Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambrapiccola.jpgdi Felice D’Ambra

Turismo& Piaga Incendi.

Non è soltanto a causa della crisi globale che la maggior parte degli italiani, non hanno più disponibilità per le vacanze estive, o per l’aumento sconsiderato delle tariffe dei trasporti navali e la disoccupazione, ma a mettere in ginocchio il turismo elitario, s’infiltrano anche gli incendi dolosi e non a colpire la Sardegna, anche se la nuova Costa Smeralda dai primi di luglio si sta preparando ai grandi eventi e lancio turistico internazionale estivo. A Roma il Governatore Cappellacci e tutti i Sindaci sardi hanno manifestato a Montecitorio per chiedere al Governo la “zona franca” per tutta l’Isola e il presidente della Cagliari calcio, Cellino (visto ormai la chiusura dello sfortunato Is Arenas, stadio di Quartu Sant’Elena, penalizzata laboriosa cittadina di quasi 100mila abitanti), sta ora trattando col Sindaco Zedda, per il ritorno dello svolgimento delle partite nello storico stadio Sant’Elia del 1990, dove ho avuto il piacere di assistere alla partita Inghilterra Olanda e alla guerriglia degli Hooligans.

E’notte fonda, sento il forte vento di maestrale che urla ferocemente facendo piegare e spezzare i ramicanadair5.JPG degli alberi carichi di frutti di stagione cadute per terra ancora acerbi ma non c’è modo di fermare quel maestrale che soffia a oltre 70 km ora facendo sbattere le imposte delle finestre lasciate aperte la notte per la troppa afa del giorno precedente.

Negli anni passati, durante i miei viaggi attraverso il territorio sardo da Nord a Sud sardo, ho più volte incontrato incendi soprattutto nel periodo estivo e a volte anche con grosso rischio, ma è stato niente in confronto a quello che mi è successo questo scorso lunedì pomeriggio 25 giugno quando la Sardegna era battuta dal forte Maestrale e che ha causa di un grossissimo incendio in Gallura soprattutto a Golfo Aranci, ha devastato una vasta zona di centinaia di ettari, mandato in fumo un appartamento disabitato e soltanto il mare ha fermato la veloce corsa dell’incendio. I vacanzieri dei villaggi turistici, alberghi e di case vacanze interessati nella zona di Cala Moresca e spiagge sono stati fatti evacuare. Golfo Aranci, era una volta un antico villaggio di pescatori originari dell’Isola di Ponza, e dell’unica ferrovia che col traghetto (Ferry Boat) collegava la tratta ferroviaria Golfo Aranci Civitavecchia che funzionava bene e che per volere di qualcuno che viveva di consumismo e amava la distruzione, è stata inesorabilmente cancellata dalla faccia della terra, come se in Sicilia si volesse distruggere la Reggio Calabria – Messina Marittima. Ho un buon ricordo di Golfo Aranci, ho trascorso alcuni anni in un albergo proprio sul mare, quando il turismo albeggiava e ora funziona bene, e ora qui dove tutto prima sapeva di profumo di macchia mediterranea, di natura meravigliosa e dove vivevano liberi anche i Mufloni, non si sente che puzza di bruciato ed è rimasta la terra bruciata e solo desolazione. Fortunatamente nessun ferito e grazie alle telecamere del paese, è stato fermato un giovane di 23 anni del posto ma con problemi psichici.

Come succede sempre le polemiche non mancano mai come pure lo scarica barile tra la Regione, Province e Comuni. La Regione Sardegna, emana ogni anno una circolare che comunica che dal 1 giugno al 30 di settembre di ogni anno, non si possono accendere fuochi, tutti i terreni, campi incolti, devono essere puliti da sterpaglie e via di seguito.

Ancora ieri pomeriggio mentre stavo scrivendo sopra la mia testa da oltre un’ora e più il Canadair dell’antincendio della forestale, va avanti e indietro e far carico di acqua di mare per spegnere il fuoco che si deve essere sviluppato vicinissimo alla mia zona in quanto in meno di qualche minuto l’aereo era già di ritorno per fare il pieno al mare e subito ripartire verso Villasimius e Costa Rei, la zona turistica affollata da migliaia di vacanzieri che affollano appartamenti, seconde case, grandi alberghi 4, 5 stelle e grossi villaggi come il Free Beach (solo il Tanka Village dispone di 3,500 posti) distesi sul mare e contornati da una chilometrica e attrezzatissima spiaggia di candida sabbia bianca, offerti a buon mercato e a un turismo medio alto ma non di massa.

Lunedì pomeriggio stavo tornando da Villasimius, avevo un appuntamento al centro di Cagliari per una riunione e avendo poco tempo a disposizione, all’altezza di Capitana a due passi dal porticciolo turistico di Porto Armando, un via vai di sirene dei vigili del fuoco e del 118 e dell’elicottero del fuoco che volava in alto a due passi dal mare per spegnere un incendio da poco sviluppatosi sulla Strada Statale a scorrimento veloce, Nuova 125, mentre la polizia immediatamente ha bloccato il traffico, facendo deviare le auto per una strada secondaria libera.

Dopo il litorale di Flumini di Quartu Sant’Elena, per accorciare i tempi, m’immetto in una strada interna, ma appena fatto pochi chilometri, una signora alla guida della sua auto con un bimbo a bordo, mi fa cenno di fermarmi e molto agitata mi dice di tornare immediatamente indietro perché avanti c’è il fuoco da ambo i lati della strada e lei stessa ha rischiato di restare intrappolata tra le fiamme. Immediatamente faccio manovra e dietro fronte, e non avendo altro scampo decido di tornare indietro verso Quartu Sant’Elena, in quanto ero sicuro (vista la provenienza del fumo scuro) che la Strada Statale 554 fosse interessata dal fuoco e decido a scanso di altri impedimenti, di proseguire per il lungomare Poetto e finalmente dopo avere sudato le sette proverbiali camicie e un po’ di apprensione, sono arrivato sano e salvo, appena in tempo all’appuntamento.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2013-06-27T10:53:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambrapiccola.jpgdi Felice D’Ambra

Lipari, Marina Corta il Pallone & Amarcord.

(Un mio omaggio all’amico fraterno Girolamo Casali, l’Eolian berlinese di Berlino).

Marina Corta era il nostro Presidio. Da sempre si è sempre giocato a pallone e non solo. Era un gioco chiassoso è vero, ma noi di quell’epoca, eravamo tutti ragazzotti, semplici, spensierati e tutti amici, cresciuti in quella piazza grande, sino a quando una alla volta, emigranti ci siamo sparpagliati per il mondo.

Eravamo quasi tutti della stessa età e con l’unica voglia di divertirci innocentemente, con sincera amicizia e soprattutto senza cattiveria, non esisteva nei nostri cuori. Ricordo ancora con gioia alcuni di FDAMBRAGRUPPO1.JPGquei amici d’allora, alcuni vivono all’estero, altri sono deceduti, mentre alcuni l’incontro con piacere a Lipari: Bartolino Ziino (detto Zorro, vive in Australia), Girolamo Casali (l’Eolian Berlinese, a Berlino), Stefano Russo, Mario Puglisi (vive in Australia), Felicino Monte, Pino Monte (mastro Cuono), Vittorio Lo Schiavo, Ciccio Lo Schiavo (u vulcanaru), Enzo Virgona, Gino Enrico, Felicino Mangano (u miliuccu), e tanti, tanti altri cari amici. Ricordo ancora quel giorno quando il mare era talmente mosso e le altissime onde scavalcavano la chiesa del Purgatorio, e noi mentre tranquilli giocavamo a pallone, a un tratto sentimmo in lontananza un nostro compagno, non ricordo di chi si trattasse, urlando ci disse: C’è a Praia china d’aranci! Senza pensarci due volte corremmo incuriositi a vedere, e saltato il muraglione (di allora) era vero, era incredibile, la spiaggia e il mare erano coperti di arance.

Non perdemmo tempo e senza pensarci due volte, ci buttammo in mezzo a quelle alte pericolose onde per acchiappare più arance possibili, che venivano dal mare. Il giorno dopo, venimmo a sapere che furono state buttate in mare da un motoveliero che trovatosi in mezzo al mare in burrasca, in grosse difficoltà e rischio di affondamento, per alleggerire il carico, per poi proseguire il viaggio verso il continente. Nel periodo di Pasqua, che per noi ragazzi era il migliore, alcuni amici, i più audaci, si preparavano per andare a suonare le campane di mezzogiorno della chiesa del Purgatorio. Essi salivano dal lato dei gabinetti (allora chiamati volgarmente (cacaturi) e attraverso una fessura, salivano sopra e poi dal terrazzo potevano arrivare sul campanile. Bisognava prestare molta attenzione a non farsi vedere dall’allora guardiano della chiesa che era il Sig. Marrocchino (così si chiamava). Lui da Via Roma dove abitava con la moglie, vedeva la chiesa e il campanile e quando vedeva qualcuno, apriti cielo, cominciava a urlare come un forsennato e a correre verso la chiesa. Per i giovanissimi compagni, piccoli lupi di mare, era un gioco e subito dopo dalla punta alta della banchina, si tuffavano in acqua e riuscivano a svignarsela e nascondersi dietro i vuzzaredda. Marina Corta era per noi il mondo intero, la nostra casa dl mare, la nostra vita di ragazzi senza pensieri e facevamo di tutto, ci divertivamo senza malizia, e ci bastava poco per accontentarci.

Spesso, per fare arrabbiare “bonariamente” il custode della chiesa, salivamo sul campanile. Nella vicina pescheria lavorava Don Antonino, un anziano artigiano di professione bottaio. Quando noi ragazzi giocavamo a palla (il mitico Turi alivu o Pino Merenda giocavano in porta), Don Antonino s’infastidiva talmente che ogni qualvolta la palla andava a finire dentro il suo magazzino, per farci dispetto, con un coltellaccio la tagliava a metà. Allora la cosa diventava seria ed erano guai per lui, poiché noi tutti assieme cominciavamo a urlare e fare un baccano del diavolo, e lui era costretto a chiudere bottega e tornarsene incazzato nero come la pece a casa e così noi, potevamo riprendere il gioco, con tranquillità.

Naturalmente a questo proposito, mi è d’obbligo commentare la lettera di Giuseppe Finocchiaro del Ristorante Al Pescatore, pubblicata alcuni giorni fa sul Notiziario online delle Isole Eolie di Bartolino Leone.

E’ vero che a Marina corta da sempre si è giocato e si continua ancora, ma oggi è diverso e non siamo come allora. Marina Corta (anche se non è il salotto di Lipari) è una famosa piazza sul mare di attrazione turistica internazionale ”Patrimonio Umanità Unesco”, unica di tutta Lipari e dovrebbe essere rispettata e amata. Giocare a pallone oggi, non dovrebbe essere assolutamente consentito e per evitare l’inconveniente sarebbe sufficiente un piccolo sforzo di vigilanza dalle 18,00 alle 20,00, come scritto da Giuseppe Finocchiaro. Secondo il mio parere, sarebbe sufficiente avere un maggiore senso civico da parte di quei giovani e per i bambini ci vorrebbe più attenzione da parte dei genitori, unici responsabili dei minorenni, per evitare allarmismi che non servono a nessuno, mentre creano grossi danni agli imprenditori di Marina Corta. Una domenica di un paio di settimane fa recandomi a Marina Corta, ho Assistito piacevolmente alla manifestazione di “Bimbiinbici” bambini in bicicletta che hanno affollato le strade del paese per poi arrivare al traguardo posto a Marina Corta (naturalmente accompagnati dai rispettivi genitori).

 Una manifestazione piacevolissima, e mi complimento con gli organizzatori, genitori e naturalmente con i Vigili Urbani di Lipari con a capo l’ispettore Guido Nato e i suoi Colleghi/e che trattandosi di ragazzi e bambini, hanno operato con molta pazienza e con la massima attenzione fino a quando la manifestazione  è felicemente terminata in tutta tranquillità (cordiali saluti a tutti). Quanto tempo è passato da allora in quella Marina Corta, e quanti cambiamenti ha subito. Altri tempi, altra epoca, oggi nel terzo millennio, nell’era del turismo Europeo / Internazionale, e in considerazione della grande crisi globale, è necessario mantenere la calma, l’ordine e fare divieti necessari per far lavorare i pubblici esercizi che pagano le tasse, che usano mano d’opera locale, che offrono servizi ai vacanzieri del mondo, ai cittadini Europei e del luogo. Gli imprenditori di Marina Corta (in questo caso), ma di tutti quelli che operano nel territorio isolano, hanno il sacrosanto diritto (come hanno i doveri), di operare nel proprio locale in tutta serenità e sicurezza esterna assieme ai clienti, di essere tutelati nel miglior modo possibile che la legge consenta. Secondo il mio parere senza tanti fronzoli, basterebbe un po’ di buon senso e volontà da parte di tutti, senza perdere altro tempo e senza ricorrere a leggi e leggine della materia di vigilanza e della pubblica sicurezza.

(Ho imparato così tanto da voi, Uomini…Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata. Gabriel Garcia Marquez).

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2013-06-24T11:25:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

psalmierimogliedambra.JPGdi Felice D’Ambra

Lipari & “Una Cena a Lume di Candela”.

Non sono i turisti mordi e fuggi ma quelli seri che soggiornano negli alberghi che sono alla ricerca di emozioni nelle località di attrazione turistica alla meticolosa analisi di studio e indagine conoscitiva di Ristoranti di Lipari e dintorni, raffinati e di qualità che offrono accoglienza, ospitalità, una cucina tipica eoliana e di qualità nei servizi offerti.

Tanti sono i Ristoranti famosi e non di Lipari e dintorni, ma la scelta è stata individuata soprattutto per l’eccezionale “Location”, su un piccolo locale, unico nel suo genere, in quanto è situato su l’unica terrazza sul mare di Lipari, dell’incantevole e affascinante baia di Marina Corta, in grado di offrire a un alpirata.JPGpubblico esigente una raffinata “Cena Romantica Al Lume di Candela” con testimonial una splendida luna, un cielo trapuntato di stelle e un contorno di onde di mare.

Avvolta nell’Atmosfera della magia del luogo, con vista del Castello che domina Piazza Ugo di Sant’Onofrio, di fianco alla scogliera e sotto la cinquecentesca chiesa di San Giuseppe, affacciata proprio sul mare, si trova l’unica Terrazza che con tutto il suo splendore, ospita il “Ristorante Al Pirata” e La Taverna sulla scogliera di Marina Corta, di Piero e Elisa Salmieri.

Un suggestivo cantuccio di paradiso sul mare, tra gli scogli e dove un pescatore dilettante solitario armato di fiocina e specchio cerca di infilzare un furbo polpo, che come il camaleonte si camuffa e scompare tra gli scogli, per non essere trafitto e finire ancora vivo sull’ardente griglia del ristorante. L’ambiente del locale è ideale per trascorrere in assoluto relax, una romantica cena al lume di candela, essere cullati e avvolti da profumi e sapori del mare silenzioso della baia. La vista e degli scogli, l’odore forte del mare invoglia a prendere posto per gustare il panorama della vetusta e abbandonata capitaneria di porto di una volta, di quella piccola spiaggia quasi scomparsa di Marina Corta, dell’antica chiesa del purgatorio salvata assieme alla sacrestia e ora custodita dall’associazione San Cosma e Damiano di Lipari (senza l’intervento sarebbe crollata a pezzi), della vecchia e nuova banchina, dove giornalmente sbarcano a migliaia, i garibaldini del turismo moggi e fuggi, provenienti dalle vicine coste siciliane e calabresi.

Il servizio di qualità del ristorante è curato dall’anfitrione e “Patron” Piero Salmieri, grande professionista dell’arte alberghiera che ha prestato la sua opera in grandi Alberghi di Roma tra i quali, (l’Hotel Plaza e con me in Sardegna all’Hotel Diran & Centro Congressi a Quartu Sant’Elena in qualità di Maitre d’Hotel). Da molti anni, Piero è rientrato a Lipari a curare assieme alla moglie Elisa il loro locale. Il Ristorante Al Pirata possiede una cantina ben fornita e una bottiglieria di liquori di tutto rispetto. Conosco la professionalità di Piero Salmieri, ho sempre apprezzato il suo mestiere, anche quello di Barman e di esperto Sommelier. Al Ristorante Al Pirata è anche da ammirare l’accurato servizio di qualità delle ragazze di sala, sempre attente, gentili, sorridenti e mai invadenti, soprattutto Giustina che da anni collabora con Piero e Elisa.

Il Ristorante, dispone dell’unica terrazza sul mare esistente a Lipari, un piccolo angolo di paradiso capace di offrire un elevato livello di sana e raffinata cucina tipica eoliana, Mediterranea, sapientemente elaborata con semplicità dalla Woman Chef Elisa dalle mani d’oro e dal palato fine. Elisa cura con meticolosa arte le sue prelibate specialità marinare e non, sapientemente abbinate con gusto personale, bravura e fantasia, facendo assaporare agli amanti del Ristorante Al Pirata, un’indimenticabile “Cena al Lume di Candela”. Il locale, è adatto a tutti, ma secondo il mio parere è consigliato per una clientela esigente, amante della buona cucina, di un servizio di qualità e che amino trascorrere in armonia, una sensazione di intimità e voglia di stare bene insieme, possibilmente da soli. Tante sono le pietanze da poter gustare, tra le più richieste: l’insalata di crostacei, il carpaccio di pesce, le delizie del mare, i gamberetti rossi di nassa, i paccheri con zucchine e filetti di totani, i ravioli freschi alla cernia, i tagliolini allo scoglio e all’aragosta. Ottimi gli involtini di pesce spada e quelli di cernia al radicchio, la grigliata mista del pescato del giorno, le specialità locali dei calamaretti e totani ripieni. Il Ristorante Al Pirata è inoltre specializzato e su prenotazione per Cene intime, Cerimonie e Banchetti. Prima di lasciare il Ristorante, gli ospiti hanno la sorpresa che non fa parte del menù, di assistere all’avvenimento dello sbarco notturno sulla banchina, degli escursionisti di rientro da Stromboli, stanchi ma raggianti della visita a “Iddu” il vulcano Stromboli.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2013-06-20T13:47:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

Gent.mo Direttore,
fdambra13.JPGquesto articolo pubblicato sul quotidiano regionale l’Unione Sarda
è stato scaturito da una mia lettera di ringraziamenti per la collaborazioneconvegnofelice.JPG
e assistenza del Sindaco Dott. Piero Franco Casula, Assessori e Docenti universitari,
per un Convegno organizzato a Bosa dall’Associazione Direttori Albergo Sardegna.
 
Cordiali Saluti,
Felice D’Ambra
 
Per la visione dell’articolo cliccare nel link che segue: articolo bitas.pdf
Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2013-03-26T13:33:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambrataormina.JPGdi Felice D’Ambra

Eolie & turismo. Stromboli e Taormina a Confronto.

Erano tempi meravigliosi e di grande attrazione turistica quelli tra gli anni 60 e 70, quando funzionava ed era molto frequentato anche il Kursaal Casinò della Perla della Sicilia. Dopo qualche tempo e dopo l’esibizione di “Mina”, come una bomba a ciel sereno, venne irrimediabilmente chiuso. Non fu mai riaperto, la Sicilia e Taormina, non avevano il diritto di avere un casinò.

Molto tempo passò e nonostante la flessione turistica che ne derivò, gli imprenditori non si persero mari.JPGd’animo e continuarono nel loro modo di fare turismo, rimanendo sempre al centro del mondo. Nel frattempo, un’altra imprevedibile tragedia colpì ancora la Sicilia quando nella notte tra il 14/15 gennaio del 1968, un terremoto si abbatté nella Valle del Belice radendo al suolo i paesi di Gibellina, Salaparuta e Poggioreale. In quella tragedia vi furono parecchi morti, feriti e migliaia di sfollati. La città di Taormina, pur essendo lontana dalla zona del sisma, di riflesso, fu la prima a subirne le conseguenze poiché tutti quei celebri personaggi ospitati negli alberghi, per paura che il terremoto si propagasse anche nella provincia di Messina, abbandonarono definitivamente quel luogo e così la fascinosa cittadina, ebbe il primo declino nella storia del turismo d’Elite di tutti i tempi. Venne anche la fine della dolce vita e finirono i festini del Caffè Concerto Mocambo, come le grandi serate ai vari Night Club, soprattutto alla La Giara, regno della sfrenata movida. Finì anche la vita terrena di Roberto Fichera, il creatore del Mocambo, il “Golden Play Boy” rimasto immortalato nel Murale del suo locale assieme a tutti i suoi grandi amici taorminesi e sparsi di quel mondo della Belle Epoque, che tornarono da molto lontano a rendere omaggio e portare l’ultimo saluto all’amico gentleman taorminese, dell’ultima dolce vita.

taormina1.JPGGli imprenditori taorminesi, per sopravvivere, si dedicarono anima e corpo al turismo mordi e fuggi e di massa. Per le bellezze paesaggistiche, archeologiche, monumenti, antiche chiese, per il suo incantevole territorio e panorami mozzafiato, vari Tour Operator internazionali manifestarono un grande interesse turistico che in pochi anni, senza deturpare le proprie caratteristiche naturali dell’antico Borgo Medioevale, caratterizzarono un enorme flusso turistico senza precedenti. Settimanalmente vacanzieri provenienti dal Nord Europa scendevano alla stazione ferroviaria di Taormina Giardini, e una marea di turisti svedesi, danesi, finlandesi, olandesi, tedeschi ecc. ecc. affollavano tutti gli alberghi della costa, città e dintorni. E così, anche nelle coste di Villagonia, Giardini, Naxos, Recanati verso Catania e il gioiello di Isola Bella, Mazzarò e Spisone verso Messina, sorsero grandi complessi alberghieri di compagnie straniere e di alberghi di vecchi professionisti della cultura turistica locale, quale il Grand Hotel Miramare, l’Hotel Bristol, l’Hotel Excelsior, le antiche ville; l’antico Hotel Villa Diodoro e il Grand Hotel San Pietro Relais di proprietà dell’antica famiglia taorminese, Bambara – De Luca, come l’Hotel Mazzarò Sea Palace, il Grand Hotel Atlantis Bay Resort, l’Hotel Villa Sant’Andrea, l’Hotel Capo Taormina, l’Hotel Naxos Beach sul mare, passarono a compagnie alberghiere siciliane e non. Alcuni di questi albergatori taorminesi, sono alla taormina.JPGquarta generazione e insieme agli altri, hanno continuato la storia di quel turismo che piace e che ancora oggi, nel terzo millennio e dopo 130 anni di cultura e di stile professionale, questi Maestri di tecnica alberghiera uniti agli abitanti, commercianti, hanno la cultura del turismo nel cervello, come la piccola famiglia proprietaria dell’autentica bomboniera Charme & Relax “Villa Sirina” (mio rifugio preferito) immersa in uno splendido giardino fiorito e di agrumeti, con piscina, dei miei cari amici, Salvatore e Ausilia Cacopardo che assieme al fratello Pippo e figli, hanno l‘arte dell’accoglienza e di una fraterna ospitalità.

Il Corso Umberto I, la strada principale dello shopping, un chilometro di zona pedonale del centro storico, cuore pulsante della magica atmosfera delle antiche viuzze e vicoletti di rara bellezza, ricchi di autentiche tradizioni, di vecchie osterie, di artigiani ancora al lavoro, di localini tipici e di vari souvenir di ottima fatturazione. Il mondo turistico di quello che era la Belle Epoque e dolce vita, nel tempo si è trasformato nel classico moderno turismo di massa, anche se gli attenti imprenditori, sono riusciti col sapere, a selezionare la clientela e far convivere sia il fasto dell’Elite che il turismo medio alto in perfetta armonia, mantenendo lo stile del fenomeno turistico che ha sempre distinto l’ambizione dei 12mila abitanti circa della Vecchia Aristocratica Signora. Pochi sanno che nella magica atmosfera del cuore di Taormina, si nascondono segreti del passato e per scoprire amori, gelosie, virtù, tradimenti e conoscere la vera storia della città, passeggiando lungo il Corso Umberto, subito dopo l’Antica Torre dell’orologio di fronte  all’agenzia Silvestri Travel & Exchange Bureau, c’è un piccolo negozio quasi un bazar, da visitare e curiosare tra i vari album di foto e quelle appese alle pareti, si ha la vera conoscenza della storia dei tempi di tutti i personaggi del teatrino della Belle Epoque e della dolce vita di quella ch’era una volta, la Perla della Sicilia, dalla fine dell’8cento ai giorni nostri.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2013-02-21T10:19:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambrapiccola.jpgdi Felice D’Ambra

Eolie & Turismo: Stromboli e Taormina a Confronto. (terza parte).

Dopo la seconda guerra mondiale, la storia turistica di Taormina continua una nuova era più consona ai tempi. Il piccolo Borgo medioevale si dota di nuovi alberghi, nuove strutture e con l’inaugurazione del Caffè Concerto Mocambo ubicato sul Corso Umberto, di fronte alla Piazza IX Aprile che guarda il mare e l’Etna, ha colmato un vuoto importantissimo per il crescente nuovo flusso turistico tanto che in breve tempo divenne un locale esclusivo e un forte richiamo di noti personaggi del mondo culturale tra i quali: Salvatore Quasimodo, Leonardo Sciascia, Luigi Pirandello, Gabriele D’Annunzio, Francis Ford Coppola, Federico Fellini, Marcello Mastroianni, Michelangelo Antonioni e tanti altri personaggi del mondo artistico. Dopo qualche anno, avvenne l’inaugurazione del Night Club La Giara dei fratelli, Egisto e Chico Scimone. E così Taormina ampliò l’offerta con una più completa e accurata mondanità e un’allettante movida sempre più in crescita che suscitò un enorme interesse.

Fu subito uno strepitoso successo e non mancarono mai frequentatrici e personaggi importantissimi tra i suonatori.JPGquali le maggiori attrici mondiali del momento, Ava Gardner che usava ballare a piedi nudi, Romy Schneider, Rita Hayworth, Greta Garbo, Eleonora Duse, Marlene Dietrich, Soraya, Elisabeth Taylor, Richard Burton e attori e registi come, Francis Ford Coppola, Gregory Peck, Peter Ustinov, Peter O’Tool e tanti altri abituali frequentatori tra cui anche il Boss Lucky Luciano che a Taormina era in visita obbligata. “Che la Festa inizi”, è il titolo del Murale, che occupa un’intera parete del “Caffè Concerto Mocambo”, ancora oggi ben in vista nel salone, dove Sigmund Freud e Albert Einstein, sono immortalati assieme a Robertino Fichera, “il Golden play boy” idolo locale, Chico Scimone, che assieme ad altri amici, Dino Papale volle rappresentarli nel Murale affinché rimanessero “immortali” seduti accanto a tutti coloro che erano i veri protagonisti del grande teatrino locale, composto da play boy, gay, artisti e “pazzi”, che “creavano” ogni giorno la dolce vita taorminese.

La movida di Taormina, fece storia ovunque nel mondo, mentre il Corso Umberto da porta Messina a porta Catania era una straordinaria passerella di eleganza diurna e notturna indescrivibile, invidiabile e da tutta la Sicilia, soprattutto da Catania, gli scatenati Play Boy’s con grossi bolidi, impazzavano invadendo tutti i locali che come noi giovanotti taorminesi di allora, non eravamo indietro a nessuno, e tutte le notti (di giorno al lavoro), eravamo alla ricerca di una compagnia straniera da corteggiare ed amare anche se per una sola notte. Pazzo, ma non immortalato (in quanto considerato un plebeo) nel grande Murale, era anche il play boy locale, un incallito sciupa femmine che noi chiamavamo “Turi u pacciu” che vestito in costume tipico e col suo carrettino siciliano dipinto abbordava le turiste trasportandole in giro e la notte l’intratteneva all’osteria la Grotta di Ulisse, dove lui si esibiva. Nel tempo Taormina divenne anche un’importante località di Set cinematografici dove sono stati girati film importanti diretti da famosi registi come, Roberto Benigni, Luc Besson, Francis Ford Coppola ed tanti altri. Taormina è tutt’ora un’importante località richiesta per importanti congressi, incentive, mostre e cerimonie nuziali internazionali officiati al Duomo (XIII secolo) e al Santuario della Madonna della Rocca.

Ricordo ancora con nostalgia, il famoso Carnevale di Taormina, di allora, considerato tra i grandi eventi spettacolari che con i ricchi carri floreali e allegorici, accompagnati dalle bande musicali: “Topi e Sucalora” aveva un grande richiamo di prestigio internazionale, come lo erano i grandi veglioni organizzati nei vari locali notturni e alberghi di lusso. A quei tempi non esistevano, ma solo taverne e oltre al Night La Giara, c’erano anche  il Sesto Acuto, La Taverna dei Cordari, e L’Eden International all’aperto sotto porta Messina, mentre il ritrovo La Grotta di Ulisse e Da Paolone (suocero di Nino Manfredi) fungevano da osterie tipiche dove durante la notte si assisteva a grandi scene scabrose di amori e di grandi storiche sbronzate.

Erano gli anni ruggenti quando Taormina era all’apice del grande turismo d’Elite e il fior fiore della clientela mondiale soggiornava nella mite cittadina, mentre la più grande attrazione mondiale iniziò negli anni sessanta quando ebbero inizio le grandi manifestazioni al Teatro Greco Antico. Ad ogni evento, una marea umana di migliaia di persone si riversava a Taormina e da Porta Messina e da Porta Catania, un corteo infinito si avviava nell’unica via che portava all’Hotel Timèo e al Teatro Greco per assistere alle tante scene di vita, di storia, di passioni di tragedie come Medea, Ifigenia in Tauride, del famoso Premio “David di Donatello” e di tantissime altre manifestazioni culturali, concerti, Festival del Cinema, Nastri d’Argento ecc. ecc. che dal 1983 il comitato artistico di “Taormina Arte”, cura tutte queste manifestazioni che ha sempre arricchito il bagaglio culturale della Taormina Medioevale.

BUON SAN VALENTINO. Auguri di buon “San Valentino Patrono” e Giornata dell’amore a tutti gli rosa1.JPGinnamorati.

Auguri anche a tutte le donne del mondo amanti dell’Amore, della Libertà, della Vita e non della violenza, a Loro “la Rosa della pace”.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2013-02-14T11:05:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambrapiccola.jpgdi Felice D’Ambra

Eolie & Turismo: Stromboli e Taormina a Confronto (seconda parte).

E così la fascinosa Taormina, ricca di cultura, bellezze naturali, siti librotaormina.JPGarcheologici di rara bellezza come l’Antico Teatro Greco Romano, nel 19mo secolo era già conosciuta come cittadina dell’Europa divenendo nel tempo, la migliore località turistica d’Elite internazionale della Sicilia; raggiungendo una notorietà mondiale, che ancora oggi dopo oltre un secolo, mantiene intatta la sua fama di “Perla dello Ionio”. Tra la fine dell’8cento, dopo aver attraversato l’Italia ela Sicilia, tra i primi arrivò Johann Wolfgang von Goethe che scrisse e citò Taormina nel suo libro, “Italianische Reise” e lo scrittore Friedrich Nietzsche lì scrisse “Così parlò Zarathustra” mentre il grande musicista Richard Wagner, considerato tra i musicisti più importanti del romanticismo, assieme al grande Poeta, scrittore e giornalista irlandese Oscar Wilde, soggiornarono per lunghi periodi durante l’inverno. Taormina oltre alle sue bellezze naturali, deve il grande successo anche al fotografo Barone Wilhelm von Gloeden e al pittore Otto Geleng che con i loro quadri dipinti e con lo sfondo dell’Etna innevata e fumante che declina sino al mare turchese di Giardini, Naxos e Recanati, e allo stupendo panorama mozzafiato del Teatro Greco Antico, del Santuario della madonna della Rocca e dalla Piazza IX Aprile, fecero il giro del mondo.

I primi tempi della mia vita lavorativa non ho trovato difficoltà, alloggiavo in una delle camerette del balconefiorito.JPGMiramare adibite ai dipendenti, poi col tempo andai ad abitare qualche anno da mia sorella Gianna che mi teneva come un principe. Nel frattempo ogni mattina presto, andavo a lezione di violino dal Prof. Averna, mentre nei pomeriggi dalle 15 alle 17 studiavo in privato col Prof. Bucinì, in Via Giardinazzo. La mia vita è stata molto intensa e non ho mai tralasciavo nulla al caso e quando ebbi la possibilità, andai ad abitare in un appartamentino da solo. La sera dopo il lavoro, mi recavo dal mio amico Enzo Pardo proprietario di un piccolo albergo al Corso a dargli una mano al ricevimento e spesso lo sostituivo anche di notte. Era un turismo elitario proveniente da tutta Europa, in particolare modo dall’Inghilterra, dove la prima nobile presenza Inglese fu Lady Florence Trevelyan, figlia del Barone Spencer, inviata in esilio dalla Regina Madre Vittoria, che fece di Taormina la sua residenza abituale, sposando l’allora Sindaco Salvatore Cacciola.

Fu Lady Florence che acquistò quel gioiello di Isola Bella (donato in precedenza alla città di Taormina dal Re Ferdinando I di Sicilia), e ad aver creato quel famoso “giardino fiorito” adornato di casette caratteristiche e torrette orientaleggianti ancora oggi ben tenute e donate alla città che ne fece il “giardino pubblico di Taormina”. In seguito, oltre al re Edoardo VII, altri conquistarono la bella Taormina, tra questi il Kaiser Guglielmo di Germania e regnanti di tutta Europa e dalla lontana Russia arrivarono a svernare per lunghi soggiorni nell’amena e dolce località, culla mondana e di Belle Epoque: Zar, Zarine, Granduca, Arciduca, Principi e Principesse e dalla Sicilia anche la famiglia Florio amici della Zarina Aleksandra Fedorovna Romanova, consorte dell’ultimo Zar Nicola II. Ben presto, Taormina divenne famosa, non solo per la presenza di regnanti e nobili, aristocratici, intellettuali ma, anche per la presenza di grandi magnati, banchieri, prestigiosi artisti scrittori di tutto il mondo, che soggiornavano per lungo periodo, sia per le sue bellezze paesaggistiche, per i suoi panorami variopinti, ma anche per la sua permissività, per la sua trasgressione, per i suoi dotti cenacoli taorminesi, in cui efebi locali e ancelle erano al centro delle “scene” per il mito d’Arcadia e per la sua sfrenata dolce vita; definita nel suo libro “Taormina Segreta -La Belle Epoque” dello scrittore giornalista Avv. Dino Papale noto a Taormina per aver fondato anche lo “Women’s Tennis Association” ben inserito nel giardino pubblico, e sposato con una nota tennista di fama internazionale, deceduta qualche anno fa e dallo scrittore catanese Massimo Simili, che nel suo libro ”I pazzi di Taormina”, descrive un periodo in cui non passava giorno che a Taormina, non accadesse qualcosa di “folle”grazie ai suoi estrosi e famosi frequentatori che durante le notti, creavano libertinaggio, tanto che Taormina fu definita anche la “Perla dello Scandalo”. In quegli anni sorsero alcuni alberghi di lusso e case di charme, gestiti da colti imprenditori e famiglie benestanti locali che trasformarono il Borgo Medievale in un paese di

commercianti, albergatori e costruttori che intelligentemente nel tempo costruirono anche una scuola alberghiera che sfornava ottimi artigiani e professionisti che venivano occupati subito nei vari alberghi, pubblici esercizi e locali notturni. Durante la seconda guerra mondiale, Taormina era anche sede del Comando tedesco della Wehrmacht e il 9 luglio del 1943, giorno del Patrono San Pancrazio, mentre al San Domenico era in corso una riunione dell’alto comando tedesco, la città subì due devastanti bombardamenti aerei alleati che distrussero parte della zona sud e persino un’ala del famoso Albergo, antico monastero domenicano del 4cento, trasformato in uno degli alberghi più belli del mondo. Dopo la guerra, Taormina riprese il suo cammino e fu proprio il Caffè Concerto “Mocambo”, creato dall’estroso play boy di Taormina Roberto Fichera (noto Robertino) che assieme agli amici, Dino Papale, Egisto e Chico Scimone, creatori del famoso Night Club “La Giara” proseguirono il cammino di quella dolce vita iniziata con la “Bella Epoque”. (segue la terza parte).

 

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Eolie & Turismo: Stromboli e Taormina a Confronto. (prima parte).

Nel territorio della nostra “Bella Italia”, resistono ancora al tempo, alcune meravigliose località centenarie che nonostante la vetusta età, hanno fatto la storia del turismo d’Elite italiano. Molte altre località turistiche di prestigio degli anni cinquanta in poi, hanno catalizzando un eccellente flusso turistico internazionale, che non ha neppure sfiorato, l’antico fascino di quelle storiche. Tra queste le più privilegiate e amate da un pubblico elitario di grande prestigio mondiale si trovano: Venezia, Cernobbio, Portofino, Rimini, Sirmione, Rapallo, Santa Margherita Ligure, Viareggio, Napoli, Amalfi, Sorrento, Positano, Ravello, Capri, Ischia, Taormina e Cefalù. Mentre, le meravigliose Isole Eolie turisticamente sdomenico.JPGnate dopo gli avventi cinematografici di Vulcano e la “Perla Nera” Stromboli, (come ha affermatola Sig.ra Rosaria Cincotta, potrebbero vivere di solo turismo, soprattutto la “sua” Stromboli che col solo”Iddu”, considerato (da lei) il più grande spettacolo del mondo, lavorano soltanto due mesi l’anno.La Sig.ra Rosaria Cincotta, qualche tempo fa, recatasi in vacanza a Taormina, si rese conto e ha tenuto a precisare che in quella località, pur non avendo “niente di straordinario…” lavorano 12 mesi l’anno.

A Taormina, continuala Sig.raRosaria, gli imprenditori sono persone intelligenti, in inverno, si può arrivare con poco, mettono a disposizione navette gratis (da noi per arrivare all’osservatorio ci vogliono 50 euro) per andare in paese, calano i prezzi dei ristoranti, dei bar…Dovremmo metterci d’accordo per far vivere la nostra meravigliosa isola tutto l’anno. Eppure abbiamo la ricchezza e non la sappiamo sfruttare. In questi giorni “Iddu” sta dando il più grande spettacolo del mondo. Ma senza spettatori… (Così terminala Sig.raCincottanel suo breve articolo pubblicato giovedì 10 gennaio sul Notiziario delle Isole Eolie di Bartolino Leone).La Sig.ra Rosaria, ha scritto amorevolmente il suo pensiero ma, con una punta di risentimento, dimostrando però il suo forte attaccamento per l’Isola di Stromboli che, personalmente apprezzo quale Isola turistica balneare ben organizzata, selvaggia, accogliente e con grande impegno professionale di tutti gli abitanti che hanno saputo curare nei minimi particolari il comparto turistico. Anchela Sig.ra, Aimèe Carmoz ha scritto alcuni giorni fa, sempre sul Notiziario di Bartolino Leone del mancato progetto di “Parco dei Vulcani” forse arenato per la “dimenticanza” di personaggi di quel turismo Eoliano ancora in cerca d’autore. Pur rispettando la personale opinione della Sig.ra Rosaria Cincotta, non sono però d’accordo su quanto da lei affermato, che “Taormina non ha niente di straordinario…”.

La mia non vuole essere una polemica o fare un paragone, in quanto le due località in questione, sono completamente diverse, ed a questo proposito, poiché ho vissuto molti anni nel mondo del turismo di quella meravigliosa cittadina, anche se, descrivere le bellezze di Taormina, non basterebbero alcuni libri, vorrei esprimere il mio pensiero. Era un freddo pomeriggio da cani quel lontanissimo giorno di gennaio, di tantissimi anni fa, quando con la mia valigia di cartone, bagaglio delle mie speranze, scesi dal treno alla stazione di Taormina Giardini. Giovanissimo, proveniente da Lipari, mi trovai davanti all’arco di Porta Messina. Frastornato e incredulo, camminavo tra una moltitudine di persone elegantemente vestite che parlavano lingue straniere, che incuranti del freddo pungente, curiosavano nelle splendide, raffinate boutique griffate dei maggiori stilisti internazionali, ricchi negozi di antiquariato, di ferro battuto, di ceramica artistica lungo tutto il Corso Umberto I. Un chilometro di autentico salotto storico artistico che conduce alla Piazza IX Aprile, Torre dell’Orologio, Piazza Duomo fino all’Arco di Porta Catania. Non credevo ai miei occhi di giovane isolano appena arrivato nel mondo del turismo, a camminare in questo nobile lembo di terra storica Medioevale, considerata una delle piccole città più belle, accoglienti e raffinate dell’intera Sicilia. Finalmente, con la mia inseparabile valigia, trovaila Salitade Luna, una viuzza stretta di Corso Umberto I, fatta di scalini in salita, dove ero atteso da mia sorella Gianna.

Era la prima volta che lasciavo il mio paese, la mia famiglia, i parenti e gli amici. L’indomani mattina, molto presto, attraverso il dormiente e solitario Corso Umberto e mentre gli spazzini lo pulivano, mi recai al primo appuntamento di lavoro per prendere servizio al Grand Hotel Miramare. Ho trascorso 15 anni in quel meraviglioso mondo. In quel lasso di tempo e col senno di poi, grazie alla Sig.ra Rosaria che mi ha riportato indietro di 40 anni, ricordo d’aver imparato a conoscere la professionalità nel lavoro, il bel vivere, il bel vestire, godere la vita, ad amare giorno e notte intensamente questa meravigliosa cittadina Medioevale, trascorrendo gli anni più belli della mia passata gioventù. Taormina di allora era un’autentica bomboniera della dolce vita, frequentata da reali, nobili, scrittori, poeti, artisti, attrici, attori, pittori, poeti, musicisti, militari, covo di spie ed anche di Boss mafiosi indesiderati in America e inviati in Sicilia. Taormina equivaleva allora, come ancora oggi, di essere in ogni angolo del mondo. Alcune località nascono con una vocazione e la conservano per sempre, comela Perladella Sicilia, consacrata dai Normanni come località di villeggiatura residenziale, costruendovi bellissime ville e dimore circondate da bellissimi giardini, ancora oggi esistenti e ben mantenute.

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fdambrapiccola.jpgdi Felice D’Ambra

La LungaNottedel Fuoco.

La lunga notte del gran falò in onore di Santo Antonio Abate protettore del fuoco e di animali, si festeggia con le accensioni di grandi fuochi, la notte del diciassette gennaio, per scaldare e infiammare i cuori degli abitanti di quei paesi a carattere prevalentemente agricolo pastorale della Penisola. Mentre nel piccolo borgo abitato da poche anime di questo paesaggio antico, aspro, ricco di fascino particolare raccolto nel suo piccolo centro la festa del fuoco, ha una grande risonanza, nel cuore di ossidiana dell’alta Marmilla in Sardegna.

Situato tra il monte Arci nell’antico Villaggio nuragico di Masullas e nel paese del Museo dell’Ossidiana di Pau, il piccolo borgo di Nureci, accende in piazza il grande “fuoco in onore del Santo” mentre al suono di ancestrali strumenti di tamburi e Launeddas ballerini nei tipici costumi, si esibiscono nella piazza gremita di visitatori forestieri che sanno apprezzare i canti e balli della tradizione propiziatoria per una migliore agraria, e per allontanare l’ombra dello spopolamento in atto come avvenuto negli anni cinquanta, e che a causa della grande crisi, riapparsa da qualche tempo, spaventa genitori, mamme, mogli e figli. Nel paese dove le piccole case addossate sono di pietra e le stradine sono acciottolate, ogni passo è una nota musicale.

Tutto il piccolo borgo è costruito con pietre sonore, e quando nel silenzio della notte furtive coppie passeggiano, si ha la sensazione di essere circondati dall’eco delle pietre. Sembra di percepire il magico sussurro musicale del maestro di San Sperate, lo scultore delle pietre musicali esposte a Parigi, Pinuccio Sciola, il famoso artista che dal cuore delle pietre, sfiorate dalle sue mani, estrae le note musicali per la festa dei “chentos fogos” dell’alta Marmilla, le montagne sonore della famosa pietra nera “Ossidiana”. La lunga notte del fuoco di Santu Antoni si perde nella notte dei tempi, sin da quando non si conosceva il fuoco e la leggenda o credenza  popolare narra che il Santo Antonio protettore degli animali, impietosito dal freddo che pativano gli abitanti, decide un giorno di recarsi all’inferno per rubare il fuoco a Satana per donarlo ai popoli abitatori della terra. Il Santo Patrono è venerato e festeggiato con grandi falò alti sino al cielo, anche nelle piazze dei paesi di Barbagia di Ollolai, Belvì, Seulo, Ogliastra e sino al mare del Golfo di Orosei in Baronia. Anche, a Romala Città Eterna, nella famosa “Piazza San Pietro”, il Santo è gli animali vengono benedetti come in altre parti d’Italia, dove la festività di Sant’Antonio Abate, festeggiata in allegria con danze attorno al fuoco, è considerata una ricorrenza molto sentita, soprattutto nelle comunità contadine come elemento bene augurante e di buon auspicio.

Nell’arcaica Sardegna de l’Isola magica che danza, creata dall’Assessore al Turismo Luigi Crisponi: “Su fogu de Santu Antoni”il Carnevale dei Mamuthones di Mamoiada,la Sartigliadi Oristano (di antiche origini spagnole),la SS. Pasquadi Orgosolo e Oliena,La Festadi Sant’Efisio di Cagliari, Sant’Antioco,la Vergine SS.Madonna di Bonaria, San Simplicio di Olbia,la Cavalcata Sardadi Sassari,la Tonnaradi Carloforte il “Trenino Verde Turistico” che lo scrittore inglese David Herbert Lawrence, nel secolo scorso viaggiò attraverso un emozionante viaggio nella natura incontaminata della più affascinante tratta “Mandas, Seui, Gairo Taquisara, fino ad Arbatax”, sono considerate come eventi caratteristici di grande importanza turistica, inserite nel prestigioso calendario turistico regionale. Con la festa della lunga notte de “Su fogu de Santu Antoni” e con la prima vestizione e uscita dei Mamuthones, ha inizio in Sardegna il tradizionale carnevale che a differenza dei famosi della Penisola, si avvale di orripilanti maschere che rappresentano i riti della tradizione contadina pastorale dei paesi del Gennargentu e delle varie Barbagie. Mentre scrivo, ricevo comunicazione che a causa abbondanti nevicate cadute sulle zone descritte, alcune manifestazioni sono state rinviate alla fine di questa settimana.

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Lipari & L’Uomo del Turismo.

Potrebbe anche trattarsi di un aneddoto, oppure di una storiella nata apposta nel corso a Lipari. Sta di fatto che la storia di quest’uomo del turismo non è neppure fantasia ma una’incredibile realtà da raccontare ai giovani rampolli liparoti e non, impegnati nell’imprenditoria turistica isolana.

Lo conosco da una vita e lo considero un “Mito”. Egli è un autentico personaggio d’altri tempi ma, sempre attuale con i tempi in atto e da isolano di scoglio, è abituato a navigare continuando nel suo girovagare nelle fiere turistiche delle Capitali europee a propagandare le bellezze della “Sua Lipari”, città natale e sua residenza abituale. Chi avrebbe mai immaginato che quest’uomo chiamato Aldo Natoli, tra le sue carte e i suoi progetti geometrici, avrebbe trovato tanto amore per il delicato settore del comparto turistico.

La stessa magica parola, accomuna la carismatica personalità di Aldo forse, non compreso dalla comunità Eoliana, forse non conosciuto dai nuovi giovani liparoti, anche perché nessuno ha mai seguito quest’uomo, a parte i pochi albergatori di Lipari tra i quali, Anselmo e Mariella Fiorentino – Urso, il carissimo amico Nino Costa ed altri e la giovanissima figlia Roberta che ha sempre seguito con molta attenzione quel turismo di nuovi milioni di cittadini in movimento dell’era dei popoli emergenti interessati all’Europa quale: Mongolia, Cina, India, Brasile e Paesi del Nord Europa, che hanno fame di conoscere vizi, virtù, saperi e sapori e saper apprezzare soprattutto la cultura, bellezze del nostro Bel Paese e Isole Sicilia e Sardegna, chiedendo ai Tour Operator location di prestigio, alta professionalità e servizi turistici di qualità. L’amico Aldo Natoli è talmente preciso e puntiglioso che per essere puntuale agli appuntamenti fieristici e predisporre sul ”Desk” le bellezze uniche dell’Arcipelago di Lipari (Patrimonio dell’Umanità Unesco), usa anticipare di qualche giorno la partenza da Lipari, soprattutto quando da buon isolano, annusa l’aria burrascosa e l’incertezza della partenza, causata da un porto in sicurezza, mai nato.

Editore per diletto o per mestiere e di varie pubblicazioni, è anche autore della rivista “Arcipelago In” che nel tempo ha fatto il giro del mondo, portando agli Eoliani sparsi ovunque, le notizie del suo notiziario cartaceo. Aldo Natoli, oltre ad essere stato anni fa Assessore al Turismo del Comune di Lipari, ha anche al suo attivo l’organizzazione di vari congressi svoltesi in città e dintorni. Egli come me, non è più un ragazzo di Marina Corta o di San Pietro ma, come un giovane imprenditore imperturbabile, continua nei suoi viaggi a peregrinare all’estero e da una città all’altra; con dedizione a mantenere intattala Suamissione di vita; e da attento segugio segue il fiuto dell’orientamento turistico, col preciso d’infondere agli imprenditori di riportare a Lipari quel turismo di una volta che vent’anni fa e più si è infranto sui faraglioni del canale di Vulcano, perdendo la strada maestra, e con essa la bussola dell’orientamento turistico.

Nel mio lungo girovagare nelle varie Fiere turistiche internazionali, B.I.T. di Milano, Ferien Messe di Vienna, World Travel Market di Londra, Salon Mondial du Turisme a Parigi e I.T.B. di Berlino, visitando gli Stand, ad un tratto vidi davanti ai miei occhi lo Stand “Comune di Lipari” mi fermai di scatto e una grande commozione di piacere mi assalì quando incontrai per la prima volta e dopo tantissimi anni, gli amici del mio paese natio: Aldo Natoli e Gilormino Casali, l’Eolian tedesco che vive nella Capitale della Germania Unita a Berlino. Ogni qualvolta mi recavo a Berlino era un dovere recarmi a salutare il nostro comune amico e “leggendario” Vittorio Imparato, Presidente e fondatore nel 1975 di International Award Of Tourism “Golden Helm” autore del suo ultimo lavoro “The Golden Book”, dove racconta 25 anni di storia del turismo mondiale. Tuttala NazioneItaliaoccupava la storica Halle N° 25, dove il magnifico Stand d’Imparato, era un continuo via vai di personaggi del prestigioso mondo turistico.

Era l’anno del Campionato Mondiale di Calcio “Italia90”, quando in quella Halle 25, venne istituita per la prima volta a I.T.B. Berlino, la magnifica “Piazza Italia” visitata da tutti gli operatori turistici internazionali e non, soprattutto per ammirare la mitica “Ferrari Rossa” del cavallino rampante di Maranello, in bella mostra e per ascoltare il concerto dell’orchestra a Plettro di Taormina diretta dal grande Maestro Chico Scimone. Il mitico uomo del turismo, il carissimo amico Aldo Natoli, durante la fiera, in una sala del Centro Congressi (I.C.C.) affollata da un pubblico selezionato di esperti del turismo mondiale, ed in un’emozionante cerimonia, egli ebbe l’onore di ricevere dall’allora Presidente Manfred Renz, l’ambito premio Internazionale del turismo “Golden Helm Award”.

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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

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Lipari & La Festa della Befana 2013.

Oggi è il 6 gennaio 2013, festa di Epifania, chiamata Befana, indegnamente rappresentata come una vecchia brutta, sdentata, e nasutabefana9.jpg che a cavallo di una scopa, vola spaventosa nell’alto dei cieli a portare doni ai bambini e gioia agli adulti.

Certamente non farebbero i grandi fuochi nelle piazze di città e di quei paesi soprattutto a tradizione agricola, che come da consuetudine nostrana e non solo, depongono sulla cima il fantoccio che rappresenti la Befana e dove il più anziano del paese dà l’avvio all’accensione del grande falò.  E così, paese che vai usanze che trovi, col falò si dà il via ai canti e balli attorno al fuoco come da tradizione e con l’auspicio che il nuovo anno porti via il vecchio e che il nuovo appena iniziato porti tanta fortuna, prosperità e con l’augurio che la terra dia un ricco e abbondante raccolto.

La Befana rappresentata con la scopa, era una figura tipica di alcune Regioni italiane, diffusasi poi in tutta la Penisola ed appartiene alla figura folcloristica dispensatrice di doni, legata soltanto alla festività natalizia.

Secondo il mio parere, visto che ovunque nel mondo vi sono repentini cambiamenti, sarebbe il caso che a partire dal prossimo anno gli stilisti internazionali rappresentassero una nuova e brillante Befana per la festa di Epifania che non terrorizzi grandi e piccoli, come da questo video di presentazione inviatomi da mio cugino Armando dall’ottava Isola delle Eolie, ovvero l’oltre oceanica Australia, abitata anche da migliaia di nostri conterranei, che come noi sarebbero felicissimi di vedere una nuova, futura e moderna Befana più consona al mondo di oggi, visto che in avvenire non si sa dove andremo e come andrà a finire.

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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdamabranatale.JPGdi Felice D’Ambra

Mercatini di Natale (Monaco di Baviera).

Dopo la Capitale Berlino, attraverso l’autostrada dell’Europa Unita Berlino Palermo e in Baviera, attraverso la città Lipsia è d’obbligo una breve tappa nella città di Norimberga, che per la festa dell’avvento di Natale e decorata e illuminata fino all’Epifania. Respirare qui il vero spirito natalizio con lo sfondo panoramico della stupenda chiesa gotica di Frauenkirche che diffonde nell’aria le magiche musiche natalizie di Stille Nacht, White Christmas visto che tutto intorno è imbiancato creando un’atmosfera surreale ed emozionante. Nella grande piazza Hauptmarkt del presepe illuminata a festa i diversi e suggestivi mercatini, spandono nell’aria l’aroma delle salsicce e prodotti tipici alimentari e del Gluhwein (Vin Brulè), rendendo lo shopping natalizio del ricco artigianato di manufatti di vetro soffiato, presepi e angeli dorati in legno, cuoio, tessuti, guanti in pelle, cappelli, libri, candele, ceramiche artigianali, che assieme alle specialità gastronomiche, sono tra i più interessanti dell’artigianato francofono unico della Germania dell’Alta Baviera.

