Accoccolarsi al rumore “bianco” del mare

di Carlo D’Arrigo*

Accoccolarsi al rumore “bianco” del mare

I suoni improvvisi svegliano il nostro cervello e possono interrompere il sonno. Con i suoni che aumentano gradualmente non si ha, solitamente, il risveglio. Lo squillo del telefono ci sveglia, il rumore di un ruscello o di una debole pioggia o del mare sulla battigia ci accompagnano al sonno. E’ il rumore “bianco” che ci rasserena e ci porta nelle braccia di Morfeo, il Dio dei sogni della mitologia greca. Senza scendere troppo in dettagli, i suoni sono composti in generale da un’ampia gamma di frequenze: dalle più alte (gli acuti) alle più basse, ciascuna di queste lo rende più o meno gradevole al nostro orecchio. I suoni prodotti sfruttando la sommatoria di tutte le frequenze udibili sono chiamati bianchi perché questo colore rappresenta, sullo spettro visivo, l’unione di tutte le possibili frequenze visibili, tutti i colori. Ma perché questi suoni ci fanno addormentare? Il rumore bianco annulla tutti gli altri rumori, li “maschera” e il nostro cervello non li avverte più. La nostra mente presta poca attenzione a ciò che è monotono e ripetitivo, mentre si attiva per un rumore improvviso o irregolare. E’ come se questi passassero in secondo piano, permettendoci così di rilassarci. Il rumore bianco si trova in natura come lo scorrere di un torrente, lo stormire delle foglie o, meglio ancora, l’infrangersi delle onde del mare. Un rumore bianco “pronto all’uso” si può scaricare gratuitamente dalla rete, basta digitare whitenoise e scegliere quello che ci piace di più. Ma perché perdersi il piacere di “Accoccolarsi ad ascoltare il mare…senza fiatare” e magari ad “inventare un nuovo amore” come diceva una vecchia canzone di Claudio Baglioni? E dove se non nelle nostre belle Isole?

*Fisico, Consulente di Acustica del Comune di Lipari carlodarrigo47@gmail.com

Accoccolarsi al rumore “bianco” del mare

Accoccolarsi al rumore “bianco” del mareultima modifica: 2018-08-10T10:23:27+02:00da leonedilipari
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento