venerdì, 10 febbraio 2012
Lipari&tribunale, oblazione e prescrizione
Lipari - Non doversi procedere per intervenuta oblazione. Pier Claudio Licari, 34 anni, di Lipari, è stato difeso dall'avvocato Saro Venuto. La sentenza è stata emessa alla sezione distaccata del tribunale di Lipari dal giudice Ennio Fiocco (piemme Teresa Lazzar, assistente giudiziario Nino Paino). Era stato accusato di molestie nei confronti di una donna. I fatti risalgono al novembre 2008.
Sempre il giudice Fiocco ha deciso di non doversi procedere per maturata prescrizione nei confronti di Gaetano Giardina, 73 anni, nativo di Messina. E' stato difeso dall'avvocato Anna Chiara La Cava. Era stato accusato di illecito edilziio nell'isola di Filicudi. I fatti risalgono al 13 febbraio 2006.
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martedì, 07 febbraio 2012
Lipari&tribunale. Assoluzione e non doversi procedere
Lipari - Assolti perchè non si è raggiunta la prova della colpevolezza. Antonio Fonti, 53 anni e Gaetano Fonti, 39 anni, di Lipari, sono stati difesi dagli avvocati Ponzio e Cambria. La sentenza è stata emessa alla sezione distaccata del tribunale di Lipari dal giudice Ennio Fiocco (piemme Francesco Cannavò, asssitente giudiziario Nino Paino). Erano stati accusati di aver utilizzato delle trappole per catturare la fauna selvatica. I fatti risalgono al 21 giugno 2008.
Sempre il giudice Fiocco ha deciso di non doversi a pocedere per maturata prescrizione nei confronti di Ivan Filippelli, 49 anni, di Benevento. E' stato difeso dall'avvocato Salvatore Leone. Era stato accusato di illecito edilzio nell'isola di Filicudi. I fatti risalgono all'8 aprile 2005.
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domenica, 05 febbraio 2012
Lipari&tribunale, isolano condannato
Il Tribunale di Barcellona ha condannato alla pena di mesi 8 di reclusione ed al pagamento di 4 mila euro di multa, Marco Lo Presti, 22 anni di Lipari, perché riconosciuto colpevole del reato di detenzione e cessione di sostanza stupefacente ad un minorenne. I fatti contestati al giovane, difeso dall'avv. Gaetano Pino, si sono verificati nell'estate del 2008 a seguito di una intensa attività investigativa dei carabinieri di Lipari. Grazie ad una telecamera installata nei pressi del centro storico, gli investigatori hanno individuato una fitta attività di spaccio. Secondo i militari dell'Arma, in quel periodo l'isola era centro del commercio di sostanza stupefacente che giungeva da varie parti della Sicilia, anche grazie alle moto d'acqua che venivano utilizzate dai corrieri di droga per sfuggire ai controlli effettuati presso lo sbarco degli aliscafi.
Il centro storico dell'isola rappresentava – secondo la ricostruzione degli inquirenti – una sorta di centrale dello spaccio che serviva a rifornire i numerosi turisti presenti sull'isola. Tuttavia la struttura del centro storico rappresentata da una serie di vicoli stretti dove avvenivano i contatti tra clienti e spacciatori, non ha consentito di accertare i reati commessi da numerosi spacciatori in quanto molto spesso gli autori riuscivano a evitare di essere colti nella flagranza del reato dileguandosi alla vista dei militari. Solo grazie all'ausilio delle telecamere nascoste e per mezzo di una intensa attività di intercettazione telefonica, i militari sono risusciti a documentare la cessione e lo scambio di denaro avvenuta nell'estate del 2008. Venivano fermati Marco Lo Presti e successivamente anche il minore al quale – secondo la denuncia – era stato ceduto lo stupefacente.
Nessun altro riscontro invece è emerso dagli altri episodi che si sarebbero verificati in quella zona. Il pm Mirko Piloni aveva chiesto la condanna ad 1 e 8 mesi di reclusione ed a una multa di 6 mila euro. Al giovane invece sono state riconosciute le attenuanti generiche prevalenti sulla contestata aggravante della cessione a minore e concedendo all'imputato la sospensione condizionale della pena.