Da Norimberga alla Città di Monaco di (BMW), Bayerische Motoren Werke, di Oktoberfest, del Castello di Schonbrunn, del Deutsches Museum  von Meisterrweken der Naturwissenschaft und Technik (si tratta del più grande Museo al mondo di scienza e tecnologia), tra i più visitati in Germania come di grande importanza è “L’European Patent Covention”, il Palazzo dove rilasciano i brevetti. Ho avuto modo di entrarvi per salutare una mia amica impiegata e che vive a Monaco dal lontano 1990. La magnifica Marienplatz è famosa per il suo Mercatino di Natale, chiamato di Gesù Bambino (Christkindlmarkt), aperto dall’ultima settimana di novembre. Nella grande piazza un alto albero di Natale, adornato da migliaia di candele e da un tripudio di luci e fili dorati che luccicano sulle bancarelle di legno addobbate di ricche prelibatezze e specialità gastronomiche di ogni genere da gustare sul posto, come il pane tipico (Bretzel) e antichi sapori dei dolci tipici natalizi Lebkuchen, i dolcetti speziati al marzapane, il tipico Stollen, gli Schweinswurstin (salsicce di maiale o i Weisswirst, salsiccia bianca di vitello e tante altre specialità tipiche locali. Per scaldarsi dal freddo intenso e pungente è d’obbligo gustare l’ottimo Gluhwein (Vin brulè) o le caldarroste di qualche italiano che sono ancora molto gradite dai visitatori.

Sulle bancarelle sono esposte e in bella vista le ricche lavorazioni artistiche di ceramica e porcellana dipinta a mano, statuine di legno, feltro, decori floreali, pastorelli di creta per presepi come da tradizione napoletana, cristalleria varia, madonne di cera dentro le campane di vetro come si usavano una volta nelle nostre antiche case di campagna e del centro storico e forse, in qualcuna di queste se ne trovano ancora oggi e ben conservate.

Nella città di Norimberga e come in altre città di Baviera anche Monaco, che dopo Berlino e Amburgo è la terza città più importante e popolata della Germania meridionale, conserva uno storico presepe vistabile nel cortile del Municipio, mantenendo intatte le tradizioni del folclore bavarese ancora molto in uso. La città dell’alta Baviera è ricca di immensi parchi, musei, chiese barocche e naturalmente ricca dell’alta quantità di consumo di birra soprattutto durante la grande manifestazione di Oktoberfest di ottobre, che richiama a Monaco di Baviera un’alta concentrazione turistica proveniente da tutto il mondo. Monaco di Baviera è la città natale di Papa Benedetto XVI, dei Reali di una volta e del principe Maxmillian. Apprezzo questa medioevale magnifica e moderna città ricca di teatri, cinema, Night Club, Cabaret internazionali. Una città raffinata ed elegante, che sa mantenere intatte anche le antiche tradizioni. L’ho visitata e goduta a lungo, di giorno, di notte e secondo il mio parere, giudico che la Città di Monaco di Baviera, detiene le migliori boutique di tutti gli stilisti di fama internazionale dove è molto apprezzato tutto ciò del “Made and Style of Italy”.

Naturalmente anche altri negozi d’abbigliamento e di ogni altro genere, soprattutto di antiquariato, negozi di pastorelli, statue di madonne e immagini sacre, ristoranti di alta classe, bar, esercizi pubblici in genere ben curati e ben serviti da un’alta professionalità di uomini e donne che niente hanno a che fare col resto della Germania unita. Durante la mia presenza ho frequentato la Galerie Kaufhof a pochi passi da Marienplatz, un centro commerciale con ristorante annesso e dove mi recavo spesso all’ora di pranzo per curiosare nel ricco menu e buffet ben organizzato con una cucina di alta classe internazionale a consumare uno spuntino, ma anche per trascorrere il tempo. Con amici ho frequentato alcuni ristoranti di lusso e devo ammettere di essere stato soddisfatto sia dell’eccellente servizio e lo stesso dell’alta raffinatezza degli alimenti cotti alla perfezione. La medioevale città di Monaco però non ha una movida notturna come Berlino, l’unica lacuna, ma in compenso detiene un cinema che proietta solo film in lingua italiana, molto frequentato dalla mia amica Inge che imparava così l’italiano.

L’atmosfera che si respira a Marienplatz è magica, come è meraviglioso ascoltare i melodiosi canti del Natale che provengono tutti i pomeriggi dai balconi del Neue Rathaus che fanno richiamo al Rathaus – Glockenspiel, l’antico orologio carillon della torre, ornato di statuine in movimento circolare che suona a determinate ore del giorno e che racconta la storia della città di Monaco di Baviera. I Mercatini di Natale in Baviera e in tutta la Germania da soli meritano una gita turistica da non perdere per capire veramente la tradizione del Natale di Germania, da quando nel 1500 circa Martin Lutero introdusse l’usanza di fare dei doni ai bambini il giorno di Natale. Prima di lasciare Monaco di Baviera e Marienplatz, sarebbe utile visitare il famoso mercato degli alimenti (Viktualienmarkt ), aperto tutti giorni tranne la domenica dalle ore 09 alle 22, da restare semplicemente incantati.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-12-28T09:06:47+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra. Auguri

fdamabranatale.JPGdi Felice D’Ambra 

Lipari & Festività Natalizie. Oggi siamo al 24° giorno di dicembre del 2012, la vigilia della magica Natività di Gesù.

In silenzio per non turbare l’atmosfera natalizia di quanti si stanno preparando in famiglia uniti per trascorrere insieme a parenti e amici per consumare in Pace il Cenone e poi per seguire la SS. Messa officiata alla Cattedrale di San Bartolomeo da Mons. Gaetano Sardella.

Colgo il momento d’inviare i miei sentiti Auguri di Buon Natale, di una scintillante notte di San Silvestro e un meraviglioso inizio di Nuovo Anno, al Direttore Bartolino Leone e Consorte Dott.ssa Ludy, al mitico Avv. Leone Dott. Salvatore e a tutta la famiglia Leone di Lipari e parenti della Penisola.

Un grande Augurio di Buone Feste al Web Master Massimo Pagliaro, a tutta la Redazione, agli opinionisti, collaboratori e ai dilettanti che scrivono allo sbaraglio sul Notiziario online delle Isole.

Un grande Augurio ai miei parenti e cari amici in Australia, Taormina, Lipari, agli amici Eoliani e non sparsi nel mondo, a liparoti ed Eoliani delle Eolie.

Un grande ringraziamento e Auguri agli amici dell’Associazione SS.Cosma e Damiano per quanto fanno per Lipari, a tutti gli amici e non di LIPARI WIRTUAL BAR, in particolar modo alla mitica Aurora Beninati e Piero Roux.

Un grande Auguri al Sig. Sindaco di Lipari Marco Giorgianni e a tutta l’Amministrazione comunale in generale.

Un grande Augurio affettuoso al Maestro e Poeta Giovanni Giardina, mamma e consorte.

LA NOTA PRECEDENTE. Viaggio Turistico nel magico mondo dei Mercatini di Natale (Berlino).

Approfitto di questo viaggio turistico attraverso i mercatini per dare un passaggio ai miei carissimi amici di sempre: Gilormino e Katherine Casali, nevesardegna.JPGAldo e Roberta Natoli. Assieme a loro, ricordare un nostro leggendario amico di ventura che da alcuni anni ci ha lasciato per una nuova vita. Abbiamo trascorso per tantissimi anni e condiviso nel suo Stand all’ITB di Berlino, all’Hotel Schwarzerof e al Grand Hotel Steglitz International, meravigliose Cene di Gala, serate danzanti, soddisfazioni e momenti emozionanti, in un ambiente mondiale insieme  all’indimenticato amico Vittorio Imparato, creatore del “Golden Helm Award of Tourisme”. Auguro ai miei cari amici e loro famiglie, l’espressione dei miei migliori Auguri di Buon Natale, di una scintillante Notte di San Silvestro e di Buon inizio di Nuovo Anno, ricco di soddisfazioni, ricchezza di salute, serenità e con l’augurio di trascorrere ancora una volta, vi saluto con un – Auf Wiedershen, in “ITB BERLIN 2013”.

La magica Atmosfera dei mercatini di Natale di antiche usanze delle lontane Nazioni del Nord Europa, di quei paesi dove la luce del sole è una chimera e le pareti interne delle case sono dipinte di giallo per avere la sensazione della luce. La Svezia del profondo Nord ricorda l’importante tradizione del 13 dicembre come la notte più lunga dell’anno e la sfilata di Santa Lucia per festeggiare il ritorno della luce e l’inizio del nuovo giorno più luminoso. E così col ritorno alla luce, hanno inizio i popolari e numerosi mercatini delle festività natalizie addobbate nelle piazze con ricche e pregiate di esclusivo artigianato come di alimenti genuini di alta ricercatezza gastronomica. Dalla fine dell’ottocento e ancora oggi, nelle piazze cittadine sono in bella mostra, gli antichi mestieri e le scene di vita svedese dei secoli passati.

Col passare degli anni, dalla grande Russia degli ultimi Zar e Michail Gorbaciov padre della Perestrojka, l’influenza della cultura dei mercatini di Natale, si sposta al centro d’Europa, e trova nel regno di Germania e Austro Ungarico sino al magico scenario e Tempio dei Mercatini di Natale di Trento, Alto Adige e Sud Tirolo, le manifestazioni dei Mercatini più importanti del mondo. Grandi Alberghi cinque stelle lusso, quattro stelle e tre stelle delle Capitali Europee e Città Top, accettano proposte di viaggio di pacchetti turistici a tariffe competitive che sono l’occasione per fare regali originali, acquistare addobbi introvabili, godere delle atmosfere natalizie, lanciate dai Tour Operator, Agenzie di Viaggio e Compagnie Aeree low cost, che trasportano i visitatori alla scoperta di queste Città meravigliose, ricchi di mercatini, cultura, arte, storia e movida notturna come: Parigi, Londra, Barcellona, Monaco di Baviera, Vienna, Amsterdam, Praga, Stoccolma e Berlino, per la classica festa dell’Avvento di Natale e per trascorrere l’ultima notte di San Silvestro.

Berlino è una città all’avanguardia, celebre per la movida notturna, ricca di eventi e non solo, è definita la Capitale di Europa Unita. La Città di Alexander Platz, dello storico KA DE WE che al pari di HARRODS di Londra e dell’antico GUM della Piazza Rossa di fronte Cremlino di Mosca, sono delle vere Capitali europee dello Shopping mondiale, capaci di attrarre un grosso flusso turistico internazionale esplosivo, soprattutto in queste ore proprio durante magico periodo dell’Avvento. La Capitale della Germania Unita, ospitando i vari e innumerevoli mercatini, che diffondono la suggestiva musica natalizia delle zampogne e cornamuse tra i più famosi e suggestivi, quello delle centinaia di chalet di legno che accolgono i visitatori con l’ottimo Gluhwein (Vin Brulè) e i loro prodotti artigianali, concerti vari e rappresentazioni medioevali nella vecchia città di Spandau nella periferia, come quei mercatini ricchi di manufatti, sculture e specialità culinarie create dai migliori Chef internazionali che sono i veri protagonisti dei mercatini di Natale di Postdam, Pankow e di Gendarmenmarkt nel centro storico di Berlino che vanta un’affascinante tradizione natalizia che si protrae fino all’Epifania.

Durante le manifestazioni natalizie, le Vie e le piazze del centro sono illuminate per vivacizzare ancora di più l’atmosfera dei mercatini sparsi ovunque, quando a sorpresa uno spettacolare carro festoso di canti natalizi e carico di un gigantesco “Stollen” tipico panettone tedesco, attraversa le larghe Vie per fermarsi nel fantastico Viale Ku’Damm (Kunfursterdamm Viale del Principe), come un richiamo per essere offerto ai visitatori e turisti, come di grande richiamo è il maestoso albero di Natale illuminato a giorno sistemato nella Charlottenburg – Wilmersdorf, che assieme all’albero della Festa delle Luci e non solo, fanno di Berlino, una delle grandi Capitali di attrazione turistica Internazionale di prestigio, balzata prepotentemente al terzo posto della classifica turistica mondiale.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambra. Auguriultima modifica: 2012-12-24T13:38:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

di Felice D’Ambra

bnatale2.jpgTurismo Sciistico tra i Mercatini di Natale del trentino.

In questo periodo di crisi turistica generale, una leggera soddisfazione viene dai Mercatini Natalizi.

Trento, Merano Bolzano, sono località turistiche di eccellenza dove il turismo è conosciuto e apprezzato e dove gli imprenditori turistici professionisti sanno come attirare il flusso turistico Internazionale e sanno sfruttare le bellezze di una natura meravigliosa. Grazie anche ai Mercatini Natalizi che di anno in anno sono cresciuti numerosi in tutto il territorio del Nord da Riva del Garda a Vipiteno e territorio alpino del Sud Tirolo. I magici Mercatini di Natale di Trento sono ospitati in autentiche casette tipiche di legno (come quelle di Merano Bolzano e di altri paesi vicini). Fortunatamente dai primi giorni di dicembre, come per magia e in aiuto al turismo, è caduta abbondante candida neve che ha imbiancato ed abbellito il verde territorio di manto bianco per renderlo ancora più affascinante.

E’ così, finalmente con la neve al gran completo, la kermesse turistica, volano economico di tutto rispetto che coinvolge oltre i Mercatini di Natale, le stazioni sciistiche, gli alberghi, tutti gli operatori turistici del settore e quanto vi ruota attorno di quell’atmosfera natalizia che finalmente dopo la sofferenza della crisi, gli imprenditori potranno tirare un sospiro di sollievo e trascorrere con soddisfazione, almeno sino all’Epifania. Certamente i mercatini di Natale sono un’autentica attrazione di coinvolgente e suggestiva atmosfera natalizia di tutto rispetto nell’intero arco alpino italiano e non. Gli imprenditori turistici del Trentino e Alto Atesini, hanno la Cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità, e da seri professionisti quali sono, assistono migliaia di turisti provenienti da tutta Europa. Gli stessi organizzatori dei mercatini di Natale sanno come sfruttare quel turismo curato con meticolosa sapienza e dedizione, esponendo quanto c’è di meglio di artigianato locale e di prodotti tipici di alta gastronomia e quant’altro, offrendoli in modo ospitale agli attenti visitatori Internazionali, fiduciosi della loro cultura turistica. L’Amministrazione comunale, insieme agli imprenditori hanno saputo creare un’ emozionante e suggestiva atmosfera dei mercatini della tradizione natalizia, facendone un eccezionale appuntamento annuale di prestigio, ospitato nel magico scenario del centro storico di Trento, che è tra l’altro divenuto un punto d’incontro della cultura italiana e teutonica.

La città di Trento, dal 24  novembre giorno di apertura dei Mercatini, per l’occasione ha chiuso il centro storico al grande traffico per creare un itinerario obbligato in modo tale che le caratteristiche casette in legno addobbate e illuminate, possano essere tutte visitate dal pubblico cittadino e turisti. Da alcuni anni per dare ampio spazio alle richieste turistiche, i Mercatini di Natale di Trento resteranno aperti sino a fine dicembre, grazie anche al gemellaggio avvenuto lo scorso anno con la magnifica Città Olimpica “Innsbruck”, la Capitale alpina e del Tirolo che vanta meravigliosi e ricchi mercatini che accolgono centinaia di migliaia di visitatori provenienti da tutta l’Europa. Da alcuni anni, molti importanti Tour Operator italiani e stranieri, organizzano viaggi di gruppo e visto il momento di crisi con prezzi molto competitivi effettuati con comodi viaggi in Bus, in treno e Aerei di compagnie Low Cost per brevi e lunghi soggiorni, creando tra una città e l’altra dei brevi tour di mercatini natalizi.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-12-17T09:22:46+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambrapiccola.jpgdi Felice D’Ambra

Turismo & Mercatini di Natale.

Tutti gli imprenditori e organizzatori di Città e paesi della nostra penisola che nonostante la recensione, credono nella tipicità e bontà dei prodotti nostrani, e sperano nel contributo degli abituali visitatori locali e non, che come ogni anno, sono alla ricerca dei tipici mercatini e fiere di Natale. Quest’anno, in tutte le Regioni, gli imprenditori si sono predisposti fiduciosi e sperano in un’affluenza soprattutto di quelle persone che non possono spendere nei grandi gourmet e gastronomie di lusso, e comprare attraverso i mercatini tipici di Natale, i prodotti genuini di qualità tipiche delle nostre campagne a prezzi molto più contenuti ma di autentica tradizione italiana. Un altro contributo potrebbe arrivare dalle grandi nevicate, cadute abbondanti nei giorni scorsi nelle zone sciistiche del Trentino Alto Adige e dintorni che di conseguenza ha fatto anticipare di alcuni giorni l’apertura di quasi tutti gli impianti sciistici che di solito entravano in funzione per il Ponte festivo dell’Immacolata e della festa di Sant’Ambrogio Patrono di Milano.

Per la città di Milano la festa di Sant’Ambrogio, è l’avvenimento invernale più importante per i milanesi, in quanto la maggior parte degli abitanti, usa lasciare il centro per festeggiare il Santo Patrono sulla neve. Per l’occasione del ponte festivo, in Piazza Duomo e dintorni, vengono allestiti i famosi mercatini natalizi che insieme ad eventi benefici e mondani, che fanno bella mostra fino a metà dicembre, per la gioia di visitatori e turisti che affollano la Metropoli lombarda. Inoltre le bancarelle degli Oh bay Oh bay, propongono quanto di meglio c’è dell’artigianato, antiquariato lombardo e non solo, oggetti fatti a mano, leccornie gastronomiche gustate al suono delle cornamuse e ciaramelle. I festeggiamenti in onore del Patrono terminano con la sfilata del corteo storico in costumi d’epoca per ricordare la Milano Capitale e la “prima” del Teatro alla La Scala che quest’anno aprirà la stagione lirica 2012/13 col debutto del “Lohengrin” del grande compositore tedesco, Richard Wagner.  Attraverso i sentieri del nostro Bel Paese, ricco di autentiche tradizioni e di uno spettacolo fantastico da gustare lungo i percorsi da città, paesi e luoghi di antiche tradizioni popolari, come nel territorio della meravigliosa Campania, dove soltanto la sola Città di Napoli, è ricchissima di autentici artisti artigiani dei presepi, figure di pastorelli, della ceramica, come dell’arte della porcellana artistica di Capo Di Monte e del magnifico Monastero di Santa Chiara, senza parlare della gastronomia e dolci tipici in prima fina la famosa pastiera e struffoli. Molto interessanti sono i mercatini di Natale esposti in buona parte dei paesi della Basilicata, soprattutto nella caratteristica Matera, la Città dei Sassi, scenario unico anche del presepe naturale d’incomparabile bellezza.

La città di Potenza, vive invece un’esperienza unica, come unica è la tradizione dei presepi che rappresentano l’Avvento del Natale. I mercatini organizzati ovunque nel resto della Penisola italiana, è un’occasione per tuffarsi nel mondo delle creazioni di alto artigianato, alla scoperta di nuove idee per la creazione di un regalo genuino, più bello, caratteristico da trovarsi sulle bancarelle illuminate e addobbate a festa e dove poter anche assaporare quei prodotti tipici e genuini di un tempo, diversi da Regione a Regione. La Sicilia con le sue nove provincie è una ricchezza unica di autentiche opere d’artigianato d’alto livello artistico in tutti i settori.  Ognuno per proprio conto, si lascia conquistare da profumi e sapori unici, in una cornice festosa, serena capace d’infondere quel senso di calda atmosfera e accogliente assaporando il magico suono delle zampogne e ciaramelle che unite al folclore locale, sono sensazioni uniche di una professionalità artistica, capace d’infondere ed emozionare. I tradizionali mercatini siciliani di Palermo, Catania, Trapani, Bari e di altre Città, rispettano e rispecchiano le proprie tradizioni popolari locali e del territorio, fatte di mostre e vendita di prodotti artigianali, dolci tipici di Natale e non, prodotti gastronomici d’alto livello della cultura del luogo e soprattutto giocattoli per bambini.

La Sardegna, esprime il concetto della fiera natalizia con tutti i prodotti tipici e pregiato artigianato della cultura sarda come è stato proposto per una settimana alla Fiera di Milano, che sarà ripetuta anche a Cagliari sino al 23 dicembre. Quest’anno, in via sperimentale il Comune ha deciso di spostare da Via Roma i mercatini natalizi e posizionarli esclusivamente nella magnifica Piazza del Carmine. Mentre continua ancora nei paesi dell’interno l’interessante manifestazione di Autunno in Barbagia, attive, nei fine settimana e sino al 16 dicembre con le famose “Cortes Apertas”, visitate da migliaia di turisti locali, regionali amanti della montagna e visitatori stranieri che sbarcano in Sardegna con i vettori low cost. Ad Olbia la città del futuro e porta della Costa Smeralda, i mercatini natalizi già in funzione da fine novembre, sono stati posizionati nel grande spazio del Vecchio porto, ora porticciolo turistico, quasi a pochi metri dal Comune e centro cittadino.

Incisiva e di grande interesse è ovunque il richiamo della grande autentica ricchezza gastronomica e di pasticceria capace d’incantare chiunque soprattutto nel meraviglioso periodo natalizio senza fare paragoni ed è sempre un piacere in ogni Città e paese che sia, visitare questi mercatini della nostra tradizione, come il presepe del mare di Marina Corta nella chiesa del Purgatorio di Lipari e il mercatino della Borgata Lami, organizzato dall’instancabile Saverio Merlino.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-12-07T09:54:48+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambrapiccola.jpgdi Felice D’Ambra

“La Ragazza del Web”.

Strano ma vero quello che è successo o meglio dire quello che s’è inventata una ragazza brasiliana di vent’anni già annoiata dalla vita e dalla miseria oppure per un intento ben preciso che ha deciso di pubblicare in internet, un annuncio a dir poco strepitoso ed incredulo per i frequentatori del web che hanno letto la notizia che la ragazza annunciava di vendere all’asta la sua verginità.

La ragazza è brasiliana ma di origine italiana che ha aderito sicura all’iniziativa del cineasta, motivata dal fatto che col ricavato dell’asta, avrebbe realizzato un progetto di case popolari per famiglie povere dello stato meridionale di Santa Caterina, in Brasile, dove lei è nata da una famiglia d’emigranti italiani. La ragazza di nome Catarina Migliorini sostiene di essere una ragazza “molto romantica” e ritiene che la sua scelta non abbia niente a che vedere con la prostituzione. L’asta online in dollari americani è iniziata a fine settembre, e si è conclusa il 25 ottobre scorso.

Il regolamento prevede che il vincitore dell’asta online dovrebbe restare anonimo, anche se della vicenda sarà tratto un documentario e che Catarina incontri il vincitore dell’asta che ha acquisito il diritto esclusivo di deflorarla a bordo di un aereo, durante una traversata intercontinentale tra l’Australia e gli Stati Uniti d’America. L’asta della verginità appartiene al progetto Wirgins Wanted, una specie di reality Show messo in atto dal film maker del cineasta australiano Justin Sisley. Un reality discutibile, definito dal suo creatore come un documentario adatto al 21esimo secolo, un esperimento antropologico, inconsueto che ha già sollevato moltissime polemiche nel mondo puritano.

I soldi dell’asta andranno tutti a Catarina, e la produzione non prenderà nulla, mentre il vincitore dell’asta, potrà trascorrere un’ora con la ragazza, potrà conversare, ma non baciarla e dovrà essere protetto durante l’amplesso. Caterina ammette di aver vent’anni, di essere responsabile del suo corpo e dice che non sta facendo nulla di male a nessuno, mentre l’unica cosa che la preoccupa è la sofferenza che reca alla sua famiglia, causata dalla sua decisione di mettere all’asta la sua verginità. Lei ha anche ammesso che se fa questo per una sola volta nella vita, non è considerata una prostituta, e aggiunge anche che una persona pur scattando solo una foto, di certo non diventa un fotografo. L’incontro del consumo dell’atto sessuale, si svolgerà sul volo sotto l’occhio vigile delle telecamere che seguiranno la coppia fino al momento in cui si chiuderanno nella “camera da letto”.

E’ obbligatorio per entrambi firmare un accordo di non divulgazione, che gli sarà presentato prima della consumazione del rapporto sessuale e che prevede solo autentici rapporti vaginali, altro non è consentito e la vergine è tenuta a compiere l’atto sessuale solo una volta. Il certificato di compimento sarà consegnato solo dopo la conclusione dell’atto sessuale. La sicurezza verrà garantita prima e dopo, ma è importante che nessuno, a parte i due partecipanti, presenzi nella camera da letto durante il rapporto. Il giapponese Natsu, si è aggiudicato l’asta online per un importo di 780mila dollari. Egli è intenzionato a consumare il primo rapporto sessuale con la giovane Catarina, la quale ha detto di essere molto convinta della sua scelta e della sua condotta e che la vede come un’impresa che le permette di viaggiare, di girare un film, pagarsi gli studi e di avere subito del denaro.

Il giapponese Natsu ha dovuto firmare un contratto con clausole ben precise, soprattutto per quanto riguarda i controlli medici per le malattie sessualmente trasmissibili, e ha dovuto garantire l’uso del preservativo durante il rapporto, lo stesso procedimento di sicurezza è stato fatto firmare alla ragazza. I giochi si sono conclusi qualche settimana fa e la bella brasiliana si è portata a casa la bellezza di 780 mila dollari, pari a circa 700 mila euro. Nessuno sa quando è avvenuto il giorno esatto del volo e della premiazione dell’asta online dove la vent’enne ragazza brasiliana ha lasciato in aereo la propria verginità. Catarina Migliorini, brasiliana, oriunda italiana, ha così portato a termine la sua “missione” e con i soldi che ha guadagnato vendendo la sua verginità di giovane ragazza, coronerà i suoi sogni nascosti, tenuti a lungo nel cassetto.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-12-01T08:03:34+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambrapiccola.jpgdi Felice D’Ambra

Le strane coincidenze della vita. (Alla memoria di due grandi artisti).

Oggi martedì 27 novembre 2012, ricade il V°  anniversario della morte del bruggieropiccola.jpgendrix.jpgMaestro Bartoluzzo Ruggiero. Martedì 27 novembre  del 2007, cinque anni prima, Bartoluzzo, con l’ultimo alito di vita, moriva nella Sua Lipari, l’Isola che più al mondo, egli amava, come amava la sua famiglia, i suoi figli, Sua moglie Immacolata.

Ancora oggi, 27 novembre, per restare in tema con la musica di Bartoluzzo, del 1942, nasceva a Seattle – Stati Uniti, James Marshall Hendrix (Jimi Hendrix), ricade l’anniversario della sua nascita. Jimi Hendrix è stato uno dei maggiori innovatori nell’ambito della chitarra elettrica. Egli è stato definito dalla rivista “Rolling Stone” del 2011, il più grande chitarrista di tutti i tempi, precedendo nella speciale classifica Eric Clapton e Jimmy Page. Oggi 27 novembre, Jimi Hendrix, il “selvaggio del Rock” avrebbe compiuto 70 anni e proprio oggi la sua Chitarra Fender Stratocaster nera, andrà all’asta a Londra dove Jimi Hendrix venne trovato morto la mattina del 18 settembre del 1970, un anno dopo il leggendario festival di Woodstock e 40 dopo la sua nascita. Oggi in tutti i cinema italiani aderenti, sarà trasmesso il Live di Woodstock di Jimi Hendrix . “One day even the war will bow to the sweet sound of guitar”.

(Un, giorno anche la guerra si inchinerà al dolce suono di una chitarra), di Jimi Hendrix.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-11-27T17:39:00+01:00da leonedilipari
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fdambrapiccola.jpgdi Felice D’Ambra.

Turismo & la Costa più bella del Mondo. Il mondo del turismo a cinque stelle della Sardegna, dopo il leggero declino di questi ultimi anni, vorrebbe rinascere.

Ugo Cappellacci ci crede, come il suo Assessore al turismo Luigi Crisponi, eccellente General Manager e serio imprenditore turistico nuorese che insieme, formano una coppia vincente.

Il Governatore della Sardegna crede ancora nelle cinque stelle lusso della più celebre, risonante Costa Smeralda, da sempre invidiata e amata, che fino a dieci anni fa, abbia lanciato nel mondo le più raffinate, esclusive e celebri coppie di Jet Set e V.I.P., dove ricchi, nobili, grandi magnati dell’industria internazionale e di quella fascinosa passerella dove stelle del firmamento cinematografico facevano a gara per attraversare la più celebre Piazzetta di Porto Cervo, come il frequentatissimo e famoso “Billionaire” creatura di Flavio Briatore e di Elisabetta Gregoraci. Il Governatore Cappellacci, alcuni giorni fa è volato in Qatar, a Doha per incontrare e convincere l’Emiro Hamad bin Jassin Al Thani, ad investire in quella che dallo scorso giugno, è la “Sua” Costa Smeralda.

L’Emiro del Qatar, consapevole che la “vecchia” Signora ha necessità di un lifting per ripresentarsi ancora più fresca dei suoi cinquant’anni, ha rassicurato il Governatore della Sardegna (accompagnato nell’avventura araba dal Sindaco di Arzachena, Alberto Ragnedda, e al Sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, dove ricadono rispettivamente le più lussuose Località turistiche Costa Smeralda e Porto Rotondo), che la società Qatar Holding, investirà un milione di dollari; rispettando le bellezze naturali di questa meravigliosa Isola e per conquistare nuovi mercati turistici, generare nuova occupazione e dare un nuovo forte impulso al turismo agroalimentare e culturale e per conquistare nuovi mercati turistici.

Cappellacci spera anche che l’Emiro del Qatar possa esordire anche su quel fronte trasporti che da sempre ha danneggiato la Sardegna, come in questi ultimi anni e che secondo il Governatore, rappresenti l’elemento essenziale per un potenziamento del flusso turistico della Sardegna e per le Regioni italiane. Sicuramente, se sono rose, fioriranno e a breve si conosceranno decisioni e progetti.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-11-21T08:04:44+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Turismo& Guerra dei Trasporti.

Leggo di continuo sul Notiziario online di Bartolino Leone, notizie veramente disastrose sul servizio di trasporto marittimo non idoneo alle esigenze dei passeggeri Eoliani che giornalmente devono solcare il mare verso Milazzo o Messina o altre Isole e di nave per Napoli, che non parte anche se il mare è in buone condizioni meteo, e tutto questo da parte della nuova compagnia delle Isole subentrata all’ex Siremar. Proprio ieri sera come da mail di un lettore inviata al Notiziario, lamenta la mancata partenza della nave Laurana per Napoli.

I trasporti italiani in generale sono da sempre la croce dei passeggeri del mondo, ma i problemi che affliggono le Isole per i trasporti marittimi che collegano la Sicilia (Isole Eolie e altre) e Sardegna sono ancora più bistrattate, problematiche, allarmanti e che mancano di serietà nei trasporti.

Questo secondo il mio parere, è causato dal mancato rispetto delle regole contrattuali che i responsabili debbano tenere conto di quanto avviene e di intervenire con la dovuta diplomazia in caso contrario con denunce appropriate dimostrative documentabili.

Purtroppo per gli isolani, non esiste alcuna alternativa ai trasporti navali tranne che gli aerei, ma che a Lipari vengono ignorati in quanto fanno molto rumore e deturpano le montagne abbandonate a discarica, mentre la nuova compagnia di navigazione delle Isole, dall’1 novembre ha cancellato, rinnovato e mutato a proprio piacimento e senza alcun preavviso gli orari dei mezzi di  trasporto fregandosene di quelle che sono le vere esigenze degli isolani che debbono subire ingiustamente il volere della compagnia navale, ex Siremar. Come diceva la buonanima di mia madre chi cambia il vecchio per il nuovo, tinto lascia e peggio trova.

Da cittadino mi domando, con quale criterio la compagnia di navigazione delle Isole che ha sostituito la Siremar, e che riceve milioni di contributi regionali, ha osato modificare a proprio piacimento gli orari senza prima consultare almeno i Comuni Eoliani interessati.

E’ mai possibile che in una compagnia non vi siano Dirigenti o Amministratori capaci di adottare una strategia valida per contribuire ad eliminare il disagio che provoca ai passeggeri? Secondo il mio parere, sarebbe sufficiente che le due compagnie interessate si mettessero a tavolino e studiare assieme orari appropriati per entrambi onde evitare gravi inconvenienti e soddisfare tutti i passeggeri e pendolari Eoliani, di partire e ritornare anche a casa, come si usa fare nel mondo dei trasporti. Secondo me è necessario evitare doppioni di viaggi nello stesso orario anche per le domeniche e giorni festivi. Vorrei ricordare che soltanto negli Stati Uniti e Gran Bretagna, i trasporti si fermano soltanto il 25 dicembre e il primo di gennaio.

Tutti gli isolani devono avere il “diritto” di viaggiare sia per diletto che per lavoro, per studio ed anche per turismo, importantissimo per la sopravvivenza della comunità Eoliana che trae profitto dal comparto turistico e le compagnie di navigazione, sono obbligate a trovare una soluzione equa anche per coloro che lavorano nella navigazione e che conoscono perfettamente i sacrifici. Non ci sono scuse di sindacati che non vogliono fare turni massacranti o meno, nessuno vuole questo, basta adottare dei turni di lavoro adeguati, diversamente il mondo andrebbe a rotoli come le pietre. I problemi vi sono ovunque, e anche la Sardegna si trova in serie difficoltà visto che l’Assessore al turismo della Regione Luigi Crisponi ha lamentato che la nuova CIN Tirrenia non accetta le prenotazioni oltre il 31 dicembre 2012, anche se Mister  Onorato Patron della compagnia Moby Lines, come al solito ha replicato enfaticamente all’Assessore che ciò non risponde al vero,  mentre è stato appurato che effettivamente online, non si possono prenotare biglietti dopo il 31 dicembre 2012, mentre è possibile prenotare e acquistare biglietti con la compagnia Moby Line, dello stesso Onorato, dal primo gennaio 2013 in poi.

L’ex compagnia di bandiera Alitalia con un colpo di spugna ha cancellato tutti i collegamenti dall’aeroporto di Alghero verso Milano Linate e solo grazie a Meridiana Fly, sono stati ripristinati dalla compagnia aerea di Olbia che in compenso continuerà a collegare l’intera Isola con l’Europa. La situazione trasporti è caotica ovunque e lo dimostra il fatto che Alitalia ha abbandonato parecchi Slot a Fiumicino, ridotti i voli anche per Cagliari e altre località, mentre non si sa più nulla della Wind Jet, la compagnia di Catania di Pulvirenti, Presidente del Catania Calcio e proprietario di alcuni alberghi di lusso di Taormina mare. L’Aeroporto di Catania dal 5 novembre resterà chiuso per adeguamento della pista alle norme europee e con standard di sicurezza Internazionale.

I passeggeri dovranno tenere in considerazione che saranno previste ore di ritardo dei voli, disagi e disservizi saranno inevitabili mentre dovranno presentarsi al Check-In almeno tre ore prima della partenza. La compagnia irlandese Ryanair, che utilizza quasi al completo l’aeroporto di Alghero e che collega anche Cagliari con Trapani Birgi, vorrebbe sbarcare all’appetitoso aeroporto Internazionale di Olbia Costa Smeralda, ma la compagnia del Principe Karim AGA KHAN, non concede spazi, mentre la grande compagnia aerea tedesca Lufthansa cerca spazi per creare voli low cost anche in Italia.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-11-06T08:58:07+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Jasmine, la ragazza venuta dal mare.

In un mondo che non ci vuole più, e che ci tiene prigionieri di una politica del menga, che uccide e affossa inesorabilmente i cittadini senza difesa, e dove tutti siamo costretti a subire non solo le tasse, le ingiustizie come dei tagli inammissibili e assurdi effettuati in un Arcipelago composto da sette Isole. Un atto ingiustificabile e vergognoso per la politica indifferente italiana, che non vuole capire che spesso a causa dell’insicurezza dei porti, Lipari e le Isole, rimangono per giorni isolati, e non è certo una bella figura per la politica italiana, agli occhi dell’Europa e del mondo. Però, noi cittadini Europei, dobbiamo essere lieti di ascoltare di continuo e assistere inermi alle notizie di farabutti e lestofanti politichesi che con la complicità di altrettanti politici mangia soldi, che non fanno altro che rubacchiare alle spalle dei contribuenti col benestare del Governo e che i cittadini, stanchi, non sopportano più, la politica di cacca. Ma non è soltanto la politica a rovinare l’esistenza d’innocenti cittadini, ma è anche causata da quell’indecenza di alcuni spot pubblicitari televisivi e non, sfilate di moda, assurde e sconce esibite da donne incinte e altre che incredibilmente mostrano con naturalezza quanto di più. barista.JPG

La visione di stupidi film assurdi fatti di violenza, di mafia, di brutture ovunque, di fiction che a tutti i costi devono far subire a ragazzini e bambini, quanto di più “sgradevole” esiste nel nostro mondo, mostrando agli occhi di tutti: abbondanti glutei, culi, tette, atti osceni anche se, non al mondo d’oggi, ritenuti tale anche in prima serata televisiva e non adatti ai bambini, anche se quei bambini di una volta non ci sono più, perché a letto ci vanno i genitori e non loro ed è una conseguenza di quanto avviene in un paese del Campidano di Sardegna, dove in un “Pub” o bar, è da qualche tempo super frequentato da attempati adulti, mariti, giovani e ragazzi in quanto è l’unico locale dove lavora un’avvenente ragazza straniera, come tante c’è ne sono ovunque.

Ma a detta delle mogli, fidanzate, madri di quegli uomini che frequentano di continuo e con tanto interesse ed anche con qualche malinteso di troppo, naturalmente legato al meraviglioso e stupendo fisico della ragazza, che sicuramente non hanno le loro mogli né le fidanzate di quel paese. La graziosa ragazza dalla pelle di luna, ha gli occhi scuri, come il colore delle more mature, il giusto senso estetico, un seno perfetto, qualche passaggio in tv e una particina di secondo piano in qualche film, divenuta ormai la diva del paese. E lei che gestisce con graziosità, il suo Pub dove gli uomini oltre a fare colazione e sorseggiare un buon caffè, lanciano nei confronti della ragazza occhiate di fuoco. Molti si trovano a parlare con lei, ma niente di male se non suscitasse la gelosia delle donne sposate e non del paese. Mentre la ragazza dalla pelle di luna super abbronzata e dallo sguardo intenso che a causa del suo modo di fare e dal suo smagliante sorriso, lascia trasparire desiderio, da ogni sua spigolatura del suo sinuoso corpo, che le mogli invidiano.

Nessuno sa da dove sia arrivata la ragazza dai capelli scuri, o forse è stata portata dal mare in tempesta, sbarcata da quei barconi che attraverso il mare Mediterraneo s’è ritrovata sulla spiaggia del Poetto di Cagliari. Lei, indifferente a tutti gli sguardi fissi degli uomini che la vorrebbero spogliare e non solo, e magari desiderosi d’incontrare il suo sguardo intenso, ma, lei sempre cordiale e sorridente, continua imperturbabile il suo lavoro con molta professionalità. Così anche il prete del paese, in un primo tempo preoccupato di quanto stesse avvenendo fra le sue parrocchiane, è andato a curiosare e sorseggiare un buon Mojito o una Caipirinha o un Cuba Libre, preparato da Jasmine Rosita che conosce bene il suo mestiere. La ragazza dagli occhi scuri colore delle more mature e dal fascino mediterraneo, ha dalla sua parte, il giusto senso estetico, un seno perfetto, un magnifico lato B, che a detta delle mogli e ragazze, esse, vorrebbero avere. Da qualche tempo, la ragazza è diventata il Sex Symbol del paese e del circondario anche delle donne sposate che cercano di imitare lei, miscelando e offrendo in casa ai mariti e fidanzati, sapienti caffè e miscele alcooliche esotiche da far bere agli uomini pur di tenerli sotto controllo e ben stretti, ma, senza riuscirci.

Anche se, le invidie e gelosie delle donne, preferirebbero che questa meravigliosa creatura, bella come una musa, e con un corpo perfetto, riprendesse il mare e tornasse da dove è venuta e lasciare la tranquillità alle donne a riprendersi il sonno perduto di tutte le notti da quando lei è arrivata in paese e loro, da dietro le finestre a curiosare in quel bar dove i mariti che si stanno perdendo tra un sorriso e l’altro della ragazza venuta dal mare. La bellissima ragazza ignara, non fa parte di quelle ragazze bellissime, biondissime e altissime venute dall’Est Europa, che sembrano Top Model, mentre la ragazza del Bar è mora, super abbronzata e ha tutte le caratteristiche di appartenere ai paesi del nostro vicino Mediterraneo. E poi, si dice che le ragazze dell’est, anche se molto riservate, non passano inosservate e tra l’altro, preferiscono lavorare nei locali notturni per guadagnare molto di più, e per di più, cambiare di continuo (ogni 15 giorni), località e posto di lavoro.

La statuaria ragazza, che per la sua avvenenza, e senza volerlo, fa ingelosire le donne e che suscita anche curiosità fra le signore del paese, tanto che esse, per far ingelosire i mariti e i giovani fidanzati, per l’indifferenza dei loro uomini, hanno deciso d’iniziare una guerra in famiglia e per far dispetto, hanno deciso di collaborare nel Pub di Jasmine, pur di rendere pan per focaccia agli uomini, imitando anche i modi lo stile della ragazza venuta dal mare, che tanto piace agli uomini del paese e del circondario.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-10-07T14:19:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Meeting Autunnale (A.D.A.) Associazione Direttori Albergo – Sardegna. Comunicazione importante e urgente per I Colleghi di ADA Sardegna e della Penisola.

Carissimi Colleghi, qualche giorno fa, ho ricevuto dal nostro Coordinatore Nazionale e Presidente di ADA Calabria, Demetrio Metallo, comunicazione, che la Riunione del Consiglio delle Regioni, rinviata nel mese di maggio scorso, si terrà dal 12 ottobre p.v. all’Hotel Sol Melia di Roma, diretto dal nostro Collega Alessandro D’Andrea.

Nella data del 23 settembre u.s. era precedentemente da me stata inviata a tutti i Colleghi la circolare informativa che il Meeting Autunnale di ADA Sardegna si sarebbe dovuto svolgere all’Hotel Colonna Resort Beach a Porto Cervo in Costa Smeralda dal 12 ottobre p.v.

Purtroppo, per i motivi sopravvenuti, sono impossibilitato a presenziare alla riunione e con rammarico devo annullarla, rinviandola ad altra data.

Immediatamente ho incarico il Collega Vice Presidente Pasquale Isoni di provvedere seduta stante per un’altra sede, in quanto l’Hotel Colonna Beach dal 14 ottobre chiude la stagione estiva.

Ora ho il piacere d’informarvi tempestivamente che il nostro Meeting si terrà a Olbia all’Hotel Hilton dal 27 ottobre p.v.

Invito i Colleghi partecipanti di ADA Sardegna e della Penisola, di provvedere in tempo alla prenotazione alberghiera e di rivolgersi direttamente alla nostra Collega dell’Hilton, Ramona Cherchi da me informata, che sarà a vostra disposizione per ogni eventuale sistemazione alberghiera, transfert da e per Aeroporto Internazionale di Olbia Costa Smeralda e di qualsiasi altra vostra esigenza.

Al piacere di rivedervi numerosi in terra Sarda e trascorrere insieme alcuni giorni e momenti di aggregazione, di scambi professionali e di relax, come sempre da nostra amicale abitudine, colgo sin da ora l’occasione per esprimervi il piacere di salutarvi personalmente.

*Presidente ADA Sardegna.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-10-04T17:57:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Porto Rotondo &Villa Certosa.

A proposito della famosa e spettacolare vendita della paradisiaca Villa Certosa di Porto Rotondo di proprietà del Cav. Silvio Berlusconi: probabilmente a giorni si dovrebbe conoscere chi sarà il nuovo proprietario o i nuovi proprietari di una delle più lussuose Ville al mondo situata in un angolo di Sardegna a pochi chilometri dalla Costa Smeralda, da Olbia, Golfo Aranci e Aeroporto “Olbia Internazionale Costa Smeralda”.

Di certo si sa che dopo l’onta subita alcuni anni fa dal fotografo sardo Antonello Zappadu, che ha violato la privacy di Berlusconi, fotografando lui e i suoi ospiti all’interno della villa e dopo anche la violazione di domicilio di alcuni militanti politici di Sardigna Nazione, capeggiati da Gavino Sale che scavalcando il muro di cinta sono piombati in assenza del Cavaliere dentro la villa, alzando la bandiera dei quattro mori bendati in segno di protesta.  Dopo vari ripensamenti l’On Berlusconi, dopo aver ospitati i più grandi della terra, aveva qualche anno fa acquistato ancora altri quattro ettari di territorio per avere totalmente libero l’accesso a Villa Certosa. Evidentemente qualcosa ha fatto cambiare idea al Cavaliere tanto che non si sentiva parlare di vendita ed è da poco tempo ripresa la strategia di vendere al migliore offerente, il più bel diamante dell’intera Sardegna che non ha eguali e che fa gola a grandi magnati imprenditori di prestigio russi e sultani petrolieri arabi.

E così l’On. Berlusconi lascerà per sempre la Sardegna e i suoi vicini nobili veneziani, creatori dal 1964 di Porto Rotondo (la Costa Smeralda era già nata), i conti Luigi e Nicolò Donà Delle Rose.

La proprietà di Villa Certosa detiene 120 ettari di terreni bonificati e di immobili vari, compresa la villa bunker di oltre 4mila metri quadrati, la dependance che andrà al migliore offerente con una partenza di 450 milioni. Sicuramente una cifra che non impensierisce coloro che da anni sono interessati a concludere in fretta l’acquisto di un gioiello esclusivo in terra sarda quasi unico al mondo e senza precedenti. Sicuramente a giorni si conosceranno i nuovi proprietari della villa più esclusiva e se saranno russi o arabi. Una considerazione è lecita e da conoscere: dieci anni fa l’intera Costa Smeralda, composta da tre alberghi (Pitrizza, Cala di Volpe, Romazzino), gioielli sul mare che cambia di continuo colore di cinque stelle extra lusso, il cinque stelle (Cervo), il centro congressi , ristoranti, boutique, negozi e terreni vari, fu acquisita dalla Colony Capital proprietaria della Compagnia alberghiera americana Star Wood di Tom Barrack, per una modica cifra di 375 milioni circa. Al paragone coll’indescrivibile paradiso di proprietà esclusiva dell’ex Presidente del Consiglio, composto da laghetti, piscine all’aperto e al chiuso (sei in totale con vasche idromassaggio), una serra trasformata in mega sala cineteatro, laghetti artificiali, una meravigliosa macchia mediterranea composta da: cisti, corbezzoli, ginepri, palme, un vero paradiso terrestre ineguagliabile, senza parlare dell’ingresso nascosto di motoscafi.

Oltre a magnati russi (amici di Berlusconi, qualcuno vicino al presidente Putin, che potrebbe avere la meglio fra gli altri pretendenti), sono anche in attesa come allora gli arabi che andrebbero ad affiancare il Sultano del Qatar, attuale nuovo proprietario dell’ex regno e indimenticato Principe Karim AGA khan che molti affezionati ancora attendono con ansia il suo ritorno, che sicuramente solo un miracolo potrebbe riportarlo a salvare la Costa Smeralda dal precipizio turistico, in continuo declino. Il problema della vendita della Costa Smeralda, non è la vendita in se stessa, il grosso problema che preoccupa anche la Regione Sardegna e il Comune di Olbia dove ricade Porto Rotondo, è la preoccupazione dei duecento dipendenti che l’On Silvio Berlusconi occupava.

Si spera comunque, che i nuovi proprietari di Villa Certosa, lasceranno le cose come stanno.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-09-30T08:52:31+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra13.JPGdi Felice D’Ambra

Lei è omosessuale, il padre le cerca un uomo e offre 50milioni di euro a chi la sposa.

La Notizia arriva da Hong Kong e la ragazza di 33 anni non è brutta ma è omosessuale.

Questo per il padre Cecil Chao di 76 anni, secondo quanto scrive oggi l’anglofono South China Morning Post, è inaccettabile.

La ragazza si chiama Gigi, ha consacrato la sua unione con la compagna con la quale convive da sette anni. Cecil il padre, che dirige l’impero immobiliare Cheuk   Nang, ha affermato di non avere pregiudizi circa la consistenza finanziaria dell’ipotetico pretendente e non gli importa se sia ricco, o povero, l’importante che sia generoso e cordiale con Gigi, ch’è una donna meravigliosa, ha talento, bellezza, è generosa e devota alla famiglia.

Il padre Cecil, ha anche smentito con France Presse l’informazione apparsa sul presunto matrimonio francese, assicurando che Gigi è tutt’ora celibe. A Hong Kong, le unioni tra persone dello stesso sesso non sono autorizzate, sebbene l’omosessualità dal 1991 non sia più reato, e nonostante la fama di grande e moderna città, cosmopolita e tollerante, questa megalopoli del sud della Cina, resta conservatrice in campo sociale e dei diritti civili.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-09-27T19:35:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra13.JPGdi Felice D’Ambra

Il mondo è sempre più in crisi e la miseria in continuo aumento, e quanto è successo alcuni giorni fa all’imbarco di Porto Torres (Nord Ovest Sardegna), lo dimostra ampiamente.

E’ un pomeriggio caldo di venerdì 21 settembre, le auto sono in fila, in attesa dell’imbarco e partire con la nave della compagnia Cin Tirrenia diretta al porto ligure di Genova.

La Guardiadi Finanza, sempre molto attenta nei porti, ferma a caso una macchina in fila per l’imbarco, i militari delle fiamme gialle, chiedono i documenti di viaggio all’autista e guardando i sedili ribaltati chiedono se viaggia da solo. Alla risposta positiva, i militari spostano i bagagli e trovano sdraiato nel bagagliaio un ragazzo.

Alla richiesta da dove provenisse e di che nazionalità fosse, l’autista (di origine sarda ma che vive a Genova), risponde che è italiano e si tratta del figlio diciottenne, e che per problemi di denaro ha cercato di risparmiare il caro biglietto per il figlio.

Niente di strano, i militari hanno capito la reale situazione e alla fine hanno chiesto al padre di acquistare un biglietto di solo passaggio ponte per il ragazzo, almeno per salire a bordo.

Tutto è bene, quello che finisce e così il ragazzo vergognoso per l’onta subita, insieme al padre ha potuto prendere proseguire il viaggio verso il “Continente”.

Non a caso, la miseria e spesso discutibili e disumane condizioni di vita, costringono uomini anche seri, a creare reati anche se non gravi.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-09-26T13:32:24+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Lipari & Divagazioni.

Il mondo è fatto a scale, c’è chi li scende e chi le sale, mentre in quello politico come niente fosse, si continua a rubare, e tanto per cambiare i presunti ladruncoli sono invitati in qualità di ospiti nella principale rete TV Nazionale come Porta a Porta di Bruno Vespa e qualcuno per “delicatezza” è stato posto agli arresti domiciliari.

Passata la tempesta del nubifragio lasciando anche qualche polemica di troppa stampa e di mancati arrivi di turisti, la maggior parte della cittadinanza è lieta per la celerità del ripristino e sistemazione grazie alla collaborazione soprattutto dei cittadini, volontari, forestali, Carabinieri Vigili del fuoco etc.),la Cittàdi Lipari e tornata ad essere più splendente come mai era stata.

A Lipari, come precedentemente annunciato, in elicottero è arrivato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini per visitare e rendersi conto dei danni causati nel territorio dal Nubifragio di sabato, 15 settembre. Ad attenderlo il Sindaco Marco Giorgianni e la sua Giunta. Prima della partenza da Lipari, il ministro ha promesso che farà di tutto per sbloccare i nove milioni ancora vincolati.

C’è anche chi si è lamentato dell’arrivo ossessionante presenza delle Iene a Panarea. Personalmente sono solidale e apprezzo molto il comportamento del Comandate Lorenzo Vielmo che conosco in quanto alcuni anni orsono ho avuto necessità della sua amabile collaborazione per dei clienti che avevano urgenza di rientrare a Roma.

A Londra invece è stato licenziato il Direttore del famoso Daily Star, il giornale irlandese che sabato scorso ha riportato alcune pagine del magazine francese Closer, con le foto pubblicate della Principessa Kate Middleton in topless, come con effetto immediato è stato anche licenziato il direttore del giornale News and Media dell’Irish Independent, dopo la decisione dei principi d’intentare una causa contro la rivista francese, chiedendo il divieto assoluto di vendita o ripubblicazione delle foto, che tutte dovranno essere consegnate alla famiglia reale britannica.

Sul web impazzano le foto che mostrano le tette e i capezzoli per dimostrare che non c’è niente di male che un fotografo abbia immortalatola PrincipessaKateche da Singapore per la formula 1 assieme al Principe William, e per la prima tappa di un Tour nel Sud Est asiatico per conto della Regina madre Elisabeth The Second, per le celebrazioni del suo giubileo di diamante.

Su Face Book, invece impazza la campagna di solidarietà “Mostriamo i capezzoli”, annunciata da ragazze vogliose di mostrare il seno. Le aderenti si mostrano e si mostreranno all’obiettivo parzialmente vestite e con la sola maschera in volto della duchessa finita al centro dello scandalo. La famosa coniglietta di Play Boy Lauren Waugh, sempre attiva per mettersi in mostra, sui social Network, si lascia fotografare mostrando volentieri il suo bellissimo seno, mentre le altre ragazze, lo fanno semplicemente per solidarietà.

A Salina sono arrivati invece i Reali del Belgio “ Il Re Alberto ela Regina PaolaRuffo di Calabria” e tanti altri personaggi dello spettacolo e come ospite anche il bravo Beppe Fiorello, mentre a Lipari, invece da oggi a Marina Corta nella risorta Chiesa del Purgatorio, grazie all’Associazione di volontariato guidata dal Presidente Gianni Lo Re e dal Vice Mimmo Ziino del Bar Il Gabbiano e da tutti gli amici volontari, stanno per avere inizio i tre giorni intensi di festeggiamenti, in onore dei Santi Cosma e Damiano e tra l’altro stasera anche la famosa sagra del pesce.

