Home Sicilia Associazioni Albergatori Siracusa offrono alloggio e formazione alberghiera ai 47 della Sea Watch Albergatori Siracusa offrono alloggio e formazione alberghiera ai 47 della Sea Watch

Gli albergatori di Siracusa sono pronti a prelevare dalla Sea Watch e a ospitare a proprie spese i 47 migranti che si trovano a bordo della nave della ong tedesca, in rada davanti al porto della città. In una lettera al prefetto e ai ministri degli Affari esteri, dei Trasporti e dell’Interno, il presidente degli albergatori, Giuseppe Rosano, scrive che “non è più ammissibile ritardare lo sbarco di 47 esseri umani imprigionati sulla Sea Watch da oltre 11 giorni”.

“Come gesto di umanità e nel rispetto delle normative vigenti, senza alcuna volontà o interesse a violare la legislazione in materia di sicurezza, né tantomeno attribuendoci competenze di valutazione e di decisione politica spettanti esclusivamente all’autorità competenti, l’associazione Noi albergatori Siracusa chiede ai ministri Moavero, Toninelli e Salvini di “consentire all’associazione di predisporre a propria cura e spese di trasferire a terra con nostri mezzi i 47 esseri umani e offrire ai migranti adeguato alloggio, il necessario vitto e vestiario fintantoché non sarà trovata l’adeguata soluzione politica internazionale”.

Ma non solo. Rosano a nome degli albergatori si impegna, dopo l’avvenuto sbarco, “ad avviare i 47 migranti all’apprendimento della lingua italiana, con specifici docenti e alla frequenza di corsi di addestramento per avviarli successivamente alle attività lavorative tipiche dell’albergo; con assunzione con contratto stagionale, nel rispetto del Contratto Collettivo Lavoro Aziende Alberghiere”.

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Tripadvisor: il miglior B&B italiano è a Palermo

Il miglior B&B italiano? Per Tripadvisor è a Palermo. E’ il Mondello design, di fronte la spiaggia palermitana, ad aver vinto il Travellers’ Choice. Il portale ha infatti stilato la top dei 25 Bed & Breakfast italiani che al secondo posto vede piazzarsi La palazzetta del vescovo a Fratta Todina (Perugia), al terzo La locanda dell’Artista a San Gimignano (Siena) e al quarto di nuovo un siciliano Dimora dell’Etna a Milo (Ct). I vincitori vengono determinati sulla base delle recensioni e opinioni scritte in un anno dai viaggiatori di TripAdvisor a livello mondiale.

Il Mondello design è anche ottavo al mondo nella sua categoria.  Entusiasta Roberta Sciacchitano, 39 anni, che lo gestisce. “Sono felice e orgogliosa – dice – di aver ricevuto il massimo riconoscimento di TripAdvisor. Il mio B&B è in di viale Principessa Jolanda. Un  gioiellino con  camera di design, curate con amore e passione”.

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“Assessore per un giorno”, il progetto della Regione prorogato al 1′ marzo

È stato prorogato a venerdì 1 marzo, ore 12.00, il termine per la presentazione delle domande di partecipazione all’iniziativa “Assessore per un giorno”, rivolta agli alunni iscritti al terzo anno della scuola media e al primo biennio degli istituti superiori.

Ideato e promosso dall’Assessorato all’Istruzione e alla Formazione professionale, con il supporto organizzativo del Parlamento della legalità, il progetto mira a promuovere la conoscenza del patrimonio identitario e autonomistico della Sicilia, nonché a favorire la cultura della cittadinanza attiva e della legalità. I ragazzi vincitori potranno vivere l’esperienza di “Assessore” per un’intera giornata, quindi condividere la quotidianità degli uffici assessoriali, conoscere l’attività amministrativa, visitare Palazzo d’Orléans, sede della Presidenza della Regione Siciliana ed assistere ai lavori d’Aula dell’ARS. Per partecipare gli studenti dovranno presentare alla scuola di appartenenza un progetto o un’idea innovativa sul tema dell’identità siciliana, sui valori della legalità o su un nuovo modello di cittadinanza attiva.

