Vulcano, isolano arrestato dai cc. Trasportava illegalmente rifiuti pericolosi

vulcanodiscarica2.JPGVulcano – Un isolano è stato tratto in arresto dai carabinieri per trasporto illegale di rifiuti pericolosi, in violazione alle recenti normative vigenti in Sicilia. Si tratta di Antonino Faralla, 50 anni, nato a Lipari e residente a Vulcano, imprenditore edile. E’ stato sorpreso dai militari mentre trasportava, a bordo di un autocarro, privo di autorizzazione, materiale di risulta derivante da lavori di demolizione. Successivi accertamenti hanno permesso di individuare  nella contrada Piano una discarica non autorizzata che veniva utilizzato dall’isola ove erano stato depositato abusivamente ulteriore materiale di risulta. Il mezzo, il materiale trasportato e l’area adibita a discarica sono stati sottoposti a sequestro. Stante la flagranza di reato, l’abitante di Vulcanoè stato tratto in arresto per attività di raccolta e trasporto di rifiuti speciali pericolosi e non, in assenza di autorizzazione e per abbandono di rifiuti speciali su un suolo in modo incontrollato e su un sito non autorizzato. Dopo le formalità di rito, su disposizione del Magistrato,  è stato tradotto presso l’abitazione in regime degli arresti domiciliari. In proposito, vulcanodiscarica1.JPGcome già più volte richiamato, con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 luglio 2010 è stato dichiarato fino al 31 dicembre 2012  lo stato di emergenza per lo smaltimento dei rifiuti urbani nel territorio della Regione Siciliana.  La dichiarazione del citato stato di emergenza permette l’applicazione in Sicilia della più grave disciplina sanzionatoria prevista dal D.L. 172/2008 convertito in Legge 210/2008, riguardante misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti ed in passato già applicata nella Regione Campania. Nella circostanza, come detto, la vigente normativa, anche per il semplice trasporto non autorizzato prevede che “chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza dell’autorizzazione, iscrizione o comunicazione prescritte dalla normativa vigente è punito: con la pena della reclusione da sei mesi a quattro anni, nonché con la multa da diecimila euro a trentamila euro se si tratta di rifiuti non pericolosi;  con la pena della reclusione da uno a sei anni e con la multa da quindicimila euro a cinquantamila euro se si tratta di rifiuti pericolosi”. I controlli da parte dei Carabinieri, in applicazione della richiamata normativa, continuano pressanti su tutto il territorio della provincia.

Vulcano, isolano arrestato dai cc. Trasportava illegalmente rifiuti pericolosiultima modifica: 2010-11-06T13:29:00+01:00da leonedilipari
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