Rassegna Stampa, “Repubblica.it”, Telemedicina: la terapia viaggia wireless

arepubblica.it.jpg“E smettila con il cellulare. Se continui così ti mando in una clinica a disintossicarti”. “Mamma, sto usando il cellulare per curarmi”. Il dialogo sembra inverosimile, ma stavolta ha ragione l’adolescente: 1 a 0 per lui (o lei). Il cellulare infatti sempre più viene usato da medici e ospedali per monitorare terapie, fare controlli e diagnosi in diretta. Con la telemedicina, il telefono di casa, il cellulare e il bluetooth sono gli strumenti che mantengono il collegamento costante tra paziente e medico curante. Portare l’assistenza direttamente al domicilio di malati cronici, disabili, diabetici e cardiopatici permette il monitoraggio 24 ore al giorno, facendo così diminuire i tempi di attesa per le visite in ambulatorio, permettendo di cambiare le terapie in tempi rapidi e anche di ridurre le corse dei malati al pronto soccorso.

Nel caso della ragazza, un sms sul cellulare le ricorda i tempi e i modi della terapia anti-acne. Il progetto per la cura dell’acne ideato e sperimentato dalla professoressa Gabriella Fabbrocini, docente di dermatologia e venereologia all’Università Federico II di Napoli, è nato partendo da due considerazioni: una buona comunicazione aiuta ad aumentare la compliance, cioè la fiducia, con il medico e di conseguenza il successo della terapia; i pazienti che soffrono di acne sono soprattutto adolescenti abituati a usare quotidianamente gli strumenti della comunicazione digitale, in particolare gli sms.
Nel caso dei teen-ager, perennemente connessi alla rete, è facile coinvolgerli in una “terapia digitale” ricordandogli le modalità e i tempi corretti della terapia. Durante le 12 settimane del trattamento i giovani avvisati con sms hanno ottenuto risultati nettamente migliori di quelli che non lo ricevevano. I pazienti seguiti a casa con i messaggini, infatti, si sono automedicati correttamente per tutta la settimana, mentre gli altri hanno seguito la cura solo 5 giorni su 7. La telemedicina viene usata da molti ospedali per controllare a distanza problemi anche più seri, come il buon funzionamento di pacemaker e defibrillatori e per ricevere elettrocardiogrammi o altre analisi mediche. Alcune regioni italiane hanno avviato da tempo progetti di telemedicina che hanno migliorato l’assistenza ai cittadini che hanno difficoltà a uscire da casa e fatto diminuire i costi della sanità. Si chiama “Buongiorno CREG” il sistema della Lombardia che coinvolge più di 300 medici di famiglia e quasi 37 mila pazienti. Queste persone rimangono in contatto con i reparti specialistici dell’ospedale dove sono in cura grazie a tecnologie telematiche come elettrocardiografi, glucometri e misuratori di pressioni.

Al Centro Unificato di Diabetologia del San Giovanni Bosco di Torino, diretto dal dottor Alberto Bruno, gli anziani con problemi motori, i cardiopatici e tutti i pazienti che hanno difficoltà a recarsi in ospedale, usando semplicemente uno smartphone e il Med-Care (un apparecchio di automonitoraggio della glicemia) inviano al medico ogni giorno i risultati degli esami. Lo specialista dopo la lettura dell’esame risponde rapidamente con un sms dando indicazioni per modificare eventualmente la terapia o in caso di bisogno predispone una visita medica.

Risolverà molti problemi di assistenza medica, il servizio di telemedicina Eolienet a favore degli abitanti delle isole Eolie, in Sicilia. Quando il maltempo rende il mare impraticabile, i malati eoliani hanno difficoltà a raggiungere i centri medici di Messina o di altre città siciliane, mettendo in pericolo la loro salute. Ora i pazienti di Alicudi, Filicudi, Stromboli, Ginostra, Panarea, Vulcano e Salina trovano nella propria isola ambulatori medici attrezzati con apparecchiature che permettono l’esecuzione di analisi cliniche di base e hanno i supporti informatici per la trasmissione di informazioni e immagini, teleanalisi di laboratorio, telediagnosi Ecg, ai medici degli ospedali nelle maggiori città siciliane. In questo modo, gli eoliani non dovranno affrontare continui viaggi per visite e controlli ambulatori nelle città della grande isola e ci sarà un risparmio anche sui costi dell’elisoccorso.

