martedì, 24 gennaio 2012
Bocca, "Italia turistica competitiva a livello mondiale e in grado di garantire psoti di lavoro"
“Il comparto alberghiero italiano chiude il 2011 con risultati completamente in controtendenza rispetto all’andamento mondiale dell’economia” è questo il commento del Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, alla lettura dei risultati finali dell’analisi campionaria svolta periodicamente dalla Federazione su un gruppo di oltre 1.000 imprese ricettive distribuite sull’intero territorio nazionale.
“I dati mostrano -prosegue Bocca- un +2,3% di presenze turistiche, determinate da un modesto +0,3% degli italiani ed un significativo +5,3% degli stranieri che confermano in modo inequivocabile la competitività delle nostre imprese. Competitività confermata peraltro dall’Istat che indica come ad una inflazione 2011 al 2,8% gli alberghi abbiano contribuito aumentando le tariffe solo dell’1,8%.
“Sul fronte dei collaboratori, nel 2011 siamo poi riusciti a frenare l’emorragia di occupati registrati negli anni precedenti e chiudiamo con un saldo tra lavoratori a tempo indeterminato ed a tempo determinato leggermente negativo per uno 0,3%.
“Per comprendere appieno la significatività di questi dati -aggiunge Bocca- basti pensare che nel 2009 le presenze registrarono una flessione del 3,8% ed i lavoratori un saldo del -4,7% e nel 2010 ad un lieve incremento delle presenze (+0,4%) si contrappose un saldo del -2,4% di lavoratori.
“Nel decennio 2000/2010 l’occupazione nel turismo è cresciuta, come sostenuto dalla Banca d’Italia, del 28,9% a fronte di un calo del 7,8% degli addetti nell’industria.
“Il 2011 quindi -evidenzia il Presidente degli Albergatori italiani- ha rappresentato un ulteriore ed autentico punto di svolta che, purtroppo, ha trovato nell’evolversi della crisi internazionale altri elementi di avversione.
“Il varo della manovra ‘salva-Italia’ -sottolinea Bocca- stando alle elaborazioni del nostro Centro Studi, produrrà tra IMU ed aumento dell’IVA un aggravio fiscale quantificabile per il solo 2012 in quasi 600 milioni di Euro, ai quali andranno aggiunte le concessioni demaniali e la mina dell’imposta di soggiorno che a macchia di leopardo e senza una quantificazione omogenea finirà inevitabilmente col creare forme di disparità tariffaria e di concorrenza sleale tra località limitrofe ed a medesima offerta turistica.
“Nonostante ciò, tuttavia, il nostro appoggio al Governo Monti ed al Ministro del Turismo, Piero Gnudi, rimane indiscusso, -conclude Bocca- pur nella chiara evidenza che il settore avrà sempre più esigenza di regole elastiche nel mercato del lavoro, soprattutto per le località stagionali e di strumenti di promozione e commercializzazione adeguati all’evoluzione dei tempi nei quali viviamo”.
- GENNAIO: +3,3% di presenze (ed il -1% di lavoratori occupati
- di cui -2,5% a tempo indeterminato e +2% a tempo determinato)
- FEBBRAIO: -4,4% di presenze (ed il -1,3% di lavoratori occupati
- di cui -2,4% a tempo indeterminato e +1,3% a tempo determinato)
- MARZO: +1,6% di presenze (ed un +0,1% di lavoratori occupati
- di cui -1,3% a tempo indeterminato e +3% a tempo determinato)
- APRILE: +5,7% di presenze (ed un +2,1% di lavoratori occupati
- di cui -0,8% a tempo indeterminato e +6,1% a tempo determinato)
- MAGGIO: -5,1% di presenze (ed un -2,4% di lavoratori occupati
- di cui -3,3% a tempo indeterminato e -1,2% a tempo determinato)
- GIUGNO: +8,7% di presenze (ed un -0,9% di lavoratori occupati
- di cui -3,3% a tempo indeterminato e +1,3% a tempo determinato)
- LUGLIO: 0,0% di presenze (ed un +0,8% di lavoratori occupati
- di cui -2,9% a tempo indeterminato e +3,5% a tempo determinato)
- AGOSTO: +3,5% di presenze (ed un 0,0% di lavoratori occupati
- di cui -3,1% a tempo indeterminato e +2,5% a tempo determinato)
- SETTEMBRE: +5,9% di presenze (ed un +1,3% di lavoratori occupati
- di cui -2% a tempo indeterminato e +4,5% a tempo determinato)
