martedì, 09 giugno 2009
Lipari, un altro pezzo di storia rischia di essere cancellata
Lipari - Un altro "pezzo" di storia eoliana rischia di essere cancellata. Si tratta della tipografia "L'Artistica", fondata dal compianto Spartaco Persiani. La tipografia aveva già chiuso i battenti lo scorso anno e ora è anche giunto lo "sfratto" del locale da parte dei proprietari. Gli eredi Persiani stanno - quindi - procedendo a liberare l'immobile, situato nel corso Vittorio Emanuele e a recuperare tutti gli impianti. "Grazie all'interessamento della giunta Bruno - ha affermato la figlia Rossella Persiani - si vuole fare in modo di non disperdere un "patrimonio" che nell'isola sicuramente ha segnato un'epoca". E al buon Spartaco, da lassu', sicuramente farà piacere...
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martedì, 02 giugno 2009
2 giugno, festa della Repubblica. Per non dimenticare...
2 giugno: "Festa della Repubblica", festa degli Italiani. Nel 1946 al'indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale e della tragedia nazifascista l'Italia, finalmente libera ed unita, sceglieva il proprio destino. Per la prima volta con un suffragio veramente universale. Per la prima volta anche le donne potevano far sentire la propria voce. E gli italiani scelsero di cambiare, di dare una svolta al proprio futuro. Scelsero la Repubblica. E l'Assemblea Costituente che si riunì per elaborare la nuova carta costituzionale degli Italiani diede inizio alla nuova avventura. La Costituzione, nata dagli sforzi congiunti di coloro che diedero il proprio sangue e la propria gioventù contro la barbarie fascista, è basata proprio sui valori emersi negli anni della guerra. Valori di democrazia e libertà, ben sanciti dall'articolo 1 della Costituzione. "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Sono parole che ogni italiano dovrebbe sapere a memoria, a testimoniare i principi basilari dell'Italia unita. I nostri padri costituenti non hanno scelto a caso, hanno proprio scritto "fondata sul lavoro". E non certo a caso. Non crediamo che, nel momento di scegliere, abbiano scritto la prima cosa che capitava. No, hanno scritto una cosa ben precisa. Loro che hanno conosciuto la lotta partigiana, che ben hanno apprezzato l'appoggio della popolazione alla resistenza, che sapevano quanto gli scioperi e
il rifiuto della coscienza democratica e civile italiana hanno aiutato nello sconfiggere la dittatura, hanno deciso di sancirlo a chiare lettere. Così come hanno sancito il loro mai più alla barbarie della guerra, all'ecatombe di un conflitto bellico. Gli italiani già sognavano un'Europa unita. Un'Europa simbolo di Pace. Il 2 giugno deve essere l'occasione per ricordarci tutto questo. E' il giorno non per una retorica ricorrenza ma per mantenere vivi quegli ideali e quei valori civili. I cittadini amano la loro storia. Che abbiamo imparato sui libri di Storia. Quella Storia che dai partigiani a Salvo D'Acquisto, ci ha dato tanti esempi di virtù. Amiamo l'Italia, e per questo sogniamo un Paese fratello di coloro che soffrono. Di coloro che lottano contro la stessa barbarie che noi abbiamo sconfitto nel 1945. Un'Italia testimone e baluardo di solidarietà e impegno nel mondo. Questa è l'Italia che si fa amare e si fa onore nel mondo. L'Italia della solidarietà e della cooperazione, un'Italia le cui uniche armi sono l'abnegazione e la voglia di servire il prossimo.
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venerdì, 29 maggio 2009
Lipari, 1929, la beffa al Duce
In una notte d'estate del 1929, dopo che i Patti Lateranensi avevano assicurato a Benito Mussolini il sostegno del Vaticano e prima che il crollo di Wall Street trascinasse con sé l'economia mondiale, tre uomini aiutati da poche altre persone consumarono una delle più grandi beffe mai compiute ai danni del regime fascista, evadendo dall'isola di Lipari, dov'erano stati confinati per le loro idee.
E' una storia quasi dimenticata, quella che ha per protagonisti Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Francesco Fausto Nitti. Un episodio rocambolesco, dai risvolti surreali e in qualche caso divertenti, da spingere due diplomatici italiani quarantenni a farsi storici per passione. E a scrivere un documentatissimo libro di storia, montando insieme una serie di passi originali, che si legge però davvero come un romanzo, anche per un'azzeccata scelta grafica.
S'intitola "Lipari 1929 - Fuga dal confino" il libro scritto da Luca Di Vito e Michele Gialdroni e pubblicato la scorsa settimana dalla storica casa editrice Laterza.
Al volume Di Vito e Gialdroni -- il primo addetto culturale del ministero degli Esteri a Seul, il secondo a Stoccarda, in Germania -- hanno lavorato quattro anni, spesso scambiandosi email e telefonate a diversi fusi orari di distanza.
Tutto è nato, raccontano gli autori, dalla lettura di una memoria del giornalista e militante antifascista Alberto Tarchiani, in cui la fuga di Rosselli -- il teorico del socialismo liberale ucciso poi col fratello in Francia nel 1937 da killer assoldati dal regime fascista -- e dei compagni di
confino Lussu e Nitti è raccontata in dettaglio, anche nei suoi risvolti più improbabili e divertenti.
I due hanno cominciato a lavorare sulle fonti, accumulando testi, ritagli di giornali pubblicati in vari paesi, visitando archivi. E pensando, contemporaneamente, a quale forma dare al racconto di un'evasione che diventerà un simbolo: quello che l'invincibile regime si può battere, se ci si impegna. Anche con la burla. Anche se fu proprio quella burla, ne sono convinti gli autori, a costare la vita a Rosselli otto anni dopo i fatti.
Però, "questa è una storia che finisce bene, che ha un happy ending", dice Gialdroni, che racconta anche la fatica dei due autori per trovare la migliore formula per scrivere il libro, se il romanzo storico, il saggio oppure, come è il caso di "Lipari 1929", una sorta di invenzione di genere, più simile a un documentario cinematografico, almeno nella facilità "grafica" con cui ci si accosta ai fatti.
Le oltre 350 pagine del volume si presentano come una narrazione continua, anche se in realtà si tratta di un collage di testi. Ci sono gli estratti dalle varie memorie dei protagonisti -- segnalate solo da una minuscola scritta a lato col nome dell'autore -- i telegrammi e gli stralci di relazioni delle varie autorità e ovviamente la voce narrante -- e discreta -- degli autori. Qui e lì, foto e disegni che insieme aiutano a capire e alleggeriscono il peso delle pagine.
Laddove non è possibile chiarire alcuni dettagli e particolari, Di Vito e Gialdroni avanzano qualche ipotesi o esprimono dubbi, ma non cercano mai di forzare i fatti, come farebbe un romanziere. Per esempio, dove si parla dei possibili aiuti che gli "evadendi" e i loro amici ricevettero da poliziotti corrotti o da figure di doppiogiochisti.
Alla fine, nel capitolo intitolato "Titoli di coda", si ricorda brevemente cosa sarà dei protagonisti di quell'avventura. Rosselli, che parteciperà anche alla guerra civile in Spagna, sarà ucciso nel '37. Lussu diventerà ministro nei primi governi dell'Italia liberata. Nitti continuerà a combattere fascisti e nazisti fino alla fine della II Guerra Mondiale.
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sabato, 09 maggio 2009
9 maggio 1943, l'affondamento del piroscafo "Santa Marina con 61 morti. Una tragedia da non dimenticare...
Sono passati ben 66 anni da quel tragico 9 maggio 1943, una data, purtroppo, destinata a rimanere impressa, in modo indelebile nella storia delle Isole Eolie, impressa come una macchia che mai il tempo potrà cancellare.
Il tempo, non solo non riesce a far dimenticare, ma ogni anno, questa data, fa rivivere in tutta la sua ampiezza catastrofica il crudele affondamento del prioscafo di linea il Santamarina.
In quell' assurdo ed incredibile pomeriggio, Lipari e le sue sorelle, toccarono con mano, quelli che furono gli orrori della guerra stessa, oltre a subire la crudeltà di un conflitto, certamente non voluto dalle popolazioni, ma loro malgrado costrette a subirne l' offesa, la disperazione, i lutti, le privazioni, la ripugnanza e l' inutilità .-
Tante vittime innocenti perirono, ben 61su 97 persone che erano a bordo, per colpe che certamente non avevano, ma immolate solamente sull' altare della Patria, una Patria che probabilmente ancora oggi non si ricorda più di loro.
