Lipari&Aereoporto

anatoli.jpgdi Aldo Natoli

In questo scorcio di fine estate si è parlato molto della realizzazione di un aeroporto a Lipari. Poiché le tesi esposte partono da una visione del sistema turistico eoliano  diverso l’uno dall’altro, ne  consegue che,  paradossalmente, sia i favorevoli che i contrari hanno ragione. Adesso è quindi giunto il momento che quanti hanno la regia del Paese decidano che strada percorrere: il fine giustifica il mezzo. Ma oltre all’aereoporto da realizzare a Lipari, in questi giorni si riparla di quello dei Nebrodi , del Mela e delle Eolie, che dovrebbero sorgere lungo la costa tirrenica. Troppi aeroporti! E la mia esperienza mi porta a ritenere  che ancora per un lungo periodo dovremo accontentarci di quello di Catania e di Reggio Calabria. E proprio per stare con i piedi a terra mi permetto proporre all’Amministrazione Comunale di eliminare qualche corsa di aliscafo con la città di Milazzo, la cui popolazione, tra l’altro, è sempre più infastidita dal traffico portuale con le nostre isole, e di intensificare quello con la città di Messina, in modo da garantire più collegamenti con le due strutture aeroportuali riducendo i tempi di percorrenza. Con più corse di aliscafo  si avvantaggerebbe anche la mobilità giornaliera di quanti, per motivi vari, debbono raggiungere Messina. Inoltre non sono da trascurare le notizie che ci giungono sul probabile spostamento della Stazione FF.SS. di Milazzo a Barcellona P.G. 

Lipari&Aereoportoultima modifica: 2009-10-02T09:34:18+00:00da leonedilipari
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Lipari&Aereoporto

