Dal mare caraibico verso il mare eoliano

image.jpgimage.jpgimage.jpg

image.jpgMentre voliamo sopra il mare caraibico, la nostra memoria carica gli angoli di queste isole e di questa gente  che abbiamo visto e con la quale abbiamo vissuto. image.jpgAdesso pensiamo al mare di casa nostra che  ci aspetta ed anche alla nostra voglia di ritorno.image.jpg

In queste giornate spese e godute fra Barbados e Grenada, riconosciamo di avere avuto la fortuna di non essere mai stati soli. image.jpgimage.jpgimage.jpgimage.jpgAbbiamo avvertito sempre la  compagnia e la presenza di chi ci ha organizzato questo percorso di “viaggio-studio-vacanze”, senza inghippi e con una personalizzazione delle nostre abitudini e necessità.

image.jpgimage.jpgimage.jpg

Il merito é della “Menalda tours” di Anselmo Urso e del suo fedele collaboratore Christian Turcarelli che oltre alla “sponsorizzazione”, non ci ha fornito solo un viaggio, ma un progetto di un pezzo della nostra vita come meglio non potevamo viverlo.image.jpg Nel grazie sincero che estendiamo anche al professore Alessandro Giustolisi (da Barbados si è anche spostato a Grenada) e alla dottoressa Vittoria Bertinotti, Console italiana a Grenada (per informazioni vittoriabertinotti@yahoo.com), iniziamo il rientro verso Lipari, isola adesso meno naturale di queste, ma isola di casa nostra. Un grazie particolare anche ad Anselmo Taranto della “Tarnav”.tarnavauto.jpgvbertinotti.jpg

E come dice mio fratello Salvatore (e non solo, visti i commenti su Facebook): “era ura!”.

menaldatours.png

Grenada&cartoline

image.jpgimage.jpgimage.jpgimage.jpgimage.jpgimage.jpgimage.jpgimage.jpg

Grenada, uno degli ultimi paradisi

image.jpgimage.jpgimage.jpg

Negli ultimi spiccioli di vacanza, ma anche con tanta voglia di tornare a casa, imbagagliando le tante libertà paradisiache di questo impero di bellezza, al mattino é un successo di giornata, svegliarsi senza il tormentone delle urla e dei via vai che incidono nella vita europea. Il sogno-reale si capisce che é qui. Grenada inclusa. L’isola ha una sua forza ed un suo impegno naturale che mai potrà essere devastato. Qui forse la politica non é appiccicosa, forse é un fantasma che sbircia, ma che non cammina e non si tocca. Sarà l’illusione, sarà il vero motivo di questo paradiso terrestre.

image.jpgimage.jpgimage.jpgimage.jpg

Grenada, la musica del mare…

image.jpg

image.jpgQuando trovi una grossa conchiglia sulle bianche spiagge di Grenada appena bagnata dal mare, viene voglia di sdraiarti accanto e cantare da unico liparoto stonato “questa è la musica del mare”. Tanto in queste chilometriche spiagge nessuno ti ascolta perché ciascuno ha i suo ritornello a debita distanza. Al limite solo qualche palma avanti con gli anni ti saluta con qualche inaspettato movimento dei rami. Qui tutto fa pesca alla vecchia maniera o con le potenti barche da ricchi. Pesci e uomini si inseguono per la gioia di scappare alla morte i primi che vivono in questo paradiso sommerso, ricco anche di arte moderna e i secondi per assaporare il gusto dei primi in interminabili braciate&baciate. Vita da sogno che spesso ciascuno di noi sogna di poter vivere indipendentemente dal tempo e con ogni tempo. Mare e foreste, fiumi e spiagge, cascate e animali, tutto per poca o tanta gente. Dipende dai momenti che ciascuno di noi vuol vivere. Il come é una scelta molto naturale e priva di età.image.jpgimage.jpgimage.jpgimage.jpg

Grenada, il “privilegio” dell’incontro con il Console Italiano Vittoria Bertoletti

Grenada, il “privilegio” dell’incontro con il Console Italiano Vittoria Bertoletti. L’intervista.
http://www.bartolinoleone-eolie.it/console-grenada20123.wmv

http://www.bartolinoleone-eolie.it/console-grenada20123.wmv

youtube.jpg http://www.youtube.com/user/EOLIENEWS/videos

snapshot28102013.jpgGrenada, il “privilegio” dell’incontro con il Console Italiano” Vittoria Bertoletti. Ben sette ore. In giro per l’isola. Con la sua Jeep. Su e giu’. Anche fino a quota 600 metri sul livello del mare. Conosce, quella che è ormai la sua isola, da ben 22 anni. E cosi’ ancor di piu’, si sono potute apprezzare le peculiarità di Grenade che é famosa per la noce

image.jpg

moscata, per le attività offshore e per presenza nell’entroterra della foresta pluviale, fitta e a tratti inaccessibile che fa da contraltare alla barriera corallina e alla foresta tropicale nelle zone costiere. L’isola é popolata da neri, meticci e mulatti che discendono dagli schiavi africani importati nell’isola dai britannici, ma ci sono anche ristretti gruppi di europei e indiani orientali. Questo geniale e naturale miscuglio umano genera il piacere di una familiarità incondizionata e libera. Qui tutti vivono felici – ricchi e poveri – in questo paradiso indipendentemente dallo stato sociale. E un saluto e un sorriso, nelle strade principali ma anche in quelle piu’ impervie, ci sono sempre…

image.jpgimage.jpgimage.jpgimage.jpg

image.jpg

Grenada&Donne

image.jpgGrenada&Donne. Il sedere piu’ “spettacolare” a “La Boulangerie” del “milanese-caraibico” Luca. 