- OTTOBRE: +5,4% di presenze (ed un +2,2% di lavoratori occupati
- di cui -2,1% a tempo indeterminato e +8,7% a tempo determinato)
- NOVEMBRE: +1,4% di presenze (ed un -2,8% di lavoratori occupati
- di cui -4,1% a tempo indeterminato e +0,5% a tempo determinato)
- DICEMBRE: -2,2% di presenze (ed un -2,6% di lavoratori occupati
- di cui -3,6% a tempo indeterminato e -0,8% a tempo determinato)
- TOTALE GEN-DIC: +2,3% di presenze (e -0,3% di lavoratori occupati
- di cui -2,6% a tempo indeterminato e +2,8% a tempo determinato)
08:04 Scritto da: leonedilipari in turismo | Link permanente | Segnala
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giovedì, 22 dicembre 2011
Federalberghi&Vacanze di fine anno
“Le ormai imminenti vacanze natalizie saranno caratterizzate dalla difficile congiuntura, al punto che il 75% della popolazione dichiara che l’attuale situazione politico-economica condizionerà i consumi turistici non solo delle festività ma anche dei prossimi mesi”. È il commento del Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, alla lettura dei risultati di una indagine previsionale sulle vacanze di Natale e Capodanno degli italiani, realizzata con il supporto tecnico dell’istituto ACS Marketing Solutions.
“Complessivamente 14,3 milioni di italiani effettueranno una vacanza a Natale e/o a Capodanno, -prosegue Bocca- dato che eguagliando il risultato del 2010 rappresenta un segnale di stagnazione che evidenzia come il settore si trovi a vivere un passaggio delicatissimo della propria storia.
“Ciò vuol dire che i restanti 46 milioni di italiani non si sposteranno da casa durante le festività e di essi addirittura 24 milioni (rispetto ai 19 milioni del 2010) non lo potranno fare per motivi economici.
“Eppure finora, -aggiunge Bocca- l’andamento del solo comparto alberghiero per il 2011 aveva mostrato confortanti segnali di ripresa rispetto alle débâcle 2009/2010, con un incremento di pernottamentidel 2,5%, determinato dal un +1% di italiani ed un +6% di stranieri, dato che conferma come il marchio Italia sia fortemente attrattivo a livello internazionale, pur in una situazione economica che ci ha obbligato a scontare un blocco delle tariffe alberghiere e dunque una contrazione dei bilanci.
“A questo punto è indispensabile -sottolinea Bocca- che il nuovo Governo assicuri al più presto il funzionamento dell’Enit e inoltre colga le innumerevoli opportunità che il turismo può offrire all’economica nazionale, rivedendo alcune misure adottate nel proprio programma, assunte sicuramente sulla scia della concitazione del momento.
“Dai calcoli elaborati dal nostro Centro Studi -conclude Bocca- tra l’Imu ed il possibile incremento dell’Iva nel 2012 le sole imprese turistiche del ricettivo dovranno far fronte a quasi 600 milioni di Euro di aggravi fiscali, ai quali aggiungere l’imposta di soggiorno che come una peste sta dilagando di Comune in Comune, contribuendo a rendere purtroppo sempre più care le nostre destinazioni”.
I RISULTATI DELL’INDAGINE
I NUMERI IN SINTESI – L’indagine, realizzata dalla Federalberghi con il supporto tecnico dell’Istituto ACS Marketing Solutions, è stata effettuata dal 2 al 9 dicembre. Sono state ascoltate, con il sistema C.A.T.I. (interviste telefoniche) ben 3.000 persone maggiorenni, per un campione rappresentativo di oltre 50 milioni di individui maggiorenni. Il campione è stato costruito in modo da rispettare le quote della popolazione italiana maggiorenne e minorenne (oltre 60 milioni) in termini di sesso, età, grandi ripartizioni geografiche ed ampiezza dei centri abitati.
I numeri salienti delle festività di fine anno 2011 evidenziano come tra Natale e Capodanno si muoveranno complessivamente 14,3 milioni di italiani (+0,5%) dormendo almeno 1 notte fuori casa, pari a quasi il 24% della popolazione.
Il giro d’affari determinato da questo movimento turistico assommerà a circa 8 miliardi di Euro (+3% rispetto al 2010), incremento che assorbe a mala pena il tasso di inflazione.
