LA VIA, “PER LA PERNOSPERA I RITARDI NON SONO COLPA DELLA REGIONE…”

94e17bf8e3f5f28af6ae0e117581edb8.jpg“L’amministrazione regionale, fin dall’inizio, si è attivata sollecitamente per cercare le soluzioni praticabili e dare risposte concrete ai viticoltori in tempi ragionevoli. Nessun ritardo si può imputare, quindi, alla Regione nell’utilizzo dei fondi per risarcire gli agricoltori siciliani dai danni causati dalla peronospora nel 2007”.

 

Lo afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via , replicando alle dichiarazioni di alcuni deputati della provincia di Trapani e della Coldiretti, che hanno accusato di inerzia la Regione , dopo il taglio, per coprire l’abolizione dell’Ici, dei 50 milioni di euro, stanziati dalla legge finanziaria nazionale 2008.

 

“Ci tengo a precisare – sottolinea la Via – che le osservazioni della Commissione europea riguardano non il decreto di attuazione della norma predisposto dalla Regione, ma la norma stessa varata dal parlamento nazionale. Quindi chi accusa la Regione ha sbagliato bersaglio e mira”.

 

“A coloro che sostengono che potevamo fare a meno di notificare la norma alla Commissione europea, accelerando così l’iter – dichiara il dirigente generale del Dipartimento Interventi strutturali dell’assessorato regionale all’Agricoltura, Giuseppe Morale – vorrei ricordare che abbiamo rispettato una specifica disposizione della norma comunitaria e che nessuno può chiedere agli uffici della Regione di violare le leggi”.

 

Visto il silenzio del ministero delle Politiche agricole e forestali, il 19 maggio il presidente della Regione, Raffaele Lombardo ha firmato la lettera con la quale si chiede un intervento correttivo della norma varata dal parlamento nazionale.

 

In particolare – spiega l’assessore – abbiamo chiesto di autorizzare il regime de minimis in agricoltura con il quale si potranno risarcire direttamente e più rapidamente gli agricoltori, fino ad un massimo di 7.500 euro nel corso di 3 anni. Per quanta riguarda le somme stornate  – conclude – la Regione farà la propria parte e sono certo che in questa vertenza si troverà, a fianco, compatti tutti i deputati siciliani”.

 

FINOCCHIARO, “PRONTI A RIVEDERE IL PROGETTO DI SOTTOMONASTERO…”

6af606a056aa7089a481a3338e42f895.jpgdi LELIO FINOCCHIARO*3e23e4b3c6aad3c858c1a30573c33cc0.jpg

In relazione ai recenti ritrovamenti archeologici effettuati nelle acque di Sottomonastero in Lipari, per sgombrare il campo
da equivoci o false interpretazioni, si rende necessario fornire, a nome dell’amministrazione comunale, alcune necessarie
precisazioni.
Anzitutto occorre esprimere la soddisfazione nel constatare che la nostra città, dopo tanti secoli, ancora non finisce di
stupirci fornendoci, a sorpresa,nuovo materiale di studio e di conoscenza per interpretarne civiltà e costumi.
Essendo queste delle opportunità che non possono essere trascurate, ed in attesa che i prossimi controlli in mare delineino con maggiore esattezza la consistenza e l’importanza dei ritrovamenti stessi, ci si è tempestivamente attivati per operare alla luce di queste novità.
Anzitutto, dopo una” conferenza di servizio telematica” molto articolata possiamo fornire la notizia che la Società Lipari Porto, di concerto con Condotte Acqua, si rende disponibile a modificare opportunamente i suoi progetti, per far si che la zona archeologica che dovesse delinearsi, possa perfettamente incastonarsi con le opere portuali, costituendone un motivo in più di richiamo turistico-culturale.
Un’azione del genere favorirebbe un intervento rapido e ossequioso delle indicazioni della Sovrintendenza, nonchè
faciliterebbe notevolmente il reperimento dei fondi necessari, fornendo la naturale cornice e  l’indispensabile risalto
a quanto è stato per anni nascosto in fondo al mare.
Si conta, nel giro di pochi giorni, di avere le necessarie informazioni che ci consentano di potere fornire le proposte più
adeguate anche alla luce delle indicazioni che sicuramente verranno dalle Autorità Competenti, nel frattempo possiamo
anticipare che nella prossima settimana, a Lipari, si terrà una conferenza pubblica alla quale parteciperanno, oltre che l’Amministrazione e la Società Lipari Porto, anche rappresentanti di tutte le Autorità interessate (quindi Sovrintendenza del mare, Genio civile, Capitaneria di Porto,  ecc….).
Naturalmente  sarà nostra cura comunicare tempestivamente qualunque novità, restando a disposizione per qualsivoglia chiarimento
   * Consigliere comunale (responsabile per la portualità)
 