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sabato, 04 febbraio 2012
Lipari&tribunale. Archiviazione per i tecnici Biagio De Vita e Claudio Beninati e per gli ispettori di polizia municipale Giacomo Marino e Franco Ficarra
Lipari - A seguito di denunzia della signora Sabrina Bacchetti venivano indagati il geometra Claudio Beninati, responsbaile dell'Ufficio Illeciti del Comune di Lipari, il maresciallo della polizia municipale Giacomo Marino e l'ispettore della polizia municipale Franco Ficarra per i reati di falsa testimonianza e calunnia e il dirigente dello stesso Comune Biagio De Vita per il reato di abuso d'ufficio art. 323 c.p..
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Salina, veliero sugli scogli la procura indaga il comandante palermitano
Un naufragio alle Eolie avvenuto la notte del 15 agosto del 2009 potrebbe costare una dura condanna ad un comandante di un veliero affondato a Salina. La Procura di Barcellona ha infatti concluso le indagini preliminari avviate nei confronti del comandante di un motoveliero che navigando di notte nel mare delle Eolie, senza rispettare le distanze dalla costa, finiva contro gli scogli, provocando l'affondamento dell'imbarcazione su cui viaggiavano membri dell'equipaggio e ospiti.
L'episodio verificatosi nella notte di Ferragosto del 2009, ha avuto come protagonista il capitano Giovanni Tedesco 54 anni, originario di Palermo e residente a Sferracavallo, indagato del reato previsto dall'art. 428, naufragio da sommersione, lo stesso reato contestato al comandante della Concordia, in relazione all'ipotesi colposa di danno prevista all'art. 449 e ciò perché nella qualità di comandante del motoveliero denominato "Vesta V Defne" di proprietà della società "Montepashi di Siena Leasing & Factoring", sul quale si trovavano 4 membri di equipaggio e 4 ospiti, per colpa consistita in negligenza imprudenza e imperizia - poiché navigava a circa 300 metri dalla costa dell'isola di Salina in ore notturne senza prestare la dovuta diligenza - in zona di mare in cui era notoria la presenza di secche e scogli, volgeva la prora dell'imbarcazione in direzione del porto di Rinella ed impattava violentemente contro gli scogli affioranti siti in prossimità di Punta Brigantino dell'Isola di Salina.
L'impatto violento del motoveliero sugli scogli dell'isola di Salina "cagionava la immediata sommersione dell'imbarcazione e il naufragio degli occupanti". Il comandante indagato che ha ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini con contestuale informazione di garanzia, difeso dall'avvcato Alessandro Oliva, sulla base delle contestazioni fatte dalla Procura di Barcellona rischia una condanna che va da un minimo di 5 anni fino a 12. Il capitano avrà adesso 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogato.
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venerdì, 03 febbraio 2012
Lipari&tribunale. Assoluzione e non doversi procedere
Lipari - Assolto il fatto non sussiste. Felice Lazzaro, 53 anni, di Lipari, è stato difeso dall'avvocato Mannuccia. La sentenza è stata formulata alla sezione distaccata del tribunale di Lipari dal giudice Ennio Fiocco (piemme Teresa Lazzaro, assistente giudiiario Nino Paino). Era stato accusato di non aver garantito la mensilità all'ex coniuge. I fatti risalgono al marzo 2005.
Sempre il giudice Fiocco ha deciso di non doversi procedere per maturata prescriizone nei confronti di Angela Mascolo, di Panarea. E' stata difesa dall'avvocato Saro Venuto. Era stata accusata con la musica che proveniva dal suo locale di disturbare il riposo dei vicini. I fatti risalgono all'aprile 2006.
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lunedì, 30 gennaio 2012
Lipari&tribunale. Condanna e assoluzione
Lipari - Due mesi di reclusione e il pagamento delle spese processuali (pena sospesa). Marco Cannistrà, 38 anni, di Lipari. E' stato difeso dall'avvocato Salvatore Leone. La sentenza è stata emessa alla sezione distaccata del tribunale eoliano dal giudice Ennio Fiocco (piemme Agatino Allegra, assistente giudiziario Nino Paino). Era stato accusato di violenza nei confronti di una donna. I fatti risalgono al 16 maggio 2006.
Sempre il giudice Fiocco ha assolto perchè non si è raggiunta la prova della colpevolezza Bartolo Famularo, 60 anni, di Lipari. E' stato difeso dall'avvocato Susanna La Greca. Era stato accusato di aver acquistato un portale in pietra pur sapendo che era stato rubato. I fatti risalgono al 22 dicembre 2006.