LE INTERVISTE DE “IL NOTIZIARIO”. Lipari, al “Grand Hotel Arciduca” il convegno su “Immunoterapia Allergene Specifica”. Parlano Giovanni Pajno e Roberto Bernardini

di Cristina Saja

Oggi e domani sabato presso il Grand Hotel Arciduca di Lipari si tiene una Consensus Conference della SIAIP (Società Italiana di Allergologia ed Immunologia Pediatrica) sul tema dell’ Immunoterapia Allergene Specifica in pediatria.

timthumb.php?src=..%2Fwp-content%2Fuploads%2F2013%2F10%2Fconvegno.jpg&q=90&w=220&zc=1Al convegno, organizzato dal Dipartimento di Scienze Pediatriche Ginecologiche, Microbiologiche e Biomediche dell’Università di Messina, relazionano i professori Filippo De Luca e Giovanni Pajno, originario di Lipari, docenti dell’Ateneo messinese ed esperti italiani ed europei. E’ organizzato dalla società italiana di Allergologia e immunologia pediatrica presieduta dal professore Roberto Bernardini. 

L’ Immunoterapia allergene specifica (ITS) rappresenta l’unico trattamento eziologico delle malattie respiratorie allergiche IgE mediate.

Particolarmente in età pediatrica essa rappresenta una opzione terapeutica idonea per intervenire precocemente durante le fasi iniziali delle malattie allergiche come l’asma e la rinite. Il Convegno si concentrerà sulla evolutissima pratica clinica la via Sublinguale di somministrazione della immunoterapia (SLIT), che è considerata, accanto alla via tradizionale sottocutanea (SCIT), una nuova possibilità terapeutica molto utile ed idonea in età pediatrica.

Inoltre, recentemente in Europa e negli Stati Uniti sono stati curati tramite l’immunoterapia con alimenti come latte e uovo anche i bambini con allergia alimentare IgE, tramite un trattamento attivo della allergia alimentare, che viene attualmente denominato : immunoterapia orale per alimenti OIT.

Anche per altre patologie come la Dermatite Atopica  è stato proposto questo approccio terapeutico.

Dunque, gli Esperti Italiani della Immunoterapia Allergene Specifica discutono ed approfondiscono il tema e questo confronto rappresenta il primo passo per la scrittura di un nuovo Documento Ufficiale della SIAIP, riguardante ITS.

Ecco il Programma. 

Le interviste ai professori Giovanni Pajno e Roberto Bernardini.

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Il Notiziario delle isole Eolie arciduca hotel  Il notiziario delle isole eolie menalda tours

Vulcano, i benefici del laghetto termale

di Alfredo Basile*

laghettotermale.jpgLa “Pozza Termale” di Vulcano, situata a pochi passi dal Porto di Levante, sebbene creata dall’uomo negli anni 60 mediante la rimozione della crosta superficiale nella zona delle fumarole, si può ben definire un caldo laghetto vulcanico naturale. Infatti esso viene alimentato di continuo da innumerevoli polle generate dai soffioni vulcanici che portano in superficie acqua di falda in cui si stemperano i caldi vapori dello zolfo e dei suoi acidi, le anidridi, i sali di numerosi metalli e la radioattività naturale. Siamo sul fondo di un cratere vulcanico risalente a qualche migliaio di anni fa, che fa sentire ancora il suo caldo respiro, fumigando tra le rocce e gorgogliando nel laghetto e nei mare al dì là della battigia.
Nel laghetto si viene a formare così un finissimo fango argilloso, ed è chiaro, come è stato dimostrato, che in quella poltiglia ad altissimo contenuto di zolfo, fortemente acida, è impossibile lo sviluppo di qualsiasi germe patogeno.
Le acque del “laghetto termale di Vulcano” possono essere senza dubbio utili a tre grandi gruppi di laghettotermale1.jpgpatologie:
• malattie dell’apparato locomotore;
• malattie della pelle;
• malattie delle vie aeree.
Sono stati inoltre segnalati risultati in campo ginecologico

