venerdì, 10 febbraio 2012
Da Melbourne in linea Santino Trimboli
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Lipari&invisibili
di Silvia Carbone

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INDISCRETI. Lipari&Comune, in che senso è caro?
Il caro Comune di Lipari ha due facce nascoste della medaglia. Caro nel senso di affettuoso perchè riesce a non far pagare l'acqua ad oltre 700 utenti eoliani molti dei quali albergatori dell'isola di Vulcano, scoglio caro al sindaco Mariano Bruno. Caro perchè ha sempre sbandierato di creare, a parole e paroloni, posti di
lavoro. Poi , guarda guarda, distribuisce incarichi professionali in ogni angolo d'Italia (Napoli, Palermo, Catania, Messina Milazzo e Barcellona) e quasi mai li ripartisce ai collaudati professionisti locali.
Vizi&vizietti che un Comune in questo particolare momento dovrebbe dibattere e combattere ed invece fra un suicidio ed un incendio si preoccupa sempre delle solite cose: 140 appartamenti per 2 caserme con "sponsor", politico-speculativo lo stesso sindaco Bruno e alcuni consiglieri di maggioranza, perchè di questo si tratta, venuto finalmente alla luce.
Intanto, la "Lipari porto SpA" si è ingoiata due immobili comunali a prezzi di saldo nell'attesa che
eventuali certificati penali diano sentenze sui soci che il Comune si è messo in partecipazione per un opera che consacrerà definitivamente la fine del territorio marino della parte più vissuta dell'isola di Lipari. E si è solo all'inizio...della fine del Patrimonio dell'Umanità. Unescamente.
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Eolie&Comune. Tende, vetrine, condizionatori e insegne...
In mancanza di adeguati controlli i commercianti nel tempo si sono convinti che per collocare tende, vetrine, condizionatori ed insegne nei prospetti delle loro attività non era necessario conseguire alcuna autorizzazione sia da parte del Comune che della Soprintendenza di Messina. Sicuramente i commercianti hanno ecceduto, e non sempre gli arredi collocati sono, ma mi domando se parimenti a loro, sottoposti a sanzioni amministrative e penali, non sono responsabili anche il Comune ela Soprintendenzadi Messina che in tutti questi anni pur vedendo hanno taciuto. Nel 2010 il Comune si è svegliato dal lungo letargo ed ha dato via alla repressione che per molti, considerata la normativa della Soprintendenza e del Comune, si è tradotta nello smonto degli arredi (vetrine, condizionatori ed insegne) oltre un inevitabile procedimento di natura penale.
Il nostro territorio è regolamentato dal Piano Territoriale Paesistico e dal Regolamento Edilizio che disciplinano entrambi la collocazione dei vari arredi. Le norme, purtroppo, sono state dettate senza tenere conto di alcune specificità dell’edilizia locale (la maggior parte dei prospetti dei fabbricati incappano nei divieti della normativa sismica per quanto riguarda l’incasso delle vetrine; non sempre i proprietari dei magazzini sono proprietari dei piani soprastanti e quindi dei terrazzi per collocare i condizionatori; non sempre le porte d’ingresso dei negozi dispongono dell’altezza minima di mt. 2,00 per consentire la collocazione dell’insegna. Dinanzi a questo scenario dibattuto in più riunioni con i rappresentanti delle Associazioni locali, il Sindaco del Comune si era impegnato ad approntare un apposito Regolamento in modo da poter modificare sia il P.T.P. che il R.E.C. Cosichè i vari commercianti si sono premurati a presentare le richieste di sanatoria (art.13 L.47/85 ed art. 167 D.Leg. n° 42/04). Ma poiché le promesse dell’Amministrazione sono rimaste tali è ovvio che le varie istanze vengono sistematicamente rigettate sia dalla Soprintendenza che dal Comune, con le conseguenze che gli arredi debbono essere smontati, e che i vari interessati debbono rispondere alla Giustizia dell’abuso commesso.
Quanto evidenziato non è altro che lo spaccato di una realtà che oggi si somma alle tante difficoltà che i commercianti debbono giornalmente superare a seguito di una crisi che imperversa sempre più preoccupante anche nelle nostre isole. Ma “dura lex, sed lex”! Raccogliendo, per motivi professionali, le critiche di molti commercianti, debbo precisare che ai cittadinila P.A.deve dare “certezza di diritto”, e quindi univocità di comportamenti. Mentre esaminando alcune compatibilità paesaggistiche rilasciate dalla Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina purtroppo rilevo che non sempre si riscontra una valutazione univoca dell’art. 38 del P.T.P., e questo modo di procedere non solo disorienta gli utenti ma anche, e direi soprattutto, noi tecnici. Non si riesce a comprendere, per portare un esempio, perché a volte viene autorizzata la collocazione sui prospetti dei condizionatori mentre a volte viene rigettata, e così via per le tende, le vetrine e le insegne a parete. Personalmente ho segnalato questa situazione al Soprintendente dell’Istituto messinese in occasione dell’incontro svoltosi a Lipari nel mese di luglio organizzato dal Club UNESCO di Lipari, ma ad oggi le cose non sono cambiate.