gmichele1.jpgdi Michele Giacomantonio

Su “ Il Notiziario delle Eolie on line” di Bartolino Leone il dott. Felice D’Ambra, Presidente degli albergatori di Cagliari ed eoliano di nascita, ha replicato molto vivacemente alla signorina Sara Basile che si dichiarava contraria alla costruzione di una aviosuperfice a Lipari.D’Ambra prende spunto dal cattivo tempo che ha bloccato la sera di martedì a Milazzo circa 250 persone per una giornata intera, “salvate” a tarda sera dalla NGI. “Anche se Lei non è d’accordo, alla costruzione dell’Aviosuperfice ,  – incalza il dott. D’Ambra rivolto alla Basile – abbia almeno la cortesia di  ammettere che anche in questi casi,  soltanto gli aerei avrebbero potuto sostituire le incapacità di una portualità non sufficientemente  adeguata ad una situazione di disagio atmosferico in mancanza di una messa in sicurezza di un  porto a Lipari,  ancora incredibilmente da molti anni,  non attuato, ed ancora oggi , le Isole sono fortemente penalizzate.”.Mi inserisco nella discussione per dire un mio parere, molto travagliato, maturato lungo vent’anni di ricerca e dibattito su questo punto e, ci tengo a dire, lontano da ogni preconcetto ideologico ed attento alle ragioni di chi la pensa diversamente. La mia Amministrazione fin dal 1994 mise nel suo programma la realizzazione di un’aviosuperfice leggera in grado di fare atterrare sull’isola piccoli aerei da 30-45 posti. Diede l’incarico per uno studio fattibilità ad un’architetto esperto della materia ed allora – dopo molte discussioni e verifiche ( avendo scartato Quattropani e Vulcano ) – si individuò il sito di Poggio dei Funghi, alle falde di Monte Sant’Angelo, come quello più consono per la realizzazione di questa idea e forse l’unico possibile data l’antropizzazione della nostra isola. Certo Poggio dei Funghi aveva delle controindicazioni: pretendeva sbancamenti ( monte Elmo), opere d’arte per realizzare la pista e quindi costi alti,  vi era il problema della strada di collegamento (attualmente quella esistente è poco più di un sentiero),c’erano anche problemi  meteo ( come dimostrò un intervento del col. Cicala) e soprattutto era una zona non compatibile col Piano Paesaggistico, giacché lo studio agroforestale vi aveva individuato vegetazione di qualità. Ma non vi erano collocazioni migliori. La richiesta di un finanziamento fu inserito nel PRUST Valdemone ma fu bocciato dal Consiglio Comunale all’inizio del 2001. Nel 1999 intanto avevo scritto ad Aviolipari comunicando che eravamo interessati a realizzare l’opera in project financing e che l’ANCIM nazionale stava pensando ad un patto territoriale per i trasporti nelle isole minori nel cui ambito il progetto avrebbe potuto trovare posto. A favore della realizzazione di una aviosuperfice leggera giocavano le seguenti ragioni: tempi lunghi e difficoltà a raggiungere le Eolie ( problematici i collegamenti con gli aeroporti siciliani), trovare un mezzo alternativo di collegamento alla terraferma per non essere del tutto dipendenti dalle condizioni del mare, dare un sostegno al turismo di qualità.  Un collegamento veloce e rapido avrebbe cioè rappresentato un grande contributo non solo al turismo, ma anche alla mobilità dei residenti nelle attività professionali e negli affari. Contro c’era naturalmente l’impatto ambientale che comunque un manufatto di 1.200 metri per 300 sempre comporta ed a cui doveva aggiungersi la strada che dalla provinciale – all’altezza di Madoro – avrebbe portato a Monte Sant’Angelo, il disturbo provocato dall’arrivo dei veicoli ( che poteva però essere reso minimo prevedendo due soli voli al giorno in orari controllati), il punto interrogativo dei costi di manutenzione e dei servizi e quindi la possibilità che si riuscisse a mantenere in vita un’opera di questo tipo evitando che nell’arco di qualche anno divenisse un relitto inutilizzabile. Quest’ultima è stata sempre la mia preoccupazione  maggiore giacchè una indagine fatta per noi dalla società Europrogetti e Finanze non era molto rassicurante. Difficile riuscire a garantire la vitalità di un’aviosuperfice con soli due voli al giorno. C’era la probabilità che una volta realizzata l’opera, gioco forza, si sarebbe dovuto accettare l’incremento dei voli soprattutto in estate. Di più, aerei da 30-45 posti non sono quelli usuali per i voli charter e quindi prima o poi si sarebbe posta l’esigenza di ingrandire l’aeroporto per permettere di fare atterrare aerei più grandi. Si poteva entrare così in un vortice inarrestabile che poteva compromettere il fragile equilibrio del nostro ecosistema.Questa preoccupazione che era presente fin dall’origine, è andata via via approfondendosi quando ho cercato di capire come funzionavano gli aeroporti di Lampedusa e Pantelleria ( dove operano anche DC8 e DC9 cioè aerei normali) ed ho conosciuto le difficoltà dei piccoli aeroporti, diversi dei quali sono stati obbligati a chiudere. Quando poi ho visto maturare e crescere la proposta di dare vita ad un aeroporto regolare nella rada di Milazzo ( non a Torrenova che rimane comunque abbastanza distante e fuori dalle linee di collegamento) il rapporto costi/benefici ha finito col pendere decisamente a sfavore di una collocazione a Lipari. Un’aeroporto a Milazzo permette di abbattere notevolmente i tempi. Certo non si raggiungerà Lipari in un’ora da Roma ma in due ore si, se si ha l’accortezza di creare un collegamento aliscafi nelle immediate vicinanze e siamo comunque nei tempi normali.  Certo non si supererebbero le difficoltà meteo marine  ma – oltre a realizzare al più presto la messa in sicurezza del porto di Lipari che è altra cosa dalla realizzazione di un megaporto –  potrebbe essere previsto un collegamento di elicotteri ( che sono sempre più grandi e più  sicuri) con l’aeroporto o gli aeroporti. L’impatto di una pista di Eliporti sarebbe di gran lunga inferiore a quella di una pista aerea.

Isoleolie.it il portale web delle Eolie 
www.isole-eolie.com www.isoleolie.it www.eolianholidays.com www.hotelsbookingonline.com www.isoleolie.eu – www.liparilipari.it www.liparilipari.com www.eolieolipari.com www.eolieolipari.it www.lipariyachtclub.com www.eolieonline.info www.portaledelleeolie.com www.eolieeolie.it www.eolieeolie.com – www.isoleeolieolipari.it 

Lipari&Aereoportoultima modifica: 2009-09-19T08:56:00+00:00da leonedilipari
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Lipari&Aereoporto