MALATTIE DELL’APPARATO LOCOMOTORE
Le malattie dell’apparato locomotore rappresentano senz’altro il gruppo di patologie per
le quali la fangoterapia, in senso generale ed in particolar modo quella attuabile a Vulcano,
trova le applicazioni più vantaggiose.

• OSTEARTROSI: rappresenta senza ombra di. dubbio il gruppo di patologie per le qualicleonegruppo.jpg
i fanghi termali sono più indicati. E importante sottolineare subito, però, che è da
sfatare la classica convinzione secondo la quale tutte le malattie reumatiche possono
essere trattate con le cure termali; al contrario alcune di esse non possono essere trattate perché ne subirebbero nocumento. Tra queste il “lupus eritematosus”, le connettiviti settiche, e le neoplasie articolari; comunque patologie poco diffuse. Sono state trattate con i fanghi di Vulcano forme artrosiche anche gravi dalle localizzazioni più svariate: artrosi diffusa della colonna, della mano, del ginocchio, dell’anca e sempre con risultati buoni, molte volte eccellenti.

sleonegruppo.jpg• REUMATISMI FIBROMIOSITICI: molto utile si è rivelata l’azione analgesica e miorilassante del fango nel trattamento di borsiti, tendiniti e nella periartrite scapolo omerale. Nei casi suesposti è importante che il paziente faccia prima passare la fase acuta della sintomatologia e poi iniziare il trattamento termale.

•SINDROMI CANALICOLARI: utile la fangoterapia nel trattamento della sindrome del tunnel carpale in cui s’è notato, il più delle volte, un sensibile miglioramento della sintomatologia dolorosa e parentetica delle mani.
• DISTORSIONI
• LUSSAZIONI
• STIRAMENTI MUSCOLARI
• FRATTURE: in questi casi bisogna agire con molta attenzione, i pareri sono a volte discordi La laghettotermaleturista.jpgfangoterapia è assolutamente da evitare prima di 90/120 giorni dal trauma per evitare interferenze con la formazione del callo osseo. Trascorso tale periodo il paziente trova nelle cure termali di Vulcano l’ambiente ideale per la sua riabilitazione potendo usufruire anche dell’idromassaggio che può essere eseguito naturalmente alle Acque Calde.

•GOTTA: è il prototipo dei reumatismi dismetabolici che fuori dalla fase acuta s’è visto
può trovare giovamento nelle cure termali e questo grazie al notevole scambio di liquidi
tra interstizio e circolo che permette la mobilizzazione dei depositi di acido urico
veliero.jpgfavorendone l’eliminazione. Se durante il trattamento dovesse verificarsi un attacco
algido la stessa deve essere immediatamente interrotta.
MALATTIE DELLA PELLE
Per quanto concerne le malattie dermatologiche bisogna subito chiarire che queste
vanno trattate con estrema cautela. Prima di affrontare alcune patologie che possono
trovare giovamento da questa terapia, è buona norma non applicare mai il fango
direttamente sulla pelle, specie quella del viso, prima di un’attenta diagnosi. Il fango
proprio per il suo alto contenuto di zolfo, mentre è sicuramente utile per trattare certe
dermatopatie, può essere allo stesso modo estremamente nocivo per alcuni tipi di pelle
(pelle secca). Il fango sulla pelle del viso ha un effetto simil peeling, e capita purtroppo
spesso vedere giovani che non avendo idea del loro tipo di pelle, lo applicano sul viso
come una maschera di . bellezza. Ciò causa a volte problemi, peggiorando delle patologie
preesistenti veramente poco importanti.