                                       
 

SALINA, DOMANI CONVEGNO SULLA BIODIVERSITA’

98a10df24b91ca933d051d7afe51caac.jpgRivalutare il territorio e la sua biodiversità attraverso la conoscenza dei prodotti tipici e tradizionali e, soprattutto, la valorizzazione della cultura del Parco dei Nebrodi e delle Eolie, è l’obiettivo principale del convegno “La biodiversità che unisce”, che si  terrà domani a Salina, nell’arcipelago delle Eolie. Un’iniziativa promossa ed avviata dall’Ente Parco dei Nebrodi e Slow Food in occasione dell’edizione 2008 della Borsa internazionale del Turismo di Milano. Il convegno ha come finalità la creazione di un pacchetto turistico in cui vengono integrate le due aree dei Nebrodi e delle Isole Eolie, attraverso la proposizione di itinerari che abbiano in comune la loro biodiversità, espressa oltre che dai beni paesaggistici e culturali anche da quelli enogastronomici, che caratterizzano questi due meravigliosi territori.

LE FIAMME GIALLE, SEQUESTRANO 118 MILA EURO. TRUFFA AI DANNI DELLO STATO

804d0f1e6265f9a73a7299d3b190d425.jpgDopo circa due anni dall’inizio delle indagini di polizia tributaria, la Compagnia della Guardia di Finanza di Milazzo ha eseguito il primo sequestro per equivalente del Sud Italia in relazione a reati in materia fiscale.

L’attività è iniziata nei primi mesi del 2007, quando è stata avviata una verifica fiscale nei confronti di un imprenditore del settore dell’edilizia residenziale. Dopo pochi mesi gli investigatori hanno scoperto che la stessa società era in realtà una vera e propria “cartiera”, ovvero un’azienda creata ad arte per occultare i ricavi di un’altra.

Il responsabile dell’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, F.S. di 48 anni, residente in Milazzo, è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Barcellona P.G.. Dai collegamenti economico/finanziari di matrice fraudolenta registrati è emerso chiaramente il rapporto con un’altra azienda operante nel milazzese, con lo stesso oggetto sociale. E’ stata avviata l’azione ispettiva, completata dall’esecuzione di mirati accertamenti bancari sui conti correnti dei soci e dei parenti.

 L’indagine ha consentito di contestare oltre 2.700.000 € di elementi positivi di reddito non dichiarati, quasi 700.000 € di elementi negativi di reddito non deducibili, un’IVA dovuta pari ad oltre 550.000 €, ed in particolare l’emissione di oltre 1.000.000 di € di fatture per operazioni inesistenti nonché l’utilizzazione di false fatture per un totale di quasi 100.000 €. Per questo è stato denunciato il rappresentante legale, L.I., ottanyaquattrenne, in relazione all’ art. 2 D.Lgs. nr.74/2000. Per evitare che, nell’attesa che l’Agenzia delle Entrate effettuasse l’accertamento e fosse celebrato il processo, la società disperdesse i beni e quindi che l’Erario non potesse alla fine essere soddisfatto, le Fiamme Gialle di Milazzo hanno proposto un innovativo strumento giuridico, introdotto dall’art. 1 comma 145, della legge 244/07, la cui adozione è stata approvata dalla Procura della Repubblica di Barcellona P.G. e fatta propria dal Sostituto, Olindo Canali. Il provvedimento ha passato il vaglio del riesame che ha confermato il sequestro di beni per un valore di oltre 118.000 euro, che corrisponde ai reati accertati dopo l’entrata in vigore della nuova previsione normativa. Per la prima volta in tutto il Sud Italia, e tra le prime nell’intero territorio nazionale, è stato effettuato un sequestro cautelativo per reati tributari, a tutela degli interessi dello Stato.

