venerdì, 10 febbraio 2012

Eolie&trasporti. Mobilitati i deputati regionali. Domani vertice alla Provincia con Nanni Ricevuto. Tra poco le interviste agli assessori Davide Starvaggi, Corrado Giannò e all'amministratore della "Compagnia delle Isole" Antonio Bernardi

convegnotrasporti.JPGLipari - I deputati regionali del messinese mobilitati per evitare i "tagli" nei collegamenti marittimi integrativi voluti dal governo regionale e che rischiano di mettere in crisi anche il turismo delle isole Eolie. Il presidente della Provincia Nanni Ricevuto li ha convocati domani mattina a Messina. Parteciperanno anche i quattro sindaci eoliani e il presidente dell'Ancim Sicilia Massimo Lo Schiavo.

L'assessore ai trasporti del Comune di Lipari Corrado Giannò che con il collega al turismo davide Starvaggi nel pomeriggio nella sala consiliare ha convocato gli operatori turistici, ha precisato che "i tagli alle corse degli aliscafi della Ustica Lines e della Ngi non saranno del 20%, ma addirittura del 50%. E' evidente che si metterà in crisi tutto il comparto e in piu' ci saranno circa 150 marittimi che saranno licenziati. Per fortuna - ha aggiunto - c'è un contratto che la Regione fino al 2013 dovrà rispettare. In ogni caso, insieme ai sindacati siamo pronti a bloccare porti e mezzi di linea".

Tra poco le interviste agli assessori Starvaggi (anticipa le prossime iniziative turistiche) e Giannò e al rag. Antonio Bernardi, componente del consiglio di amministrazione "Compagnia delle Isole" che parla di turismo e trasporti (è la prima intervista che rilascia da nuovo amministratore della società siciliana). 

Traghetti, si fermano come i forconi?

di Andrea Moizo

alauranapiccola.jpgCon una nuova norma che si adegua alla direttiva sull’Iva dell’Ue, rischiamo di pagare i traghetti a corto raggio, quelli del Golfo di Napoli, Eolie o Arcipelago Toscano, fino al 20% in più. Questo perché l’articolo della legge in questione è scritto in maniera ambigua, e rischia di non permettere più a chi opera la navigazione a corto raggio di detrarre l’Iva. Così all’orizzonte si profila uno stop ai trasporti questa volta per i traghetti, dopo il fermo degli autotrasportatori delle scorse settimane.

Dopo la protesta di autotrasportatori e dei pescatori, in piazza contro norme comunitarie, difficoltà di accesso al credito e, soprattutto, contro la riforma della disciplina Iva che rischiava di esasperare il problema del caro carburanti, nelle prossime settimane potrebbe essere un’altra importante categoria del mare a fermarsi e a creare disagi ad un’utenza ancora più ampia.

A lanciare l’allarme sulle conseguenze che la stessa norma in materia di Iva rischia di comportare per tutte le compagnie marittime che si occupano di traffico cabotiero, cioè a corto raggio (sotto le 12 miglia), è Acap, l’Associazione Cabotaggio Armatori Partenopei, che raggruppa tutti gli operatori privati attivi nel Golfo di Napoli (Medmar, le varie declinazioni del gruppo Lauro, NLG e SNAV). La norma al centro dell’attenzione è la Legge n.217/2011 recante “Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee”, entrata in vigore il 17 gennaio scorso. L’articolo nell’occhio del ciclone è il numero 8, volto a sanare gli aspetti della legislazione italiana non ritenuti conformi alla Direttiva n.2006/112/CE (Direttiva Iva) dalla Commissione Europea (che al riguardo ha già deferito l’Italia alla Corte di Giustizia Europea).

L’oggetto è il “regime di non imponibilità Iva” nell’ambito del trasporto navale e il problema starebbe nel recepimento della normativa europea da parte del nostro legislatore, come spiega Luigi Parente, amministratore delegato di Moby nonché presidente della Commissione Navigazione a corto raggio di Confitarma: «C’è un grosso problema di interpretazione, tanto che come associazione di categoria siamo in attesa di un chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate. Però, ad una prima lettura, parrebbe che le forniture di bordo (e in particolare gli acquisti di carburante) diventerebbero con la nuova legge assoggettabili ad Iva per coloro che si occupano di navigazione a corto raggio, sotto le 12 miglia. Che effettuando operazioni attive esenti Iva non potrebbero più detrarla, sì da trovarsi costretti a tentare il recupero del maggior costo rivalendosi sul consumatore finale attraverso l’aumento delle tariffe dei titoli di viaggio».

