la scorsa estate dopo aver riso per i tanti ricordi di felici momenti del passato. Adesso la tua risata coinvolgente risuonerà altrove, ma non potrò dimenticarla. Abbraccio con tanto affetto Antonio Massimo Stefania Luciano Sergio ed i tuoi nipoti nei quali, son certo, hai lasciato un vuoto incolmabile.
Ciao Tetta
Tommaso Orioles
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Pantelleria, il sindaco arrestato con l'accusa di corruzione aggravata
Il sindaco di Pantelleria, Alberto Di Marzo, eletto con una lista civica, è stato arrestato con l'accusa di corruzione aggravata. Gli sono stati concessi i domiciliari. Ad eseguire il provvedimento, chiesto dalla Procura di Marsala e firmato dal Gip, sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo di Trapani. Secondo l'accusa, avrebbe intascato una "mazzetta" di 10 mila euro da un imprenditore edile di Alcamo per assumergli il figlio come dirigente di un settore del Comune.
Alberto di Marzo era stato rieletto sindaco il 31 maggio 2010 con il 62,56% di voti, appoggiato dalla lista civica "Pantelleria libera", battendo l'ex primo cittadino Salvatore Gabriele (33,59%) e Giovani Paternò (3,85%). In precedenza, Di Marzo era stato primo cittadino di Pantelleria fino al 23 Settembre 2002, quando fu arrestato con l'accusa aver compiuto estorsioni a danno di imprenditori in un contesto dove, secondo la Squadra Mobile di Trapani, "un gruppo di potere usava metodologie di tipo mafioso" per gestire l'isola. Con Di Marzo furono arrestati gli imprenditori Antonino ed Antonio Messina, padre e figlio, accusati, oltre che di estorsioni, anche di minacce, detenzione di due kalashnikov e avere commesso un attentato ai danni del tecnico del Comune di Pantelleria Giuseppe Gabriele. In manette finì anche l'ex consigliere comunale di Paceco (Tp) Pietro Leo.
Al momento dell'arresto, in possesso al Di Marzo venne trovato un foglio dove erano appuntate cifre che, secondo l'accusa, dovevano essere riscosse dalle imprese. In primo grado, Di Marzo venne condannato a 3 anni e sei mesi di reclusione per estorsione. In appello, però, venne assolto.
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Rassegna Stampa. Il "Giornale di Sicilia" e le Eolie
Il Giornale di Sicilia nella pagina Eolie-Milazzo ha pubblicato:
Lipari, è pronta la "nuova squadra" del sindaco Marco Giorgianni (foto).
Santa Marina Salina: insediamento della giunta Lo Schiavo e del consiglio (foto).
Nella pagina Messina Sport: Lipari, la Ludica promossa in C2 "il lavoro premia sempre".
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Lipari, nel centro storico scatta la regolamentazione del traffico
Lipari - Con determina del dirigente Stefano Blasco scattata la regolamentazione del traffico e della sosta nelle vie del centro urbano. Nella mattinata prevista la zona traffico limitato, nel pomeriggio scatta l'isola pedonale. Vietato parcheggiare auto e moto nella piazza di Marina Corta, eccezione fatta per i mezzi autorizzati. L'ordinanza rimarrà in vigore sino al 15.06.2012.
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Lipari&cimitero. Senz'acqua per tre giorni e con i rifiuti ingombranti
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Lipari, da "Filippino" risotto teatro del fuoco
Un cono di riso nero sovrastato da una colata di salsa di neonata al peperoncino ed erbette eoliane che si chiamerà 'Risotto Teatro del Fuoco'.
E' il piatto che, a partire dal 1 giugno, rappresenterà il Teatro del Fuoco, International Firedancing Festival, nel menù dello storico ristorante Filippino, a Lipari. Sarà come trascinare i più curiosi, già solo con un primo assaggio, nella magica e seducente atmosfera del Festival che, proprio nell'arcipelago eoliano, andrà in scena per la V edizione, dal 26 al 28 luglio 2012. Il Festival di teatro danza col fuoco è il primo in Italia, infatti, è realizzato da artisti di fama internazionale, unici nella capacità di esibirsi con i vari linguaggi espressivi (canto, acrobatica, circo, musica, danza, mimo, ginnastica artistica, ecc). La spettacolarità delle performance è data dalla creatività delle esibizioni, il cui elemento comune è il fuoco, e la cornice sono gli imponenti vulcani eoliani.