A tutti buon lavoro, buona festa e un grande, “in bocca al lupo”

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-09-25T10:23:08+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra. Il cordoglio

di Felice D’Ambra

lutto1.jpgDopo la dipartita della carissima amica Nency Gallo Marturano, anche il carissimo compagno di prima gioventù Salvatore Basile ci ha lasciato per una vita migliore. Alla Consorte Sig.ra Ciccina, alle sorelle in Australia: Felicia, Assunta e Nina, ai figli Bartolo e Pino e rispettive Consorti e al nipote Franco,

Le mie più sentite condoglianze.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambra. Il cordoglioultima modifica: 2012-09-19T18:12:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Lipari & Personaggi – Maestro Bartoluzzo Ruggero.bruggiero.JPG

Il mio omaggio al Musicista – “Ambasciatore Eoliano nel Mondo”.

Tutto l’Arcipelago Eoliano e gli Eoliani sparsi nel mondo e non solo, hanno avuto il piacere e l’onore di aver conosciuto, apprezzato, applaudito e molti da vicino ad aver avuto il piacere di stringergli la mano, altri di abbracciarlo e baciare quell’Icona del personaggio chiamato “Maestro Bartoluzzo Ruggiero”.

E’vero, egli è stato un Grande Guerriero della Musica che in quella sua (fucina artistica) Barberia in Via Maurolico, dove ha vissuto una vita, e dove da giovane ha iniziato a strimpellare e diventare padrone dei simboli delle note impossessandosi dei vari suoni musicali e dai quei tasti di tanti strumenti lui sapeva estrapolare il meglio di quella melodia, facendo incantare quanti si trovassero a passare davanti. Eravamo ancora giovanotti alle prime esperienze in quell’Epoca quando cominciavamo ad usare la brillantina sui capelli ora chiamata Gel o pasta dai parrucchieri e frequentavamo assiduamente, soprattutto nelle fredde serate, il suo salone. Il Maestro Bartoluzzo Ruggiero, non era solo un suonatore di chitarra, di Violino, Saxofono, mandolino, o fisarmonica, per noi era mastru Vartuluzzu, un fratello maggiore da portare rispetto e per tutti noi, egli aveva sempre una barzelletta da raccontarci, un consiglio, una parola buona perché egli aveva il dono di saper ascoltare e da saggio uomo, ci parlava col cuore.

Per parecchi mesi sono andato a lezione di violino da lui, un paio di volte la settimana ma non durò molto tempo, nel frattempo arrivò la mia partenza e l’ora di lasciare per sempre il mio paese. Quando la sera prima della partenza, andai a salutarlo, lui, abbracciandomi mi disse “buona fortuna Felicino, tu sei un giovane molto sveglio e ci sai fare”. Da una settimana Avevo compiuto diciassette anni. Ho appreso da alcuni giorni dal Notiziario di Bartolino Leone che il giorno 12 settembre alle ore 18.00, nella magnifica Chiesa dell’Immacolata al Castello, col Patrocinio del Comune di Lipari, del Centro studi e ricerche di storia e problemi Eoliani Onlus, ci sarà la presentazione del foto libro: “Bartoluzzo, una Traccia sul Mare Eoliano” in memoria di Bartoluzzo Ruggiero. Questo libro è scritto e adattato dal figlio Giovanni che anche lui è un ottimo musicista, chitarrista compositore e autore di parecchie musiche ed è sulle tracce di Bartoluzzo ed è anche Maestro dei Cantori Eoliani. Ho avuto il piacere di conoscerlo nel 2006 quando dirigevo l’Hotel Aktea e gli auguro con tutto il cuore di seguire le orme del grande Bartoluzzo, che dall’umiltà è salito agli onori della celebrità. Bartoluzzo Ruggiero è stato un autentico suonatore di vari strumenti e in qualità di raffinato musicista, egli è stato l’Ambasciatore Eoliano nel Mondo. Emigrante e musicista in varie Nazioni, il Maestro Ruggiero ha portato a tutti gli Eoliani emigranti sparsi nel mondo e non solo, la sua musica, la sua voce, l’amore, il calore e l’abbraccio della sua gente di Lipari e delle Isole Eolie.

Semplici notizie o aneddoti, ma che fanno parte della sua vita; la sua fama aveva da tempo varcato gli rosa.JPGOceani ed era arrivata anche nelle Americhe quando Bartoluzzo, venne invitato per esibirsi in un matrimonio a New York. Il Maestro Ruggiero, sfoggiando la sua memorabile arte, suonò meravigliosamente col suo violino facendo vibrare quelle corde di quel meraviglioso strumento sin dall’inizio come non mai esprimendo il massimo del suo talento nell’esecuzione dell’Ave Maria di quel genio incompreso in vita “Franz Schubert”. L’esibizione suscitò una tale commozione che fece scendere le lacrime sui visi a tutti i partecipanti alla cerimonia nuziale. In quella magistrale esibizione, Bartoluzzo Ruggiero ricevette un lunghissimo applauso come gli americani sanno fare quando apprezzano veramente l’arte e la maestria, quella che il Maestro Ruggero, ha dimostrato di possedere.

Un altro aneddoto racconta che durante un volo destinazione l’Australia (l’ottava Isola Eoliana), Bartoluzzo che non sa stare fermo e per non annoiarsi del lungo viaggio cominciò a strimpellare il suo mandolino (che portava sempre appresso), ad un tratto si vide contornato dai passeggeri che tutti in piedi e in assoluto silenzio l’ascoltavano, e lui intuì al volo e senza farselo dire due volte, cominciò a suonare le più belle canzoni napoletane e siciliane care a quei emigranti e non, che con grande nostalgia, incoraggiarono il maestro con fragorosi applausi, tanto che il Comandante della cabina di pilotaggio informatosi dalle Hostess cosa stesse succedendo, alla risposta, invitarono il Maestro in cabina e lo fecero suonare per loro. Bartoluzzo Ruggiero, oltre ad essere stato un’artista, è stato anche un maestro di vita. Nel giorno del suo ottantesimo anno, il 27 novembre del 2001, egli è stato eletto dal Consiglio Comunale, Sindaco di Lipari indossando per un giorno, la fascia tricolore consegnata dall’allora Sindaco Dott. Mariano Bruno e per l’occasione, quel giorno rimase nella storia in quanto fu interminabile. Tutti assieme in grande allegria hanno bevuto, mangiato e ballato fino a tarda notte. Bartoluzzo, suonò con grande piacere e felicissimo come un giovincello anche per l’importante avvenimento, che per un giorno lo rese “Primo Cittadino di Lipari e dell’Arcipelago Eoliano.

Ogni qualvolta che tornavo a Lipari, era d’obbligo per me passare a salutarlo ed era per entrambi un enorme piacere di rivederci. Quando il mio fraterno amico l’eolian berlinese Gilormino Casali, cognato di Bartoluzzo e fratello della moglie Immacolata mi comunicò il suo decesso, non ricordo dove mi trovassi in quel periodo, e addolorato per la grande perdita del Maestro e amico Bartoluzzo, ho potuto soltanto inviare a tutta la famiglia, un telegramma di condoglianze. Ed ora, ringrazio Christian per l’invito, ma per impegni e la lontananza mi dispiace tanto non poter essere presente alla presentazione del libro che spero quanto prima di poter leggere la travolgente storia di un uomo che fu un grande musicista pioniere liparoto che ha girovagato menestrello per il mondo, portando ovunque la sua musicalità e il saluto a tutti gli Eoliani sparsi nel mondo e che ora dopo tanto girovagare, riposa in pace nel Camposanto di Lipari assieme al suo”Mandolino”. Nel complimentarmi con tutti i parenti soprattutto con la moglie Sig.ra Immacolata Casali Ruggiero e figli Giovanni, Christian e Livio, colgo l’occasione di augurare un grande successo al libro che racconta la storia di quello di un uomo, che fu un grande Maestro e che resterà per sempre fra noi.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-09-10T08:54:19+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra13.JPGdi Felice D’Ambra

Lipari & Il Simbolo di Lipari. Lettera aperta all’Autorevole Direttore del Notiziario online delle isole Eolie Dott. Bartolino Leone,  Creatore del Premio “Il Simbolo di Lipari”.

Gent.mo Direttore, per la seguente motivazione: Per avere da anni con la collaborazione a titolo di volontariato, di tutte le persone di buona volontà che hanno contribuito alla ristrutturazione dell’antica chiesa destinata diversamente a un rudere, che grazie al loro contributo volontario, hanno permesso la rinascita della Chiesetta del Purgatorio titolata ai Santi “San Cosma e Damiano”, per aver creato il Meraviglioso Presepe del Mare e per aver ripristinato la vecchia sacrestia, ora in grado di ospitare piccole mostre di maestri locali e non, come è già avvenuto.

Ho avuto modo, durante il mio soggiorno a Lipari di visitare e apprezzare quel piccolo gioiello di chiesa tanto amata dai vecchi e nuovi pescatori e tanti frequentatori paesani di Marina Corta di Lipari e di quanti turisti che visitandola hanno saputo apprezzare questa piccola ma grande azione caritatevole di un’opera abbandonata, ora ripristinata e salvaguardata sino a notte inoltrata da questi uomini di buona volontà. Se mi è consentito esprimermi chiedendo le dovute scuse, consiglierei tutto il Consiglio Comunale di riservare un momento di tempo per visitare questa piccola opera d’arte che in fondo, appartiene anche alla Comunità tutta del Comune di Lipari.

Chiedo pertanto gentilmente al Direttore Bartolino Leone che per questa motivazione, di prendere in seria considerazione come da mio umile suggerimento, la proposta di voler concedere a:

ASSOCIAZIONE SAN COSMA E DAMIANO, sicuramente meritevoli, di ricevere, “Il Simbolo di Lipari” di Francesco Bertè. Nel ringraziare sentitamente e anticipatamente l’illustre Direttore Bartolino Leone, colgo, l’occasione per inviare i miei saluti e buon lavoro.

Caro Cav. D’Ambra, sarà fatto.(bl)

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-09-05T08:55:36+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

di Felice D’Ambra

felice3.JPGCarissimo Giovanni, Mastro Giardina. Chiamandoti “maestro” non ho inteso prenderti in giro, non sono abituato a farlo e non mi permetterei mai, non fa parte della mia indole. Chiamare Maestro una persona come te che sai scrivere nella lingua dialettale liparota, credo secondo me, non sia cosa facile. Ho Conosciuto in Sardegna, un autentico sardo letterato, che ha trascritto interamente in dialetto sardo di Gairo l’intero romanzo Canne al Vento, della scrittrice sarda Premio Nobel Grazia Deledda. Il titolo in sardo è “Cannas in sa strasura” . Egli si chiama Pietro Doneddu, ma in sardo si scrive Perdu Doneddu. Qualche anno fa, egli conoscendo la mia passione per la Sardegna, ha voluto donarmi il suo libro dedicandomelo.

T’assicuro Giovanni, benché il mio sforzo fosse ben deciso, dopo qualche pagina di lettura, ho rinunciato a continuare, semplicemente impossibile. Sicuramente penso che tutti i dialetti siano incomprensibili anche se parlati piano, ma i vari dialetti sardi (soprattutto quello di Nuoro) è paragonato ad una lingua straniera studiata nelle Università. Nel mio personale intuito mi sono permesso di darti del maestro di un’arte che credo altri non abbiano, e senza ombra di dubbio che lo scrivere in puro dialetto liparoto, anche se a prima vista può sembrare un compito facile, non l’ho è affatto, anche se, uno vive nel posto del dialetto parlato, per acquisirlo secondo me si deve avere una forte padronanza parlata e il fatto che tu scriva si supponga che ovviamente tu lo parla perfettamente e la tua è come possedere una seconda lingua. Non credo che anziani liparoti riescano a capirlo, forse sì, ma, a scriverlo non saprei, figuriamoci le nuove generazioni di Lipari, per loro è peggio dell’arabo.

Questo non vuole essere un paragone, il primo grande “Maestro” dell’umanità fu Gesù Cristo, definito profeta, predicatore ma, chiamato “Maestro” dai discepoli e Apostoli. Maestri puri sono quegli insegnanti di scuola materna e di scuola elementare, che in realtà sono i più importanti “maestri” di formazione scolastica iniziale del mondo. Il più grande personaggio che si ricordi è il padre e maestro della lingua italiana Dante Alighieri, che senza il suo insegnamento della corretta lingua parlata e scritta, avremmo tutti parlato e scritto, soltanto il linguaggio dialettale lasciatoci dai nostri avi. L’altro maestro (o mastro), è colui che con la professionale pratica e con grande maestria, insegna agli allievi siano essi studenti, allievi che apprendisti, la tecnica, l’artigianalità, le opere, le arti e mestieri di ogni genere, ma soprattutto la formazione dell’uomo al lavoro.

Tutte le Regioni rendono riconoscenza col titolo di “Maestro del Lavoro” a coloro che si sono distinti per lungo tempo nelle loro aziende con la loro maestria, serietà lavorativa e professionalità. L’Italia è una delle Nazioni con il più ricco patrimonio culturale e artistico sparso in tutta lo stivale, basta visitare la Città di Roma il Vaticano, ma, soprattutto la Città di Firenze, considerata in tutto il mondo, la culla dell’arte creata dai più grandi “Maestri” di ogni epoca, tanto che il centro storico fiorentino è stato proclamato Patrimonio Mondiale dell’Umanità.  Grandi Maestri per citarne alcuni: Raffaello, Caravaggio, il più grande Maestro Michelangelo che con sontuosità e maestria dipinse la Cappella Sistina (c’è anche San Bartolomeo), scolpì la Pietà, opera magnifica e tantissime altre opere d’arte, che come il Maestro di grande levatura ingegneristica, Leonardo da Vinci, autore della misteriosa “Monna Lisa” e non solo, i popoli della terra del mondo invidiano le grandiose opere dei nostri Maestri, come le “Maestranze”dell’Arte e Mestieri, Scultura, Pittura, Maestri Artigianato e di tutto l’immenso e apprezzato “Made in Italy”. Ognuno nel suo profondo intimo, con la propria arte, tecnica, intelletto, pittura, creatività, sapienza studio, cultura, lavoro, ecc. è assolutamente un “Maestro”.

Caro maestro Giovanni continua a scrivere e raccogliere le tue classiche pregiate scritture dialettali. Un caro saluto,

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-09-04T07:47:45+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Turismo& e La Farfallina di Belen.

Dalla Sardegna, un omaggio al maestro Giovanni Giardina. Carissimo maestro Giovanni, nell’inviarti la foto di questa meravigliosa creatura che belen1.jpgè Belen Rodriguez, ti ricordo che anche lei fa parte di un turismo senza soste e senza frontiere in quanto come vedi salta da un…. all’altro senza sosta.

Questa, si che è la forza di una natura meravigliosa, nata per soddisfare gli sguardi…. di tutte quelle persone che amano la femminilità delle belle e meravigliose donne che la natura offre.

In bocca al lupo e complimenti per il tuo “Simbolo di Lipari”.

Complimenti per le belle parole che sai scrivere. Tu mi ricordi l’amico Bartolo Basile (monascedda) che se n’è andato lo scorso anno.

Per favore, continua, anche se io trovo un pochino di difficoltà a leggere, piano, piano ci riesco e mi fa tanto piacere. Ti comunico in tutta sincerità che apprezzo il tuo attaccamento alla nostra Lipari, anche se non è quella dei nostri tempi, come ci diciamo spesso col mio fraterno amico l’Eolian Berlinese Girolamo Casali che saluto con affetto, ciao, in bocca al lupo,

 

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-08-31T09:14:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Feste Religiose – Ogni Paese ha La Sua Festa.

Paese che vai, feste che trovi, questa è anche l’estate della borsa e dello spread, ma anche dei festeggiamenti in ogni angolo della nostra Bella Italia.

Mentre a Lipari si continua ancora a discutere e scrivere sul Notiziario online di Bartolino Leone delle Isole Eolie, sulla passata celebrata festività del Santo Patrono Protettore, quasi come un ritorno dei vecchi tempi della più sentita “festa” amata in tutto l’Arcipelago Eoliano.

San Bartolo fa ancora parlare di se e della festa e mettere d’accordo tutti, sui costi degli ospiti, della colletta collaborativa della popolazione e sulla sponsorizzazione degli imprenditori che avviene regolarmente in ogni località, eseguita da un comitato di turno. Giustamente, secondo anche il mio parere, come scrive il vulcanico amico Eolian milanese Daniele Corrieri, sarebbe il caso che nel prossimo futuro, valutare e chiamare sul palco e non solo per il Santo Patrono, poeti, artisti, cantanti, Eoliani, come i cantori popolari, banda musicale e gruppi che senza nulla togliere al merito dell’esibizione della brava Arisa e di Venuti, di quest’anno, sarebbe più giusto valorizzare gli artisti del luogo che sicuramente, darebbero il meglio del loro repertorio e sarebbero anche più graditi al pubblico locale e ai turisti vacanzieri di turno che affollano le Eolie.

Questa è solo la proposta di un’iniziativa sperimentale (ma secondo il mio parere), potrebbe essere di grande utilità e aiuto a tutti gli imprenditori, in questo lasso di tempo che rimane fino al termine della stagione, si potrebbe senza stravolgere nulla, fare esibire a Marina Corta e non solo, le bande musicali e i cantori popolari eoliani, a giorni alternati o come meglio si crede, almeno alcune volte la settimana per tutto il periodo turistico (mancano ancora due mesi al termine della stagione, in quanto i vacanzieri apprezzerebbero molto di più il folclore locale, eliminando così anche l’increscioso e sgradevole atteggiamento di qualche locale che con musica ad alto volume danneggia e disturba i clienti (sopra tutto gli stranieri) dei vicini locali che devono subire l’incresciosa stupidità, costretti ad andare via. Cordiali saluti e buon proseguimento a tutti.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-08-30T13:44:00+02:00da leonedilipari
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Eolie&Scuola

bpavone1.jpgdi Bartolo Pavone

Tra qualche giorno si ritorna a scuola .Per noi docenti dal 1 Settembre,per gli alunni subito dopo.Da quest’anno sono previste  delle novità sia per noi docenti e sia per l’amministrazione che ci dirige.Mi sembra corretto darne informazione a tutte le famiglie degli alunni che frequentano le nostre isole e a tutti i cittadini eoliani.Dal prossimo anno scolastico  noi docenti non useremo più i registri e pagelle di materiale cartaceo,tutto sarà  digitale.

Queste nuovi strumenti permetteranno al nostro Stato di risparmiare tantissimi quattrini.Altra novità molto importante e che nessuno ne parla,non riesco a capire il perchè, molte scuole non avranno più la titolarità del D.S. e del D.S.G.A tra questi,il nostro   I.C. Salina.La nuova legge prevede che nelle piccole isole e nelle zone di montagna occorrono almeno 400 alunni per mantenere l’autonomia scolastica e non solo il monitoraggio va esteso nell’ultimo quiquennio. Per l’I.C. Salina e per tutte le scuole che hanno una popolazione scolastica al di sotto dei 400 alunni ( isole e zone di montagna) e meno di 600 alunni per le altre scuole, a decorrere dal 01/09/2012 questi Istituti non potranno rivendicare la propria autonomia.Queste scuole sottodimensionate saranno gestite annualmente da Dirigenti e D.S.G.A ” Prestati”per un solo anno  dal Miur senza nessun compenso in più,gratuitamente.

Per quanto riguarda il personale scolastico assegnato negli Istituti isolani pare che sia sufficiente,anche se dobbiamo attendere a due passaggi fondamentali a breve,cioè: la mobilità annuale, le nuove nomine in ruolo e le supplenze annuali o fine al termine delle attività.Permettemi,però un suggerimento: Facciamo massima attenzione! In questo momento delicato occorre da parte di tutti, massima concentrazione e massima disponibilità nel capire quali interventi bisogna fare  per evitare che le nostre scuole vengano colpite dai tagli futuri.

Eolie&Scuolaultima modifica: 2012-08-28T10:01:52+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Festa di San Bartolomeo.

Anche a Cagliari nel grande quartiere della Fiera che racchiude lo stadio Sant’Elia e Amsicora, titolato a San Bartolomeo, il quartiere riunito dedica una settimana di celebrazioni religiose e feste tradizionali. Il 14 agosto si è svolta la caratteristica processione che accompagnato l’antica statua del Santo per le strade del quartiere fino a depositarla alle pendici della Sella del Diavolo, il promontorio che sovrasta il Golfo degli Angel e il porticciolo turistico di Marina Piccola e tutta la zona militare di Cagliari. La stessa sera si svolta la tradizionale processione a mare nella spiaggia di Cala Mosca dove i fedeli hanno seguito la messa dedicata al Santo e a conclusione della stessa, come da usanza hanno fatto il bagno di mezzanotte.

Oggi 24 agosto è il giorno de “Sa Festa Manna” la festa grande, che culmina con la tradizionale passeggiata del corteo che dalla Sella del Diavolo al rione San Bartolomeo “De su monti a su brughu” (dal monte al borgo), per riprendere la statua e portarla in processione per le vie del quartiere. Durante la sera, dopo la processione, si esibiscono gruppi folcloristici in costume tipico che danno inizio canti e balli della tradizione in onore del Santo.

Per l’occasione della festa religiosa e pagana, vengono preparate come da usanze paesane, arrosti di maialetti e carni allo spiedo, organizzate dai “Is Cannizzeris” (I Macellai), di cui San Bartolo è il protettore.

Ma oggi è sopra tutto, la Grande Festa religiosa e di venerazione di San Bartolo Martire di Lipari, Patrono di tutte le Isole Eolie. Il Simulacro del Santo e il Vascelluzzu, lasceranno in processione la Cattedrale Normanna del Castello per attraversare le vie del centro di Lipari fino al Salotto di Lipari per poi fare ritorno nella sua sede naturale. Stanotte, la grande serata e “Botti” finale dei festeggiamenti che ha culmine a Marina Corta, dove l’altra statua marmorea di San Bartolo (grazie Daniele Corrieri) sarà festeggiato da migliaia di fedeli fino al termine, nella sua Marina Corta, sede di San Bartolo dei pescatori.

I miei migliori auguri a Bartolino Leone, ai miei cinque nipoti: 2 D’Ambra (Lipari), Losinno (Lipari), Guarino (Canneto), Ziino (Germania), a Bartolina Puglisi (Australia) che tutti i giorni segue il Notiziario delle Isole Eolie e a tutti i “Bartolo Eoliani Sparsi, nel Mondo” e al mio Collega Bartolo D’Amico, General Manager Grand Hotel Masseria Santa Lucia di Ostuni (BR) in Puglia.

Buona Festa grande a tutti!

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-08-24T08:50:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Costa Smeralda & Il Mistero della Mancata Festa Milionaria.

Questa pazza estate 2012, è da ricordare non solo per il torrido caldo che dovrebbe abbandonarci soltanto a fine agosto e per le melodie musicali del cantante Sting che non disdegna di passare dalle più grandi piazze ai mini palchi delle ville in Costa Smeralda e esibirsi di fronte a ricchi e facoltosi imprenditori russi.

Questa Festa non s’ha da fare. La notizia è arrivata in Costa Smeralda e in Gallura, inaspettata e con incredulità, ma era già in aria come una bomba ad orologeria. La festa milionaria del compleanno in onore del magnate russo di stasera 18 agosto, quando quasi tutto era pronto, non si effettuerà più.

Il motivo dell’annullamento è stato attribuito alla spiaggia di Capriccioli, poco adatta per contenere duecento ospiti vip di lusso invitati alla festa di compleanno. L’annullamento è soprattutto dovuto a motivi di sicurezza, incolumità e privacy degli importanti ospiti, allestimenti ed effetti speciali per l’esibizione di Sting, menu come da preventivo e accessori vari che avrebbe richiesto grandi spazi.

In compenso, il cantante Sting, nello special serale della tradizionale festa di mezza estate sarda, ha cantato in Costa Smeralda, per allietare gli ospiti di Alisher Umanov, facoltoso magnate russo, di casa a Porto Cervo, per festeggiare l’ottantesimo compleanno della sorella maggiore del Presidente Russo Vladimir Putin, Lubos Shelomova. Tra i circa cento ospiti d’onore c’era anche l’On Silvio Berlusconi, grande amico di Putin che si trova da alcuni giorni in vacanza nella sua Villa Certosa di Porto Rotondo in compagnia dei figli.

Grazie al depistaggio magistralmente attuato dai vigilantes locali in collaborazione con i Body Guard dei magnati russi, la festa di compleanno, si è tenuta in perfetta segretezza e sicurezza, in una delle ville del facoltoso Umanov, senza alcun rumore mondano e nessun paparazzo nei dintorni,anche se la melodia di Sting si è sentita in tutta la Costa.

Il cantante Sting che alloggiava all’Hotel Romazzino, con lo stesso aereo privato di proprietà del magnate russo, è già ripartito dando appuntamento per il bis alla festa di compleanno di David Kaplan, facoltoso imprenditore russo che aveva in precedenza ingaggiato il cantante per il party esclusivo nella famosa spiaggia di Capriccioli posizionata, tra la spiaggia di Liscia Ruja e Cala di Volpe una delle più belle della Costa Smeralda. E così dopo Sting (l’ex voce dei Police, che si era esibito a Mosca il 25 luglio e il 27 a San Pietroburgo), anche gli ospiti d’onore si trasferiranno in tutta fretta, come niente fosse e in Francia, dove nella Costa Azzurra che cambia il nome ma, gli esclusivi ospiti saranno gli stessi per festeggiare il compleanno di Kaplan col menu a base di caviale, Ostriche e aragoste, annaffiati dalle migliori Champagne più prestigiosi al mondo: Krug, Cristal e Dom Perignon che se, in Francia non avrà lo stesso sapore di quel mare di Sardegna.

E così stasera, quello che doveva essere una serata da favola per la Costa Smeralda più famosa del mondo, si trasferisce come in un sogno, nell’altra Costa Azzurra altrettanto famosa.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-08-18T14:17:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra1.jpgdi Felice D’Ambra

Turismo& L’Importanza dei Porti.

La storia dei grandi collegamenti dei Porti delle Nazioni del mondo è vecchia di millenni e si perde nella notte dei tempi. I porti erano l’unica via di collegamento di grande importanza che collegavano i Continenti e le nazioni del mondo. Un modo come una altro per avviare gli scambi di grande interesse commerciale e non solo. Il popolo egizio fu tra i primi a iniziare col “Papiro” il trasporto via mare che veniva scaricato nel porto di Gubla, sulle sponde del Mediterraneo nel Libano, chiamato dagli egiziani “Byblos” per la sua importanza strategica come centro commerciale del papiro. La Città a nord di Beirut è nota oggi come “Jbail” e nel tempo divenne uno dei più importanti porti del mondo e vanta un passato storico di settemila anni, tanto da essere stata dichiarata “Patrimonio dell’Umanità Unesco”. Tutto il mondo nei millenni è stato collegato via mare e non può essere ridimensionato né dimenticato.

Il trasporto marittimo effettuato dalle navi crociere, subisce ancora di più un suo autentico fascino particolare sempre più apprezzato turisticamente, tanto che detiene il miglior turismo a cinque stelle del mondo, diverso da quel trasporto marittimo effettuato per la sopravvivenza di quelle Isole lontane. Una memoria storica appartiene ai grandi porti italiani che dall’ottocento in poi fecero epoca col grande flusso migratorio che dall’Italia solcando con bastimenti prima, grandi navi dopo, in partenza dai porti di: Genova, Trieste, Napoli, Palermo e Messina, attraverso il Mare Adriatico, Mediterraneo, oceano Pacifico, Atlantico, Indiano sbarcarono milioni di emigranti Eoliani, siciliani, meridionali, e di tutta Italia, nell’Americhe, Australia e Nazioni varie. Le Città dei porti italiani più interessati, sono oggetto di ostaggio dei mari e di sistemi di trasporti che affondano e in alcune zone africane sono anche oggetto dell’agguerrita pirateria spicciola. La seconda Isola del Mediterraneo, la Sardegna, a causa della lontananza, è l’Isola più solitaria della Penisola italiana, e soffre maggiormente di questa insostenibile situazione portuale ch’è oggi, allo sbando più totale.

Il grande porto Internazionale di Olbia, Porta della Sardegna e della Costa Smeralda, a causa degli alti costi dei trasporti soprattutto in questo periodo di crisi globale, è il maggiore simbolo di quel tracollo dei trasporti misti (sopravvivenza e turismo). Quelle poche navi rimaste, arrivano semivuote e per agosto le previsioni sono pessime, A confronto degli anni passati, i costi sono elevatissimi e gli emigranti sardi e famiglie che trascorrevano le vacanze in Sardegna, nessuno si azzarda più a viaggiare via mare e lo scalo gallurese è degno di grande preoccupazione e continua a sprofondare. Molte navi, dallo scorso anno, non si sono più viste e anche i porti di Golfo Aranci, Porto Torres, Cagliari e Arbatax, sono fallimentari e la flotta sarda, è servita, purtroppo, a ben poco. Fortunatamente come è avvenuto, lo scorso anno, ci si augura che a dare una grossa mano d’aiuto siano gli arrivi di turisti provenienti dall’estero all’Aeroporto Internazionale di Olbia Costa Smeralda, di Cagliari Elmas e di Alghero Fertilia, che potrebbero in parte salvare una stagione da dimenticare in fretta, anche se in Costa Smeralda il turismo russo e arabo stia dando dei buoni risultati.

Non sembra ancora terminata l’era di quella che fu la grande Tirrenia, compagnia napoletana di navigazione ed incubo della Sardegna. La nuova flotta di Tirrenia CIN 2 del maggior azionista Vincenzo Onorato che forte del suo slogan “Viaggiare a tutta Velocità”, alcune settimane fa a Cagliari aveva enfaticamente annunciato che per la rotta Civitavecchia – Arbatax  – Cagliari e Civitavecchia – Olbia, avrebbe immesso tre nuove navi già pronte (quasi da crociera), capaci di una  velocità di 30 nodi e trasportare oltre 2000 persone e auto al seguito. Detto fatto, anche se il popolo sardo, diffidente per natura, non aveva creduto alle affermazioni di Onorato, sino a quando alcuni giorni fa, lo videro sbarcare in pompa magna al porto di Cagliari in compagnia di uno dei suoi comandanti e presentare ai sardi, le due Ammiraglie della nuova flotta di Tirrenia CIN: Il traghetto Amsicora (nome dell’antico condottiero sardo che vinse i romani e fra l’altro anche il nome del vecchio stadio Cagliari Calcio di Gigi Riva, di Scopigno e di tutta la squadra che vinse lo scudetto nel 1970) e la nave Bonaria, la Beata Vergine Madonna di Bonaria, venuta dal mare, Patrona della Sardegna. Le due navi provenienti dal servizio tra la Grecia e la Puglia hanno un’età non definita e comunque superiore ai dieci anni e prima di sbarcare in Sardegna, sono state revisionate in un cantiere di Messina. Secondo il mio parere, credo che da qualche settimana, sia finita un’epoca rimasta soltanto nella lontana memoria di un tempo, quando vent’anni fa nelle grandi città del Nord, l’allora compagnia Tirrenia forte della sua flotta, dettava la legge del più forte e i primi di febbraio di ogni anno, concedeva il sospirato avvio alle prenotazioni per la Sardegna, e tutti a fare la fila dalla notte precedente per accaparrarsi il tanto desiderato biglietto per sbarcare nell’Isola della vacanza per eccellenza, come se fosse la terra promessa, mentre i Tour Operator e Agenti di viaggio, incameravano una grossa fetta di cabine, quasi un monopolio e vendere i pacchetti turistico tutto incluso.

Questo era il turismo di quei tempi molto lontani, rimasto solo nella memoria soprattutto dei milanesi e di tutta la ricca Lombardia e n on solo, di allora. Ora la Sardegna, spera e si augura che il nuovo corso di Tirrenia Cin di Vincenzo Onorato (Presidente di Moby Lines) & Company che assieme al Presidente e A.D. Ettore Morace, siano in grado di far ripartire una nuova gestione per il trasporto marittimo che dovrebbe garantire da subito, una migliore continuità territoriale per la Sardegna. L’Isola ha subito una brutta battuta d’arresto ed ha necessità di ripristinare in fretta quel ruolo primario che da sola dava i suoi frutti e che, comprensibilmente alla continuità territoriale, potrebbe dare ossigeno a tutta la Sardegna e alla nuova compagnia Tirrenia CIN. Pertanto, il ruolo della nuova compagnia di navigazione di Vincenzo Onorato & Company, è di vitale importanza per la Sardegna e non solo e di conseguenza dovrebbe adottare delle tariffe gestite in modo oculare (esclusa la continuità territoriale che dovrebbe essere soltanto per gli isolani) e per tutti i turisti italiani e stranieri che vorranno visitare la Sardegna e tutte le Regioni italiane dove approdi la nuova compagnia Tirrenia CIN (visto che il nome Tirrenia, pare non venga cancellato per ricordare il passato e l’incubo soprattutto al popolo sardo).

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-08-08T12:09:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Arcipelago delle Eolie: “A Lipari, Il Sogno di un Turismo di Qualità”

C’è chi ci lavora, chi ci vive, chi non l’ama, chi la critica e chi vuole per essa un turismo di qualità. C’è anche chi vuole un ritorno al turismo d’Elite, ma l’Isola di Lipari, da vent’anni si trova a “combattere” con un turismo di mordi e fuggi e di massa. Per tre settimane, durante il mio soggiorno a Lipari come turista solitario, ho avuto modo di curiosare e approfondire questo mondo turistico giovanile che ruota attorno alla Capitale dell’Arcipelago. Questa Lipari, Isola meravigliosa, moderna, piena di sorprese ma anche carica di preoccupazione per la stagione in corso che a causa della spaventosa crisi senza precedenti e con la Borsa che scende e lo spread che sale, trascina nel vortice l’inflazione del mondo intero. Ma in fondo, la Città di Lipari turistica che cos’è oggi? E che cosa vuol fare di questa località? I vacanzieri frequentatori del mondo turistico della città di Lipari, dovrebbero capire che Lipari non è paragonabile alle Isole Baleari: Ibiza, Formentera o Palma di Maiorca dove spiagge bianche, mare trasparente movida notturna da sballo sono di casa e neppure di Rimini, Riccione o Milano Marittima, anche se non hanno un bel mare, sono esperti del divertimento diurno e notturno a buon mercato.

Secondo me, è impensabile che al momento, si possa accennare a un turismo di qualità a Lipari, come lo vorrebbe l’amico Luca Chiofalo. La Lipari di oggi, non ha un’identità turistica vera e propria di qualità e oltre tutto, manca di totale assenza di un progetto turistico di qualità. Il turismo così non funziona come non ha mai funzionato, anche se negli ultimi anni sono nati numerosi e ottimi alberghi a cinque e quattro stelle. Ma non basta avere solo dei bellissimi alberghi, come non basta più avere il sole e il mare e le spiagge (che a Lipari non ci sono). La totale mancanza di una “strategia” turistica porta allo sviluppo di una disordinata offerta turistica “fai da te”, autogestita e chiaramente di basso profilo. Anche se risponde a verità che l’Isola crea molto lavoro, soprattutto escursionistico e archeologico, è anche vero che crea molto caos e confusione a discapito dell’ambiente e che non porta grande utilità alla stragrande maggioranza degli imprenditori, anche se recuperano il tanto per sopravvivere tutto l’inverno.

Luca Chiofalo, da giovane e serio imprenditore, parla di turismo di qualità. Mi trova d’accordo con lui, in quanto ho sempre vissuto con questo turismo. Forse Luca si ricorda con nostalgia gli anni 70/90, quando la Capitale dell’Arcipelago Eoliano, era all’apice di un turismo d’Elite senza precedenti. L’Isola di Lipari, era allora frequentata da Principi, nobili, politici, grandi imprenditori, industriali e artisti di grande prestigio (come l’indimenticato Mike Buongiorno e tanti altri personaggi). I vacanzieri dell’Epoca con la loro continua presenza, portarono benessere a Lipari che ebbe un gran successo e la fecero conoscere, amare e apprezzare, alla pari della Costa Smeralda, Portofino, Ischia, Capri, Taormina, Amalfi, Sorrento ed era considerata la Perla delle Eolie. A quei tempi, era facile incontrare questi personaggi famosi fare Shopping nel Corso o a Marina Corta da dove dalla banchina coi motoscafi si recavano al porto di levante a Vulcano e al “Ritrovo Remigio” a sorseggiare l’aperitivo o una coppa di Champagne per poi rientrare a Lipari e cenare nei migliori ristoranti alla moda di allora.

Purtroppo, da quell’Epoca degli anni d’oro e dopo il 1990, le meravigliose bellezze della Perla dell’Arcipelago di Eolo, subirono inspiegabilmente un affronto senza precedenti nella storia del turismo Eoliano. La Lipari bene, venne di anno, in anno, abbandonata, quasi scartata dal nobile turismo senza che gli imprenditori turistici liparoti si rendessero conto di quanto stesse accadendo. E, così Lipari, la Capitale turistica e Perla delle Eolie, cadde in disgrazia perdendo quel flusso turistico d’Elite che spinto dal vento impetuoso, venne volutamente dirottato verso le altre Isole, Stromboli in primis. Purtroppo, ancora oggi, si continua a pagare le conseguenze di quello scellerato e falso Marketing di quegli anni a dir poco inesistente. Parlare di turismo di qualità è oggi un’utopia, anche se questa meravigliosa Città, ricca di Archeologia, storia, arte, cultura, bellezze naturali, panorami mozzafiato unici al mondo, ricca di un Museo Antico di cinquemila anni e tra l’altro “Patrimonio dell’Umanità Unesco”, avrebbe tutte le carte in regola, per riacquistare in fretta quel turismo d’Elite che una volta, tanti anni fa, le appartenne. Chi oggi ha la possibilità e vuole il turismo di qualità, sceglie quelle località molto ambite come la Sardegna, Grecia, Croazia e soprattutto la meravigliosa Spagna, che con una diabolica strategica organizzazione e accoglienza, è balzata al primo posto delle Nazioni a vocazione turistiche. Oggi Lipari, Città Capoluogo dell’Arcipelago può solo offrire ai vacanzieri che la frequentano, un turismo a buon mercato e le meravigliose bellezze dell’Isola, mentre le aziende alberghiere singolarmente offrire i loro servizi siano essi di qualità e non.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-07-29T12:33:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

di Felice D’Ambra

aereo3.jpgLipari & Trasporti.

L’Aereo di Google per volare? No Comment!

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-07-24T13:28:07+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Con il mio intervento di ieri domenica 22 luglio 2012 (Eolie & Trasporti), non intendevo riferirmi agli attuali politici liparoti che non c’entrano nulla e pertanto non giudicabili soprattutto da parte mia che non vivo a Lipari, mentre auguro al Sindaco Marco Giorgianni e all’Amministrazione tutta, un ottimo lavoro in questa terra difficile che è l’Isola di Lipari e dintorni. Certamente avrebbero bisogno di una bacchetta magica o affidarsi al nostro Santo Protettore San Bartolo. Comunque un grande “in bocca al lupo a tutti”. Con la mia, intendevo riferirmi a quei politici Deputati facente parte del Parlamento italiano di Lipari e Sicilia che non sono mai stati capaci, dico mai, di risolvere qualche problema riguardante l’Isola Capoluogo e Arcipelago Eoliano.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-07-23T08:41:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Lipari & trasporti. Forse tra qualche giorno il carissimo amico Ing. Vincenzo Cincotta, liparoto verace, proveniente da Cagliari, sbarcherà nella sua Lipari per trascorrere un periodo di vacanza.

L’ing. Vincenzo Cincotta, l’uomo che ebbe l’ardire di progettare e di voler costruire un’Avio pista o Aviosuperfice in una zona abbandonata adibita a discarica a cielo aperto, dopo molti anni di attesa e del definitivo diniego, perché sicuramente avrebbe; col rumore dei motori degli aerei, disturbato il riposo diurno di qualcuno della “casta” in quanto gli aerei non avrebbero viaggiato di notte, ha deciso lo scorso anno di abbandonare ogni sua iniziativa. E, mentre Lipari piange e si lamenta sempre per i trasporti marittimi, mentre la Regione colpevole, sperpera milioni a iosa per gli elicotteri del 118 per accontentare qualcuno gli amici.

Ieri nell’Isola di Lampedusa (AG) è stato inaugurato dal Presidente del Senato Renato Schifani, dal Presidente dell’Enac Vito Riggio e dalle istituzioni locali, territoriali il nuovo Aeroporto dell’Isola, porta di accesso del Mezzogiorno d’Italia. La nuova Aerostazione di Lampedusa come quella di Pantelleria che sarà inaugurata a breve, sono opere realizzate con fondi messi a disposizione dell’Enac e parte della Comunità Europea in considerazione dell’efficienza di spesa, dell’efficacia di utilizzo dei fondi e della selezione del progetto. Il Presidente Schifani, si è detto soddisfatto che Lampedusa possa avere una nuova Aerostazione moderna e funzionale, per dare servizi più adeguati ad abitanti e turisti, Schifani ha inoltre affermato come potenziare le infrastrutture dei trasporti equivalga a far crescere la nostra Italia. Magnifiche parole quelle del presidente Schifani che acconsente a dimostrare che proprie le Isole Eolie sono oggetto di totale abbandono. Semplicemente vergognoso.

Parrebbe che Lipari e le Isole Eolie non apparterrebbero a quella Sicilia che se ne infischia altamente della situazione liparota. Quale colpa ha l’Isola di Lipari per essere così detestata dalla politica siciliana e dai politici liparoti che se ne infischiano di quello che succede a casa loro. Fatevi un esame di coscienza e capirete che la politica è veramente, terribilmente, non vale nulla. Anche se a me non importa in quanto non vivo a Lipari, questa politica del kaiser, mi fa incazzare lo stesso! Ma , amo ugualmente il mio paese natio

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-07-22T08:39:11+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Lipari & Festività di San Bartolomeo. Quando da giovanotto vivevo ancora a Lipari, assieme ai compagni di gioco, assidui frequentatori della piazza, credevamo che la statua di Marina Corta rappresentasse il nostro Santo Protettore San Bartolomeo. Mentre invece negli anni a seguire e dopo molto tempo la mia partenza da Lipari, venni a saper che quella statua era titolata al politico e aristocratico siciliano marchese Ugo di Sant’Onofrio, nato a Baden Baden, deputato al Parlamento e che a Lipari fu quasi di passaggio. Non mi sono mai spiegato ne chiesto agli uomini storici di Lipari, quale fosse il nesso della titolazione di questa meravigliosa piazza al marchese che quasi un secolo fa, fu nominato Senatore del Regno e che pochissimi liparoti sanno chi fosse. Secondo la mia opinione e come sarebbe più giusto, la Piazza di Marina Corta, anche se non è il “Salotto di Lipari” è sempre la più bella e dovrebbe per giusta causa essere dedicata a San Bartolomeo Patrono dell’Arcipelago Eoliano. Naturalmente, questo è soltanto il mio pensiero ma, credo che la maggior parte degli Eoliani di oggi, come noi ragazzi di Marina Corta di allora e quelli sparsi nel mondo, credevamo che lo fosse, non per nulla la chiamavamo la statua di San Bartolo.Il nostro Santo Protettore, merita tale statua, anche se si rispetta l’opera titolata al Marchese dall’allora Amministrazione del Comune di Lipari.

Non me ne abbiano gli affezionati (se ve ne siano ancora di Ugo Sant’Onofrio), ma questo è un mio rispettoso pensiero e nessuna offesa per il defunto deceduto moltissimi anni fa. A proposito dei festeggiamenti della festa grande del 24 agosto, festa di tutti gli Eoliani dell’Arcipelago e dell’Amministrazione comunale di Lipari, sarebbe opportuno cancellare ogni polemica e indicare un comitato di tutti Eoliani senza super esperti e consulenti di turno siano essi politici e non. Stilate in fretta un programma per i festeggiamenti del Santo Patrono. La festa di San Bartolo è un momento sentito per tutti gli Eoliani e tutti devono essere coinvolti. La festa di San Bartolomeo deve tornare agli allori ed essere quella della tradizione di una volta e senza sofisticazioni. Mi complimento con Francesco D’Ambra che ha chiesto che le bancarelle ci siano e voglio anche complimentarmi con l’amico Daniele Corrieri per aver sollevato il caso della Festa di San Bartolo. San Bartolo vuole la fede non i cantanti che hanno un costo elevato e che se ne fregano del nostro Santo Patrono. Che si torni a inghirlandare e abbellire le strade al passaggio del Santo, come si usava una volta, non vergognatevi di sentirvi arretrati e portate fuori quanto di più genuino c’è a Lipari e Isole. Invitate le bande musicali nostrane e il folclore liparoto/Eoliano non deve mai mancare in nessuna festa che si rispetti, questo è il senso della festa per San Bartolo e per le feste in genere. Il popolo ama la semplicità e far tornare le bancarelle di allora non è vergogna, è invece un’autentica tradizione.

Voglio ricordare a chi ha parlato di bagni pubblici, che anche allora a Marina Corta mancavano, ma la gente era anche più numerosa e si divertiva tantissimo, perché era questa la Festa di San Bartolo, voluta e amata da tutti i liparoti e Eoliani sparsi nel mondo che attraverso i video di Bartolino Leone (e di altri siti Eoliani) che col suo Notiziario ci fa sentire vicini alla nostra gente, al nostro Santo Patrono. Ricordo come fosse oggi, le barche cariche di paesani che con le loro famiglie arrivavano dalle Isole vicine per onorare San Bartolo e sostavano a Marina Corta. La festa di San Bartolo deve accontentare anche i giovani, che amano la musica moderna, Pop/Rock/Jazz e altro nelle Vie limitrofe (per dare sfogo alla loro giovane età e senza timore) a Marina Corta, perché la Festa di San Bartolomeo, deve essere la festa di tutti gli Eolian, turisti, ospiti e non. Bisogna ricordarsi anche del sacrificio degli uomini che portano il Santo, i sacrifici delle Confraternite maschili e femminili che con la loro presenza onorano San Bartolomeo e il loro sacrificio è puramente fatto di fede e devozione.

La festa di San Bartololmeo è un momento di aggregazione religiosa e di preghiera in onore del Santo ma, è anche un momento di festa in suo onore. A tale proposito vorrei ricordare la grande venerazione che aveva l’amico scomparso alcuni anni fa e mai dimenticato: Minicuzzu Lo Surdo, degno personaggio di grande stima e devotissimo di San Bartolo dei pescatori. Auguro un buon lavoro al comitato della festa e che San Bartolo l’illumini.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-07-19T08:28:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Una granita al Caffè con panna e brioche al bar del “Nuovo Salotto di Lipari”. Non è una colazione alla Continentale, né Inglese, francese o tedesca, questa è una semplice colazione tipica di un’usanza che dura nel tempo immemorabile, nata da maestria artigianale che a differenza del gelato, la granita, può essere al caffè con panna, ai gelsi, limone, alla mandorla o altri gusti, ma sempre accompagnata con una brioche inzuppata nel bicchiere (non abbiate timore del “Bon Ton” è un’usanza tutta locale). In qualsiasi gusto la chiediate, la semplice granita è una specialità di Lipari e Isole Eolie, Messina, Catania, Siracusa, Ragusa, quasi sconosciuta a Palermo, Trapani, Enna, Caltanisetta e Agrigento, non essendo una loro specialità.

Non parliamo delle granite di Venezia, Milano, Bologna oppure di Verona o di Brescia e altrove dove miscelano e formano le granite con ghiaccio tritato e sciroppo, che nulla hanno a  che vedere con le autentiche e artigianali granite siciliane e anche della costa calabrese più vicina a Messina. Paese che vai, usanza che trovi dunque, mentre la granita fatta a Lipari è una vera specialità, degna di essere protetta, anche se le qualità sono leggermente diverse da un locale all’altro sia a Lipari che a Canneto, mentre mi risulta che le migliori granite si gustino da Alfredo a Malfa (le barche ci vanno apposta per gustarle un pò come gustare anche ”u pani cunsatu” (pane condito alla moda isolana). Andate dove volete, ma gustate queste famosissime specialità locali e fate una buona colazione alla liparota e per una volta lasciate perdere il cornetto e il cappuccino, quello lo fanno ovunque. Ho avuto modo invece di passeggiare e vedere il “Salotto di Lipari” o almeno quello che sarebbe dovuto essere “il nuovo Salotto di Lipari” ovvero la grande piazza di Marina Corta.

Ad onor del vero qualcosa di cambiato l’ho visto. Ho notato quattro strisce al centro della Piazza di Marina Corta per fare posto a 4 Taxi. Al centro di essa, durante il tardo pomeriggio al calar del sole, la piazza è adibita al gioco del pallone per i più piccoli che non avendo altro campetto usano la piazza per disturbare i turisti che prendono l’aperitivo o quelli che si accomodano al ristorante per consumare una cena in tutta “tranquillità”. Nessuno vigila su questi fanciulli che schiamazzano come se niente fosse, mentre i genitori o parenti sono seduti sul muretto e assistono compiaciuti ma con indifferenza, tanto la piazza è tutta per loro. Ma se qualche pallone andasse a finire dentro il ristorante o ai bar più vicino, causando insicurezza e dispiaceri ai clienti e al personale in servizio, cosa succederebbe?

Mentre tutto quanto avviene con una naturalezza e inosservanza. Nel nuovo salotto, tranne le strisce, non è cambiato nulla, anzi sempre peggio soprattutto quando un turista o cliente locale tranquillamente si sta gustando un Cocktail preparato dal Barman Giancarlo D’Ambra del bar il Gabbiano o gustando le pietanze tipiche del Ristorante Al Pescatore, preparate dal giovane Chef Antonio Buscema, all’improvviso un suono assordante arriva dall’altro Bar con toni di musica altissima, in barba dell’alto volume dei decibel che disturba i frequentatori impedendo di parlare e di dialogare in quanto non si sente nulla. Incredibile ma vero, l’indifferenza e la mancanza d’altrui rispetto non esiste su questa indiscriminata usanza di fare musica chiassosa infischiandosene del “Savoir Faire” che va a farsi benedire, come dicono i nostri cugini francesi vicini di confine.

Buon Nuovo Salotto di Marina Corta a Tutti.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-07-17T08:51:34+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Turismo, Curiosità &  Usanze. Giornate di fuoco ovunque ma molto pericolosa per i tanti turisti circondati da un impetuoso incendio in Sardegna, che minacciava tanti turisti che facevano il bagno nella famosa località turistica di San Teodoro a pochi chilometri da Olbia, porta della Sardegna e della Costa Smeralda. San Teodoro è una località turistica famosa e affollatissima della costa centro orientale sarda abituale regno di turisti laziali e romani dove le cazzottate notturne tra sardi e loro non hanno più storia e fanno parte del fenomeno turistico nostrano.

Si sono anche concluse le vacanze milionarie del Sultano dell’Oman, il terzo uomo più ricco del mondo, trascorse in alberghi di lusso tra Cagliari, Villasimius e Santa Margherita di Pula.

Il Sultano dell’Oman è stato affascinato dai colori e dai forti sapori e profumi della verdissima macchia mediterranea: ginepro, lentisco, corbezzolo, soprattutto del mirto e per “L’Acqua di Sardegna”, il marchio made in Alghero che produce creme e profumi. Il Sultano incuriosito, ha fatto grossi acquisti di questi prodotti per fare omaggi ai suoi oltre mille ospiti a bordo del suo megayacht, una città galleggiante attraccata in uno dei moli del porto cagliaritano. Durante il soggiorno nell’antica Karalis, il Sultano dell’Oman, Said Al Said, in una Città bloccata, ha offerto in segno di gratitudine alla Città di Cagliari, un concerto eseguito dalla banda della Guardia reale dell’Oman nel sagrato della Basilica di Bonaria (La Patrona della Sardegna). A presentare la serata, Marina Senesi di Caterpillar.

La scaletta è stata varia con musica tradizionale italiana, il brano siciliano Sciuri, Sciuri, Puccini, Rock, Araba, Jazz e Pop. Il pubblico presente nella grande piazza sottostante la Basilica della Vergine, non si è lasciato intimidire ed ha ballato danze arabeggianti con i moltissimi omaniti presenti e ballato in assoluto silenzio e commozione, quando la Banda ha intonato il brano musicale di Andrea Parodi, “Non Potho Reposare”, il cantante dei Tazenda, deceduto alcuni anni fa.

Il Capo di Stato del Governo dell’Oman, il Sultano Said Al Said, stamattina all’alba con le auto di lusso al seguito hanno precorso la strada tra la Città e l’aerostazione, dove il suo Boeing personale 747-800 già in attesa, è immediatamente decollato dall’Aeroporto Internazionale di Cagliari Elmas presidiato già da ieri sera con destinazione ignota. Le circa mille persone al seguito del Sultano con il megayacht lasceranno a giorni la Sardegna, proseguendo la crociera, portandosi appresso dalla Sardegna, un carico enorme di prodotti tipici, gastronomici, tessuti e artigianato di alto valore, apprezzato in tutto il mondo, ma soprattutto, essi si portano un buon ricordo della Sardegna e della profonda ospitalità della gente del posto. Anche questo, fa parte di quel fantastico mondo del turismo.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-07-16T08:43:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

L’Oro Blu del Turismo e l’avanzata del Nuraghi.

Il nostro Bel Paese è dentro una turbolenza turistica senza precedenti e per sopravvivere abbassa i prezzi per salvare il salvabile. Dalla Sardegna alla Sicilia, Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Calabria, Lazio, ovunque è una valle di lacrime.

L’unica Regione italiana a sorridere è la Puglia del tavoliere, che forte del primo posto nella graduatoria del turismo italiano, vede crescere nel 2012 un aumento del flusso turistico + 5%.

Sarà forse la politica turistica pugliese a dettare le condizioni dei mercati turistici che da alcuni anni la vedono in vetta al primo posto fra le Regioni turistiche anche su quelle di maggior prestigio.

La Regione Puglia, non è soltanto la prima della classe in campo turistico ma lo è anche nel campo alimentare, artigianato caseario, industriale agrario, edilizio e la disoccupazione è ridotta all’osso. Merito della Regione Puglia dunque e a tutti quegli uomini che hanno saputo e continuano a dimostrare con una punta d’orgoglio il loro prestigio e la loro professionalità acquisita anche in campo alberghiero visto che dalle loro scuole alberghiere sfornano giovani e seri lavoratori professionisti richiestissimi anche all’estero. L’oro blu italiano del turismo per la maggior parte si tinge del più profondo nero corvino.

