Da Panarea in linea Pina Cincotta Mandarano

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di Pina Cincotta Mandarano

Panarea è una delle poche isole che non ha bisogno di grandi opere ma di piccoli pensieri settimanali o per essere pignoli giornalieri. La nostra isola è sulla bocca di tutti, di brava gente e di speculatori che tentano in tanti modi di acchiappare l’acchiappabile con la scusa di un buongiorno col sorriso migliore. Un certo movimento si avverte nel mercato immobiliare. Vedremo e penseremo.

 

di Giovanni Rosa

Babilonia estiva

Nella mistica di derivazione biblica, Babiloniaè una metaforautilizzata per definire una società, uno stato o un’istituzione che assomma in sé ciò che è considerato negativo nella natura umana. (vikipedia)

Trascuro la definizione di stato o istituzione per non creare le solite rimostranze politiche personali.

Mi limito a definire la attuale tipologia della società insulare eoliana passata da una arcaica e povera gestione, con limitati scambi economici, ad una forma commerciale oltremodo impegnativa nella gestione di enormi valori di immobili e di valuta.

Le isole sono diventate una “miniera d’oro” per i locali e per tutti coloro che, fiduciosi nelle loro capacità imprenditoriali, hanno individuato nello tsunami turistico estivo la fonte di un elevato reddito al di là di una confacente e necessaria organizzazione.

Il risultato????? non occorre descriverlo..basta un esempio..avere la necessità nel mese di agosto , di fare un esame clinico o altre simili necessità da Vulcano all’ospedale di Lipari o Messina..per “gustare” la babilonia estiva.

Ma la goccia ti aspetta quando vieni informato che il referto del risultato degli esami che ,come consuetudine, ti veniva inviato via mail …da ora .deve essere ritirato personalmente o per delega di altra persona…in sintesi devi ripetere il tragitto…

Non domandi il motivo e ti accomodi paziente, in attesa che con il fresco le piogge invernali riportino la quiete.

PRESENTATO IL VOLUME DI GIOVANNA PERDICHIZZI

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di Giordano Campanella

Continua il successo per la giovane poetessa barcellonese Giovanna Perdichizzi che , dopo la prima presentazione della sua raccolta di poesie, “in la minore” del 28 dicembre scorso a Milazzo, nella cornice di Palazzo D’amico, con una lectio magistralis del prof. Filippo Russo, estensore della prefazione del libro, con la quale è stata esaltata la qualità letteraria della raccolta e la sensibilità della poetessa, altri due intensi momenti culturali l’anno vista come protagonista. Nel primo, a Santa Lucia del Mela, nell’ambito della “Notte della Cultura” , nella suggestiva location della Chiesa dei Cappuccini, Giovanna Perdichizzi, insieme ad altre due autrici, Valentina Di Salvo e Melinda Giorgianni, scelte dal loro editore , il milazzese Antonio Lombardo della “Lombardo Edizioni”, ha esposto, con la dolcezza che le è connaturata, il senso e il filo conduttore della sua opera. Solo tre giorni più tardi, in quel di Lipari, presso il prestigioso Centro Studi Eoliani, Giovanna Perdichizzi è stata protagonista assoluta. Nel magnifico giardino del Centro studi al cospetto di un pubblico altamente qualificato, la giovane poetessa ha tenuto testa senza tentennamenti al fuoco di fila delle domande che le hanno sottoposto i due “presentatori “ d’eccezione: la Prof.ssa Maria Noemi De Luca e lo scrittore Alessio Pracanica. Un colloquio a tre che, inframmezzato dalla lettura di alcune poesie dell’autrice, ha sviscerato la profonda sensibilità e il senso della sua opera. Temi importanti come il rapporto con l’altro, la ricerca della bellezza, la solitudine e l’anima che caratterizzano la poesia di Giovanna Perdichizzi, hanno incantato l’attenta platea colpita dalla sicurezza e dalla determinazione che contraddistinguono l’autrice, sentimenti che vengono espressi con naturalezza, dolcezza e semplicità disarmanti.
” Ha sete l’anima
di quel per sempre che fu smarrito
quando per vivere tentammo
di morire”.
Una “sete” che prelude a nuove pubblicazioni e ad una meritoria e auspicabile rinnovata verve artistica nell’arte della poesia che , in questo mondo disumano e mercantilista, forse non “vende”, ma che risulta imprescindibile per un vero cambiamento che preluda al riscatto dell’umanità e all’affermazione dei suoi valori peculiari.

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LE INTERVISTE DE “IL NOTIZIARIO”. Lipari&Centro Studi, gli appuntamenti. Presentati 3 libri di Beppe Cardile. “Il Notiziario” tra gli sponsor.

Lipari – Al Centro Studi presentati 3 libri di Beppe Cardile. Il personaggio protagonista è il maresciallo Aragona (nome di fantasia) dei carabinieri.

Nelle interviste che seguiranno con l’autore Beppe Cardile e con il dottor Gianni Iacolino si scoprirà se c’è qualche similitudine con i diversi marescialli che in questi decenni si sono alternati presso la caserma dei carabinieri di Lipari.

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LE INTERVISTE DE “IL NOTIZIARIO”. Lipari&Centro Studi, gli appuntamenti. Presentati 3 libri di Beppe Cardile. “Il Notiziario” tra gli sponsor.