Tra coloro che non faranno alcuna vacanza, pari a 46 milioni di italiani, circa 24 milioni dichiarano di non potersi muovere per motivi economici.
NATALE – Per questa festività saranno 7,3 milioni (rispetto ai 6,9 milioni del 2010) gli italiani che si muoveranno dalla propria città, dormendo almeno una notte fuori casa, per un incremento del 5,8%.
Di essi l’86% (rispetto all’84% del 2010) resterà in Italia, mentre il 14% (rispetto al 16% del 2010) andrà all’estero.
In Italia a Natale le Regioni più gettonate saranno la Sicilia con l’11,6% della domanda, seguita dal Trentino Alto Adige (9,5%), dalla Toscana (9,3%), dal Veneto (8,2%), dal Lazio (7,6%), dalla Lombardia (7%) e dalla Valle d’Aosta (6,8%).
La vacanza preferita sarà ovviamente in montagna (43,5% della quota di domanda natalizia rispetto al 45,1% del 2010), seguita da una città diversa da quella di residenza (21% rispetto al 19,9% del 2010) e dal mare (nel 20% dei casi rispetto al 18,1% del 2010).
L’alloggio preferito saràla casadi parenti o amici (31,7% rispetto al 31,5% del 2010), seguito dall’albergo (29,8% rispetto al 30,7% del 2010) e dalla casa di proprietà (21,9% rispetto al 22,4% del 2010).
A Natale gli italiani in vacanza dormiranno in media 5,4 notti fuori casa (rispetto alle 5,8 notti del 2010) per una spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo, divertimenti) di 610 Euro (rispetto ai 624 Euro del 2010) composti in Italia da 494 Euro rispetto ai 475 Euro del 2010 ed all’estero di 1.457 Euro rispetto ai 1.412 Euro del 2010, pari ad un giro d’affari di 4,4 miliardi di Euro rispetto ai 4,3 miliardi € del 2010.
CAPODANNO – Per questa festività saranno circa 7 milioni gli italiani (rispetto ai 7,3 milioni del 2010) che si muoveranno dalla propria città, dormendo almeno una notte fuori casa, per un -4,8% rispetto al 2010.
Va segnalato che a questi 7 milioni si assommeranno circa 3 milioni di italiani che prolungheranno le proprie vacanze dal Natale, per un numero totale di 9,9 milioni di italiani in vacanza fino al 31 dicembre.
Di essi l’89% (rispetto all’81% del 2010) resterà in Italia, mentre l’11% (rispetto al 19% del 2010) andrà all’estero.
In Italia a Capodanno le Regioni più gettonate saranno la Lombardia (12,6% della domanda), il Lazio (12,4%), il Veneto (12,2%), la Toscana (9,8%), il Trentino Alto Adige (8,3%), il Piemonte (6,3%) e la Sicilia (4,9%).
La vacanza preferita sarà ancora in montagna (48,8% rispetto al 47,6% del 2010), seguita da una città diversa da quella di residenza (19,8% rispetto al 18,3% del 2010) dal mare (15,8% rispetto al 19,6% del 2010), quindi e dalle città d’arte maggiori e minori (10,9% rispetto all’8,3% del 2010).
L’alloggio preferito sarà l’albergo (31,9% rispetto al 37,1% del 2010), seguito dalla casa di parenti o amici (31% rispetto al 27,5% del 2010) e dalla casa di proprietà (9,2% rispetto al 10,8% del 2010).
A Capodanno gli italiani in vacanza dormiranno in media 3,3 notti fuori casa (rispetto alle 3,6 notti del 2010) per una spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo, divertimenti) di 508 Euro rispetto ai 473 Euro del 2010 suddivisi in Italia da 451 Euro rispetto ai 393 Euro del 2010 ed all’estero di 957 Euro rispetto ai 854 Euro del 2010, pari ad un giro d’affari di 3,55 miliardi di Euro rispetto ai 3,47 miliardi di Euro del 2010.
QUANTI IN VACANZA ‘LUNGA’ – Le prossime festività di Natale e Capodanno vedranno circa 3 milioni di italiani (rispetto ai 3,7 milioni del 2010) effettuare un periodo di vacanza che comprenderà un soggiorno dal 24 dicembre almeno fino al 1° gennaio.
Per l’esattezza tra tutti coloro che partiranno prima di Natale il 41% (rispetto al 54% del 2010) prolungheranno fino a Capodanno il loro viaggio.