Il Teatro del Fuoco ha ricevuto un riconoscimento dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Lo spettacolo conclusivo si svolgerà nella suggestiva cornice del Castello di Lipari il 28 luglio 2012.
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Eolie, isole minori senza collegamenti. Da Milazzo viaggiano solo le navi
Stromboli - Isole minori senza aliscafi e traghetti. Da Milazzo per Vulcano, Lipari, Salina e ritorno viaggiano solamente i traghetti della Siremar e della Ngi. Per le Eolie ancora disagi. Sulle sette isole Eolie soffiano venti da ovest. Il mare è molto mosso (forza 6). Stromboli, Ginostra, Alicudi e Filicudi sono prive di collegamenti. Stamane alle 6,30 da Lipari per Vulcano e Milazzo è partita la nave della Siremar e alle 7 l'aliscafo della stessa società.
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lunedì, 21 maggio 2012
Il cordoglio
di Pino Portelli
Di fronte ad un dolore così grande, gli amici della palestra di Boxe di Lipari si uniscono in un lungo ed interminabile abbraccio al dolore di Luciano per la perdita della sua cara mamma.
Un grandissimo abbraccio colmo di consolazione per i fratelli Antonio, Massimo, Sergio e la sorella Stefania….
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Lipari, è deceduta la signora "Tetta" Del Gais in Del Bono
Lipari - E' deceduta la signora "Tetta" Del Gais in Del Bono. Aveva 77 anni.
La signora "Tetta" sin dalla nostra infanzia è stata come una "seconda mamma". Nella sua casa di S.Anna insieme ai figli Antonio e Massimo (senza dimenticare Stefania, Luciano e Sergino) abbiamo trascorso tanti dei nostri pomeriggi.
Che rimangono indimenticabili e che il tempo - il tanto tempo trascorso - non ha cancellato. Per noi è stata la casa dei giochi. Del divertimento. Del "raduno" di tutti i nostri amici. E credeteci non erano pochi.
La vogliamo ricordare cosi'. Con i suoi capelli biondi, con la sua dolcezza, disponibilità e affetto. Grazie signora "Tetta" per tutto quello che ha fatto per noi. E ora da lassu', ci scusi se qualche volta l'abbiamo fatta anche arrabbiare.
Ai familiari e in particolare ai figli Stefania, Antonio, Massimo, Luciano e Sergino le nostre condoglianze.
Al dolore dei familiari si uniscono anche Gennaro e Salvatore Leone.
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Salina, Rinella&scempi
La Rinella di Leni ha partorito la sua sorpresa. Mentre gli altri Comuni di Salina lavoravano per le elezioni, è stato scoperto l’impatto legalizzato del cemento marino che copre un gran bel pezzo di natura come opera umana alla faccia di chi parla d’ambiente, di storia, di patrimonio dell’Umanità, di difesa del territorio.
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domenica, 20 maggio 2012
Leni, lo scempio di Rinella "Patrimonio dell'Umanità"
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Rassegna Stampa. "Corriere.it" e Europei di calcio 2012
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Rassegna Stampa. Il "Giornale di Sicilia" e le Eolie
Il Giornale di Sicilia nella pagina Eolie-MIlazzo ha pubblicato:
Lipari, rottura tra Nuccio Russo e il movimento Art.1: "Sarò autonomo" (foto).
Alicudi: montagna di sabbia davanti a un albergo. Copre persino gli ingressi di un ambulatorio medico e dell'agenzia della Siremar. le proteste dell'albergatore Italo Palermo.
Lipari, sequestrati i locali dell'ex Sip dai carabinieri del Noe.
Panarea, discarica abusiva sequestrata dalla forestale.
Nella pagina Messina Sport: Stromboli, in arrivo la "Rolex Volcano Trace" regata per 19 equipaggi.
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sabato, 19 maggio 2012
Trapani, l'ex Vescovo Francesco Miccichè sollevato dall'incarico dal Papa. "Contro di me un complotto"
Il Papa ha sollevato dal suo incarico monsignor Francesco Miccichè. Commissariata la diocesi che nei mesi scorsi era stata al centro di un'indagine della Procura su presunti ammanchi di denaro a seguito della fusione di due fondazioni, gestite dalla Curia.