Quel giorno, domenica, a Lipari si era svolta nella mattinata la festa dell ' impero, con grande partecipazione di folla, come succedeva spesso in quegli anni, nel pomeriggio intorno alle ore 15,10 il piroscafo di linea Santamarina, salpava gli ormeggi da Marina Corta per far rotta su Vulcano-Milazzo, seguendo la rotta 102/C; il mare era particolarmente mosso, ma certamente non metteva in crisi un' imbarcazione che, per quei tempi era considerata d' avanguardia; così, lasciato lo scalo di Vulcano, il Santamarina proseguiva felicemente la sua rotta, quando a nove miglia da Lipari ed a non più di tre- quattrocento metri da Punta Bandiera nella frazione di Gelso, un siluro lanciato intorno alle ore 15,48, dal sommergibile inglese Unrivalled, comandato dal tenente H. B. Turner, partito il primo maggio dalla base navale di Malta, per un' operazione di pattugliamento delle coste nord/orientali della Sicilia, lo colpiva al centro ed esattamente all' altezza della sala macchine, spaccandolo in due tronconi e facendolo colare a picco in pochissimi minuti, portandosi dietro il suo immane carico di morte e di disperazione.
Rimbombano ancora oggi, per chi allora era presente, nelle orecchie, fanno triste eco al cuore, le grida strazianti, le implorazioni disperate di aiuto da parte della marea di gente che immediatamente affollò Marina Corta; erano lagrime di madri, di spose, di figli, di amici, di parenti e conoscenti dell' equipaggio e dei passeggeri che ignari e innocenti, in quel giorno primaverile, incontrarono la morte tra i flutti di questo nostro mare.
Ma non fu un solo siluro ad essere lanciato dallo scafo inglese, perchè all' accorrere di una motovedetta tedesca, ne veniva lanciato un secondo che non centrava lo scafo, solo perchè non veniva considerata la poca chiglia di cui era dotata l' imbracazione.
Che tragedia più immane sarebbe stata, ci chiediamo ancora oggi, se quell' attacco fosse stato portato nella mattina di quella terribile domenica, quando a bordo del Santamarina, si trovavano circa duecento giovani in partenza per la visita di leva del giorno successivo.-
A Marina Corta era invasa da una folla enorme, atterrita, convulsa che correva che cercava di aiutare i volenterosi a varare le barche, a preparare coperte, medicinali, perchè il tempo era poco e bisognava far presto.
Solo qualche barca a motore poi tutti a remi per coprire una distanza, dal luogo dell' affondamento, che sembra interminabile, ma bisognava agire di fretta potevano esserci dei naufraghi dei superstiti, correva notizia del siluramento di un' imbarcazione che si era recata per prestare soccorso, in pochi si salvarono, e cominciarono a serpeggiare i primi nomi di coloro che si erano visti partire, di coloro che fino all' ultimo momento si sperava di poter salvare, di coloro che si sono visti trascinare giù nei gorghi di una mare amico ma in quel momento terribilmente crudo e famelico, " allora Lipari capì davvero tutta l' atrocità della guerra, fu un trauma, una presa di coscienza sulla tremeda realtà ".
A bordo di quell' ultimo viaggio avevano preso posto un centinaio di passeggeri, dei quali quarantotto si salvarono gli altri non avrebbero più visto la loro terra, le loro isole, i loro cari.
Ma quali furono, le probabili cause che portarono all'affondamento del Santamarina; la prima sarebbe quella che l' alto comando alleato in vista dello sbarco in Sicilia denominato " Husky " aveva previsto come primo obiettivo di neutralizzare e distruggere tutti i mezzi e le basi navali ed aeree del nemico in Sicilia; la seconda, sarebbe quella dovuta al fatto che qualche giorno prima un idrovolante tedesco attaccato da aerei alleati, di ritorno dall' Africa, fu costretto ad ammarare nel laghetto di Lingua nell' isola di Salina e siccome a bordo, circolò notizia, ci fossero alti ufficiali tedeschi che avrebbero dovuto raggiungere Milazzo con la nave di linea, il comando alleato, ne venne a conoscenza ed invio sul posto il sommergibile Unrivalled con l' intento di affondare la nave, ma questo fatto su scoperto dal comando tedesco, che prelevò con un aereo gli ufficiali a Salina, lascianndo così al suo destino il Santamarina, carico d' inermi passeggeri.
Con il Santamarina, è affondata, pure, una parte di queste isole, una parte della nostra coscienza, certamente mortificata ed umiliata da una guerra assurda, dichiarata solo per una sventata mania di grandezza e cagionata dalla mania omicida che aveva pervaso irrimediabilmente, in quegli anni l' Italia, una mania che distrusse il paese, che annientò una buona fetta di italiani, una mania che mise in ginocchio un' intera nazione.
Commemorare questi nostri fratelli non deve essere una ricorrenza ma un dovere verso chi ignaro, andò incontro alla morte non conoscendone la ragione, è un dovere morale e civico dare risalto a questi fratelli, è un dovere morale e civico posizionare un monumento che possa ricordare a tutti il terrore della guerra ed il sacrificio di nostri parenti, amici, conoscenti, è un dovere morale e civico ricordare coloro che hanno dato la vita per la nostra libertà, non farlo sarebbe aver dimenticato, non farlo significa non avere ricordi, non farlo significa non avere rispetto per i nostri morti e chi non ha rispetto per i morti
non può avere rispetto e coscienza per i vivi; e vorremmo concludere riportando le parole di Charles Peguy " ... dopo tanta lotta, una pace eterna; dopo tanta guerra , una vittoria eterna; dopo tanta miseria una gloria eterna; dopo tanta bassezza un' elevazione eterna; dopo tanta contestazione un regno incontestato ..."
Proponiamo da questo giornale che il 9 maggio sia per le popolazioni eoliane il giorno del " ricordo " per non dimenticare i nostri morti e gli orrori della guerra.
Lipari, reagisci anche a queste tristi memorie, ricordando quanti non ci sono più e, se questo non avverrà, Voi da lassù abbiate solo pietà di chi per futili motivi e per interessi privi di ogni significato si è dimenticato del vostro sacrificio e del vostro martirio.
Lipari Auguri.-
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venerdì, 01 maggio 2009
Primo Maggio, per non dimenticare
Il 1° maggio nasce il 20 luglio 1889, a Parigi. A lanciare l'idea è il congresso della Seconda Internazionale, riunito in quei
giorni nella capitale francese. Quando si passa a decidere sulla data, la scelta cade sul 1' maggio. Una scelta simbolica: tre anni prima infatti, una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago, era stata repressa nel sangue. Man mano che ci si avvicina al 1' maggio 1890 le organizzazioni dei lavoratori intensificano l'opera di sensibilizzazione sul significato di quell'appuntamento. Il 1 Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, senza barriere geografiche, né tanto meno sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione. "Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire" fu la parola d'ordine, coniata in Australia nel 1855, e condivisa da gran parte del movimento sindacale organizzato del primo Novecento. Si aprì così la strada a rivendicazioni generali e alla ricerca di un giorno, il primo Maggio, appunto, in cui tutti i lavoratori potessero incontrarsi per esercitare una forma di lotta e per affermare la propria autonomia e indipendenza. All'indomani della Liberazione, il 1' maggio 1945, partigiani e lavoratori, anziani militanti e giovani che non hanno memoria della festa del lavoro, si ritrovano insieme nelle piazze d'Italia in un clima di entusiasmo.
Appena due anni dopo il 1' maggio è segnato dalla strage di Portella della Ginestra, dove gli uomini del bandito Giuliano fanno fuoco contro i lavoratori che assistono al comizio.
Nel 1948 le piazze diventano lo scenario della profonda spaccatura che, di lì a poco, porterà alla scissione sindacale. Bisognerà attendere il 
1970 per vedere di nuovo i lavoratori di ogni tendenza politica celebrare uniti la loro festa.
Le trasformazioni sociali, il mutamento delle abitudini ed anche il fatto che al movimento dei lavoratori si offrono altre occasioni per far sentire la propria presenza, hanno portato al progressivo abbandono delle tradizionali forme di celebrazione del 1' maggio.
Oggi un'unica grande manifestazione unitaria esaurisce il momento politico, mentre il concerto rock che da qualche anno Cgil, Cisl e Uil organizzano per i giovani sembra aderire perfettamente allo spirito del 1' maggio, come lo aveva colto nel lontano 1903 Ettore Ciccotti:
"Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l'interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de'sensi; e una raccolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell'avvenire, naturalmente è portata a quell'esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa".