image.jpgimage.jpgimage.jpg

Grenada, l’antica distilleria di rum

image.jpgimage.jpgimage.jpg

L’antica dittilleria  di River Antoine è a nord, vicino alla costa nord est. Non lontano da Tivoli e dal Lago. Risale al 1785. Funziona tutto l’anno. La concentrazione di zucchero in canna è al suo massimo durante la stagione secca (da gennaio a maggio), ma la ruota che alimenta la pressa della canna lavora meglio quando c’è abbondanza di acqua nel fiume, cioè nella stagione delle piogge (giugno – dicembre). Fasci di canna sono schiacciati due volte. Poi si asciuga la canna al sole che viene anche utilizzata come concime per i campi. Il succo è più o meno filtrato passa attraverso una stuoia di vimini. Il succo scorre nel corpo centrale, dove viene depositato in bacini di metallo molto grandi fino a quando non viene portato in ebollizione. Una volta che la concentrazione di zucchero  è stata raggiunta, il succo caldo finisce in vasche sul retro dell’edificio. Trascorre due giorni, durante i quali inizia la fermentazione spontaneamente: non è necessario alcun lievito. Il mosto in fermentazione viene poi pompato al piano di sopra in vasche di fermentazione in cemento, dove rimane per otto giorni. Dopo questo procedimento, è pronto per la distillazione. Qui, il fuoco sotto la caldaia è riscaldato con legno che non brucia abbastanza. Una visita alla piu’ antica  e prestigiosa distilleria di rum dei Caraibi vi stupirà, soprattutto al momento dell’assaggio finale. La cosa incredibile è come si continua a seguire il progresso della produzione di rum in un modo che non è cambiato per generazioni. Si è già alla terza e ormai visti i tempi sembra quasi un museo…

image.jpgimage.jpgimage.jpg

Grenada, dal Colombo al Leone

grenada8.jpgNel 1498 qui arrivò un certo Colombo di nome Cristoforo, disse di averla scoperta e gli diede il nome di Concepcion. Oggi questo incanto si chiama Grenada. A distanza di 515 anni arriva un Leone che di nome fa Bartolo e non ha niente da scoprire. Questo é uno di questi posti che si scopre da solo, al massimo si può sfogliare con il gusto delle visioni ed il sapore della gente, tutta genuinità sempre che saluta, pura mischiata fra verde e mare, fra profumi insaziabili e animali che sfusi vivono in questa vegetazione che ciascuno di noi si porterà dentro per grandi periodi di vita. In questo paradiso di 344 kmq vivono circa 105 mila abitanti. Qui si trova Grand Anse Beach, la spiaggia lunga 3 km che é una delle 10 più belle al mondo. Il via vai turistico che ancora non fa ombra alle calorose e colorite case esposte sul mare lasciano capire come dalla raccolta dello zucchero si è passati allo zucchero turistico in piena espansione. I sogno di farsi cullare appesi ad una palma con il mare che ondeggia sotto é l’emozione per la quale vale pagare il prezzo di qualsiasi biglietto, se poi si vogliono accarezzare gli squali basta mettersi una maschera e dimenticare la paura. Salendo sulle colline si ha quasi una sfumatura eoliana, ma non si compara niente perché sono paradisi uguali ma diversi.

image.jpgimage.jpgimage.jpgimage.jpg

image.jpgimage.jpgimage.jpg

Grenada, l’uragano “Ivan” che distrusse l’isola

L’ Uragano Ivan fu l’88º uragano atlantico grenada2.jpgper intensità che si sia mai registrato. Nel suo picco di maggior intensità, registrato l’11 settembre 2004 sopra il Golfo del Messico, era grande quanto lo stato del Texas. Ivan causò danni catastrofici in Grenada e grandi danni in Giamaica, Grand Cayman, e nell’ovest di Cuba. Dopo aver raggiunto il picco, l’uragano si mosse verso nord-nordovest lungo il Golfo del Messico arrivando verso l’Alabama dove fu declassato a tempesta, causando comunque numerosi danni. Si stima che Ivan causò US$13 miliardi (2004 USD) in danni agli Stati Uniti, facendolo diventare il sesto uragano, in termini di danni economici, che aveva colpito la nazione. Ivan uccise 64 persone nei territori dei Carai. Dieci morti il bilancio del passaggio dell’uragano Ivan nei Caraibi, nove a Grenada e una a Tobago. Particolarmente critica la situazione a Grenada, dove l’85% del territorio subi’ gravi danni, ma incredibilmente (visto l’andazzo italiano) dopo un anno quasi tutta l’isola fu ricostruita.grenada9.jpggrenada10.jpgGrenada_ivan1.jpg

 

Grenada, “Laluna” in mano a Wendy e Bernardo Bertucci

GRENADA – Festa e balli con l’inno del “Notiziario”
http://www.bartolinoleone-eolie.it/festa-grenada.wmv

http://www.bartolinoleone-eolie.it/festa-grenada.wmv

image.jpgSpiaggia dei Caraibi: tra il mare che s’increspa, il canto degli uccelli, una voce italiana. E’ quella di Wendy nativa di queste isole che con il suo Bernardo Bertucci, originario di Lamezia Terme, gestisce il centro turistico “Laluna”.

Si tratta di un romantico “rifugio” di fronte al mare dei Caraibi. Con un numero strettamente limitato di ospiti e l’enfasi sull’individuo, “Laluna” abbraccia delicatamente un caldo senso di stile, avvolgente il buon umore e soprattutto la costruzione di amicizie in Grenada.image.jpgimage.jpgimage.jpgimage.jpg