“L’EFESTO” A HOSSEI TAHERI

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Pubblico delle grandi occasioni ieri sera al Centro Studi per la consegna del premio “Efesto”.
La serata ha avuto inizio con il ricordo di Sebastiano Gesù e Laura Nobile recentemente scomparsi che per anni sono stati vicini alle iniziative del Centro. Il premio di questa edizione 2018 è stato assegnato a Hossein Taheri, e a consegnare il prestigioso riconoscimento è stata Loredana Salzano, ideatrice della locandina del festival. Dopo la premiazione è stato proietatto il film “L’ordine delle cose” di Andrea Segre. Alla fine della proiezione il pubblico, prendendo spunto dal suo contenuto, si è piacevolmente intrattenuto con l’attore per uno scambio di idee sulla attualissima problematica dei migranti nel mediterraneo. E’ doveroso ricordare che, tra i tanti riconoscimenti, il film ha vinto anche il premio dei diritti umani.

Da Panarea in linea Pina Cincotta Mandarano

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di Pina Cincotta Mandarano

A Panarea è risaputo che ho una passione sfrenata per Luca Cordero di Montezemolo. Da oltre 20 anni, puntualmente mi viene a trovare e visitare. Facciamo 4 chiacchiere benevole e ricordiamo un pezzo delle estati di una volta. Non ho mai avuto il coraggio di chiedergli perché indossa sempre maglie e camicie con le maniche lunghe. Giuro che prima o poi farò la domanda.

Da Panarea in linea Pina Cincotta Mandarano

Accoccolarsi al rumore “bianco” del mare

di Carlo D’Arrigo*

Accoccolarsi al rumore “bianco” del mare

I suoni improvvisi svegliano il nostro cervello e possono interrompere il sonno. Con i suoni che aumentano gradualmente non si ha, solitamente, il risveglio. Lo squillo del telefono ci sveglia, il rumore di un ruscello o di una debole pioggia o del mare sulla battigia ci accompagnano al sonno. E’ il rumore “bianco” che ci rasserena e ci porta nelle braccia di Morfeo, il Dio dei sogni della mitologia greca. Senza scendere troppo in dettagli, i suoni sono composti in generale da un’ampia gamma di frequenze: dalle più alte (gli acuti) alle più basse, ciascuna di queste lo rende più o meno gradevole al nostro orecchio. I suoni prodotti sfruttando la sommatoria di tutte le frequenze udibili sono chiamati bianchi perché questo colore rappresenta, sullo spettro visivo, l’unione di tutte le possibili frequenze visibili, tutti i colori. Ma perché questi suoni ci fanno addormentare? Il rumore bianco annulla tutti gli altri rumori, li “maschera” e il nostro cervello non li avverte più. La nostra mente presta poca attenzione a ciò che è monotono e ripetitivo, mentre si attiva per un rumore improvviso o irregolare. E’ come se questi passassero in secondo piano, permettendoci così di rilassarci. Il rumore bianco si trova in natura come lo scorrere di un torrente, lo stormire delle foglie o, meglio ancora, l’infrangersi delle onde del mare. Un rumore bianco “pronto all’uso” si può scaricare gratuitamente dalla rete, basta digitare whitenoise e scegliere quello che ci piace di più. Ma perché perdersi il piacere di “Accoccolarsi ad ascoltare il mare…senza fiatare” e magari ad “inventare un nuovo amore” come diceva una vecchia canzone di Claudio Baglioni? E dove se non nelle nostre belle Isole?

*Fisico, Consulente di Acustica del Comune di Lipari carlodarrigo47@gmail.com

Accoccolarsi al rumore “bianco” del mare

Asini da turismo

di Salvatore Leone

La battaglia degli “scecchi” è arrivata a Santorini ma era già partita da Filicudi molti anni fa quando uno sfruttatore di questi quadrupedi venne condanno per merito di una turista testimone di sovraccarichi e maltrattamenti. Santorini, Filicudi, Alicudi, Ginostra e Panarea hanno in comune gli asini e i gradini. Asini e somari usati come mezzo di trasporto spesso con eccessivo carico. Adesso è stato stilato il nuovo decalogo dell’ asino di Santorini ma si spera che si possa estendere per tutti gli asini delle isole del mondo. L’accordo prevede la quota di ombra minima, l’acqua da garantire, gli orari massimi di lavoro, il peso da trasportare non deve superare i 50 chili, le punizioni per le violenze e le regole sul pensionamento dei più anziani. L’ Unione europea nel 2017 ha approvato incentivi per chi tratta in modo umano gli asini che lavorano nel turismo.

Asini da turismo

Eolie, NotiziariOggi del 9-8-2018

PRIMA PAGINA: “AUTANDO”

Finito lo spot pubblicitario del politico in bus con posto a sedere trovato facilmente si ritorna alle classiche auto blu da 100 mila euro in su. Sulle auto blu tutte le guerre sono perse dopo la vittoria politica. Lo chauffeur e l’auto di servizio piace, altro che piace. Comoda, sportello aperto dagli uomini di servizio o di sicurezza, sedile posteriore in pelle condizionata. Lo Stato nuovo ha pronto il rinnovo del parco auto di rappresentanza attraverso l’espletamento di una procedura di gara per l’ acquisizione di sette autovetture ad alimentazione tradizionale e il noleggio di un’ autovettura green ad alimentazione elettrica (sensibilità ambientalista).

Continua

Eolie, NotiziariOggi del 9-8-2018

Da Panarea in linea Pina Cincotta Mandarano

di Pina Cincotta Mandarano

Ormai Panarea è sulla bocca di tutti. Viene leccata come un gelato quando fa comodo e presa a pedate quando nessuno guarda. Il doppio gioco che fa bene a pochi e male a tanti. Apparentemente passa inosservato ma “ca nisciunu è fissa”. I tempi moderni parlano di ecologia, ambiente, ma non di educazione e rispetto. Con una mano si vuole salvaguardare e con l’altra fregare il salvaguardato. A vista dico io. Pina guarda lontano ma anche vicino mentre chi dovrebbe fare di più fa “u papatuni”.