La Sardegna, l’Isola della vacanza per eccellenza, soffre come le altre Regioni, anche se, la Provincia Gallura dell’ex AGA KHAN Principe Karim ex proprietario della famosa Costa Smeralda ora di proprietà del Sultano del Qatar, è frequentata da molti Arabi e Russi miliardari. Anche qui in Gallura si piange come si piange da tempo anche nel Golfo di Orosei, Santa Margherita di Pula, nella Città catalana di Alghero, Olbia, Golfo Aranci, Baia Sardinia, Budoni, San Teodoro, anche se sono state abbattute di molto i prezzi, non si riesce ancora a decollare. Il problema è soltanto degli alti costi dei trasporti navali, gli aerei delle svariate compagnie internazionali viaggiano appieno carico e le Compagnie voli Low Cost hanno affilato le armi e viaggiano offrendo ai passeggeri dei pacchetti tutto incluso e senza sorprese. A dimostrazione che i primi a far crollare già dallo scorso anno il mercato turistico sono stati gli alberghi a quattro e tre stelle che ha colpito il ceto medio della popolazione più numerosa italiana.

Per quanto riguarda la più famosa Costa del Mondo quella che una volta si chiamava smeraldina come i proprietari che la vendettero, non ha grandi problemi ma qualcosa comincia a scarseggiare anche qui nel mondo di quei V.I.P. di una volta scomparsi, come sono scomparsi dai porticcioli turistici di Porto Cervo e Porto Rotondo, Panfili e Yacht di alto mare attraccati in quel Mare Mediterraneo africano a noi più vicino.

In considerazione delle tante ombre e nuvole che appaiono più minacciose, alcuni imprenditori turistici oltre a offrire pacchetti in alcuni alberghi diffusi di piccolo lusso ben arredati e con costi bassi adducendo che oggi non bastano più il sole, le belle spiagge e la gente vuole risparmiare avendo anche un buon servizio di qualità al prezzo giusto. Un’idea turistica molto singolare è dell’interno della Sardegna, presentata con enfasi come pezzo forte d’escursione da alcune giovani donne imprenditrici che come sulle orme del popolo dei Nuraghi, con molta fantasia e un pizzico d’ironia, provano a soddisfare la voglia di quel turismo culturale del luogo; facendo un salto indietro nel tempo proponendo un pacchetto di fine settimana con pernottamento preistorico e dove il turista vivrà nella vita quotidiana, fra danze tribali, pelli conciate, accendere il fuoco, lavorare l’ossidiana con le tecniche del popolo che abitava proprio i Nuraghi di diecimila anni fa (la Sardegna è ricca di ossidiana).

L’idea della preistoria merita un approfondimento non tanto per la novità e come antidoto alla crisi, ma soprattutto a far rivivere le sensazioni ataviche quando gli uomini erano un insieme con la natura. Chi ha provato questo esperimento turistico dal costo di 300 euro tutto compreso, l’ha trovato entusiasta, come la cena primitiva a base di pane carasau, formaggio pecorino e vino cannonau. Un saporito pernottamento nel capanno nuragico e un profondo sonno in mezzo ad una natura d’incomparabile bellezza incontaminata, è assicurato.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-07-15T09:01:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra*

Sono sconcertato dalla notizia delle blatte rosse che se è vera, starebbero infestando la Città di Napoli e che arriverebbero dalle Isole Eolie attraverso le navi che collegano la Campania, ascoltata stasera per due volte. Ero incredulo e dopo averla ascoltata su Rai 1, l’ho riascoltata su Rai 2 (ieri 7 luglio delle ore 20 e successiva ora 20.30).

Lo considero un dovere di cittadino rispondere a questa eclatante notizia poiché ho visitato Lipari il periodo scorso, desidero comunicare la mia opinione in merito alla notizia apparsa anche sul Notiziario online di Repubblica. La notizia è stata allarmante, infamante, sicuramente con l’intento di distruggere quel meraviglioso turismo che si svolge nelle incantevoli Eolie e soprattutto nella Capitale dell’Arcipelago Lipari. Ho avuto il piacere d’aver soggiornato meravigliosamente dal 10 giugno al 1 luglio u.s.

Da osservatore ho avuto modo di viaggiare sugli ottimi Aliscafi della Compagnia Ustica Lines, Taxi, Bus di linea, igienicamente perfetti. Ho avuto modo anche d’incontrare amici, parenti, politici, giornalisti, imprenditori, medici, farmacisti, d’aver frequentato una cerimonia nuziale, bar, ristoranti, pizzerie, panineria, gastronomie, pasticcerie, alberghi negozi, market, chiese, passeggiato in lungo e in largo nelle strade e vicoli del centro storico e sino all’osservatorio dove ho ammirato un panorama unico, a Pianoconte dove ho cenato in un agriturismo assieme ad alcuni amici e ovunque l’ordine e la pulizia regnava sovrana.

Non mi risulta assolutamente aver assistito ad alcun fenomeno e di non aver mai visto neppure l’ ombra di blatte rosse o gialle e di nessun animaletto sia di giorno che di notte. La notizia mi è subito apparsa infamante e degna della più grande stupidità umana, anche da parte di chi l’ha annunciata senza prima informarsi della provenienza. La grave notizia, merita un’immediata smentita da parte di chi di dovere per non mettere altro allarme che a causa della grande crisi mondiale sta attraversando il periodo più nero di tutti i tempi, mettendo a dura prova il comparto turistico e tutta l’economia. Ci mancherebbero anche le blatte rosse a danneggiare le bellezze immacolate delle Isole Eolie “Patrimonio dell’Umanità Unesco”.

Il mio più grande in Bocca al Lupo all’Amministrazione comunale di Lipari e Isole, a tutti gli Imprenditori turistici e tutta la Comunità Eoliana e turisti, compresa anche la meravigliosa Campania, con l’augurio che tutto si risolva al più presto. Grazie di cuore amici di Lipari, un saluto grande, grande, Auguri di cuore, non meritate questo affronto, con affetto.

*Presidente Associazione Direttori Albergo – Sardegna

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-07-08T13:25:41+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Sono rientrato a Cagliari domenica pomeriggio. Partito da Lipari alle 07.50. A causa del grande traffico sul cielo dell’Aeroporto di Cagliari Elmas, causato dalla partenza di un Sultano Arabo per destinazione ignota tutto l’Aeroporto era bloccato sia per gli arrivi che per le partenze. Probabilmente si trattava del Sultano che ha acquisato la Costa Smeralda che spesso torna in Sardegna per visitare il suo nuovo gioiello di alberghi a cinque stelle di lusso. 

In Aeroporto non si capiva più nulla, i monitor segnalavano l’arrivo dei bagagli ma non erano quelli
della destinazione giusta. L’aereo della Blu Express proveniente dall’Aeroporto di Catania che sarebbe dovuto arrivare a Cagliari alle ore 15, 55 è partito con circa 100 minuti di ritardo ed è arrivato alle ore 18.00 circa. Ho recuperato il bagaglio soltanto alle 19.00 circa. Sono arrivato a casa alle 19.30, dopo circa dodici ore dalla partenza da Lipari. Comunque tutto è andato bene. Meglio non lamentarsi…
Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-07-06T11:15:41+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra. Auguri a…

fdambra13.JPGdi Felice D’Ambra

Dalla Sardegna attraverso Il Notiziario online delle Isole Eolie di Bartolino Leone, i miei migliori Auguri di Buon Compleanno a Piero Roux.

 

Da Cagliari in linea Felice D’Ambra. Auguri a…ultima modifica: 2012-04-27T07:34:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Dopo l’assordante silenzio turistico della Sardegna, il sorriso, “apparente”riprende il suo cammino. Oggi nella Capitale della Barbagia di Ollolai, dopo 18 anni circa di assenza dall’ultima volta dell’allora Commissario dell’ESIT (Ente industrie turistiche sarde), Luigi Crisponi, attuale Assessore Regionale al Turismo, torna a risplendere nella sua realtà turistica dell’interno della “Sardegna” la B.I.T.A.S (Borsa Internazionale del Turismo Attivo).

E’ così, da oggi 30 marzo e fino al 3 di aprile, la Città di Grazia Deledda, di Francesco Ciusa (autore della meravigliosa statua “La Madre dell’Ucciso” di Salvatore Satta, l’autore de “Il giorno del giudizio” di Antonio Ballero pittore e scrittore, di Sebastiano Satta, il poeta dei canti barbaricini e di tanti altri uomini di grande prestigio, la città di Nuoro è pronta ad accogliere numerosi Seller e Buyer Internazionali partecipanti di BITAS 2012, per rilanciare il turismo attivo e per destagionalizzare il prodotto turismo dell’interno della vera Sardegna d’altri tempi e ridare un po’ di sollievo agli imprenditori turistici.

Luigi Crisponi, l’uomo di punta di diamante del turismo sardo, del turismo d’eccellenza, ha sofferto del grande silenzio dopo l’andamento non tanto magico della B.I.T. Milano e I.T.B. di Berlino, definite da grandi professionisti, soltanto delle vetrine e passerelle. Gli irriducibili amanti delle vecchie Fiere turistiche, quei nostalgici veterani (come me), arroccati alla nascita della BIT di Milano nata nel 1981, amano come allora sentirsi uomini di quel turismo d’altri tempi, ricordando la migliore epoca turistica e la grande faziosità di queste Borse mondiali del turismo. Quel mondo del turismo nostalgico, purtroppo, oggi, paragonato al mondo di Internet, desta soltanto grande nostalgia e il turismo, inesorabilmente sta voltando una pagina storica. Il mondo delle Borse del turismo (secondo il mio parere), sta voltando pagina anche se non definitivamente e gli irriducibili frequentatori delle Fiere, per ovvie ragioni non vogliono ammetterlo mentre il mondo d’Internet aumenta vertiginosamente a discapito proprio delle Fiere.

In questi giorni la Capitale della Barbagia di Ollolai, la Città dei misteri, dei miti, dei sortilegi, apre le vecchie strade alla drammaticità della sua antica bellezza paesana e alla sacra ospitalità che la circonda. Era giovedì, 23 marzo della scorsa settimana, quando assieme al mio amico nuorese puro sangue, Giacomo Dore, quando abbiamo deciso di rivisitare gli antichi rioni, il viale della solitudine che si affaccia selvaggia e a bruciapelo su una profonda lontananza per ammirare seppure di notte, dove lo sguardo si perde nell’oscurità, l’affascinante cittadina bianca di Oliena (il paese degli scialli, delle belle donne, di Peppeddu Palimodde il pioniere del turismo degli anni settanta), schiacciata dalla possente ombra del maestoso monte bianco dolomitico “Corrasi”. Non posso fare a meno di immergermi nei pensieri e rivedere anche il paese di Orgosolo, il più misterioso dell’intera Sardegna dove fa folclore Grazianeddu Mesina il celeberrimo ex bandito, che ora vive libero nel suo paese tra i murales che parlano anche di lui. La casa Museo di Grazia Deledda, mi riporta ai suoi magnifici romanzi e mentre attraversiamo la piazza creata da Costantino Nivola, il grande scultore sardo morto a New York, essa mi riporta a Sebastiano Satta, il poeta dei canti barbaricini. Tutto è rimasto nel silenzio, intatto come allora, avvolto nel mistero di quei anni, dove le viuzze s’intrecciano di frasi non dette ma sussurrate, in quelle case basse di pietra degli antichi rioni di Santu Predu e di Seuna, le vie della storia della vecchia Nuoro, della civiltà nuorese, tra quelle case ch’è un museo a cielo aperto. Secondo la mia opinione, resomi conto di tanta bellezza, gli abitanti nuoresi, non si sognano neppure di avere una meravigliosa bellezza nascosta fra le mura di questa Città incantata, capace di mostrare una rara bellezza allo stato puro.

BITAS, la Regione Sardegna e l’Assessore al Turismo puntano ad un modo nuovo per professionalizzare chi si occupa di turismo. Ormai non bastano più: le belle bianche spiagge, il mare azzurro, le bellezze del posto, certo hanno la sua grande importanza, ma non bastano più. I vacanzieri, più agguerriti che mai, oltre alle bellezze, alla cultura, natura, ambiente, vogliono trasporti adeguati, informazioni, professionalità ovunque si parli di turismo, vogliono servizi e qualità dei servizi, un’ottima cucina del territorio, enogastronomia ed anche il folclore tipico del posto, ma vogliono anche assistenza quella calda accoglienza, ospitalità e un caldo sorriso che non costa nulla e che ovunque manca.

Oggi ci saranno vari seminari sul turismo e il Work Shop tra 200 Seller e 90 Buyer provenienti da tutta Europa.

Al termine dei lavori tutti i Buyer partiranno per un Educational Tour di due giorni per far conoscere la Sardegna della costa, quella dell’interno che rispecchia la vera Sardegna e per la conoscenza delle rispettive aziende dei Seller partecipanti a Bitas 2012. Il tre aprile termine e partenza dei Buyer Italiani, stranieri partecipanti e tutti i Seller presentatori dell’offerta turistica isolana. Luigi Crisponi, anche se oggi ha subito un duro attacco da parte di un quotidiano locale per le troppe spese a causa della partecipazione alla B.I.T. di Milano, si dice convinto che il prodotto della terza BITAS produrrà i suoi frutti e rilancia la sfida alla prossima BITAS 2013.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-03-31T09:49:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambrapiccola.jpgdi Felice D’Ambra

Quando il tiranno tempo me lo consente, seguo con molta attenzione l’ interessante Notiziario online delle Isole Eolie, ben organizzato, indispensabile strumento informatico ricco di notizie per tutti i lettori vicini e lontani e per noi Eoliani sparsi nel mondo. Le notizie che provengono dalla nostra Lipari soprattutto in questi ultimi tempi sono stati disastrosi a causa  del maltempo e non solo, tragici per fatti delittuosi avvenuti, come il dramma quasi annunciato che ha colpito la sventurata giovane madre che ha perso il suo bambino prima di nascere.

Oggi, in un mondo che è prigioniero di una politica balorda, incomprensibile e di inconcepibile convivenza con la comunità liparota, la politica del “menga” che assieme alla politica sanitaria, fanno parte integrante del trionfo di un’eclatante imbecillità che sta facendo rabbrividire l’umana civiltà. Queste figure di cartone, uomini politici che fanno parte della nostra Repubblica Italiana e Regione Siciliana, decidono le sorti di chi deve nascere, dove nascere e non nascere a Lipari, il paese distrutto dalle forti mareggiate.

Questi personaggi in cerca d’autore, che dovrebbero conoscere la realtà dell’Arcipelago Eoliano composto da sette Isole lontane fra loro, dove una popolazione abituale di 15mila abitanti circa, vive in mezzo alle intemperie del vento e della forza del mare e sovente rimangono per giorni isolate dal resto del mondo. Senza tanti preamboli e con una buona ragione di sopravvivenza per gli abitanti, il Capoluogo dell’Arcipelago Eoliano dovrebbe avere la disponibilità di un attrezzato ospedale, mentre invece si preferisce utilizzare e sperperare milioni di Euro per trasferimenti di ammalati con elicotteri in altri ospedali della “terraferma”. In un mondo fatto di ladri, assassini, burocrati. Lestofanti, fannulloni che ci circonda, tutta la comunità Eoliana subisce ingiustamente la loro crudeltà mentale, e qualcuno osa parlare di “buona sanità” in un momento di tristezza per una mamma che ha perso il suo bambino e al rischio di morte di  altri.

In un mondo dove gli “Uni” sono i privilegiati e “gli altri”che non esistono, niente ha valore, niente ha più un senso e l’indifferenza per la vita scorre lenta e a ritroso, come nel tempo del passato dove ad una madre sventurata è stato negato il diritto alla vita del proprio figlio, morto prima di venire al mondo. Ora quel bimbo che non ha visto la luce, vive con gli angeli del cielo, vegliando sulla mamma addolorata che non l’ha visto neppure nascere.

Probabilmente per dolo, negligenza o insufficienza di chi ha la responsabilità, o quello che sia stato, quella giovane madre disperata si trova ancora in ospedale a Messina e tutte le parole più belle del mondo, non servono purtroppo, a ridarle il suo bambino. Il dolore di questa madre che ha perso il bene più prezioso prima di nascere, è unico, indissolubile e questa è l’unica, amara consolazione di una triste vicenda, che a quanto sembra, continua nell’infinito. A Lipari, in questo luogo, dove sarebbe dovuto nascere un bimbo, si è invece consumata una tragedia che poteva essere evitata. Dopo, questo deplorevole atto, che almeno politici ragionevoli, uomini prima di tutto, abbiano il senso della giustizia e prendano in seria considerazione, di salvaguardare per il futuro il diritto a tutte le mamme Eoliane (e a tutta la comunità Eoliana), di far nascere i propri figli nel Capoluogo dell’Arcipelago e curare gli ammalati, perché questo è un loro sacrosanto diritto. Il Diritto alla Vita, Non alla Morte!

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-03-17T11:08:04+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

di Felice D’Ambra

felice.JPGLa Magica Sartiglia di Oristano.

Nella Città di Eleonora D’Arborea di Oristano, in programma la spettacolare e antichissima “Magica Sartiglia” che da tempo immemorabile allieta migliaia di spettatori. La Magica Sartiglia di origine spagnola e regina del Carnevale di antica tradizione di Sardegna, è nata nel lontano 1555. Oggi, come da 457 anni, la fantastica Sartiglia è divenuta negli anni una girandola di pariglie, di cavalieri in costumi, maschere e ancora senza un graffio, continua il magico cammino sempre più ambita e amata da tutti gli appassionati di questo meraviglioso Carnevale.

La “Sartiglia” Sortija in spagnolo, e “Su Componidori ” (Componedor), nata felice1.JPGcome festa contadina, nel tempo è divenuta carnevalesca ricca di maschere e di ricchi costumi di Cavalieri e damigelle in costume tipico del posto. Niente a che vedere all’altro fantastico “Carasciali” (Carnevale di Gallura, nel vicino territorio della Costa Smeralda). L’emozionante vestizione del “Su Componidori” è un momento particolare, quasi magico e di grande carica emotiva: due bellissime ragazze “Sas Massaieddas” in costume tipico oristanese, vestono con cura immacolata e nei minimi particolari, colui a cui spetta il diritto d’essere “Su Componidori”. Per assistere al privilegio della vestizione, sono ammessi soltanto poche persone importanti facente parte del comitato.

Ogni mutamento della vestizione, avviene in un’atmosfera irreale e  solenne, e la magia della trasformazione dell’elemento più importante, è quando la maschera viene assicurata sul volto del “Componidori” stretta da legacci, fazzoletti di seta che fasciano la nuca e il viso del cavaliere, che in quel preciso momento, non esiste più e mentre il rullo dei tamburi si fa sempre più assordante, “Su Componidori” è un semidio sulla terra senza gioia, dolore e senza sesso; la maschera appare androgina maschile e femminile allo stesso tempo. La Sartiglia di Oristano è una spettacolare giostra equestre in maschera d’altri tempi, in quanto non supporta maschere di cartapesta o plastica e quelle usate sul volto dei cavalieri e da Su Componidori, sono di particolare lavorazione di legno artigianale locale.

La Sartiglia con la spettacolare benedizione dei Cavalieri, dà l’avvio al Corteo seguito dai Tamburini e felice2.JPGTrombe rigorosamente in costume creando un impatto e un fascino sacrale. Importantissima è la preparazione e copertura della terra su tutta la lunghezza del percorso di qualche chilometro. Le spericolate pariglie effettuate dai cavalieri con la spada in mano che a velocità pazzesca, devono trafiggere il centro del simbolo della stella appesa ad un filo posto al centro della strada in alto e portarla via. Centrare con la spada e col cavallo in corsa la stella, non è cosa facile e qui entra il gioco tutta l’abilità, l’esperienza e l’occhio dei cavalieri che devono centrare il foro della stella.

Quest’atto è di grande importanza per colui che centra la stella in quanto equivale al significato di vittoria per godere della predilezione della fertilità della terra e della donna, ed avere un ricco raccolto durante tutta l’annata. Oltre ad essere una festa di Carnevale, ricca di cavalieri a cavallo, di gruppi in costume provenienti da buona parte della Sardegna, sono molto apprezzati i meravigliosi costumi di rara bellezza e di grande pregio indossati da donne ingioiellate e bellissime accompagnati da uomini anch’essi in costume che per l’occasione effettuano danze meravigliose seguendo i magici suoni di organetti tipici.

La Città di Oristano patria una volta della grande Giudicessa Eleonora  D’Arborea, per qualche settimana la manifestazione carnevalesca della Sartiglia, la Città di Oristano, offre una grande organizzazione unica e   di grande richiamo Internazionale e in quei giorni è presa d’assalto da giornalisti, troupe televisive e da migliaia di turisti atterrati all’Aeroporto di Cagliari Elmas, Alghero Fertilia e di Fenosu di Oristano, provenienti dalla Francia, Germania, Spagna Gran Bretagna e dalla Penisola, molti anche i visitatori regionali. Per l’organizzazione della Sartiglia di Oristano, gli imprenditori turistici e gli abitanti hanno avuto il merito di offrire una meravigliosa ospitalità e ogni turista si porta appresso un ricordo indelebile, non solo della Sartiglia di Oristano ma di tutta la gente di Sardegna.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-02-20T09:14:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

L’imbarazzante e amara battuta di Paolo Villaggio.

Il problema delle nascite nella Regione Sardegna, popolata da un milione e seicentomila abitanti circa e affollata da milioni di pecore sparse in tutto il territorio, condotte al pascolo da migliaia di pastori e servi pastori che fanno parte integrale dell’arcaica e tradizionale vita poverissima pastorale che hanno un rapporto giornaliero di convivenza indissolubile in quanto gli animali devono essere munte almeno due volte al giorno. Questo rapporto di convivenza con gli animali è stato frainteso sgradevolmente da un’infelice battuta di Paolo Villaggio durante la trasmissione televisiva di Rai3, inrisposta alla domanda del giornalista Oliviero Bea conduttore della trasmissione “Brontolo”. Prima di fare commenti, è bene conoscere qualche identità della mentalità e tradizione del popolo sardo che ha sempre vissuto con poche alternative: nessun posto di lavoro pubblico fisso, nessun cantiere di rimboschimento, nessuna fabbrica né energia elettrica e niente acqua né strade per arrivare fino agli ovili lontani dal paese. Ma in compenso, camionette di carabinieri e volanti della polizia battevano il territorio per stanare i lupi dalle tane o almeno per controllarli.

Negli anni cinquanta e forse ancora prima,la Sardegnaera considerata la più inaccessibile delle Regioni italiane, da sempre abbandonata dallo Stato quasi inesistente e sempre rimasto estraneo fuori la porta a presidiare il territorio con militar armati e con posti di blocco ovunque con uomini armati con i mitra puntati, soprattutto nel territorio nuorese, barbaricino e non solo. La dimostrazione della presenza dello stato è ancora oggi presente ma descritta e visibile sui “Murales” nel paese di Orgosolo, definito il più misterioso e famoso per il banditismo della Barbagia di Ollolai, che attraverso i disegni sul muro, raccontano ancora la storia del terrore e degli anni di piombo.La Sardegna, Isola quasi un Continente, è stata da sempre denigrata, umiliata e lungamente saccheggiata dei raccolti dei contadini per rimpinzare i granai di Roma e di seguito dai governanti piemontesi, che l’hanno defraudata distruggendo meravigliosi boschi, intere foreste incontaminate e alberi di pregio per essere poi imbarcati sulle navi perla Penisola.

Per rendere più forte l’idea, un’altra razzista battuta avveniva del secolo scorso (forse in silenzio ancora oggi): “Ti sbatto in Sardegna” che all’epoca era la frase del giorno enunciata enfaticamente da gerarchi militari, governanti e politici di turno che minacciavano di punire carabinieri, militari, subalterni e disubbidienti che battevano la fiacca nel servizio soprattutto al Nord Italia. Da allora, in quelle grandi Città del Nord, del continente italiano e non solo, gli emigrati sardi oltre ad essere titolati terroni, erano anche additati col nomignolo di pecorari e asinelli sardegnoli. Eppure quest’antica terra, ha dato i natali a due Presidenti della Repubblica Italiana e un Premio Nobel per la letteratura all’unica donna, la scrittrice Grazia Deledda. Anche a quei tempi venne la crisi e i giovani furono costretti ad emigrare al Nord Italia, nelle miniere del Belgio e sparsi in Europa e nel mondo ed in ogni angolo della terra, ancora oggi si ritrovano nei vari Club creati per stare uniti in ogni Nazione. Nei paesi sperduti del Gennargentu e della Barbagia abbandonati dai giovani, i vecchi e anziani genitori rimasti soli, costretti a badare e curare i figli più piccoli e per mancanza di mano d’opera per governare gli ovili, prelevavano i ragazzi in tenera età dalla scuola per custodire gli ovili giorno e notte quelle poche bestie rimaste che servivano per la loro sopravvivenza. E così quei ragazzi di appena sette anni, divennero custodi e a stretto contatto con gli animali e per riscaldarsi dal gelido inverno stavano a contatto con le pecore. Tutto nasce dal libro autobiografico (padre padrone) dello scrittore Gavino Ledda che prelevato da scuola dal padre, fu portato all’ovile e lì lasciato fino alla partenza per il militare. Soltanto in quel tempo Ledda ha avuto la possibilità di studiare, laurearsi e scrivere il libro che descrive fedelmente la sua vita da pastorello a contatto con le pecore. Nel film tratto del suo romanzo, realizzato dai fratelli Taviani (padre padrone), Gavino Ledda ha contribuito con la sua diretta consulenza a determinare un film che rispecchia la povertà delle famiglie e la vita dei pastori di quei anni sessanta. L’uscita del film, ha destato scalpore, malumore e disprezzo nel popolo sardo soprattutto nella più arcaica Barbagia, che non ha mai gradito né perdonato lo scrittore di come ha descritto i fatti nel film.

Soltanto negli anni settanta, l’intera Regione Sarda, si prende la prima vera rivincita sociale nei confronti della Penisola, quandola Cagliaricalcio di Scopigno e di “rombo di tuono” Gigi Riva, vinse il campionato italiano di calcio nel 1970. La trasmissione di RAI 3 “Brontolo” condotta in studio da Oliviero Bea, l’attore Paolo Villaggio, intervistato dal conduttore televisivo in riferimento alle poche nascite in Italia e soprattutto in Sardegna, ebbe l’infelice e spontanea battuta di rispondere che nell’Isola non ci sono nascite in quanto i pastori non fanno figli perche non hanno rapporto con le donne ma scopano le pecore. L’infelice battuta detta probabilmente per creare ilarità nei presenti e ospiti alla trasmissione e agli ascoltatori televisivi del mattino, ha fatto immediatamente eco in Sardegna, creando un grandissimo malumore tanto che il Governatore Ugo Cappellacci, ha fortemente reclamato col conduttore e dirigenti Rai. Dopo la gaffe di Villaggio, il conduttore Oliviero Bea ha voluto dedicare interamente una trasmissione alla Sardegna puntando i riflettori sull’Isola e sul romanzo “padre padrone”invitando il Governatore Cappellacci, Massimo Zedda (Sindaco di Cagliari), il Sen. Luigi Zanda, Giorgio Meletti del fatto quotidiano e Michele Azzu, fondatore del blog “L’Isola dei Cassintegrati”. Il popolo sardo ha considerato come “riparatrice” la trasmissione, quasi come un risarcimento televisivo causato dall’infelice battuta di Paolo Villaggio ma Oliviero Bea ha tenuto a precisare che la trasmissione in diretta è stata un approfondimento per accendere un dibattito sulla vita dei pastori sardi e sulle nascite in Sardegna. Prima della conclusione della trasmissione “Brontolo” Paolo Villaggio si è profondamente scusato col popolo sardo. Secondo il mio pensiero, sarebbe troppo lungo approfondire sul libro di Gavino Ledda e sul Sig. Paolo Villaggio che i sardi conoscono benissimo……, ma io, per la delicatezza del fatto, mi fermo qui.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-02-16T11:24:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

La Mala Consolazionedi un’Aviosuperfice non voluta.

Da tempo immemorabile l’Isola di Lipari e le sorelle Eoliane, a cause di grosse mareggiate, sono oggetto di isolamento. Il dio dei venti Eolo, come gli amministratori comunali e politici liparoti “personaggi in cerca d’autore” che per indolenza o per indifferenza, non sono mai stati capaci in tutti questi anni, a sfidare il dio Eolo con un ammirevole progetto e creare almeno un porto in sicurezza. E così, come nei secoli passati, ancora oggi, si continua a restare isolati dal resto del mondo. Alcuni anni fa l’Eolian/Sardo Ing. Vincenzo Cincotta, che vive a Cagliari e sovente rientra a Lipari, notando la catastrofica situazione dei trasporti che affligge gli abitanti, soprattutto i pendolari, studenti e il comparto turistico, a subire il disagio ed anche il danno economico per il mancato rientro a casa, decide di proporre all’Amministrazione comunale, un progetto per la realizzazione di un’Aviosuperfice da costruire su un territorio abbandonato, utilizzato a discarica abusiva in un vallone della frazione di Quattropani, dove non pascolano neppure le capre.

Qualche settimana fa, ho appreso dal Notiziario online delle Isole Eolie del Direttore Bartolino Leone, la notizia della definitiva chiusura della Società dell’Aviosuperfice dell’Ing. Cincotta. La notizia non mi ha colto di sorpresa in quanto alcuni anni fa, avevo avuto sentore del diniego dei liparoti di scoglio, abituati soltanto al rumore degli elicotteri del soccorso del 118. Personalmente, anche se ero già rassegnato all’idea di non arrivare più in aereo a Lipari, mi sono ugualmente rammaricato nell’apprendere la notizia. E così, perso le speranze di volare sopra le Eolie, anche se a  malincuore, rispetto il volere dei liparoti che non amano volare.

Quello che più amareggia e non solo me, non è la mancata realizzazione di un’opera interessante per se stessa, ma è l’amara consolazione e rassegnazione di un popolo sparso nelle sette Isole, in quanto non ha afferrato che la costruzione dell’Aviosuperfice sarebbe stato un mezzo di collegamento veloce (come avviene ovunque nel mondo, anche nelle più piccole Isole che vivono di turismo), con aerei da cinquanta posti (simili a quelli che ancora oggi collegano Palermo a Cagliari e viceversa). Inoltre sarebbe stata una valida alternativa per non essere del tutto dipendenti dalle condizioni del mare, oltre  a dare un sostegno sicuro a tutta la comunità e al turismo di qualità e non. Oggi, nel terzo millennio, non è più concepibile che: Eoliani, turisti provenienti da tutte le parti del mondo come gli emigrati sparsi che tornano al paese natio, e una volta arrivati a Milazzo dopo un lungo volo, debbano sentirsi sulla pelle l’umiliazione e l’inospitalità di un paese nemico che ti fa sentiero straniero come se fossero arrivati in un territorio di confine.

Secondo il mio parere, non c’è sensibilità umana e non esiste neppure nessuna forma di volontà di collaborazione amichevole da parte delle Amministrazioni dei Comuni di: Milazzo, Lipari e Comuni di Salina, per alleggerire la tensione e discordia reciproca. E allora onde evitare ulteriori commenti, mi domando se non fosse il caso di evitare il transito della città di Milazzo e far partire tutti i mezzi per le Eolie da Messina? Ed anche se questo è un altro discorso e tornando all’Aviosuperfice, credo a mio avviso che sino a quando non ci sarà un porto in sicurezza, solo gli aerei potranno sostituire le inabilità di una portualità inadeguata che da oltre cinquant’anni continua il dilemma (essere o non essere, questo è il problema) a turbare il tranquillo sonno e l’esistenza degli Eoliani e di tutti quelli che amano le meravigliose bellezze naturali delle Isole Eolie.

Secondo il mio parere di Eoliano, la mancata costruzione dell’Aviosuperfice, come la mancata nascita dei figli a Lipari, del giudice di pace, dei continui furti e …bla, bla, bla, è la pura sconfitta delle Amministrazioni comunali del passato e di quelle Amministrazioni più recenti. Anche se qualcuno tempo fa annunciò enfaticamente che un nuovo aeroporto sarà costruito nel territorio della provincia di Messina che indubbiamente migliorerà la situazione, ma non migliorerà quella delle Eolie, fino a quando, tanto per citare un fatto, non ci sarà un porto in sicurezza e gli Eoliani saranno sempre costretti ad attraversare il mare ed è questa, la vera sconfitta di tuttala Comunitàdi Lipari che vive d’illusioni, senza un futuro per i giovani e per i propri figli (buona fortuna!).

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-02-07T07:53:51+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

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Turismo & trasporti.

Il monumento all’insicurezza o alla codardia dei responsabili della lussuosa Nave “Concordia” che sventura e morte ha portato a tante vite umane, è  ancora lì, immortalata, inclinata su un fianco all’Isola del Giglio, a fare bella e umiliante figura agli occhi del mondo. La lussuosa Città Galleggiante della Grande Costa Crociere, mortalmente ferita nel proprio orgoglio, rimane in attesa di recuperare i corpi dei cadaveri delle persone che ancora mancano all’appello, di essere svuotata dei potenti tossici e del carburante presente nelle stive per poi essere trainata al suo destino.

Un grande boato nella notte, poi, una grande paura s’insinua negli occhi dei 300 passeggeri imbarcati sulla nave della compagnia Tirrenia la “Sharden” in partenza dal porto di Civitavecchia (da dove era partitala Concordia) perla Sardegnacarica di passeggeri che hanno ancora fresco nella mente il ricordo della tragedia della Concordia. La nave traghetto era diretta a Olbia ed era da poco partita quando per il forte vento misto ad una tempesta di neve è stata fortemente sbattuta sulla banchina creando uno squarcio di circa trenta metri sopra la linea di galleggiamento. I passeggeri impauriti che si trovavano nelle cabine ed altri passeggeri nel salone del bar, immediatamente si sono recati sul ponte di riunione per rendersi conto dell’accaduto.

Fortunatamente e prontamente attraverso una passerella, sono stati fatti scendere (equipaggio incluso) sulla banchina e tutti in salvo. Molti passeggeri senza auto al seguito e con bagagli, sono stati imbarcati sulla nave della nuova flotta sarda la “Scintu” che dopo la pausa estiva e da circa una settimana aveva ripreso a viaggiare tra Olbia e Civitavecchia dove si trovava in attesa della partenza e subito dopo aver caricato i passeggeri e ripartita nelle prime ore del mattino alla volta di Olbia (il tragitto da Civitavecchia a Olbia è di circa sei/sette ore, ma non per le navi della compagnia Tirrenia). Gli altri passeggeri non hanno potuto imbarcarsi sulla Scintu in quanto erano in attesa di ritirare l’auto o il camion che avevano al seguito e pertanto devono attendere che venisse riparato il portellone del garage della nave traghetto Sharden ed in seguito venissero sbarcati gli automezzi che saranno poi imbarcati sull’altra nave della compagnia Tirrenia Nomentana e appena possibile, ripartire perla Sardegna(il tragitto da Civitavecchia a Olbia è di circa sei/sette ore).

Nella tarda mattinata di ieri (sabato) i passeggeri con bagagli al seguito che si sono imbarcati sulla nave Scintu, sono già sbarcati tranquilli nel grande porto di Olbia Isola Bianca. Ad attenderli alcune delle reti televisive regionali e locali per interviste ed anche tanti parenti e amici per riportarli a casa in auto (con catene a bordo), in quanto quasi tuttala Sardegnaè sotto una coltre di neve e tutte le strade sono percorribili soltanto con catene a bordo.

Tutto è bene quello che finisce bene sia per passeggeri sia per equipaggi che questa volta, (tranne i danni alla nave), per fortuna non si sono avute conseguenze, nessun ferito o disperso.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-02-05T07:53:47+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

felice d'mbra.JPGdi Felice D’Ambra

Tra leggende e credenze popolari sulla magica festività del Santo Natale della natività di Gesù Bambino, si respira ovunque l’aria più fascinosa della festività dell’anno. Quando tutte le famiglie si riuniscono per il cenone della vigilia e i cattolici si preparano ad ascoltare la SS. Messa della Cattedrale di San Bartolomeo e anche il pastore Gesuino in un altro luogo, ha avuto la sua magnifica apparizione, quasi un miracolo nel suo ovile, un fatto gravissimo si è avverato nella frazione di Quattropani del Comune di Lipari.

Dopo cinquant’anni di tranquillità la cittadina Eoliana si è svegliata con un omicidio efferato. La Sig.ra Eufemia Biviano, liparota, grande lavoratrice, molto conosciuta per la Sua serietà, è stata barbaramente uccisa dentro il suo garage proprio, la vigilia di Natale. Mentre la giustizia sta facendo il suo corso i liparoti attendono di sapere colui che l’ha uccisa. Nell’attesa non possiamo fare altro che piangere Eufemia e pregare per Lei e tante altre amate cittadine Eoliane. Si piange anche per la Signora Domenica Cusumano, deceduta a Messina.

Una nostra carissima amica di famiglia che abitava nello stesso Vicolo Volpe a pochi passi dal mio portone di casa e c’era un grande rispetto nelle famiglie. Ora lei, ha raggiunto quel figlio che per motivi di salute, da alcuni anni non andava più a trovarlo al Camposanto e che ora, lei gli è vicino. La Signora Domenica (Mica) per tutti i parenti e quelli che la conoscevano, ora non sta più in pena per Pino, il figliolo scomparso tanti anni fa e che lei assieme al marito Bartolo, per anni e tutti i giorni, nessuno escluso, si recava a portare un fiore sulla sua tomba. Conoscevo da quando ero ragazzo la Sig.ra Mica, abitava in Vico Volpe a due passi da casa mia e avevo un grande rispetto per lei e soprattutto per il suo grande dolore dopo la perdita del figlio Pino

Domenica Cusumano era originaria di Milazzo e moglie del noto calzolaio di una volta Bartolo Basile, conosciuto anche come poeta di versi, mamma di Franco Basile (che abbraccio) e sorella Francesca (Ciccia) la mamma dei fratelli Monte, miei cugini: Caterina, Lina, Pasquale, Ciccio, Felicino, Pino e Bartolino.

Alle famiglie di Franco Basile, Monte e parenti di Milazzo e alle famiglie Biviano e parenti, vanno le mie più, sentite condoglianze e in memoria di loro e tanti altri defunti, ad un mese esatto dell’efferato delitto della Vigilia di Natale della Signora Eufemia Biviano, vorrei dedicare L’Ave Maria cantata in Sardo dai Tenores di Neoneli e dagli gli archi della Premiata Forneria Marconi che hanno regalato a Papa Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla) la prima interpretazione dell’Ave Maria eseguita da un coro a tenore in mondovisione per l’incontro col Santo Padre con i Giovani, nella Piazza San Pietro a Roma.

 
 
Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-01-25T10:01:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

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La lunga notte di fuoco di S. Antonio Abate.

E’ un’antica tradizione quella dei paesi dell’interno del Gennargentu, delle Barbagie e della Baronia dove ve si mantengono intatte le antiche tradizioni di accendere dei grandi falò in onore di Santu Antoni, protettore degli animali e del fuoco. Un via vai di donne sono intenti a preparare deliziose pietanze e dolci tipici per gli ospiti che tra poco arriveranno numerosi. Bambini si rincorrono festosi nella piazza, mentre il suonatore di fisarmonica è pronto per l’ora stabilita dell’inizio della festa. Santu Antoni de su fogu, viene oggi festeggiato ovunque solennemente con grandi falò, che avviene anche in Marmilla, Medio Campidano e nel Sulcis Iglesiente, ma è a Mamoiada, paese del Museo delle maschere del Mediterraneo, che col grande fuoco di Santu Antoni, e con la prima vestizione dell’anno, rito unico in tuttala Sardegna, e prima uscita dei “Mamuthones”,  dà il via ai riti de su fogu de Santu Antoni e del Carnevale che a Mamoiada richiama migliaia di visitatori da tutte le parti d’Italia ed Estero.

L’antica usanza del fuoco di Santu Antoni, si perde nella notte dei tempi. Tanti anni fa, in alcuni paesi cagliarifuoco.JPGdell’interno, oltre al grande falò della piazza centrale, il fuoco era acceso anche nei vari rioni e restava acceso tutta la notte e il giorno successivo, mentre nella Marmilla, nel Medio Campidano e Sulcis iglesiente, il fuoco dura fino al 20 di gennaio per festeggiare anche San Sebastiano. Dopola SS. Messa, il Santo viene portato in processione per le vie del paese e dopo nella piazza del grande falò dove il parroco del paese benedice il fuoco che subito viene acceso. Il corteo per tradizione e rito effettua tre giri attorno al fuoco e subito dopo il via ai canti e balli della tradizione e all’inizio della grande abbuffata. Questa festa, in onore del Santo Patrono del fuoco è sempre stata organizzata dai cacciatori del paese, coadiuvati anche dai soci di Pro Loco locale. Tutti i parenti degli organizzatori e gli abitanti, usano portare qualcosa dalle loro case ed ognuno prepara delle pietanze che sa fare di meglio, tutti danno una mano ad apparecchiare le lunghe tavolate e servire le pietanze agli ospiti mentre i cacciatori servono il vino del “benebennius” (benvenuto) mentre gli altri badano agli spiedi sul fuoco e a tagliare gli arrosti per essere serviti  caldi, caldi.

La temperatura scende di parecchi gradi, ma non importa perché bevendo e mangiando, nessuno la sente più e poi il famoso Mirto di Sardegna, su filu’e ferru, il vino cannonau e la grappa o abbardente, scalda le viscere come su fogu di Santu Antoni aiuta a sopportare il freddo. Tutti i partecipanti di questa festa del fuoco, sono ospiti, chiunque può partecipare, molti vengono invitati dagli amici cacciatori e arrivano anche da lontano. Durante il banchetto, dall’inizio sino alla fine della festa, si mangia, si balla, si balla soprattutto col cuore, con la passione che ognuno di loro ha ed esprime in questa grande voglia di ballare. Questi balli sardi appassionano tutti i partecipanti e coloro che vengono da lontano.  I balli sardi sono diversi, sono balli seri, sentiti in ogni persona piccola o grande o anziana, tutti sentono e ballano con l’anima, con sentimento. Lo stesso rito del Santo e del fuoco si ripete ovunque e coinvolge una moltitudine di visitatori provenienti da tuttala Sardegna. E’ un modo per approfittare a visitare parenti e nel frattempo gustare i prodotti tipici del posto. La regina della festa da gustare è sempre il cinghiale cucinato da esperte casalinghe nella moda del posto, mentre per la gioia dei più grandi e curiosi c’è la gara della Morra, l’antico gioco è diventato importante e lo scorso anno si è tenuto un campionato Internazionale.

Molti visitatori presenti in piazza che si sono confusi tra la folla hanno gradito la genuina ospitalità  di tutti gli organizzatori per la grande espressione affettuosa  ricevuta in occasione di questa festa della lunga notte del fuoco  di Santu Antoni .

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-01-17T10:32:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Paese che vai, usanze che trovi – I Pescatori di Ricci:

Molto spesso per impegni di lavoro o per Meeting e congressi devo recarmi al centro della città e per non impelagarmi nel caotico traffico cittadino, preferisco attraversare il lungomare Poetto che collega Quartu Sant’Elena alla meravigliosa e fascinosa Cagliari, carica di fascino delle Città marinare del Mediterraneo. Da isolano quale sono (Eoliano di Lipari), nato a meno di cento metri da Marina Corta, amo il mare e quando posso, mi piace tuffarmi nell’aria della brezza marina dello stesso mare che bagna il mio paese natio, anche se la Sardegna, è parte della mia esistenza.

Durante l’estate scorsa, un evento straordinario ha portato alla ribalta internazionale lo stagno di Molentargius per la nascita di oltre quattro mila piccoli fenicotteri rosa che hanno visto la luce, dove hanno ritenuto essere il loro habitat naturale, quello tra il lungomare Poetto, lo stagno e quelle che una volta erano le saline di Cagliari. Attraversando il lungomare, da lontano mi affascina il promontorio chiamato “La Sella del Diavolo” che lambisce a picco il mare dove all’improvviso appare la nave della Compagnia di navigazione Tirrenia o C.I.N. che si avvia lenta verso il porto di Civitavecchia.

Mi fermo a guardare il mare e respirare a pieni polmoni la brezza che il vento di maestrale mi sbatte in faccia. Incuriosito, ammiro i pescatori di quei ricci vivi variopinti pescati durante le primissime ore del mattino e che vengono sistemati a montagna su un rustico tavolo di legno coperto di alghe che profumano anch’esse fortemente di mare. Gli automobilisti di passaggio che come me evitano il traffico cittadino e che conoscono il periodo della pesca dei ricci, si fermano a gustare questi prelibati frutti di mare con un pezzo di pane rustico (muddizzosu di Sanluri) e un bicchiere di vernaccia di Tresnuraghes, paese di produzione della Provincia di Oristano.

I pescatori di ricci furbescamente, invitano i visitatori e consumatori, annunciando enfaticamente a gustare questi frutti di mare in quanto i ricci sono ricchi di potente afrodisiaco e gustato nel tardo pomeriggio, ancora meglio se la sera prima di andare a letto, fanno fare miracoli. La pesca di questo prelibato frutto di mare, è regolamentata da una rigida legge regionale e trasgredirla per i pescatori sarebbe incorrere in multe salatissime e ritiro della licenza di pesca. Il loro mestiere è la pesca in generale ma da novembre a marzo i pescatori si dedicano preferibilmente anche alla raccolta dei ricci, considerata molto redditizia vista la specifica richiesta dei ristoranti, trattorie e pubblico di consumatori di questo prelibato frutto di mare.

La pesca è subordinata al prelievo di mille e cinquecento ricci a persona al giorno per i professionisti adibiti alla raccolta e mille ricci per i pescatori e sub dilettanti, anche se detengono l’autorizzazione, mentre è tassativamente proibito per tutti, pescare i datteri di mare in tutto il territorio regionale e nazionale, ma nei ristoranti, purtroppo indifferenti alle disposizioni di legge i datteri sono offerti con facilità. I pescatori di ricci sono sempre lì, due o tre persone sotto l’ombrellone come tetto, ad aprire con una maestria inaudita i ricci che adagiano in bella vista sull’alga che odora di mare come una variopinta tavolozza del famoso maestro di pittura Gianvittorio Vacca, che ritrae questi frutti di mare da sembrare veri. Gianvittorio, oltre a essere pittore, è anche scultore e dal rosso corallo di Alghero, egli ritrae il meglio dei suoi gioielli di corallo firmati.

Durante le festività, i ricci di mare sono andati a ruba e i pescatori sono aumentati, li trovavi ovunque. Essi da alcuni giorni a causa delle fortissime raffiche di vento di maestrale e impossibilitati a pescare per il mare forza nove sono spariti e ancora oggi domenica, ultimo giorno di festa, sono ancora assenti dalle loro postazioni. Con l’aumento della disoccupazione, uomini e donne si sono improvvisati venditori di ricci e di altro e assieme ad altri ambulanti autorizzati e abusivi, si sono spartiti il territorio e come i pani della Cena di Gesù Cristo, si sono moltiplicati e li trovi ovunque, soprattutto nei pressi di Ipermercati, ospedali, uffici postali, banche e Supermercati, a vendere di tutto: carciofi, mandarini, funghi porcini, murdegu, antunna, asparagi selvatici, cardi e verdure selvatiche freschissime. Questa prelibata e costosa polpa di ricci (costa quasi quanto il caviale Beluga Malossol o il Calvisius italiano) è talmente richiesta sia nei migliori ristoranti e trattorie tipiche tanto da essere il piatto del giorno più prelibato e richiesto dalla clientela di passaggio, politici regionali, turisti e vacanzieri che sbarcano dalle navi crociere.

Nella cittadina di Alghero, regina del turismo della riviera del corallo degli anni cinquanta, conosciuta ancora prima dell’avvento della Costa Smeralda, dominava la regina del mare “l’Aragosta”. I vecchi pescatori algheresi di allora, raccontano che a quei tempi di scarso commercio e di ricca pesca di Aragoste, essi con grosse barche cariche di questo pregiato crostaceo mantenuto vivo con acqua di mare nella pancia delle barche, partivano dal porto di Alghero facendo rotta verso le Isole Baleari e Barcellona (Spagna), per commerciarli agli spagnoli

grandi consumatori di questo prelibato crostaceo. Il viaggio era lungo e spesso incontravano bufere, tempeste di vento, di mare e quando le aragoste sbattute fra loro morivano, venivano immediatamente lessate a bordo, tagliate a pezzi e mischiate a pezzi di pomodori e fette di cipolla cruda, sale, olio genuino d’oliva di allora, venivano mangiate dall’equipaggio accompagnate con gallette dure fatte in casa come il pane carasau, ovviamente non mancava mai il cannonau di Alghero. L’Aragosta alla catalana si è diffusa talmente nel tempo nei locali di lusso di Alghero, Costa Smeralda e in tutto il territorio sardo e oltre Tirreno. Uno di questi è stato il primo Ristorante di Alghero, La Lepanto di Moreno Cecchini, Chef ristoratore e scrittore che per tutta la sua vita ha fatto gustare l’aragosta alla catalana agli ospiti più illustri della terra nel suo Locale definito il Tempio della Ristorazione. Ancora oggi, grazie ai voli Low Cost dall’Inghilterra, gli Inglesi frequentano tutto l’anno la Riviera del Corallo anche per affari acquistando e ristrutturando ruderi per accasarsi o in alternativa come casa di vacanza.

Ogni anno, da dicembre a gennaio sul lungomare cittadino, il Comune di Alghero in collaborazione con tutti i pescatori di ricci e di corallo, organizzano un’importantissima sagra e gara gastronomica Internazionale basata esclusivamente sui prelibati ricci di mare, ormai indiscusso pregiato frutto di mare che negli anni ha avuto un fortissimo richiamo di pubblico proveniente dall’Isola e con i Low Cost da tutta Europa.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-01-09T10:21:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGGent.mo Direttore,

gradirei esprimere ai miei parenti vicini e lontani, ai numerosi amici che il 6 gennaio festa della Befana in segno d’amicizia e di stima,  mi hanno inviato tramite il tuo Notiziario online delle Isole Eolie, su Facebook, messaggini, e mail e varie telefonate, gli auguri per il mio compleanno che ricade proprio il giorno dell’Epifania. Col tuo assenso, vorrei cogliere l’occasione d’inviare a Te, Sig.ra Ludy, parenti e a tutti gli amici sparsi nel mondo, il mio doveroso e personale segno di ringraziamento.

Spero comunque, avere quanto prima, il tempo per ringraziarli uno per uno grazie per l’attenzione.

Felice D’Ambra

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-01-07T15:59:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

di Felice D’Ambra

befana9.jpgLa Sardegna come le Isole Eolie:

Da ieri pomeriggio una tempesta violenta e con raffiche di vento maestrale ha sconvolto la Sardegna. Ilterritorio della provincia di Olbia Tempio in Gallura dove ricadela CostaSmeralda, Porto Rotondo e Golfo Aranci, il vento ha abbattuto grossi alberi creando feriti non gravi, ha superato i130 kmorari e il mare forza nove/dieci, ha bloccato le navi nei porti di Olbia Isola Bianca, Golfo Aranci, Arbatax e Cagliari, dove i passeggeri in attesa di partire sono stati trasferiti con Bus a Porto Torres dove si spera che nella serata almeno una nave possa prendere il largo, bocche di Bonifacio permettendo per Genova, mentre nessuna nave dai porti della Penisola ha raggiunto oggila Sardegna.

Grossi problemi si sono avuti anche negli aeroporti sardi e tantissime sono state le cancellazioni di voli sia in arrivo che in partenza, mentre centinaia di passeggeri sono in attesa del miglioramento atmosferico che dovrebbe avvenire nella tarda serata, per lasciarela Sardegna.

Grossi problemi ha avuto anche il Circo Orfei che da Natale allieta le festività del cagliaritano, sistemato nella zona del lungomare Poetto e che oggi a causa del troppo vento è stato chiuso per sicurezza. Una tromba d’aria con grossi danni ovunque fortunatamente senza morti, si è abbattuta sulla zona turistica di Arbus, nel Sulcis iglesiente, il territorio della Costa Verde dove si trovano le più belle e alte dune di sabbia di Piscinas, situate di fronte alle Isole Baleari spagnole.

La protezione civile, i Vigili del fuoco e l’ente foreste dopo aver effettato parecchi interventi restano pronti ad intervenire in caso di necessità.

Come vedete dunque,la Sardegnaè isolata come le Isole Eolie. Quando si è circondati dal mare, con tempeste simili e raffiche di vento che superano130 km. orari, e mare forza 9/10, credo che sia necessario rivolgersi ai Santi del paradiso, alla benevolenza della natura e avere molta pazienza.

Buona Befana a Buon Anno a tutti!

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-01-06T17:07:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

di Felice D’Ambra

Alla luce degli ultimi eventi liparoti, un video che deve fare riflettere.

Noa – Shalom Shalom – traduzione in italiano
 
Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2012-01-03T17:46:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

di Felice D’Ambra

bnatale29.jpgCari Amici, continuo ad avere problemi con il computer ecco perchè su “Il Notiziario” non sono piu’ presente come prima. Spero nei prossimi giorni di poterli definitivamente risolvere. So che è stato un Natale tristissimo per la vicenda della donna di Quattropani Eufemia Biviano uccisa, barbaramente, come scrive sempre il direttore Bartolino Leone.

Spero che al piu’ presto si possa fare chiarezza, perchè questa tragedia che ha turbato tutti coloro che amano queste isole e noi principalmente sparsi nel mondo. Spero di cuore che il Nuovo Anno possa portare pace, benessere, salute e amore.

Auguri a tutti: ai miei parenti e agli amici.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-12-31T09:56:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

nat barba.pngdi Felice D’Ambra

Attraverso “Il Notiziario” saluto e formulo i migliori auguri per il Santo Natale e per il Nuovo anno a parenti e amici delle Eolie e sparsi nel mondo. Ringrazio in particolare il caro amico Aldo Natoli e come sempre saluto affettuosamente il caro amico “eolian-tedesco” Gilormino Casali.

Nb: mi scuso se ultimamente non sono stato presente con i miei “pezzi” ma vi sono problemi tecnici che spero di superare al piu’ presto.