Gli effetti sarebbero enormi: «Il provvedimento in Italia toccherebbe decine di operatori e migliaia di utenti, basti pensare al Golfo di Napoli, alle Eolie o all’Arcipelago Toscano. I costi aggiuntivi sarebbero di milioni di euro e in buona parte si riverserebbero sui prezzi, che potrebbero subire incrementi fino al 21 per cento. Senza considerare che le compagnie che hanno contratti di servizio pubblico, a tariffe bloccate, non potrebbero neppure parzialmente spalmare i costi aggiuntivi, andando incontro ad inevitabili disastri economici» prosegue Parente.

Per questo Acap ha inviato il 3 febbraio una lettera all’Agenzia delle Entrate (e in conoscenza alla Presidenza del Consiglio, al Presidente e all’Assessore Trasporti della Regione Campania, al Prefetto di Napoli e ai sindacati) esponendo «l’abnorme e urgente problematica» e illustrando la reazione a un mancato intervento risolutivo (già adottato dall’Agenzia il 24 gennaio, peraltro, per ciò che concerne la pesca costiera, col mantenimento dello status quo): «Le compagnie interessate, per non assumere costi (Iva) non coperti dalle capacità finanziarie patrimoniali e di bilancio ed evitare il fallimento, saranno costrette a sospendere la propria attività, garantendo dal 10 febbraio al 15 marzo i soli servizi essenziali e a cessare completamente l’esercizio dei servizi dal 15 marzo».

La data di inizio della serrata è nel frattempo slittata, per la mediazione della Regione Campania, al 21 febbraio ma l’iniziativa, intanto, è stata condivisa, per il momento a titolo privato, anche da Parente: «Come Moby è evidente che il problema ci tocca seriamente, essendo anche operatori di cabotaggio, e quindi ci uniremo alla “serrata” (ma non vi parteciperà la controllata Toremar, titolare di un rigido contratto di servizio con la Regione Toscana, cui comunque chiederemo un appoggio). Penso inoltre che Confitarma dovrebbe spalleggiare i suoi iscritti toccati dalla questione, facendosi portavoce nelle sedi opportune della loro protesta».

Il nodo legislativo peraltro non sarebbe così ingarbugliato, scaturendo da un problema di interpretazione/traduzione della normativa europea: «La Legge Comunitaria ha ritoccato l’esistente DPR del 1972 sull’Iva (art 8-bis) inserendo una “e” laddove la Direttiva 2006/112/CE (art.148) ha un “o”, sicché, mentre il diritto comunitario prevede l’esenzione per le “navi adibite alla navigazione in alto mare e al trasporto a pagamento di passeggeri o utilizzate nell'esercizio di attività commerciali”, ricomprendendo quindi sia gli operatori di alto mare che quelli di cabotaggio, purché si tratti di attività commerciali, quella italiana, dopo la modifica, parla di “navi adibite alla navigazione in alto mare e destinate all'esercizio di attività commerciali”, escludendo quindi, con il doppio requisito, il cabotaggio» conclude il manager.

Considerati i danni economici e d’immagine legati al recente blocco dell’autotrasporto, la permanenza dello stato d’agitazione di questa ed altre categorie e il fatto che nel caso dei traghetti la protesta sembra scaturire non da un interesse corporativo, ma da un’effettiva ‘distrazione’ del Legislatore, un intervento rapido di quest’ultimo eviterebbe un nuovo e pesante sciopero nel trasporto pubblico, che da Napoli potrebbe diffondersi a macchia d’olio in tutto il paese. Curiosamente proprio nei giorni scorsi il presidente di Acap Emanuele D’Abundo è finito nel mirino della Guardia di Finanza per un’indagine su un’evasione fiscale in materia di Iva, anche se la sua società ha emesso una nota spiegando che il contenzioso sarebbe già stato risolto.

Intanto la Legge Comunitaria, all’articolo 18, si è occupata anche dell’adeguamento dell’ordinamento italiano alle nuove disposizioni e norme di sicurezza europee per le navi passeggeri. Un ritardo che aveva causato l’apertura di una procedura di infrazione a carico del nostro paese, giunta allo stadio precedente il deferimento alla Corte di Giustizia che ci sarebbe costato con tutta probabilità una salata multa. La Legge Comunitaria non è intervenuta direttamente, delegando il Governo ad adottare entro il 17 aprile «uno o più decreti legislativi» necessari all’adeguamento alle direttive comunitarie del caso. La Commissione Europea sembra tuttavia aver accettato tale soluzione, non avendo per il momento avviato il deferimento malgrado la pervenuta scadenza del termine di due mesi concesso a novembre per metterci in regola.

Il "Giorno del Ricordo" in memoria delle vittime delle Foibe

mloschiavopiccola.jpgQuesta mattina si è svolta a Messina la cerimonia in occasione della ricorrenza della “Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle Foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale, istituita conla Legge n. 92/2004.

Nel Salone di Rappresentanza del Palazzo di Governo di Messina, il Prefetto Dott. Alecci, alla presenza dei rappresentati delle Autorità Civili locali, del Com.te della Brigata Aosta Generale di Brigata De Cicco, dei Comandanti Provinciali dei Carabinieri e Guardia di Finanza, Col. Domizi e e Col. Paparoni, del Com.te della C.P. di Messina e di Milazzo, C.V. Musolino e C.F Coke, del Com.te el Distaccamento M.M., C.V. Le Grottaglie, del Questore di Messina Dott. Gugliotta e del Dirigente dell’Ispettorato delle Foreste Dott. Di Vincenzo,  ha conferito ai parenti di due eoliani coinvolti dai fatti di guerra una medaglia e un diploma alla memoria.

Insignita dei riconoscimenti la santamarinese Giuseppina Maratona, nipote di Salvatore Donato, Sottobrigadiere della Guardia di Finanza in servizio pressola Legione Terriotorialedi Trieste, che fu ucciso dai partigiani titini a Brenchia (UD) il 22 settembre 1943.

“Essere qui oggi è stato molto emozionante” commenta il Sindaco Lo Schiavo presente alla cerimonia “perché ricordare coloro che si sono sacrificati perla Patriaè sempre doveroso. L’istituzione del Giorno del Ricordo e della Giornata della Memoria devono, infatti, servire a ricordare a tutti noi i grandi sacrifici che gli Italiani hanno compiuto per la difesa dell’alto significato di Democrazia”.

Salina&Abusivsimo. I cc denunciano otto persone

gstefani.jpgSalina - Otto persone sono state denunciate dai carabinieri di Santa Marina, al comando del maresciallo Gimmi Stefani.

Nell’ambito delle attività svolte nei giorni scorsi per il contrasto delle violazioni della vigente normativa in materia edilizia, i Carabinieri della Stazione di Salina con il supporto dei militari del NORM della Compagnia Carabinieri di Milazzo, all’esito di una attenta attività di monitoraggio del territorio, hanno segnalato alla competente Autorità Giudiziaria otto persone, ritenute responsabili a vario titolo, di abuso edilizio.

La particolare attività di controllo, effettuata dai Carabinieri nei Comuni di Santa Marina Salina (ME), Leni (ME) e Malfa (ME), ha consentito di individuare e sequestrare, nel Comune di Santa Maria Salina (ME) un fabbricato in muratura con una copertura in lamiera zincata edificato in completa assenza di autorizzazioni; nel Comune di Malfa (ME) una struttura in legno recante una copertura di tegopan, edificata in completa assenza di autorizzazioni; nel Comune di Leni (ME), un fabbricato in muratura e pietre edificato in difformità con le autorizzazioni concesse dal predetto Comune, nonché, sempre nel territorio del citato Comune di Leni (ME), alcuni muri di contenimento posti a sostegno di un terrapieno realizzati in totale assenza di autorizzazioni ed una struttura in conglomerato cementizio e alluminio costruita in totale assenza di autorizzazioni.

Al termine delle attività, finalizzate come detto alla prevenzione ed al contrasto della specifica tipologia di reato, le strutture abusive sono state sottoposte a sequestro.

Le notizie del nostro giornale online fanno il giro d'Italia

ansa.jpg(ANSA) - LIPARI - ''A scuola docenti e alunni con cappotti e piumini, perche' il riscaldamento ancora non funziona''. Lo denuncia il dirigente della scuola media di Lipari, Renato Candia.
   ''Devo evidenziare - scrive in una lettera inviata al sindaco - che la situazione e' ormai esasperante e intollerabile. Le cronache locali segnalano quotidianamente nella nostra provincia la chiusura di plessi scolastici per il freddo eccessivo e la mancanza del carburante per le caldaie. E' vergognoso e imbarazzante non sapere piu' cosa dire alle famiglie: i ragazzi restano seduti sui banchi per cinque ore, con cappotti e giubbotti (come i loro insegnanti), dentro locali gelidi. Cerchiamo di arrangiarci, utilizzando stufette elettriche nelle classi, ma l'impianto elettrico, come piu' volte segnalato, non regge il carico, la rete e i pc degli uffici saltano continuamente''. (ANSA).