Da quanto detto appare chiaro che possono giovarsi dei fanghi di Vulcano tutti coloro
con problemi di pelle grassa, quindi viene subito alla mente l’Acne. Da uno studio
effettuato circa 10 anni, s’è visto che trattando pazienti affetti da acne in forma non gravissima, dopo attenta diagnosi, si sono avuti risultati eccellenti. l valori di sebo (grasso) sulla pelle diminuivano dopo ogni applicazione, ed il follow up fatto a distanza di mesi confermava i risultati. Un’altra malattia della pelle che migliora di molto con la fangoterapia di Vulcano è la Psoriasi. Questa malattia, a volte molto debilitante specie per i risvolti psicologici, è trattata con i fanghi di Vulcano con risultati a volte molto
buoni. Tuttavia non bisogna alimentare facili entusiasmi. Si è di fronte ad una patologia di cui ancora si sa molte poco, e si consiglia, a quanti affetti da questa malattia, di venire a Vulcano e parlarne con uno specialista per poter impostare una terapia mirata. I risultati sono assolutamente aiutati dal clima e soprattutto dal riposo psico-fisico che il paziente può osservare durante il soggiorno.
Infine, per la loro stessa natura, è possibile curare, con la fangoterapia di Vulcano, molte forme di micosi.

MALATTIE DELLE VIE AEREE
Queste rappresentano il terzo grande gruppo di patologie che possono essere curate a Vulcano, non a caso sono trattate per ultime. Esse infatti, per una corretta attuazione dì un protocollo di cura termale, dovrebbero giovarsi di tutta una serie di attrezzature e di ambienti ben precisi per la loro attuazione. Detto questo sembrerebbe, quindi, assurdo parlare di questo tipo di terapie a Vulcano, orbene anche in questo caso l’esperienza raccolta può far affermare che anche a Vulcano si possono trattare alcune patologie respiratorie come bronchiti croniche, ma soprattutto riniti, laringo-tracheiti e tutte le
patologie infiammatorie dell’apparato respiratorio.
Per attuare tale terapia bisogna avvicinarsi ad una zona in cui siano presenti delle
emanazioni sulfuree (la zona della piscina di fanghi naturali ne è ricchissima), evitare assolutamente di coprirsi il capo su un soffione sulfureo (metodica molto pericolosa), e respirare normalmente con il naso ad una distanza di circa 50 cm dal soffione per un periodo di 10-15 minuti.
GINECOLOGIA
Sono stati segnalati parecchi casi di superamento della sterilità femminile. soprattutto quando questa è dovuta ad impervietà o infiammazione delle tube (sterilità tubarica).
CONSIGLI PER UNA CORRETTA TERAPIA TERMALE
Vista la molteplicità delle componenti chimico-fisiche che entrano in gioco nell’azione benefica dei fanghi del laghetto termale di Vulcano, riteniamo utile fornire i seguenti consigli per una corretta fruizione dello stesso:
• Iniziare la fangoterapia dopo un paio di giorni di acclimatamento sull’isola, specie se si sceglie un periodo particolarmente caldo;
• Eseguire un ciclo di cura di 12 fanghi con cadenza di una seduta al giorno;
• Scegliere le ore più fresche evitando, nei mesi più caldi, le ore che vanno dalle 12 alle 16;
• Immergersi a digiuno e gradualmente;
• La durata del bagno varia, tuttavia bisogna sempre aumentare gradualmente il tempo delle immersioni partendo da 7/10 minuti ad un massimo di 25/30 minuti.
L’immersione nella piscina naturale termale elo l’applicazione del fango direttamente sulla cute producono il medesimo effetto terapeutico e l’uso della seconda modalità (applicazione diretta del fango sulle zone colpite dal processo morboso) viene stabilita dallo specialista quando alcune condizioni del paziente impediscono a questo di immergersi.
Dopo l’immersione bisogna seguire altre tre fasi molto importanti:
• Periodo di reazione (trascorrere circa 30 minuti subito dopo l’uscita dalla piscina possibilmente a casa o in albergo coperti ed al caldo);
• Idromassaggio (doccia molto calda a getto sulle articolaìzioni dolenti o idromassaggio);
• Ginnastica (dopo l’idromassaggio muovere le articolazjoni in modo leggero ed assolutamente aerobico senza eseguire esercizi pesanti che portino a nuova sudorazione: questa fase è molto importante per ottenere dei risultati ottimali.
CONTROINDICAZ/ONI ALLE CURE TERMALI
• SCOMPENSO CARDIOCIRCOLATORIO GRAVE.

