Cenni Storici. Rubrica a cura del dottor Lelio Finocchiaro

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di Lelio Finocchiaro

ABELARDO ED ELOISA

Secondo Dante l’amore non è un concetto vago nè un indefinito sentimento umano, ma una vera e propria forza fisica che regola tutta la natura. E infatti l’ultimo verso del Paradiso recita “…l’amor che move il Sole e le altre stelle”.

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LE INTERVISTE DE: “IL NOTIZIARIO” Lipari, gioielli e profumi dall’età del bronzo all’epoca romana. L’universo femminile in mostra al Museo Archeologico. Parlano Clara Maria Martinelli e Lino Natoli

Lipari – L’uomo ha sempre cercato, fin dai tempi più remoti, di adornarsi con oggetti la cui gioielli.pngrarità o la difficile reperibilità conferivano personalità, importanza e prestigio nell’ambito della comunità. Sembra strano, ma l’uomo probabilmente pensò dapprima ad adornarsi e poi a vestirsi. Nella preistoria, l’attenzione degli ornamenti era rivolta ad oggetti di difficile reperibilità costituiti da conchiglie, denti di animali, le cui origini risalgono a circa 40.000 anni fa. Gli ornamenti spesso conservano un valore di amuleto, per proteggere da malattie e dalle forze del male. Già con la preistoria l’uomo scopre l’oro, che per gli Egizi rappresentava la carne di Amon-Ra, dio del sole.

L’oreficeria si raffina nel tempo, con i famosi orafi etruschi e durante l’età gioielli1.JPGellenistica (III-II a.C.) con la produzione di splendidi gioielli abbelliti da intarsi di pietre dure. La civiltà romana fu invece la prima ad utilizzare l’anello come segno di fidanzamento oltre alle funzioni di sigillo e talismano. Al desiderio di adornarsi con oggetti, nasce anche la cura del corpo, prima con evidenti segnali di distinzione in particolari riti religiosi (olii profumati, terre colorate), poi in età greca si afferma l’arte della cosmesi, la “kommotikè techne”, rivolta soprattutto al mondo femminile come ancora la conosce la donna di oggi. Buona parte di questa storia è gioielli2.JPGrappresentata dai ritrovamenti archeologici e Lipari offre un ricco panorama di manufatti di assoluto prestigio ed importanza. In mostra i più raffinati reperti a partire dall’età del Bronzo fino all’età romana.

Al convegno inaugurale sono intervenuti:

Maria Clara Martinelli – archeologo Parco Isole Eolie – Curatrice della mostra

Michele Benfari Dirigente del Museo – Presentazione dell’evento:
Maria Concetta di Natale – Università di Palermo – I criteri di museologia per l’oreficeria;
Aurelio Pes – drammaturgo – Donne, dandy e profumi;
Umberto Spigo Direttore del Parco – L’iconografia femminile greca.

L’intervista alla dottoressa Maria Clara Martinelli.

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Costituita l’associazione ” Amici del Museo Archeologico Eoliano”.
Presidente Lino Natoli. L’intervista
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LE INTERVISTE DE “IL NOTIZIARIO”. Eolie, due manifestazioni per ricordare l’affondamento del piroscafo “Santamarina”. L’intervista alla signora Maria Rosaria Leanza, Massimo Lo Schiavo e Bartolino Cannistrà

E’ una silurata che dura da 70 anni. Quasi dimenticata. Oggi all’improvviso si é risvegliata con due manifestazioni promosse dai Comuni di Santa Marina Salina e Lipari
anniversario.jpganniversario1.jpganniversario2.jpg  (come al solito divisi, quando si poteva promuovere una anniversario3.jpganniversario4.jpgunica iniziativa per non dimenticare) e una secchiata di lacrime per purificare quel maledetto giorno della disgrazia che ha rimorchiato, prima nel profondo anniversario5.jpgdel mare e poi nell’alto del cielo, l’innocenza di anniversario6.jpgviaggiatori per necessità e per mestiere. 
 