Questa la lettera inviata ai fedeli da monsignor Francesco Micciché, ex vescovo di Trapani sollevato questa mattina dalla Santa Sede.
“Carissimi fratelli e figli della Chiesa di Trapani, come fulmine a ciel sereno in un momento in cui finalmente la verità era venuta a galla con la conferma del mio retto agire in Vaticano, mi viene comunicato che la Santa Sede ha proceduto alla mia rimozione dalla cura pastorale della Diocesi di Trapani. Nella lettera inviatami dal Nunzio Apostolico in Italia, però, non si fa menzione delle motivazioni che stanno alla base del provvedimento adottato. E’ un provvedimento estremo che non condivido e non comprendo ma al quale, per la mia fedeltà al Papa e alla Chiesa, mi rimetto e che vi chiedo di accettare in spirito di obbedienza. Non hanno avuto esito fruttuoso le mie reiterate richieste di conoscere la relazione fatta dal visitatore apostolico, mio fratello vescovo Mogavero. Pertanto, per quanto possa apparire incredibile, non mi è dato sapere i motivi che avrebbero reso necessario un atto così platealmente punitivo: motivi che secondo la legge canonica devono essere gravissimi ma che certamente sono falsi.
Sapete tutti, perché anche molti di voi avete tribolato, della scandalosa vicenda in cui sono stato trascinato in seguito alla mia doverosa sospensione a divinis di don Antonino Treppiedi e sapete anche delle accuse ridicole che in conseguenza mi sono state rivolte con violenza inaudita, persino di aver fatto sparire un milione di euro nella fusione di due fondazioni e di avere frequentazioni mafiose! Una violenza che ha richiamato l’attenzione della Magistratura. Ebbene, la Magistratura ha ravvisato l’assoluta insussistenza delle accuse. E la stessa Santa Sede ha dichiarato perfettamente corretto il mio agire contro don Antonino Treppiedi. Ma è chiaro che il complotto che si è mosso contro di me non aveva solo riferimenti locali nel prete sospeso a divinis ma ha trovato sponde, purtroppo, anche in più alti livelli della Chiesa dove il verdetto contro di me era stato scritto prima di qualsiasi effettiva verifica.
Ho sofferto molto in questi mesi non solo per me ma anche per voi: per la mia Chiesa colpita ingiustamente da una valanga di calunnie, da una violenta campagna mediatica e che ha dovuto subire la notizia di avere un vescovo inquisito per poi scoprire che non solo il vescovo non era indagato, ma anzi risultava parte offesa e che solo ad oggi ben 13 persone, tra cui anche il prete sospeso a divinis, sono indagati dalla Magistratura, anche per avere ordito un complotto a mio danno. Un complotto che ha coagulato forze interne ed esterne alla Chiesa. Comprendo che forse la Magistratura ha toccato qualche nervo scoperto in alto. Scuote la mia coscienza di cristiano il fatto che l’aver doverosamente (da coscienzioso cittadino) collaborato con la Magistratura mi venga contestato come fosse una colpa gravissima. E’ chiaro che i miei superiori non hanno saputo o voluto capire cosa stava succedendo in questa diocesi, lasciando il clero e soprattutto il popolo di Dio in balìa di calunnie meschine di cui l’opinione pubblica è stata abbondantemente nutrita.
Io, in quanto “persona offesa” in ben quattro procedimenti giudiziari proseguirò con tenacia e con tutti i mezzi che avrò a disposizione, secondo quello che m’insegna il Magistero, nell’accertamento della verità perché il danno subito non solo dalla mia persona ma da tutta la Chiesa di Trapani venga ristabilito almeno civilmente e penalmente. Ma quello che mi preme soprattutto è respingere ogni tentazione di superbia e non chiedere nulla per me ma per voi, porzione di Vigna del Signore, che con tutti i miei limiti ho cercato di servire fedelmente negli ultimi 14 anni dando vita ad iniziative e realtà che mai si erano viste nella Chiesa Trapanese. Forse pago anche per questo? Pago per aver denunciato la cultura mafiosa presente anche al nostro interno invitando ad un serio esame di coscienza durante il Giubileo? Pago per aver denunciato la cappa della massoneria? Pago per non aver fatto accordi con nessun politico per avere contributi ed elargizioni? Pago per essermi esposto dove la Chiesa non si era mai esposta? Pago per aver dovuto imporre una condanna al presbitero che si è reso responsabile di situazioni censurabili? Con quanto mi sta accadendo sento il dovere di avvertire i fratelli vescovi: non osate agire contro chi è troppo legato ai potenti della terra perché altrimenti ne pagherete le conseguenze!