 

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-12-24T19:32:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra. Auguri a…

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

I miei migliori Auguri di Nozze D’Oro ai Coniugi: Antonio e Elvira Bernardi nel giorno più bello del loro meraviglioso cinquantesimo Anniversario del loro Matrimonio.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambra. Auguri a…ultima modifica: 2011-11-06T08:00:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Da alcuni anni ormai il giorno 31 ottobre anche in Italia si festeggia “Halloween”, la ricorrenza anglosassone per antonomasia, definita la Festa delle Streghe. Radicata come festa italiana e festeggiata in costume da strega o similare, nel tempo è divenuta una festa mascherata di tutto rispetto, più da sballo che da ballo. Sono anche organizzati viaggi e pacchetti turisti di soggiorno per trascorrere la festa di Halloween nella terra di origine: Irlanda, Inghilterra, Stati Uniti, ma soprattutto a Londra. I popoli irlandesi, Inglesi, americani, festeggiano l’arrivo dell’inverno, proprio la vigilia della festa italiana di tutti i Santi. Gli anglosassoni, usavano accendere dei grandi fuochi indossando maschere alle quali essi ballavano attorno al fuoco per spaventare le streghe che in quei luoghi erano di casa. In ricordo di quest’antica festa, ancora oggi si festeggia Halloween, simbolo delle zucche illuminate da una candela:

La luce serve a tenere lontano gli spiriti della notte. Durante la notte di fine ottobre, i ragazzi anglosassoni, si mascherano e bussano alle porte delle case per ricevere in dono biscotti, caramelle, dolci o altro. La Commemorazione dei defunti, diversa da Halloween, è una consuetudine che nel nostro paese e nel mondo ha molte credenze legate alla “Festa dei Morti”. Essa ha un’ispirazione di fondo, dedicata al ricordo dei defunti da visitare nei cimiteri e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari e di far sentire vicino il mondo dei morti che tornano per stare con i parenti nel giorno della loro “Festa”. Tante sono anche le credenze e leggende legate al ritorno dei defunti nelle diverse zone d’Italia: E a proposito di spiriti della notte, alcune leggende dei paesi nostri narrano che la notte tra l’uno e il due di novembre in un paese dell’Abruzzo, una panettiera che si recava al lavoro vedendo la chiesa del paese illuminata e affollata, vi entrò a curiosare e mentre ascoltava la messa, una sua comare morta alcuni anni prima, si avvicinò dicendole di andar via in fretta, in caso contrario allo spegnimento della luce della chiesa, lei sarebbe morta. Spaventata, la panettiera uscì immediatamente, ma quando si trovò in strada, fu tanta la paura che non riuscì più a parlare.

Leggende che vengono, credenze che vanno e così ovunque in ogni paese, si raccontano altre storielle, come quella di un paesino della Sardegna dove Maria (sa fill’è anima di Tzia Bonaria Urrai, da tempo a letto perché malata), era tornata da Torino per curare la mamma. Tzia Bonaria, si dice fosse una femina accabadora (colei che finisce), che per pietà e dopo mille suppliche e su richiesta di un giovane sano ma senza una gamba, l’aiutò a passare all’aldilà. Da quella volta (è stata l’ultima), sa femina accabadora, che non voleva assolutamente farlo, si addolorò tanto che s’ammalò da morire. Una sera Maria, dopo aver sistemato a notte la madre e augurata la buona notte con un bacio come usava fare, sentì dalla mamma delle frasi sussurrate e non vi fece caso. L’indomani mattina, quando Maria entrò nella stanza della madre, vide un candido cuscino di lino sulla poltrona che la sera precedente non c’era. Maria, sbigottita, guardò il viso supplichevole della madre che volgendo lo sguardo verso il cuscino, le fece capire che era giunto il momento che lei doveva agire.

Quella stessa sera, Maria, dopo aver dato il bacio e amorevolmente accarezzato la madre, piangendo, eseguì il suo desiderio, e così, come s’accabadora voleva, Maria col cuscino pose fine alla sofferenza della madre. Secondo le credenze popolari, tra la notte dell’uno e il due di novembre, le anime dei defunti tornano dall’aldilà per visitare i parenti rimasti sulla terra. Diversi e particolari sono i riti della commemorazione ovunque, in alcune Regioni come Puglia e Toscana, in alcune case si imbandiscono le tavole e si lasciano a disposizione dei defunti per farli ristorare dopo il lungo viaggio sulla terra. Nelle Regioni del Nord, è usanza lasciare una brocca d’acqua sulla tavola per farli dissetare, mentre in Piemonte, si aggiunge un posto a tavola.

In Sardegna, l’Isola più lontana, nelle case soprattutto dell’entroterra di Barbagia, la tavola non si sparecchia per consentire ai defunti di rifocillarsi durante la notte, mentre in Basilicata e Calabria, presso le comunità albanesi col rito bizantino, usano andare al cimitero di sera e lì allestire un banchetto sulla tomba dei propri defunti e consumare assieme a loro invitando anche i passanti a prendere parte. Nei cimiteri di quei paesi della Sardegna di un tempo, abbruttiti dalla violenza del banditismo e non solo, visitare le tombe è come trovarsi in luoghi di forti emozioni dove il silenzio è d’obbligo, la parola è muta e il dolore è perenne. In questi tristi luoghi, il tempo s’è fermato come in un magico sogno. I Camposanti non sono cimiteri e le tombe non solo loculi ma veri monumentali tempi greci dove ogni famiglia ha costruito la propria cappella, come monumento alla loro storia. Soltanto attraversando questi loculi tra i viali, sembra di sentire i lamenti e i pianti delle vedove, delle madri, dei genitori, degli orfani, dei parenti e amici. In questi cimiteri, si raccoglie la storia di questi paesi di solitudine carichi di odio, d’incubi, di misteri, di vendette, di lutti e di vergogne, dove lo sfarzo delle tombe non ha mai curato le ferite dei loro cuori.

In questi paesi di mistero e di faide, si chiude la porta quando si ride, perché altrimenti i dirimpettai che hanno subito un lutto, possono pensare che gioisci per il loro dolore. Si chiude la porta anche quando si piange, per non consentire ai nemici di gioire del tuo dolore, e quando si passeggia per strada non si deve essere troppo sorridenti, né mostrarsi eccessivamente tristi perché la strada del dolore è infinita. In questi paesi del brivido dove nessuno vede ma tutti sanno. In questi paesi sconvolti dal dolore, dove il solo pensiero dei tanti morti ammazzati, nessuno sente le grida di dolore che si sollevano da sotto terra, diverso dai pianti di quelle madri che nel Camposanto di Lipari piangono silenziose la morte per la morte dei propri figli, genitori, giovani senza darsi una ragione come la mamma di Elisabetta e quella di Francesco che piangono la perdita dei loro figli. La commemorazione dei defunti o la “Festa” dei morti, è un silenzio ancestrale che si osserva con la preghiera, ma che è anche una ricca simbologia di antichi e crudeli riti funebri come quello di “Sa Babbaieca” di Gairo Sant’Elena, il paese d’Ogliastra, dove si liberavano dei vecchi gettandoli da un dirupo appunto “Sa Babbaieca”.

Diversa è invece la tradizione legata alla veglia funebre in alcune Regioni meridionali e in Sardegna dove le Attittadoras, le donne della tradizione che strappandosi i capelli e lamentandosi con struggenti litanie funebri, raccontano le gesta della vita dei defunti. Molto sentito è il rito in assoluto silenzio della preghiera presso le tombe dei propri familiari, nei monumentali Cimiteri delle Città o nei piccoli e poveri Camposanti di paesi o villaggi del mondo. Come diverse sono le tradizioni culinarie e dolciarie che ogni Regione conserva nel proprio territorio, chiamate “dolci dei morti” e l’altro solo di questo periodo il “pane dei morti”. Sbrisolona), per esempio è il tipico dolce della Città di Mantova e di tutta la Lombardia che viene preparato in diversi modi, mentre quello dei napoletani i “morticelli” ricorda la cassa da morto, che sono i dolci tipici della Campania. Credo senza ombra di dubbio, che la Regione Sicilia: da Palermo a Trapani, Enna, Caltanissetta, Catania, Messina Agrigento, Ragusa e Siracusa, Modica, abbia la più ricca tradizione che oltre al grano rosso cotto e alle ossa di morto, dei pupi di zucchero (statuine) a forma di pupi del folclore siciliano.

La Sicilia ha una encomiabile ricchezza di specialità dolciarie e di Cioccolato di dolci tipici e classiche, come la Frutta Martorana (Pasta Reale), la famosa Cassata e Cannoli siciliani che assieme ai biscotti di mandorla, volano verso gli Stati Uniti d’America e del mondo per la gioia dei siculi/italo/americani e non solo. Diverso è ovunque il modo di ricevere i doni che i morti portano ai bambini e ragazzi buoni e così, la notte precedente tra l’uno e il due di novembre, come da usanza tutti i ragazzi mettono le scarpe sotto il letto. Nei giorni che precedono la festa di Ognissanti e la “Festa dei morti”, è piacevole scoprire i paesetti che odorano di legno bruciato dai caminetti e forni. Sentire gli aromi dei dolci, un misto di odori e profumi di uva passa, di vino cotto, cannella, garofano, vaniglia fichi secchi, noci mandorle, carrube e melegrane. Le mamme in compagnie di parenti e amiche, impastano con le mani continuando nella tradizione a fare il pane, dolci tipici in casa per la festa e per la gioia dei familiari, parenti e dei propri defunti che verranno a donarli ai bambini e ragazzi il giorno della “Festa” riempiendo le scarpe lasciate sotto il letto come antica usanza siciliana.

Scoprire col clima dell’estate che ha ceduto la passione all’autunno e all’avvicinarsi di questi giorni di festa andando si va a passeggio alla ricerca di teatrini, chiese e tesori nascosti tra la grande folla intenta a curiosare nei vari mercatini rionali che in questo periodo sono affollati di gente che acquista i dolci della tradizione. Andare a curiosare tra i mercati rionali dei fiori per gli addobbi delle tombe e giocattoli (quando si tratta di bambini). La ricorrenza dei morti, ovunque diventa un’occasione anche per evadere e quest’anno è ancora più interessante in quanto un lungo ponte festivo da sfruttare in tutta tranquillità e onorare i morti con le proprie tradizioni abituali. Una volta, sulle tombe del Camposanto si portavano i lampioncini di ferro battuto nero con i vetrini chiusi per non spegnere il lumicino di cera acceso in caso di vento o di pioggia, ora da molti anni, sostituito dalla moderna lampada elettrica e i lampioncini sono spariti nell’oblio. In qualche Nazione dell’Est, in alcune abitazioni, è ancora in uso preparare l’altare dei morti (che servirebbe a favorire tale ritorno) che viene arricchito con immagini del defunto, una croce, un arco e incenso. Ciò in quanto il credo popolare pensi che durante tale giorno, lo spirito dei defunti venga a trovare i loro cari.

In un’altra Nazione, gli orfani vengono invitati a passare la giornata con una famiglia e al termine, vengono regalati dolci e giocattoli. La vita e la morte sono comunque, sempre inevitabilmente legate, ma servono a rappresentare il modo per continuare a mantenere forti i legami con i propri defunti. Durante la “Festa” dei morti è usanza fare la questua: In Sardegna oltre ad accendere un lumino nelle case, nel giorno dei morti il due novembre i bambini bussano alle porte delle case a chiedere “i morti, morti”, per ricevere in dono, dolciumi, caramelle, noci, castagne e a volte in mancanza di altro, ricevono soldi, come d’altronde avviene anche in altre regioni della nostra bella Italia. In questi giorni di spensieratezza, di festa mista alla preghiera di commemorazione per i defunti, personalmente, colgo l’occasione di porgere un caro saluto a tutti i miei familiari, parenti, agli amici vicini e lontani, giunga il mio pensiero amichevole pensiero di preghiera e solidarietà e come sempre, all’amico Saverio Merlino aggiungo: Vai avanti Saverio, non fermarti, perché chi si ferma è perduto, un abbraccio grande, grande!

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-10-31T14:53:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Cappellacci, il Governatore della Sardegna, ormai soddisfatto della Flotta Sarda che solca per tutto l’anno il mar Tirreno, tenta ora il colpaccio con Meridiana Fly e garantire alla Sardegna di far parte anche della Flotta aerea di Meridiana.

Non era mai successo, che Sua Altezza il Principe Karim AGA KHAN, ex Patron della più famosa Costa Turistica del Mondo “La Costa Smeralda” sua creatura sin dagli anni sessanta e attuale proprietario di Meridiana Fly la compagnia aerea di Olbia e di altre grosse società mondiali, pensasse di trattare con la Regione Sardegna, per un probabile ingresso in qualità di Partner di Meridiana Fly. (Qualche settimana fa è avvenuta la rottura tra Meridiana Fly e la compagnia Air Italy ).

(Da alcuni anni la Costa Smeralda del Principe, è stata acquisita dalla compagnia alberghiera mondiale Star Wood di proprietà americana della Colony Capital del finanziere libico Tom Barrack).

Eppure è vero! Il Principe Karim AGA KHAN e il governatore Cappellacci si sono incontrati con l’intento di firmare un’intesa storica senza precedenti. L’AGA KHAN e tutto il Suo Staff di alti Dirigenti, si sono riuniti a Villa Devoto, la residenza cagliaritana di Cappellacci per definire il protocollo che porterebbe la Regione Sarda a partecipare in qualità di azionista della compagnia aerea Meridiana Fly.

Alcuni anni fa, si vociferava che Sua Altezza il Principe Karim, avesse intenzione di ricomprare la sua “creatura” La Costa Smeralda, poi il tutto è stato lasciato cadere nell’oblio. Moltissimi imprenditori turistici lamentano e piangono l’assenza del grande personaggio carismatico. L’assenza della nobiltà europea di prestigio, di ospiti illustri della grande industria italiana e straniera assenti da anni, di grandi imprenditori e politici italiani che erano di casa e che sicuramente rientrerebbero volentieri in Sardegna. Con la loro assenza, essi hanno contribuito al decadimento di quella Costa Smeralda, non abituata a questo nuovo sistema di fare turismo e qualora si prospettasse un rientro del Principe, credo a mio avviso, che sarebbe molto gradito.

Il popolo Sardo, a causa della lontananza della terra ferma, è abituato per natura, a diffidare di chiunque arrivi da lontano e si domanda quali verità nascoste vi sono in questa nuova faccenda aerea e guardando in alto nel cielo, aspettano una risposta sicura e nell’attesa, in segreto, si auspicano che tutto possa essere vero e che oltre alla Flotta di Navigazione Sarda, non starebbe niente male una Flotta Aerea tutta Sarda, magari chiamata “ALISARDA”, in ricordo della prima compagnia chiamata proprio dal Principe Karim nel 1963 che la vide volare sui cieli di Olbia e Sardegna, verso orizzonti europei e mondiali.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-09-24T09:38:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Mentre cala il sipario sulla più bella, ricca, festosa, fantastica, musicale Estate 2011” la più importante, la più ricercata e amata delle quattro stagioni per il turismo italiano e non solo. Ma lento e silenzioso, si avvicina il romantico autunno. E noi tutti operatori del turismo, con grande rammarico ricordiamo che vent’anni fa l’Italia era il primo paese turistico del mondo, ma da allora, anche con tutto il nostro patrimonio archeologico, culturale, artistico e il record planetario assoluto di siti Unesco, siamo stati catapultati con velocità incredibile al quinto posto. Eppure, ancora increduli, dopo l’amara delusione dell’estate turistica da qualche giorno passata, l’estate, lascia il passo all’autunno per curare le ferite della perdita di una buona quota di vacanzieri che ha portato scompiglio in molte Regioni, soprattutto in Sardegna, l’Isola conclamata meta vacanziera del mondo Jet Set e d’Elite. Si adduce la causa al caro trasporto, anche se in parte è realmente vero, ma è vero anche che la causa maggiore, è la grande crisi globale che affligge tutte le popolazioni del mondo.

Certamente, l’estate appena passata, è sicuramente da dimenticare più in fretta possibile, ma è d’obbligo chiedersi, che cosa ci aspettiamo da questo caldo autunno? Dalla Sardegna, udiamo e giunge forte e chiaro il canto di vittoria del Governatore Ugo Cappellacci che annuncia il proseguimento della Flotta Sarda per tutto l’anno e intende dare una ferma e legittima difesa ai comportamenti dei feudatari del mare che quest’estate con l’indiscriminato aumento delle tariffe navali, hanno enormemente contribuito almeno in buona parte alla perdita di centinaia di migliaia di arrivi e presenze in tutta la Sardegna, facendo rischiare finanziariamente alcuni grossi imprenditori turistici di alberghi e villaggi a quattro e tre stelle, che ora sono costretti a chiudere in anticipo la stagione estiva a fine settembre. Il Consiglio d’Amministrazione della Flotta Sarda approva l’indicazione della Giunta Regionale, mentre l’Assessore ai trasporti, il sardissimo Christian Solinas che ha anche l’appoggio incondizionato del Collega al Turismo Luigi Crisponi, annuncia che la Flotta Sarda non si ferma più e continuerà anche in futuro a solcare il mare Tirreno tra Porto Torres alla volta della Liguria e da Golfo Aranci verso il Lazio. Con molta probabilità, annuncia ancora l’Assessore ai trasporti che a breve verrà inaugurata una nuova tratta tra Cagliari a Livorno e viceversa, per dare respiro al trasporto delle merci tra la Sardegna e la Toscana, considerato il centro d’Italia richiesto da tutte le Imprese Sarde.

Il grande prestigio della Flotta Sarda, annunciata con enfasi dall’Assessore Solinas che vuole ricordare a tutti, che a bordo delle navi sarà garantito un servizio di qualità effettuato da marittimi locali e il servizio di ristorazione a disposizione dei viaggiatori che utilizzerà soltanto prodotti tipici locali come da antica tradizione sarda. L’Assessore al turismo, che era rimasto in attesa della decisione della Giunta Sarda, ora potrà procedere e avviare con celerità, i programmi turistici a cominciare dalla prossima Fiera del turismo “TTG” di Rimini in programma in ottobre e subito dopo, il via alle grandi manovre delle Fiere Internazionali. Anche Crisponi, dopo aver subito nella sua “Barbagia di Ollolai” la Capitale Nuoro, durante la Convention tenutasi alcuni giorni fa alla Biblioteca Sebastiano Satta dedicata al Poeta dei canti barbaricini, alcuni interventi brutali degli intervenuti che hanno fortemente lamentato un calo di presenze nel turismo mentre i più grossi imprenditori quelli che hanno trecento dipendenti hanno avuto un calo che si aggira al 50%.

L’Assessore al Turismo Luigi Crisponi pur essendosi battuto con vigore alla fine ha dovuto ammettere che il calo del turismo in Sardegna è stato vistoso, soprattutto all’interno della Barbagia, dove il calo di presenze è stato ancora più sentito, ma Crisponi, come da sua abitudine è fiducioso e promette che dalla prossima stagione la Sardegna tornerà ai primi posti nel turismo regionale, oggi scesa malinconicamente, al quinto posto. Quello che più preoccupa l’Assessore Crisponi è che il turismo ha colpito di più, quella fascia numerosa dei frequentatori degli alberghi quattro stelle, i B&B e agriturismo, anche perché la Sardegna non ha un turismo di massa, mentre la Costa Smeralda e il Forte Village si sono salvati dal duro calo di presenze di vacanzieri, grazie ai vacanzieri stranieri tra i primi posti russi e arabi.

Mentre i paesi dell’entroterra sardo che hanno subito una perdita, sperano in un ritorno almeno dei vacanzieri del turismo regionale per risollevarsi le con le manifestazioni di “Autunno in Barbagia” In ogni paese partecipante alla manifestazione di Autunno in Barbagia che ha avuto inizio proprio lo scorso fine settimana a Oliena, la Capitale del turismo della Barbagia, il paese degli scialli e delle belle donne, della fonte carsica “Su Gologone”, del Villaggio Tiscali, della valle di Lanaittu e della “Piazza Peppeddu Palimodde” di Oliena, dedicata al pioniere del turismo barbaricino creatore del fantastico e famoso in tutto il mondo Hotel Su Gologone, definito la Costa Smeralda della “Barbagia dell’interno”. La manifestazione di Autunno in Barbagia, per la delizia dei turisti, si sposterà settimanalmente in tutto il territorio barbaricino della Sardegna, quella più autentica e tradizionale, sino al periodo natalizio dove calerà il sipario di Autunno in Barbagia.

L’Autunno, è il momento migliore per conoscere l’altra Sardegna, quella riservata agli antichi e misteriosi dei riti e saperi che appartengono a quelli che sono capaci di gustarne le magiche atmosfere di questi paesi di antica ospitalità. Per questo l’Isola dell’antichissima terra fascinosa e con radici profonde dove memoria e conoscenza si riflettono in quell’entroterra culturale di tradizioni popolari e di enogastronomia che ad esse sono legate e che aiutano a capire quest’Isola lontana quasi un Continente, in maniera più profonda. L’Autunno da queste parti, è infinito come l’estate appena passata, ma offre diversi altri piaceri da gustare con la raffinatezza di chi ama le prelibatezze genuine e che sa ammirare i suggestivi paesaggi come si fa con una bella donna di fascino. L’Autunno in Sardegna è sempre piacevole, e per apprezzarne le sfumature, è molto importante visitare i paesi lentamente, per poterne assaporare, apprezzare le meravigliose scene che offre la natura inconsueta osservando e gustando con gli occhi, le colline, montagne che sfumano nei colori autunnali come i colori d’una tavolozza di un pittore.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-09-22T07:59:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Il turismo Sardo è in crisi.  Sotto accusa i trasporti e collegamenti marittimi. L’Assessore Luigi Crisponi, l’uomo nuovo del Governo del turismo di Ugo Cappellacci, scommette sui porti per rilanciare alla grande il turismo della Sardegna. Nell’Isola quasi un Continente, L’Assessore Luigi Crisponi intervenuto al convegno su “Rete dei porti turistici per la sostenibilità ambientale” tenutosi a Cagliari, asserisce che per fare crescere il turismo è necessario scommettere sui porti, anche quelli più piccoli. In Sardegna ce ne sono 68 e spesso concentrate soltanto in alcune zone. Migliorare gli approdi sul mare egli dice e, laddove esistono i presupposti, sfruttando anche il vecchio porto di Orosei nato per la pesca, ma potenzialmente interessante in quanto esso si trova a ottanta chilometri a Sud di Olbia, al Centro della Costa Orientale Sarda, la più rinomata e turistica dello splendido Golfo di Orosei, tra La Caletta di Siniscola, Santa Lucia (antico Villaggio di pescatori di Ponza), Capo Comino l’estesa spiaggia di Berchidda tra pineta e sabbia bianchissima e di Bidderosa, sino a Cala Goloritzè in Ogliastra, dove si trova un’estensione di quaranta chilometri circa nel regno di Cala Gonone, regno una volta della Foca Monaca, tra falesie, grotte e le più belle spiagge della Sardegna e del Mediterraneo.

Il turismo è una scienza economica non perfetta afferma Luigi Crisponi, commentando anche i dati non positivi dell’estate. Le difficoltà legate ai collegamenti marittimi hanno creato il terremoto nelle imprese turistiche in Sardegna, anche se esso ha appena scalfito il mondo”Jet Set ” del turismo a Cinque Stelle Lusso della Catena Alberghiera mondiale “Star Wood” della Colony Capital di Tom Barack, il Patron della Costa Smeralda, come pure del comprensorio di Porto Rotondo, dei Conti Luigi e Niccolò Dalle Rose Nobili Veneziani, da cinquant’anni in Sardegna. L’Assessore Crisponi commentando la perdita di arrivi, presenze e di denaro, aggiunge che si andrà avanti ancora con convinzione e anche con tariffazioni attrattive per sfatare il mito dell’Isola troppo cara, rappresentando la Sardegna per quella che è: l’antica terra dei Nuraghi, ospitale e autentica terra dei sogni in grado di ospitare una vacanza serena, ideale e romantica puntando non solo sull’alta stagione e sfruttando la natura del clima mite.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-09-09T07:42:00+02:00da leonedilipari
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fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

L’era della grande Compagnia di Navigazione “Tirrenia” è finita. La flotta Sarda, continua ancora le sue corse, ma cosa succederà quando il quindici di settembre scatterà il termine del noleggio di “Scintu e Dimonios” le due navi che collegano la Liguria a Porto Torres e Civitavecchia a Golfo Aranci. La Sardegna deve dimenticarsi in fretta di questa disastrosa stagione critica per tutti gli imprenditori turistici. Di poco, ma di notevole importanza ha avuto la meglio con un discreto afflusso, il turismo a cinque stelle della Costa Smeralda, frequentata da ricchi turisti russi e Arabi, ampiamente dimostrato dagli arrivi di Jet privati, atterrati sulla pista dell’Aeroporto Internazionale Costa Smeralda, di Olbia, super affollato. Anche se la mortificante stagione turistica da attribuire maggiormente ai trasporti, in particolare quelli marittimi, in quanto i tre più importanti aeroporti sardi hanno dato il meglio e i viaggiatori hanno preferito l’aereo ai costosi traghetti che hanno viaggiato quasi vuoti.

L’estate non è certo ancora finita e si spera ancora al recupero, anche se le quote del turismo che s’è perso, non si potranno più recuperare, ma è con una punta d’orgoglio che s’impone a tutti gli imprenditori turistici di non mollare e di continuare con lo spirito di sacrificio e con la professionalità di sempre che accomuna tutti, ovunque nelle località tipicamente turistiche. L’Assessore al Turismo Luigi Crisponi, noto imprenditore turistico, nonché General Manager del prestigioso Hotel Su Gologone di Oliena (Nuoro), ha risposto positivamente al Presidente della Cenfesercenti Marco Sulis della Sardegna che dopo la spaventosa crisi del turismo sardo, ritiene che la classe imprenditoriale sarda debba acquistare il 51% del pacchetto azionario della compagnia di navigazione Saremar in quanto indispensabile e necessaria per salvare l’economia turistica sarda da un disastro totale.

Marco Sulis, sottolinea che non si tratta di una provocazione, ma di una proposta seria data dalla logica conseguenza di quanto accaduto negli ultimi tempi e in particolar modo nel corso della prima parte del 2011. Sulis, anche se ha apprezzato l’iniziativa della Regione Sardegna che ha noleggiato le due navi per fronteggiare l’emergenza trasporti, ha fatto intendere che ora bisogna guardare avanti e con la sua proposta intende coinvolgere il maggior numero di imprenditori interessati soprattutto le Camere di Commercio, le banche e tutte le istituzioni che abbiano a cuore il futuro della Sardegna. Soltanto in questo modo sarà possibile costituire una vera flotta sarda per dare una svolta decisiva e attenta al trasporto dei passeggeri che a quello delle merci tutto l’anno a tariffe eque per tutti i residenti e non. Il Presidente Sulis, annuncia infine che la Confesercenti chiederà al Presidente della Giunta Ugo Cappellacci, di adoperarsi perché i fondi per la continuità territoriale siano destinati alla nuova compagnia di navigazione Saremar anziché alla Tirrenia o CIN. Anche Carlo Amaduzzi, Presidente regionale di AssHotel – Confesercenti, ha voluto sottolineare che è giunto il momento di creare una compagnia di navigazione tutta sarda e che la Sardegna, proprio quest’anno ha avuto la maggior regressione degli ultimi anni.

Purtroppo, tutti gli imprenditori turistici con malumore ammettono che la crisi mondiale di quest’anno che va a sommarsi al caro traghetto, ha portato le perdite del settore turismo a un – 25/30%. Questo, nonostante i ribassi delle tariffe alberghiere praticate da quasi tutte le imprese turistiche isolane. Secondo i dati ufficiali resi dall’autorità portuale del Nord Sardegna le perdite di agosto 2011 erano 600mila passeggeri in meno rispetto al 2010. Comunque, in qualche zona come l’accattivante selvaggia e meravigliosa “Ogliastra” l’Isola nell’Isola, si è registrato e si registra ancora un discreto movimento turistico. E’di oggi la notizia che l’ARST proprietaria delle ferrovie a scartamento ridotto, annuncia che in considerazione del discreto afflusso dei visitatori che hanno utilizzato il trenino verde turistico, esso non cesserà l’11 settembre come precedentemente stabilito e la sola tratta ferroviaria da Mandas (il tragitto più emozionante) proseguirà sino a Gairo Taquisara dove sosterà, mentre il tragitto inverso quello di Arbatax, si fermerà a Mandas e soltanto le due tratte viaggeranno sino al sedici ottobre.

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di Felice D’Ambra
 
manifestazioni sardegna.JPGSardegna & Manifestazioni.
 

 

 

 

 

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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Dall’Isola della vacanza per eccellenza di questa meravigliosa “Festa bidderosa.JPGdell’Estate”, con questa immagine dell’incantevole spiaggia di Bidderosa, la più affascinante e protetta dello Splendido Golfo di Orosei della Baronia Sarda, invio al Direttore e Consorte del Notiziario delle Isole Eolie Bartolino Leone, Web Master Massimo Pagliaro, Collaboratori e a tutti i lettori, opinionisti, scrittori sparsi nel mondo, i miei migliori Auguri di Buon Ferragosto 2011.

 

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-08-14T08:21:47+02:00da leonedilipari
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fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra.

Grande soddisfazione in tutta la Sardegna, soprattutto fra l’Associazione Direttori Albergo, Federalberghi e tutti gli Imprenditori turistici per la riconferma ad Assessore al Turismo di Luigi Crisponi, il General Manager dell’Hotel Su Gologone di Oliena, punta di Diamante del turismo sardo.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-08-07T09:12:41+02:00da leonedilipari
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di Felice D’Ambra

Turismo & Trenino Verde.

L’Azienda Regionale Trasporti Sardi, per agevolare la sempre più richiesta di raddoppiare le corse mary.JPGgiornaliere Trenino Verde turistico della Sardegna, che va ad aggiungersi ai precedenti iniziati l’undici giugno scorso con un orario diverso molto ambito soprattutto sulla più bella e incantevole tratta da Arbatax a Mandas, dove il pittoresco Trenino Verde attraversa il cuore pulsante di una zona selvaggia e ricca di fascino secolare, di paesaggi incantevoli, di vallate incontaminate, verdissime foreste e Tonneri. Il nuovo viaggio del Trenino Verde, offre la possibilità ai passeggeri di potersi fermare nella stazioncina di Gairo Taquisara per abbreviare il viaggio di rientro di alcune ore. La provincia Ogliastra è sempre stata la “Cenerentola” della Regione Sardegna, quasi abbandonata dai scarsi collegamenti e da sempre al proprio isolamento appositamente definita “L’Isola nell’Isola”.

giardino[1].JPGA determinare questa nomea, la mancanza di strade a comunicazione veloce, dalla allora Provincia Nuoro e dal Capoluogo di Regione Cagliari. La selvaggia Ogliastra, tra le più belle e ambite mete turistiche, soffre ancora di questo isolamento e da vent’anni attende il completamento della strada a scorrimento veloce tra Cagliari a Tortolì e proseguimento per Lanusei, Nuoro ed infine a Olbia, porta della Sardegna. Più volte era stato richiesto all’ARST ora proprietaria delle Ferrovie sarde, questo cambiamento d’orario per il Trenino Verde che non soddisfaceva appieno alcune Località turistiche attraversate dal Trenino. E’ dal prossimo anno “si dice” che dovrebbero arrivare nuove e moderne vetture equipaggiate anche d’aria condizionata per rilanciare la richiesta turistica di questa tratta turistica considerata la più interessante, tanto che, da alcuni anni, è stato chiesto il parere quale, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Molti passeggeri e turisti lamentavano che dopo una giornata intera, il rientro ai rispettivi Villaggi e alberghi di provenienza delle località turistiche lontane come la Costa Smeralda, San Teodoro, Budoni Orosei Cala Gonone, Oliena e il tutto il tratto di costa orientale sarda sino a Muravera, Costa Rey e Villasimius erano disastrose in quanto si rientrava molto tardi.

Da domani sabato 23 luglio il nuovo collegamento offre la possibilità ai turisti, di usufruire del Trenino Verde turistico e di rientrare nelle rispettive località nel medio pomeriggio, in quanto il penultimo trenino che parte dalla stazioncina di Gairo Taquisara per Arbatax, alle 16,45 dopo aver tranquillamente visitato il paesino incontaminato, il Nuraghe Serbissi che svetta in alto godendo di un panorama mozzafiato, gustato nell’accogliente Ristorante tipico l’Asfodelo di Mary Mura a pochi metri dalla stazione, prelibatezze e specialità del posto, tra la quale: il prosciutto pepato e salumi vari, funghi mary2.JPGporcini all’olio, crema di formaggio spalmabile preparata da pastori, coccoi prenas, coccoi de corcoriga (zucchina) gli immancabili “culurgionis” specialità esclusiva d’Ogliastra (tipici ravioli a base di patate e casu’ e fitta (formaggio particolare), aglio mentuccia olio e sale), racchiuse a mano uno per uno per poi essere lessate e condite da una salsa di pomodoro fresco e pecorino grattugiato. Il porcetto allo spiedo, la pecora arrosto, o in cappotto, il cinghiale del pastore al cannonau, e tante altre specialità locali come i dolcetti tipici e le famose “Sevadas” al miele amaro di corbezzolo o allo zucchero.

Naturalmente il tutto è annaffiato dal vino Cannonau e per terminare un pranzo tipico in bellezza, non deve mancare mai il potente fil’e ferru. Il ristorante l’Asfodelo dispone anche di una terrazza esterna all’ombra degli alberi capace di ospitare numerosi ospiti possono consumare il lauto pranzo al fresco naturale. Tutto in tempo per godersi ancora un pò di relax prima di riprendere la via del ritorno col famoso Trenino di David Herbert Lawrence che nel 1921, moltissimi anni prima di Voi, provò questo meraviglioso itinerario da favola che oggi come allora affascina ed emoziona chiunque salga nelle vetture. Il Trenino Verde, da domani sabato 23 luglio in partenza dalla stazioncina di Arbatax sul mare alle 09.40 e sino al 28 agosto sfreccerà (Don’t Fasten Seat Bell, non allacciatevi le cinture), arriva dopo varie fermate in altre stazioncine, a Gairo Taquisara alle 11.40 e riparte nel pomeriggio da Gairo Taquisara alle 16,40 e arriva ad Arbatax alle 18,40 ancora in tempo per godere di un bagno nello splendido mare di Cala Frailis e proseguire in bellezza la serata ricordando il viaggio de “The Train in The Wilderness”del famoso scrittore Inglese autore di “Viaggio in Sardegna e l’Amante di Lady Chatterley”.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-07-22T17:02:17+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambrabenito.JPGdi Felice D’Ambra

Benito Mirabito – Il Sogno infranto.

Benito Mirabito, tantissimi anni or sono, fu tra i primi di noi “Ragazzi di Marina Corta” a lasciare a lasciare Lipari. Un lungo viaggio all’estero durato un’esistenza, l’ha portato lontano per poi ritornare e spegnersi in un tragico incidente nel proprio paese natio. Era un grigio pomeriggio d’autunno quel giorno e prima di partire, al suo solito modo di fare scanzonato, venne a casa per salutarmi, abitavamo a pochi passi, vicino a Marina Corta, quella piazza che per noi “ragazzi” di allora, era proprio tutto il mondo, alla nostra portata. Poi, poco a poco, uno per volta, uno dopo l’altro, lasciammo il nostro paese. Poche parole, un grande abbraccio, e un “ciao Felicino”, chissà quando ci rivedremo! Aveva con se una valigia di cartone con poca roba dentro ma tante grandi idee, il suo largo grande sorriso e la sua spontaneità. Benito, come tutti gli emigranti di quei tempi, alla partenza lasciò a casa gli affetti, gli amici, parenti, fratelli e la mamma che lui adorava. E’ come tanti, anche lui si portò nel portafogli l’immaginetta di San Bartolo e la foto si sua madre.

Annodato in un fazzoletto nascosto, pochi soldi per il viaggio. Benito Mirabito, pieno d’entusiasmo lasciò sottomonasterovecchia.JPGLipari per un mondo che non conosceva alla ricerca di un lavoro e di una fortuna aleatoria. Benito, come tutti noi emigranti, aveva un sogno nel cassetto ma, quel sogno, non si avverò mai. Io, a mia volta, alcuni anni dopo la sua partenza, lasciai l’Isola di Lipari ma non andai lontano, i primi anni, mi fermai nel mondo del turismo di Taormina. Quando ci rivedemmo, è stato per puro caso, ero in attesa di un’amica, quando vidi il suo enorme faccione e a voce alta, quasi urlando per farmi sentire, fregandomi della grande flemma Inglese, corsi a farmi vedere da Benito che incredulo guardandoci ci abbracciammo piangendo dalla commozione e dalla gioia di rivederci in quella terra lontana e straniera. Allora occupavo una stanzetta nel quartiere di Archway, nella zona della Stazione ferroviaria e Underground di King’s Kross ST Pancras.

Dopo qualche settimana, andai ad abitare nella casa di Benito che abitava a Fulham Broadway. Tutte le mattine mi alzavo presto per arrivare puntuale al lavoro, al Great Eastern Hotel di Liverpool Street, nella City londinese. Erano i tempi del fumo di Londra, dei Beatles, il quartetto di Liverpool, di Mary Quant, la creatrice della famosa “Mini Gonna” che ha fatto Moda nel mondo facendo impazzire giovani e non. Al mattino, quando prendevo la Metropolitana (Underground) o (Tube), per andare al lavoro o per rientrare a casa e quando raramente avevo la possibilità di trovare un posto a sedere nelle carrozze, ammattivo quando di fronte a me si sedevano ragazze in minigonna che noncurante facevano bella mostra delle loro bellissime gambe e cosce nude.

vicovolpe.JPGRoba da non credere, gli occhi mi uscivano fuori dalle orbite, mentre gli inglesi quasi indifferenti non se ne accorgevano neppure. Dopo aver lasciato Lipari ed essermi inserito nel mondo del turismo di Taormina, assieme agli amici, durante la notte usavamo fare i “Play Boy” frequentando i vari Night Club locali alla moda di allora come: “La Giara”, la Taverna dei Cordari sul corso principale di Taormina oppure da “Paolone” il locale notturno più gettonato più affollato e meno esclusivo. Erano locali frequentati da giovani e meno giovani donne, soprattutto straniere in cerca di un’avventura notturna e noi giovani di primo Play Boy le accontentavamo come meglio potevamo, buttandoci a capo fitto. La moda della Mini Gonna, è stata una meravigliosa invenzione della giovane stilista Mary Quant, che sebbene da allora, di anni ne abbia compiuti tanti, resiste ancora all’usura del tempo che non tramonta e se è ben portata soprattutto da giovani donne e adulte Signore con bellissime gambe, si fanno ancora ammirare facendo la loro bellissima figura!

Credo che il tramonto della minigonna sia ancora lontano, come quello dei Beatles i “Baronetti Lord Inglesi” che noi come tanti altri nel mondo, ascoltiamo sempre con molta nostalgia dei nostri tempi passati come le canzoni di Paul  Mc  Cartney e di Ringo Star. Quando lasciai Archway e andai a vivere a casa di Benito, lui mi consigliava di rientrare sempre prima della chiusura della Metropolitana che avveniva alle 24,00, ma che comunque nel caso di ritardo c’erano dei Bus notturni sostitutivi e c’erano anche i  famosi Taxi neri “English CAB”. Egli mi dava sempre consigli, come comportarmi, dove dovevo stare attento, come fare quando andavo nei locali, invitare ragazze che secondo lui erano facili e accettavano volentieri l’invito a cena e bere vino rosso, insomma era il mio consigliere e grazie a lui mi sono sempre trovato bene.

Nel tempo, ho imparato a conoscere Londra e le sedici linee metropolitane soprattutto quando c’era molto freddo, me ne stavo dentro i vagoni a scaldarmi e facevo avanti indietro senza uscire dalle stazioni sino a quando era ora del rientro a casa. Stavo sempre lontano dai quartieri malfamati, il quartiere latino di Soho con tutti i localini a luci rossi che i buttafuori ti spingevano dentro se ti vedevano da solo soprattutto a China Town. Stazionavo quasi sempre tra Piccadilly Circus, Leicester Square, Trafalgar Square, Westminster, Tower Bridge e mi divertivo a fotografare di nascosto i Punk che sostavano ubriachi seduti sugli scalini della statua di Eros a Piccadilly. Alcune volte di sabato mattina, andavo a trovare Benito a Portobello Road, lui aveva un piccolo Desk per strada come tantissimi altri che si dilettavano a vendere cianfrusaglie che gli stranieri acquistavano volentieri. Lui trattava e vendeva pietre colorate che secondo il mio parere, conosceva bene e m’insegnava i vari trucchi per riconoscere le vere pietre preziose.

Allora erano anche i tempi di Carnaby Street, la famosa strada abituale dei Beatles regno della moda Hippy e dei gagget’s per tutti grandi e piccoli. Prima di andare a vivere da Benito, per risparmiare sull’oneroso affitto londinese, dividevo la stanza con un amico siciliano di Palermo, e spesso rimanevamo al buio in quanto lo scellino non era mai sufficiente e per non spendere altri soldi ci addormentavamo, anche perché la sveglia al mattino suonava molto presto e per arrivare puntuale a timbrare il cartellino. Non ricordo quando Benito era arrivato a Londra, sicuramente molti anni prima di me in quanto quando io sono andato a vivere a casa sua, era sposato e aveva già tre figlie. Benito, lavorava in una fabbrica ed il sabato mattina come sempre si recava a Portobello Road a vendere delle pietre colorate, mentre invece la domenica mattina si recava al Thames River e tornava a casa sempre con dei gamberi di fiume, molto buoni. Margaret, la moglie, lavorava a Buckingham Palace. Tornai ancora molti anni dopo a Londra e andai a trovarlo, sono stato con loro un paio di giorni e come al solito Benito in disparte, mi parlava del suo antico sogno sempre vivo nel suo cuore di rientrare a Lipari e farsi un negozio tutto suo e dare un aiuto ai fratelli e una casa per la sua mamma.

Margaret, assieme alle figlie non erano d’accordo, in quanto non avevano alcuna intenzione di lasciare Londra per vivere a Lipari. Benito, aveva un’adorazione segreta per la famiglia di Lipari, soprattutto per la mamma, e quando poteva, le inviava di nascosto delle sterline facendomi vedere il sistema che utilizzava. Benito, non aveva dimenticato nulla della vita vissuta a Lipari, delle ristrettezze economiche ed insieme parlavamo degli amici che erano partiti da Lipari in cerca di fortuna e come al solito ci veniva da piangere, ed insieme ci confortavamo a vicenda. Lui come Margaret si preoccupavano per me, quando io rientravo tardi la notte, come faceva Gilormino e Katherine quando alle quattro del mattino io non ero ancora rientrato e come pure la mia amica Inge di Monaco di Baviera. A me è sempre piaciuta vivere la vita notturna, soprattutto quella di Berlino e mi divertivo un sacco a visitare locali notturni di tutti i generi. Ogni tanto, la domenica pomeriggio nelle poche belle giornate di pallido sole, di quel sole londinese che emanava solo luce e niente calore ed ero libero da impegni, accompagnavo le due figlie più grandi (Nicolina e Chapell) al parco più vicino. Un sabato di mattina, ero libero e sono tornato ancora una volta a Porto Bello a trovare Benito.

Ero certo che lo avrei trovato lì, alla solita postazione dove più avanti per la prima volta, ho visto anche Margaret   che pure lei per i fatti suoi vendeva bigiotteria e pezzi d’antiquariato vittoriano. Lei, non mi nascose la sua preoccupazione per Benito che voleva tornare a Lipari, ma io la tranquillizzavo dicendole che lui ormai non avrebbe mai più lasciato Londra per rientrare a Lipari. Ma non è stato così, ho saputo tanti anni dopo che Benito era rientrato e viveva da solo a Lipari. Non l’ho mai più rivisto da quando l’ultima volta venne a salutarmi assieme alla famiglia all’Aeroporto londinese di Heathrow. Non dimenticherò mai l’abbraccio fraterno e protettivo nei miei confronti, forse nel suo cuore, Benito, voleva significarmi il suo addio. Per molti anni, non seppi più nulla di lui e per molto tempo io non tornai a Lipari. Ho saputo dopo molti anni, che era deceduto a causa di un incidente stradale dentro l’unica galleria che unisce Lipari a Canneto, nel lontano1989 e che da allora riposa in pace nel Camposanto di Lipari. Così, egli è tornato a casa, dalla sua adorata mamma che lui non aveva mai smesso di volerle bene e di aiutarla. E, così Benito, dopo una vita di stenti, di sacrifici, di lavoro lontano da casa, era rientrato per trascorrere il resto della sua vita nel paese che l’ha visto nascere e dove il destino beffardo ha deciso di porre fine alla sua esistenza terrena in modo impietoso, incredibilmente tragico. In seguito, anche se più volte sono tornato a Londra, non ho mai più avuto notizie di Margaret né delle tre figlie di Benito. Ho saputo alcuni anni fa, che una delle figlie è tornata a Lipari per ripartire dopo una settimana. Margaret, è morta alcuni anni fa e le altre due figlie, vivono forse ancora a Londra.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-07-21T09:24:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Leggo “Il Notiziario delle Eolie online” e come gli altri lettori, traggo la mia opinione su quello che scrivono. La notizia, in quanto tale va apprezzata, anche se spesso è dura da digerire e da fastidio che venga diffusa in modo esagerato, anche se essa viene da un corrispondente o giornalista che usa la notizia come proprio strumento di lavoro, piuttosto dovrebbe essere ridimensionata nei limiti della non esagerazione senza volerne fare uno “scoop”.  Queste ultime scritture apparse di continuo in questi giorni, anche se da me lette ma non condivise in quanto è al di fuori della mia mentalità e mia opinione personale, sono state a mio modesto avviso come notizie che vanno prese con molta filosofia da chi legge in quanto non rispecchia la realtà professionale di un giornalista, ma di una libera personale ma che sembrerebbe un risentimento esclusivo verso un paese in questo caso degli abitanti di Lipari, ma questo è soltanto il mio pensiero, in quanto non mi sento minimamente coinvolto.

Ma poiché chi scrive è responsabile di quello che ammette, va rispettata la sua personale opinione, in quanto esprime il proprio libero pensiero, ospitato dallo spirito libero delle Eolie quale è “Il Notiziario di Bartolino Leone”. Credo senza ombra di dubbio, che nessuno abbia voluto offendere la professionalità dell’altro e di conseguenza ogni informazione, dovrebbe vertere sul filo della correttezza e rispetto reciproco della propria opinione e personalità. Nessuno credo, voglia essere o sentirsi superiore all’altro e per quanto mi risulta e non solo a me, credo, che l’Isola di Lipari non abbia nulla a che vedere con altre località turistiche della Penisola, siano esse: Tropea, Penisola di Sorrento, Amalfi, Capri, Ischia, Rimini, Riccione, Portofino, Rapallo, Taormina, Costa Smeralda, Porto Rotondo e via di seguito.

Ognuno, è liberissimo di pensare e di proporre le preferenze turistiche e il modo di come viverle, siano essi ragazzi, giovani, anziani e persone adulte, ma che comunque, hanno lo stesso diritto di convivenza e di godere le proprie vacanze. Tutti coloro che scrivono sul Notiziario di Bartolino Leone, notoriamente ricoprono un ruolo importante nel proprio lavoro al di fuori del Notiziario e pur sempre sono o almeno credo, dilettanti (allo sbaraglio). L’Amministrazione comunale di Lipari, decide autonomamente come meglio crede, rispettando la normativa di sicurezza vigente emanata dalla Prefettura di appartenenza. Che la Città di Lipari da quasi un ventennio abbia perso la vera identità turistica (lo sanno anche tutti gli abitanti di Lipari e non), come altri opinionisti che hanno già evidenziato alcuni giorni fa. 

Naturalmente, è una grossa perdita d’immagine turistica per il territorio che si ripercuote di continuo anno, dopo anno. Ma, ormai tutti gli imprenditori turistici con grande maestria, si sono rimboccate le maniche adeguandosi ai tempi e continuano, con serietà il proprio lavoro sperando in tempi migliori, anche se, l’Amministrazione comunale ha aumentato il suolo pubblico del 300%. Semplicemente mostruoso per una comunità che dovrebbe vivere di solo turismo almeno per otto mesi l’anno, ovviamente se ci fosse un Aeroporto o adeguati trasporti e porto in sicurezza, invece  di accontentarsi di avere una stagione molto corta come le gonne delle donne incinte, che s’accorciano sempre di più.

Io chiedo venia ai tutti i lettori del Notiziario e al Direttore Bartolino Leone, ma sento il dovere di gentiluomo quale mi sento di essere, di scusarmi personalmente senza coinvolgere alcuno, con la Gent.ma Sig.ra Natoli, nonché D.ssa Laura Architetto di prestigiosa famiglia di Lipari, mamma di due meravigliose bimbe e sposa felicissima di un noto imprenditore turistico di Lipari,  per essere intervenuta sul Notiziario per giusta causa, alcuni giorni or sono. Credo che il buon senso comune, sia prassi di antica routine del Bon Ton e del “savoir faire”. Tempo fa, ho letto che una Signora liparota ma che vive all’estero, ha scritto sul Notiziario che ha saputo solo per “sentito dire” da alcune amiche milanesi e americane che si lamentavano che a Lipari: le tariffe dell’Aliscafo sono carissime, come dei generi alimentari, bar, ristoranti, pizzerie, alberghi e seconde case, insomma tutto è salatissimo e carissimo (meno male che non si è a Milano). Purtroppo le Isole Eolie subiscono da sempre l’insularità dei trasporti, ma esagerare e fare paragoni è alquanto antipatico, in quanto si ha l’abitudine di aumentare sempre il raffronto. 

Risulta, certamente che l’Isola di Lipari, non è turisticamente economica, ma si dovrebbe anche capire che le Isole Eolie sono Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e che purtroppo sono anche Isole disagiate maledettamente soprattutto dai trasporti, che come credo tutti sappiano, anche in Sardegna sono aumentate da 90 a 150 euro % e se non fosse per la flotta sarda, il disastro turistico di questa stagione sarebbe veramente rovinoso per i trentamila e più imprenditori turistici sardi che sino a questo momento, non hanno avuto alcuna ripresa. Ma tanto per dirne una a caso, nei Bar di Lipari e soprattutto di Marina Corta: una granita al caffè con panna costa 2,50 mentre se è servita al tavolo il costo aumenta a 3,00 euro, mentre un caffè servito costa 1,50. Mi preme far notare a quanti non lo sanno, che la granita è un prodotto artigianale e che andrebbe valorizzato e protetto, mentre la granita che viene servita altrove soprattutto nelle località turistiche è ghiaccio tritato e succo di limone o menta.

Poiché come spesso succede, si esagera col sentito dire, che anche i Ristoranti applicano tariffe altissime. A parte che nessuno è obbligato a frequentarli, (come gli alberghi), c’è anche da dire che chi li frequenta, spende quello che vuole spendere in quanto all’ingresso di ogni locale, in bella evidenza, sono affisse gli elenchi e i costi di ogni singola pietanza tipica e non. L’Isola di Lipari ha una grande disponibilità di Pubblici Esercizi fra: trattorie a prezzo fisso, gastronomie, pizzerie con servizio e non, take Away per tutte le tasche e per tutti i gusti e nella discesa per Marina Corta, c’è anche la paninoteca di “Gilberto” quasi sempre aperta e poi anche al bar Il Gabbiano di Bartolo e Mimmo, con sette a dodici euro si può gustare una tipica insalatona eoliana o un piatto di lasagne o pasta al forno.

Insomma a Lipari c’è veramente l’imbarazzo della scelta. Con orgoglio e immenso piacere vorrei ricordare che a Lipari è d’obbligo effettuare una visita al famoso “Centenario Ristorante Filippino” dei fratelli Antonio, Lucio Bernardi e il famoso Ristorante tipico delle sette Isole “E Pulera”. Altri locali a Lipari, meritano di essere frequentati per il loro alto livello di qualità e servizio: Dal Ristorante “Al Pescatore” nel cuore della Piazza Simbolo di Marina Corta “Al Pirata” di Piero e Elisa, sotto la chiesa di San Giuseppe, l’unica superba “Location” sul mare, Al ristorante “La Nassa”. Ma ancora fuori Lipari trovate altri noti Ristoranti sia a: Pianoconte, Quattropani, Acquacalda e Canneto. Ma se veramente volete qualcosa di particolare, girate l’angolo e andate al Ristorante del “Aktea Resort Hotel ”, come pure al centro il ristorante di Ciripicchia.

Dalla mia ultima permanenza a Lipari, la settimana di Pasqua, mentre passeggiavamo lungo il Corso, dalla Piazzetta e Pasticceria Subba in giù, dalla troppa confusione, dovevamo con difficoltà svicolare per riuscire a scansare e a non essere annaffiati da qualche boccale di birra. Al ritorno, era quasi l’una, davanti a noi gruppetti di ragazze, elegantemente vestite con borsetta da sera e come si dice dalle nostre parti “impupate” e profumate si recavano al bar Eden dove all’ingresso si esibiva un DJ. Intento a mixare brani musicali, mentre altri giovani erano intenti a bere e ascoltare musica. Niente di intollerante anche se il gruppo occupava tutto il corso, siamo riusciti a passare e proseguire per Marina Corta dove eravamo attesi. Devo ammettere che le ragazze erano sicuramente minorenni, ma di una bellezza eccezionale e gratificate dai vestiti che indossavano meravigliosamente.

Comunque, mi sono reso conto, che la “Movida” Liparota tanta criticata, esiste e c’è sempre stata e sempre ci sarà, anche se disturba la quiete pubblica. “La Movida” è accettata, voluta, gradita, da buona parte di quei turisti che sbarcano a Lipari e secondo il mio punto di vista, è necessario che l’Amministrazione comunale riveda, il piano d’evacuazione d’emergenza per la sicurezza pubblica, in quanto sono certo che nessuno si allontanerà da un territorio acquisito e adibito a discoteca “Corso Vittorio Emanuele”, fulcro sacro di quel turismo Liparoto.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-07-15T09:16:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Turismo & Flotta Sarda.

Ancora proteste e blocco dei mezzi nel porto di Olbia Isola Bianca, il grande porto olbiense dove giornalmente approdano decine di navi che sbarcano migliaia di passeggeri e tonnellate di merci diretti nel   Nord Est Sardegna e attraverso la direttissima a scorrimento veloce verso il nuorese, Baronia, la Costa di Dorgali e Cala Gonone. I dimostranti infuriati per le alte tariffe applicate anche per il trasporto merci che vista l’insularità della Sardegna, sono costi esorbitanti e gli imprenditori e non ne sanno qualcosa.

Essi inoltre si rivolgono al Governatore Cappellacci chiedendo di sostenere, ma soprattutto ampliare le tratte dei collegamenti esclusivamente con la Flotta sarda e di non permettere a Compagnie che considerano soltanto la Sardegna, solo un’isola da speculare. Sino ad alcuni anni or sono, i traghetti delle ferrovie dello Stato, effettuavano il traghettamento delle merci dall’imbarco di Golfo Aranci a Civitavecchia e viceversa. Il Servizio è stato annullato e cancellato senza speranza alcuna e nulla è stato fatto da parte del Governo Sardo di allora, come nulla è stato fatto per non permettere quest’altro affronto, come quello di aver mandato via gli americani dalla base di La Maddalena e Santo Stefano.