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anniversario7.jpgIl piroscafo “Santa Marina” affondò con la fine del suo viaggio, appena anniversario8.jpginiziato, l’atrocità della guerra che oggi é ritornata con  ricordi e pezzi di storia che rivivono fra le menti e giornali, una memoria di quella “malatraversata” senza arrivo. Quasi tre generazioni hanno partecipato alla commovente cerimonia del comune di Santa Marina. Prima la santa messa celebrata dai parroci Alessandro Lo Nardo e Benedetto Nicotra, in una chiesa affollatissima di anziani, provenienti anche da Lipari e dal resto della Sicilia, da isolani e bambini. anniversario10.jpganniversario9.jpgSono intervenuti anche i sindaci Massimo Lo Schiavo, Riccardo Gullo, Salvatore Longhitano, l’assessore Giovanni Sardella, con tanto di fascia tricolore per il Comune di Lipari, l’assessore regionale alle infrastrutture Nino Bartolotta, il presidente della Provincia Nanni Ricevuto, le forze dell’ordine: carabinieri (con il maresciallo Gimmi Stefani grande protagonista) anniversario11.jpgguardia di finanza, guardia costiera (con documento “storici” consegnati alla signora Leanza, grazie alle ricerche effettuate dal maresciallo anniversario12.jpgMario Guarnuto), forestale, polizia municipale, i parenti delle vittime, in testa la anniversario13.jpgsignora Maria Rosaria Leanza che ha donato il monumento dedicato al piroscafo, l’artista Sergio Santamarina che lo ha realizzato e tanta, tantissima gente.
 
signum.gifNel pomeriggio si è proseguito con la manifestazione di Lipari. Il veliero “Sigismondo” di capitan Felice Merlino, scortato dalle motovedette dei Cc e della Cp si fermeranno a 6,5 miglia Sud-est da Lipari, località Punta Bandiera dell’isola di Vulcano per gettare in mare una corona di fiori. Per non dimenticare.
 
Perchè fino allo scorso anno tutti si erano dimenticati di questa grande tragedia. Quasi tutti a dire il vero. Fiori e lacrime – dunque –  impastate con il segno della croce fatto con l’acqua benedetta di mare eoliano. Per la pace senza vinti e vincitori.
 
Alcuni momenti della manifestazione di Santa Marina Salina, con le interviste alla signora Maria Rosaria Leanza, al sindaco Massimo Lo Schiavo e allo storico eoliano Bartolino Cannistrà.
 
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Sempre da Salina trasmetteremo grazie a un “colpaccio” de “Il Notiziario delle Eolie online” le interviste ai tre sindaci di Salina (tutti insieme: evento storico), con l’assessore regionale alla infrastrutture Nino Bartolotta. Si parlerà di trasporti marittimi, ospedale, tribunale, delle spiagge scomparse delle pomici a Lipari, nere a Vulcano e di Pollara e dei 3 Comuni di Salina. Da non perdere….
 
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anniversario14.jpgDomani mattina trasmetteremo le interviste con l’amministratore della anniversario16.jpganniversario15.jpgCompagnia delle Isole Alessandro Seminara e con l’amministratore della società Safim Francesco Sanmartino che sulla gestione del porto turistico risponde alle accuse del sindaco Lo Schiavo.
 
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anniversario17.jpgL’intervista allo storico eoliano prof. Bartolino Cannistrà. Segue cerimonia.
 
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Lipari, i reperti al “Museum di Los Angeles”

cratererestaurato1.JPGIl Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea di Lipari, come altri musei siciliani, presta al Getty Museum di Los Angeles alcuni prestigiosi reperti che saranno esposti in un importante mostra organizzata dal Getty Museum in collaborazione con l’Assessorato Beni Culturali della Regione Sicilia dal titolo  “Sicily. Art and invention between Greece and Rome”.

L’esposizione avrà luogo dal 3 aprile al 19 agosto, ma già dal 5 marzo i reperti del museo di Lipari verranno imballati per il lungo viaggio oltre oceano.

Meravigliosi manufatti trovati nella necropoli greca e romana di Contrada Diana a Lipari che facevano parte dei corredi delle tombe o nel caso dei crateri, contenevano le ceneri dei defunti.

Uno dei pezzi del Museo più noti nel mondo, è Il Cratere a calice a figure rosse datato alla fine del IV sec. a.C.  Sul lato principale è raffigurato Dioniso mentre, su di un palcoscenico ligneo, assiste all’esibizione di una ballerina acrobata ed alla recita di due attori comici mentre da due finestre in alto appaiono i volti di altri due attori comici con maschere femminili.