In questi anni insieme a tante difficoltà dovute al fatto di operare in un territorio con problemi atavici e mai risolti, abbiamo condiviso un cammino esaltante di Chiesa: centinaia le iniziative pastorali, artistiche, culturali e sociali in diversi ambiti quali la teologia, la filosofia, la spiritualità ma anche il cinema e l’arte. Senza far riferimento al denaro pubblico, siamo riusciti a creare musei in diversi centri della Diocesi, un polo espositivo del Museo diocesano, una Collezione di arte contemporanea, una biblioteca aperta al pubblico con un servizio prezioso per i bambini, un archivio storico anch’esso aperto al pubblico; abbiamo razionalizzato gli spazi del seminario di Trapani, comprato e sistemato un locale a Monreale dove risiedono i nostri seminaristi che frequentano i corsi teologici a Palermo, abbiamo acquistato una casa a Roma per i sacerdoti che studiano nelle facoltà Teologiche Romane, abbiamo costruito nuove case canoniche e nuovi locali parrocchiali. Sono sorte ben tre nuove chiese in tutto il territorio della Diocesi, molte sono state riaperte dopo anni e anni di abbandono. Ma non è stata solo la chiesa di pietre quella che abbiamo costruito insieme. In ogni frangente della vita sociale e culturale, in ogni momento lieto o triste del nostro territorio e della nostra gente, lì la Chiesa si è fatta presente e anche il volto cristiano della città di Trapani è cambiato, anche nelle sue manifestazioni popolari che abbiamo amato e condiviso come mai la comunità ecclesiale trapanese aveva fatto. Non ci sono categorie di persone, di ogni ceto o professione, di ogni orientamento culturale e religioso, che non abbiano trovato il portone del vescovado aperto con persone disposte ad ascoltare e a condividere. L’attività pastorale che mi ha visto quotidianamente in mezzo alla gente, pellegrino per tutte le parrocchie della diocesi, è andata avanti regolarmente in tutti i settori: da quello liturgico al catechistico, dalla pastorale familiare – con iniziative delicate e amorevoli come l’attenzione riservata ai separati e ai divorziati risposati – alle missioni. Inoltre la situazione amministrativa della Diocesi è ottimale. Lascio una Diocesi dalle finanze floride. Le calunnie rivoltemi sulla Fondazione Auxilium si sono ritorte contro i miei accusatori, ora loro sotto indagine.
La Fondazione infatti svolge con riconosciuto merito la propria attività nel settore della riabilitazione sia ambulatoriale che residenziale con particolare riguardo verso i minori colpiti da disabilità. La situazione finanziaria è ottimale, i bilanci passati al setaccio dalla Guardia di Finanza risultano perfettamente in regola e soprattutto negli ultimi tre anni si sono raggiunti ottimi risultati economici. Di tutto questo, insieme, ringraziamo Dio! La nostra Chiesa, nonostante le ferite inferte, come compagine unita è aperta e pronta ad ascoltare i segni dei tempi. Molti in questi mesi hanno ipotizzato le più improbabili congetture come si trattasse di una battaglia tra due fazioni. Ma chi mai potrebbe vincere quando ad essere tirata a sorte è la Chiesa stessa come fosse la tunica di Cristo? Oggi riecheggiano le parole di Gesù al Tempio…
Io ho ormai preso coscienza ed accettato di trascorrere il mio futuro in preghiera per tutti voi, amata Chiesa di Trapani. Non ho accettato nessun altro compromesso né la richiesta fattami qualche giorno fa, all’improvviso, di mie dimissioni: quando si mette mano all’aratro non ci si tira indietro, fino alla fine, anche a costo di passare, agli occhi dei potenti e dei maligni, come un perdente. Sono fiero di essere un perdente agli occhi del mondo. Pregare sarà la pace per la mia anima. Pregherò perché il fumo di Satana, così come diceva Polo VI, che sembra essersi impossessato di alcuni settori della Chiesa, non prevalga sul Corpo di Cristo. Pregherò per voi, per la Chiesa a cui ho dedicato tutta la mia vita e per la quale ancora oggi sono pronto a sacrificarmi.