A nulla sono valse le proteste e manifestazioni dei maddalenini per non permettere l’allontanamento dei militari U.S.A. e di quello che buona parte dei sardi chiamavano “servitù militare” Storia nota, che mancando quell’esercito di migliaia di marines, è venuto a mancare un grosso introito per tutti, visto e considerato che anche il “G 8” è stato un fallimento totale, anche se ogni tanto viene organizzato qualche congresso a livello mondiale, come quello che si sta svolgendo in questi giorni “l’Europa e il Medio Oriente”.

 

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-07-05T08:57:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

“Su Krùmpiu e Sa Babbaieca” Antichi Riti funebri di Sardegna.

Due sole grandi Isole in mezzo a quel Mare tra le Regioni italiane più belle, una di queste rappresenta un triangolo e l’altra, un Sandalo. Esse sono senza dubbio le più affascinanti Isole del mondo. Due diamanti del Mediterraneo che brillano di luce propria, apparse milioni d’anni fa in uno specchio di mare meraviglioso, esse sono due stelle del firmamento marino: Sardegna e Sicilia che anche se distanti rappresentano i gioielli dell’Italia del Mare  Mediterraneo. Conosciute in tutto il mondo per la loro bellezza, antica storia, cultura, natura e immagine, le due Isole quasi gemelle, tra le più antiche terre venute dal mare che per gustarle, bisogna andare in mezzo al Mediterraneo. Entrambe hanno fantastiche coste rocciose, disseminate da incantevoli cale e anfratti solitari, abissi profondi di un blu incredibile con acque limpidissime dalle trasparenze e sfumature cromatiche, dal verde smeraldo, al turchese e con un fascino irresistibile della storia e delle testimonianze di pietre lasciate dall’uomo. Eppure i due gioielli della natura, piazzate in mezzo al Mare, subiscono nei milioni d’anni cambiamenti e destini diversi, La Sicilia è la più popolosa ed è la più vicina all’Italia mentre, la Sardegna, quasi un Continente e poco abitata, è la più lontana, quasi a dimostrare al mondo, la dimenticanza di un popolo bendato, destinato all’esilio perenne.

La natura ha nel tempo fatto il resto e deciso destini diversi. La Sardegna degli antichi Nuraghi, sparsi sardegna6.JPGovunque nel territorio, pare non si capisse il vero motivo della loro esistenza se pur ricca dei più antichi ruderi di pietra, non ha niente a che vedere con la magnifica Sardegna di oggi. L’altra Sardegna, quella dell’interno, la Sardegna delle Barbagie, anche se ha conservato timidamente alcune tradizioni e testimonianze antichissime, continua a stento nelle usanze tramandate dai popoli come quei antichi e vecchi riti funebri di “Su Krùmpiu e Sa Babbaieca”. A dimostrarlo, le testimonianze degli abitanti dei Villaggi lontani e paesi sperduti ad economia poco agricola e pastorale, che quando qualcuno  moriva di vecchiaia, malattia o ammazzato, i familiari praticavano un particolare cerimoniale basato su antiche tradizioni. I parenti, addolorati per la grave perdita subita, si accingevano alla preparazione del triste evento come da usanze del luogo. Il moribondo ormai senza possibilità di vita, veniva steso su una stuoia accanto al fuoco in attesa della morte certa, assistito da parenti adulti più stretti soprattutto donne che solitamente lo accudivano e si preparavano al rito delle attittadoras (le donne prefiche), che cantavano le litanie lamentose che lodavano le gesta in vita del morto.

sardegna7.JPGI parenti più stretti si lamentavano ad alta voce battendosi il petto e strappandosi i capelli. In questo strano rito funebre, la parente più stretta accendeva una candela benedetta e con questa faceva il segno della croce sulla fronte del morto e gli chiudeva le labbra affinchè al morto non gli sfuggissero segreti di famiglia, che non dovevano “mai” essere sbandierati ai quattro venti e di conseguenza di dominio pubblico. Il morto era adagiato su assi di legno montate come un catafalco detto “bànco de mortos” mentre i suoi piedi come da un’antica usanza romana (ancora in uso), dovevano essere rivolti verso la porta, mentre sul petto era posato un crocefisso. Terminata la preparazione e composizione del defunto, le parenti più intime si sedevano ai lati del morto e così si dava inizio alle condoglianze del vicinato, dei parenti e amici. Questo cerimoniale “Su Krùmpiu” oppure “Sa bisita”, così era chiamato una volta questo cerimoniale delle condoglianze per il defunto, era solo obbligo delle donne riceverle, mentre gli uomini, se ne stavano in un’altra stanza a bere vino e fil’e ferru e come d’abitudine, ricevere le condoglianze dei soli uomini.

Ben diversa invece il cerimoniale che avveniva nel paese di Gairo Sant’Elena, antico Comune della Provincia Ogliastra, affacciato sulla meravigliosa e incontaminata valle del Pardu. Qui, era invece in uso la leggenda o credenza popolare di “Sa Babbaieca” adottata anche in altre parti della Sardegna, anche se chiamata con nomi differenti. Sa Babbaieca dunque, significa il toponimo di un sentiero (ancora esistente), che finisce in un precipizio nel quale in età preistorica, si spingevano in un burrone familiari vecchi e anziani parenti non più utili alla famiglia. Questa ancestrale e barbara usanza di liberarsi dei familiari in quanto considerati ingombranti, erano accompagnati dai soli figli maschi in un tortuoso sentiero di altura, per essere gettati nel baratro profondo senza fine. E così

Essi dopo una lunga esistenza di lavoro, con un’inaudita crudeltà, finivano la loro vita in quel luogo chiamato Sa Babbaieca. La parola “Babbaieca” deriva da “Babbai” che significa babbo, (padre ) ed “Eca” ha significato di entrata o uscita da un sentiero campestre. Babbaieca, quindi, significa uscita, abbandono del babbo, nonno o vecchio dalla famiglia e dalla vita quotidiana, per l’altro mondo. Questa tradizione, a dir poco, “barbara” sarebbe stata avvalorata dalla testimonianza di Timèo, storico greco-siciliano, il quale ha scritto che in Sardegna i vecchi erano percorsi con dei bastoni per poi essere spinti da alti dirupi facendoli precipitare in un baratro senza fine.

Il sentiero, che porta al precipizio di “Sa Babbaieca”, si trova lungo la strada statale, nei pressi del sardegna8.JPGponte del Rio e della magnifica vallata del Pardu, a pochi chilometri dal centro abitato di Gairo Sant’Elena e di Taquisara “Genneua” per la gente del posto, il paese del Trenino Verde turistico che deve la notorietà allo scrittore Inglese David Herbert Lawrence. Gli abitanti anziani del luogo raccontano ancora ai giovani dell’orribile e crudele rito della leggenda, ma con insistenza si parla di pura realtà, in quanto resti umani ritrovati confermerebbero la triste realtà. Era compito dei figli maschi adulti che portavano sulle spalle il proprio vecchio genitore a quel tragico destino da tutti utilizzato e proprio quando essi si stavano apprestando a spingerlo giù nel burrone, il padre chiese a loro che prima di essere spinto e gettato per il grande salto senza ritorno, gli permettessero di riposarsi in quanto era stanco dal tanto camminare. “Anche io”, disse il vecchio genitore con grande saggezza rivolgendosi ai figli, quando condussi a Sa Babbaieca mio padre, lo lasciai proprio qui a riposare su questo sasso prima di spingerlo giù.

I figli, impietositi acconsentirono all’estrema richiesta del vecchio padre ormai condannato alla morte certa. Ma, mentre lo guardavano che seduto su quel sasso aveva visto tanti vecchi attraversare quel punto e non tornare più indietro, un’angoscia terrorizzante pervase la loro mente e rabbrividirono al pensiero che un giorno, anche loro, sarebbero stati condotti dai rispettivi figli per quel sentiero fino a giungere al baratro, che avrebbe decretato la loro tragica fine. Essi, si guardarono negli occhi e ciascuno, scorse nel volto dell’altro il proprio terrore di una fine orribile inevitabile e fu allora, che in preda a tanta paura mista a compassione per il genitore e per loro stessi, decisero di riportare a casa il loro vecchio ma saggio padre e di tenerlo nascosto agli occhi dei tutori di quel macabro rito.

Da quel giorno, il benessere riempì la loro casa, suscitando la sorpresa degli altri membri della piccola comunità paesana, i quali con il passare del tempo divennero sempre più curiosi di venire a capo delle cause che lo avevano generato. Scoprirono in seguito che quel benessere, era spettante ai saggi consigli che il vecchio padre nascosto dava ai propri figli, e che, quindi, la saggezza che egli aveva maturato durante la sua vita poteva essere utilissima ai giovani. Ne conseguì, che in paese venne adottata da tutti la decisione di abbandonare la pratica di quel macabro rito di “Sa Babbaieca” che altro non portava che alla perdita delle preziose competenze che avrebbe tanto giovato alla società, la quale sarebbe stata abbondantemente compensata per l’ingombro che fino allora era stato la causa della pratica di un rito così crudele. L’uso infausto che possano gettarti in “Sa Babbaieca” è ancora ricordato soprattutto nei paesi di Gairo e Taquisara, nelle imprecazioni che gli adirati lanciano contro chi dà loro fastidio.

Da tempo, in questo luogo una volta orribile, ora divenuto una preziosa sosta di profonda meditazione e di assoluto silenzio, sono state sistemate delle panchine atte a far riposare coloro che dopo una lunga passeggiata possano seduti, godere di una vista meravigliosa, non più dolorosa e raccapricciante come ”Sa antigas Babbaieca”.  Questa leggenda o credenza popolare, al giorno d’oggi, potrebbe essere da monito per tutti coloro che nel terzo millennio, considerano non più utili gli anziani se così si definiscano le persone mature di una certa età, in quanto come sta a dimostrare “Sa Babbaieca”, la materia grigia umana, funziona ed ha ancora molto da insegnare a tanti giovani e illustri personaggi del nostro mondo contemporaneo!

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Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-07-02T08:42:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Turismo itinerante attraverso l’Isola che c’è.

Un cinguettio d’uccelli ci ha svegliato di buon mattino informandoci che era ora di alzarsi, fare colazione e riprendere il viaggio verso la Costa Smeralda. Con la musica di Cristina Leone che ci fa compagnia con le sue canzoni, ci rimettiamo in viaggio e mentre ascoltiamo “Solo Un’estate” da lontano assistiamo ad un miracolo della natura, davanti ai nostri occhi si presenta: punta Marana, il Golfo di Marinella e l’Hotel Abi d’Oru (ape d’oro), uno tra i più belli alberghi della costa degli anni sessanta. La nostalgia mi prende alla gola in quanto in questo albergo ho iniziato il mio lungo viaggio a ritroso nel tempo quando tantissimi anni fa sbarcai al porto di Olbia e poi proprio qui in trenino, fino alla piccola stazione di Marinella e poi a piedi sino all’Abi d’Oru. Un Hotel esclusivo di prima categoria immerso in una lingua di sabbia bianchissima, dove la Principessa Soraya usava cavalcare il suo destriero sulla battigia.

Ora è tutto costruito da villette e appartamentini lusso e quella spiaggia di chilometri di sabbia di sardegna5.JPGMarinella, “Malibù” (così chiamata da Bartolino Leone e Consorte Ludy), era solo la spiaggia di Sua Altezza Imperiale la Principessa d’Iran “Soraya”, definita la Principessa triste. Erano gli anni più belli di Soraya e se anche innamorato, per ragioni di Stato e per mancanza d’eredi al trono del Pavone, (Soraya non poteva avere figli), fu ripudiata dal marito, Mohammad Reza Pahlavi “SHAH” Scià di Persia. Soraya Esfandiari, Principessa di strabiliante bellezza, incantava chiunque ammirasse i suoi occhi verdi. Dopo aver girovagato in tutta Europa, era stata accolta per molto tempo anche a Taormina, ospite fissa del festival del cinema. Ma è in Francia che vive prevalentemente dove ha recitato in un film con Alberto Sordi e dove conobbe il regista Franco Indovina, suo compagno di vita per pochi anni in quanto scomparso nel 72 nella tragica caduta dello Jet Itavia di Ustica. Famose le canzoni dedicate a Soraya di Francoise Mallet-Jorris –Je Veux Pleurer comme Soraya e di Bruno Filippini – L’Amore ha i tuoi occhi, struggente motivo eseguito in italiano scaricabile su You Tube. Soraya, la Principessa triste è morta nel 2001, all’età di 69 anni.

Lasciamo la nostalgia, i ricordi e il bivio di Porto Rotondo, Cugnana Verde, Portisco e San Pantaleo, per entrare nel territorio della Costa Smeralda che l’attraversiamo gustandola dolcemente per non perdere nulla. Attraversiamo senza entrare Marina di Porto Cervo e subito dopo il Sopravento e Sottovento che assieme al Billionaire, sono i locali del mondo di notte dei VIP della Costa. Mentre attraversiamo questi luoghi, ci troviamo di fronte a un mondo diverso che attira e colpisce la nostra curiosità. Tutte le Ville del luogo sono incastonate e immerse (quasi a nasconderle ad occhi indiscreti), in una fitta lussureggiante macchia mediterranea. Ovunque un ambiente meraviglioso, nulla disturba la visione di chiunque attraversi questi posti di vacanza di pregio e dove ogni angolo è curato nei minimi particolari da maestri giardinieri. Oleandri multicolori, ginestre selvatiche, Mirto, Cisto e lentischio ci stordiscono dal misto e forte intenso profumo naturale.

Ad un tratto la deviazione ci distrae e ci indica che il nostro breve viaggio di sola andata è quasi alla fine. Dall’alto ci fermiamo per ammirare la spettacolare vista mozzafiato della frastagliata Costa Smeralda, dove isolotti sparsi in mezzo a quel mare trasparente, velieri, barche, motoscafi e Yacht che vanno e vengono da Porto Cervo, dalle vicine bocche di Bonifacio e dell’Isola di La Maddalena. Sotto di noi uno spettacolo a dir poco fantastico: il gioiello dell’ITI Hotels “Colonna Beach Hotel Resort” di Cala Granu, ci appare come in un miraggio tra un susseguirsi di piscine, cascate d’acqua a scalare sino al mare tra calette e piccole spiagge attrezzate che occupano un’area di tre ettari di territorio.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-06-30T09:11:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Eolie & Tariffe.

Continuano le comunicazioni pubblicate su “Il Notiziario delle Eolie online” da parte di Eoliani, sulla riduzione delle tariffe sulle rotte da e per le Isole per i nativi sparsi nel mondo, applicate dalle Compagnie di Navigazione: NGI e Ustica Lines.

La notizia, come previsto, ha avuto un’eco ovunque nel mondo e da qualsiasi parte continuano ad arrivate alla redazione giornalistica, pareri, richieste di chiarimento e altro in merito al funzionamento. E a proposito di questo evento, io devo fare una doverosa rettifica alla mia precedente, pubblicata alcuni giorni or sono. Io, non sapevo e ignoravo che precedentemente il Comune di Lipari aveva già concesso limitatamente ai soli nativi Eoliani nel territorio australiano la tariffa da residenti.

Questa notizia appresa qualche giorno fa mi ha scosso e non credevo alle mie orecchie. Non potevo capire come mai il Comune avesse potuto attuare un simile affronto a quanti eoliani nativi e sparsi nel fondo, venissero discriminati dal primo cittadino in considerazione anche delle ripetute richieste e interviste effettuate da Bartolino Leone al Sindaco Mariano Bruno di estendere a tutti i nativi eoliani sparsi nel mondo e figli di un Dio minore, il riconoscimento ad usufruire della tariffa residenziale, ma senza successo.

A questo punto, mi sorge l’obbligo di scusarmi ufficialmente col Direttore de “Il Notiziario” Bartolino Leone, nonché di complimentarmi con lui, per l’ottimo lavoro di convincimento svolto con i responsabili delle Compagnie di Navigazione: NGI e Ustica Lines a favore di tutti eoliani lontano. Colgo l’occasione, in nome di tutti noi, ringraziarlo di cuore, con i nostri più calorosi e sentiti ringraziamenti da veri eoliani sparsi nel mondo. Un abbraccio a tutti amici.

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Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-06-27T09:14:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Il turismo a Lipari, piange per la trascuratezza di chi deve assicurare le infrastrutture adeguate ad un flusso continuo di visitatori, locali, italiani e stranieri. Con questa mia, desidero esporre la mia opinione senza empietà alcuna al Sig. Francesco Bertè, in merito alla sua lettera “Eolie &turismo” pubblicata su “Il Notiziario” venerdì 17giugno 2011. Gent.mo Sig. Bertè, credo che chi voglia fare turismo a Lipari, possa liberamente farlo, se ovviamente abbia tutte le carte in regola come da normativa di legge vigente in materia di turismo. Non credo che esistano leggi o divieti da impedire il libero afflusso in un territorio libero e comunque credo che se anche non gradito da tanti, non si possa vietare l’accesso ai barconi che sbarcano flussi di pendolari, visto che il Comune incassa il pedaggio di ogni singola persona come per i crocieristi che subito dopo sbarcati a Lipari, una buona parte sono caricati sui Bus e portati a piano conte per la degustazione di malvasia e sesamini, mentre altri fanno Shopping o visitano Boutique, negozi e Museo.

La informo, nel caso non lo sapesse Sig. Bertè, che Venezia, Taormina, Capri, Ischia, Porto Rotondo, Porto Cervo, Portofino, Santa Margherita Ligure, Rapallo, Rimini, Riccione e via di seguito, non vietano l’ingresso ai flussi turistici, siano essi locali, Nazionali o stranieri. Sarebbe un modo di fare “razzismo”. Quello che lei scrive sul territorio di Lipari, credo che esso sia altamente sfruttato in materia di turismo. Le rammento che Le Eolie sono Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e non sarebbe possibile costruire Villaggi turistici di alta intensità numerica e di grosse dimensioni. Gli alberghi di Lipari hanno problemi di coprire i costi di gestione e purtroppo anche per pagare le spese ed esosi contributi si devono adeguare a tariffe da fame, pur di lavorare e occupare le camere per soddisfare le troppe tasse che assillano gli imprenditori, vedi anche quelle del Comune. Quasi tutti gli alberghi, locali di Lipari e dintorni sono a carattere stagionale e devono pagare la “TARSU” annuale, e questo è una situazione ingiusta e secondo me da abolire.

Credo che gli imprenditori liparoti, non siano degli sprovveduti ma coscienti della bellezza del territorio e se disservizi vi sono, non sono da addebitarsi alla loro imprenditoria turistica. Forse, è assente quell’organizzazione amministrativa comunale capace di condurre i vari responsabili dei servizi in primis: trasporti, ambiente, cultura e turismo al proprio compito assegnato. Purtroppo, mi dispiace dirlo e sono d’accordo con lei nell’ammettere che a Lipari manchi quella identità locale dirigenziale che esiste ma scomparsa negli anni, lasciando il territorio in balìa dell’oblìo, di conseguenza si vive nella baraonda più totale. La valle dei mostri di Vulcano, come la pomice, le Terme di San Calogero (a proposito molto bella la processione), fanno parte ormai del passato e di chi ha la memoria corta. Una certezza, Sig. Bertè voglio dargliela, anche se alquanto spiacevole, a Lipari: il turismo di qualità, potrebbe arrivare soltanto con la prossima futura generazione.

Come lei dice giustamente, il solo meraviglioso Museo di Lipari, le bellezze naturali e la “Bandiera Blu” non sono sufficienti a salvare una situazione che fa acqua da tutte le parti, a dir poco disastrosa, ma che va bene lo stesso per i liparoti. Ogni liparoto, coltiva il proprio orticello e tira l’acqua al proprio mulino, per il resto, i turisti arrivano grazie all’impegno di Christian Del Bono di Federalberghi, Aldo Natoli, Christian Turcarelli, della Menalda Tour, dell’Assessore al Turismo Anna Spinella, dell’Eolian berlinese Gilormino Casali che da Berlino promuove l’Eolie e all’impegno dei Tour Operator che ovviamente hanno il loro tornaconto.

I migliori locali di Lipari sono quelli che uno si trova e per trovare quelli al lume di candela, deve andare a cercarli con lanterna in altre località, in quanto alla candela a Lipari non se ne fanno nulla, essi vogliono soldi e null’altro, perché il liparoto è come la formica, a buon intenditore, poche parole. La Cultura di Lipari, è ridotta soltanto a quella che produce il “Centro Studi Eoliano” e null’altro, tutto il resto è semplicemente storia di niente. Non se la prenda Sig. Bertè, noi Eoliani sparsi nel mondo, come lei, abbiamo a cuore la nostra Isola, ma non possiamo farci nulla. Un’ultima cosa: vorrei inoltre precisare che in questo momento la migliore pubblicità per l’isola di Lipari ed per le Eolie, la produce il ”Notiziario online delle Isole Eolie” di Bartolino Leone”, letto in venti Nazioni nel mondo.

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Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-06-25T07:46:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Vorrei cortesemente esprimere il mio pensiero alle notizie pubblicate sul Tuo Notiziario Online e sui vari interventi scritti da vari emigranti (come me) sparsi nel mondo. Il riconoscimento favorevole da parte del Comune di Lipari, come delle Compagnie di Navigazione che concede a tutti i nativi Eoliani di usufruire al diritto dello sconto sulle tariffe da e per le Isole Eolie identica alla tariffa residenziale, in Sardegna esiste da sempre, sia nei vettori aerei che Navale.  

Sono lieto per la notizia e per coloro che si sono battuti che meritano un plauso, ma per me è anche una soddisfazione maggiore, non tanto per lo sconto a noi emigranti (preciso che è solo il mio pensiero), ma soprattutto per il giusto riconoscimento nei confronti di quei Eoliani emigranti che hanno lasciato tanti anni fa, i loro affetti, genitori, moglie, figli e parenti in cerca di lavoro per sfamare la famiglia in un mondo estremamente lontano, diverso e difficile come lo è stato per tutti.

Credo, che sentirsi riconosciuti all’atto di acquistare un biglietto d’ingresso per le Eolie, sia una sensazione di riconoscimento e soddisfazione che una persona sente tornando a casa, al proprio paese natio tra parenti e amici d’infanzia. Da molti anni ormai, non vengo più di frequente e mai più con l’auto, in quanto viaggiare con le carrette della Tirrenia che ancora solcano il mare per un viaggio costoso e lunghissimo attraversando la tratta Cagliari Palermo in 15 ore circa quando va bene, ci rinuncio anche perché l’altra tratta da Milazzo a Lipari era altrettanto esosa e non valeva la pena. Nei miei precedenti e continui viaggi, ho sperimentato tutte le soluzioni, ma senza alternative. La Sardegna è proprio l’Isola lontana quasi un Continente e pertanto se non si adegueranno le navi ai tempi attuali, non ci potranno essere alternative migliori. Impossibile e troppo distante sbarcare a Civitavecchia e percorrere l’autostrada Salerno Reggio Calabria, ancora lontanissima ad essere completata.

Ci sarebbe la soluzione Salerno Messina con la Caronte oppure, la Cagliari / Napoli e poi la Napoli Lipari, da restare intere giornate in balia del mare e quando va bene. Fortunatamente, dall’aprile scorso, la compagnia italiana Blu Express ha ripristinato un collegamento da Cagliari Catania e viceversa che ha avvicinato di parecchio le due Isole maggiori. Il Dott. Ettore Morace A.D. della nuova CIN di Onorato, Aponte e Grimaldi, annuncia che prossimamente la Tirrenia sarà da loro acquisita e che tutti i 1450 dipendenti non perderanno il posto (è un loro sacrosanto diritto al lavoro), ma secondo il mio parere vorrei esprimere un pensiero importante e inviare un messaggio volante (non un consiglio) alla nuova compagnia, di riqualificare gli equipaggi con un corso d’aggiornamento professionale, visto il decadimento avuto in questi ultimi anni, in quanto tra tira, e molla, essi sono talmente stressati che hanno necessità di una riqualificazione totale. Vorrei ricordare al Dott. Ettore Morace e glielo dico spassionatamente, visto che conosco benissimo la Sardegna, la Compagnia Tirrenia, ha da sempre trattato con scarsa professionalità i viaggiatori di tutte le tratte, ma soprattutto la Palermo, Trapani a Cagliari e viceversa usando quelle vecchie carrette del mare capaci soltanto di trasportare animali da macello e camion come erano destinati trenta’anni fa e sempre rimasti uguali. Tant’è che la Regione Sardegna, premeditava sin dal 1987 di acquisire una propria flotta tutta sarda.

Mi domando ora, se è giunto il momento da veri e seri imprenditori maestri della navigazione, di sedersi al tavolo e trattare da pari col Governatore Cappellacci e la sua Giunta e di trovare una soluzione che accontenti tutti i sardi e viaggiatori ad una tariffa giusta anche per entrambi, il più presto possibile, prima del trenta di settembre, data stabilita che dovrebbe cessare l’ora delle navi noleggiate dalla Regione Sardegna. E soprattutto che sulle navi ci sia il massimo rispetto, navi veloci e servizi efficienti come da domanda da tutte le parti ed inoltre che ancora sulle navi non si parli solo il dialetto napoletano (nulla contro gli amici napoletani), ma anche sardo, siciliano, toscano o ligure ed altro. Quello che tutti chiedono nel terzo millennio, visto che l’epoca della grande Compagnia Tirrenia è terminata, voltare pagina totalmente e dare vita ad ottime navi, veloci, servizi, equipaggi professionisti e capaci, in grado di offrire cura nei servizi alla clientela di bordo.

Caro Cavaliere D’Ambra, solo una precisazione: l’iniziativa è stata proposta da “Il Notiziario delle Eolie online” agli armatori Sergio la Cava, della Ngi e Vittorio Morace, della Ustica Lines, ed è stata accolta in pieno.(bl)

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-06-21T17:28:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Viaggio attraverso l’Isola quasi un “Continente” che c’è, ovvero “La Sardegna”:

Dal litorale di Villasimius verso Quartu Sant’Elena, la Città del Gran Califfo attraversiamo il viale che separa lo stagno di Molentargius, paradiso ideale per la nidificazione dei Fenicotteri Rosa, di Germani Reali e altri uccelli acquatici e il lungo mare Poetto di otto chilometri di sabbia bianca, tra Bar, Pizzerie, ristoranti, locali notturni frequentati dal popolo della notte. Di fronte a noi svetta imponente la Sella del diavolo e sotto, il porticciolo turistico di Marina Piccola regno della vita notturna di Cagliari Città turistica per eccellenza, ora anche porto di partenza delle navi da Crociera. Respiriamo a pieni polmoni l’aria del mare e lasciandoci accarezzare dalla brezza marina, ci immettiamo nella trafficata Via Roma che comincia a brulicare del frettoloso movimento mattutino. Di fronte al Palazzo del Consiglio della Regione Sardegna, come ormai d’abitudine, sostano già in protesta i primi pastori della Sardegna riuniti per manifestare, dal lato mare invece, lentamente s’avvicina lentamente la vetusta nave della Tirrenia proveniente da Civitavecchia, mentre la veloce “Scorpio” giace ancora attraccata solitaria al molo in attesa di prendere il mare. Ci allontaniamo lasciando alle spalle il traffico cittadino per prendere l’arteria a scorrimento veloce “Carlo Felice” l’unica che collega la Capitale della Sardegna a Nuoro/Sassari/Olbia.

La prima sosta al 123,5 km. nell’Oasi di Abbasanta nei pressi di Ghilarza, la cittadina dove è vissuto sardegna4.JPGAntonio Gramsci, l’uomo del pensiero sardo. Dopo esserci rifocillati proseguiamo verso Nuoro e dopo aver sorpassato il bivio del Santuario di San Costantino ( Santu Antinu) di Sedilo, il paese della folle tradizionale corsa campestre a cavallo che si tiene presso il Santuario la prima settimana di luglio. La suggestiva “S’Ardia” è un rituale antico e si contraddistingue per la temerarietà e l’ardimento dei cavalieri che dopo aver ricevuto gli stendardi benedetti (Sas Pandelas), spronando i cavalli a folle velocità per arrivare i primi al traguardo dell’attraversamento dell’antico Arco di “Santu Antinu”, il Santo guerriero Patrono del paese. Ardia deriva dal verbo bardiare, che significa “proteggere, fare la guardia”. Una manciata di chilometri e da lontano svettano altissime le ciminiere: le bandiere di quella che doveva essere la Capitale dell’industria Enichem di Ottana, ora “spenta” che assieme a all’ industria di Porto Torres, producono una grande quantità di cassintegrati, mentre quelli che avevano abitato l’Isola Parco d’Asinara, hanno lasciato le celle per fare “mesti”, ritorno a casa. Attraversiamo il centro poco abitato della Barbagia di Ollolai che nel silenzio più profondo di una zona desertica, dove solo macchie bianche in lontananza pascolano di quella poca erba che rimane ancora per pochi giorni, prima di essere arsa dal cocente sole estivo.

Grazie al C.D. “Anima Silenziosa”, il nostro lungo viaggio è meno pesante in quanto allietato dalla calda voce della bravissima cantante Cristina Leone che ormai ospite fissa dei nostri viaggi, ci fa compagnia con le sue meravigliose canzoni che hanno un caldo sentimento ed una bellissima voce che t’invita a riascoltarle di seguito per carpirne il segreto delle sue melodiose note musicali: A volte Capita, Un grammo di Sale, Solo un’estate, Un grido nel Silenzio, Senza te, ed altre sono le bellissime canzoni che hanno un’anima profonda, come quella di Cristina. Consiglio l’ascolto a coloro che soli in casa o in macchina, o magari come sotto fondo musicale mentre sorseggiando un buon Drink nei vari “Radio Marciapiede” del Bar di Mimmo e Bartolo il Gabbiano di Marina Corta, oppure del Bar Eden o quello del bar la Precchia di Corso Vittorio Emanuele di Lipari, per dimenticare i problemi del non nascere (vergognosamente) a Lipari e che assillano l’intero Arcipelago dove l’ospedale dovrebbe essere il fiore all’occhiello come quelli di qualsiasi località turistica che si rispetti. A questo proposito incoraggio l’amico Saverio Merlino a non demordere perché nessuna legge al mondo non potrebbe permettere di non far nascere (anche se inferiore alle cinquecento nascite prescritte), i nascituri nelle sette Isole distanti tra loro. La Regione Sicilia e il suo Assessore alla Sanità dovrebbe mobilitarsi in quanto le Isole sono lontane e molto frequente restano isolate e senza speranza di trasporti sicuri.

Dopo tre ore circa abbiamo lasciato il bivio di Siniscola e La Caletta, ritrovandoci nella località di Agrustos, Porto Ottiolu e San Teodoro, il paese (carnaio) turistico super affollato da una moltitudine di laziali/romani che nelle discoteche locali durante il periodo estivo, come ogni anno trovano modo per non annoiarsi e scazzottarsi nelle “Disco”con i Play Boy “balentes” nottambuli locali. Mentre proseguiamo, ci viene in mente i famosi “Ripping” e l’Ambra, locali notturni a noi molto cari. Siamo a qualche chilometro da Olbia porta della Costa Smeralda. Ci rechiamo direttamente all’Hotel Stefania di Pittulongu, albergo di fronte al mare dove siamo attesi dal nostro amico e Collega Pasquale Isoni, General Manager dell’Hotel. Un magnifico sole pomeridiano e un meraviglioso mare azzurro invitante, ci convince a fare un bagno in quel cristallino specchio d’acqua. Di fronte a noi, maestoso e misterioso, appare il massiccio di “Tavolara” una volta ricovero dei sottomarini atomici della Marina U.S.A. Il gigantesco granitico isolotto posto all’ingresso del Golfo di Olbia, concede il benvenuto a tutte le navi e imbarcazioni diretti all’Isola Bianca e sparpagliarsi attraverso il territorio turistico della Gallura, Baronia e Barbagia nuorese.

Nell’attrezzato porto di Olbia giornalmente attraccano Navi da crociere, navi moderne e veloci e anche le carrette del mare “Tirrenia” prestigio di una volta, che messi a confronto con le altre più moderne e più veloci, dimostrano in tutto, la loro vetusta storia di una famosa e sventurata grande compagnia italiana di navigazione, ancora destinata a sopravvivere in agonia. La flotta sarda continua imperterrita a vendere biglietti sino a questo momento sulle due tratte Vado Ligure – Porto Torres e Civitavecchia Golfo Aranci con oltre 15 mila prenotazioni confermate, mentre gli armatori della CIN, a detta dell’Assessore ai trasporti Solinas, hanno dovuto ammettere (dopo averlo negato per lungo tempo), l’aumento indiscriminato delle tariffe che si aggiravano del 90, 110 ed anche del 150%, ovviamente a danno del popolo sardo, viaggiatori e di tutti gli imprenditori turistici della Sardegna. Mi domando se nella pancia del grande isolotto abbandonato dagli americani invitati dall’allora Governatore della Sardegna Renato Soru, Patron di Tiscali Web a lasciare La Maddalena, si siano portati appresso dalla base sottomarina del grande gigante, i sottomarini atomici che giacevano di guardia al Mediterraneo. Per gli abitanti della La Maddalena è stato un danno assurdo, incomprensibile, che ha riportato l’economia della cittadina a zero ripresa e il tanto decantato turismo a cinque stelle prospettato dal “G8”, è stato un grande “Flop” e lo sarà ancora per lungo tempo, lontanissimo, come i migliaia di “Marines” che hanno abbandonato per sempre una meravigliosa località a due passi dalle “Bocche di Bonifacio ai confini con la vicina Francia. Una cena a lume di candela in albergo, nel famoso ristorante “ Nino’s” che assieme al ristorante “Gallura” della mitica Rita D’Enza, sono stati esempi di grande ristorazione, di cene particolari, d’incontri storici di personaggi dello Jet Set e di V.I.P. mondiali, di passaggio a Olbia verso la Costa Smeralda e resto di Sardegna.

L’ambiente del Nino’s è particolare, come egli è, un personaggio colorito, quasi esclusivo come il suo codino color cenere. Nino’s, non dà il menu, ti chiede cosa vuoi e ti porta di tutto, pesci appena pescati a due passi nel mare di Pittulongu, fra Golfo Aranci vecchio villaggio di pescatori originari dell’Isola di Ponza, ormai nati e cresciuti qui tra gli allevamenti di mitili di Olbia. E’ stato un vero piacere gustare un misto di mare e un artistico monumentale piatto di fritto di gamberoni, scampi e calamari, il tutto annaffiato dal Capichera, l’eccellente Vermentino di Arzachena a due passi dalla Costa Smeralda. Il meraviglioso, “Stefania” Hotel quattro stelle in stile arabo-moresco, frequentato da coppie straniere, è molto suggestivo e accogliente quasi a ricordare la favola delle “mille e una notte”, il classico della letteratura orientale conosciuta in tutto il mondo. I piccoli corridoi, scalini in salita e in discesa, gli Arazzi, i Tappeti, gli arredi, divanetti e lampade sparsi ovunque, parlano un linguaggio arabesco che misto a quello sardo, creano un’atmosfera etnica gradevole dando all’Hotel Stefania, un esotismo e fascino di antico Oriente.

Dalla terrazza ammiriamo in assoluto silenzio, il mormorio della risacca del vicino mare mentre in alto nel cielo, uno spicchio di luna fa capolino fra un ciuffo di nuvole che si rincorrono velocemente che acchiappa il nostro sguardo per prendersi gioco di noi che l’ammiriamo. Nel silenzio della notte, proveniente dagli arabeschi archetti incastonati nella testata del letto un live sottofondo musicale da la sensazione di assistere all’immaginaria danza del ventre di “Sharhazàd” la bellissima principessa orientale che con la sua danza e racconti della favola delle mille e una notte, riuscì ad addolcire l’infuriato re Shahriyàr salvando se stessa e le “mille donne” che il re per amore della principessa, ha dimenticato l’antico odio per la moglie che l’aveva tradito e di conseguenza odiava e uccideva tutte le donne, dopo però averle possedute. La straordinaria storia di Sharhazàd è diventata per l’occidente la regina-madre di tutte le odalische che hanno popolato da secoli le letterature europee, le gallerie d’arte e i palcoscenici dei balletti in tutto il mondo. È notte fonda quando dopo aver sorseggiato alcuni mirti ben ghiacciati, come si usano bere da queste parti, ci decidiamo a dare la buonanotte alla luna e al mare di Pittulongu. Con la notte, il nostro primo viaggio finisce nella terra della leggendaria “Gallura”. A risentirci al prossimo viaggio.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-06-15T19:33:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambramaryamica.JPGdi Felice D’Ambra

Un caro saluto dalla bella Sardegna, ma le Eolie sono piu’ belle e mi mancano tanto. Mi fa molto piacere che finalmente sui traghetti e della Ustica Lines potremo mancare come residenti. Ora aspettiamo il provvedimento.  

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-06-04T14:46:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Turismo & Trasporti.

La nave fantasma che tutti cercano e che nessuno trova, è in rada nel porto di Cagliari.Il traghetto veloce Scorpio, costato 56milioni (quasi il doppio della Costa Smeralda di alcuni anni fa), varato nel marzo del 1999 fiore all’occhiello di quella che fu la grande compagnia di navigazione “ Tirrenia”, era la prima nave veloce a raggiungere la velocità pazzesca di 40 nodi ( 74 km circa all’ora), tra le navi più veloci al mondo. Dal settembre 2010, si trova in disarmo ed è ormeggiata alla diga di ponente del porto di Cagliari a far bella figura col suo fascino in bella vista. La Nave veloce Scorpio adibita sulla rotta Genova – Porto Torres, consumava 290 kg al minuto di gasolio, anche se in cinque ore divorava un tragitto lungo che una nave normale impiegava dodici ore circa.

Ora, il gioiello della vecchia Tirrenia, ora C.I.N. Compagnia di Navigazione Italiana, è un simbolo in abbandono e galleggia all’imbocco del porto di Cagliari. Il traghetto veloce che caso più unico che raro, sta fermo, ormeggiato e con la sua sinuosità e slancio a fare una bella figura, ma, solo per fare ombra sul mare e prendere ruggine. La Tirrenia, lo aveva deposto prima in Ogliastra, nel porto di Arbatax da dove è iniziata l’agonia e lo spreco. Come un puro sangue da corsa la nave è in attesa del giorno del macello, oppure per andare in pensione. Poi, qualche ripensamento in attesa del cambiamento di proprietà ed ecco che il potente siluro mangia soldi, viene trainato e trasferito nella grande Città del Capoluogo cagliaritano e del Campidano, come emblema di vecchio fascino della grande Compagnia pubblica. Da allora Scorpio è stata l’attrazione dei passeggeri delle carrette del mare che vetuste e stanche, lasciano in affanno il porto di Cagliari verso la Sicilia: Palermo e Trapani, Arbatax, Civitavecchia e Napoli. I viaggiatori incuriositi da tanta bellezza in mostra, sbalorditi, ammirano stupiti quei pescatori che osano predare da sotto la carena dello Scorpio i muggini ripieni di nafta. La storia della Scorpio, dopo essere costata una marea di milioni, è proprio destinata a terminare la sua breve esistenza, chissà per quanto tempo ancora, resterà ormeggiata al molo di Cagliari.

La stessa Scorpio, nel 2005 è stata noleggiata dalla Siremar per essere adibita alle Isole Eolie per poi tornare sulla tratta Fiumicino – Olbia coprendo la rotta in quattro ore. Caro Traghetti Sardegna: e’ di oggi la notizia che la Moby Lines di Vincenzo Onorato insieme a Snav, Grandi Viaggi Veloci (Gny) e Forship, ha lanciato la sua ultima offerta e fino al 15 giugno offre la possibilità di uno sconto del 50% sulla tariffa di ritorno dell’auto dalla Sardegna. Si tratta dei primi effetti positivi dell’ingresso della flotta sarda nel mercato dei trasporti marittimi che dopo una partenza in salita per le difficoltà di gestione del sito, oggi è già stato “boom” di prenotazioni e oltre 6omila accessi nel web sardo per prenotare la tratta Civitavecchia – Golfo Aranci (la zona più turistica richiesta in assoluto in quanto è vicina a tutto il Nord Est e a pochi chilometri da Porto Rotondo e Costa Smeralda, mondo del turismo dei V.I.P.), porto vicinissimo a quello olbiense, una volta usato dalle Ferrovie dello Stato quale traghetto di trasporto ferroviario auto e merci.

 

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-05-23T20:27:28+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Turismo & Bandiera Blu.

Da “Il Notiziario delle Eolie online” di Bartolino Leone di alcuni giorni fa, ho avuto il piacere di apprendere che alla Città di Lipari, è stata assegnata la “Bandiera Blu”. L’assegnamento del riconoscimento istituito nel 1987 anno europeo per l’ambiente, viene assegnato ogni anno alle località di balneazioni turistiche e al servizio offerto sia di spiagge che di porti turistici attrezzati. Infatti, due sono le Bandiere Blu assegnate alle migliori spiagge e ai porti turistici. Dopo le visite di controllo effettuate alle località, ovviamente previa domanda documentata dalle località che ne fanno richiesta. Dopo le visite di controllo effettuate e la consegna del parere di esperti, una “Giuria Internazionale” assegna le Bandiere Blu sia per le Spiagge che per gli approdi turistici.

Lipari, Città a vocazione turistica che non ha spiagge e le uniche dei miei tempi passati di Marina Corta e di Portinenti, non esistono quasi più, cancellate dall’inesorabile ira del mare e del vento del dio Eolo che sempre furioso spazza via ovunque la sabbia liparota ad altre spiagge lontane, mentre quella di Marina Lunga che si è cercata di abbellire a passeggiata lungo mare, è ridotta a ricovero di barche, barchette e di approdo per natanti, ma, è sempre meglio di niente. E’meraviglia della meraviglia, grazie alla spiaggia di Acquacalda e quella di Marina di Canneto, Lipari si fregia del riconoscimento della tanto ambita “Bandiera Blu”. Lipari Capoluogo delle Isole Eolie, cittadini liparoti e Eoliani (indifferenti, in quanto nessun commento), possono fregiarsi del prestigioso simbolo mondiale della “FEE” (Fondation for Environmental Education 2011), dando pur sempre importante riconoscimento e prestigio a tutta la comunità.

Da puro figlio di Eoliani, la notizia mi ha riempito di gioia e mi sento veramente onorato per la meravigliosa individuazione ottenuta. Spero comunque, che tutti i cittadini e turisti, sappiano onorare e rispettare questo straordinario simbolo, ambito da tutte le località costiere turistiche italiane, internazionali e mondiali.  Inviterei l’Amministrazione comunale con la cortesia dovuta ad una richiesta (ma, è soltanto un mio parere), qualora fosse possibile, di collocare la Bandiera Blu, oltre ad Acquacalda e Marina di Canneto, in cima al Castello di Lipari o sul faraglione più alto, in modo che chiunque arrivando dal mare, la vedano sventolare maestosa al vento delle Eolie.  Nel congratularmi con l’Amministrazione comunale, con tutti i cittadini liparoti ed Eoliani, in quanto nessuno si dimentichi che Lipari è il Capoluogo di tutte le sette Isole sorelle, auguro a tutti, una proficua stagione e un mare senza fine di “Bandiere Blu”. Dalla magica Sardegna, un caro saluto a tutti.

 

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-05-22T12:19:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

dambracrisponi.JPGdi Felice D’Ambra

Turismo & Trasporti.

Parola di Governatore, Ugo Cappellacci alcune settimane fa, l’aveva annunciato anche in diretta a radio radicale, quando intervistato da Stefano Imbruglia, a chiare lettere ha fatto capire di  non tollerare l’eccessivo aumento delle tariffe dei trasporti navali per le tratte della Sardegna del 150% che volevano adottare le nuove compagnie marittime” Aponte, Onorato Grimaldi e dopo aver denunciato all’Anti Trust tale aumento, ha fermamente deciso di far navigare la “Saremar”la piccola compagnia di navigazione sarda. E così da oggi 20 maggio, i biglietti a costi contenuti di 90 euro a tratta fra Civitavecchia e Golfo Aranci (Olbia), in partenza dal 15 giugno e fra Genova e Porto Torres, 20 giugno, sono già prenotabili sulle navi traghetto battezzati “ Dimonios e Scintu”, noleggiati al costo di 30 mila euro al giorno dalla Saremar che potrà trasportare circa 840 passeggeri e 300 auto.

Ugo Cappellacci, ammette che non ha dichiarato guerra a nessuno, ma ha tenuto a precisare che si amicidambra.JPGtratta di legittima difesa, in quanto le nuove tariffe sono per residenti e non. Nel progetto regionale vi sono inoltre altri due collegamenti: Olbia – Livorno e Cagliari – Civitavecchia (come chiesto anche dal candidato Sindaco Massimo Fantola, che per questa rotta il traghetto si chiamerà Bonaria, col nome della Basilica e la Beata Vergine di Bonaria, patrona della Sardegna.

Luigi Crisponi (nella foto in altro e insieme anche ai suoi familiari), in qualità di Assessore al turismo, ha spiegato che i traghetti che arrivano da cantieri italiani, nuovi di due anni, coprono la rotta fra Golfo Aranci – Civitavecchia due volte al giorno e partiranno alle ore 11 dal porto sardo e alle 23, mentre da Porto Torres – a Vado Liguria, quattro volte alla settimana. Il logo “ Sardegna”sarà presente all’interno e esterno delle navi, come lo è attualmente in tutti i Comuni, Enti e strutture turistiche di ogni genere. Nel Ristorante, self service, bar delle navi, si consumeranno prodotti tipici sardi e ogni cabina avrà il nome di un Comune isolano, come all’Hotel Su Gologone d’Oliena dove ogni camera e ambiente ha il nome di un artista, pittore, scultore o poeta sardo. Inoltre continua Crisponi, è già pronto il piano di comunicazione da tremilioni di euro per pubblicizzare in Italia e all’estero il progetto “Sardegna cuore d’acqua” e il bonus fino a 90 euro per i turisti. Da come si evince la Sardegna è pronta al grande lancio dei trasporti sardi. Mentre slitta ancora di dieci giorni la vendita di Tirrenia che vede in gara la sola “CIN” (Compagnia Italiana Navigazione), in quanto Mediterranea Holding non presentandosi, ha declinato l’offerta.

Le nuove compagnie degli armatori, non accettano l’affronto di Cappellacci, fanno pressing sul Governo e chiedono alla Regione Sardegna lo stop della flotta sarda. Il Governatore, è pronto ad incontrare le compagnie, ma devono dare seriamente le dovute garanzie e le tariffe devono essere abbassate, oppure, indietro non si torna e le navi con la bandiera dei quattro mori (simbolo della Sardegna), solcheranno il Mar Tirreno e sventoleranno a tutti i venti che attraversano la Sardegna. Anche i sindacati annunciano che non si possono accettare le tariffe che vorrebbero applicare gli armatori, in quanto totalmente fuori mercato e a discapito dei consumatori e viaggiatori di tutto il comparto turistico da e per la Sardegna.

Vincenzo Onorato, “Patron” di Moby Lines, forte della sua sicurezza, annuncia che se si ritirassero dalla gara e la Tirrenia fallisse, avrebbero le rotte senza l’esborso dei 380 milioni, ma con 2.400 famiglie sul lastrico.  La questione, continua sempre molto delicata e staremo a vedere l’esito delle trattative, quello che è certo, conoscendo la Regione Sardegna, sarà una questione molto critica da ambo le parti, speriamo bene per le Regioni che necessitano di trasporti via mare, soprattutto la Sardegna, l’Isola più lontana, quasi “Un Continente”.

 

 

 

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-05-20T19:53:45+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Alcuni anni fa mentre passeggiavo sul corso a Lipari, il carissimo amico Bartolo Basile che si diletta a scrivere poesie, mi diede alcuni foglietti di poesie scritte di suo pugno. Io le invio, così come esattamente scritte da lui e consegnatemeli, il 15 luglio 2005, sapevo di averle, ma soltanto qualche giorno fa le ho trovate, meglio tardi che mai.

Come passa il tempo: Sfogliando l’album delle foto me ne accorgo come è passato il tempo. Non mi riconosco più. Come se ne andata via la gioventù, sono cambiato, sono vecchio, sono stato bambino, non ho avuto tanto. Incontro degli amici ricordandoci del passato, dei tempi che furono. La gioventù non torna più, come il sole che spunta e tramonta. E’ finita la giornata,

La sincerità: Mi dovete scusare ciò che dico, ciò che vedo a modo mio lo dico. Non sono un diplomato, AbasileMONACEDDA.JPGsono uno che la pensa a modo suo. Le cose sono strane e non sincere, sono i fatti che convincono, è inutile sperare. Nessuno ti aiuta, nessuno sembra strano, non è umano. Basta un semplice saluto per capire ch’è rimasto qualcosa tra di noi,

L’Estate: Quanta è bella l’estate, sulu ca vidi tutti sti   beddi carusi cumu la natura li fici, cuddi belli cosci e cuddi minni ca si vidunu sutta a maglietta trasparenti. Iò cull’amici fazzu li cummenti, locchi godi e giuvani si senti. Anciulinu amicu mia ci vaddamu nta facci e dicimu: quanta è bella la natura e l’ estati. Ora ca veni l’inviernu, tuttu ritorna riservatu e chiddi seni nun si vidi chiù, ca spiranza ca veni prestu la nova estati.

L’Isola: Lipari è l’isola dove sono nato. Quanta è bella l’isola mia, dal mare si specchia la natura. O mare quanto sei bello trasparente, inviti a fare il bagno a tanta gente. L’Isola non è mia, mi appartiene perché ci sono nato e noi a tutti la offriamo, così anche loro godano le grazzie della natura che Dio ci ha dato.

Poesie di Bartolo Basile (in arte “Monacedda”), scritte nel 2005.

 

 

 

 

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-05-18T08:55:58+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Turismo & Management in Sardegna “Costa Smeralda”

Il vero “ Turismo” fatto con la T maiuscola è quello di fruirlo in un’interessante “ Location”di prestigio. Il sogno di tutti è di godere un soggiorno in un ambiente gradevole, contornato da belle spiagge di finissima sabbia bianca assolate e non affollate, servizi alberghieri di qualità, prezzi modesti, trasporti efficienti, accoglienza, disponibilità e ospitalità. Questa lealtà, che dovrebbe essere ovunque e non solo nelle località turistiche, in realtà non è soltanto una chimera. Ma, noi, amici della Sardegna, cerchiamo di sfatare questo mito e in questo periodo di bassa/media stagione, stiamo cercando (se c’è lo consentite), di darvi una dimostrazione e vi proponiamo il nostro magico territorio anche se nonostante le poche bandiere blu concesse (cinque), la Sardegna rimane sempre, l’Isola della vacanza per “ Eccellenza”.

Per dimostrarvelo, permetteteci d’invitarvi a saggiare un “indimenticabile” soggiorno da trascorrere in “ Costa Smeralda”. La costa turistica più apprezzata al mondo dove in questo lembo di terra preziosa ed in questo periodo di primavera godere una vacanza a prezzi veramente favorevoli è soltanto una realtà che si può solo sognare, ma noi facciamo in modo di proporla veritiera. In Sardegna, sarete come a casa vostra, e in un’ora e mezza di volo dal centro dell’Europa, sarete catapultati nella nostra magica ospitale terra, senza la necessità di recarsi alle Isole Seychelles, Maldive, Caraibi, Sharm El Sheik o Canarie. E’qui, che troverete (senza presunzione), il paradiso della vacanza di sogno: Spiagge di sabbia bianchissima, mare cristallino che con la magia del vento cambia ogni momento colore e diventa verde smeraldo, blu cobalto o azzurro cielo. L’Associazione Direttori Albergo della Sardegna, capeggiata dal Presidente Felice D’Ambra, Soci e Colleghi albergatori, in occasione del Meeting organizzato dal Centro Studi A.D.A. rappresentato dalla mitica Vice Presidente, Adriana Wu, offrono la possibilità di godere di un soggiorno di lavoro ma anche di svago nel paradiso del turismo Jet Set e del mondo V.I.P., regno una volta, del Principe Karim AGA Khan.

L’invito è rivolto anche agli affezionati lettori Eoliani, che seguono giornalmente le notizie del famoso giornalista Bartolino Leone, Direttore del Notiziario on line delle Isole Eolie visitato in venti Nazioni al mondo. Non lasciatevi sfuggire quest’occasione unica, offrite a voi stessi un momento meraviglioso di sosta che giova alla mente a tariffe ridottissime offerte con la collaborazione di A.D.A. Sardegna e la catena alberghiera ITI Hotel di Olbia, che per l’occasione, vi attende in uno dei suoi meravigliosi Hotels, il fantastico, “ Colonna Beach Resort” cinque stelle di Cala Granu a Porto Cervo. Non importa dove arriviate, l’importante è esserci, che arriviate in nave o in aereo all’Aeroporto Costa Smeralda sarete a pochi chilometri dal centro cittadino di Olbia, porta della Sardegna e a venti minuti dal territorio della Costa Smeralda. Prenotate (se volete), per tempo un’auto di media cilindrata da ritirare in Sardegna, oppure imbarcatevi con auto al seguito da: Palermo, Napoli, Civitavecchia, Livorno, Trapani o Genova ed usufruite del “ Bonus” di 60 o 90 euro offerto dalla Regione Sardegna a chi viaggia in nave e soggiorna per almeno due notti.

La Sardegna, non ha Autostrade, non servono, perché qui, non bisogna avere fretta e le strade statali sono molto belle e scorrevoli, come fare meravigliose passeggiate. Se volete, per informazioni e prenotazioni, potrete dalla prossima settimana, visitare il sito sardo dell’Associazione www.adasardegna.it e leggere l’informativa, oppure inviare una mail al seguente indirizzo di posta elettronica: info@adasardegna.itfelidambra@tiscali.it Con la speranza di darvi personalmente il mio più cordiale “Benvenuto”, colgo l’occasione per salutarvi cordialmente.