Al comportamento della Soprintendenza BB.CC.AA., spesso si associa quello del Comune di Lipari che si limita a prendere atto del parere dell’Istituito messinese ignorando che il Piano Territoriale Paesistico sovrintende il Piano Regolatore Generale ma non esclude la valutazione delle norme riportate nel Regolamento Edilizio. Quindi il rilascio di un’autorizzazione può avvenire soltanto se vengono rispettate le norme di entrambi gli strumenti di pianificazione del territorio.
A mio parere se l’Amministrazione Comunale aveva l’intenzione di mettere ordine nella collocazione degli arredi avrebbe dovuto predisporre un apposito Regolamento da concordare conla Soprintendenzae concedere ai commercianti un tempo ragionevole per provvedere alla regolarizzazione. Così facendo invece abbiamo vetrine che si approvano e vetrine che si bocciano; condizionatori che si approvano e condizionatori che si bocciano; insegne che si approvano ed insegne che si bocciano. In poche parole nel FarWest eravamo e nel FarWest continuiamo ad essere.
09:07 Scritto da: leonedilipari in opinioni | Link permanente | Segnala
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U zu Turi da Marina
U zu Turi da marina (Turi Alivu!) di Nello Raffaele
Io’ sugnu lu ZU TURI, da marina,
e lu cchiu’ beddu di li piscatura,
u primu sugnu n’terra la matina,
mi stiru e poi ringraziu lu Signuri.!
Nun sugnu riccu e mancu povireddu,
cummattu ca saluti, ma “un mi scansu,
mi staiu facennu ormai vecchiareddu,
pero’ quannu mi sientu vaiu all’anzu.
Di stati e n’viernu , pi li me dulura,
n’testa mi puortu na birritta i lana,
ricamata ma n’trisa di sudura,
pi scava’ri lu pisci di la tana.
Io’ senza varva sugnu un cittadinu,
quannu nun mi la levu sugnu n’atturi,
ritrattatu di fermu o chi caminu,
a fotu vonnu tutti du “ ZU TURI!”
Si n’acchiata o nu cefalu prumettu,
tutti mi dinnu : Merica, e……u rialu,
cu n’acchiata di menu o nu muliettu,
sempri lu stissu sugnu e mancu calu.
Tutti mi vonnu beni pirchi’ cantu,
ca n’to cantari io’,….. paroli inventu,
io’ sugnu “ TURI ALIVU “ e mi nni vantu,
dinari ‘un haiu e sempri ssu cuntentu.
Si lu Stinnardu all’asta nun m’accattu,
San Bartulu, capisci e mi pirduna,
u sapi ca la vita io’ cummattu,
e cu lu specchiu nun si fa furtuna.
Ancora vi lu dicu e mi ‘nni vantu,
ca di fiscina io’ sugnu un prufissuri,
n’ta lu misteri me, nun tiegnu scantu,
si scola ‘nni vuliti………”unni u ZU TURI! “
Si cacchi d’unu, prima i mia lu passa,
‘ddu mari unni di casa , sta lu pisci:
E’ bestia! nun lu vidi! ‘dda lu lassa;
‘ddu sceccu d’allanzari “un ‘nni capisci.
Si chiddu mari stissu, io’ u ripassu,
smuovu lu funnu e ‘dda lu pisci nesci,
a lampu lu n’fiscinu e lu trapassu,
sugnu “ u ZU TURI ALIVU “ e cca vi lassu.
08:02 Scritto da: leonedilipari in opinioni | Link permanente | Segnala
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Prima Pagina.Esigenza "germeoliana"
L'unica politica che paga è quella del rigore. In tempi di freddo e di neve fa venire i brividi. Ma è cosi. Solo l'intransigenza tedesca vince e domina i mercati. Sia quelli di qualità che quelli a basso prezzo.
02:04 Scritto da: leonedilipari in opinioni | Link permanente | Segnala
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Controcorrente Eoliana
A volte per fare il bello, per rispolverare l'antico romantico basta poco. Basta copiare. Se prendiamo la cittadina sul mare di Novi Ligure, scopriamo che fra i bagnanti in un pezzettino di spiaggia, c'è riservato
01:53 Scritto da: leonedilipari in opinioni | Link permanente | Segnala
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Isola Pastorizia
01:44 Scritto da: leonedilipari in opinioni | Link permanente | Segnala
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Vero&Falso
-Il governo vuol chiedere al comune di Lipari come si fa a non pagare il gas ai russi applicando la tecnica del pagamento dell'utenza dell'acqua a Vulcano.
01:37 Scritto da: leonedilipari in opinioni | Link permanente | Segnala
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giovedì, 09 febbraio 2012
Lipari, in azione la "macchina del fango?"
Anche a Lipari la “macchina del fango”? In occasione delle elezioni elettorali parte anche a Lipari la “macchina del fango”? Improvvisamente ed inopinatamente oggi pomeriggio viene postato un intervento senza firma che è bene che i lettori conoscano per intero e per questo lo pubblichiamo di seguito. Chi è lo sconosciuto autore? E a chi giova? Lasciamo aperti gli interrogativi e affidiamo questo modo di fare politica alla considerazione ed al giudizio degli nostri lettori.