I MOTIVI DELLA NON-VACANZA – I motivi principali per i quali il resto della popolazione italiana dichiara che non effettuerà nemmeno un pernottamento fuori casa a Natale e/o Capodanno sono legati essenzialmente a motivi economici, che si attestano al 51,9% (circa 24 milioni) rispetto al 41,9% (circa 19 milioni) del 2010, andando ulteriormente a gonfiare il numero di italiani giunti ormai ad una vera e propria soglia di ‘povertà turistica’.
Tra gli altri motivi si evidenziano quelli familiari con un 20,2% ed un 18,7% che resteràa casaper motivi di salute.
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sabato, 10 dicembre 2011
India&Calicut
Kozhikode, conosciuta anche come Calicut, è una città dello stato federale indiano del Kerala, nonché capoluogo del Distretto di Kozhikode. Fu prima capitale di un antico regno, e in seguito capoluogo del Distretto del Malabar.
La parola Calicut è la versione anglicizzata del termine Kalikooth, nome utilizzato dagli Arabi per indicare questa città. Tradizionalmente legata al commercio, Calicut aveva forti legami commerciali con la penisola di Amercan; il nome originale è stato mutato in Calicut, di più semplice pronuncia. Nel 1991, quando il Governo decise di ristabilire gli antichi nomi delle città, Calicut cambiò nuovamente nome, diventando l'attuale Kozhikode.
porti della costa del Malabar erano i principali punti di esportazione delle spezie, nonché della seta (una ramificazione della Via della seta passava attraverso il Malabar). Nel Trecento, Kozhikode era uno dei nodi nevralgici del commercio sulla costa del Malabar, ed era governata da sovrani indipendenti chiamati Samoothirippadu 8spesso anglicizzato in Zamorin), così Calicut era conosciuta anche col nome di Città degli Zamorin.
Durante il Cinquecento, i Portoghesi occuparono sia la zona a nord, con la città di Kannur, sia la zona a sud della città, dove sorgeva Cochin, mentre Calicut mantenne, in quel momento, la sua indipendenza. Successivamente, il sovrano di Calicut decise di allearsi con gli Olandesi, a quell'epoca rivali dei Portoghesi per il controllo del Malabar: fu la fine dell'indipendenza della città, che ben presto sarebbe caduta in mano agli stessi Olandesi. Nel 1766, Hyder Ali, del regno di Mysore, conquistò gran parte della costa del Malabar settentrionale, entrando così in conflitto con gli Inglesi, i quali controllavano la costa orientale con Madras, dando così inizio alle quattro guerre Anglo-Mysore; al termine della terza guerra, nel 1792, il sultano dovette cedere all'Impero Britannico sia la città che i distretti circostanti, che furono accorpati nel nuovo Distretto del Malabar Britannico.
Dopo l'indipendenza dell'India, nel 1947, il territorio entrò a far parte dello Stato di Madras; nel 1956, si scelse di suddividere gli stati indiani in base alla diffusione delle varie lingue locali: il Distretto del Malabar, che parlava la Lingua malayalam, fu accorpato allo stato di Travancore-Cochin (Thiru-Cochin), per formare il nuovo stato del Kerala. Successivamente, per semplificare l'amministrazione della zona, il grande distretto fu suddiviso negli attuali distretti di Kannur, Kozhikode e Palakkad.
Kozhikode sorge in riva al Mare arabico; il suo territorio è pianeggiante e le sue coste sono basse e sabbiose in gran parte. Il clima è tropicale monsonico: nel mese di giugno, spira il monsone di sud-ovest, che porta abbondanti precipitazioni fino a settembre; dal mese di ottobre, il monsone di ritorno, proveniente da nord-est, apporta altre piogge meno intense, con frequenti temporali. Da novembre inizia la stagione secca, che da febbraio a maggio vede un progressivo aumentare delle temperature, fino a superare i 35 °C. La temperatura massima più alta mai registrata in città fu 39,4 °C, nel marzo del 1975; la minima più bassa fu invece registrata il 26 dicembre del 1975, quando scese a 14 °C.
La città di Kozhikode ha una popolazione di 436.530 abitanti ed è servita dall'Aeroporto Internazionale di Calicut.
Kozhikode vanta una lunga tradizione giornalistica: il primo quotidiano infatti fu stampato nel 1880, e portava il titolo di Kerala Pathrika; dopo il 1893, si aggiunsero pure altre testate, come Keralam, Kerala Sanchari e Bharath Vilasam. In città ha sede pure uno dei giornali in Malayalam più conosciuti, il Mathrubhumi.