*Presidente ADA Sardegna

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-05-15T20:43:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

di Felice D’Ambra

Turismo & Attualità. Io e il mio amico Luigi Crisponi, Assessore al Turismo della Regione Sardegna:

Ho incontrato l’Assessore al Turismo nel suo ufficio al quarto piano di Viale Trieste, sede dell’Assessorato regionale a Cagliari. Cordialissimo e affettuoso, come sempre, Luigi, così lo chiamo da quasi trent’anni, con la delicatezza di sempre che si ha nei riguardi delle persone che si reputano importanti, si è seduto a fianco e non di fronte a me. Non lo vedevo dai giorni della Bit di Milano.  Conoscendo il suo grande impegno che mette nel turismo, sono andato a trovarlo per portargli la vicinanza, l’incoraggiamento, l’affetto e le congratulazioni di tutti i Colleghi della nostra Associazione Direttori Albergo della Sardegna, che ho l’onore di rappresentare, per quanto ha fatto in questi primi sette mesi del suo mandato di responsabile del settore turismo regionale.

 “Da Capodanno in piazza, a Su fogu de Santu Antoni, dal Su Carrasegare e Sa Sartiglia di Oristano (Carnevali sardi) alle Scintille di Fede dei riti della Settimana Santa e la profonda spiritualità “De Sa Chida Santa” celebrazioni e liturgie in cui si rivivono la passione e la Resurrezione di Cristo, sono il quarto e ultimo appuntamento che chiude il progetto iniziale “L’Isola che Danza ” Voluta anche da Crisponi (la rassegna gastronomica: “meglio 90 giorni di agnello che uno di pecora” presentata al Tower Hotel di Cagliari dal Presidente ASCOM di Nuoro, Agostino Cicalò. La rassegna, gara gastronomica chiusa il sei aprile scorso, invitava il pubblico al consumo dell’agnello “IGP”sardo. La rassegna ha avuto una massiccia presenza di pubblico nei ristoranti e tra l’altro alla cerimonia finale, hanno partecipato quali ospiti, tre storiche figure di grandi ristoratori: Rita Denza, del Ristorante Gallura di Olbia, Michela Mastio del Ristorante “Sa Mattanosa” di Cala Ginepro di Orosei, di Pasqua Salis Palimodde del Ristorante “Su Gologone di Oliena, l’Assessore regionale al turismo, Luigi Crisponi e il Presidente ASCOM, Agostino Cicalò.

A lungo, come da vecchi amici, abbiamo discusso, parlato di turismo di professionalità, di ambiente, di segnaletica, di trasporti di finanziamenti, di formazione di problemi inerenti dei collaboratori alberghieri e della scarsa professionalità che affligge il comparto turistico, la mancanza di sorriso degli addetti nel commercio e di progetti vari ed infine rispondendo alla mia domanda di come sta andando la stagione turistica attuale e quale futuro turistico per la Sardegna, l’Assessore, sorridente, come sempre, ha risposto, che innanzitutto è molto soddisfatto di quanto è stato fatto e del gran successo che ha ottenuto col progetto “L’Isola che Danza” ma che molto c’è ancora da fare nel futuro alquanto prossimo. Si sente comunque soddisfatto dei risultati ottenuti dalle manifestazioni di antiche tradizioni svoltesi nei caratteristici paesi della Sardegna che con entusiasmo hanno partecipato. L’Assessore Crisponi, afferma anche d’aver stravolto la mentalità turistica e il modo di fare turismo nel terzo millennio nella nostra Regione e continua con grande impegno il suo lungimirante cammino in vista della prossima stagione in arrivo e a quelle che verranno. Gli imprenditori turistici, hanno fiducia in Crisponi e approvano all’unanimità il suo operato (anche se qualche scettico è dietro l’angolo), e si auspicano che il Governo della Regione Sardegna, lo lascino lavorare con tranquillità e con le dovute garanzie.

La Bitas ( Borsa Internazionale del Turismo) organizzata dalla Regione Sardegna al Forte Village Hotel di Santa Margherita di Pula (CA), ha visto impegnati dal 27 aprile al 3 maggio, 120 Buyers Internazionali della domanda e altrettanto Imprenditori sardi dell’offerta durante il Work Shop tenutosi nei Saloni del Villaggio. Ovviamente, le prospettive sono per il futuro e come al solito i frutti si vedranno il prossimo anno e intanto i Tour Operator hanno goduto dell’Ospitalità in uno dei migliori e attrezzati Villaggi del mondo di proprietà del gruppo Marcegaglia, diretto dal General Manager Lorenzo Giannuzzi. Il grosso problema che assilla il mondo imprenditoriale turistico e i politici sardi, è lo stillicidio dei trasporti marittimi e l’assurdo aumento delle tariffe, che penalizza e concorre all’isolamento della Sardegna con crollo turistico senza precedenti, anche se i politici si stanno muovendo nella direzione giusta. E, a tale proposito, bene ha fatto la Regione Sardegna tramite L’Assessore ai trasporti, di concedere, ai viaggiatori che decidono di venire in Sardegna un “bonus” di 60/90 euro a coloro che soggiornano da un minimo di due giorni a un massimo di tre pernottamenti. Luigi Crisponi, non è soltanto l’Assessore al Turismo, apprezzato anche come uomo  politico, egli è in primis un Imprenditore turistico e un General Manager alberghiero super impegnato, in quanto è responsabile di due alberghi.

Egli da giovanissimo entra nel turismo allievo del grande “indimenticato” pioniere del turismo sardo degli anni sessanta, “Peppeddu Palimodde”, leggenda del turismo sardo” assieme alla Consorte Pasqua Salis, suoi maestri di arte e di vita e lui da allievo, ha saputo cogliere tutte le sfumature e tutto l’amore, la passione, la volontà del mestiere di ristoratore e di albergatore, con la raffinatezza e la professionalità di uomo colto e intelligente, attento anche ai più piccoli problemi del turismo, di quel turismo serio, fatto con sentimento e creandone un’industria alberghiera con stile, eleganza e professionalità. Luigi  Crisponi, ha trascorso il suo tempo libero assieme alla famiglia viaggiando di continuo e soggiornando nei più grandi e meravigliosi alberghi di prestigio ovunque nel mondo, scrutando e rubando con gli occhi ogni cosa, valutando pregi e difetti di ogni personaggio Direttore o Dirigente, acquisendo ovunque informazioni esperienze, confronti, immagazzinando immagini stili e modi diversi di fare turismo, perché viaggiare equivale a fare cultura e Il suo modo di fare turismo è bagaglio turistico unico, perché unico è il suo modo di vedere, parlare e fare turismo, questo è uno dei tanti pregi di Luigi Crisponi. Il celebre Su Gologone Hotel, Famoso in tutto il mondo, è una realtà sarda di quel paese di Oliena, che Peppeddu Palimodde aveva creato dal niente, in tempi, in cui a voler parlare di turismo in Sardegna, voleva dire parlare del Principe Karim Agha Khan e della Costa Smeralda. Peppeddu, invece ha proposto una Sardegna diversa, quella autentica della Barbagia, dei visi fieri bruciati dal sole cocente, di quell’antica gente del Supramonte, di cui tanto aveva parlato nei suoi romanzi più belli, la grande scrittrice sarda premio Nobel, Grazia Deledda.

Oggi, l’Hotel Su Gologone, che io conosco da oltre quarant’anni, senza ombra di dubbio, mi sento di affermare che l’ospitalità e la professionalità che si vive al “Su Gologone” non la si vive in nessun altro luogo. Luigi Crisponi, come Peppeddu, non ama sentenziare sul turismo ma giorno dopo giorno lo mette in pratica con lo stile e la cortesia delle persone semplici, senza fronzoli. Luigi, come Peppeddu dunque, un autentico self Made Man, un grande professionista del turismo, di quel turismo serio con le doti che hanno contraddistinto la grande umiltà che Peppeddu, gli ha saputo inculcare e lasciato in dono. La Regione Sardegna, dopo la cancellazione dell’E.S.I.T. dell’ente che promuoveva l’immagine turistica della Sardegna nel mondo e che proprio Luigi Crisponi gli aveva dato una svolta decisiva negli anni novanta, e che a torto la Regione cullandosi del nome, del mare più bello, delle più belle spiagge, l’ha cancellato inesorabilmente circa dieci anni fa, spargendo al vento, la ricca risorsa umana di uomini di cultura turistica di prestigio e che ha contribuito ad un lento declino d’immagine e ad una flessione negli arrivi e presenze, che ha coinvolto senza precedenti, anche il mondo del turismo dello Jet Set e V.I.P. della Costa Smeralda. Di conseguenza, la Colony Capital Holding del Magnate americano Tom Barrack proprietario della Star Wood Hotels Company, da qualche anno si è finalmente convinto che qualcosa doveva essere cambiato.

Infatti, tutti gli alberghi sono in fase di ristrutturazione e ammodernamenti per una nuova e moderna scenografia turistica accattivante, più flessibile e più adatta ai tempi attuali con più confort, in grado di offrire alla nuova clientela Internazionale, un nuovo modo di fare turismo con la collaborazione di una riqualificata risorsa umana di mille e 200 collaboratori alberghieri di grande esperienza e non. Lo stesso Flavio Briatore, non è più contento di vivere la Costa e in un’intervista rilasciata ad una TV pubblica, ha lasciato intendere di non essere più soddisfatto della Costa Smeralda e minaccia di abbandonarla per sempre. Sicuramente, dopo la stagione turistica dello scorso anno, anche la prossima si presenta incerta e problematica anche per l’incognita dei trasporti marittimi. Luigi Crisponi, come sempre è ottimista e lascia intendere, che alla fine ci sarà una ripresa e la stagione sarà ancora favorevole al pari agli altri anni. Un grazie particolare per la disponibilità all’amico e Collega Luigi Crisponi, Assessore al Turismo della Regione Sardegna ed un grande “in bocca al lupo”.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-05-14T13:21:57+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Da domani giovedì cinque maggio 2011, la Regione Calabria ospiterà l’Assemblea Nazionale Generale dell’A.D.A. fArabia.jpg(Associazione Direttori Albergo), convocata dal Presidente e Giunta Nazionale Comm. Franco Arabia. I General Manager, Dirigenti, Manager ed esperti del Turismo, sono attesi da domani giovedì cinque maggio, all’Aeroporto, e Stazione Ferroviaria di Lamezia Terme e con Bus navette verranno trasferiti all’ Hotel Village La Principessa di Amantea diretto dal carissimo amico e proprietario Demetrio Metallo, Coordinatore delle Regioni e Presidente A.D.A. Calabria. I Manager del comparto turistico alberghiero italiano e non, si riuniranno in Assemblea Generale dal cinque all’otto maggio prossimo venturo, dove un nutrito ordine del giorno prevede e impegnerà sicuramente tutta la giornata di sabato sette maggio. Il precedente impegno prevedi la riunione di Giunta Nazionale il giovedì, mentre la riunione del Consiglio delle Regioni è prevista il venerdì.

L’Assemblea annuale, oltre ai momenti di lavori, è anche un’occasione per incontrare i Colleghi che dal Trentino Alto Adige che (scherzosamente usano dire che scendono in Italia), alla Calabria e Isole Sicilia e Sardegna. Un nutrito programma per gli accompagnatori (che non partecipano ai lavori assembleari), è stato previsto dagli organizzatori calabresi. Personalmente, torno volentieri in Calabria, in quanto la considero la terza Regione di appartenenza (dopo Sicilia e Sardegna), sono molto affezionato in quanto per la prima volta nel 1974, in qualità di direttore, ho inaugurato il primo albergo, un palazzo gentilizio del seicento di prima categoria, a Crotone, la Città di Pitagora, dove mantengo ancora oggi, buoni rapporti. Il nostro Presidente Nazionale, Comm. Franco Arabia, oriundo calabrese ma siciliano (di Santa Marina di Salina), d’adozione è già arrivato, in quanto ha paura di restare isolato per la carenza dei trasporti Eoliani che lasciano, purtroppo, a desiderare. L’Assemblea Nazionale, riunisce annualmente i Manager del turismo, in una Città italiana diversa, per dare alle Regioni Italiane la possibilità di ospitare e conoscere l’Italia, di riunire e discutere dei vari problemi associativi e non solo in quanto è anche motivo di confronto turistico fra Regioni diverse da Nord a Sud, Isole comprese ed unire le esperienze turistiche, ma, è anche motivo di trascorrere insieme un gioioso momento conviviale e festeggiare l’evento con i Colleghi di tutta Italia.

Con spirito d’osservazione, tornando indietro nel tempo, devo (personalmente) ammettere che le Assemblee di questi ultimi anni: non sono più come quelli che si svolgevano una volta, in quanto la modernità ha cambiato anche noi Manager del Turismo, ma io conservo nel mio cuore come altri, spero, almeno quelli che come me, hanno un’anzianità associativa di molti anni, ricordino e conservino (anche se ormai non si vive più di ricordi in quanto la modernità ha distrutto ogni simbolo dei tempi), quell’alone di grande, amicizia sincera che ci univa, l’eleganza e sobrietà che ci distingueva in un’atmosfera tra Smoking e meravigliose signore ingioiellate e meravigliosamente vestite. Ma come è giusto che sia, bisogna adattarsi ai tempi moderni e bando alle ciance e nostalgie ma prima di proseguire, desidero ricordare l’Assemblea di Roma svoltasi allo Sheraton nel 1982, dove fummo ricevuti al Vaticano dal Santo Padre Paolo Giovanni II, ora Beato. Durante l’Assemblea di Potenza nel 2005, il Collega Antonio Giubileo, Tesoriere e Amministratore ADA Nazionale, Direttore/proprietario dell’Hotel Giubileo, ha entusiasmato i Colleghi e Signore partecipanti con un’accoglienza eccezionale, escursioni come quella di Matera e una cucina invidiabile, entusiasmante è stata anche la “ Cena di Gala”, dove un’orchestrina e un Buffet di dolci e un tipico carrettino che distribuiva gelati artigianali, ha entusiasmato i professionisti del turismo di certo abituati a queste manifestazioni. Entusiasmante e indimenticabile l’Assemblea di “ Ostuni” la Città bianca e meravigliosa di notte, dove Bartolomeo D’Amico, che prima o poi verrà a Lipari a vedere la Cattedrale di San Bartolo Protettore delle Eolie. Bartolo D’Amico, è Vice Coordinatore Nazionale ADA ed è anche Presidente dell’Associazione Direttori della Puglia dove dirige il’Grand Hotel Masseria Santa Lucia di Ostuni. Indimenticabile è unica è stata l’Assemblea da lui organizzata assieme ai Colleghi tra questi l’immancabile “ Pino Ostuni”il maestro per eccellenza e grande amico mio e di tutti, Pino Vergari, Giuseppe Nigri e tutti i Colleghi che hanno contribuito enormemente al successo, ancora vivo nella mente dei partecipanti, soprattutto del grande contributo come cantante della Consorte di Bartolo che con la sua melodiosa voce ha dato una grande svolta alla serata di Gala, come il sontuoso Buffet organizzato dagli Chef.

Da ricordare anche L’Assemblea del Piemonte di Torino svoltasi al Lingotto, memorabile l’escursione alle Langhe, al Castello di Cavour, visita della cantina con assaggio del Barolo e serata memorabile quando il Comm. Ferrero ci ha inondato dei famosi “ Gran Dessert”e come non ricordare l’Assemblea di Taormina, cittadina a me cara, da qui è iniziata la mia scalata e carriera alberghiera dalla gavetta. Fantastica l’inaugurazione alla Villa (giardino dei Duca di Cesarò), caro ai taorminesi e a me personalmente dove ho passato dei momenti indimenticabili della mia giovinezza), il Gran Concerto al Duomo dell’Orchestra a Plettro di Taormina, sempre in Tour per Concerti nel mondo, dell’aperitivo all’Hotel Timèo, situato ai piedi del Teatro Greco Antico, dove di fronte un panorama abbaglia chiunque e l’Etna ammantata di bianco faceva da cornice alla meravigliosa Cena sulla Terrazza accompagnata con spari e giochi d’artificio. Suggestivo l’aperitivo servito nei meravigliosi giardini del Convento del Grand Hotel & San Domenico Palace e memorabile la Cena di Gala servita in un’ atmosfera di eleganza d’altri temi, servita con eleganza e professionalità dai Maitre d’Hotel , Sommelier e Chef de Rang. A Piero Benigni, General Manager del Grand Hotel San Pietro di Taormina, Presidente di A.D.A. Sicilia, grande organizzatore, un plauso personale per aver organizzato un’Assemblea che sarà annoverata nell’albo della Nostra Associazione tra le migliori in assoluto.

E, per finire la scorsa Assemblea organizzata in Emila Romagna a Bologna da “ Big Luciano Eumenidi” Segretario delle Regioni, Presidente ADA Emilia e Direttore dell’Hotel Villa Vicini. Un grande successo è dovuto anche alla grande collaborazione di Adriana Wu, attivissima Vice Presidente del Centro Studi di Roma Adriana Wu, attuale Vice Presidente Nazionale. Il merito del gran successo va anche a tutti i Colleghi emiliani romagnoli, alla grande accoglienza di tutti i collaboratori alberghieri, del Vice direttore Stefano Cipriani e del General Manager Enrico Meoni del sontuoso “ Royal Hotel Carlton”, uno dei più famosi alberghi di prestigio di Bologna. Poichè ambasciatore non porta pene, I Colleghi e Soci ADA di Lipari, mi hanno chiesto di comunicare alla Presidenza e Giunta Nazionale la richiesta di organizzare un’Assemblea alle Eolie. Lipari è ormai è matura professionalmente e gli Alberghi di prestigio non mancano, speriamo che risolvano in fretta i problemi dei trasporti.

Buona Assemblea e arrivederci ad Amantea, la Calabria ci aspetta.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-05-04T14:50:11+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

cavalierepino2.jpgdi Felice D’Ambra

L’uomo e il cane, ovvero Pino e Caruso il cane. Quando si dice che il cane è l’animale più vicino all’uomo e che gli manca solo la parola. caruso.JPGL’esempio, ci riporta all’Odissea e al cane Argo, che non smise mai di aspettare il suo padrone e la sua attesa fu ripagata dal ritorno del grande guerriero che rispondeva al nome di “Ulisse”.

Quel pomeriggio di Pasquetta, ho scoperto che non sono soltanto soli i millenari Faraglioni di Lipari, il faraglione “Canna di Filicudi”, l’Isoletta di Basiluzzo, la croce di Monte Rosa e tra qualche anno, quello che sarà il rudere di San Calogero e qualche altra bellezza antica di Lipari. Io, quel giorno, involontariamente, ho scoperto che anche Pino e Caruso, sono due esempi straordinari: uno umano, l’altro animale che appartengono alla solitudine del mondo attuale. Essi, sono in perfetta simbiosi ed in perfetta solitudine vivente. Quanto ho assistito, mi è bastato per capire che Pino Furnari di Quattropani e il suo cane “Caruso”, sono due perfetti esemplari viventi che sanno di abbandono volontario della civiltà moderna.

Caruso, così è chiamato il cane, sbucato all’improvviso da uno stretto viottolo di campagna  che scodinzolando a modo suo e con un lungo ululato amichevole, mi ha dato il benvenuto nel suo territorio concedendomi anche il permesso di conoscere “Pino Furnari di Quattropani, il suo fedele padrone, anche lui apparso all’improvviso dietro il cane, dalla stessa viuzza e da un mondo sommerso, a me sconosciuto. Egli mi è apparso come un personaggio di una strana fantastica storia d’altri tempi, e dietro di lui, alle sue spalle, un panorama a dir poco “mozzafiato”. Da quella postazione, avevo di fronte a me l’Isola di Alicudi, Filicudi e quasi a portata di mano l’Isola di Salina. Loro, mi sono apparsi come una meteora, sbucati dal nulla di una campagna molto ventilata e circondata di alberi piegate dal vento di Eolo che quando soffia imperversa in lungo e in largo piegando al suo volere ogni cosa e chiunque osi sfidarlo. La campagna, è un fazzoletto di terra ricco di una mistura di fiori, piante, tante verdure, aromi, limoni carichi che sembravano baciare la rugiada della terra appena umida dalla pioggia proveniente dal deserto del Sahara che era da prima caduta dal cielo. Tutt’intorno, un intenso profumo di zagara che assieme ai profumi della macchia mediterranea hanno stordito la mia fantasia di un mondo mai vissuto, che mi ha tanto affascinato.

Pino e Caruso, potrebbero essere due personaggi della preistoria liparota occulta, che appartengono ad un angolo di paradiso campagnolo incastonato come loro, nell’habitat naturale e che nulla a che vedere col mondo della civiltà moderna, ma che insieme stanno bene. Pino Furnari, fiero nel suo aspetto, dal viso bronzeo bruciato dal sole, vestito di jeans dalla testa coperta da un berretto e da un insieme di folta peluria che lasciava liberi solo i suoi vivi occhi e le labbra, dalle sembianze di un pastore della Barbagia nuorese o da aborigeno australiano.

Eppure Pino, è un personaggio misterioso, ma un autentico liparoto di Quattropani, che vive la sua vita in compagnia del suo fido Caruso. Quando, parlando ha scoperto che vivo in Sardegna, mi ha raccontato di conoscerla per esservi vissuto due anni, nella splendida zona di “Is Arenas” nei pressi di Oristano, dove ha fatto il pastore di pecore e capre. Mi racconta con grande enfasi, d’aver conosciuto “Grazianeddu Mesina” (ora uomo libero), così era chiamato allora la primula rossa del famoso Supramonte di Orgosolo, regno del banditismo sardo, il paese più misterioso della Barbagia di Ollolai, che ha raccontato a tutto il mondo, la sua storia di oppressione attraverso i “Murales” che ancora oggi, fanno bella figura sulle facciate delle case del paese, visitato ogni anno da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. Pino Furnari, uomo semplice, spartisce la sua dimora, il suo letto col fido Caruso, altri animali, gatti che insieme, non danno fastidio a nessuno e se non ci fosse qualcuno che tutte le settimane andasse a trovarlo, egli assieme al suo fedele amico e amici animali, sarebbe l’uomo più dimenticato della terra ma, capace di non chiedere nulla a nessuno, soprattutto a quegli uomini indifferenti, che nulla hanno a che spartire con lui e con “Caruso”, il cane dall’ululato amico. Spero un giorno di tornare e rivedere Pino e Caruso il cane simpatico, come disse di me l’amico Pino Furnari di Quattropani. Ciao Pino Furnari, ciao Caruso, cane simpatico, come disse il tuo padrone a me e grazie della sincera amicizia.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-05-01T20:27:27+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Turismo & trasporti. L’avvicinamento delle nostre più belle Isole maggiori, Sicilia e Sardegna.

Da qualche settimana, le Isole maggiori, Sicilia e Sardegna, sono più vicine. Un nuovo collegamento si aggiunge all’esiguo numero di voli che collegano la Sardegna alla Sicilia, grazie alla nuova tratta instaurata dalla compagnia Blu Express by Blue Panorama Airlines da Cagliari a Catania che spezza in un certo senso, il troppo isolamento con la Sicilia. La compagnia Meridiana Fly, collega giornalmente Cagliari al Capoluogo Palermo. La compagnia irlandese Ryanair, collega invece la Città di Cagliari a Trapani. Le tratte navali, sono e dovrebbero restare assicurate settimanalmente dalla nuova compagnia che sostituirà la Tirrenia che ancora oggi collega Cagliari a Palermo e Trapani. Questo è un modo come un altro per arricchire il gran bagaglio turistico che hanno le nostre due Isole maggiori, con l’augurio reciproco che duri nel tempo.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-04-17T08:38:00+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra*

Turismo e promozione turistica.

Cagliari, Capoluogo della Sardegna sempre più invitante e affascinante Capitale turistica del Mediterraneo, è divenuta da qualche settimana, porto di partenza delle navi che solcano il mare per le meravigliose mete crocieristiche. A presentare Costa Crociere, Franca Cincotta, Consorte del nostro concittadino liparoto Enzo Cincotta (sardo d’adozione), che con la sua Agenzia Marittima di Cagliari è oggi una realtà e una sicura fortezza di Costa Crociere per la Città di Cagliari e per tutti i Sardi che amano viaggiare in Crociera, considerato il migliore vettore turistico, culturale a costi ragionevoli e di qualità, sempre in aumento.

Parlando di turismo la Sardegna, in considerazione della propria storia, non poteva di certo mancare alla presentazione di Roma del 150°mo Anniversario dell’Unità d’Italia dove l’Assessore al Turismo della Regione Sardegna, Luigi Crisponi, in rappresentanza del Governo regionale in occasione della mostra sul “ Turismo e Saper fare bene italiano” inaugurata nell’area dell’Aeroporto Leonardo Da Vinci, ha scelto di contraddistinguersi per l’impareggiabile caratteristica: La longevità della sua popolazione. La manifestazione, presentata a viaggiatori, accompagnatori e curiosi presenti e ben esposte, ventuno teche contenenti ciascuna un prodotto d’eccellenza di tutte le regioni italiane. L’esposizione, che si trova nella “Terrazza Roma” del Terminale 3 dell’Aeroporto della Capitale, è un evento che rientra nelle celebrazioni del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia e si inserisce nell’ambito della grande mostra “Regioni e testimonianze d’Italia” inaugurata a Roma al Vittoriano dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

L’Assessore al Turismo, Luigi Crisponi, punta di Diamante del turismo sardo, ha presentato nello spazio espositivo, una teca contenente una scultura in rame: Un’opera artistica del maestro artigiano Luigi Pitzalis, ramaio di Isili, paese al confine della Barbagia di Seulo, che si è ispirato a rappresentare il Dna dei centenari sardi. Un espositore diffonde un video con immagini di affascinanti e struggenti paesaggi, monumenti e altre magnifiche e suggestive bellezze isolane, mentre a fianco è stato collocato un display interattivo, dove il pubblico può virtualmente “entrare” dentro l’accogliente e ospitale terra millenaria di Sardegna. L’Isola che Danza di Luigi Crisponi, ha anche presentato alla mostra, il progetto “AKeA” (acronimo) di “A Kent’annos”, ovvero a “cent’anni”, l’augurio tipico degli abitanti sardi in particolar modo dei barbaricini, che studia proprio la longevità della gente dell’Isola dei Nuraghi, dove il tempo s’è fermato e dove si vive più a lungo e a significare questa tesi, esposto il ritratto di Tziu Antoni Todde, il cittadino sardo più longevo al mondo, deceduto alcuni anni fa alla splendida età di 112 anni ed è proprio lui il simbolo di “AKeA”. La Sardegna è la Regione con la più alta percentuale di persone con oltre cento anni: 22 ogni centomila abitanti, mentre la media mondiale è pari a circa la metà. Luigi Crisponi, non si ferma.

Egli è un fiume in piena e lancia al mondo il suo entusiasmo e agli imprenditori turistici il suo carisma e con l’ultima sua iniziativa di alcune settimane fa, reduce dei successi ottenute delle festività di Capo D’Anno in piazza, le antiche caratteristiche tradizioni del “Su fogu de Santu Antoni”, “i Sos Carrasegare” (Carnevali sardi), la Sartiglia di Oristano, Luigi Crisponi, uomo serio del turismo, Crisponi, lancia ora la sfida per la prossima straordinaria e più profonda manifestazione spirituale di “Scintille di Fede”della Settimana Santa. E’ così, l’Assessore al turismo, ha chiamato i Sindaci e Assessori competenti dei Comuni interessati che sono i diretti responsabili delle celebrazioni dei riti celebri della S.S. Pasqua nei tanti paesi dove con l’impagabile contributo delle confraternite (Sos Coffarios), dove essi, sono custodi di un patrimonio sacro culturale e che tramandano nel futuro un inestimabile tesoro sacro e culturale. Crisponi, con tutti d’accodo, fa il punto sull’organizzazione dell’evento, e dichiara che porterà in Sardegna, migliaia di turisti e che servirà a tastare il polso del termometro turistico in previsione dell’imminente e incerta stagione turistica.

Inoltre, l’Assessore afferma che tra qualche settimana sarà istituito da Cagliari un nuovo collegamento aereo bi settimanale con i paesi dell’ Est (che hanno dimostrato molto interesse verso la Sardegna), dalla compagnia aerea Ryanair con Cracovia (Polonia), Città natale di Karol Wojtyla, l’unico Papa più amato nel mondo e che sarà beatificato a Roma il primo maggio. L’instancabile Crisponi, annuncia la ripresa di “Bitas” (Borsa del Turismo Ambientale), nata negli anni novanta per fare conoscere prevalentemente l’interno della Sardegna, mentre oggi ingloba tutti i comparti del turismo isolano, che si svolgerà nei saloni del Forte Village di Santa Margherita di Pula dal 27 al 30 aprile p.v. e che vedrà nei Work Shop, centinaia di Buyers Internazionali della domanda e dell’offerta degli Imprenditori turistici sardi.

*Presidente associazione dei direttori d’albergo della Sardegna

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-04-15T10:36:07+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Turismo: Caccia…… lo Sport di tanti – I Cacciatori di cinghiali.

La caccia è anche uno sport abbinato al turismo, una delle più antiche attività conosciute in quanto risale sicuramente ai tempi della specie Homo sapiens. Sebbene gli antenati della specie umana fossero in prevalenza insettivori, la caccia è stata certamente una fonte di sostentamento in alcune fasi dell’evoluzione umana e non solo per cibarsi ma, anche per procurarsi le pelli per ripararsi dal freddo. Nei paesi industrializzati la caccia ha perso il ruolo di sostentamento, diventando semplicemente un’attività ricreativa in grado di alimentare anche il turismo. Ricordo che negli anni ottanta/novanta, frotte di cacciatori sportivi provenienti dal Lazio e dalla Toscana, sbarcavano al porto di Olbia ma purtroppo in compagnia di compiacenti cacciatori sardi che conoscevano le località più ricche della Gallura, Baronia e Barbagia nuorese, in pochi anni stavano distruggendo la fauna sarda. Molti cacciatori, ancora oggi, frequentano alcune Nazioni estere, quali: Ungheria, Croazia, Kenia e lo Zimbabwe delle famose Cascate Vittoria. In tante città, i cacciatori armati di fucili, cartucce, zaino e accompagnati dai fedeli cani, alle prime luci dell’alba, lasciando mogli o fidanzate a letto, si recano all’appuntamento per incontrare i compagni di battuta nel luogo della posta, a volte distante anche cento chilometri.

Dagli ambientalisti e normali cittadini, coloro che praticano la caccia, sia per sport che per diletto, sono considerati selvatici ma loro, indifferenti cinghiali_002[1].JPGe immersi tra le colline e montagne, convivono a stretto contatto con foreste e boschi abitati da animali selvatici immersi nella meravigliosa natura che li circonda dimenticandosi della vita frenetica e stressante della città appena lasciata. I cacciatori non abbattono gli animali e l’uccellame soltanto per il piacere della conquista della preda, sicuramente la componente più importante del loro sport preferito, ma spesso sparano e uccidono anche per la salvaguardia della natura, della campagna e per far si che l’ecosistema continui a mantenersi, per quanto riguarda la Sardegna, soprattutto nelle ricche foreste dei monti Tonneri del Montarbu d’Ogliastra e della catena del Gennargentu in Barbagia. Moltissimi animali notturni affollano la foresta ma i cacciatori annunciano con enfasi definendolo “ dimoniu” soltanto il cinghiale ”il re della foresta sarda”, che assieme agli altri abitatori, siano essi mufloni, cervi, martore, volpi e lepri, devastano il territorio. In tutti i paesi di montagna o di collina, ma soprattutto in quei paesi dove l’aratro è un “miraggio”, la fauna cambia rispetto ai paesi di pianura.

Ma, in entrambi i casi, l’occupazione preferita dai ragazzini -anche oggi, nonostante il ruolo fortemente diseducativo della televisione- è quella di andare a scoprire lucertole, ricci e animaletti selvatici innocui. Il sardo, per natura, pur vivendo nella seconda più grande isola del Mediterraneo, ama sì il mare, ma non è marinaio né pescatore professionista (in generale i pescatori esistenti vengono dalla Sicilia, Ponza e Liguria). Preferisce il pesce senza spine – calamari, seppie, anguille, cozze gamberoni, aragoste -, ma la grande parte dei sardi, soprattutto i barbaricini sono amanti della carne, non quella da padella, ma quella allo spiedo, genuina e più saporita, anche se richiede più tempo per la lenta cottura, che è stata tramandata dagli antichi abitatori dei nuraghi. Sebbene l’allevamento degli animali domestici nei tempi attuali, siano molto diffusi, la caccia continua ancora oggi con un ritmo sicuramente inferiore ad essere una minima ma importante fonte di cibo anche dopo lo sviluppo dell’agricoltura. Il pastore di Sardegna diversamente dall’allevatore tecnologico del nord Italia, deve convivere con cinghiali, volpi, martore e mufloni ed ha con loro, un rapporto costante di amore – odio. Durante la posta, nascosto tra gli alberi, il cacciatore spia i movimenti degli animali, soprattutto del cinghiale e ne osserva i comportamenti.  

Prova ne sia che nella Sardegna barbaricina esiste una maschera ricorrente, il bue, quell’animale che anima le cerimonie dei Mamuthones di Mamoiada, il paese del Museo delle maschere del Mediterraneo, dei Merdules d’Ottana, “mere de ules, padroni di buoi”. Secondo una suggestione, esiste uno stretto rapporto tra questa maschera bovina e un altro grande mito nuorese: Su boe muliache, il bue bianco che nella sua dimensione bovina, oltre a conoscere il futuro, riesce a vedere il destino degli uomini, ma non il suo. E quando davanti ad una casa egli muggirà per tre volte “hana a facher pertha de boe o de omini ”: uccideranno uomini o buoi domati. Il demone taurino è un incubo ricorrente tra i popoli del Mediterraneo e su boe muliache è molto temuto nei paesi dei sortilegi e delle antiche tradizioni. L’uomo ha superato il limite della sua selvaticità addomesticando il toro, ma non con il muflone, il cinghiale, il cervo e la volpe, che sono invece spiriti  liberi del bosco e della foresta, contro i quali nessun rimedio è mai stato trovato, eccetto la morte. Ma, la morte che si concede agli animali selvatici, è una morte onorevole.

Il cinghiale, è chiamato dai vecchi cacciatori “ su dimoniu”, il diavolo (anche molte donne lo pronunciano soprattutto quando sono state ingannate dai loro spasimanti, additandoli come uomini di bassa onestà e spregevolezza), egli lo definisce “ dimoniu”, perché l’animale combatte una vera e propria “ancestrale”guerra, opponendo la sua selvaticità e la sua innata astuzia alla ferocia dei battitori e al naso dei cani, siano essi segugi, setter, poenter o da punta o riporto. Senza l’aiuto di alcune specie di cani addestrati, la caccia sarebbe molto più difficoltosa, in quanto i cani da caccia moderni sono il risultato di millenni di selezione genetica, un livello unico nel suo genere. La parola caccia deriva dal greco antico kynègia che a sua volta deriva da kynos, cioè cane il cui olfatto sensibile permette ai cacciatori di scovare, inseguire ed anche uccidere le prede che altrimenti sarebbe molto più difficile e pericoloso cacciare. In quasi tutta la Sardegna, il cinghiale è chiamato – sirbone o sirboni. Il termine deriva da sirba, selva. Il cinghiale maschio è chiamato, ” porcu e sirba”, maiale della selva. Il cinghiale abita in quello che l’immaginario collettivo considera un “luogo selvaggio”, in mezzo ai macchioni, dove l’uomo trova difficoltà a scoprirlo o non può addentrarsi. Il cinghiale, è considerato il più furbo degli animali selvatici in quanto è diabolico, terrificante ed ha in sé tutte le caratteristiche del demoniaco. La caccia, sport sicuramente molto seguito ma per taluni, sorta di rito ancestrale e barbaro,  prevede un lungo e complesso cerimoniale che inizia sin dal momento della costituzione di quella che si chiama compagnia di caccia composta da circa 35/40 cacciatori. Essa nasce attorno alla figura di un capo, che deve essere una figura carismatica alla quale tutti gli altri devono cieca obbedienza. Egli è un vero e proprio re e da monarca agisce, solo a lui incombe il compito di assegnare le poste senza rendere conto a nessuno delle sue azioni. La sua potenza a tempo determinato, nasce al momento della caccia e muore al termine della stagione venatoria.

Questa stagione venatoria appena conclusasi, ha fruttato alla compagnia dei cacciatori di Gairo Taquisara – il paesino del Trenino Verde turistico, tanto decantato dal famoso scrittore inglese, David Herbert Lawrence -, circa quaranta cinghiali. Nella vita quotidiana, il cacciatore, nei due giorni di caccia, il giovedì e la domenica, oltre a sparare e uccidere animali selvatici, gode della libertà incondizionata conquistata lontano da problemi della routine quotidiana, della famiglia, del lavoro e dello stress cittadino, vivendo in piena libertà in mezzo ai macchioni che sono l’habitat naturale dei cinghiali.  All’ora di pranzo tutto il gruppo, naturalmente con la presenza dei fedeli cani, con spensierata allegria e quando la neve lo permette, usa consumare uno spuntino preparato a casa che in genere sono dei veri e propri pranzi arricchiti dall’immancabile spiedo, quasi sempre a base di carne di pecora e annaffiando il tutto con abbondanti bicchierate di cannonau che bevuto all’aria fresca di montagna, scalda e scende giù come fosse acqua di sorgente. Il rientro in paese, è sempre un festoso evento in quanto la compagnia al suono fragoroso dei clacson, quasi come in una sorte di corteo matrimoniale, richiama l’attenzione dei paesani, familiari, amici, curiosi e ragazzini, esibendo loro i trofei catturati durante la battuta di caccia.

Subito dopo, tutti i cacciatori si riuniscono nella cantina del capocaccia per gustare le interiora degli animali cotte e fumanti come da antica usanza e dopo l’ultima bevuta, avviene la spartizione del bottino in parti uguali. Al cacciatore, per usanza, è legittimo concedere il piacere di avere come trofeo la testa del cinghiale da lui abbattuto. La caccia è ancora apprezzata tra gli anziani, che lo considerano uno sport salutare all’aria aperta, mentre riscuote scarso interesse tra i giovani, tra i quali è in continuo declino e in continua diminuzione il numero dei cacciatori tesserati. Diverse le cause, sicuramente, una delle più importanti collegata al ricordo dei parecchi cacciatori ammazzati accidentalmente dalle proprie canne dei fucili o a quello di amici durante le battute ma anche perché i giovani d’oggi amano frequentare sport più sicuri e meno faticosi ma soprattutto discoteche, pub e i tanti locali da sballo che ormai abbondano un po’ dappertutto.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-03-31T13:42:26+02:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

Sos Contos de Foghile (i racconti del focolare). La ragazza del telaio.

Nel periodo invernale, prima dell’avvento della TV, quando un gruppo di case erano un paese, le abitazioni della Barbagia avevano una cucina con il focolare al centro che serviva a cuocere il cibo ma, anche a scaldare l’ambiente. Durante le fredde serate d’inverno mentre fuori lenta cadeva la neve, era usanza nelle famiglie riunirsi attorno al foghile e insieme consumare la frugale cena. I nonni che erano le persone più carismatiche della famiglia, raccontavano i“ sos Contos de foghile”. Questi racconti, che in genere erano avvenimenti, pettegolezzi di paese, eventi politici, ed anche favole e credenze popolari, servivano a tenere svegli i bambini – numerosi a quei tempi -, ma anche ad insegnar loro i fatti della vita e a fissare nella mente, il ricordo di questi racconti che tra l’altro servivano anche a conciliare il riposo notturno.

Questo racconto, narra la storia di una bellissima giovane che lavorava al telaio, che una volta era stato della sua mamma e che abitava in un donna.JPGcaratteristico paesino della Barbagia di Ollolai, in un luogo dove il nucleo urbano segue un percorso di tipiche abitazioni in granito e strette vie acciottolate che gli conferiscono il fascino e l’aspetto d’antico borgo montano. Il territorio che lo circonda, presenta elementi d’immacolata bellezza recintato da boschi inviolati e da limpidi ruscelli che con l’aiuto dell’uomo, hanno superato le insidie del tempo. Il telaio in Sardegna soprattutto nel Campidano di Cagliari a Quartu Sant’Elena, Sinnai, Marakalagonis e in quello di Oristano, a Mogoro, Busachi, Austis come i telai dei paesi della Barbagia di Ollolai a Desulo, Fonni, Nuoro, Aritzo, Oliena, Ozieri e Gavoi, rappresentano una componente  di fondamentale importanza dell’artigianato laniero dell’isola. Nell’Isola delle grandi tradizioni, il rumore cupo dell’antico telaio di quercia, risuona ancora oggi nelle antiche case, anche se in molti paesi, è stato sostituito da moderne strutture, utilizzate soprattutto da numerose cooperative femminili, sorte negli ultimi anni sulla spinta del turismo della Costa Smeralda a Nord e del Forte Village a Sud. La tessitura è vecchia di secoli, un’arte antica di esclusiva competenza femminile che per anni, in perfetta solitudine e a lume di candela, producono gioielli di tessuti esportati in tutto il mondo.

Questa è la storia di Rosa Gavina, conosciuta come la ragazza del telaio d’oro di “ Sa Domo Antiga”. Nessuno la conosce e nessuno sa nulla di donna1.JPGlei. Un bel giorno, alcuni pastori che rientravano dalla transumanza, scoprirono che in quella “Domo Antiga” lavorava al telaio una ragazza bellissima, splendente come il sole di primavera, che tesseva e cantava canzoni melodiose con una voce d’angelo. I giovani pensarono ad una rosa nata da sola tanto era bella e che lei fosse nata per un dono di Dio, per rallegrare la vita degli uomini di questa sperduta terra tra le montagne del Gennargentu. Pochi la conoscevano, ma, tutti sapevano della sua rara bellezza e la voce si sparse nel circondario finché tutti incuriositi dal tanto  che se ne parlava, si avvicinarono a quella stradina d’acciottolato di granito, dove viveva la bellissima ragazza del telaio. Col passar del tempo divenne un pellegrinaggio. Rosa Gavina, non era consapevole della sua meravigliosa bellezza e poiché non aveva contatto con l’esterno, non intuiva il tanto parlare di lei.                 

Lei, oltre che essere una meravigliosa creatura terrena, era una virtuosa del telaio e nell’animo dei tappeti più belli e più ricchi, lei sublimava la sua arte. Nelle sue creazioni predominavano i motivi a base di fiori, di peonie del Gennargentu, di cigni, di animali, di uccelli e della “Pavoncella sarda” la più utilizzata da scultori, pittori, ceramisti ed ebanisti che la intarsiano nelle caratteristiche cassepanche e mobili che adornano le antiche case dei signori e nobili di Sardegna tanto decantate da Grazia Deledda nei suoi romanzi. L’arte di Rosa Gavina era nel cuore, nella sua anima di dolce giovane donna, che usava il telaio con armonica e intensa passione. Per strada, i giovani del paese dicevano che lei era bella da morire e tutti attendevano il suo passaggio e come incantati da tanta mai vista bellezza, si fermavano per ammirarla elargendole larghi sorrisi e promesse d’amore. Ma, Rosa Gavina, indifferente a tante lusinghe, continuava a lavorare al telaio dalla mattina alla sera al lume di candela e soltanto nelle giornate di caldo sole si concedeva una romantica ma solitaria passeggiata. I giovani la nominarono“la bella del telaio d’oro” che tesseva con mani d’ape e cantava con voce di miele. E loro non potevano non pensarla e non sognarla perché lei, era come l’occhio dorato del sole e la luce della splendida luna che tutte le sere illuminava il suo silenzioso cammino, mentre estasiata rientrava a casa.

Le venivano proferite offerte d’amore e ai suoi rifiuti i suoi pretendenti diventavano di verde livore.  Rosa Gavina nell’immaginario dei suoi paesani è inaccessibile, come il frutto più bello del ramo più alto. Per farsi belli i giovani del paese, cantavano con voce dolce nelle lunghe sere di primavera, poesie e “muttos” d’amore sotto la sua finestra. Si lasciavano bagnare dalla rugiada nell’attesa del suo dolce risveglio. Ma lei sorda, presa da chissà quali pensieri, pur sempre gentile con tutti con tutti era di ghiaccio. Per lei giochi di morra e di canto, ardie su destrieri spericolati, pariglie pazzesche, ma niente, lei era sempre più dura del granito e più bella del romantico autunno. I giovani credevano che questa giovane simile ad una non domata puledra chiedesse ad un uomo di questo paese più di quanto gli uomini potessero darle. Allora i disperati e innamorati giovani, rinchiusero il vento in una bottiglia per poterle inviare messaggi d’amore sin dentro la sua anima, per scalfire il suo cuore, ma ottenendo ancora come risposta, solo gelidi sorrisi. In Barbagia, come ovunque venne l’inverno e la neve coprì alberi, strade e le case del paese sprofondarono sotto una coltre di spessa neve e la tristezza regnava sovrana. Rosa Gavina era prigioniera del tempo, non poteva uscire e non poteva lavorare per il troppo freddo. I giovani erano partiti per la transumanza verso le pianure del Campidano e della Baronia, lasciando in solitudine il paese e le ragazze. L’inesorabile inverno si dimostrò troppo rigido, più triste, più lungo del solito e Rosa Gavina era sempre sola, senza che nessuno le scaldasse l’anima e il gelido cuore, sempre più malinconica. Venne la primavera, ma subito infuriò la gran tempesta della Grande Guerra che durò anni e si portò via gli uomini migliori, il paese restò spopolato, restarono solo i vecchi, le donne e i bambini. La desolazione regnava sovrana in tutti i paesi e con essa la miseria, non vi fu più tempo né per dolcezza né per amore e tutto cadde in un lungo silenzio di profonda sventura.

Il tempo passava inesorabilmente, le stagioni si accavallavano l’una sull’altra, i giovani diventarono adulti e gli adulti divennero vecchi, e lei, Rosa Gavina, la ragazza del telaio ormai diventata adulta, non c’era più nella “ Domo Antiga”,  in fondo al paese. Quando, quei giovani diventati adulti e gli adulti diventati vecchi, tornarono dalla grande  guerra, non trovarono più la Casa Antica dove viveva la ragazza del telaio d’oro. Rosa Gavina, la sua casa e il suo telaio non esistevano più, inghiottiti dalla tempesta misteriosa dei lunghi anni di sventura. Di lei, non se ne seppe più nulla ma i pochi reduci che riuscirono a tornare dalla Grande Guerra la cercarono disperatamente senza però poterla ritrovare. Quei giovani di allora ora adulti affermarono che la bella Rosa Gavina era stata portata via dal vento di tempesta e per sempre. Quel luogo divenne l’angolo preferito dei nuovi giovani, consacrato da quei tanti ragazzi diventati adulti che la conobbero e che silenziosamente l’adorarono amandola come non mai. Rosa Gavina, la ragazza del telaio d’oro” che la lunga tempesta e gli anni bui della guerra avevano portato via per sempre probabilmente si trovava in un lontano e misterioso paradiso di un mondo sconosciuto. Il ricordo di lei è vivo più che mai e tanti giovani sperano e sognano ancora d’incontrarla un giorno nel luogo dove c’era la sua casa e in tanti è vivo il desiderio che una volta trovata la loro anima gemella lei possa rassomigliare a quella ragazza del telaio d’oro, dalla pelle di luna e bella come un raggio di sole di primavera.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-03-19T08:30:00+01:00da leonedilipari
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fdambra13.JPGdi Felice D’Ambra

Ero a casa del mio amico fraterno Girolamo Casali a Berlino, quando pubblicato su “Il Notiziario on line delle Isole Eolie” di Bartolino Leone, ho letto la lettera del Centro Studi Eoliano a firma del Presidente Antonino Saltalamacchia, inviata al Sindaco di Lipari Mariano Bruno.

Sono rimasto colpito dalla richiesta del Presidente del Centro Studi Eoliano. La lettera, chiede al primo cittadino di Lipari, Dott. Mariano Bruno, che la Piazza del Municipio, da sempre intitolata a Giuseppe Mazzini, con un gesto inusuale e con una spugna inzuppata di acqua di mare di sotto il palo, venga inesorabilmente cancellata, per passare di mano ed essere intitolata al Prof. Leonida Bongiorno. Credo, che con questa lettera, secondo il mio parere, anche il Prof. Bongiorno si rivolterebbe nella tomba. Non critico la richiesta, anche se la reputo oltraggiosa, soprattutto nell’Anniversario del centocinquantesimo Anniversario dell’Unità d’Italia. La richiesta del Presidente del Centro Studi Eoliano che ha a cuore la Cultura liparota, ovviamente con libertà di pensiero, però a mio parere, non è una bella Cultura, spogliare del titolo un grande personaggio storico della nostra Italia. Giustamente, come scrive da Roma Stefano Imbruglia, se si vuole intitolare al Prof. Leonida Bongiorno, vi sono tante altre strade e vie della Città di Lipari, per onorarne la sua figura, nella memoria liparota.  

Credo comunque, che il primo cittadino di Lipari Dott. Mariano Bruno, incontrato alla Borsa del turismo (ITB), di Berlino e che saluto bandiera.jpgcordialmente, saprà certamente e salomonicamente, ed in tutta serenità, valutare per il giusto merito. Però, per favore, non esageriamo, se ogni film basato su una storia di confino o di altro si dovrebbe titolare una Piazza o una strada, allora, non sono paragoni, ma, si dovrebbe intitolare una piazza anche a Salvatore Giuliano, a Totò Riina, e via di seguito. Secondo il mio pensiero, si dovrebbe più premiare l’operato di Edoardo Bongiorno che, secondo me, senza di lui, Marcello Sorge, non avrebbe avuto la possibilità di scrivere il libro “Edda Ciano e il comunista”. Attenzione, meditate brava gente: “I morti, non si toccano”, ma questo, è solo il mio parere.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-03-16T10:18:00+01:00da leonedilipari
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fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra

“La magica Sartiglia di Oristano” dei Carnevali in Sardegna.

Nel circuito dei Carnevali in Sardegna, voluto dall’Assessore al turismo Luigi Crisponi, non poteva di certo mancare la “Regina” dei Carnevali, la magica “Sartiglia”. Antichissima e di origine spagnola, la fantastica girandola di pariglie e cavalieri in Costume e maschera, la vestizione del Componidori, i tamburini di Oristano, è diventato ormai un appuntamento annuale mitico, indissolubile e di grande prestigio e impegno soprattutto per la perfetta organizzazione. Quest’anno la manifestazione conta il 456° anniversario e di tutto rispetto continua senza un graffio, il suo magico cammino, sempre più affascinante. La “Sartiglia” Sortija in spagnolo, e “Su Componidori ” (Componedor), come festa carnevalesca è tutta un’altra cosa. La vestizione del “Su Componidori” è un momento particolare, quasi magico e di grande carica emotiva: due bellissime ragazze “sas massaieddas” in costume, con cura immacolata, vestono nei minimi particolari colui a cui spetta il diritto d’essere “su Componidori”.

Alla vestizione soltanto poche persone hanno il privilegio di assistere. Ogni mutamento della vestizione avviene in un’atmosfera irreale e cagliari.JPGsolenne e la magia della trasformazione dell’elemento più importante, è quando la maschera è assicurata sul volto, oltre che da legacci, da fazzoletti di seta che fasciano la nuca e il viso del cavaliere che non esiste più, mentre il rullo dei tamburi si fa assordante sempre di più, “su Componidori” è un semidio in terra senza gioia, dolore e senza sesso; la maschera appare androgina, maschile e femminile allo stesso tempo. La Sartiglia è un evento Internazionale di gran prestigio per tutto il Campidano di Oristano e per tutta la Sardegna, era già da qualche secolo, conosciuta prima dell’avvento Costa Smeralda. La manifestazione richiama una moltitudine di troupe televisive, giornalisti e turisti da tutta Europa. Oltre ad essere una festa di Carnevale, personalmente la definisco un’eccezionale e spettacolare giostra equestre di medievale grandezza d’altri tempi, in quanto la Sartiglia non ha maschere di cartapesta o plastica e quelle usate sul volto dei cavalieri e da Su Componidori, sono di particolare lavorazione artistica artigianale locale. In fondo, la Sartiglia fonda le radici come gli altri Carnevali di Sardegna, sulla fertilità della terra e di conseguenza dei raccolti.

La Sartiglia con la spettacolare benedizione dei Cavalieri che da l’avvio al Corteo accompagnato dai Tamburini e Trombe  rigorosamente in cagliari1.JPGcostumi, crea un impatto e un fascino sacrale. Importantissima è la preparazione e copertura di terra della strada per tutta la lunghezza del percorso. Molte volte ho assistito ad altre spericolate pariglie effettuati senza sella da d’esperti cavalieri, niente a che vedere alle pariglie e singoli cavalieri che a velocità pazzesca devono trafiggere il simbolo, il centro del cuore della stella appesa ad un filo posta al centro della strada in alto. Centrare con la spada il cuore della stella e portarla via, rispecchia il mondo della fertilità basata sull’abilità di trafiggerla del Cavaliere per avere un ricco raccolto durante l’annata. La stella rispecchia anche la fertilità paragonabile della donna, anche se è diverso. La Città della Giudicessa, la grande Eleonora  D’Arborea, per qualche settimana è presa d’assalto da migliaia di forestieri atterrati all’Aeroporto Fenosu di Oristano provenienti dalla Francia, Germania, Spagna Gran Bretagna e dalla nostra Penisola, molti anche i visitatori locale sardi. La Sartiglia di Oristano, questa meravigliosa e spettacolare manifestazione, ha il merito di offrire una meravigliosa ospitalità e ognuno si porta appresso un ricordo indelebile, non solo di Oristano, ma di tutta la gente di Sardegna. La Sartiglia di Oristano, anche se azzardato scriverlo, è paragonabile alla serenissima Venezia. Le Città, entrambe, non vanno scritte, vanno viste, apprezzate, amate, perche con il loro fascino muto, armonioso, come le “Sirene” incantano.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-03-07T18:58:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra13.JPGdi Felice D’Ambra

Carnevali in Sardegna – Su Carrasecare: La Sardegna , “l’Isola che Danza” Dopo la caratteristica festa de “Su fogu ‘e Santu Antoni” che ha avuto una discreta risonanza e flusso turistico sia in Baronia che nei paesi barbaricini, il Santo col porcellino è festeggiato con grandi falò, ma è soprattutto a Mamoiada, che rispettando una vecchia usanza di generazioni, con la prima vestizione e uscita dei “Sos Mamuthones e Sos Issohadores”, uomini in costume che recano una fune “sa soca”, con la quale tentano di catturare gli spettatori scherzosamente impauriti, che ha inizio il diciassette di gennaio “Su Carrasecare”. Il Carnevale in Sardegna non è una festa pagana, ma un rituale tragico, d’Agonia, una rappresentazione quasi sacra. L’Assessore al Turismo, Luigi Crisponi, creatore de ”l’Isola che Danza”, punta di diamante del turismo sardo, continua a crederci ed anche per “Su Carrasecare” ha lanciato una campagna pubblicitaria senza precedenti che non ha eguali nell’Isola, Penisola ed Estero. Per, l’occasione del “Su Carrasecare”.  Luigi Crisponi ha coinvolto 40 Comuni della Barbagia e non, dove si svolge il famoso “Carrasecare”continuando a dimostrare la sua strategia turistica.