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giovedì, 26 gennaio 2012
Lipari&tribunale. Condanna e assoluzione
Lipari - Sedici giorni di reclusione, 80 euro di multa e il pagamento delle spese processuali (pena sospesa). Angelo Scuderi, 46 anni, di Messina, è stato difeso dall'avvocato Onofrio Natoli. La sentenza è stata formulata alla sezione distaccata del tribunale di Lipari dal giudice Ennio Fiocco (piemme Francesco Cannavò, assistente giudiziario Nino Paino). Era stato accusato di minacce nei confronti del suo datore di lavoro di Leni (Salina). I fatti risalgono al 16 settembre 2008.
Sempre il giudice Fiocco ha assolto perchè non si è raggiunta la prova della colpevolezza Felice De Gregorio, 47 anni, di Lipari. E' stato difeso dall'avvocato Vincenzo La Cava. Era stato accusato di minacce. I fatti risalgono al 2006 e gennaio 2007.
07:46 Scritto da: leonedilipari in giudiziaria | Link permanente | Segnala
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mercoledì, 25 gennaio 2012
Cassazione&Sentenze
Fare pipì in strada è reato, anche se di notte o in un luogo appartato. Lo ha deciso la Cassazione con la sentenza n. 40012/11 che bacchetta chi urina fra le macchine, uscito da un locale o dietro a un
cassonetto.
Per i giudici nascondersi non è una giustificazione e quindi se il gesto viene “percepito da terzi” scatta il reato.
La decisione è arrivata dopo un tipico caso di vita notturna arrivato sul tavolo dei giudici. Un ragazzo dopo una serata passata in discoteca fa pipì in strada, viene denunciato e il Giudice di pace lo assolve dal reato di atti contrari alla pubblica decenza (art. 726 c.p.), perché «la condotta posta in essere dal prevenuto non era stata neppure percepita dai presenti».
Così, ricostruisce la Stampa, il Procuratore Generale decide di fare ricorso in Cassazione, affermando che nelle motivazioni del giudice di pace sarebbe stata fatta confusione tra gli atti osceni in luogo
pubblico (art. 527 c.p.) – che “richiede la visibilità dei genitali” – con quella degli atti contrari alla pubblica decenza (art. 726 c.p.), “che invece richiede la sola possibilità di percezione del gesto contrario alla pubblica decenza”.
Scrive il Procuratore che “sono atti contrari alla pubblica decenza tutti quelli che in spregio ai criteri di convivenza e di decoro che debbono essere osservati nei rapporti tra consociati, provocano in questi ultimi disgusto o disapprovazione come l’orinare in luogo pubblico”.
Alla fine l’ultima parola è spettata alla Cassazione per cui gli atti osceni in luogo pubblico offendono “in modo intenso e grave il pudore sessuale, suscitando nell’osservatore sensazioni di disgusto” e gli
atti contrari alla pubblica decenza “ledono il normale sentimento di costumatezza, generando fastidio e riprovazione” (Cass., sent. 2447/1985). Dunque urinare in strada non si può.
16:06 Scritto da: leonedilipari in giudiziaria | Link permanente | Segnala
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Lipari&tribunale. Condanna e assoluzione
Lipari - Due mesi e due giorni di reclusione e il pagamento delle spese processuali (pena sospesa). Onofrio Santomarco, 40 anni, di Malfa, è stato difeso dall'avvocato Onofrio Natoli. La sentenza è stata emessa alla sezione distaccata del tribunale di Lipari dal giudice Ennio Fiocco (piemme Agatino Allegra, assistente giudiziario Nino Paino). Era stato accusato di aver disturbato il riposo dei vicini per la musica assordante che notte e giorno proveniva dal suo locale di Panarea. I fatti risalgono agli anni 2005-2006 e 2007.
Sempre il giudice Fiocco ha assolto perchè non si è raggiunto il grado della colpevolezza Marco Cannistrà, 38 anni, di Lipari. E' stato difeso dall'avvocato Salvatore Leone. Era stato accusato di di aver offeso una donna. I fatti risalgono al maggio 2007.
11:40 Scritto da: leonedilipari in giudiziaria | Link permanente | Segnala
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