ELBA, UN ATENEO PER IL MEDITERRANEO

7e6f6e078041a7bb3b1601d7ed837680.jpgDall’isola d’Elba arriva la proposta della prima università mediterranea delle isole, una open university che viaggia su internet, che potrà servire a fare rete e dove ognuno porterà la propria specificità: l’Italia per l’arte o l’architettura, la Tunisia e la sponda sud del Mediterraneo per l’ambiente, la Francia magari per la fotografia, Malta e Cipro con altre discipline ancora. Un’università internazionale, corale e a più voci.

A lanciare l’idea è stato Eleftherios S.Kechagioglou, presidente della rete delle piccole isole elleniche. La professoressa Saloua Aouij Chaouch dell’Università di Tunisi «El Manar», che ha parlato di parchi nazionali e riserve marine, di sviluppo sostenibile, di turismo di qualità che deve sostituirsi al turismo di massa, di opportunità economiche e integrazione sociale in grado di creare nuovi posti di lavoro e dunque fronteggiare così anche l’emigrazione, ha invece richiamato l’attenzione sulla necessità di una collaborazione transfrontaliera, tra le opposte sponde del Mediterraneo, per consolidare e difendere assieme gli equilibri a volte fragili del nostro mare. In Tunisia ci sono 60 piccole isole e isolotti.

«Dobbiamo costruire uno spazio euromediterraneo che ci consenta di avere una voce comune – ha spiegato – Serve un ponte ed un punto di incontro tra i nostri due continenti, che sono sì separati da un mare ma che sono in fondo così vicini». È iniziata con un occhio decisamente rivolto a Bruxelles l’ultima giornata della prima conferenza europea sulle isole minori, che si è tenuta a Portoferraio: un’iniziativa dell’Ancim, l’associazione nazionale dei comuni insulari, e della Regione Toscana, un convegno ma anche un caleidoscopio di iniziative collaterali che tra mercatini, mostre, stand e spazi espositivi animano l’isola d’Elba da lunedì e hanno dato voce e visibilità a tante piccole isole d’Italia, del Mediterraneo e dell’Europa.

Dopo i saluti della Provincia di Livorno e la relazione del presidente dell’Ancim e sindaco di Rio nell’Elba, Catalina Schezzini, che ha chiesto un diverso modo di ripartire le risorse che non guardi solo all’estensione dei territori e al numero degli abitanti ed ha proposto un programma interregionale e internazionale appositamente dedicato alle isole minori, un nuovo Interreg, candidando le isole a diventare il fulcro ma anche lo spazio fisico per il dialogo euro-mediterraneo, la parola è passata a Gianluca Spinaci del Comitato Regioni d’Europa, 344 membri, organo consultivo e pezzo più recente del puzzle europeo dopo Maastricht.

Poi è stata la volta di Jean Didier Hache, segretario esecutivo della Commissione isole della Crpm, la Conferenza delle regioni periferiche marittime d’Europa nata nel 1973 e che riunisce 155 regioni e 24 autorità regionali. Di seguito è intervenuto J.Pierre Philippe, direttore dell’Associazione Ile du Ponant, che riunisce i sindaci di 15 isole della Bretagna sulla Manica e nell’Atlantico, con 16 mila abitanti e 2-3000 visitatori l’anno.

Da un paese all’altro le realtà sono diverse. Non esiste neppure una definizione comune di piccola isola. Per accordare i suoni servono buoni geografi, come scriveva nel «Piccolo Principe» Saint Exupery, ma anche esploratori, ovvero chi sul territorio vive, osserva e poi riferisce, portando una testimonianza diretta.