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martedì, 28 aprile 2009
Filicudi, scoperte capanne dell'età del Bronzo
Filicudi - Nell’ambito dei progetti del Comune di Lipari finanziati dalla Comunità Europea che riguardano la
riqualificazione delle aree archeologiche di Panarea e Filicudi, il Servizio per i Beni Archeologici della Soprintendenza di Messina, con il dirigente responsabile d.ssa GabriellaTigano e il funzionario archeologo d.ssa Maria Clara Martinelli, oltre a vigilare sulla realizzazione delle opere previste per il miglioramento della fruizione di questi siti preistorici, unici nel Mediterraneo, sta svolgendo alcune importanti ricerche. Nell’isola di Filicudi durante la sistemazione delle capanne rinvenute nel 1959 a Filo Braccio, sono state effettuate nuove scoperte con l’individuazione di almeno altre tre nuove capanne a pianta ovale con muri in pietre a secco. Queste abitazioni risalgono all’antica età del Bronzo, ovvero agli inizi del II millennio quando giunsero nell’arcipelago gli Eoli, un popolo leggendario del quale le isole portano ancora il loro nome, l’itinerario
archeologico di estremo interesse che coinvolge l’intero arcipelago Eoliano. A Filicudi, inoltre il ripristino dei possenti muri di terrazzamento agricolo costruiti nel secolo scorso, offrirà una suggestiva cornice all’area archeologica. ricordati nell’Odissea, quando il dio Eolo ospita Ulisse nella sua reggia e gli dona il fatale otre dei venti. Le ricerche in corso confermano l’importanza di questa cultura, chiamata cultura di Capo Graziano, proprio dal promontorio dove furono rinvenute le loro prime testimonianze. I lavori che prevedono percorsi di visita e tabelloni didattici, permetteranno di incrementare l'itinerario
archeologico di estremo interesse che coinvolge l’intero arcipelago Eoliano. A Filicudi, inoltre il ripristino dei possenti muri di terrazzamento agricolo costruiti nel secolo scorso, offrirà una suggestiva cornice all’area archeologica.
A Panarea l’interesse è sul villaggio dell’età del Bronzo Medio ( metà II millennio a.C.) che si erge sulla penisola di capo Milazzese e che fu abitato da gruppi umani di origine siciliana, appartenenti alla cultura di Thapsos.-Milazzese. Le antiche capanne sono state restaurate accuratamente e sono in atto alcuni interventi per la protezione del percorso di
visita e per la sistemazione dell’ingresso al villaggio. Qui è stato messo in luce il basamento di una torre che era stata eretta a protezione dell’insediamento. La gente che viveva in questo luogo, fra il XV sec. a.C. ed il XIII sec. a.C., doveva avere forti necessità di difesa per essere spinta a scegliere come sede del loro villaggio, questo promontorio sul mare, quasi una fortezza naturale.
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sabato, 25 aprile 2009
25 Aprile, per non dimenticare
« Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini. » 
Il 25 aprile è la Festa della Liberazione: questa data ricorda la fine del periodo nazi-fascista e, appunto, la liberazione dell’Italia dalla dittatura di Mussolini (alleato di Hitler) e la vittoria dei Partigiani antifascisti che organizzarono la Resistenza per riconquistare la libertà e la democrazia.
Proprio il 25 aprile 1945 i Partigiani (con l’aiuto e l’appoggio degli Alleati americani e inglesi) entrarono vittoriosi nelle principali città, liberando L'Italia e gettando le basi per una nuova Democrazia. La libertà va difesa giorno per giorno!!!
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martedì, 27 gennaio 2009
27 GENNAIO, GIORNO DELLA MEMORIA. PER NON DIMENTICARE...
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giovedì, 15 gennaio 2009
DA MILANO IN LINEA CLARA RAIMONDI. I GRANDI VIAGGIATORI DELLE EOLIE, DEODAT DE DOLOMIEU
Di Clara Raimondi
Cari amici delle Eolie,
continuiamo il percorso sulla scia di Ulisse fra i viaggiatori che in passato hanno visitato le isole Eolie,
gente che affrontava mille difficoltà per conoscere posti nuovi e che per raggiungere le isole ahimé non poteva contare sulla Siremar, proprio come ai giorni nostri.
Nel 1781, solo 5 anni dopo Houel, venne in Sicilia Déodat de Dolomieu, un famoso geologo francese, membro dell'Accademia delle Scienze di Francia e cavaliere dell'ordine di Malta, che fu un vero e proprio scienziato e pioniere della moderna vulcanologia e mineralogia. Scoprì la dolomite, una particolare roccia calcarea, e diede il suo nome alla catena montuosa delle Dolomiti. Nacque nel 1750 a Dolomieu, nel delfinato e fu segnato per tutta la vita da un omicidio che commise come esito di un duello di gioventù. Le vicende politiche del tempo si intrecciano con quelle scientifiche della sua vita, fino alla nomina di ingegnere minerario e membro dell'Institut National che accrebbero la sua fama di scienziato. Fu tristemente famoso per essere stato ingiustamente incarcerato a Messina nella parte finale della sua vita, per aver partecipato alla conquista di Malta. Morì poco dopo la scarcerazione per le conseguenze della prigionia. Dolomieu nelle isole Eolie per 10 giorni tra il 12 e il 21 luglio 1781 in compagnia del cavaliere
Bosredon Vatanges. Nel corso del viaggio esplorò tutta la Sicilia ma alla fine diede alle stampe solo la parte relativa alle Eolie, Ustica e Pantelleria, che ritenne più interessanti dal suo punto di vista, in un libro intitolato "Voyage aux iles de Lipari fait en 1781, ou Notices sur les iles Eoliennes, pour servir a l'Histoire des Volcans", pubblicato a Parigi nel 1783 che ebbe un certo successo nel suo ambiente e che oggi è disponibile anche nella traduzione italiana. L'opera di Dolomieu è un trattato scientifico che descrive dettagliatamente l'attività vulcanica primaria e secondaria e i minerali delle isole Eolie della fine del '700. Il libro non ha perciò una valenza tipicamente letteraria ma è un esempio di opera illuministica con finalità e metodo rigorosamente scientifico, adatta quindi a chi si interessa di questo genere di argomenti. E' anche grazie alle opere di uomini "vulcanici" come i nostri viaggiatori del passato che le Eolie sono state inserite fin dal '700 in un circuito culturale mitteleuropeo che ha permesso loro di svilupparsi e di acquisire notorietà anche all'estero. Per saperne di più clicca qui.
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14:03 Scritto da: leonedilipari in Storia | Link permanente | Segnala
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venerdì, 09 gennaio 2009
DA MILANO IN LINEA CLARA RAIMONDI. I GRANDI VIAGGIATORI DELLE EOLIE. JEAN HOUEL
di Clara Raimondi
Cari amici delle Eolie,
iniziamo oggi il nostro percorso sulla scia di Ulisse fra i viaggiatori che in passato hanno visitato le isole Eolie, tema
Le Isole Eolie, e la Sicilia in generale, sono state meta di viaggiatori da tempo immemorabile: il primo grande viaggiatore che visitò le Eolie secondo la mitologia classica fu Ulisse, che si dice che proprio alle isole Eolie abbia ricevuto dal re Eolo l’otre contenente i venti contrari alla navigazione che lo avrebbe riportato in patria. Molti dopo di lui lo seguirono, ma fu solo a partire dal 1700 che le isole Eolie divennero meta di viaggi divenuti famosi che sono giunti fino a noi grazie ai diari di viaggio.
Il primo in ordine cronologico che visitò le Eolie nel 1776 fu JEAN HOUEL, un pittore francese specializzato nel ritrarre vulcani e grotte che rimase affascinato proprio dagli aspetti geologici così peculiari di questo arcipelago. Houel fu senz’altro un viaggiatore d’altri tempi: artista colto e sensibile a tutti gli aspetti della vita e della natura, oggi Houel sarebbe un perfetto fotografo-reporter, secondo la definizione di Leonardo Sciascia, autore dell’introduzione al suo “Viaggio pittoresco nelle isole Eolie”. Sono 12 le tavole dedicate alle Eolie - oggi conservate al museo dell’Hermitage di San Pietroburgo e al Louvre di Parigi - in cui egli ritrae più volte il cratere di Vulcano e Vulcanello circondati da scene bucoliche mentre quello di Stromboli fumante è circondato nei suoi disegni da un mare agitato in cui gli altri elementi contribuiscono a rendere il
tutto più spaventoso. A Lipari ha creato due documenti di notevole valore storico lasciandoci le uniche immagini a noi giunte di due reperti archeologici importanti: l’organo di Eolo a Piano Greca, di cui oggi non resta quasi nulla, e il tholos di tipo miceneo sito nei pressi delle terme di San
Calogero, anch’esso oggi notevolmente rovinato. A Salina ha ritratto l’antica salina di Lingua, come era quando funzionava e le illustrazioni sono arricchite da descrizioni testuali ricche e coinvolgenti, che integrano con gli aspetti emotivi l’oggettività delle immagini. Per saperne di più clicca qui.