Il vaso è stato sottoposto in questi mesi ad un accurato restauro per meglio garantire la sua conservazione.

I crateri a figure rosse con scene dedicate alla personalità della divinità Dioniso insieme all’usanza di deporre nei corredi modellini di maschere in terracotta di personaggi della commedia e della tragedia, rappresentano un patrimonio esclusivo di Lipari. Insieme infatti, partiranno, sempre con l’aiuto dello scirocco, anche cinque modellini di maschere teatrali fra cui Hades e Herakles e la maschera ritratto del grande commediografo Menandro.

Parte anche un ‘altro cratere a figure rosse del Pittore di Hecate (fine IV sec. a.C.). Sul lato principale è raffigurata una scena tratta dalla perduta tragedia “Alcmena” di Euripide La protagonista è raffigurata al centro sulla pira eretta da Anfitrione deciso a punire la supposta fedifraga. 

Infine, lo specchio in bronzo (fine IV sec. a.C.) con il manico figurato a rilievo su cui è modellato Eracle in lotta con l’Amazzone.

LA DENUNCIA. PATRIMONI A PERDERE. Lipari, la chiesa di Santa Maria delle Grazie cade a pezzi

chiesagrazie4.JPGLipari – La secolare chiesa di Santa Maria delle Grazie, rischia di cadere a pezzi. All’interno della navata è crollato il delicatissimo coro con le sue decorazioni settecentesche (oramai perdute per sempre), cosi’ come anche l’area vestibolare.

Ma oramai è tutto il luogo sacro con i suoi “gioielli” che custodisce che è a chiesagrazie11.JPGrischio. Che la chiesa sia ormai a perdere è suffragato dalle continue richieste che negli ultimi anni sono state lanciate dagli amanti di questo patrimonio storico-culturale e anche dai responsabili del museo archeologico di Lipari,  alla Soprintendenza, piu’ volte, alla Curia, al prefetto senza ricevere alcuna risposta concreta.

chiesagrazie22.JPGDall’anno scorso, e cioè da quando è crollato il delicatissimo coro con le sue decorazioni settecentesche (oramai perdute per sempre), tutto è stato lasciato nel modo che si evince dalle foto. Di fronte a questo patrimonio che giorno dopo giorno continua a cadere a pezzi, tra gli isolani c’è grande indignazione, anche perchè è per l’insipienza e l’incuria che si verificano casi del genere. Alcuni vacanzieri che hanno avuto modo si chiesagrazie33.JPGvisitare il l”luogo sacro” che è ubicato all’interno della roccaforte spagnoleggiante del castello,  di fronte a tale degrado hanno manifestato un forte sentimento di disprezzo verso le autorità preposte (in testa l’assessorato regionale dei beni culturali) che non sono capaci di tutelare e valorizzare i tesori che i predecessori hanno lasciato alla maggiore isola delle Eolie. Alcuni isolani sono anche intenzionati a indire una petizione da inviate al nuovo assessore regionale Antonio Zichichi. Un appello lo lanciamo anche alla giunta Giorgianni. I cittadini si chiedono dov’è l’Unesco? Siamo o non siamo “Patrimonio dell’Umanità”. Ma qui ormai il “Patrimonio è a perdere…”.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie (in particolare) venne rinnovata nel 1700 dal vescovo Ventimiglia che vi volle collocare un organo sulla porta d’ingresso e che dotò la chiesa di un numero doppio di altari. Le forme settecentesche sono giunte praticamente inalterate anche nella sua decorazione plastico pittorica. Gli affreschi, datati 1708, sono opera del pittore Alessio Cutrono e il pavimento è realizzato in mattonelle di ceramica bicolore dell’inizio del XVIII secolo. Ma ora tutto questo patrimonio se non si interverrà in tempo utile, rischia di fare una fine davverso ingloriosa.

Prima Pagina. Sbancamento

ppaginapiccola.jpgNelle sfaccettatura del delirio sulla profonda crisi, anche italiana, ritorna a galla una terminologia dal doppio senso: Titoli Tossici. Oltre ad essere i titoli mattutini dei giornali che sono costretti per amor di verità a riportare quanto di brutto accade, spesso il lettore si intossica. Il titolo tossico originale invece è il classico imbroglio partorito per fottere il prossimo. Inventato per farsi pagare con moneta certa la vendita di carta straccia in quantità industriale. E’ una “inchiappettatura” che le banche consenzienti hanno comprato e strapagato. Alla faccia del risparmio e dei risparmiatori. Più “sbanche” che banche derivate dai derivati.