A voi tutti ripeto l’invito che ho fatto alla nostra Chiesa in occasione del mio ingresso in Diocesi: rendete ragione della speranza che è in voi, organizzate la speranza soprattutto per i nostri giovani con cui ho condiviso i momenti più belli di questi 14 anni. Restate uniti, coltivate lo spirito di verità che fa liberi e non ci fa perdere mai la straordinaria dignità di essere figli di Dio. Vivete da Risorti, non permettete che la cultura di morte s’insidi nella vostra vita cristiana. Non smettete di amare la Chiesa. Riprendo un brano di Carlo Carretto pubblicato nel piano pastorale 2008/2009: “Quanto sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo! Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto a te devo! Vorrei vederti distrutta, eppure ho bisogno della tua presenza. Mi hai dato tanti scandali, eppure mi hai fatto capire la santità! Nulla ho visto nel mondo di più oscurantista, più compromesso, più falso, e nulla ho toccato di più duro, di più generoso, di più bello. Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porta della mia anima, e quante volte ho pregato di poter morire tra le tue braccia sicure. No, non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te”. Carissimi figli e fratelli, nei momenti più difficili sappiamo che la Croce di Cristo ci sostiene e ci riporta all’essenziale. Come ha detto una volta Benedetto XVI: “a volte ci sentiamo sotto torchio come i grappoli d’uva che vengono pigiati completamente. Ma sappiamo che uniti a Cristo diventiamo vino maturo. Dio sa trasformare in amore anche le cose pesanti e opprimenti della nostra vita”.
Anche in questi giorni non è mai mancata la Grazia del Signore, la Luce soprannaturale di Cristo, anche nelle ore in cui il crepuscolo si infittiva in una notte apparentemente senza chiarore. Nella fede sappiamo che l’alba verrà e sarà giorno. Insieme a tutti voi voglio augurare a Sua Eccellenza Mons. Alessandro Plotti, nominato Amministratore Apostolico della nostra amata Chiesa, un buon lavoro pastorale. Per lui a voi chiedo un’accoglienza serena e collaborativa per poter svolgere con le doti e le capacità che gli sono proprie e da tutti riconosciute, un servizio episcopale che dia a tutti serenità nella fedeltà evangelica e che faccia, finalmente, emergere quella verità che sola può sanare le ferite. Sereno e a testa alta, con in cuore solo il perdono che è grazia di Cristo, il vostro vescovo vi saluta e benedice di cuore, uno ad uno, augurandovi ogni bene nel Signore”.
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Eolie, in arrivo il "Vespa Tour Sicilia"
Il Vespa Tour Sicilia fa tappa nelle isole Eolie: nel week end dal 31 maggio al 3 giugno si terrà l'VIII edizione dell'evento promosso dal Vespa Club Messina in collaborazione con Barcellona e l'Area Sud del nazionale. Un appuntamento atteso da tempo da centinaia di appassionati delle due ruote d'epoca, che si raduneranno giovedì 31 in piazza Duomo e dopo la visita del campanile della Cattedrale, partiranno alla volta di Milazzo per poi traghettare a Lipari.
Venerdì 1° il gruppo si sposterà a Vulcano, in particolare alle sabbie nere e a Capo Grillo, nel pomeriggio “Vespa InVita” con storici ed esperti a confronto sulla storia del veicolo, un meeting cui prenderanno parte fra gli altri, il responsabile Vespa Club Area Sud Mariano Munafò e il presidente messinese Giuseppe D'Arrigo; in serata una degustazione di prodotti tipici “made in Eolie”. Sabato 2 invece gita a Salina con la visita del Museo dell'Emigrazione di Malfa e del Museo Civico e Archeologico, guidati dall'esperto di relazioni internazionali Marcello Saija, docente dell'Università di Palermo; a seguire giro dell'isola sempre in vespa fino a Pollara e Rinella e l'allestimento di due mostre sul lungomare di Lingua e nella piazza di Santa Marina, in cui saranno esposte circa 50 vespe d'epoca, dalla capostipite “faro basso” fino alle versioni più moderne a iniezione come la Gran Turismo 300.