• CARDIOPATIA ISCHEMICA (infarto recente)
• FEBBRI DI QUALSIASI NATURA
• GRAVI VASCULOPATIE (gravi varici agli arti inferiori)
• GRAVIDANZA
• GRAVI MALATIlE GASTROINTESTINALI (con complicanze emorragiche)
• NEOPLASIE MALIGNE
• IPERTIROIDISMO
• PERIODO MESTRUALE
LE COSE DA EVITARE ASSOLUTAMENTE
• NON FARE IMMERGERE BAMBINI AL DI SOTTO DI 15 ANNI
• EVITARE L’IMMERSIONE NELLE ORE PIU’ CALDE
• NON PROLUNGARE MAI I TEMPI OLTRE QUELLI CONSIGLIATI
• NON IMMERGERSI A STOMACO PIENO
• EVITARE DI CONTAMINARE GLI OCCHI CON ACQUA SULFUREA (se questo accade lavare accuratamente con acqua dolce e con camomilla)
• NON APPLICARE IL FANGO DIRETTAMENTE SUL VISO SENZA UN’ACCURATA DIAGNOSI
• NON ASPORTARE IL FANGO DALLA PISCINA NATURALE
• NON DARE MAI CONSIGLI AD ALTRI FRUITORI, POTREBBERO ESSERE DANNOSI

CONCLUSIONI: Chi si reca a Vulcano per effettuare le cure nel laghetto termale e vorrà seguire questi
semplici consigli potrà goderne a pieno i benefici, ricordando sempre che il laghetto termale di Vulcano è da considerarsi un luogo di cura, quindi rispettiamone e difendiamone l’aspetto e l’integrità evitando tutti quegli atti che possano arrecarvi danno.
L’isola di Vulcano è piena di altri luoghi dove poter dare sfogo al proprio desiderio di divertimento.

*Specialista in idroclimatologia ed in malattie dell’apparato respiratorio

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Staminali: incontri e testimonianze al 34esimo meeting di Rimini

stamin.jpgIncontri, proiezioni e testimonianze promosse dalla Fondazione InScientiaFides, allo scopo di condividere conoscenze e prospettive sull’utilizzo di uno straordinario patrimonio, quello delle cellule staminali. Se ne discutera’ al 34ˆ Meeting di Rimini dal 18 al 24 agosto. In programma martedi’ 20 alle 19 (sala Mimosa, pad. B6) l’incontro “Le cellule staminali adulte: una ricchezza per l’uomo”. A promuoverlo, la Fondazione InScientiaFides, che per il terzo anno ha scelto di partecipare alla kermesse di Rimini per diffondere la sua attivita’ di educazione sanitaria che si sostanzia nel sostegno alla ricerca scientifica, nella promozione della conoscenza e nell’organizzazione di incontri divulgativi. All’incontro sono stati invitati Domenico Coviello (direttore del Laboratorio di genetica umana all’Ospedale Galliera di Genova e co-presidente dell’Associazione Scienza e Vita), Daniele Mazzocchetti (dottore in Biotecnologie di InScientiaFides), Luca Pierelli (docente all’Universita’ La Sapienza di Roma e direttore del Dipartimento di Medicina Trasfusionale al San Camillo Forlanini di Roma), Giuseppe Ragusa (docente di Economia all’Universita’ Luiss Guido Carli di Roma) e Giacomo ‘Jack’ Sintini (atleta del Trentino Volley). Introdurra’ il dibattito Sandro Ricci, direttore generale della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli. La Fondazione sara’ inoltre presente alla manifestazione con un proprio stand (pad. C2), dal quale promuovera’ la conoscenza delle cellule staminali attraverso l’incontro con gli interessati, la proiezione del cortometraggio “The Cell of Life” prodotto per l’occasione e l’organizzazione di incontri pomeridiani con esperti del settore.
 