Società Partecipate&Corte dei Conti

asidotipiccola5.jpgdi Angelo Sidoti

Nelle mie ormai consuete ricerche di fine settimana sulle novità in materia di enti locali mi sono imbattuto in una deliberazione della Corte dei Conti sezione regionale di controllo per il Veneto n. 903/2012/INR nella quale si prendono in esame gli elementi che costituiscono la struttura essenziale del controllo da parte dell’Ente Socio sulle partecipate.

In particolare le indagini devono riguardare non solo costi e ricavi ma sopratutto la pertinenza dell’oggetto sociale alle finalità dell’amministrazione.
In poche parole bisogna accertarsi che le finalità iniziali che hanno indotto l’Ente a costituirsi in una forma partecipativa, non vengano stravolti o mutati successivamente.

Il nostro caso tipico e’ stata Sviluppo Eolie oggi in liquidazione che ad un certo punto della sua storia ha svolto attività di promozione e propaganda.

La Corte dei Conti in questione va oltre ed individua altre attività di controllo a carico dell’Ente, che per esempio potrebbero essere applicate nei confronti delle Ex Ato.

Parlo della verifica dell’adempimento degli obblighi indicati nella convenzione del servizio, del rispetto degli standard di qualità e di indirizzo oltre che il controllo sulla situazione economico finanziaria ed i relativi documenti di bilancio.

Insomma gli amministratori dei Comuni “devono esercitare” i propri poteri di Socio anche attraverso delle scelte drastiche (vedi azioni di responsabilità) in caso di gestioni che hanno determinato risultati negativi.

“Questo da noi non e’ stato fatto”. Abbiamo aspettato mesi e mesi ma che dico forse un anno, nel frattempo alcune società partecipate hanno maturato nell’esercizio 2012 ulteriori perdite che “non possono e non devono” ricadere sulle casse comunali e di conseguenza sui cittadini, bensì in virtù di quanto sopra espresso su chi le ha determinate.

Spero che il Consiglio Comunale vigili su questo argomento delicato. Noi comunque continueremo a farlo gratuitamente e con spirito di servizio.

Lipari, a Diana rinvenuti altri “tesori archeologici”

dianascavo.JPGLipari – Nell’ambito dell’attività di vigilanza della Soprintendenza ai beni culturali di Messina e del Museo Archeologico “Luigi Bernabò Brea” di Lipari,  è iniziato uno scavo archeologico in un’area urbana di  contrada Diana.

Il luogo dello scavo fa parte di una particella che rientra in un ‘area molto nota per i suoi tesori archeologici perché sede di una necropoli di eta’ greca e romana (dal VI a.C. e II d.C.) e di vari insediamenti preistorici (Neolitico ed Eta’del Bronzo). L’area oggetto dello scavo  (di proprietà privata) ha già restituito importantissime testimonianze del periodo indicato. Le tombe rinvenute sino ad oggi sono del tipo a sarcofago di pietra e a “cappuccina” , cioè realizzate con grandi tegole disposte a capanna. Insieme a queste ultime sono state rinvenute  urne cinerarie di età greca (IV sec. a.C.), consistenti in crateri a figure rosse, fra cui uno di particolare interesse perché si distingue per la sua iconografia e pregio della manifattura che si può ricondurre ad una produzione dell’Italia meridionale. Sul lato del cratere si osserva la nascita di Afrodite resa con sovra dipinture bianche e dorate.Il corredo -invece-  era contenuto entro una pentola e consiste in maschere teatrali e vasetti a vernice nera.

Per la preistoria si conserva eccezionalmente una parte del villaggio a capanne che si estendeva nella pianura di c.da Diana durante la prima fase della cultura di Capo Graziano risalente a 4000 anni fa. In particolare si è individuato uno spazio dedicato alla conservazione degli alimenti con grandi vasi, insieme a vasetti miniaturistici tutti modellati a mano. I lavori sono seguiti da Maria Clara Martinelli e Umberto Spigo per il Parco archeologico delle Isole Eolie, da Nunzia Ollà e Gabriella Tigano per la Soprintendenza di Messina con la collaborazione di Lillo Giordano per le ricerche.