SCOMA, “TANTO DA FARE PER LE FAMIGLIE E I SOGGETTI SVANTAGGIATI”

3e3dbebfce0e2d34e13dc605112fef28.jpg “La rinascita e il progresso economico della Sicilia devono coincidere con il potenziamento delle politiche di sostegno alla famiglia e ai soggetti svantaggiati. Da subito, quindi, comincerò a lavorare, prendendo i primi contatti con i funzionari e i dirigenti dell’assessorato di via Trinacria”. Lo dichiara l’assessore regionale alla Famiglia e alle Politiche Sociali, Francesco Scoma.

 

“In Sicilia c’è la maggiore percentuale di famiglie che versano in una situazione di grave disagio economico. In questi cinque anni  – prosegue – dunque ci sarà tanto da fare, in particolar modo per utilizzare al meglio gli strumenti economici e normativi a nostra disposizione. Grande attenzione dedicherò, chiaramente, anche ai soggetti svantaggiati, ai minori a rischio e a tutti i soggetti in condizione di marginalità sociale. C’è tanto da fare, è il momento – conclude – di rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro”.

 

SICILIA, E’ ALLARME SANGUE

Il aa305403472af22b1eefd83ebc4b0eba.jpgIl fabbisogno di plasma è stimato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in 12 litri ogni 1000 abitanti: per la Sicilia il fabbisogno è stimato complessivamente in 60.000 litri annui. Nel 2006 i litri raccolti sono stati 45.356 a fronte dei 30.155 raccolti nel 2000. Dunque una forte crescita ha caratterizzato il sistema di raccolta siciliano dal 2000 al 2006. Il dato è rilevante se si considera che, in genere, ogni litro di plasma è costituito da 4 donazioni di sangue intero: pertanto l’incremento corrisponde a circa 60.000 donazioni in 6 anni. Nel merito le strutture Ospedaliere sono chiamate a contribuire al raggiungimento dell’autosufficienza incrementando le raccolte di plasma per la produzione di emoderivati: assicurando l’approvvigionamento di farmaci emoderivati e contestualmente il contenimento della spesa farmaceutica regionale.

 

I dati sono stati resi noti durante l’ultima giornata di lavori della settimana “Sicilia in Salute” voluta dall’Ispettorato sanitario della Regione Siciliana retto da Saverio Ciriminna. Il riordino del sistema trasfusionale è propedeutico e preliminare allo sviluppo dell’obiettivo “autosufficienza” e l’adeguamento e l’utilizzo uniforme di una rete informatica regionale ne accelera il raggiungimento.

 

I campi di intervento individuati si riferiscono alle azioni che saranno intraprese verso i consumi, la produzione di emocomponenti, lo scambio intraregionale mediante il raggiungimento dell’autosufficienza di ciascun servizio di medicina trasfusionale, il fabbisogno in urgenza ed emergenza, l’autosufficienza nazionale, il nuovo sistema informativo regionale, la creazione di un sito per il sistema trasfusionale siciliano ed il collegamento con i sistemi informatici delle Regioni e del Centro Nazionale Sangue per la disponibilità di flusso informativo automatico.

 

Ma se l’incremento è stato consistente dal 2000 al 2006, purtroppo nel 2007 la regione deve confrontarsi con una nuova inattesa contrazione delle donazioni a fronte delle sempre crescenti richieste di sangue dovute anche all’incrementarsi delle terapia ad alta specializzazione come i trapianti che richiedono forti quantità di sangue durante l’intervento.

 

La consapevolezza che l’alta specialità chirurgica sposta di giorno in giorno in avanti i limiti delle operabilità (trapianti sempre più risolutivi per varie patologie, terapia dei tumori aperta a nuove frontiere, età media in aumento ecc…),  delinea un quadro che gli esperti oggi definitsono di “cronica carenza di sangue” nel nostro Paese ed in particolare in Sicilia.

 

“E’ preoccupante constatare – dice Luigi Scalzo responsabile del servizio sangue dell’Ispettorato sanitario della Regione – che il fabbisogno trasfusionale regionale di CE per l’anno 2008 sarà garantito solo grazie alle 16.000 sacche di importazione extraregionale”.