Terme&Benessere

sancalogeropiccolo.jpgNarra il mito che Saturno, arrabbiato con gli uomini, sempre più irrequieti e litigiosi, prese un fulmine e lo scagliò sulla terra, facendo zampillare dal cratere di un vulcano un’acqua tiepida che, avvolgendo tutto, calmò finalmente gli animi. Da quel grembo accogliente nacquero uomini più saggi. E’ a questo mito che si fa risalire la nascita delle terme. Considerate fin dall’antichità un toccasana per lo spirito e la mente, ce ne sono di ogni tipo e prezzo. Sono pochi a sapere che nel cuore “sulfureo” della Maremma ci sono “zone termali libere”. A valle del poco economico Grand Hotel Saturnia c’è una piscina naturale di acqua sorgiva scavata nelle roccia in mezzo a un terreno scosceso di campagna di facile accesso.

Fangoterapia senza pedaggio anche sulle spiagge di Vulcano e su quella rocciosa a ridosso del porticciolo di Panarea. Ci si può spalmare di fanghi a volontà. E gratuitamente.
E’ magia andare al tramonto, a Bagno Vignoni, in Val d’Orcia, nel senese. Al centro del borgo medievale
(abitato da una trentina di persone) si trova la famosa vasca d’acqua che disegna i contorni di una piazza unica al mondo dove da più di 2000 anni sgorga una sorgente di acqua termale a 49 gradi che nasce a una profondità di circa 1000 metri.

Ci sono poi le Stufe di Nerone a Bacoli, in zona flegrea, provincia di Napoli, lì dai tempi degli
antichi romani. Sono il miglior alleato di cure per reumatismi e artrosi. Hanno inaugurato la formula di “percorsi termali dinamici” a tema: gambe, schiena, percorso otium (antistress). Il parco termale è
un’ epopea di acqua sorgiva in mezzo a palme e ulivi centenari.

A Sant’Angelo d’Ischia si trova la spiaggia delle Fumarole dove si riesce ancora a cuocere patate e uova sulla sabbia rovente di origine vulcanica. Mentre ci si spalma addosso un rigenerante fango ricco di
sali minerali. Poco distante, nascoste in un anfratto della costa, le terme di Cavascura con saune naturali e vasche scavate nella roccia ai tempi degli imperatori.
E già evocativo è il nome delle terme preistoriche di Montegrotto in provincia di Padova, adagiate ai piedi dei Colli Euganei,le terme comunali dello Sporting center per trattamenti che vanno dal bagno terapeutico all’ozono all’esfoliante per il corpo con principi attivi salini passando per il drenaggio
linfatico.
Ad Acqui Terme in provincia di Alessandria, la piazza principale ospita una fontana in stile neo/gotico di acqua termale dove chiunque può abbeverarsi. . Alle terme di Vinadio nel cuneese, quest’anno anche l’ottocentesco Grand Hotel Vinadio offre pacchetti per le coppie e trattamenti specifici per i bambini.

Purtroppo delle terme di S. Calogero a Lipari volontariamente fatte scomparire non se ne parla proprio.
Eppure la storia ci tramanda le proprietà terapeutiche uniche al mondo. Forse a qualcuno piace così. Di San Calogero non bisogna parlare, potrebbe forse arrecare disturbo.