“Ciascun istituto potrà quindi selezionare e candidare un solo studente – spiega l’assessore Roberto Lagalla – il cui elaborato, presentato anche in forma multimediale, sarà valutato da una Commissione regionale che decreterà, in relazione al numero di proposte pervenute, uno o due vincitori per ogni provincia ed almeno uno fra gli alunni delle scuole delle Isole minori. Sarò molto felice di dialogare con loro e guidarli alla scoperta delle attività degli uffici regionali sicuro che questo potrà contribuire ad alimentare il loro percorso formativo”.(blogsicilia.it)

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Catania sfiora 10mln passeggeri, è il quinto scalo italiano prima di Linate e Napoli

Con 9.933.318 passeggeri, l’aeroporto di Catania chiude il 2018 facendo registrare una crescita rispetto all’anno precedente del +8,91%. Nel dettaglio, secondo i dati elaborati dall’ufficio traffico della Sac, si assiste a un notevole incremento dei passeggeri internazionali, che sono stati 3.449.695 (1.723.305 in arrivo e 1.726.390 in partenza) con una crescita percentuale a doppia cifra del +17,91% rispetto al 2017. Dei 3.449.695, 3.179.070 sono provenienti o diretti verso paesi Ue (+17,35%), e 270.625 extra U3 (+25,06%). Con il 4,15% in più, cresce anche il segmento dei passeggeri nazionali.

Grazie a questi numeri, l’aeroporto di Catania si conferma il primo scalo del Sud Italia, superando Napoli e quinto in assoluto a livello nazionale, precedendo Milano Linate.

“I dati registrati nel 2018 confermano un trend di crescita sotto ogni punto di vista. L’avvio di nuove tratte, il numero di passeggeri crescente, sia nazionali che internazionali – afferma la presidente della Sac, Daniela Baglieri – rendono la Sicilia ancora più centrale nel Mediterraneo e in Europa. Tutti risultati  importanti che dobbiamo anche a coloro che operano all’interno dello scalo e agli utenti che ci stimolano a migliorare costantemente”.

“Si è chiuso un anno che ci ha visti raggiungere risultati davvero importanti – commenta Nico Torrisi, amministratore delegato di  SAC – frutto di un grande lavoro di squadra che ha permesso di dare risposte concrete alle necessità degli utenti, e di rendere contestualmente l’aeroporto più funzionale, innovativo e competitivo”.

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Turismo Enogastronomico: Sicilia, Toscana e Puglia sul podio. Parola del Tci

La Sicilia è in testa alle preferenze dei turisti enogastronomici, cioè gli italiani che organizzano un viaggio per fare delle esperienze di tipo culinario, seguita da Toscana, Puglia ed Emilia Romagna. È uno dei dati che si colgono sfogliando il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2019 presentato dal Touring Club questa mattina a Milano.
Roberta Garibaldi, docente all’Università di Bergamo e curatrice della guida, ha confermato che l’interesse degli italiani in viaggio è sempre più catalizzato sulle esperienze legate al cibo e al buon bere. Ma i produttori/ristoratori italiani non sono ancora attrezzati a ospitare adeguatamente i turisti che hanno questo preciso interesse.
“C’è bisogno di investire sull’organizzazione delle attività e su quello che si chiama storytelling – ha detto Roberta Garibaldi – perché da tutte le nostre interviste è emerso che l’interesse per il prodotto da degustare si alimenta e si soddisfa solo se insieme alla degustazione c’è la conoscenza di tutto il mondo che un determinato prodotto tipico si porta dietro. Quindi le modalità di produzione, gli aneddoti, la storia, la provenienza  delle materie prime”.

I “docenti esiliati” lanciano l’allarme “non si svuoti il sud…”