Durante la Bit di Milano, Egli, onnipresente, instancabile partecipando a continui meeting svolti nello Stand Sardegna, ha brillantemente dato sardegna.JPGvita ad un tour de force con giornalisti accreditati, Tv Locali, Nazionale ed Esteri, Tour Operator, Agenti di Viaggio e Imprenditori Sardi dimostrando, umiltà grande stile, padronanza e la sua esperienza, di puro Imprenditore turistico. Molti giovani Imprenditori e giornalisti, non hanno conosciuto Luigi Crisponi quando era Commissario straordinario dell’E.S.I.T. che promuoveva il turismo sardo nel mondo, e sentendolo parlare, credo, a mio avviso, che ha compreso il valore tecnico ed ora anche politico, perché Luigi Crisponi, li possiede entrambi. Il prodotto turistico sardo tira ma stenta ancora, e secondo me, sarebbe utile e necessario che gli alberghi quattro stelle esistenti offrissero agli ospiti quel “servizio di qualità” che spesso è assente in molte strutture alberghiere. Nei prossimi anni, come ha detto alla Bit il Governatore Cappellacci, ci saranno altri campi da Golf per dare ulteriore impulso e lancio al comparto turistico, grande vitalità e occupazione, anche se il periodo che si sta attraversando è alquanto critico soprattutto per i trasporti marittimi, vitali per l’Isola che Danza. Grande successo di pubblico hanno avuto le visite allo Stand Sardegna, spazioso, dinamico, accogliente e ben allestito. Molto gradita è stata l’esibizione a sorpresa del gruppo delle maschere dei “Sos Mamuthones e Hissohadores, di Mamoiada” che si sono esibiti anche al centro di Milano in Piazza Duomo. I migliori “Sos Carrasecare”, cosi sono chiamati i Carnevali soprattutto in Barbagia di Ollolai, dove è sempre viva un’arcaica e intatta tradizione dei paesi di: Mamoiada, Nuoro, Fonni, Gavoi, Oliena, Ottana, Orani, Orotelli, Ottana, Ovodda.

sardegna1.JPGIn Barbagia, “Su Carrasecare” barbaricino, non ha niente in comune con le altre manifestazioni carnevalesche che allietano con balli e canti di piazza e sfilate di carri allegorici, floreali, di cartapesta e di bellissime maschere, nelle città coste e penisola italica. Su Carrasecare, che viene ostentato, non è una sana e goliardica allegria fatta di spensieratezza, non è solo festa da ballo o da sballo e divertimento, ma è anche “Agonia”, paura ancestrale, mistero, dramma umano. In questi paesi, lo spettatore ammutolisce davanti a manifestazioni di grande impatto emotivo, dove il pensiero corre indietro nel tempo e si ritrova d’improvviso nella preistoria, quasi a risvegliare lontane maschere, animalesche, orripilanti che con le loro movenze spesso incutono paure. Le maschere del Carrasecare di antiche tradizioni, collocate dai riti sono basate da manifestazioni propiziatorie sopravvissute nel tempo e legate alla fertilità e all’alternanza delle stagioni. Tante e diverse sono le maschere dei vari paesi della Barbagia come “Sos Thurpos” che rappresenta l’antica maschera di Orotelli, gli uomini indossano un cappotto d’orbace e un pesante fardello di campanacci, mentre il viso è annerito dal sughero bruciato. Quella dei “S’Urthu e Buttudos” del Carrasecare di Fonni, di uomini vestiti con una pelle di enorme caprone che ricopre anche la testa, il volto oscurato col sughero bruciato. S’Urthu è  tenuta legata con una grossa catena dal servo-guardiano Buttudu. Nel paese di Ottana (sede della grande Industria, ora quasi scomparsa), affonda le sue radici nel mondo arcaico e nella cultura agropastorale. Le maschere dei: Sos Merdules (servi guardiani) e Sos Boes, rappresentano ed hanno sembianze bovine e nel loro insieme, esprimono il mondo contadino.

Durante la manifestazione, per le vie del paese creano uno spettacolo unico, rappresentando personaggi, ruoli e situazioni della vita dei campi,sardegna2.JPG con realiste interpretazioni che mimano gli amplessi degli animali, mentre Sa Filonzana (la filatrice), rappresenta “Sa mala sorte”, cioè, la vecchia cattiva fattucchiera, non più “bella” recidendo il filo di lana che avvolge il fuso decide la mala sorte di chi le manca di rispetto, soprattutto delle giovani e belle ragazze. Boves e Merdules sfilano appaiati, i primi (buoi), sono tenuti legati con delle funi che ne limitano i movimenti. Non è da meno terrificante la maschera di Orani, “Su Bundu” (spirito malefico), nome di origine spagnola, uomini in maschera munite di forcone, strumento che sottolinea, il carattere agrario, indossano tabarroni d’orbace con cappuccio e gambali, il volto coperto da una maschera con corna e baffi bianchi e un grande naso. Orani è il paese natio di Costantino Nivola, il grande scultore scomparso a New York, che prima di morire, come vuole la tradizione, volle tornare nel suo paese, almeno con l’anima, addormentatosi avvolto nel “su tappiz ’e mortu (tappeto del morto). Divertente e gradevole è la maschera dei tumbarinos di Gavoi, che non è maschera, in quanto il volto è solo dipinto di nero. I Tumbarinos (tamburi), sono un gruppo omogeneo di circa 20/30 persone tra ragazzi, donne, adulti e anziani, che al suono ritmico dei tumbarinos, si esibiscono nelle piazze. Un piccolo gruppo si stacca e lasciano a terra i tamburini per ballare il tradizionale “Su Ballu Tundu”(ballo tondo), al suono degli altri tumbarinos che  continuano a suonare. Assistere in questi paesi alle manifestazioni carnevalesche diverse e caratteristiche in ogni luogo, credo, sia un’esperienza unica, che incide in maniera indelebile nell’animo dello spettatore che si trova ad assistere a queste emozionanti esibizioni. L’impressione che produce su chi partecipa per la prima volta è talmente profonda che difficilmente lo dimentica. Tutti i Carnevali della Barbagia sono di antichissime tradizioni, e la maschera del Mamuthones, è forse la più antica, la più ammirata, la più conosciuta, Altri Carnevali meritano di essere commentati come quello di “Lu Carasciali” di Tempio Pausania, in Gallura, territorio che confina con la Costa Smeralda. Tempio Pausania è stata l’ultima dimora terrena del grande e indimenticato Cantautore “Fabrizio De Andrè”.

sardegna3.JPGUn Carnevale simile a tanti altri come nella Penisola che la notte di martedì grasso porta al rogo il fantoccio di Re Giorgio.Tutti Sos Carrasecare in Sardegna sono basate esclusivamente sulla fertilità della terra, ma in qualche paese della Barbagia, è anche il periodo propizio per liberarsi di un nemico o per vendicarsi di qualche torto subito, oppure per faida, come è avvenuto alcuni anni fa nel paese di Fonni. L’hanno seguito tutto il giorno, senza che lui pensasse minimamente che potessero cercare proprio lui. Arrivò la morte e non fu pietosa. Venne trucidato da una scarica di fucilate, fra le maschere che ridevano e scherzavano e la folla si stava preparando a processare Su Carrasecare, simbolo ed emblema di ogni gioia e di ogni male. Giovane conosciuto da tutti in paese, non ebbe il tempo neppure di arrivare in ospedale.  Ammazzato da due “Sos omines in fardetta” (gli uomini con la gonna). La scena è stata talmente fulminea che ha colto di sorpresa i presenti e nessuno è potuto intervenire e i due uomini sono fuggiti senza essere visti, ne presi. Un’antica leggenda barbaricina, narra che quando per Su Carrasecare si vedono per le strade “ Sos omines in fardetta”, qualcuno sarà ucciso perché con la sua morte, sarà simbolicamente bruciato il simbolo dei mali del paese.

Un processo pubblico che avviene ovunque e che raggiunge il suo apice a Ovodda, il più classico dei paesi montani, il paese del mio amico pittore e Xilografo Pinuccio Cuccui, il paese delle maschere e dei riti dei “Sos Mehuris e Buttudos” de Lessia, “Su Carrasegare”di Ovodda, è il più trasgressivo tra i Carnevali della provincia di Nuoro, si svolge il mercoledì delle ceneri, posticipando di un giorno la fine del carnevale. Secondo la tradizione del paese, le maschere dipingono il viso di tutti i turisti presenti con la fuliggine del sughero bruciato. Su Carrasecare si conclude col rogo, dopo un sommario e inappellabile processo il fantoccio di “Don Conte”maschera tragica metà feudatario e metà prete, al quale si attribuiscono tutti i mali dell’intera umanità, ancora in fiamme viene scaraventato in un dirupo, fra la divertita partecipazione del pubblico.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-03-06T09:17:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra12.JPGdi Felice D’Ambra
Ieri sera, dopo aver visto le foto delle maschere publicate e il video on line della fantastica sfilata dei meravigliosi carri allegorici; desidero complimentarmi anche con gli autori, scenografi, artisti e artigiani, per le opere create, e complimenti anche per le bellissime maschere.
Grazie a “Il Notiziario” del Direttore Bartolino Leone, che col suo giornale online, da a tutti noi Eoliani sparsi nel mondo, la possibilità di seguire anche il Vostro fantastico Carnevale di Lipari.
Un grazie di cuore a tutti Voi che da mesi lavorate per questa manifestazione, in bocca al lupo a tutti, e che il primo premio, vada veramente al migliore. Un caro saluto dalla magica Sardegna “L’Isola che Danza” 
Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-03-04T10:22:00+01:00da leonedilipari
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fdambra13.JPGdi Felice D’Ambra

Viaggio virtuale attraverso i celebri “Carnevali italiani” delle più famose Città dell’ultima, pazza settimana di carnev.jpgCarnevale: Il Carnevale è senza dubbio una grande festa pagana di antichissime origini. Si celebra nella settimana che precede l’inizio della Quaresima. La festa popolare è sinonimo di divertimento, allegria, travestimento, sfarzo, nata dal sentimento di evasione del periodo di penitenza e digiuno che ad essa segue. Il Carnevale è oggi, come allora, un fenomeno di costumi d’altri tempi che ogni anno vengono rispolverati e adattati all’attualità del momento. La maschera è allegorica, grottesca, goliardica e di fantastica fantasia e prende spunto da tutto ciò che avviene nel mondo cineasta e politico. Ovunque nelle Località famose e meno famose attraverso i famosi “Carri mascherati” siano essi di Cartapesta, allegoriche, floreali, per alcune settimane, queste località sono prese d’assalto non soltanto dalle maschere ma, soprattutto dai visitatori che seguono con attenzione l’arrangiamento, l’arte dell’opera e tema dei carri, siano essi allegorici, floreali o altro. I percorsi, le strade, i larghi viali, a causa dei gruppi mascherati, Bande musicali, sono sommerse da montagne di colorati coriandoli.

carnev1.jpgLa nostra “Bella Italia”, miseramente offuscata da personaggi di cartapesta colorata sui Carri Allegorici che rappresentano politici di turno e personaggi vari del mondo contemporaneo che sono presenti in quasi tutti i migliori Carnevali italiani. Fantastico è stato il carro di Carnevale del “Pupo”che il venti febbraio scorso, ha esordito e sfilato nella Città di Fano col carro “il Re è nudo!” realizzato da Ruben Mariotti, grande ideatore e scenografo di carri allegorici, che ironizza sul voltafaccia del presidente della Camera, ai danni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che appare in mutande, boxer a cuoricini, calze del tricolore italiano ed un mocassino con tacco vertiginoso, mentre dietro di lui, il faccione di Fini con tanto di colapasta in testa per indicare il “rimpasto”del governo. Il Carnevale di Fano (Pesaro – Urbino), è senza dubbio il più antico, nato per celebrare la riconciliazione delle due più importanti famiglie di allora, ricordate da Dante Alighieri nella “Divina Commedia”. La Città di Fano col Carnevale, ricorda ogni anno il famoso Palio disputato tra cavalli e asini. Durante le sfilate di carri allegorici, gruppi folcloristici musicali mascherati, bellissime ragazze in costume medievale, come avveniva nei secoli scorsi, ancora oggi, è consuetudine lanciare quintali di dolciumi a spettatori per festeggiare la vittoria del Palio. Quello di Viareggio, a mio parere, è il Carnevale del “Circo”, anche se è uno dei più grandi e famosi Carnevali allegorici, non potrebbe essere diversamente perché a Viareggio tutto ciò che succede soprattutto nel mondo della politica viene messo da sempre a nudo e crudo, come si suol dire.

L’edizione di quest’anno della classica sfilata chiamata a festeggiare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, è andata pesante nella rappresentazione del grande circo, dove da Berlusconi, metà vampiro e caimano, a Emilio Fede, Bruno Vespa, nelle vesti di cortigiani, a Nicky carnev2.jpgVendola, travestito vicino a Garibaldi e Barack Obama, è dipinto come un grande imbonitore circense. Il Carnevale di Viareggio tra, i più belli e celebri d’Italia e d’Europa, per la sua notorietà è stato riconosciuto e inserito nel World Heritage List, quale “Patrimonio dell’Umanità Unesco”. A differenza degli altri Carnevali, quello di Viareggio, chiude i battenti con l’ultima sfilata il 13 marzo. Anche altri Carnevali italiani di antica tradizione, meriterebbero titoli blasonati per opere di grande valore artistico. Infatti, grandiosi e sfarzosi, floreali, allegorici, sono i carri del Carnevale di Putignano in Puglia, che ricorda la tipica e antica maschera del “Jolly Farinella”.  Il Carnevale di Putignano, con sfilate di carri sormontati da gigantesche maschere d’artistica cartapesta di artigiani locali, sono ispirati a personaggi del mondo contemporaneo e politico che richiama nella Regione, una moltitudine di visitatori Internazionali provenienti soprattutto dai paesi dell’Est, Russia compresa, che hanno fatto del territorio pugliese, il loro habitat turistico naturale. Quello del Nord Ovest, il diverso e storico Carnevale d’Ivrea, il più famoso e spettacolare evento carnevalesco al mondo dovuto alla tipica battaglia delle “Arance” che si svolge nel centro cittadino che vede contrapposte il popolo ribelle a piedi e le guardie del tiranno sui carri a lanciarsi arance per ricordare la grande rivolta popolare che ebbe luogo nel dodicesimo secolo, a causa della distruzione del castello cittadino.

Il Carnevale d’Ivrea è anche unico nel suo genere perché è un Carnevale senza maschere ma che interpreta personaggi della tradizione storica in costume medievale. Ogni anno, durante il Carnevale come vuole la tradizione, parecchie persone sono ricoverate per le ferite riportate durante la battaglia delle montagne d’arance lanciate in faccia, anche se da qualche anno, è d’obbligo indossare un casco. Ma nessun Carnevale, secondo il mio parere, ha niente a che vedere con quello magico della “Serenissima” Venezia. Il Carnevale dei Baci scambiati, ovviamente tra coppie di innamorati in Piazza San Marco che suscita sensazione e voglia dai turisti che affollano la Città lagunare, capace di stupire chiunque si rechi nella Città di Marco Polo. Venezia la “mondana”, la Venezia delle bellissime “Donne” si offre a tutti con uno scenario d’incomparabile bellezza, unico al mondo. Dal 26 febbraio all’8 marzo, la magica Venezia dei “Dogi” offre ai visitatori in tutta la “sua” bellezza di Piazza San Marco, gremita da migliaia di turisti Internazionali il famoso volo dell’Angelo, per dare il via ai festeggiamenti di Carnevale. Un’entusiasmante passerella di eleganti costumi, per uno scintillante e fantasmagorico Carnevale di maschere bellissime, indossate da affascinanti e meravigliose donne che lasciano fasciare i loro corpi da stoffe pregiate e di ricca seta, prodotte da famosi Mercanti veneziani provenienti dal magico Oriente. Piazza San Marco è la scenografia naturale del più fantastico teatro carnevalesco all’aperto del mondo. Il Carnevale di Venezia è unico, perché unica è Venezia. Venezia, la laguna, le romantiche gondole, il Ponte dei Sospiri e tanto altro, fanno di Venezia, la Città più affascinante del mondo. Lo storico Carnevale di Cento, a pochi chilometri da Ferrara di antiche tradizioni, si era carnev4.jpgtrasformato negli anni, a festa carnascialesca tipicamente popolare.

Soltanto dagli anni novanta, la cittadina di Cento ha saputo guadagnarsi il titolo del “Cento Carnevale d’Europa”. Ogni anno, per il periodo di Carnevale, l’entusiasmante e appassionante manifestazione è diventata uno spettacolare e trasgressivo Carnevale, trasformandosi nel tempo in un evento nazionale di grande prestigio, grazie anche al gemellaggio messo a segno per la prima volta al mondo, col famoso Carnevale di Rio de Janeiro. Città musicale per eccellenza, il Carnevale di Cento, trae dalle sfilate dei mastodontici e sontuosi altissimi carri allegorici, vera competizione di monumenti d’opere d’arte di cartapesta che inneggiano all’allegria, alla satira e alla fantasia. Oltre ai meravigliosi carri, sfilano gruppi comici folcloristici, un esercito di donne e uomini in costume e con la grande partecipazione delle bellissime ragazze in Bikini, di origine brasiliana danzano al pazzesco ritmo di musiche carioca. Famoso negli anni, tanto atteso e molto gradito, il caratteristico gettito di regali di: bambole di pezza, palloncini, trombette, peluche, gadget di ogni forma e colore lanciate da bellissime ragazze in costume, dai carri altissimi sulla folla, che a braccia alzate attende che qualche souvenir cada tra le loro braccia. La maschera locale (ma anche fiorentina), del “Berlingaccio” del “Cento Carnevale d’Europa”, nel tempo è divenuta una Kermesse di tutto rispetto e seguitissima da una moltitudine di visitatori provenienti da tutta Europa. Dalla Penisola alla meravigliosa calda terra di Sicilia, popolata da sei milioni d’abitanti circa. Tanti sono i Carnevali organizzati ovunque ma, pochissimi sono i Carnevali che vantano una storia. Il Carnevale di Acireale, Capitale della Riviera dei Ciclopi, a pochi chilometri da Catania (la Milano del Sud), è da sempre considerato il più bello della Sicilia, e nel tempo è divenuta una delle manifestazioni più coinvolgenti ed antiche dell’Isola. Mentre nel passato, misteriosamente scomparso, è stato il Carnevale Floreale e allegorico accompagnato dalle Bande musicali in particolari costumi locali quelli dei “Topi e Sucarola” che si svolgeva nella medievale Taormina, tra Porta Catania e Porta Messina, che richiamava nella Perla del turismo della Sicilia, una moltitudine di visitatori sia di giorno, sia di notte nei sontuosi Veglioni organizzati nei Grandi Alberghi e nei Night Club.

Ma, come il Carnevale, anche il famoso “Kursaal Casinò”, sparito, morto e sepolto negli anni sessanta e Taormina è rimasta orfana di tanto carneva3.jpgsplendore. I Carri Allegorici e Grotteschi di Acireale sono dotati di una particolare illuminazione computerizzata che offrono un grande spettacolo e scenografie che aprendosi raddoppiano la loro dimensione in altezza e larghezza. Lo spettacolo dei Carri che con continui giochi di luci e di maestose scenografie di effetti  speciali, offrono a sbalorditi spettatori, un grande ed emozionante momento stupefacente. Mentre i Carri infiorati, sono così chiamati, in quanto sono rivestiti da migliaia di fiori freschi per comporre i vari soggetti animati e illuminati. Molto interessante anche il concorso dei carri in miniatura ed i gruppi mascherati che assieme  alle sfilate delle Majorette italiane e straniere, danzano per tutto il percorso. Tutte le sfilate si svolgono all’interno del Barocco cittadino, attrazione per i turisti, e non solo nel periodo carnascialesco. La più grande componente del Carnevale di Acireale è la folla che lo anima libera per le strade. I visitatori arrivano sia da Catania, dalla vicina Taormina, da tutta la Sicilia e da tutta Europa. In nessun altro Carnevale esistono creazioni simili, e Acireale può vantare di creare queste artistiche opere che sono esclusive e prestigiose degli artisti della Città. Il Carnevale di Acireale termina come quasi ovunque nelle Città, martedì otto marzo con i Fuochi d’artificio e il Rogo al Re Carnevale. In tutta la Sicilia si festeggia il Carnevale, ma degna di cronaca è la cittadina di Sciacca, di antiche tradizioni, dove durante la festa di Carnevale viene offerto al pubblico, maccheroni tipici al sugo, salsiccia e cannoli di ricotta.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-03-03T18:41:00+01:00da leonedilipari
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Lipari, domani cineforum

tdelucapiccola.jpgdi Tilde De Luca*

A causa di problemi tecnici, per i quali ci scusiamo nei confronti di chi è intervenuto rimanendone deluso, la proiezione del film “INVICTUS-L’INVINCIBILE di Clint Eastwood”, in programma per venerdì scorso 4 febbraio, è stata posticipata di qualche giorno, e precisamente domani
MARTEDI’ 08 FEBBRAIO alle ore 21.00 presso il CIRCOLO PENSIONATI”G.GISABELLA” di Lipari (via Mons.Bernardino Re, ex Viale Vescovile)
Film: INVICTUS-L’INVINCIBILE  di Clint Eastwood

TRAMA: Nelson Mandela è il presidente eletto del Sud Africa. Il suo intento primario è quello di avviare un processo di riconciliazione nazionale. Per far ciò si deve scontrare con forti resistenze sia dalla parte dei bianchi che da quella dei neri. Ma Madiba, come lo chiamano rispettosamente i suoi più stretti collaboratori, non intende demordere. C’è uno sport molto diffuso nel Paese: il rugby e c’è una squadra, gli Springboks, che catalizza l’attenzione di tutti, sia che si interessino di sport sia che non se ne occupino. Perché gli Springboks, squadra formata da tutti bianchi con un solo giocatore nero, sono uno dei simboli dell’apartheid. Mandela decide di puntare proprio su di loro in vista dei Mondiali di rugby che si stanno per giocare in Sudafrica nel 1995. Il suo punto di riferimento per riuscire nell’operazione di riunire la Nazione intorno alla squadra è il suo capitano François Pienaar.

Il programma del Cineforum, riguardo le prossime proiezioni, resta invariato. INGRESSO LIBERO

*Presidente Associazione “Giovani Eoliani”

Lipari, domani cineforumultima modifica: 2011-02-07T14:02:25+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra13.JPGdi Felice D’Ambra

La lunga notte de “su fogu de Santu Antoni” e la leggenda del fuoco: La leggenda popolare o credenza del fuoco si perde nella notte dei tempi, sin da quando in Sardegna non lo si conosceva, e d’inverno, faceva molto freddo. La leggenda narra che Santu Antoni Abate, protettore del fuoco e degli animali, impietosito dal freddo che durante il lungo inverno, gli abitanti pativano, decise, di recarsi all’inferno per porre rimedio. Prima di salire all’inferno, Santu Antoni, si procurò un bastone di ferula e recatosi all’ingresso, bussò al portone dell’inferno custodito dai diavoli, presentandosi come ispettore. I diavoli, abitatori dell’inferno, diffidenti e preoccupati, non desideravano farlo entrare e dopo aver messo tutto in ordine, concessero al Santo di dare soltanto un’occhiatina dall’esterno.  Ma, appena i diavoli aprirono uno spiraglio del portone Santu Antoni, immediatamente liberò dentro l’inferno un maialetto il quale cominciò a correre come un forsennato e a strillare proprio come un maiale impazzito. I diavoli, preoccupati che il fracasso potesse disturbare il sonno di Babbu Satana, hanno tentato di acchiapparlo ma non riuscendovi, alla fine decisero di fare entrare il Santo, anche se di malavoglia per riprendersi il maialetto.

Dopo essere entrato nel salone dell’inferno, Santu Antoni disse ai diavoli di sentire freddo e desiderava scaldarsi un poco. I diavoli, presi alla fuocosardegna.JPGsprovvista, chiesero a Babbu Satana, che se ne stava al centro del fuoco a godersi il calduccio e dopo aver avuto da lui il permesso, i diavoli concessero a Santu Antoni di scaldarsi, stando però, lontano dal fuoco. Santu Antoni, stette all’inferno seduto davanti al fuoco, per tre giorni sempre controllato a vista dai diavoli, muovendo di tanto in tanto le braci con la punta del bastone di ferula. Dopo essersi ben scaldato, Santu Antoni si alzò e preso in braccio il maialetto si avviò verso l’esterno, non prima però che i diavoli felicissimi di vederlo andar via, e dopo averlo perquisito e controllato la punta del bastone di ferula per vedere se si fosse appiccicata qualche scintilla, lo lasciarono uscire chiudendo alle sue spalle il pesante portone dell’inferno. Così, Santu Antoni e il maialetto ritornarono sulla terra e il Santo, sentitosi al sicuro, ha sollevato il bastone di ferula rivolto al cielo e roteandolo come un mulinello lasciò che le scintille nascoste nel cuore della ferula, si sprigionassero e si spargessero ovunque in Sardegna e nel mondo. I riti che si compiono in ogni luogo in occasione della festa di Sant’Antonio, sono antichissimi e legati strettamente alla vita contadina dove è considerato un “santo del popolo”.

La festa di Santo Antonio Abate, che veniva raffigurato con accanto, un porcellino, per distinguerlo dall’altro Santo Antonio di Padova, è quasi ovunque celebrata ogni anno il 17 gennaio. In passato, era una delle ricorrenze più sentite nelle comunità contadine. Anche oggi è piuttosto diffusa nelle zone rurali della Penisola ed in Sardegna. Su fogu de Santu Antoni, celebrato con processione di fedeli e venerato nelle piazze d’ogni paese con giganteschi falò visibili da lontano, soprattutto nella Barbagia di Ollolai, Belvì, Seulo, Baronia, Ogliastra, Medio Campidano, Marmilla e Sulcis iglesiente. Il prete, in processione, per tradizione fa girare per tre volte attorno al fuoco la statua del Santo e dopo aver compiuto il percorso e benedetto il fuoco e gli animali, ha inizio la grande abbuffata. Anche a Roma, la Città Eterna, oltre a venerare Santo Antonio Abate che era anche considerato il protettore per eccellenza dei malati e proprio della terribile malattia del “fuoco di Santo Antonio” era anche protettore di altre malattie che colpivano sia l’uomo, e gli animali, che gli stessi radunati in Piazza San Pietro, sono stati benedetti. Ma, anche, in altre parti d’Italia, il giorno della festa di Sant’Antonio Abate è considerata una ricorrenza molto sentita, come elemento augurante e di buon auspicio: in Sicilia, Abruzzo, Molise, Toscana, Veneto e persino in Brianza, dove la festa di Sant’Antonio Abate è ancora oggi molto viva e si celebra intorno ai grandi falò, tra frittelle e vin brulè e fuochi d’artificio. Nella Sardegna “l’Isola che Danza” che impazza al ritmo pressante di un nuovo progetto di valorizzazione turistica, lanciato dall’Assessore Regionale al turismo Luigi Crisponi, il noto imprenditore turistico e General Manager dell’Hotel Ristorante Su Gologone di Oliena, perla del turismo sardo, famoso in tutto il mondo, ha strategicamente inserito nel calendario del 2011, tutte le più caratteristiche e tradizionali manifestazioni per la valorizzazione e promozione dell'”Isola che Danza”, nel periodo di bassa stagione, quali: “Su fogu de Santu Antoni” che con la Festa, ha inizio ovunque il Carnevale (Carrasegare). Il più importante è senza dubbio il Carnevale di Mamoiada, il paese del Museo delle maschere del Mediterraneo, che col fuoco e la prima vestizione dei Mamuthones e degli Issihadores è il rito unico in tutta la Sardegna che richiama in paese, una moltitudine di visitatori italiani e stranieri. La famosa e leggendaria “Sartiglia di Oristano” (di antiche origini spagnole), la S. Pasqua di Oliena e di Orgosolo, la festa di Sant’Elisio il 1° maggio a Cagliari, di Sant’Antioco di Santo Patrono della Sardegna (10 giorni di festa) e di Sant’Antioco, San Simplicio, Patrono di Olbia, la Capitale della Gallura e porta della Costa Smeralda, del “Trenino Verde Turistico” che vide come passeggero, il grande scrittore Inglese David Herbert Lawrence, autore dell’allora peccaminoso (di allora),romanzo “l’Amante di lady Chartelley” e del “viaggio in Sardegna” che descrisse nel 1921, il suo meraviglioso viaggio assieme alla moglie Frieda, del più affascinante tratto che da “Mandas attraverso Seui, Gairo Taquisara, Lanusei sino a Tortolì Arbatax”, in Ogliastra.

E’, proprio a Gairo Sant’Elena, il paese della meravigliosa Valle del Pardu, di “Gairo Becciu”, di “sa Babbaieca”, sa festa de su fogu di Santu Antoni è molto apprezzata, come pure quella della vicina frazione di Gairo Taquisara, il meraviglioso paesino dei sentieri di trekking, dei villaggi nuragici di is tostoinu e di perdu Isu, e del Nuraghe Serbissi visitabili a piedi, quasi “una scampagnata ecologica” di pochi minuti, del monumento protetto di “Perda e Liana” visibile a distanza, della vallata incontaminata, dell’antica stazioncina de “su logu de su entu”, il paesino cullato dal vento, dove il tempo si è fermato, come in un sogno.  In questi due paesi, i cacciatori in collaborazione con i volontari di Pro Loco, celebrano a modo loro e con un gigantesco falò acceso nella piazzetta di fronte al Murales che racconta la storia Gairo sin dal 1200 e al Ristorante l’Asfodelo, s’impegnano a far gustare pietanze tipiche quali: Malloreddus al sugo, Culurgionis ogliastrini, agnello allo spiedo e cinghiale arrosto ed in umido preparato dalle mogli dei cacciatori e casalinghe del posto. Un capitolo a parte ha, la serie di dolci tipici: la torta di noci, is pabassinas, sos amerettus e is pirichittus e sa paniscedda, il dolce tipico a base di mandorle, noci , uvetta, e vino cotto “saba”, il tutto annaffiato dal cannonau che scorre a fiumi sino a notte alta, mentre le note musicali del suonatore Ignazio Lepori, invitano al ballo tradizionale e trascina giovani, adulti e ragazzi  lasciandosi trasportare dalle appassionate danze ballate con puro sentimento, intorno a su fogu de Santu Antoni. La lunga notte de”su fogu de Santu Antoni” è la più tradizionale festa in onore del Santo protettore del fuoco e degli animali, che esprime l’atto più sincero e umano del popolo sardo di un’ospitalità sacra nei confronti dei paesani, visitatori e turisti, considerati ospiti di riguardo ovunque nel territorio della Sardegna, “l’Isola che Danza”, turisticamente in qualsiasi periodo dell’anno.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-01-27T08:14:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra13.JPGdi Felice D’Ambra

Magda la gitana Andalusa. Nell’arcaica Sardegna dei miti, dei sortilegi, di storie affascinanti avvolte da un’aurea di mistero, d’episodi del passato tuttora impenetrabili fino alle ipotesi sulla presenza di Dante Alighieri sull’Isola, dell’enigma dell’ultima “femina” che enfaticamente asserì d’aver visto agire “s’accabadora” prima testimone oculare vivente della scena d’eutanasia sarda, e l’antica leggenda della bellissima Magda, la “Gitana Andalusa” colei che nei solchi tortuosi dei palmi, leggeva il destino degli altri e non volle mai leggere il suo. Originaria dell’Andalusia, Magda la gitana, questo era il suo nome, non amava sentirsi zingara e a differenza delle altre ragazze del campo, lei non chiedeva l’elemosina, ma leggeva il destino degli altri per pochi centesimi. Magda come per incanto o per magia, giaceva tutta nuda sulla sabbia in riva al mare, quando a cielo sereno in una magnifica notte stellata, fu stregata dalla luna. Lei, era una ragazza bellissima, aveva un corpo da modella, gli occhi scuri color del mirto maturo che brillavano alla luce del sole, ed i suoi lunghi neri ricciuti capelli al vento coprivano il suo viso di selvaggia ragazzasarda.JPGe meravigliosa creatura. Lei, a dimostrazione della sua natura di gitana, usava ornarsi di strani amuleti e collane d’avorio e conchiglie e portava grandi orecchini tondi che adornavano il suo viso e la rendevano ancora più splendida. Magda era una gitana selvaggia dal sorriso ammaliante, corteggiata da tutti gli uomini che non osavano sfiorarla neppure con lo sguardo, ma che tutti, in silenzio, supplicavano il suo amore. Magda, da gitana sognante incantata dal meraviglioso mare cristallino, restava molte ore sulla scogliera a scrutare l’orizzonte in assoluto silenzio. Una notte di luna piena, mentre gli altri dormivano, lei furtivamente si è diretta alla “scogliera” e lì, nuda si è sdraiata sulla fredda sabbia bianca, mentre il riflesso della luna rossa illuminava il suo seno ed il corpo proiettando la sua ombra sul mare.

Magda, quasi a rispondere ad un richiamo, si è alzata per avviarsi nell’acqua argentata dai raggi della luna lasciandosi carezzare dalle sinuose onde del mare che dolcemente la trasportava verso l’oblio. Era giorno, quando sfinita lei ritornò a riva. Il suo giovane e meraviglioso seno dorato dai raggi solari, brillava al sole caliente che lo scaldava sciogliendo le gocce di mare che come perline, scivolavano carezzevolmente lungo il suo splendido corpo nudo coperto di sola sabbia, lasciando intravedere sulla pelle, un limpido rigagnolo sino alla punta dei piedi. Passeggiando sul lembo di spiaggia, Magda, fu presa da una struggente frenesia tanto che si sdraiò sulla candida calda sabbia e col viso rivolto al sole, lei, fortemente eccitata, accarezzando dolcemente il suo corpo, si lasciò trasportare con gli occhi nella mente, nel mondo della fantasia erotica, lasciandosi amare dai suoi raggi che scioglievano il profumo e il sapore di sale sulla sua pelle d’orata, spandendolo attraverso la fitta pineta nell’infinita lontananza. I genitori ed il fratello Amin non curanti della sua assenza, erano già partiti di buon mattino lasciando il suo carrozzone in riva al mare. Lei, li avrebbe raggiunti appena possibile. Nel tardo pomeriggio, un gran sole rosso appariva all’orizzonte, sembrava un tramonto di fuoco, i raggi del sole filtravano sin nell’acqua di quel mare calmo divenuto rosso e mentre il meriggio si apprestava a lasciare il posto all’approssimarsi della sera che lentamente avanzava lasciandosi alle spalle il tramonto ormai andato, come una dolce carezza della sera si avvicinava inesorabile. Magda, era lì, nell’attesa del buio prossimo in arrivo. Lei, si sentiva irrequieta, ansiosa, il suo cuore batteva forte, forte come una campana a festa, mentre un presentimento oscuro l’assaliva e la rendeva smaniosa.

La magica luna Rossa, aveva lasciato in lei un segno tangibile e al termine della notte, una radiosa aurora spuntava all’orizzonte da dietro la scogliera, l’impetuoso maestrale scemava lentamente e tutto si placava, e come magia, anche le onde. Magda, era ancora sdraiata sulla riva e udiva il lieve mormorio lamentoso del vento e il ritmo ondeggiante della risacca sulla battigia che lambiva i suoi piedi, mentre il canto festoso dei gabbiani volteggianti nell’aria, lasciavano presagire qualcosa di misterioso. Lei, incantata e avvilita, ammirava l’aura del nuovo giorno, ed il sole, quasi a sorriderle, s’alzava a scaldare il suo cuore infreddolito dalla notte trascorsa in riva al mare. Da quella magica notte, tutte le mattine Magda, stava lì seduta con i suoi neri ricciuti capelli sciolti al vento, aspettava fiduciosa e presagiva nel suo fiuto di donna eccitata, ciò che non e intuibile, ma stranamente, nel suo intimo percepiva che qualcosa sarebbe accaduto. Magda, era un giunco flessuoso dall’anima dolce e dagli occhi inebrianti, tra i capelli aveva il profumo del mare e sulle labbra il calore del sole cocente. Dalla madre aveva avuto il dono dei sogni e lei, nei solchi tortuosi dei palmi, leggeva i destini della gente. Magda, che leggeva i destini degli altri, non volle mai leggere il suo. Lei, era lì quel giorno, inebriata dalla luce sole rosso infuocato è stregata dalla luna, mandata dal destino “crudele” di colei che leggeva il destino degli altri e non volle mai leggere il suo. Quella sera di luna piena alta nel cielo, come per incanto o per magia, un uomo, un aitante e bellissimo marinaio sperdutosi nel mare in tempesta, venuto da lontano, scese dalla barca sulla scogliera e chinandosi a lei, le porse la mano per conoscere il destino; lei, prese la sua mano e nel leggerla, stupefatta, rabbrividì all’istante.

Magda, lesse in lui la morte, e con la tristezza nel cuore, struggente di passione e vogliosa d’amore, Magda, guardando fisso negli occhi azzurri come il cielo, il bellissimo marinaio, messaggero di morte “bugiarda”, gli predisse invece l’amore. Il destino crudele, risvegliò la magica notte di fuoco e sbocciò in lei, “l’amore”, l’eccitazione occultata di quel sentimento ardente che lei aveva tanto sognato nelle lunghe notti sdraiata nuda sulla sabbia. Tutto in lei era in tumulto, il sintomo d’amore e di un’eccitazione profonda l’assalì e attratta da quel marinaio bello come un dio, e lei, stregata dalla misteriosa luna rossa, l’amore completo gli concesse. Magda le offrì un amore inebriante caldo e furioso come il vento impetuoso del deserto, come il sole rovente di mezzogiorno. Egli, bello come un adone, affascinato, appagato dall’impetuoso e profondo amore che Magda gli concesse, ripartì con la sua barca e tornava tutte le notti a lei, sempre più assetato d’amore e di sesso.  Magda, che leggeva i destini degli altri, non volle mai leggere il suo. Ma, un bel giorno, il  marinaio dagli occhi azzurri come il cielo, ritornò a lei sfiancato, la barca distrutta, il suo cuore a pezzi e i remi duri, battevano sulla scogliera un lugubre canto di morte. Leggera era la sua faccia e straziante il cuore, Magda tremante, addolorata come una madonna che custodiva il destino di quell’uomo, angosciata, ma fiera d’averlo amato e d’avergli concesso il suo amore, distrutta dal dolore, lasciò il carrozzone in riva al mare, e a passi da gigante vagò sulle dune di sabbia e di giunco. Lei attraversò la pineta aprendo l’aria col viso fiero e tagliente tra ginepri selvatici, ansimante, mai, stanca.

Ai rovi lasciò un brandello di veste, ai fiori d’asfodelo il suo candido amore, ai rami di corbezzolo i neri ricciuti capelli, al sambuco il suo cuore piangente, alla terra le lacrime amare, alle bestie le gocce del dolce suo sangue, ed al bellissimo marinaio dagli occhi azzurri come il cielo, la sua anima dolce. Lei che leggeva i destini degli altri, non volle leggere il suo che parlava di morte. Ora i rovi si sono divisi i brandelli e sono tutti fioriti, i rami hanno i bocci che odorano di mare, la terra ha l’amaro frutto del mirto; e le fiere sono fatte mansuete perché paghe di sangue e d’amore della bellissima gitana dalla pelle di luna che leggeva il destino degli altri e non volle mai leggere il suo che parlava di morte. Il vento rabbioso del Nord, corre ululante sotto la luna verso il mare che biancheggia di spuma montagne d’onde, mentre la sabbia fugge dalla spiaggia sotto la livida sferza e la scogliera, è scomparsa sommersa dalle alte onde. Vacanzieri e naviganti, marinai e pescatori che vengono dal mare sotto le ali del volo dei gabbiani insonni, e portano nell’aria l’amaro profumo delle alghe, porgono l’orecchio al suono del vento che urla sulla scogliera, il lugubre canto di morte di colei che leggeva i destini degli altri e non volle mai leggere il suo.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2011-01-09T14:09:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

di Felice D’Ambra

natalesardegna.JPGGli abitanti di un paese montano della sperduta Barbagia del Gennargentu, la più alta catena montuosa della bnatale25.jpgSardegna, raccontano che in paese durante una nevosa notte di Natale, il pastore Gesuino Muntoni ricco possidente, mentre era solo nel suo ovile ha avuto un’apparizione. L’ amico Efisio Fadda, confinante di territorio passando davanti al suo ovile, gli chiese, se stesse in campagna anche l’indomani giorno di Natale. Gesuino, malinconico rispose affermando che non sapeva dove andare, visto che era solo e che certamente sarebbe rimasto nel suo ovile. Egli, era stato sempre da solo, non aveva una fidanzata e neppure mai una compagna, e mai ha avuto il desiderio di prendere moglie seppure avrebbe avuto la possibilità d’amare donne.  Egli, ha sempre badato alle pecore e non s’ è mai lasciato tentare dalla voglia di fidanzarsi come fanno tutti e prenderne una e sposarla, perché Gesuino ha sempre pensato ad accudire alle pecore. Il Papà e la mamma erano morti da tempo e non aveva fratelli. Gesuino, era solo su questa terra. Non esistevano parenti, solo qualche amico, ma ciascuno per Natale, trascorre  la festa con i propri familiari e Gesuino, timido com’ era, si vergognava ad auto invitarsi: si sarebbe trovato come un  intruso, anche se in Barbagia l’ospite è sacro. E, così sarebbe rimasto lì, in campagna, solo col bestiame, a guardare la neve cadere e mangiare qualche pezzo di capretto arrosto. Ma, nelle festività, anche il cibo più buono, diventa cattivo se è assaporato in solitudine. Gesuino era pensoso e infelice e la tristezza, quando diventa abitudine, è ancora più amara. Così, quella vigilia di Natale, dopo aver sistematole le pecore nel recinto, triste e sconsolato, è rientrato nel suo ovile ben riscaldato dalla legna che ardeva al fuoco, e come il solito, si è seduto davanti al foghile. Malinconico e pensoso Gesuino, si strinse nelle spalle e guardava il soffitto pieno di formaggi, prosciutti e salsicce appese, mentre la carne infilzata allo spiedo lentamente arrostiva accanto alla fiamma.

Ricordava le occasioni sprecate, le ragazze che, pur potendo non amò; i parenti che lo cercarono ma che lui non ha mai cercato. E, ad un tratto scoprì davanti a lui, soltanto una dannata solitudine. Il suo ovile era grande, egli possedeva terre e armenti, eppure in quel momento, si sentiva l’uomo più povero e triste della terra. Anche, il suo servo pastore era tornato a casa per Natale, avrebbe baciato i suoi bambini e dormito con la moglie, mentre a lui, nessuna tenerezza era concessa. Eppure, Gesuino non aveva mai commesso nulla di male per dover essere costretto a subire una simile solitudine. Egli non amò mai nessuno, e questo fu il suo grande errore e quella notte, la vigilia di Natale, era ancora, più depresso. Qualche ora prima, che scoccasse la mezzanotte, e prima che nascesse Gesù Bambino ovunque nel mondo e la gente era alla Novena di Natale, come  per incanto, in quella notte buia e nevosa, qualcuno bussò alla porta dell’ovile. Preso di soprassalto, sgomento e sospettoso ed anche un po’ impaurito, silenzioso, spense il lume, impugnò il fucile che teneva nascosto sotto il letto e senza chiedere chi fosse, aprì lentamente la porta. Grande è stato il suo stupore, quando all’improvviso appare davanti al suo viso lei, una bellissima e misteriosa donna, alta, bruna, meravigliosa, dai capelli nerissimi come le more e dagli occhi scuri color del mirto maturo che brillavano alla luce della fiamma del caminetto, tanto che Gesuino, talmente sbalordito non è riuscito ad aprire bocca. Lei, dolce fascinosa donna da incantare chiunque, notando la sua meraviglia e guardandolo fisso negli occhi, con un leggero sorriso appena accennato, “Ciao” gli disse, so, che sei solo stanotte e sono venuta a farti compagnia per la notte di Natale, se vuoi!  Gesuino, diffidente, abituato alla dura vita da pastore solitario, avvezzo a vivere tra le pecore, molto intimorito da quest’ affascinante e bellissima donna, ancora stupito, guardandola dalla testa ai piedi, alla fine, imbarazzato, come si usa fare in Barbagia, considerando che l’ospite è sempre sacro, la invitò ad entrare. Lei, cordialissima si sedette di fronte a lui e con occhi languidi guardandolo con tenerezza e con un dolce sorriso facendolo sentire a proprio agio, gli disse tutte quelle parole che lui avrebbe sperato di sentire pronunciare un giorno dalla sua amata. Lei premurosa, rassettò la cucina e apparecchiò la tavola, mentre Gesuino la guardava ancora più stupito, disorientato. “Che cosa mai vorrà”, questa donna da me? Pensò nella sua mente di pastore abituato alla dura vita di lavoro. Doveva essere una donna di malaffare? Egli rimuginava, altrimenti perché sarebbe venuta nel mio ovile la notte di Natale? Lei, come se leggesse nel suo pensiero “Sai, gli disse con dolcezza, sono sola anch’io stanotte e ho voglia di stare in compagnia, la vigilia di Natale”. Gesuino, disorientato, non sapeva cosa fare, i suoi pensieri erano dubbiosi e nella sua, mente s’insinuò il dubbio, poteva essere una donna venuta per fargli del male, ma era tanto bella, tanto dolce, che Gesuino, alla fine si lasciò travolgere da una turbinosa passione d’amore e non potette farne a meno di lasciarsi prendere da un sentimento di pura dolcezza. Lei, permissiva ed emozionata, si dimostrò veramente innamorata di lui, ed era così tenera con lui, e lui così rude con lei, e nonostante il suo sospetto le sembrava che quello fosse l’unico vero Natale della sua vita. Lei, lesse nel suo pensiero e l’abbraccio così teneramente tanto che Gesuino non riuscì a liberarsi da quel meraviglioso abbraccio che per lui sembrò solo un sogno, e si lasciò andare con tanta passione che mai avrebbe pensato di possedere. Si sono amati alla follia, come nessuno avrebbe, potuto amare un amore furioso come il vento, caldo come il sole del deserto a mezzogiorno, sublime, appassionato, mai tanta tenerezza aveva toccato il loro cuore. La loro passione fu travolgente e dopo una notte di meraviglioso amore, si addormentarono abbracciati. Gesuino dormiva,  ma nel sogno, le parve di vedere la donna che estasiata, stava davanti alla porta  in contemplazione e lo guardava con dolcezza: una fata.

Era tanta l’agitazione in lui che intuì e urlando le disse “no! no!  Fermati non andar via, torna da me, ti prego, non andar via, le chiese ancora sgomento nel sogno Gesuino. Lei, scosse la testa, non posso “gli rispose” è stato bellissimo, ma non posso restare, devo andar via, sono venuta solo per regalarti una notte di felicità e d’amore per Natale ed è svanita. Gesuino si svegliò di colpo, si guardò intorno, non vide la bellissima donna della vigilia di Natale. Si vestì in fretta e corse fuori come un pazzo a cercarla, si precipitò nel bosco, nella tormenta per tentare di raggiungerla e riportarla con lui e amarla per sempre. Ma, inutile, lei sembrava volatilizzata, inghiottita dalla nebbia, e tra gli alberi innevati di quella notte nevosa, in lontananza solo l’ululato dei lupi affamati e sotto la biancastra tormenta di neve oscurava l’opaca luna piena della notte di Natale, era svanita anche la speranza di Gesuino di ritrovare la donna amata. Le lacrime di dolore bagnarono il suo viso, egli pianse lacrime amare che gli riempirono la gola sino a toglierli il respiro. Sono ormai passati tanti anni. Gesuino, non ha saputo più nulla di Lei, non è mai riuscito a trovare traccia della bellissima donna dai capelli corvini color delle more e dagli occhi scuri color del mirto maturo. Gesuino, non seppe mai neppure il suo nome per cercarla, per chiamare l’unica donna che in quella magica notte di Natale, lo rese per una notte, l’uomo più felice della terra. Nel suo ovile, di fronte al foghile Gesuino, più triste che mai, sogna ancora della bellissima donna che gli ha donato la più bella notte di Natale della sua vita, e spera, che un giorno lei possa tornare ancora nel suo ovile. Sconsolato Gesuino, rammenta a se stesso, che nessuno al mondo, ha due possibilità su questa terra, soprattutto ”la notte prima di Natale”.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambraultima modifica: 2010-12-23T14:24:17+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra. Auguri

di Felice D’Ambra

augurifelice.JPGAuguri di Buon Natale e di un felice Anno Nuovo.

Da Cagliari in linea Felice D’Ambra. Auguriultima modifica: 2010-12-22T07:48:00+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra. Il ricordo di Pino Merlino

fdambra13.JPGdi Felice D’Ambra*

Ho appreso dal Tuo Notiziario on line delle Isole Eolie, la gradevole notizia della targa d’intitolazione del “Palatenda” di Messina,  in memoria del compianto Assessore al Turismo della Regione Sicilia, Dott. Merlino On. Giuseppe, originario di Lipari. Ho conosciuto l’Assessore al Turismo alla Borsa Turismo, di Milano (B.I.T.), ma è stato a Berlino che l’eolian berlinese e amico fraterno Gilormino Casali, mi ha presentato a lui che inizialmente mi aveva confuso con Enzo D’Ambra, proprietario della Pumex. Fu proprio all’I.T.B. (International Tourisme Borse), di Berlino che l’Assessore Pino Merlino, da politico ma da uomo stratega del turismo che  sotto la sua guida, ebbe un grande successo, tanto che la Regione Sicilia nei primissimi anni novanta, balzò ai primi posti della graduatoria regionale italiana più richiesta turisticamente dai Tour Operator Internazionali.

Rammento ancora oggi, le varie serate da lui organizzate all’Hotel Estrel, Hotel Steigeberg, Hotel Maritim di Berlino Est ma, secondo me la più berlinodambrafamularocasali.JPGfamosa è stata quella organizzata al “Grand Hotel Hilton” di Berlino. Grandi Chef di cucina, cuochi, pasticceri, cantori del folclore siciliano, provenienti da Palermo, sbarcarono a Berlino, il calore e i profumi della Sicilia. Enormi pesci spada e tanti, tanti altri  prodotti genuini dalla Sicilia arrivarono nelle cucine e saloni dell’ Hilton dove si svolgeva il “Gala Dinner della Regione Sicilia”.  Quella famosa serata mondana di grande spettacolarità della Regione Sicilia, rimase memorabile negli occhi, nel palato di grandi personaggi che si sono complimentati con Lon. Pino Merlino, tra quali: il Console Generale di Berlino A. Bosco, l’Ambasciatrice del Perù Isabella Castro, e da tanti altri importanti selezionati ospiti tedeschi, giornalisti della TV e della Stampa Internazionale qualificata, Tour Operator, Agenti di Viaggio ed ancora ospiti Internazionali di prestigio. Tutti  questi grandi nomi di prestigio Internazionali sono stati presentati all’on Merlino dal nostro Interprete l’Eolian berlinese Gilormino Casali che in quegli anni era sempre a disposizione dei grandi politici dell’Assessorato al turismo della Regione Sicilia. Gli eventi ebbero un’ enorme risonanza ed un effetto qualificante per lo sforzo degli organizzatori, soprattutto per il successo personale del grande personaggio storico quale era l’Assessore al Turismo siciliano, On. Pino Merlino, originario di Lipari. l’uomo di prestigio del trionfo siciliano che restò immortalato nella mente di tutti quelli che parteciparono.

A ricordo di quella memorabile serata, allego una foto in compagnia del pioniere del turismo eoliano, Bartolino Famularo, patron dello storico “Gattopardo”, dell’Eolian berlinese amico fraterno Gilormino Casali, della Signora Raffaeli di Stromboli, non si vedono, ma allo stesso tavolo c’erano presenti l’amico Aldo Natoli e famiglia. (Gilormino Casali, Aldo e Roberta Natoli), sono stati un’istiutzione a Berlino, e lo sono ancora!!!Colgo l’occasione per congratularmi con i figli e familiari dell’On. Pino Merlino, per l’alta considerazione che l’Amministrazione della Città di Messina, Onora la sua memoria. Ringrazio Bartolino Leone che nel Suo Notiziario ha ricordato questo storico evento ed auguro che la Città di Lipari che ha dato i natali al compianto On. Pino Merlino, onori la sua “magnifica” figura  di autentico uomo del turismo che ha dato lustro alla Sicilia,  Lipari e tutte le Isole Eolie.

*Presidente Associazione Direttori Albergo – Sardegna

Da Cagliari in linea Felice D’Ambra. Il ricordo di Pino Merlinoultima modifica: 2010-12-01T08:53:15+01:00da leonedilipari
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Da Cagliari in linea Felice D’Ambra

fdambra13.JPGdi Felice D’Ambra

Turismo e destagionalizzazione. “Autunno in Barbagia”.

L’incanto dolce e amaro di una storia d’altri tempi de “L’Autumn in New York”, il film interpretato da Richard Gere e da Wimona Ryder, non ha niente a che vedere con l’autunno sardo interpretato dal vivo ed in modo particolare da contadini, pastori e artigiani di questo: “Autunno in Barbagia”, ambientato nei paesi più caratteristici e affascinanti d’antica terra di Sardegna. La Barbagia è la più arcaica e tormentata terra d’autentiche tradizioni secolari che il mondo moderno non è riuscito ancora a scalfire. “Autunno in Barbagia”: è semplicemente una manifestazione di sagre, feste, di Enogastronomia, di riti religiosi e pagani che si svolgono nella  dolce e selvaggia “Barbagia di Ollolai e di Belvì”, la terra più lontana, la più vera, la più bella e più amata dell’interno di una Sardegna naturale, ricca di sapori, d’odori che durante il tepore del romantico autunno, sprigiona nell’aria un intenso e aromatico miscuglio di profumi che da settembre a dicembre, inebria i paesi di quest’antica terra visitata da gitanti e vacanzieri provenienti dalla regione, penisola e dal vecchio continente.

L’ASPEN, l’Azienda Speciale della Camera di Commercio I. A. A., di Nuoro, da anni ormai, in collaborazione con le Amministrazioni comunali,