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lunedì, 15 dicembre 2008
RICCARDO GULLO, ECCO LE MIE CREATURE MUSEALI
La Sezione Distaccata di Filicudi, che si articola in quattro sale espositive al primo piano
ed un salone a piano terra più servizi, è stata inaugurata nel 2004. Questa struttura museale è stata allestita a Filicudi Porto, all’interno di una tipica casa isolana con vista sul villaggio preistorico di Capo Graziano ed è fruibile durante la stagione turistica dal 16 giugno al 15 settembre di ogni anno. La visita è introdotta da una sezione didattica che illustra le caratteristiche storiche, geologiche, vulcanologiche, e geodinamiche dell’isola, ricostruendo l’evoluzione della vita in ambiente insulare e il rapporto uomo-ambiente e sviluppando la tematica della conservazione e tutela del patrimonio biologico. Segue poi l’esposizione di reperti archeologici provenienti dagli scavi dei villaggi di Capo Graziano e Piano del Porto, risalenti al periodo compreso tra la Prima età del Bronzo (fine del III-prima metà del II millennio a.C.) e la Media età del Bronzo (xiv-inizi del xiii secolo a.C.). Testimoniano la lunga frequentazione dell’isola i materiali di età greco-romana, in particolare frammenti di ceramica a vernice nera e in terra sigillata africana. Interessante risulta inoltre la sala
dedicata all’archeologia marina, che custodisce ceppi d’àncora e anfore da trasporto: fra queste, un’anfora punica del v sec. a.C., anfore greco-italiche del iv sec. a.C. e altre del ii secolo a.C. provenienti dal Relitto «A» Roghi. Al piano terreno, un’unica grande sala è dedicata al materiale etnoantropologico (utensili d’uso comune e attrezzi da lavoro, donati dai cittadini di Filicudi), che testimoniano la cultura materiale isolana.
Realizzazione della Sezione Distaccata di Panarea
La Sezione Distaccata di Panarea, che si articola in due sale espositive, più servizi, ubicate sotto il sagrato della Chiesa di S. Pietro, è stata inaugurata nel 2006 ed è fruibile durante la stagione turistica dal 16 giugno al 15 settembre di ogni anno. Dopo l’illustrazione degli aspetti geologico, vulcanologico e naturalistico dell’isola, la visita prosegue con l’esposizione, ordinata cronologicamente, dei reperti provenienti
dalle zone della Calcara, di Piano Quartara e dal villaggio di Capo Milazzese. Tali reperti si collocano in un periodo compreso tra il Neolitico Superiore (seconda metà del IV millennio a.C.) e la Media età del Bronzo (fine del xv e inizi del xiii secolo a.C.). Un plastico riproduce pozzetti rinvenuti nella zona della Calcara, da cui provengono anche materiali di età greco-romana, tra i quali figurano frammenti di ceramica a vernice nera e in terra sigillata africana. Completano l’esposizione due epigrafi del v-iv secolo a.C. e testimonianze provenienti dai rinvenimenti subacquei: anfore di tipo greco-italico (seconda metà del iv e inizi del iii secolo a.C.), vasellame a vernice nera dal Relitto Dattilo (inizi iv secolo a.C.) e anfore dal Relitto Alberti (seconda metà del i secolo d.C.).
- Recupero ed apertura al pubblico del camminamento di ronda del lato nord del Castello;
- Illuminazione del Parco reso archeologico con la collocazione di sarcofagi di età greca e romana;
- Recupero e rifunzionalizzazione del complesso storico architettonico ubicato all’ingresso del Castello;
- Completamento dell’impianto ascensore di accesso al Castello;
- Sistemazione dei padiglioni espositivi del Museo.
Attività di comunicazione
- Realizzazione del logo del Museo;
- Realizzazione del documentario “Eolie Patrimonio dell’umanità – Un mondo a parte tra vulcani e natura;
- Riversamento in DVD dei sette documentari prodotti dal Museo;
- Rappresentazione a Lipari, Maiorca e Malta della commedia di Menandro “L’arbitrato” e della commedia di Aristofane “Donne a parlamento”;
- Nuovo sito web del Museo.
Attività didattica
- Convenzione con le università di Roma, Bologna, Torino, Messina, Palermo, Viterbo, ecc.;
- Attività di ricerca e di studio con vari studioosi ed istituzioni;
- Organizzazione di mostre archeologiche e di arte moderna e partecipazione a molte mostre organizzate da
altre istituzioni sia in Italia che all’estero; - Pubblicazione della prima guida a fumetti;
- Partecipazione a vari progetti Scuola Museo;
-Partecipazione ai vari eventi internazionali come “La notte dei Musei “, come nazionali “La settimana della cultura” e regionali come “Musei in Musica”, ecc.;
- Promozione di pubblicazioni riguardanti le isole Eolie (“I sentieri di Didyme”, “Bellezza ed eleganza femminile”, “Dell’architettura eoliana”.
*Direttore del Museo Archeologico delle Eolie
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giovedì, 27 novembre 2008
PARTONO I BASTIMENTI. 120 FOTO PER RACCONTARE IL "SOGNO AMERICANO"

Partono i bastimenti. 120 foto per raccontare il "sogno" americano. A Palermo nell'ex chiesa di S.Mattia ai Crociferi, oggi pomeriggio sarà
inauguarata la mostra con le immagini in "bianco e nero" di speranza e di dolore degli emigranti anche eoliani. E' organizzata dalla Rete dei Musei Siciliani dell'Emigrazione e curata dal professore Marcello Saija. "Sbaglia chi sostiene - ha affermato il docente universitario - che la migrazione fu solo frutto delle cattive condizioni della terra di partenza. Un grosso ruolo lo giocarono le grandi compagnie di navigazione, creando la cultura del sogno americano". Ad accompagnare la mostra, il convegno "Memorie del Futuro", promosso dall'assessorato al lavoro e all'emigrazione domani e dopodomani alla sala gialla di palazzo dei Normanni. Si discuterà di politiche migratorie. Il prof. Saija Racconta un aneddoto su cui ruoterà l'incontro: "Il problema di mio nonno era come sopravvivere in America; quello di mio
padre era come nascondere la sua identità di italiano per fare in modo che i suoi figli non fossero discriminati. Il
mio problema, invece, è come avere indietro la mia identità di siciliano".
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sabato, 22 novembre 2008
FILICUDI, IL SACCHEGGIO DEI "TESORI SOMMERSI", BOTTA E RISPOSTA PROVINCIA-SOPRINTENDENZA
FILICUDI - "Non è possibile che il museo sottomarino realizzato nell'isola eoliana sia continuamente saccheggiato dai tombaroli". Il presidente della Provincia Giovanni Ricevuto e l'assessore alla cultura Mario D'Agostino per salvaguardare i "tesori sommersi" apprezzati anche dall'ex ministro ai beni culturali Giovanna Melandri e dall'ex vice premier Francesco Rutelli che hanno a casa a Filicudi, hanno richiesto di correre ai ripari. E hanno scritto al direttore della Soprintendenza del Mare Sebastiano Tusa a Palermo e alla Soprintendenza di Messina.
"In riferimento - hanno evidenziato - ai furti di reperti archeologici avvenuti sulle navi greche e romane adagiate sui fondali di Filicudi si chiede di sapere: quali misure di prevenezione si ritiene di voler utilizzare per arginare tale fenomeno; se è ipotizzabile ai fini della vigilanza l'utilizzo del personale umano in atto alle dipendenze del museo archeologico di Lipari, alla luce della naturale conoscenza dei luoghi da parte degli stessi e dell'eventuale risparmio dell'impegno economico e se è possibile avvalersi di personale volontario dalla comparvata esperienza ai fini della tutela del patrimonio artistico giacente nei fondali.
Non si è fatta attendere la risposta della Direttore della Sopritendenza del mare Sebastiano Tusa e del direttore del servizio Teodoro Miceli:
"La campagna di sensibilizzazione - hanno scritto - e la creazione di percorsi sottomarini guidati a Filicudi, promossa dalla Sopritendenza e dall'assessorato regionale al turismo, dimostra tra l'altro che questi percorsi rappresentano una concreta forma di monitoraggio e presidio di protezione dei beni sommersi, com'è esperienza consolidata presso altri siti. Le forze dell'ordine che pattugliano regolarmente il sito di Capo Graziano, verificando il rispetto dell'ordinanza di tutela, emesse su iniziativa di quest'ufficio alle Capitanerie di competenti, le realtà locali piu' sensibili, e le imprese abilitate alla fruzione dei beni (i Diving incaricati delle visite guidate hanno compiti di custodia al sito guidato "Relitto A"), sono attente, sensibili e attive alla difesa, non solo del bene archeologico sommerso a cui sono direttamente interessate, ma sicuramente anche dell'intero contesto che lo circonda".
"Bisogna specificare inoltre - hanno proseguito Tusa e Miceli - che per Capo Graziano, tutti i Dinving eoliani autorizzati alla visita hanno l'obbligo di comunicare alla Capitaneria di Porto i nominativi delle persone che effettuano la visita sul sito, che si trova a ben 30 metri di profondità, per raggiungere il quale si devono effettuare immersioni particolari, certamente non alla portata di qualsiasi subacqueo sportivo o volontario, mentre i relitti in questione risultano ubicati a lunga distanza dalla secca e per di piu' a maggiore profondità. In collaborazione con il museo archeologico di Lipari è già stato designato per controlli di sorveglianza del "Relitto F" uno specifico dipendente del museo. Sembra opportuno precisare che per il "Relitto F" che la fossa di scavo di natura clandestina, già denunciata al Nucleo Tutela Patrimoniale dei carabinieri nel 2005, non sembra essere il risultato di una depredazione recente, come risulta dal folto archivio fotografico, è piu' probabile che l'apparizione di alcuni colli di anfore sia dovuto piuttosto ad uno spostamento della sabbia sui fondali in ripido pendio e soggetti a fortissime correnti". "Si sta valutando - hanno concluso - uno studio di fattibilità per eseguire la ricopertura a protezione del sito, sono stati inoltre depositati al superiore assessorato due progetti per il telecontrollo del sito e del percorso, con telecamere subacqueo e di monitoraggio a terra".
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martedì, 04 novembre 2008
4 NOVEMBRE, IL RICORDO DEI CADUTI IN GUERRA
Il 4 Novembre, una data storica per l'Italia.
Ottantotto anni orsono, si completava con la fine della
Prima Guerra Mondiale, il ciclo delle campagne nazionali per l'Unità d'Italia. Un cammino lungo, durato settant'anni, dalla Prima Guerra d'Indipendenza in avanti.
Un percorso difficile, intrapreso da uno dei Regni preunitari e portato a termine con il concorso convinto della popolazione di tutte le regioni d'Italia, mosse dal desiderio di mettere sotto un'unica Bandiera le sorti della penisola.
Dunque il 4 novembre è una data importante per la storia d'Italia. In questa data si è celebrato in modo particolare l'armistizio che nel 1918 pose fine alle ostilità tra l'Italia e l'Austria e l'Ungheria, concluse sul campo con la vittoriosa offensiva di Vittorio Veneto.
Una vittoria frutto della dedizione, del sacrificio e dell'unità del popolo italiano. Una vittoria che costo' la vita a 689.000 italiani, mentre 1.050.000 furono i mutilati e feriti. Cifre che devono fare riflettere. Numeri da ricodare. Per sempre...
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lunedì, 03 novembre 2008
"100 ANNI DI STORIA IN BIANCO E NERO", DOMANI SERA L'INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA FOTOGRAFICA DI CLAUDIO MERLINO
Lipari- Domani pomeriggio alle 18,30 nel salone parrocchiale di Canneto sarà inaugurata la mostra fotografica di
Claudio Merlino.
“100 anni di storia in bianco e nero” è il titolo.
"La mostra - ha annunciato l'autore - è dedicata al professore Raoul Di Perri, recentemente scomparso.
Sono state invitate le autorità locali".
Attraverso la carrellata di foto in bianco e nero - quindi - si potrà fare un lungo tuffo nella storia degli ultimi 100 anni di queste isole.
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giovedì, 30 ottobre 2008
LOS ANGELES, IL MUSEO DI PAUL GETTY

Contrariamente a quanto si tende a credere, Los Angeles ha anche un lato colto e 
raffinato. Dopo che avrete fatto i vostri acquisti, vi sarete immersi nello sfarzo hollywoodiano e avrete curato la tintarella, andate a visitare alcuni dei più bei musei degli Stati Uniti. In cima alla lista, c'è il gruppo di musei di John Paul Getty.
John Paul Getty Museum

L'originale galleria Getty, ospitata nella ricostruzione di una villa pompeiana del 79 
d.C. sulla Pacific Coast Hwy, subito a ovest di Santa Monica, aperta con il nome di Getty Villa. Il nuovo edificio ospita le collezioni di sculture greche e romane, che rappresentano soltanto una minima parte di quella che è considerata come una delle più preziose collezioni d'arte del mondo (il suo valore si aggira intorno ai tre miliardi di dollari). La collezione d'arte europea, quella di fotografia e numerose altre collezioni, sono adesso in mostra nel nuovo e magnifico Getty Center, costruito sulle montagne di Santa Monica. L'ingresso è gratuito e ciò ne fa decisamente un'ottima occasione di visita.Il Museo d'Arte Contemporanea di Downtown Los Angeles

Il Museum of Contemporary Art (MOCA) di Los Angeles (CA) è un museo specificamente dedicato all'arte
contemporanea.È stato inaugurato nel 1986. Il suo raggio d'azione abbraccia tutta l'arte internazionale dagli anni '60 in avanti.
La collezione del Museum of Contemporary Art di Los Angeles è originata grazie ad alcune donazioni e ad acquisti di altissimo livello.
Sono da ricordare, in particolare, la collezione di Barry Lowen, il consistente nucleo di espressionismo astratto e Pop Art della collezione di Giuseppe Panza di Biumo, la vasta collezione di disegni e stampe di Marcia Weisman e il selezionato nucleo di opere di Rita e Taft Schreiber.
Los Angeles County Museum
Il Los Angeles County Museum (LACMA), Los Angeles (CA), è un museo di carattere enciclopedico, dislocato nel cuore di Los Angeles, a ridosso di Beverly Hills.
Il Los Angeles County Museum è stato inaugurato nel 1965. È cresciuto rapidamente, divenendo in breve tempo il più grande e ricco museo della West Coast nord-americana, insidiato solamente dal vicino Getty. Ha sede in un complesso costituito da quattro edifici distinti principali, affacciati su una sorta di cortile centrale.
John Paul Getty Museum
Le collezioni del Los Angeles County Museum riguardano innumerevoli campi: antichità egizia, greca e romana; arte araba, iraniana, indiana, cinese, giapponese e coreana; arte pre-colombiana; arte medievale, rinascimentale e barocca europea; arti decorative; arte africana e dell'oceania; arte americana; arte moderna e arte contemporanea; architettura e design; fotografia.
La collezione d'arte moderna e arte contemporanea del Los Angeles County Museum (LACMA) risulta ospitata nel Robert O. Anderson Building. È ricca soprattutto di opere dell'espressionismo tedesco, del surrealimo e dell'espressionismo astratto americano. Particolarmente consistente è il gruppo di opere di Clyfford Still.

Nonostante l'esistenza a Los Angeles del Museum of Contemporary Art, anche l'arte
contemporanea è ben rappresentata. Dominano naturalmente gli autori americani, e specialmente quelli di area californiana. Ma vi figurano anche opere di importanti autori internazionali: notevoli, ad esempio, le opere di Anselm Kiefer.Il Los Angeles County Museum (LACMA) svolge una intensa attività espositiva, che copre tutti i campi di cui si occupa.
Nel suo ambito hanno sede centri studi e importanti istituzioni culturali: The Doris Stein Research and Design Center, il Robert Gore Rifkind Center for German Espressionist Studies.
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venerdì, 03 ottobre 2008
SOTTOMONASTERO, IL MARE "REGALA" ALTRE SORPRESE
LIPARI - I fondali del porto di Sottomonastero continuano a regalare "tesori sommersi".
Dopo i nuovi controlli eseguiti dai sub della Sopritendenza del mare di Palermo sono stati rinvenuti altri otto basamenti di colonne del periodo romano e anche un muro di cinta di quattro metri.
Le verifiche sono state portate avanti, in collaborazione con i sub della società Arena di Messina che era stat incaricata per conto della società "Condotte D'Acqua" di Roma che - come è noto - con il Comune di Lipari ha costituito una società mista per potenziare tutti i porti della maggiore isola delle Eolie con una spesa di 80 milioni di euro.
I nuovi ritrovamenti di Sottomonastero però potrebbero creare un intralcio ai lavori. In precedenza - come si ricorderà dopo il dragaggio dei fondali della stessa area marina da parte della società Scuttari che era all'opera per i lavori della messa in sicurezza della struttura portuale, erano stati riportati alla luce del sole cinque basamenti di colonne dello stesso periodo romano ed era stato anche rinvenuto un muro di cinta di quasi due metri.
Alla luce di questi nuovi ritrovamenti, la Soprintendenza del mare di Palermo è intenzionata a "ispezionare" approfonditamente tutta l'area sottomarina di Sottomonastero e all'assessorato regionale ai beni culturali ha richiesto un finanziamento ad hoc.