Nella giornata di domenica infine il tour di Lipari, con la visita del Museo Civico e del Castello e un'esposizione sul corso principale. L'iniziativa si svolge con il patrocinio della Regione Siciliana e dei Comuni di Messina, Lipari, Leni, Malfa e Santamarina Salina. Per info e iscrizioni: 328 3323239 - 333 2570336 - 338 7643698 o www.vespaclubmessina.it.
Guarda la locandina Vespa Tour Sicilia
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Lipari. Discariche abusive i cc denunciano due isolani
Lipari - Due persone denunciate dai Carabinieri isolani per illeciti ambientali. Nell’ambito di una specifica campagna di prevenzione dei reati, su precise direttive del Comando Provinciale Carabinieri di Messina, i Carabinieri della Compagnia di Milazzo , con l’importante supporto specialistico fornito dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Roma e Catania, hanno attuato sul territorio dell’arcipelago eoliano un piano di prevenzione e di contrasto finalizzato alla repressione degli illeciti ambientali.
L’intensa azione di monitoraggio del territorio che ha visto impegnati i Carabinieri ha consentito di passare al setaccio vaste aree di quei territori per la prevenzione dei reati ambientali.
In tale contesto operativo, sull’isola di Lipari, i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato alla competente Autorità Giudiziaria due cittadini isolani di 62 e 54 anni circa, responsabili di aver realizzato due discariche non autorizzate di rifiuti speciali e non, in due aree distinte rispettivamente di 2.000 e 200 mq..
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Lipari&Art1
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Lipari, questa sera comizio di "Vento Eoliano"
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Rassegna Stampa. Il "Giornale di Sicilia" e le Eolie
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Lipari, i carabinieri del Noe hanno sequestrato i locali ex Sip e due carcasse di mezzi
Lipari - I carabinieri del Noe tornano nell'isola e hanno sequestrato i locali ex Sip, ubicati dietro l'Ufficio postale che da tempo erano in condizioni igienico-sanitarie precarie. Al seguito anche il responsabile dell'Ufficio Illeciti del Comune di Lipari Claudio Beninati. Gli stessi militari hanno anche sequestrato due carcase di auto e camion in località San Vincenzo a Canneto.
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venerdì, 18 maggio 2012
Eolie, dal 15 giugno in nave da Salerno
A partire dal 15 giugno la nave “Don Paolo” della flotta Alilauro Gruson collegherà lo scalo marittimo salernitano con le isole Eolie. Dal Molo Masuccio saranno assicurate due partenze settimanali, che diventeranno tre nel periodo compreso tra la metà di luglio e la fine di agosto. La “Don Paolo”, è un monocarena costruito nel 1990 in grado di procedere ad una velocità approssimativa di 34-35 nodi. Può ospitare fino a 374 passeggeri. |
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Eolie, dal prossimo anno potenziato l'organico dei docenti
Lipari - Nelle scuole primarie delle isole Eolie, per il prossimo anno scolastico, sono previsti più docenti rispetto all’anno precedente. Lo ha dichiarato Bartolo Pavone, prossimo referente regionale di un grosso sindacato autonomo, dopo aver consultato i tabulati provinciali degli organici di scuola primaria.
Per l’A.S. 2012/2013, le scuole eoliane avranno più docenti di scuola primaria per garantire un’offerta formativa più adeguata alle varie esigenze degli alunni eoliani.
Nell’I.C. Lipari n.1 sono previste n.2 docenti di posto comune in più e un docente di sostegno: venticinque docenti di posto comune e sei docenti di sostegno.
Nell’I.C. Lipari n.2 sarà assegnato un organico di tredici docenti di posto comune, l’anno scorso l’organico era di dodici unità.
Nell’I.C. Salina confermato lo stesso organico dell’anno precedente n.16 unità di posto comune e si registra un inclemente di un posto di sostegno e di lingua inglese in più rispetto all’anno precedente.
La scuola dell’infanzia conferma lo stesso organico dell’anno precedente.
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Filicudi, scossa in mare
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Rassegna Stampa. Il "Giornale di Sicilia" e le Eolie
Il Giornale di Sicilia nella pagina Eolie-Milazzo ha pubblicato:
Eolie, tagli ai trasporti marittimi no di Vento Eoliano. I rappresentanti della civica sono pronti a organizzare una manifestazione di protesta. (foto di Annarita Gugliotta, neo consigliere comunale).
Eolie, isolate dal vento viaggiano solamente i vaporetti delle escursioni.