Lipari, deceduti Francesco Mollica e Ines Adornato

candela.jpgLipari - E' deceduto Francesco Mollica.

Aveva 85 anni.

Sempre a Lipari è deceduta la signora Ines Adornato, vedova Fabris.

Aveva 85 anni.

Ai familiari le nostre condoglianze.

Legambiente, campagna per salvare i siti artistici

gzanna.JPGRiparte la campagna di sensibilizzazione SOS Heritage, la bella Sicilia che sta scomparendo, che vede protagonisti i cittadini con le loro indicazioni.

“La lista – dichiara Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia – è arrivata a quota 46 siti che rischiano di essere cancellati. E’ arrivato il momento di fare qualcosa. Non si può più stare immobili ad aspettare e poi recriminare su possibili crolli. Sarebbero solo lacrime di coccodrillo. Perché non si da seguito alle indicazioni della Carta del Rischio, elaborata dal Centro regionale del Restauro? Perché si continua a tenerla nel cassetto? Lì ci sono precise indicazioni su come intervenire. In questi giorni si parla tanto dei fondi europei, si utilizzino per interventi di manutenzione e consolidamento.

Il nostro obiettivo è quello di cancellare dalla black list il maggior numero possibile di siti, e per questo motivo saremo instancabili nel sollecitare le istituzioni preposte ad attivarsi per la salvaguardia dei beni”.

Per segnalare i monumenti basta scattare una foto al bene ed inviarlo, con un breve testo di 8 righe, all’indirizzo salvalartesicilia@libero.it. Le foto saranno, quindi, pubblicate sul sito www.salvalartesicilia.it, dove si trova l’elenco completo.

Le notizie del nostro giornale online fanno il giro d'Italia

ansa.jpg(ANSA). VULCANO - Demolita una casa abusiva costruita proprio a ridosso del cratere, che e' inattivo dalla fine dell'800. Si tratta di un immobile di 10 mq, realizzato da L.C. Le ruspe lo hanno abbattuto davanti agli occhi del responsabile dell'Ufficio illeciti del Comune di Lipari, Claudio Beninati, e del tecnico Giacomo Bicchieri. Dopo il protocollo sottoscritto tra la Procura di Barcellona Pozzo di Gotto e il Comune, altre nove case abusive verranno abbattute nelle Eolie. Complessivamente, negli ultimi 10 anni sono state oltre 70. (ANSA).

Rassegna Stampa. Il "Giornale di Sicilia" e le Eolie

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Il Giornale di Sicilia nella pagina Eolie-Milazzo ha pubblicato:

Lipari, dopo l'incendio della casa di Canneto e delle 2 barche parla l'avvocato Antonio la Bua: "Ci sono indizi ben precisi".

Lipari, l'isola in "vendita": oltre 500 gli edifici sul mercato. Ci sono anche alberghi finanziati con il Patto Territoriale. Rischio infiltrazioni mafiose.

Stromboli, studio sul vulcano "E' influenzabile dalla Luna".

Stromboli, prezzi maggiorati sulle bombole di gas, scatta una denuncia dei cc.

Lipari, acqua dal dissalatore, produzione bloccata fino a domani.

Nella pagina Economia: Eolie, è crisi nera. 

Vulcano, immobile abusivo realizzato sotto il cratere è stato demolito

cbeninati7.jpgVulcano - Nell'isola delle Eolie si è costruito anche sotto il cratere e ora è giunta l'opera di demolizione. L'iter si è concluso anche per l'immobile abusivo di 10 metri quadri, realizzato da L.C. Le ruspe lo hanno abbattuto sotto la stretta sorveglianza del responsabile dell'Ufficio illeciti del Comune di Lipari Claudio Beninati e del tecnico Giacomo Bicchieri. Dopo il protocollo sottoscritto tra la Procura della Repubblica di Barcellona e il Comune altre nove sono le case abusive che dovranno essere abbattute nell'Arcipelago. Complessivamente negli ultimi dieci anni sono state piu' di settanta.

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