La società "Lipari Porto spa" contava di definire l'iter entro l'anno, ma dopo questi nuovi preziosi reperti rinvenuti sicuramente i tempi si allungheranno notevolmente. C'è di piu': il consigliere comunale di minoranza Adolfo Sabatini con una lettera inviata al sindaco ha già richiesto di essere relazionato sulla situazione di Sottomonastero.
Tenuto conto che l'area portuale è sempre piu' interessata dal ritrovamento di reperti archeologici e che
le verifiche ancora non sono state ultimate, è possibile che la stessa area sia esclusa dai lavori portuali, o al limite cosi' come espresso in un convegno che si è tenuto a Lipari, gli stessi reperti potrebbero essere prelevati e nell'area soprastante potrebbe essere realizzato un museo con la riproduzione del vecchio porto di Lipari, risalente al periodo romano. Un'altra ipotesi al vaglio dei tecnici della società è che lo stesso porto commerciale potrebbe essere trasferito a Pignataro. Come è noto, la società oltre al potenziamento di Sottomonastero ove dovrebbero attraccare due traghetti, due navi da crociera e 4 aliscafi, punta anche a realizzare porti turistici a Marina Corta, Marina Lunga e Pignataro. Complessivamente 400 posti barca, per 400 posti di lavoro garantiti per tutto l'anno. La società che investirebbe i quattrini, gestirebbe le strutturebbe per 50 anni. Il Comune non dovrebbe uscire un euro e nella società ha messo a disposizione due fabbricati: l'ex stazione marittima e le case gialle di Marina Corta. Un altro problema, non secondario, è che i progetti soprattutto di Marina Corta e di Marina Lunga, sono contestati dal centro sinistra, dagli ambientalisti e anche dall'Unesco. Sono invece fortemente voluti dalla giunta Bruno e dalla maggioranza del centro destra che su questa "scommessa" ha vinto le elezioni amministrative.
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sabato, 20 settembre 2008
FILICUDI, OLTRE 20 LE ANFORE RUBATE NEL MUSEO SOTTOMARINO
A lanciare l’allarme sono stati i sub che frequentano l’isola di Filicudi e che hanno il compito di vigilare attorno ai “tesori sommersi”, tanto piu’ che da agosto è stato inaugurato il “Museo Sottomarino” e tra i primi “esploratori” ha avuto l’ex ministro ai beni culturali Giovanna Melandri, mentre l’ex vice premier Francesco Rutelli, con al seguito la moglie Barbara Palombelli che ha messo su casa a Siccagni, non se l’è sentita di indossare maschera, pinne e bombole, per "ammirare" i preziosi reperti archeologici che ancora resistono all’assalto dei “tombaroli”.
Del saccheggio i sub eoliani hanno informato il direttore della Soprintendenza del Mare Sebastiano Tusa, il direttore del museo archeologico di Lipari Riccardo Gullo e anche l’assessore regionale ai beni culturali Antonello Antinoro e il deputato regionale dell’Udc Giovanni Ardizzone che ha preso a cuore la questione e ha subito preannunciato una interrogazione per “invocare urgenti provvedimenti”.
Nel corso di recenti immersioni è stata difatti rilevata una movimentazione del
fondale sabbioso. In zona tra l’altro vi è una anfora ancora integra che si trova al centro di un vasto cratere. C’è quindi il rischio incombente che anche questo reperto possa essere trafugato. Inoltre sono ben visibili altre 7 anfore che di conseguenza potrebbero essere portate via. Anche in questo caso è stato verificato un movimento di sabbia che ovviamente ha permesso di “scrutare” le stesse anfore.
La piccola isola di Filicudi Filicudi (solo 9,5 kmq di estensione), custodisce nel suo fondale un piccolo tesoro archeologico: caratterizzato da relitti di navi greche e romane che si sono abissate nella secca di Capo Graziano, a 75 metri di profondità. L’accesso all’area sottomarina era stato sempre vietato, ma approfittando della mancanza di adeguati controlli, i “sub-pirati”, in questi anni hanno portato via di tutto. E’ stato accertato che le anfore trafugate sarebbero stati già una ventina. Ognuno di questi reperti sul mercato ha un valore anche di 2500 euro. Dal primo agosto – tuttavia - i sub con brevetto di secondo livello possono scendere fino a 45 metri accompagnati da diving autorizzati. L’itinerario, anche grazie ad un’apposita segnaletica che
aiuta a non perdere l’orientamento, offre la possibilità di ammirare il “relitto A”, una nave di età ellenistica datata fra il III e il II secolo a.C., e di individuare la sagoma del relitto “G” ricoperto di sabbia e che risale al V secolo a.C. e quella del “Città di Milano”, una posacavi della Marina affondata nel 1919. Sul fondo sono anche visibili le ali di aliscafi che hanno impattato sulla secca, oltre a numerose anfore, vasellame e corredi. Per ora quindi solo i più esperti possono visitare il museo sottomarino, ma il direttore Tusa dellla Soprintendenza del Mare punta anche a far posizionare delle telecamere per consentire la visione dei relitti di Capo Graziano via Internet, così com’è stato già fatto a Cala Gadir, nell’isola di Pantelleria.
Nb: Le tre foto a colori riguardano i fondali di Capo Graziano come si presentano adesso in alcuni tratti.
Le foto d'epoca invece riguardano i ritrovamenti di preziosi reperti che sono stati fatti negli anni 1973, 1975 e 1976 nel mare di Filicudi. Sono riconoscibili tra gli altri il professore Luigi Bernabo' Brea, la dottoressa Madeleine Cavalier, i sub eoliani Bartolo Tom Giuffrè e Franco Vaiarelliti. Per il recupero era stata utilizzata la
nava "Cicnus" di Albenga.
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lunedì, 08 settembre 2008
CENTRO AMERICA, RITROVATE MONETE DI CONIO ROMANO?
di Romana Villari
In passato altri ritrovamenti di monete romane sono avvenuti in Islanda, in navi riaffiorate sulle coste del Texas, ed anche iscrizioni di dubbia attribuzione fenicia sono stati ritrovati sempre nel nuovo continente.
Tutti segni che molti anni prima di Colombo fenici, romani e vichinghi (i più probabili visitatori delle zone del nord america oggi canadesi) siano approdati sulle coste del continente americano?
Molti studiosi suggeriscono la veridicità di questa affermazione basandosi sulla presenza di figure diafane nella mitologia sudamericana e su alcuni testi storici, come quelli scritti da Erodono che racconta di spedizioni fenice in zone attribuibili a spazi oltre le Colonne d’Ercole.
Per le correnti presenti nell’Oceano Atlantico e per la relativa vicinanza alle coste africane, è plausibile che alcune navi siano potute approdare nella zona del nord-est del Brasile, già in tempi antichi.
A supporto dei sostenitori della frequentazione precolombiana dell’atlantico vi è un prezioso documento: la carta di Piri Reis, che è stata disegnata nel 1513 dall’ammiraglio ottomano omonimo. Dipinta su pelle di gazzella, fu rinvenuta nel 1929 nel palazzo imperiale di Costantinopoli, e racchiude un vero e proprio mistero: la raffigurazione della “topografia subglaciale”, l’esatto profilo della terra presente sotto la calotta polare antartica. Questo profilo rimase completamente nascosto alla vista a partire dal 4000 a.C. fino al 1949, quando una spedizione scientifica britannico-svedese rivelò la prospezione completa con il metodo sismico a riflessione. Tutto ciò ci porta alla conclusione che le fonti grazie alle quali Reis compilò la mappa, consistessero a loro volta in copie di carte antichissime.
Invece di dirimersi il mistero si infittisce!
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mercoledì, 27 agosto 2008
CENTRO STUDI, PRESENTATI I DVD DEL MUSEO
“Vulcanismo e archeologia”, “Da Eschilo a Menandro”, “Il pittore di Lipari e la sua storia”, “Topografia archeologica di Lipari”, “Antichi naufragi”, “Salina”, “Filicudi”, “Eolie, patrimonio dell’umanità – Un mondo a parte tra vulcani e natura”. Questa la sequenza cronologica dei Dvd contenuti nel cofanetto e realizzati dal Museo Eoliano, a partire dal 1991, con fondi regionali, mentre l’ultimo Dvd ha potuto essere realizzato utilizzando fondi europei del Por 2000-2006.
Il Prof. Ferro ha evidenziato come l’iniziativa promossa dal museo, pur inserendosi nel processo di globalizzazione della diffusione del patrimonio culturale, mantiene delle peculiarità specifiche capaci di trasmettere l’identità di un patrimonio che pur appartenendo all’intera comunità caratterizza la ricchezza storica e la specificità dell’arcipelago eoliano.