plagreca4.JPGdi Pino La Greca

In questi giorni, a distanza di alcuni anni, si torna a sentire parlare di un possibile aeroporto nell’isola di Lipari. È una discussione che periodicamente riemerge nella nostra comunità e si deve, necessariamente, ripartire da zero con le disamine e le discussioni. Personalmente ho studiato per mesi l’intera questione prima di assumere una mia posizione, personale e politica, perfettamente nota ai miei concittadini. Scambiare idee è sempre positivo, ma vediamo di fare il punto della situazione in maniera sintetica: aeroporto – l’amministrazione ha inserito un progetto nel piano regolatore generale del Comune di Lipari, su richiesta di una società privata, ma come sapete ad oggi il piano regolatore generale di Lipari non è stato definitivamente approvato dagli organi regionali. Possiamo essere d’accordo o in disaccordo con tale opera privato-pubblica, ma la decisione adesso è nelle mani degli organi regionali deputati a decidere. Decisione che va presa in base alle leggi che l’Italia e la Sicilia si sono date, noi non siamo più  una repubblica autonoma da oltre duemila anni. Allora ci siamo chiesti, da parecchio tempo, cosa fare? Languire o cercare soluzioni alternative? Personalmente non amo arrendermi di fronte agli ostacoli e cerco sempre delle alternative consentite dalle leggi e dalla natura dei luoghi, alternative che negli ultimi sette anni non mi sono limitato a dire in giro ma sono state scritte nero su bianco ed indirizzate al sindaco di Lipari. Quali alternative? Occorre puntare sull’intermodalità che rappresenta il valore aggiunto di un sistema d’infrastrutture nel quale ciascuna ‘rete’ (stradale, ferroviaria, portuale o aeroportuale) concorre a garantire la mobilità dei cittadini e dei turisti. Partendo da tale presupposto abbiamo chiesto, non soltanto a quella di Lipari, ma a tutte le amministrazioni oliane di farsi promotrici delle nostre proposte, quali: – L’intensificazione dei collegamenti con Messina. Ci vogliono almeno 4 (quattro) corse d’aliscafo e/o mezzo veloce da e per Messina, con approdo a Messina Marittima, evitando così il transito attraverso Milazzo che diventa per noi dispendioso sia in termini di tempo sia di costo. – Collegamenti con l’aeroporto di Reggio Calabria. Il collegamento via mare con l’aeroporto di Reggio Calabria è quello che da sempre abbiamo sollecitato, soprattutto per la naturale vocazione di Reggio a diventare il “nostro” aeroporto. Una distanza assolutamente accettabile, sia in partenza sia in arrivo, e un collegamento che consente di evitare il cambio di tre mezzi di trasporto per arrivare a Lipari e/o Messina (Pullman, taxi, aliscafo). Riteniamo che le Amministrazioni Comunali debbano stimolare ed ottenere  un accordo sinergico tra le società che vogliono gestire tali collegamenti, quella che gestisce l’aeroporto di Reggio Calabria e la Provincia Regionale di Messina. – Una forte iniziativa da parte delle Amministrazioni Comunali nei confronti della Regione Siciliana perché istituisca, da subito, un collegamento stabile giornaliero – via autostrada – tra le Eolie (Via Milazzo e l’aeroporto di Catania. (Collegamento garantito, da sempre,  con altra località turistica provinciale). Naturalmente alcune di queste idee sono state raccolte dai privati ma non dalle amministrazioni sia comunali sia regionali e non riescono a trovare un impegno che le istituzionalizzi e renda i costi accessibili a tutti, turisti ed eoliani che ne usufruiscono nei mesi invernali. Nei mesi scorsi, come in alcuni anni passati, abbiamo assistito ad annunci importanti quali l’avvio di collegamenti con elicotteri e collegamenti con idrovolanti. Ma nell’uno e nell’altro caso nessun riscontro positivo, per rimanere nell’ambito, stentano a decollare, o forse più che credere nelle potenzialità del turismo eoliano puntano ai finanziamenti pubblici della Regione Siciliana, o forse è meglio dire, puntavano, viste le attuali condizioni economiche in cui è ridotto il nostro Paese, vedi caso Siremar. Vorrei ricordare, infine, che nei mesi scorsi era stato assicurato un collegamento con idrovolanti, come riportato dagli organi di stampa che ripropongo per una lettura aggiornata: Presentato a Palazzo dei Leoni il progetto della società specializzata in collegamenti con idrovolanti. Si inizierà nell’estate 2009 con una fase sperimentale, ma l’obiettivo è ampliare il raggio d’azione. La Provincia ha offerto il suo supporto logistico-promozionale. In attesa della Metropolitana del mare, prove di volo sullo Stretto verso la nostra provincia. Stamattina a Palazzo dei Leoni, in sala Giunta, è stato presentato il progetto della “Idrolines s.r.l.”, società che opera nel settore dei trasporti con idrovolanti e che ha deciso di investire sul nostro territorio. A fare gli onori di casa il presidente dalla Provincia Regionale Nanni Ricevuto, che ha garantito il supporto logistico-promozionale per la buona riuscita dell’investimento. Ma veniamo al progetto. Le Rotte. Il punto di partenza sarà a Reggio Calabria, nei pressi