La prima stazione radio fu la All India Radio, che iniziò a trasmettere dal 14 maggio 1950, a cui si aggiunse, il 3 luglio 1984, una stazione televisiva.
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venerdì, 09 dicembre 2011
Eolie&Manifesto sviluppo isole minori
di Christian del Bono* Apprezzamento e piena condivisione da parte di Federalberghi per il “Manifesto delle isole minori per lo sviluppo” presentato in conferenza stampa lo scorso 7 dicembre a Roma dall’ANCIM e indirizzato al governo Monti. Tra i punti del manifesto va sottolineata, spiega Christian Del Bono presidente di Federalberghi Isole minori della Sicilia, l’importanza di riuscire a prevedere un’applicazione più elastica e dinamica del patto di stabilità che attualmente paralizza i comuni, congiuntamente alla possibilità di adottare una tassa di sbarco in alternativa alla tassa di soggiorno disciplinata dal decreto legislativo sul federalismo comunale. Altro passaggio fondamentale del manifesto riguarda la necessità di ricorrere a un approccio organico per l’utilizzo dei fondi comunitari, con parametri mirati alle esigenze delle isole minori; così come procedere al rinnovo dell’accordo per lo sviluppo locale anche per renderlo propedeutico ai nuovi fondi. Diventa, infine, imprescindibile riconoscere e applicare in forma definitiva, attraverso una legislazione ad hoc per le isole minori, i principi già sanciti dall’UE con riferimento alla condizione di svantaggio permanente in cui versano le piccole isole.
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mercoledì, 07 dicembre 2011
Sicilia,turismo è...
La Sicilia è una delle regioni italiane preferite dal turismo straniero (1° posto sud e 7° nazionale).Il Pil turistico regionale è di 2,6 miliardi di euro e ogni presenza turistica aggiuntiva genera 49 euro di Pil aggiuntivo, il dato più alto del Mezzogiorno dove la media è di 41 euro a persona. La Sicilia si caratterizza per una domanda turistica prevalentemente balneare e culturale. I due aspetti attirano il 58 per cento delle presenze. Rilevante è il peso degli arrivi presso località di interesse storico e artistico della regione sul dato meridionale che è del 42 per cento.
Il sistema aereoportuale ha sfornato nel 2010 oltre 12,6 milioni di passeggeri. Catania è il primo aeroporto del Mezzogiorno. Palermo si distingue per il porto crocieristico, è il terzo del Mezzogiorno con oltre 738 mila passeggeri transitati nel 2010. In riferimento alla nautica da diporto, la Sicilia offre 16 mila posti barca, il 10 per cento delle strutture nazionali. La domanda turistica siciliana si concentra soprattutto nelle province di Messina e Palermo, con il 29, 2 presenze e 20, 8. Messina detiene la maggiore concentrazione di posti letto, segue Palermo. In Sicilia si contano 119,365 alberghi, 34, 516 campeggi e villaggi, 11, 972 alloggi in affitto, 7,462 alloggi agroturistici e 10,749 di B&B.
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martedì, 06 dicembre 2011
L'Agriturismo cresce
Secondo uno studio di Agriturist sui sondaggi a consuntivo recentemente pubblicati dall'Osservatorio Nazionale del Turismo (ONT), l'agriturismo ha messo a segno, nei primi otto mesi del 2011, un sorprendente +16,5% rispetto allo stesso periodo del 2010. Il risultato assume ulteriore rilievo visto che il resto del turismo italiano è cresciuto solo del 1,2%.Agriturist, anche sulla base delle visite al proprio sito internet www.agriturist.it, stima che alla performance delle vacanze "in fattoria" abbia contribuito non solo un'impennata degli ospiti stranieri (+25%) ma anche un rilevante incremento degli ospiti italiani (+11%).In evidenza i risultati dell'agriturismo nei mesi di luglio e agosto: +34% rispetto allo stesso bimestre del 2010. E i turisti stranieri sono stati il 41,6% del totale, molti di più dello scorso anno (36,5%) e della media registrata complessivamente dall'offerta turistica nazionale (34,1%)."L'estate scorsa ha confermato il successo dell'agriturismo italiano, soprattutto presso i visitatori stranieri, dopo l'andamento molto negativo registrato nel 2010. E' un premio al lavoro delle aziende agricole, che migliorano costantemente la qualità dell'accoglienza e promuovono nel mondo paesaggi, enogastronomia e cultura dello spazio rurale italiano".Il più alto gradimento per la vacanza in azienda agricola è stato espresso dalle famiglie, che sono cresciute del 10% rispetto all'anno scorso anche per effetto del sensibile rincaro delle tariffe alberghiere (+9%), mentre i prezzi dell'agriturismo non hanno subito variazioni significative.Al successo dell'agriturismo ha molto contribuito anche il miglioramento delle strategie di promozione adottate dagli imprenditori agricoli, più presenti in internet con i propri siti WEB (+1,6%) tramite i quali è stato concluso un crescente numero di prenotazioni (+17%). E' aumentato (+6%) anche il ricorso alla intermediazione di agenzie, operanti soprattutto on-line.Ma la tendenza positiva registrata nei primi otto mesi dell'anno sembra destinata ad esaurirsi nel quadrimestre conclusivo, a proposito del quale sono per il momento disponibili solo dati provvisori (settembre-novembre) e intenzioni di viaggio (dicembre). Agriturist esprime preoccupazione per gli effetti sempre più acuti della crisi economico-finanziaria che già delineano, per l'ultima parte dell'anno, una flessione della domanda di agriturismo nell'ordine del 6%.