di Antonella Trovato*

Questi sono giorni strani. Sembra di essere tornati indietro a quando, senza comprendere per quale ragione, ci siamo ritrovati fuori. Veniamo aggrediti e additati come i furbetti che avendo prodotto domanda di immissione si lagnano da veri ingrati. Dopo perizie, ricorsi, scuse più o meno celate, proposte, promesse, impegni, fiumi e fiumi di documenti e incontri, siamo di nuovo al capolinea… Siamo di nuovo gli incoscienti della domandona fatidica, i consapevoli della sorte funesta. Crediamo sia il caso di ricordare alcuni passaggi fondamentali, crediamo sia corretto ricordare le modalità di questa immissione: nel 2015 venne prodotta una domanda nazionale, non una domanda d’immissione per le regioni del nord, quindi meridione compreso; stranamente fummo tutti immessi fuori regione. Che si avessero 10 punti o 100, tra Lombardia, Piemonte, Veneto (la più gettonata), Emilia Romagna ecc ecc,, fummo tutti immessi al nord. Distanza media 1200 km dalle regioni di appartenenza. Al sud non c’erano cattedre. In quel sud senza cattedre però ne vennero accantonate per gli idonei concorso 2012, concorso che prevedeva solo vincitori. Venne bandito un altro concorso nel 2016 e accantonati altri posti al sud, escludendo gli immessi con la legge 107; al sud sì, dove le cattedre non c’erano e, soprattutto, le scuole del sud sono a corto di docenti. Precari d’ogni specie e messe a disposizione iniziarono a contrarre a iosa contratti a tempo determinato (supplenze); tanti rispolverarono un diploma conseguito vent’anni prima e mai usato e noi sempre fuori, perché al sud le cattedre non c’erano. Qualcosa non tornava, venne fuori l’algoritmo farlocco, sulla cui esistenza nessuno di noi ha mai creduto. Nessun algoritmo in verità, ma un sistema scientifico studiato a tavolino per spopolare il Meridione e sanare il sistema d’ istruzione e deficitario del nord; al sud si sarebbero arrangiati, si arrangiano da secoli. La storia di ogni esiliato passa da titoli, servizio, passa dall’attesa di un ruolo per concorso in media dal ’90 e i concorsi per i più sono due o tre. Le stranezze suscitano domande alle quali ad oggi tardano le risposte. Com’è possibile finire fuori per mancanza di cattedre mentre le stesse vanno a idonei, supplenti, concorsisti? Com’è possibile aspettare dal’ 90 una immissione nel silenzio più “assordante” e oggi regalare l’immissione forsennata a tutti, compreso chi non è abilitato? Il docente è un impiegato della Pubblica amministrazione, sottoposto a legge di comparto; in altri comparti si firmerebbe un contratto che limiti (ad esempio ad un impiegato comunale) il trasferimento perché la precedenza è di un contrattista ex novo? Tutto il contrario di tutto vale solo per gli esiliati, perché nel frattempo la priorità sono le nuove assunzioni, qualcuno paventa anche da terza fascia: “Avanti c’è posto! Disponibili ad imbarcare chiunque meglio di Noè ad eccezione degli esiliati, quelli non si toccano, quelli servono al nord, servono il nord.” Il problema è che le risposte noi continueremo a cercarle, dinanzi ai giudici, ai politici, ai sindacati, noi continueremo a raccontarci e a raccontare l’assurdità di questa emergenza meridionale.
Ad ogni porta chiusa, ad ogni insulto raccolto, ad ogni orecchio sordo, noi continueremo a raccontare la storia degli 8000 solo in Sicilia, transumati al nord dal sistema. Noi non ci siamo rassegnati. Rassegnatevi!

I docenti esiliati, lanciano l’allarme.
Questo non è più solo un problema che riguarda noi insegnanti delocalizzati al Nord dopo anni di gavetta, titoli, esperienza maturata nel tempo, ma è diventato una NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE.
Ecco perché chiediamo al Ministro del Lavoro dignità per la nostra professione ridotta al sacrificio dei nostri figli, dei nostri genitori anziani e al nostro.
Noi, docenti figli di un Dio Minore, ai quali nessuno pensa più. Il Ministro Di Maio aveva promesso in campagna elettorale che avrebbe affrontato e risolto in pochi mesi questa scellerata conseguenza dell’errore di chi l’aveva preceduto.

*#nonsisvuotailsud #finoallultimorientro

Eolie, “se esiste il Paradiso Terrestre io penso che sia in questo Arcipelago e come tale dovrebbe essere rispettato…”

di Edgard Salamac

Gentile direttore,

Mio nonno era di LIpari ed io quando posso vengo per qualche settimana. Amo le Eolie molto più di certi isolani e quando vedo o leggo certe cose mi indigno perché se esiste il Paradiso Terrestre io penso che sia nelle Eolie e come tale dovrebbero essere rispettate. Nel suo giornale scrive il dott. Sidoti che informa in modo chiaro e preciso su cosa succede a Lipari, basta saper leggere ed interpretare i numeri, senza dover essere per forza Commercialisti, Ragionieri, ecc. per capire come va il tutto. Ho dato un sommario sguardo ai bilanci di tre realtà con popolazione sotto i 15.000 abitanti e tutti i bilanci dei suddetti Comuni gestiscono meno della metà di quanto introita Lipari. Mi rendo ben conto che i territori non sono gli stessi, che l’insularità comporta grossi disagi, ma vedere che non si riescono a riscuotere le bollette dell’acqua, dei rifiuti e non vedere, per ora, nulla di veramente concreto sull’utilizzo delle entrate della tassa di sbarco, mi lascia interdetto.
La ringrazio per l’ospitalità concessami.

Foto di Luca Valenti Palazzotto

Regione, nuovi indirizzi e dimensionamento. L’assessore Lagalla ridisegna la rete scolastica anche nelle isole minori

Nuovi indirizzi di studio ed un progressivo processo di razionalizzazione degli istituti scolastici: così l’assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla, ridisegna il sistema dell’istruzione siciliana.
“La nuova rete scolastica siciliana, attraverso l’attivazione di nuovi indirizzi, permette un ampliamento dell’offerta formativa e una più efficiente riorganizzazione del sistema, anche alla luce del piano di dimensionamento per il 2019/2020. A riguardo, nella direzione di una maggiore attenzione al territorio – spiega Lagalla – abbiamo avanzato al MIUR e all’Ufficio Scolastico Regionale una proposta frutto di un lavoro condotto in collaborazione con i tavoli provinciali, i dirigenti degli uffici scolastici dei vari ambiti territoriali, i rappresentanti delle sigle sindacali e delle Consulte provinciali degli studenti, per la prima volta coinvolti nel processo decisionale. Io stesso ho incontrato dirigenti scolastici e studenti per ascoltare le loro richieste. È stato però inevitabile tenere conto del decremento della popolazione scolastica siciliana che ha imposto alcune scelte dolorose, come l’accorpamento o, in altri casi, la soppressione nominale di alcuni istituti, pur sempre con l’obiettivo di garantire la migliore funzionalità possibile agli stessi. Al contempo, ritengo che l’attivazione di nuovi indirizzi di studio renderà certamente più appetibile e maggiormente in linea con le richieste del mercato del lavoro l’offerta formativa regionale, dando così la possibilità agli istituti di incentivare nel tempo il numero di iscrizioni”.

Tenendo conto delle diverse vocazioni territoriali ma anche della disponibilità finanziaria dei Liberi Consorzi, per l’anno 2019/2020 saranno attivati nelle scuole secondarie di secondo grado, alcuni nuovi indirizzi di studio. In provincia di Catania è prevista l’attivazione di nove nuovi indirizzi, che danno spazio all’ospitalità alberghiera, al made in Italy, all’artigianato e al marketing, nonché ad un nuovo liceo artistico. Un liceo linguistico è invece previsto nell’agrigentino, che fa parte dei sette indirizzi approvati nel settore agroalimentare, ambientale, sanitario e della pesca. Due nuove proposte anche in provincia di Enna, che riguardano sempre l’ospitalità alberghiera e l’attivazione di un indirizzo ottico. Tre nuove proposte, invece, saranno attivate in provincia di Palermo: alberghiero, biotecnologie sanitarie, grafica e comunicazione. Infine nel siracusano, gli studenti potranno scegliere due nuovi indirizzi, che riguardano il settore dell’informatica e dell’ospitalità alberghiera, quest’ultimo fra quelli maggiormente richiesti dagli istituti scolastici.