Cosa succede nel PD liparese ? O.P.A. ostile in corso?
Sono ormai più di due mesi che nel Paese si susseguono le discussioni su che cosa succede all’intero del Partito Democratico di Lipari. le riunioni si susseguono, le assemblee, gli incontri più o meno segreti, ma non si riesce a trovare il bandolo della matassa. La spiegazione è molto semplice, il partito democratico è vittima di una destabilizzazione orchestrata da alcune menti molti fini, in termini borsistici si definisce una O.P.A. ostile.
Sino sei mesi fa nessuno metteva in dubbio l’accordo politico stretto e consolidato nei cinque anni appena trascorsi, tra l’UDC e il PD ed annessi e connessi. Accordo suggellato da numerose battaglie condotte in consiglio comunale e all’interno della comunità; accordo che vedere come naturale candidato dello schieramento Marco Giorgianni, già candidato sindaco dello schieramento nel 2007.
La prospettiva di un cartello elettorale PD/UDC era vista negativamente dai partiti del centro destra, PDL, MPA, lista Faro, e da movimenti civici ostili ad un indirizzo troppo “a sinistra” per il governo del Paese (parliamo degli anti parco nazionale, per esempio).
Di fronte a questa prospettiva assolutamente negativa per l’attuale maggioranza viene partorita l’idea: spaccare il partito democratico, immobilizzarlo, separarlo dall’UDC, aumentando, così, le possibilità di una instabilità complessiva della nuova amministrazione, riuscire a non far raggiungere allo schieramento vincente quel premio di maggioranza previsto dalla legge per poter condizionare, in consiglio, pesantemente il nuovo sindaco e in ultima analisi, se possibile, riuscire ad avere i numeri per la sfiducia.
Ma andiamo per ordine, il primo passaggio è quello più delicato: come possono movimenti e partiti ostili al Partito democratico entrare nel cuore delle decisioni di quel partito? Sfruttando amicizie e rapporti personali viene creata una candidatura, una “scesa in campo” di un iscritto del PD, chiamiamolo signor G., che godeva di stima, ma che era rimasto ai margini della discussione negli ultimi anni e che sicuramente nessuno degli iscritti al partito democratico aveva immaginato quale candidato in una competizione elettorale per la sindacatura.
La sua missione (consapevole o inconsapevole) è semplice: rompere l’accordo con l’UDC, emarginare gli elementi più favorevoli all’accordo con Giorgianni, garantire la sopravvivenza politica di quel personale politico che in atto sostiene apertamente l’amministrazione Bruno ed, in ultima analisi, se vincente (ma questo interessa poco), garantire lo status quo, o semplicemente la rielezione dei M&F, che sono stati i principali avversari politici, in consiglio comunale, del rappresentante ufficiale del Partito democratico, il signor B.
Naturalmente, perché il piano riesca, nessuna discussione deve essere posta all’interno del Partito Democratico, nessuno in epoca non sospetta, deve chiedere alla dirigenza del partito di “prendere” le distanze dall’UDC, di andare per la propria strada e costruire una alternativa a Giorgianni (per quanto è dato sapere, nessuno all’interno del partito democratico, in incontri ufficiali, nel 2009 (elezioni del segretario) o nel 2010 hadetto “bisogna trovare un candidato all’interno del Partito Democratico” discutiamone insieme, abbandoniamo l’alleanza con l’UDC) bisognava arrivare all’ultimo minuto, incalzare decisioni, votazioni, senza riflettere, senza discutere, senza approfondire i pro e i contro delle decisioni. Se il gioco viene scoperto l’O.P.A. non riesce. Occorreva, inoltre, fare innervosire Giorgianni, ed ecco che il nostro signor G., ormai certo di essere l’unico candidato in lizza, avviare tutta una serie di colloqui con partiti, liste, movimenti civici, persone, sia a Lipari che nelle isole, senza coinvolgere il segretario del partito democratico, chiamiamolo signor C.,, senza aprire alcuna discussione all’interno del partito, muovendosi autonomamente, senza attendere se all’interno del partito esistono altre personalità, altre posizioni che gli possono fare ombra, creargli degli ostacoli, per garantire se stesso, i suoi amici fuori del partito democratico, per garantire la premiata ditta M&F e Diana Caccia.
Chi è la mente dietro tutto questo? O meglio, chi sono le menti che hanno partorito questa diabolica tela di ragno che avvinghia il Partito Democratico?
Quando hai eliminato l’impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verità. Ed allora mistero presto risolto: basta leggere cosa scrive il signor G., i suoi amici e i consiglieri comunali della premiata ditta M&F., a cui vanno i nostri complimenti, ma tuttavia, ormai il piano è scoperto e l’O.P.A. ostile verrà respinta.
19:06 Scritto da: leonedilipari in opinioni | Link permanente | Segnala
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