19:55 Scritto da: leonedilipari in turismo | Link permanente | Segnala
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India&Economia
L’India basa la sua economia essenzialmente sull’industria
tessile,alimentare e anche elettronica. Negli ultimi decenni c’e’ stata una
crescita notevole che ha permesso al Paese di risollevarsi da una difficile situazione finanziaria; ciò nonostante gran parte della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà in condizioni igieniche inesistenti.
In linea di massima il periodo migliore per visitare il paese va da fine
Settembre ai primi di Aprile anche
se il territorio e’ così vasto che e’ impossibile stabilire con esattezza per ogni luogo il periodo più idoneo per il soggiorno.
Il tenore di vita e’ basso. Per piccole pensioni e per mangiare piatti tipici non si spendono più di 15€ al giorno.
Per i più esigenti il costo in alberghi 5***** pensione completa varierà da 100€ a 150€ al dì.
La moneta indiana è la rupia. Con un euro si ottengono circa 70 rupie. Con un cambio di 200 euro si ottengono circa 13 mila rupie. Un operaio guadagna al giorno 300 rupie. Un medico mille rupie. Un chilo di riso costa 30-100 rupie. A costi bassissimi si comprano magliette, camicie, le tute indiane, vestiti, foulard ecc. I prezzi vanno da 300 a 700 rupie. Un giro in bus di 5 km 10 rupie, un giro in taxi di 5 km 150 rupie.
In compenso, per il tenore di vita che si fa, sono "salati" i carburanti. Costano 75 rupie (un euro e dieci). E anche il fitto delle case: per un mini appartamento si chiedono 3 mila rupie, per una casa piu confortevole anche 30 mila rupie.
Il tutto - ovviamente - è un quadro generico.
06:45 Scritto da: leonedilipari in turismo | Link permanente | Segnala
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sabato, 03 dicembre 2011
Eolie & Turismo
Ecco un motivo perchè non si può fare turismo alle Eolie:
Oggi 3 dicembre 2011 viaggio da Lipari a Roma.
- Aliscafo Lipari - Reggio Calabria, costo € 22,10 (non residente); tempo di percorrenza 1h 45 min.
- Taxi porto di Reggio - areoporto Minniti, costo € 30,00; tempo di percorrenza circa 15 min.
- Volo Alitalia Reggio/Roma Fiumicino, costo € 68,00, tasse e piccolo bagaglio a mano incluso; tempo di percorrenza 1h 45 min.
Considerati i mezzi di trasporto utilizzati per raggiungere le vari mete, sia i tempi che le distanze di percorrenza, si nota una netta discrepanza tra i costi. E' evidente che il costo sostenuto per il trasporto in taxi è abnormemente maggiore e inspiegabile rispetto a quello sostenuto per il trasporto in aliscafo e sopratutto per l'aereo.
Ecco perchè non si può fare turismo.
11:41 Scritto da: leonedilipari in turismo | Link permanente | Segnala
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India&Kerala
India&Kerala

Una sottile striscia lungo la costa malabarica che racchiude uno dei rari paradisi esistenti al mondo. Un incanto che si svela tra spiagge, lagune, fiumi di acqua dolce, colline e rituali ayurvedici. Il kerala si affaccia sull'Oceano Indiano dalla parte del Mare Arabico. È formato da un tratto pianeggiante che percorre lo stato in tutta la sua lunghezza, alle cui spalle, verso l'interno, si ergono le propaggini più meridionali dei Ghati occidentali; in particolare verso nord si estende il massiccio delle Nillgiri Hills, con punte che superano i 2.500 metri di quota e, verso sud, la catena delle Cardamom Hills, con punte che sfiorano o superano di poco i 2.000 metri. Le coste sono pianeggianti lungo tutto lo stato; nei pressi di Kochi è presente un vastissimo sistema di lagune della lunghezza di 60 km, regno di mangrovie e foreste pluviali: sono pure tra le attrattive turistiche principali del Kerala. La vegetazione ricopre per intero lo stato, sia in pianura, dove abbondano le palme da cocco, sia nei tratti montuosi, dove vaste foreste si alternano a piantagioni di tè. Il Kerala e' conosciuto anche per la sua cultura ed educazione, e' la regione indiana con il tasso di alfabetizzazione piu' elevato (oltre il 90% della popolazione). Il National Geographic Traveller ha giudicato il Kerala uno tra i primi dieci paradisi naturali al mondo ed una delle 50 destinazioni piu' belle da non perdere in assoluto. La sua posizione geografica e il clima fanno di questa regione una delle piu' interessanti dal punto di visto naturalistico grazie anche alle rigogliose foreste tropicali protette dalle riserve naturali. Il clima è tropicale monsonico: i monsoni di sud-ovest portano le piogge nei primi giorni del mese di giugno, protraendosi fino a tutto agosto e parte di settembre; segue un periodo con temperature non eccessivamente alte, finché il monsone di nord-est riporta le nubi cariche di pioggia verso la fine di ottobre e novembre. Poi il clima si fa secco e caldo, specialmente nei mesi di aprile e maggio. Ma soprattutto il Kerala e' la terra dell' Ayurveda che qui e' praticata con autenticita' e dedizione. Le fertili pianure danno spazio a piantagioni di erbe e piante officinali usate nella medicina ayurvedica. A largo della costa del Kerala si trova l'arcipelago delle Laccadive composto da 36 isole di cui solo 10 abitate. Lontane dalle rotte turistiche tradizionali queste isole stupiscono per l'habitat ancora incontaminato: vegetazione lussureggiante, spiagge di sabbia bianca, barriere coralline. La politica di conservazione e protezione della natura di questo arcipelago non ha consentito fino ad oggi investimenti importanti da parte dell' industria turistica.


" ..Respirare la freschezza di Wayanad al profumo di cardamono e vaniglia e' una sensazione che ti rimarra' nel cuore.." Wayanad e' un paradiso verde ricoperto per gran parte da piantagioni di te , caffe, gomma, vaniglia e spezie. Le spezie comprendono pepe nero, pepe bianco, cardamono, cannella, sesamo, chiodi di garofano,noce moscata etc..Importanti sono le piantagioni di banane, cocco e cacao. Crescono selvagge le ananas, i frutti tropicali come la papaya e il mango. Troviamo anche alberi del tipo rosa selvatica, specie secolari come le querce d' argento che offrono ombra e danno sostegno alla pianta del pepe. Tutta l' area e' cosparsa di eucalipti di cui si respira il profumo intenso. Una vasta zona e' occupata anche dalle piantagioni di teak, di cui e' famoso il legno pregiato. Per quanto riguarda la fauna si possono ancora vedere le scimmie cofano, i loris, le manguste, i gatti della giungla, gli scoiattoli e gli sciacalli. Nelle riserve protette invece, come il santuario di Wayanad troviamo elefanti, tigri, cervi maculati, bisonti indiani , gheopardi e orsi selvatici. Il santuario ricco di diversita' biologica e' parte integrante della biosfera della riserva del Nilgiri che e' stato istituito con l' obbiettivo specifico della conservazione del patrimonio biologico della regione. A Wayanad esiste anche un uccello rarissimo , il gruccione barbablu', il piu' grande al mondo. Nascoste tra le pittoresche colline di questa terra incontaminata troviamo alcune delle piu' antiche tribu' del Kerala e di tutta l' India.

La maggiorparte delle tribu' in kerala appartengono alla setta Paniya. I Paniya erano venduti con le piantagioni ai padroni di casa. Il nome significa "operaio". La loro divinita' principale si chiama "Kali" e hanno come culto l' albero Baniyan.