Questi nuovi indirizzi si inseriscono all’interno del processo di razionalizzazione delle rete scolastica, resa inevitabile dai 51 istituti scolastici sottodimensionali, quindi in sofferenza per numero di iscrizioni già da qualche anno e con meno di 600 alunni o 400 se ubicati nei comuni montani o nelle isole minori. “Alla luce dei dati rinvenuti, abbiamo però deciso di procedere al mantenimento di una parte di essi, perchè sottodimensionati per il primo anno o con un calo di iscrizioni inferiore al 10% della soglia stabilita per legge, per dare loro la possibilità di incrementare il numero di iscrizioni per l’anno successivo. Altri istituti sono stati soppressi nominalmente o accorpati per consentire una riorganizzazione più efficiente degli stessi, tenendo conto delle specifiche esigenze dei territori di riferimento. Ritengo comunque che la normativa debba adeguarsi al calo della popolazione studentesca siciliana, definendo delle nuove soglie per i dimensionamento scolastico, coerenti con l’andamento demografico regionale”.(ilfattonisseno.it)

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Le parole vanno lette, non solo ascoltate

di Carlo D’Arrigo*

LE PAROLE VANNO LETTE, NON SOLO ASCOLTATE

Un’espressione che amava ripetere Andreotti era “se vuoi dire una perfetta bugia devi dire tante mezze verità”. E oggi, nonostante la precisione elettronica dell’informatica, il mondo funziona con “mezze verità”, raccontate in maniera assolutamente precisa. Anzi, la Rete (o le Reti) hanno magnificato la diffusione delle mezze verità per raccogliere consensi, e non solo. Le chiamiamo fake-news e fanno parte del nerbo dell’informazione. Il falso è sempre dietro l’angolo. Lo ascoltiamo e lo vediamo nei telegiornali e nelle “chiacchere da caffè”. E’ il caos dell’informazione, il rumore di fondo dell’informazione. I talk show sono un continuum di chiacchiere, di parole plaudenti o minacciose. L’attualità da l’occasione a improvvisazioni e a recitare a soggetto. Il politico, il giornalista improvvisato, il sociologo e il Vittorio Sgarbi di turno ci riempiono di “mezze verità” andreottiane e, solo poche volte di verità. Le ‘fake news’ possono essere buone e produttive se il singolo sa “leggerle” con la sua mente, altrimenti sarà sottomesso e riferirà frottole. Pensare di correggere questa sorta di distorsione dell’informazione è da ingenui e non terrebbe conto della natura umana. La falsa informazione è nata con l’uomo. Durante il Ventennio Mussolini governò usando fake-news. E che razza di falso, un falso doc! Quando nei primi mesi del 1945 era evidente che la guerra era ormai persa la radio di regime parlava ancora di “immancabile vittoria”. Oggi i giornalisti hanno il dovere di studiare e conoscere il funzionamento del ciclo disinformativo e sottrarre il lettore alla propaganda del falso, del rancore e dell’odio. L’era del giornalismo digitale ha fatto tutti noi distributori di informazioni. E allora attiviamo il cervello e contribuiamo all’epoca informativa in modo sano. Le parole che ascoltiamo vanno lette, interpretate e riferite con consapevole cautela.

*Fisico, Consulente di Acustica del Comune di Lipari carlodarrigo47@gmail.com

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La Sicilia incrementa i voli per la Russia per la Summer 19

La Russia si conferma al centro dell’attenzione per le compagnie che puntano sulla Sicilia.

E così come aveva anticipato prima del suo debutto a Palermo, Pobeda Airlines, giovane compagnia low cost del gruppo Aeroflot, conferma che a partire da fine maggio porterà a 4 i voli settimanali tra Palermo e lo scalo moscovita di Vnukovo.

Secondo il sito Siciliainvolo, i voli, non ancora in vendita, passeranno da 2 a 4 la settimana e saranno operati di lunedì, mercoledì, venerdì e domenica. Il collegamento Palermo-Mosca di Pobeda era stato inaugurato lo scorso 6 settembre e grazie all’impennata di vendite il vettore aveva richiesto alle autorità aeronautiche il permesso di prolungare l’operatività su Palermo anche durante la stagione invernale.

Inoltre, anche Alitalia coprirà la tratta Palermo-Mosca ma la compagnia italiana atterra a Semeret’evo (SVO). Per la prossima Summer, infatti, Alitalia ha confermato i voli da Catania e Palermo per Mosca e da Catania a San Pietroburgo.

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