Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra9.JPGdi Felice D’Ambra

Il maltempo,  dopo aver imperversato in Sardegna è arrivato in Sicilia e a Lipari, e come al solito, questo fenomeno meteorologico ha fatto enormi danni soprattutto alla città di Palermo e ai viaggiatori che dovevano rientrare o arrivare a Lipari, vacanzieri inclusi in partenza da Milazzo. L’unico mezzo che ha lasciato ieri sera il porto di Milazzo con molto coraggio e con 250 persone a bordo alla volta di Lipari, la motonave N.G.I. Domando a me stesso, visto che ai liparoti  poco interessa, ma in particolar modo a Sara Basile (per piacere non mi risponda con rabbia), cosa ne pensa di quest’ultima sgradevole  situazione causata dalle disastrose condizioni atmosferiche che ha interessato la Sicilia e le Eolie e che ha bloccato tantissimi passeggeri per le Eolie e siamo ancora in estate, e tra poco inizierà l’autunno e poi il lungo inverno? Anche se Lei non è d’accordo, alla costruzione dell’Aviosuperfice , abbia almeno la cortesia di  ammettere che anche in questi casi,  soltanto gli aerei avrebbero potuto sostituire le incapacità di una portualità non sufficientemente  adeguata ad una situazione di disagio atmosferico in mancanza di una méssa in sicurezza di un  porto a Lipari,  ancora incredibilmente da molti anni,  non attuato, ed ancora oggi , le Isole sono fortemente penalizzate. Mi scuso se mi permetto di domandarLe,  che cosa avrebbe fatto Lei, se ieri si fosse trovata al porto di  Milazzo e non avrebbe per le avverse condizioni meteorologiche, avuto la possibilità d’imbarcarsi per l’Eolie. Lei , avrà certamente saputo, che tutti coloro che dovevano imbarcarsi hanno manifestato con molta vivacità al porto di Milazzo? Capisco che per Lei , le “Isole sono Isole” e devono restare tali, ma anche se rispetto la sua idea, non Le sembra esagerato che a causa di un maltempo,  non si possa arrivare a destinazione “Isole Eolie”? Lei ha forse  “paura di volare”? oppure quando va in vacanza lo fa col treno a binario Unico che circola per la Sicilia, dove da Palermo a Messina con un “Inter City” si impiega quasi tre ore circa”? e con treni con molta scarsa frequenza, oppure prende la nave da Lipari per Napoli appena due volte alla settimana  che impiega quasi 14 ore circa quando va bene? Mi dispiace Sig.na Sara, non per me, io non vivo a Lipari e posso farne a meno anche di tornarci ma poiché da tutte le parti sento insoddisfazioni e continue lamentele per i trasporti ed altro, mi da un enorme senso di fastidio, perché d’altronde si tratta pur sempre del mio paese natio;  e poiché mi sento molto legato, ma ripeto senza interesse, vorrei enormemente che la situazione generale fosse completamente diversa.

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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra9.JPGdi Felice D’Ambra*

Rispondo all’amico – Massimo Pagliaro – Web Master de “Il Notiziario delle Isole Eolie online” che mi ha informato dell’esistenza di un progetto presentato anni fa, dalla società Aviolipari S.r.l. per la costruzione di un’Aviosuperfice nella frazione di Quattropani per l’atterraggio di Aerei da 50/70 posti. Ne avevo sentito parlare tempo fa, ospite di  radio salotto marinacorta,  magistralmente  diretto da mio nipote Mimmo Ziino, del Bar “Il Gabbiano” , dove giornalmente si consumano  commenti, aperitivi  e Cocktail’s tra “aficionados” sino alla chiusura. Il salotto strettamente riservato a ospiti di riguardo e non, che tra un caffè, un drink, si parla e si discute di tutto ciò che avviene a Lipari e dintorni. Mimmo, mi diceva che di questo progetto né era a conoscenza anche l’allora Sindaco Dr. Michele Giacomoantonio, che tra l’altro era anche favorevole in quanto aveva capito l’importanza dell’opera , ma qualcosa in politica non è andata bene, e trame oscure che spesso avvengono ovunque, ha fatto in modo che venisse accantonato. Comunque, caro Massimo, ho visitato su You Tube il sito dell’aviosuperfice, onestamente, non mi sembra affatto che ci sia un impatto ambientale disastroso né tanto meno si tratti di un’opera faraonica da stravolgere la frazione di quattropani, come si vuol far credere alla popolazione. Mi risulta che la zona dove sarebbe dovuto sorgere la pista, allo stato attuale, non solo è abbandonata,  ma è addirittura una discarica  abusiva a cielo aperto. Credo, che ai liparoti, manchi la cultura del volo e amano solo il rumore dell’elicottero del 118, peccato. Purtroppo, mi sorge il dubbio che buona parte della popolazione, vuoi   per la scarsa informazione o per altro, albergatori compresi, non sono interessati ad un turismo di   Aviopista, che sarebbe stato l’ideale per loro, organizzare, Congressi, Meeting, festività natalizie e tante altre manifestazioni autunnali/invernali senza il rischio di restare fermi a Milazzo. Caro Massimo, Lei che vive a Lipari conosce meglio di me i liparoti. Secondo la mia opinione, sono parecchi che remano contro come i gamberi, penso a quello che era tanti fa Milazzo, e a quello che è oggi. L’Aviosuperfice ,( secondo loro),  andrebbe a ledere grossi interessi  (da tempo acquisiti), di albergatori, ristoratori, Bar, pizzerie, garage, noleggiatori, tassisti  di una cittadina che ha sempre trattato a pesci in faccia tutti i liparoti e tutti coloro che per logica debbano passare dal porto di Milazzo per l’imbarco per Lipari e Isole. E’davvero incredibile che una cittadina di 12.000 abitanti, con notevoli potenzialità turistiche, dalle bellezze naturali, incantevoli e  con un degno museo che molte città invidiano, si riduca ad avere e prospettare un turismo di massa, e che non riesca neppure a mantenerla decorosa, e ha l’audacia di fregiarsi della Classificazione di Lipari, “Patrimonio dell’ Unesco”, semplicemente grottesco. E’ spiacevole comunque riconoscere,  che se l’Amministrazione comunale di Lipari, nell’interesse dell’intera comunità, non prenderà seri e urgenti provvedimenti, è destinata ad un declino inesorabile. Le altre Isole, a differenza di Lipari, Panarea in testa, sono decisamente più avanzate turisticamente, hanno avuto l’orgoglio di investire e   suscitare da soli un turismo di qualità e alberghi superiore alla media. Non sono Professore né tanto meno maestro, mi considero un semplice uomo del turismo che ha dedicato e dedico ancora il mio tempo alla divulgazione della professionalità e al miglioramento del turismo, concepito quasi come una missione. Desidero ricordare che la “Costa Smeralda”, dal 1962, ha basato tutto sull’Ambiente, sulla Accoglienza e sulla Professionalità.

*Presidente associazione dei direttori d’albergo della Sardegna

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