I Kattunayakan, come indica il loro nome erano i re della giungla impegnati nella raccolta dei prodotti della foresta come miele e frutti. La loro lingua e'una miscela di tutte le lingue dravidiche. Essi adorano gli uccelli, i serpenti , gli alberi e le rocce. Sono convinti sostenitori della magia nera e della stregoneria. Pratcano il culto degli antenati e venerano le divinita' indu'.
I Kurichiyan sono una comunita' tribale agricola. Hanno abitudini alimentari molto sane e mantengono le loro case sempre pulite come anche i loro vestiti. Essi vivono sotto il controllo di un capo chiamato "Pittan"
Gli Uralikuruma sono i piu' versatili e vivaci. Queste tribu' producono un artigianato raro in Kerala, come ceramiche, ceste e tappeti di vario tipo con canne di bambu'. Inoltre amano la musica, suonano flauti e tamburi. Al tempo questa comunita' era la piu' potente dell' India meridionale. Tra i tribali Kuruma i Mullah si considerano superiori alle altre sette.
NAGARHOLE WILD LIFE SANCTUARY: Si trova in Karnataka e si sestende per circa 650 km.

MUTTANGA WILDLIFE SANCTUARY 40 km a est di Kalpetta


LAGO DI POOKOTE E' possibile affittare delle barche o dei kayak. E' presento un negozio ecologico dove si possono acquistare i prodotti della foresta come miele e spezie.

CHEMPARA PEAK E' possibile effettuare trekking anche di 2 giorni attrezzati con cibo e tende.


SULTHANN BATHERY La citta' e' al confine con il karnataka e il Tamil Nadu. Da qui si parte per delle escursioni nella giungla dove si trovano delle cave delll' era del neolitico.


TEMPIO DI THIRUNELLY Famoso tempio situato a nord di Wayanad

ISOLA DI KURUVA 950 ettari di foresta sempreverde. L'isola e' inabitata e esistono rare specie di uccelli, orchidee ed erbe.



03:27 Scritto da: leonedilipari in turismo | Link permanente | Segnala
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India&Kerala, che spiagge...
Con circa 650 km di coste, le spiagge di Kerala sono una delle principali attrazioni della zona, considerata tra le destinazioni turistiche più gettonate dell’India meridionale. Frequentate inizialmente da navigatori e mercanti, queste splendide spiagge sono state riscoperte negli Anni ’60 da saccopelisti e amanti dell’abbronzatura. Oggi Kerala è una delle mete più visitate dell’India, conquistando ogni anno migliaia di visitatori grazie alle sue magnifiche distese di sabbia. Ecco una breve lista delle spiagge più belle di Kerala.

Kovalam – apprezzata sia dai turisti che dagli abitanti del posto fin dal 1930, è composta da tre spiagge separate che danno vita ad un’affascinante distesa di sabbia finissima.
Poovar – famosa per la sua sabbia dorata, Poovar resta una spiaggia in parte ancora inesplorata e per questo ancora più spettacolare.
Shanghumugham – se sognate di assistere ad un tramonto sull’oceano non perdete la spiaggia di Shanghumugham, situata nei pressi dell’aeroporto di Thiruvananthapuram e del villaggio turistico di Veli.
Varkala – meta dei pellegrinaggi Indù, questa popolare stazione balneare include anche eccellenti fonti termali. Il Nature Care Center e il tempio di Sree Janardhana Swamy, eretto circa 2.000 anni fa, sono due delle principali attrazioni di questa fascia costiera.
Kozhikode – è la spiaggia dove approdò il famoso esploratore portoghese Vasco de Gama, inaugurando l’Età delle scoperte e la colonizzazione europea in India. Oggi la spiaggia di Kozhikode è una delle più belle e incontaminate dell’India meridionale.
Kappad – anche questa spiaggia è legata al nome di de Gama, che vi sbarcò con un manipolo di 170 uomini nel maggio del 1498. Kappad è famosa anche per le formazioni rocciose che ne caratterizzano il paesaggio, dominato da un tempio Indù eretto circa 800 anni fa.
Alapuzha e Kollam – tra le spiagge più piccole e nascoste della zona, perfette per rilassarsi al sole nel massimo della privacy.
Cherai – situata nei pressi della città di Kochi, è particolarmente apprezzata dai turisti per la sua sabbia dorata.
02:03 Scritto da: leonedilipari in turismo | Link permanente | Segnala
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