Lipari, il presidente uscente Pino Longo ha convocato la prima riunione del nuovo consiglio comunape per lunedi' 28 maggio alle 10.
Lipari, sarà demolito il pontile di Bagnamare.
Lipari, entro il 31 maghgio le richieste alla Regione per contributi.
Lipari, al centro giovane oggi alle 16 incontro con la scrittrice Marianella Sclavi.
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Filicudi, carcassa di un capodoglio recuperata a Pecorini Mare
Filicudi - La dottoressa Monica Blasi dell’Associazione Filicudi WildLife Conservation con il supporto di collaboratori locali, Scaldati, Berenati e Sarpi, ha recuperato la carcassa di un capodoglio a mare nei pressi della spiaggia di Pecorini Mare.
L’animale, un giovane maschio di circa 7 metri, presentava segni visibili di interazione con reti da pesca derivanti ed era dunque probabilmente deceduto a causa di interazione con questo attrezzo da pesca. Dopo aver allertato la capitaneria di porto di Lipari e il veterinario legale sono state effettuate alcune misurazioni al fine di valutare meglio le cause di morte dell’animale e prelevare alcuni campioni che possano servire per approfondire le conoscenze sulla sua provenienza e sul suo stato di salute.
Infine, date le avverse condizioni di mare che non consentivano di procedere con ulteriori indagini e le pessime condizioni della carcassa, la quale procurava un problema di igiene pubblica nelle vicinanze dei centri abitati, l’esemplare è stato trasportato e rilasciato in mare aperto. Il capodoglio è un odontoceto, ovvero un cetaceo con il denti, presente nei nostri mari soprattutto nelle acque che sovrastano la scarpata continentale ricche di calamari mesopelagici che costituiscono la sua preda preferita. Malgrado la popolazione mediterranea sia stata fortemente ridotta a causa dell’uso di attrezzi da pesca derivanti pelagici negli ultimi anni imbattersi in esemlari non è raro e osservarne uno in natura costituisce una grande emozione.
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giovedì, 17 maggio 2012
Eolie, il "Teatro del Fuoco" cerca animatori
Il Teatro del Fuoco è alla ricerca di una squadra di giovani animatori disponibili a collaborare alla realizzazione della V Edizione del Festival Internazionale di Danzatori di Fuoco che si svolgerà alle Isole Eolie, nei giorni compresi tra il 16 al 29 luglio 2012.
"L'animatore - si legge in una nota - ha un ruolo di supporto nell'ambito dell'organizzazione della manifestazione poichè ha il compito di accogliere, assistere e coinvolgere il pubblico, fornire indicazioni e informazioni sul programma e sui luoghi del Festival, supportare i visitatori nella pianificazione dei percorsi culturali previsti nel cartellone del Festival. Gli aspiranti animatori saranno sottoposti ad una preselezione sul curriculum e ad una selezione su un colloquio, superata la quale è previsto un corso di formazione per l'apprendimento delle nozioni base".
Per partecipare alla selezione occorre essere maggiorenne, studente universitario, laureato, dottorando; avere buone conoscenze culturali ed artistiche; avere esperienza nel campo dell'animazione e comprovate capacità di relazione con il pubblico. Non è prevista retribuzione, ma la copertura delle spese di viaggio, vitto e alloggio. Nel caso di professionalità residenti sull'isola, è previsto un corrispettivo gettone di presenza. Le richieste di collaborazione, corredate di curriculum vitae e fotografia di riconoscimento devono essere inviate per mail a: info@teatrodelfuoco.com entro il 22 maggio. Chi avrà superato la preselezione sarà contattato dallo Staff Coordinamento Animazione prima dell'inizio dei colloqui.
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Lipari, il dipendente comunale Andrea Mazzeo resta alla protezione civile
Lipari - Il dipendente comunale Andrea Mazzeo rimane alla Protezione civile. Lo ha deciso il sindaco Marco Giorgianni. La nuova determina (annulla quella dell'ex sindaco Mariano Bruno che lo aveva destinato al 3' settore diretto da Biagio De Vita), è stata notificata alle 13,45. Il sindaco Giorgianni, appena si è insediato, ha preso subito a cuore la vicenda del geometra Mazzeo e aveva assicurato che in 48 ore l'avrebbe risolta. E cosi' è stato.
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