Anche Marcello Sorgi ha sottolineato l’efficacia comunicativa offerta dai filmati, strumenti capaci a divulgare e promuovere la conoscenza di un patrimonio storico – archeologico - vulcanologico che documenta settemila anni di storia e la straordinaria evoluzione geologica delle isole oliane, che ha procurato all’arcipelago il riconoscimento UNESCO di “Patrimonio dell’Umanità”. Sorgi ha, quindi, auspicato la diffusione di questi documentari sulle reti televisive nazionali.
Graffiante l’intervento di Alberto La Volpe centrato sullo stato dei servizi mussali voluti dalla legge “Ronchey” che ancora in Sicilia non trova la sua piena applicazione. La Volpe ha battuto su questo tema nel corso del suo intervento, affermando che è inconcepibile che in Italia pochissimi musei siano in grado di offrire tali servizi e sottolineando la bontà dell’idea avuta da Gullo nel riversare in Dvd i documentari prodotti dal Museo, completando la serie con l’ultimo “Eolie, patrimonio dell’umanità – Un mondo a parte tra vulcani e natura”, in modo che “la storia dell’arcipelago e quanto esposto nello stesso Museo entri capillarmente nelle case eoliane, negli esercizi commerciali, sui mezzi di trasporto, negli altri musei e nei più importanti canali di comunicazione”.
In conclusione, il direttore del Museo Dott. Riccardo Gullo, ha messo l’accento sulla necessità di incrementare le attività di comunicazione del Museo, partendo dalla promozione di iniziative capaci di valorizzare gli strumenti didattici e divulgativi già prodotti e producendone altri di immediata efficacia e diretti a tutti gli appassionati di antichità e delle bellezze naturali dell’arcipelago.
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14:04 Scritto da: leonedilipari in Storia | Link permanente | Segnala
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lunedì, 25 agosto 2008
SALINA, "IL MUSEO DELLE MIGRAZIONI SI FARA'".
Il museo nazionale delle migrazioni si farà". Lo ha annunciato a Salina il sottosegretario agli esteri con delega agli italiani nel mondo, Alfredo Mantica, inaugurando nell’auditorium di Malfa, la mostra sulla storia dell’emigrazione siciliana, alla presenza del vicepresidente dell’assemblea regionale siciliana, Santi Formica, dell’Ambasciatore Francesco Paolo Fulci, del console generale d’Italia a New York, Francesco Maria Talò e del curatore scientifico della mostra, prof. Marcello Saija.
Per Mantica, il museo "sarà virtuale e servirà a mettere in relazione le tante strutture nate in Italia negli ultimi anni, ma servirà soprattutto a potenziare la rappresentazione e lo studio del fenomeno migratorio italiano, sottovalutato o addirittura misconosciuto dai libri di storia".
La presentazione della mostra, introdotta dai tre sindaci dell’isola di Salina, ha rappresentato in pieno la grande epopea dell’emigrazione siciliana, mettendo in luce i diversi aspetti.
Il console Talò ha sottolineato il grande successo avuto dalla mostra negli Stati Uniti, affermando come la regione siciliana abbia fatto un investimento emotivo di notevole portata coinvolgendo appieno le comunità di origine siciliana che vivono negli USA. L’Ambasciatore Fulci ha ricordato i grandi meriti di queste comunità, ripercorrendo le tappe del suo impegno in qualità di rappresentante permanente d’Italia all’ONU e il ruolo avuto dagli italiani in America nel difendere gli interessi del nostro paese nel mondo.
Il vicepresidente Formica ha posto l’accento sulle caratteristiche scientifiche della mostra che illustra le tante emigrazioni siciliane e porge l’opportunità di capire un fenomeno molto spesso trascurato dagli studiosi e dai rappresentanti delle istituzioni in Italia. "Il desiderio di porre rimedio a questo stato di cose – ha detto - mi ha spinto ad abbracciare il progetto del prof. Saija, consapevole che l’opportunità di presentare la Sicilia ad Ellis Island era una chance da non perdere".
"Lo sforzo didascalico che traspare dai testi e dalla grafica dei pannelli – ha commentato il regista Vittorio Taviani - fa di questa mostra uno strumento prezioso di conoscenza che merita di essere utilizzato su vasta scala".
Ha concluso Marcello Saija, ringraziando per l’attenzione e fornendo le linee guida per una visita approfondita della mostra.
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CENTRO STUDI, QUESTA SERA LA PRESENTAZIONE DEI DOCUMENTARI SUL MUSEO
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domenica, 24 agosto 2008
FILICUDI, RECUPERATA ANFORA DEL 2' SECOLO A.C.
Il mare eoliano regala un altro "pezzo di storia". A Filicudi, nello specchio di mare antistante le Punte, è stata recuperata un’anfora Greco italica del 2°-3° secolo a.c..
A fare il sorprendente ritrovamento, ad una profondità di circa 50 mt., sono stati tre sub esperti, conosciuti sull’isola, Simone Taiuti, Pagani Chicca e Francesco Ciampini.
L’anfora perfettamente conservata ed integra, è stata prontamente recuperata ed, appena emersa, consegnata al museo dell’isola, il quale, benché piccolo, accoglie numerosi reperti di questo genere.
Il museo, voluto e ben tenuto grazie all’interessamento ed all’impegno del direttore Riccardo Gullo, offre ai suoi visitatori un pezzo di storia eoliana al piano terra e tutta una sezione archeologica subacquea al piano superiore. Non appena verranno eseguite tutte le procedure di catalogazione e datazione dell’anfora ritrovata,verrà messa a disposizione di tutti coloro che vorranno ammirarla e fare così un tuffo nel passato.
I fondali di Filicudi sono ricchi di reperti, basti pensare che nell’area interdetta di Capo Graziano, giacciono ben 9 relitti di cui una posacavi affondata nei primi del ‘900 ed 8 di epoca romana il cui carico è stato solo in parte recuperato.
La presenza di secche infatti, era una costante insidia per gli antichi navigatori e spesso le burrasche ingoiavano le navi con tutto il loro prezioso carico.
Sull’isola è presente, inoltre, un percorso archeologico subacqueo, inaugurato quest’anno, fruibile da tutti gli appassionati di questa disciplina.
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SAN BARTOLOMEO, LA STORIA
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venerdì, 22 agosto 2008
SALINA, "INCONTRI DI AGOSTO"
"Incontri di agosto", è il titolo della tre giorni di manifestazioni in corso nell'Isola di Salina, su iniziativa del Centro internazionale di ricerca per la storia e la cultura eoliana, della Rete dei musei siciliani dell'emigrazione e del Club Unesco.
Il programma, coordinato dal prof. Marcello Saija, ha previsto, la presentazione del volume di Macrina Marilena Malfa, "La danza delle streghe. Canti e credenze dell'arcipelago eoliano", nell'auditorium di Malfa e l'inaugurazione della mostra "Sicilian Crossing" a Montalbano Elicona.
Nello specifico, si è trattata della prima tappa del percorso messinese della mostra che ha emozionato l'America: il castello svevo-aragonese è stata la prestigiosa cornice della mostra "Sicilian Crossings", approdata in provincia di Messina dopo l'inaugurazione a New York e la prima tappa siciliana di Donnafugata. Un battesimo in territorio nebroideo di prestigio con il convegno sul tema dell'emigrazione cui hanno partecipato il sindaco Giuseppe Simone; il direttore di "Qui Sicilia", Mario Cavaleri; il preside di Scienze politiche, Andrea Romano e i docenti Lina Panella, Erminia De Francesco e Marcello Saija.
Sul tavolo, le cause che, soprattutto a cavallo tra fine Ottocento e prima metà del Novecento, hanno spinto centinaia di migliaia di persone a lasciare la Sicilia in cerca di prospettive migliori e del ruolo non marginale avuto dagli agenti marittimi che, lucrando significative provvigioni dalla vendita dei biglietti di imbarco per il viaggio oceanico, incitavano a partire facendo immaginare un mondo nuovo straordinario e di sicuro avvenire.
Sotto i riflettori, anche i diritti degli immigrati, le difficoltà a trovare soluzioni ai problemi dell'immigrazione, e, infine, i sempre più consistenti flussi che si intrecciano e coinvolgono l'Europa occidentale e il continente americano.
Nell'auditorium di Santa Marina salina, si è anche tenuto il ricordo di Edward Re leader della comunità isolana Oltreoceano e collaboratore dei presidenti Kennedy e Jonson. Fissati gli interventi di Marcello Saija, santi Formica vice presidente Ars, Francesco Maia Talò, console generale di New York, Nino Randazzo, senatore e Francesco Maria Fulci, già ambasciatore d'Italia all'Onu.