dell’Aeroporto “Tito Minniti”. Le principali destinazioni indicate per il 2009 sono le Isole Eolie, ma su richiesta e nell’ottica di un piano complessivo di sviluppo verranno inserite anche Taormina, Milazzo, Portorosa/Tindari, Messina Porto e altre mete in Sicilia, che successivamente potranno anche essere collegate tra loro. Lo start up è previsto per l’estate 2009. Inizialmente si tratterà di un servizio per così dire sperimentale, da attuare con un solo mezzo utilizzato (dieci posti disponibili) in attesa delle risposte del mercato. L’obiettivo però è di potenziare la flotta, raggiungendo quota 4-5 aeroplani nel giro di un quadriennio. Perché l’idrovolante? A spiegarlo è il comandante Mauro Calvano: “Esperienze positive in diverse zone del mondo, in Grecia, alle Maldive, in Canada ma anche a Malta, hanno dimostrato che sono mezzi affidabili, veloci e comodi. Le esigenze ed i relativi costi infrastrutturali per le operazioni Idro sono estremamente limitate e consistono in un pontile per lo sbarco passeggeri, una barca appoggio (gommone) e una minima struttura per ricevimento dei passeggeri, oltre alle dotazioni di sicurezza (costo complessivo circa 30 mila euro). E non va sottolineato l’impatto ambientale, che è bassissimo”. Per permettere la sperimentazione si prevede l’utilizzo di pontili galleggianti che saranno ubicati nelle zone individuate con le Autorità e le Amministrazioni locali. La Idrolines si è detta oggi pronta ad incentivare il Trasporto Idrovolante nell’area dello Stretto di Messina e delle Isole Eolie. Determinante però, secondo quanto riferito dai vertici della società, sarà il supporto degli Enti preposti, delle Autorità e delle Amministrazioni, per la rapida ed efficace definizione dei punti di approdo ed il rilascio delle necessarie autorizzazioni e concessioni per i pontili di sbarco dei passeggeri. Calvano ha infatti spiegato che rispetto ad uno sforzo minimo per creare le condizioni per avviare servizio, è lunghissimo l’iter amministrativo-burocratico. Fatta chiarezza sul piano legislativo, resta la lunga e delicata fase delle concessioni e delle autorizzazioni. Fase per la quale la Idrolines chiede un supporto alle Istituzioni. “Stiamo cercando di fornire un servizio al territorio, – ha continuato Calvano – che parte come turistico ma che potrà divenire di pubblica utilità. Vogliamo investire parecchi milioni, chiediamo solo di non essere ostacolati”. Nessuna richiesta economica dunque, anche se i prezzi, con un finanziamento di tipo regionale, potrebbero essere nettamente ridotti. “Inizialmente il costo di viaggio dovrebbe aggirarsi intorno ai 120 euro. Ma con una copertura economica per garantire la continuità territoriale, siamo pronti ad abbattere i prezzi fino a 40-50 euro”. Prospettive. Come detto ampliare il numero delle rotte, dei mezzi e il mercato di riferimento, con possibilità di effettuare anche voli turistici per traffico crocieristico. Idrolines è partner di Harbour Air Malta, che opera da due anni nel Porto della Valletta collegando l’isola di Gozo ed offrendo voli turistici direttamente dal waterfront dove sono ormeggiate le navi da crociera nel porto. Per provare a mettere in piedi un sistema di questo tipo però, bisognerà testare le risposte dei flussi e del territorio e servirà almeno un anno. La nostra provincia riuscirà a volare? Naturalmente questa è una ulteriore soluzione ai nostri problemi, e mi sono posto delle domanda che vi giro: cosa ha fatto l’amministrazione di Lipari per cercare di agevolare tale tipo di collegamento? Sono stati definiti i punti di approdo? Sono state rilasciare le autorizzazioni e le concessioni per i pontili di sbarco dei passeggeri? Vorrei, infine, ricordare che l’eventuale aeroporto delle Eolie non sarà servito da nessuna compagnia di linea, nessuno pensi di poter prendere l’aereo al mattino per andare, che sò, a Cagliari o Milano o Roma. Niente di tutto questo. Questa è la domanda che mi ha posto un concittadino una sera a Milazzo non potendo rientrare a Lipari per il cattivo tempo. Gli ho spiegato che dovevamo trovare un auto o un treno o un pullman per andare a Catania o a Reggio, trovare la coincidenza con l’eventuale aereo dell’Alitalia o di AirOne per arrivare a Lipari o pensare, addirittura, di proporre la realizzazione di un aeroporto a Milazzo soltanto per i collegamenti con le Isole Eolie o meglio soltanto con Lipari. Ed infine, dovevamo essere fortunati a non trovare condizioni di vento e di foschia presenti nei mesi invernali sul Sant’Angelo tali da impedire l’atterraggio su di una pista collocata a oltre 550 mt. Sul livello del mare. La struttura proposta a Lipari prevede solo voli charter da 40 posti al massimo e per un paio di corse giornaliere; corse e numero di passeggeri che possono essere tranquillamente e sufficientemente sostituite con i collegamenti con elicotteri ed idrovolanti come fanno nelle isole greche ed a Malta.

 

 

Lipari&Aereoportoultima modifica: 2009-07-20T14:25:28+00:00da leonedilipari
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