 

Ciò avviene a causa della perdita di circa 3000 sacche di sangue in sede di raccolta nel 2007 rispetto al 2006, quando la tendenza consolidata già dal 2000 alla crescita lasciava sperare nel raggiungimentoi dell’autosufficienza regionale entro il 2009.

 

“Occorre urgentemente tornare ad invertire la tendenza che da un anno si sta nuovamente registrando in Sicilia – conclude Scalzo – impegnando tutte le energie per contribuire al raggiungimento dell’autosufficienza regionale di sangue e di emocomponenti”.

 

EOLIE, A “CACCIA” DI TURISTI RUSSI. VISITA DI TOURS OPERATORS E GIORNALISTI

e46974e8c94bcc631616e0e9bcbd3b6c.jpgb16f60765251eee5fbf47b983f536f9e.jpgLIPARI – Le Eolie a “caccia” di turisti russi. E una sessantina di tour operators e giornalisti provenienti da Mosca sono stati in visita nelle isole per prendere contatti con gli albergatori e gli operatori intenzionati a “vendere” i posti letto delle loro strutture soprattutto nella periodi di bassa e media stagione.

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“Sono già ventimila i turisti russi che frequentano il messinese – hanno detto alcuni operatori di Mosca – almeno cinquemila possiamo garantirli in queste isole che sono davvero splendide”. Al Comune di Lipari per cercare di mettere nero su bianco si è anche tenuta una riunione. Presenti anche il sindaco Mariano bruno, l’assessore al turismo Giovanni Maggiore.

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In sala con i tours operators e i giornalisti russi anche gli albergatori eoliani. I primi turisti russi potrebbero già giungere nel corso della stagione estiva.

 

LOMBARDO, ASSEGNATE LE DELEGHE

ea3772f8577b062ac903994792cdbca2.jpgPronta a partire la nuova giunta regionale guidata da Raffaele Lombardo.

Assegnate le deleghe. Al magistrato Giovanni Ilarda è stata affidata la presidenza, al pm Massimo Russo, la sanità, Pippo Gianni, industria e Antonello Antinoro, beni culturali, entrambi Udc, Carmelo Incardona, lavoro e Luigi Gentile, lavori pubblici, entrambi di An, Giovanni La Via,  agricoltura, Michele Cimino, bilancio e Titti Bufardeci, Turismo, Francesco Scoma, famiglia e enti locali, tutti di F.I.

Il vice presidente dell’Ars dovrebbe essere Santi Formica, An.

SOTTOMONASTERO, IN PROFONDITA’ POTREBBE ESSERCI ADDIRITTURA UN TEMPIO. A RISCHIO I LAVORI PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL PORTO

862796a56ff4586749691afb153d1f4c.jpgLIPARI – Anche oggi proseguiranno le ricerche nei fondali del porto di Sottomonastero dopo i ritrovamenti dei preziosi reperti archeologici.

Sarannno condotte dal professore Sebastiano Tusa, della Sopritendenza del mare che insieme ad alcuni sub “visionerà” nello specchio d’acqua tutta la zona sottomarina.

Oltre ai tre capitelli del periodo dorico che sono stati riportati alla luce del sole con i lavori di dragaggio dei fondali che sono eseguiti dalla ditta Scuutari, i sub che si sono già immersi hanno anche verificato che a nove metri di profondità vi è un vero e proprio muro. Secondo gli esperti potrebbe anche trattarsi dell’entrata di un tempio, o addirittura della delimitazione dello stesso porto.

I “pezzi archeologici”  sono stati ritrovati a due metri sotto la sabbia e sono stati messi a disposizione del museo archeologico di Lipari, diretto da Riccardo Gullo, che cosi’ continua ad “arricchirsi” di altri reperti di inestimabile valore.

E’ evidente che a questo punto potrebbero essere sospesi i lavori per la messa in sicurezza del porto di Sottomonastero ove attraccano sia gli aliscafi di linea che i traghetti.