Questa sera allo Scalo Galera di Malfa, è in programma l’intervista al vicepresidente dell'Ars, Santi Formica: conducono il sociologo Raimondo Catanzaro, il giornalista Mario Cavaleri e lo storico Marcello Saija. Alle 23, sempre allo Scalo Galera, chiude la manifestazione un recital teatrale e musicale.
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giovedì, 21 agosto 2008
CENTRO STUDI, LUNEDI' LA PRESENTAZIONE DEI DOCUMENTARI DEL MUSEO
LIPARI - Nell'ambito dei pomeriggi culturali indetti dal Centro Studi eoliano, fondato dai "pionieri" Nino Paino e Nino Saltalamacchia, saranno presentati i “Documentari in dvd editi dal Museo Archeologico Eoliano Luigi Bernabò Brea” Interverranno: Davide D’Amico, Angelo Ferro, Alberto La Volpe (nella foto) e Marcello Sorgi. Concluderà: Riccardo Gullo.
L'incontro è stato programmato a
In collaborazione con: REGIONE SICILIANA, Assessorato Beni Culturali Ambientali e della Pubblica Istruzione, Museo Archeologico Eoliano Luigi Bernabò Brea, Comune di Lipari e Provincia Regionale – Messina
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giovedì, 07 agosto 2008
MUSEO SOTTOMARINO, FINALMENTE SI POSSONO SCRUTARE I TESORI SOMMERSI
FILICUDI (*bl*) Per gli amanti di storia e immersioni alle Isole
Eolie è nato un "museo sottomarino".
Grazie alla guida di diving autorizzati (nella foto l'esperto sub Pino Vadalà con l'"esperto-pilastro" del museo Gaetano Giuffrè) è possibile percorrere il pendio di Capo Graziano, fino a una profondità di 45 metri, e visitare un luogo magico, teatro di
numerosi drammatici affondamenti.
Grazie all'itinerario realizzato dalla Soprintendenza del mare della Sicilia, guidata da Sebastiano Tusa, con finanziamento dell'assessorato regionale al Turismo, sarà possibile ammirare il "relitto A", che risale all'età ellenistica (II sec. a.C.), la sagoma del relitto "G", ricoperto di sabbia e che risale al V secolo a. C., e quella del
"Città di Milano", una posacavi della Marina affondata nel 1919 per l'esplosione delle caldaie nell'impatto.
Nell'isola si è lavorato velocemente per delimitare il tratto che permette di "scrutare" i fondali del museo sottomarino, lungo il periplo di Capo Graziano.
I lavori sono stati eseguiti dalla ditta di Nino Terraneo di Palermo, che si è aggiudicata l'appalto della Regione per 25 mila euro.
Insomma, un'altra perla nella storia millennaria delle sette isole...
Sarà inoltre disponibile un servizio di guide a terra che daranno la possibilità di visitare il villaggio preistorico di Capo Graziano, la
sezione locale del Museo eoliano e i sentieri sulle montagne ricche di terrazzamenti romani.
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mercoledì, 06 agosto 2008
FILICUDI, PRONTO IL MUSEO SOTTOMARINO
A Filicudi, è nato un museo sottomarino. Un paradiso per tutti i turisti e gli appassionati che hanno voglia di fare in sicurezza immersioni, guidate dai diving autorizzati, lungo il ripido pendio di Capo Graziano, nei pressi della secca, fino a una profondità di 45 metri. Un concentrato di storia, di emozioni e di bellezze naturalistiche in un luogo magico che, purtroppo, è stato teatro per millenni di numerosi drammatici affondamenti: le navi che cercavano rifugio dal maltempo sotto Capo Graziano venivano “tradite” da un’improvvisa secca rocciosa e sprofondavano all’istante nell’abisso fino a 75 metri. La Soprintendenza del mare della Sicilia, guidata da Sebastiano Tusa, con finanziamento dell’assessorato regionale al Turismo, ha realizzato un itinerario in sicurezza fino a 45 metri di profondità, per ammirare il “relitto A” che risale all’età ellenistica (II sec. a.C.). Sarà fruibile solo con la guida dei diving con licenza delle Eolie, che offriranno servizi standard seguendo le regole della Soprintendenza e, in sinergia, finanzieranno un servizio di guide a terra per completare il tour con la visita del villaggio preistorico di Capo Graziano, della sezione locale del Museo eoliano e dei sentieri sulle montagne ricche di terrazzamenti romani.
L’itinerario offre la possibilità di individuare anche la sagoma del relitto “G” ricoperto di sabbia e che risale al V secolo a. C., e quella del “Città di Milano”, una posacavi della Marina affondata nel 1919 per l’esplosione delle caldaie nell’impatto. Sul fondo sono anche visibili le ali di aliscafi che hanno impattato sulla secca, oltre a numerose anfore, vasellame e corredi. Per ragioni di sicurezza non è possibile scendere a una profondità ulteriore. Verranno offerti servizi standard secondo le regole della soprintendenza e sarà anche finanziato un servizio di guide a terra per completare il tour con la visita del villaggio preistorico di Capo Graziano, della sezione locale del museo eoliano e dei sentieri sulle montagne ricche di terrazzamenti romani. I sub che visiteranno il museo riceveranno una guida tascabile in Pcv per poter comprendere meglio la storia dei reperti visibili sul fondo marino. Nei prossimi mesi la soprintendenza del mare intende dotare il sito di telecamere subacque per consentire a chiunque di poter ammirare via internet i tesori del museo del mare di Filicudi.
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sabato, 02 agosto 2008
MUSEI, DAL 7 AGOSTO APERTI ANCHE DI NOTTE
Dal 7 agosto al 13 settembre prossimi i musei della Sicilia rimarranno aperti anche di notte. E' quanto deciso dall'assessore regionale ai Beni culturali, Ambientali e Pubblica Istruzione, Antonello Antinoro, al temine di una riunione con le organizzazioni sindacali e i rappresentanti delle strutture dell'Assessorato, che si è svolta ieri pomeriggio.
Gli uffici dell'Assessorato hanno già contattato alcuni comuni che hanno risposto favorevolmente all'iniziativa e chiesto di allocare spettacoli estivi presso i loro musei.
Gli stessi enti locali, nell'ottica di un lavoro sinergico con la Regione, predisporranno servizi supplementari di supporto anche per quanto riguarda la mobilità.
"Con questa iniziativa - dichiara Antinoro - i visitatori potranno godere, durante il periodo estivo, delle bellezze artistiche della Sicilia".
"Il prossimo obiettivo - continua l'assessore - sarà quello di portare a regime questa iniziativa. I musei dovranno rimanere aperti di sera non solo nel periodo estivo ma anche durante un congruo periodo dell'anno per consentire ai siciliani e ai tanti visitatori che giungono in Sicilia di poter ammirare i nostri beni artistici e architettonici".
"Un plauso - conclude Antinoro - va alle organizzazioni sindacali che hanno pienamente collaborato con l'Assessorato per la definizione dell'iniziativa".
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mercoledì, 30 luglio 2008
L'ORGANO DI EOLO
di Clara Raimondi
Anche ad Atene è conservato un edificio ottagonale denominato “torre dei venti” che svolgeva una funzione simile a quella dell’organo di Eolo.
Jean Houel, un pittore francese del 1700, ha documentato nel suo “Viaggio pittoresco alle isole Eolie” con delle bellissime tavole - oggi conservate al museo dell’Hermitage di Leningrado - l’esistenza di questo organo i cui resti sono stati ritrovati quasi casualmente negli anni ’80 quando fu tracciata la strada della Piana dei Greci, chiamata così perché qui si sono ritirati gli ultimi greci che hanno abitato quest’isola, che lo sezionò marginalmente prima che si riconoscesse di cosa si trattava. In realtà oggi sappiamo che più che un vero e proprio strumento musicale si trattava di una piccola sala termale, un calidarium di età romana tardo-imperiale: in queste isole infatti vi è una notevole attività vulcanica secondaria e in quella zona ancora oggi si trovano fumarole, che un tempo dovevano essere più accentuate, e l’acqua termale quasi ovunque. Probabilmente il vento insinuandosi negli anfratti della stufa termale provocava quell’effetto musicale di cui abbiamo detto prima e per questo è stato definito “organo di Eolo”.
Nel suo recente romanzo “Arpa eoliana[1]” – il cui titolo si ispira appunto all’organo di Eolo - Benito Merlino, autore contemporaneo di Filicudi, così ne descrive gli effetti:
“Strumento raro, nato per caso dal cuore dei poeti e dai capricci del vento, forse preso in prestito dagli dei per conquistare i loro amori terrestri e compiere le loro alchimie, strumento delle lamentazioni di Eolo, dei suoi vagabondaggi nei fiori appena schiusi o del suo canto nelle foglie morte, l’arpa comunicava…il magnetismo, l’assoluto e la purezza del capolavoro”.
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