23 maggio 1992/2013. Per non dimenticare

di Elvira Terranova
 
bambini falcone.jpgPalermo: il corteo dei bambini per commemorare Falcone. Il momento più bello di tutta la giornata
 
di Silvia Carbone
 
falconeborsellino1.jpgSono passati ben 21 anni da quella terribile giornata in cui due violenti dolori si intromisero ella mia vita. mio padre Ruccio venne a mancare poche  ore prima rcarbonepiccola.jpgdi Giovanni Falcone.
Da allora non dimentico, anzi RICORDO. perché l’unica forma di rispetto possibile è tenere viva la memoria. Ed a quell giornata dedico questi versi di Ruccio che, scritti molti anni prima, sembrano scritti apposta.

“Ora morta” di Ruccio Carbone

Come l’aria infuocata
all’ora morta
delle mie spiagge arse
dove il sale
vibra l’aria scaldata
e dove il sole brucia
e perfino il pettirosso muore.
Come un incubo fermo
e ristagnante
nel canto lento
delle nenie antiche
ed il frinire
arso
di cicale
il mio sogno s’arresta
ed ora muore
come chi cede
vinto
alle fatiche.
Come un boato
esploso d un cannone
esplode il cuore mio
e la ragione
ora smarrita
e brancolante al buio
cerc soltanto un punto. Forse un dio.
Guardo smarrito
e vedo tutt’intorno
pezi di corpi
e crani
e denti umani
ricolare di gocce 
imputridite
le linde spiagge
della mia ragione.
Tutto è contaminato
e all’ora morta
delle mie spiagge arse
dove il sale
vibra l’aria infuocata
ora muore
persino il mio dolore.
Unico segno
vivo e palpitante
ch’era rimasto in me.
Inutilmente.

Gentile Direttore,

capaci1.jpgoggi è la giornata di commemorazione della strage di Capaci. Ho pensato che nella nostra scuola, oltre al lavoro che già autonomamente gli insegnanti fanno sui vari aspetti dell’educazione alla legalità, sarebbe stato importante suggerire un’idea, porre una prospettiva che potesse rinviare all’esperienza umana e professionale di Giovanni Falcone, insistendo sul piano emotivo, sull’identificazione con il nostro quotidiano di oggi di quella stessa esperienza. Così sono riuscito a incontrare le classi della S.Lucia e di Pianoconte, scuola secondaria di 1°, e ho raccontato a loro di quando Falcone, al termine di una intervista sul suo lavoro, rispose al giornalista che gli chiedeva quale motivazione lo
avesse spinto a fare questa sua scelta di vita così difficile, con una semplice frase: lo spirito di servizio. Ho chiesto ai ragazzi se avessero capito cosa significasse questa frase, e se erano coscienti di quale fosse il loro attuale servizio e le responsabilità che esso comportava. In tutte le classi che ho incontrato c’è stato qualcuno che ha risposto, sempre allo stesso modo: siamo studenti, il nostro servizio è essere studenti. Essere studenti non è solo un diritto, implica serio senso di responsabilità: studiare, eseguire le consegne, seguire le proposte didattiche degli insegnanti, ascoltarne i consigli, saper convivere con i propri compagni, rispettarli, rispettare gli adulti, riconoscere gli sforzi e i tempi di ciascuno, esercitare la propria libertà nel riconoscimento della libertà degli altri, riconoscere regole di convivenza etc.. Il nostro spirito di servizio coincide proprio con l’esercizio di quelle responsabilità. Il mondo degli adulti chiede ai giovani di farlo, affinché essi domani diventino adulti migliori di quello che siamo noi oggi. Ho suggerito così ai ragazzi un motivo di riflessione: perché voi possiate oggi vivere questa opportunità
educativa Giovanni Falcone ha dato la propria vita, non sprecate questa occasione, fate che ne sia valsa la pena.

Distinti saluti, Renato Candia

23 maggio 1992/2013. Per non dimenticareultima modifica: 2013-05-23T17:38:44+00:00da leonedilipari
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Per non dimenticareultima modifica: 2013-01-28T16:12:48+00:00da leonedilipari
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